12 aprile 2008

L'arte dello Sport

Il Tifo si sa è una grave malattia respiratoria, una volta mortale, per la quale in Italia ci siamo solo apparentemente vaccinati da vent'anni, ed in realtà continuiamo a soffrirne e mortalmente nella sua forma metaforica più resistente: quella sportiva. Il Tifo più che lo sport in Italia è una patologia, grave, che colpisce le coscienze politiche e sociali a tutti i livelli senza speranza alcuna di sopravvivenza etica nemmeno per i cittadini che imperterriti continuano a pagare per vedere quei reati contro la medicina e contro l'umanità a cui inutilmente diamo delle regole di gioco apparentemente leali.

Possiamo vagamente sperare di credere in noi stessi quando partecipiamo a gare amatoriali, quelle della Uisp o delle varie piccole agenzie tematiche, che permettono a giovani senza talento ed a talenti senza gioventù di confrontarsi in modo efficace seguendo per davvero le complicate regole sportive dalle quali dovremmo trarre ogni valore etico e guerriero moderno. Lo sport da sempre ad Olimpia come in Cina è un sostituto efficace della guerra, sia come attesa e sua preparazione, capace di forgiare i corpi e gli animi dei soldati di tutte le epoche, sia come sospensione e metafora di confronto tra specie, legate ognuna ad una bandiera, altrimenti vissuto come spirito agonistico. Miriadi di metafore esistenziali ruotano intorno agli sport a significato nazionale o riabilitativo, ed ogni risorsa dello scibile umano, dopo avere transitato per lo spazio e in missioni di guerra finiamo per goderla nei rotocalchi domenicali dedicati alle varie abilità olimpioniche.

E' allora di guerra che si tratta a Pechino, tra le pareti di comitati olimpici dorati, una guerra tra le nazioni, ma alla conquista del più grande mercato umano esistente al mondo. Il mondo per un terzo è cinese, nel bene e nel male, e tutto si riflette nella sua cultura e nella sua grande vetrina olimpica in cui più che dopo l'ingresso ufficiale nel WTO si santifica la morte del comunismo autocrate e la prossima conquista del mondo come unica superpotenza superstite. Parliamo proprio di questa Cina, capace di essere colonialista e feroce meglio degli americani e dei sovietici, schiavista e patriarcale meglio di quanto siano mai stati altri popoli andati, ricca e consumatrice meglio di quanto non potremmo essere nemmeno nei nostri slogan più sfrenati.

E' allora anche di guerra che si tratta ogni domenica con il calcio italiano erede degli squadristi fascisti e della migliore contrattazioni di mercato che stabiliscono il numero potenziale di feriti utile per garantire il migliore spettacolo telecomandato possibile, tanto ai presenti, coscritti, quanto agli invalidi costretti al telecomando domestico. E' una guerra di audience feroce, sponsor contro sponsor, in cui il campo devastato è quello cerebrale di chi segue gli incontri addomesticati. E' una guerra farmacologica, anch'essa evidente e ben nota, che impedisce ai giocatori brutti, onesti o moralisti di diventare mai divi del pallone, perché solo bellezza retorica (maschia ed omofoba) ben dotata di ormoni e sostanze dopanti potrà vincere il mito e la natura umana che ci costringerebbe, noi dipendenti dello statotelevisivo più potente del mondo a rinunciare a quei record altrimenti impossibili. Anche questa la guerra che si combatte in Cina, tra squadre di chimici e medici infami.

Eppure rimasi allibito nel mio lungo viaggio solitario per tutti i siti celebri della Cina storica, pur essendomi impedito di parlare con i cinesi anche in quei rari incontri con chi parlava inglese o francese, perché costoro si irrigidivano come statue di sale appena io osavo chiedere qualcosa di diverso dai percorsi turistici o dal folclore popolare cinese. Adoro la loro tradizione e la loro storia millenaria, tradita dalle guerre coloniali prima e dalla rivoluzione culturale dopo, che oggi la rendono la più grande Dittatura del Mercato, capace di rendere invidiosi anche i nostri capi di stato, incapaci di esportare davvero la democrazia. Voglio tornare presto in Cina e mi aspetto di poter vivere abbastanza da vedere gli epigoni delle lotte per la democrazia cinese vincere la più importante battaglia per le libertà nel mondo.

Solo la Cina Democratica sarà capace di fare quella rivoluzione globale che porterà la pace e la prosperità all'intero pianeta terra. La Cina Dittatura del Mercato ne sarà invece la principale carnefice.

Shi se xing ye - Mangiare e fare Sesso sono nella Natura Umana

La strega maligna Manliok

Nessun commento: