16 aprile 2008

ITALIA ANNO ZERO

Questa tornata elettorale rischia di consegnarci un´Italia più brutta. La maggioranza degli Italiani ha scelto per la terza volta Silvio Berlusconi e dalla sua coalizione di centrodestra insieme alla Lega Nord.

Sono ancora impressi nella nostra memoria gli insulti che per cinque anni i ministri e i parlamentari di Berlusconi hanno rivolto alle persone lesbiche, gay e trans e c´è da scommettere che il prossimo esecutivo non manifesti posizione differenti dal precedente, dove l´omofobia era di casa, insieme all´indifferenza verso il ruolo delle donne e il contributo delle diversità. Ci stupirebbe e ci piacerebbe poter smentire tra qualche settimana queste affermazioni, costatando che il Popolo della Libertà si sia trasformato, nel frattempo, in una moderna forza di centrodestra di stampo europeo, come in Spagna, Francia o Germania. Ma la permanenza di certi dirigenti politici in ruoli chiave e il peso che la Lega Nord avrà, non ci fanno ben sperare, però, in questa direzione.

Socialisti e Sinistra Arcobaleno non riescono a superare la soglia di sbarramento né al Senato né alla Camera dei Deputati. Un bilancio negativo perché queste forze politiche sono tra quelle che maggiormente rappresentano i nostri bisogni.

Restano fuori dal Parlamento tutti i candidati lgbt a eccezione di Paola Concia: a lei i nostri auguri perché la sua battaglia in Parlamento sarà durissima ed enorme è responsabilità sulle sue spalle. Dovrà mediare con l´ala più conservatrice del suo partito, il Pd, con le esigenze della nostra gente e con il movimento. Un nostro ringraziamento va a Vladimir Luxuria, Titti De Simone, Gianpaolo Silvestri e, soprattutto, a Franco Grillini che con il suo impegno quotidiano ha difeso, prima dai banchi dell´opposizione e poi da quelli della maggioranza le offese alla dignità delle persone lesbiche, gay e trans facendosi interprete delle nostre istanze come mai era avvenuto prima nella storia italiana, sapendo elaborare soluzioini legislative come il Pacs che il nostro arretrato ceto politico non ha voluto sostenere.

Unica nota positiva, lo scarsissimo risultato ottenuto dalla lista antiaborista di Giuliano Ferrara: segno che, quando gli Italiani vengono chiamati a pronunciarsi su questioni etiche in modo chiaro e senza bluff, come è avvenuto invece per il Referendum abrogativo della legge 40, scelgono senza dubbio l´autodeterminazione e la difesa dei diritti. Una sconfitta pesante che non vede nel direttore del Foglio l´unico protagonista, ma che riguarda tutti coloro che vogliono mettere un bavaglio alle libertà.

Fabrizio Marrazzo [presidente Arcigay Roma]

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