24 febbraio 2008

l'UE: accogliere i gay perseguitati

COMUNICATO STAMPA
20 febbraio 2008

DIRITTO DI ASILO: SI PRONUNCIA L’UE, INVITANDO I MEMBRI A CONCEDERLO AGLI OMOSESSUALI PERSEGUITATI

GRUPPO EVERYONE: “GRANDE LAVORO DI RADICALI E ALTRI GRUPPI EUROPEI. ORA ANCHE REGNO UNITO E OLANDA SI ATTENGANO ALLE DISPOSIZIONI

LA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE A UN’INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO MARCO CAPPATO E DI ALTRI GRUPPI POLITICI, LANCIANDO UN MONITO AGLI STATI MEMBRI SULLA PROTEZIONE DEI GAY DA PERECUZIONI E PENA DI MORTE


Con una risposta all’interrogazione depositata dal radicale Marco Cappato, assieme ai deputati di tutti i gruppi politici al Parlamento Europeo, la Commissione europea ha affermato che "In base al diritto europeo gli Stati membri non possono espellere o rifiutare lo status di rifugiato alle persone omosessuali senza tenere conto del loro orientamento sessuale, delle informazioni sulla relativa situazione nel paese di origine, ivi comprese le disposizione legislative e regolamentari e il modo in cui sono applicate". Inoltre gli Stati UE devono garantire che il personale incaricato di esaminare le domande di asilo e decidere in merito "disponga di informazioni precise ed aggiornate provenienti da varie fonti, quali l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)". La commissione, anche sulla base della campagna internazionale per la vita in Iran lanciata dal Gruppo EveryOne, con il sostegno di Nessuno Tocchi Caino, del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito e del Partito Socialista Europeo, nonché delle principali organizzazioni per i diritti umani, ha affermato inoltre che è necessario "prendere seriamente in esame il codice penale iraniano e la sua applicazione pratica, nonché il possibile coinvolgimento di responsabili non statuali della persecuzione", e riconosce che è consapevole del fatto che "in Iran l'omosessualità consensuale tra adulti è perseguibile […] e che sia stata comminata la pena di morte" per questo.
“Ancora una volta vince l’Europa dei diritti umani” affermano convinti i leader di EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Continueremo ad avere fiducia e nutrire speranze in quest’Europa, che si fa portatrice di valori civili a difesa dei più deboli. E' tuttavia necessario che le disposizioni della Commissione europea non restino sulla carta, ma vengano messe in atto senza eccezioni dai Paesi membri. Ci aspettiamo inoltre risposte concrete, che si traducano nel pieno recepimento delle norme europee e internazionali in materia di diritto di asilo, dal Regno Unito – da cui nei giorni scorsi non sono giunte buone notizie per la sorte della lesbica iraniana Pegah Emambakhsh, che ha più volte rischiato la deportazione in Iran per non poter provare la propria omosessualità ed è tuttora in attesa di responso della Corte d’Appello britannica – e dall’Olanda, dove Jamal Turkhmani, un omosessuale libanese, è in attesa del responso dei giudici per ottenere l’asilo come rifugiato. Riguardo a Pegah, è necessario che i magistrati del Regno Unito considerino che la donna non intende mettere in pericolo con ulteriori rivelazioni la sua compagna e la sua famiglia, che vivono tuttora nella Repubblica Islamica. Per quanto concerne Jamal, il giovane gay rischierebbe fino a un anno di reclusione, a cui si aggiungono le minacce di morte ricevute dal padre e dal fratello a causa del suo impegno di attivista in un'associazione gay locale.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
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