4 maggio 2008

ORNELLA, CIAO !

Sono la nipote di Ornella. Voglio ringraziare tutte le persone che sono in questo momento vicine al dolore che ha colpito la mia famiglia. Sono commossa e mi mancano le parole per esternare tutta la mia gratitudine in onore al suo ricordo da parte di amici ed amiche.

Sabrina Franzoia

Ornella ri-bella

Hornie cara,
ho saputo di te ieri mattina presto mentre mi stavo buttando in auto per proseguire l'assemblea dei mille a Chianciano che avevo lasciato nella tarda serata precedente per tornare dalla mia gattina.

Sono triste e nello stesso tempo spero che finalmente tu possa essere te stessa senza doverti continuare a difendere allegria e dignità giorno dopo giorno ora dopo ora. E proprio io che non credo al paradiso e però ho visto l'inferno, e anche quello nel quale riuscivi a vivere continuando a distribuire il tuo sorriso e la tua rabbia contro le ingiustizie...spero che esista per poterti accogliere tra gli eroi..

Ci siamo viste l'ultima volta per caso sotto i portici di Piazza Vittorio due o tre mesi fa ed eri bella, e amorosa e guerriera più che mai. Tu per bancarelle e Mas a caccia di abbigliamenti graziosi per giocare ed io di corsa a far la spesa, ed è stato bellissimo abbracciarci e parlare precipitandoci le parole addosso per la fretta che ci divora sempre e per il bisogno di scambiarci pensieri emozioni informazioni amore coccolezzi nel minor tempo possibile, come al solito. Nei tuoi occhi profondi ho letto una sofferenza inconsueta, che mi ha spinto a chiederti, a pregarti di aver cura di te, a dirti che c'ero, che ti volevo bene, a farti discorsi da mamma ansiosa... e mi hai pure preso un po' in giro, birbante! Eppure mi ascoltavi seria, mi guardavi con affetto e mi dicevi si, ma sapevo già che come al solito, ri-bella, avresti seguito il tuo impulso, la tua testa, a rischio della vita, come al solito, più che mai. E io ti davo amorevolmente della troppo romantica...

Ciao Ornella, mi mancheranno il tuo sorriso e i tuoi occhi amorosi e fieri... Ma come potrò difenderò con le unghie il tuo diritto a non dare il tuo corpo in pasto all'ipocrisia dei preti e dei loro accoliti baciapile.

Alba Montori

Compagna di viaggio

Ornella, ci ha lasciato. Perdiamo una compagna di tante battaglie e che ha condiviso con noi un lungo percorso. E’ stata un punto di riferimento, la cui sola presenza ci rincuorava, spronava, ci dava forza per andare avanti.

Cara Hornie, mai avrei pensato, così presto [te ne sei andata giovanissima, 42anni] ad un “coccodrillo”… mai avrei considerato di riempire le pagine di questo blog [che racconta di noi, delle nostre lotte] rievocando la tua preziosa esistenza attraverso gli amici e le amiche che ti hanno voluto bene, apprezzata e ricercata, perché unica.

Sei stata mia compagna di lotte e di impegno sociale. In questi anni ho conosciuto ed ascoltato le storie di tante “Ornelle”. Non ti sei mai risparmiata. Generosa con tutti. Eri chiara, limpida. Eri Ornella, essenzialmente Ornella. Sarà faticoso fare a meno della tua umanità, intelligenza ed acume politico.

Mi mancherai, mancherai ai compagni e alle compagne di “A/matrix” e di “FacciamoBreccia”, mancherai a tutti noi.

Hai vissuto nella lotta, per la libertà e la giustizia sociale. Hai fatto il cammino giusto.

Ti ricorderò. Ciao amica mia.

Paolo Violi

Non ci mancherà, è con noi

«HIC SUNT LEONES» direbbe Ornella, accattivante leonessa pronta al conflitto a suon di citazioni in latino. Quante risate ci siamo fatte con lei giocando con il suo piglio da avvocata.Nelle sue battaglie, affilate quanto disarmanti, emergeva tutta la sua cultura e intelligenza di nuova donna del sud. Prostituta per necessità e virtù, femminista indomita.In altre parole, un disastro e una meraviglia.

Con Ornella abbiamo capito ed elaborato che non esistono le donne biologiche, che ogni cosa nella vita non è data, ma determinata. Lasciare la prostituzione le ha portato tante complicazioni con le quali non ha fatto in tempo a fare i conti. Ornella ha vissuto sulla propria pelle, con la lucidità della contraddizione, le ingiustizie di questa società: la violenza sessista, il ricatto del lavoro, la "normalità" assassina, la violenza delle speculazioni che a Roma hanno reso un privilegio il diritto alla casa.Le ha attraversate tutte, ne ha portato i segni addosso. Ha sempre lottato, con rabbia e dolcezza, e la pensiamo così.

Ma non ci mancherà. Perché Maria Ornella Serpa è e sarà parte del nostro percorso, delle nostre vite e dei nostri progetti.

Umanità, dolcezza, rabbia

Ornella Serpa, una delle primissime militanti di Facciamo Breccia, è morta.La ricordiamo attiva in molte circostanze, in particolare durante l'organizzazione del primo "no vat", quando è stata una delle pochissime presenti su Roma, o durante le contestazione di Ratzinger alla Sapienza.Una vita sulla strada, una vita nelle lotte glt e femministe, una vita sulle barricate. Una vita coraggiosa: il coraggio e l'orgoglio di non essere l'uomo d'onore che avrebbe dovuto, ma di essere una donna incazzata e tenera al contempo.

Ha vissuto le sue contraddizioni visceralmente, con umanità, dolcezza e rabbia: davvero troppo per questo mondo. Una vita coraggiosa che ha pagato fino in fondo.

Per ora semplicemente possiamo dire che è morta una di noi, ma che proprio per questo abbiamo un motivo in più per vivere e combattere. Anche per lei, per la vita che ha fatto, perché aveva scelto anche noi come compagn* di strada del suo riscatto.

Hasta la breccia, Ornella! - Facciamo Breccia

La ricordano sex workers di tutta Europa

Ornella è stata una compagna di lotta, un'attivista appassionata che ha avuto spesso il coraggio di denunciare e gridare scomode verità. Non si è mai tirata indietro ed ha avuto il coraggio di esporsi non solo per battersi contro le ingiustizie sociali, ma anche contro gli abusi di potere e l'arroganza che lei stessa ha subito dalle istituzioni. Le minacce e la violenza le ha provate sulla propria pelle, e anche gli affronti e quelle ferite psicologiche che incidono profondamente e restano incancellabili. Ornella ha speso molta parte della vita per affermare il proprio diritto ad esistere.Perché quando non viene riconosciuta la propria soggettività, il proprio orientamento sessuale e il proprio genere di fatto ci viene impedito di esistere.

Siamo pervasi da modelli dominanti che pretendono di mettere al bando chi fa scelte non conformiste. Società la nostra fondata su quelle sacre famiglie patriarcali, benedette e bigotte che non esitano a chiudere le porte e il cuore anche ai propri figli pur di salvare le apparenze. Perfino l'aiuto e l'assistenza delle istituzioni viene meno quando non si è "conformi", anche questo lo ha toccato con mano Ornella.Questa primavera si sta rivelando non solo sfortunata ma anche crudele, si è portata via una compagna combattiva e generosa che si era unita alle lotte di tante compagn* non solo per le cause che la riguardavano di persona, ma per le tante lotte per le libertà e i diritti di tutt* . Io non la dimenticherò, e tutte le sex workers del movimento europeo non la dimenticheranno.

Pia Covre

Occuperemo una casa insieme

La materialità della vita pesa come pesano le cicatrici stampigliate sui corpi, e fanno la differenza. Mi sento una straniera e mi sento piccola di fronte a lei. Non ci sono parole possibili per colmare la distanza, mi sembra. E' il suo sguardo denso che mi dice che non c'è vicinanza. Parole parole parole che risuonano a lato, come se non avessero la forza di mutare nulla.Ma la chiacchierata di oggi è autentica, è diversa da sempre forse perché ci troviamo a parlare delle condizioni materiali delle nostre vite. Ci troviamo a parlare di case. La casa di cui abbiamo bisogno entrambe. Vogliamo una casa. Scopriamo che è l'obiettivo concretissimo che ci accomuna. La casa è un sacrosanto diritto, siamo accordo. Che fare? Dobbiamo costituirci in associazione, mi dice. Una associazione di donne, per organizzare una occupazione di donne. Occuperemo uno stabile a Roma, possibilmente nella zona centrale. Dobbiamo darci da fare da subito. Entusiasmo!

Occupazione, autogestione. Risolveremo il nostro problema principale. Ma daremo alla cosa una valore aggiunto. Sarà una occupazione tutta al femminile. Ci inventeremo attività culturali, iniziative politiche, renderemo quello spazio un luogo di produzione di idee, con spazi condivisi, aperti all'esterno. Dopo l'esito elettorale ci metteremo a lavoro. Ci salutiamo piene zeppe di futuro dentro il corpo.

E' passato meno di un mese da quel pomeriggio. E io la prendo alla lettera. Ci metteremo al lavoro da subito, cara Ornella.

Linda Santilli del Forum delle donne Prc

Oltre il femminismo "biologico"

Ornella è stata una presenza importante negli incontri della Rete femminista, non solo per le sue analisi sul "lavoro sessuale", ma soprattutto per la scioltezza con cui ci ha messo a confronto con la sua fisicità transgender. In questa è stata certamente al di là di ogni luogo comune, senza mai rivendicare una posizione particolare, ma assumendo fino in fondo la sua nuova identità. L'agio con cui stava nel giardino della Casa internazionale delle donne, mettendo al bando ogni curiosità morbosa, testimoniava del lavoro su di sé che indubbiamente aveva compiuto.

La semplicità dei suoi saluti, affettuosi e fisici, e dei suoi interventi nel corso delle assemblee, contribuiva a cullarci nella soddisfazione di essere andate avanti rispetto a quel femminismo "biologico" che, almeno per le più grandi, rimaneva il nostro orgoglio, ma anche il nostro dubbio. Non era facile intravvedere nella sua calma sicurezza la difficoltà e la solitudine di un percorso di vita così innovativo, così radicalmente rivoluzionario. Di questo ci parla la sua morte prematura. Di questo e dell'incapacità di accogliere la diversità senza, in un modo o nell'altro, volerla normalizzare.

Ancora - dunque - grazie, Ornella. - Bianca Pomeranzi della Rete femminista

Sembrava pronta a lottare ancora

Ornella Serpa era una bellissima donna, bruna, dagli occhi scuri che ti guardavano dritto in faccia mentre dalla bocca le uscivano parole sincere, anche dure, critiche, senza indulgenza e senza diplomazia. Era molto colta, preparata giuridicamente sui diritti delle persone e in particolar modo di quelle che avevano deciso di non conformarsi, di non subire le imposizioni dei bigotti, dei campioni della doppia morale, degli ipocriti contro i quali combatteva strenuamente.

L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha raccontato delle difficoltà esistenziali che stava vivendo, era piuttosto depressa ma la luce dei suoi occhi non si era spenta, sembrava fosse pronta a risollevarsi per continuare a lottare e infatti stava per cominciare a lavorare, a guadagnare il necessario per superare almeno gli ostacoli più vicini. Ciao Ornella, grazie per quello che ci hai insegnato, non ti dimenticheremo.

Saverio Aversa

Il libro che non ha scritto

«Quando andrò in pensione scriverò un libro di fuoco sulle prostitute e sui clienti». Così mi prometteva Maria Ornella al termine di una intervista, nel dicembre 2006. Ci eravamo incontrate nel suo bar preferito di San Lorenzo, dove servono té e biscottini, e avevamo chiacchierato sul mondo della prostituzione. Scherzava, Ornella: «Con quei capelli biondi potresti farmi concorrenza». Infarciva il discorso con dotte citazioni in latino, il residuo degli studi di giurisprudenza.

Era contraria alla legalizzazione della prostituzione perché, diceva, avrebbe legalizzato il dominio dell'uomo sulla donna. «In fondo tutti gli uomini sono clienti», amava ripetere. E così, quando le avevo chiesto come si immaginava a 60 anni, si era fermata un attimo per pensare, e poi aveva risposto che le sarebbe piaciuto scrivere un libro-denuncia per squarciare il velo di ipocrisia che circonda clienti e prostitute. Purtroppo quel tempo non è arrivato. E questo è il ricordo indelebile che ho di lei: un pomeriggio di lavoro trasformato in una chiacchierata piacevole e colta. Che la terra ti sia lieve, dolce Ornella.

Laura Educati

Gli articoli che non firmerà più

Ornella il giorno che l'ho conosciuta, alla Casa internazionale delle donne, per un dibattito sui Pacs: la sua era la relazione più "quadrata", più documentata, giuridicamente inattaccabile. Le sue mani le più curate.

Ornella durante un forum su movimento glbtq e femminismo qui a Liberazione : lucida, radicale, irriducibile nel chiedere meno leggi più diritti. Per tutte e tutti. Per le donne, le/i trans, le prostitute. I mondi che aveva attraversato. Le persone che le stavano a cuore. Con gli occhi a volte severi, a volte ridenti. Ornella alle assemblee femministe. Ornella alle manifestazioni.

Ornella con la sua firma sul nostro giornale. Pochi pezzi, importanti, preziosi. Nati dal vivo della vita vissuta, intelligenti, ironici, capaci sempre di dare battaglia.

Ornella con la sua morte, per noi inattesa e ancora incredibile. Ci manchi già, ci mancherai moltissimo strada facendo.

Carla Cotti

Ci ha lasciato Ornella Serpa

E' morta. E' morta forse per scarsa assistenza a un prontosoccorso romano.

Ornella è una donna di tutto rispetto e difficile, animatrice del Co.di.pe.p (coordinamento difesa persone prostitute), transessuale, sociologa, persona pubblica spigolosa ma di valore.Miracolosamente con lei non ho mai litigato, anzi, mi sono sentita - a dispetto delle mille differenze - sua prossima.

Ho di lei un dolce ricordo: una sera a Milano l'ho accompagnata a casa di amici dove dormiva: lei mi ha dato l'indirizzo sbagliato e io l'ho portata nel posto sbagliato dell'indirizzo sbagliato. Me ne sono accorta io, per fortuna: se era per lei se ne stava in una traversa di città studi ad aspettare l'alba....

Un abbraccione Ornella..... ...

Carla Turolla

ps: e adesso le considerazioni in politichese che tanto affascinano molti dei convenuti di questa lista.

Ornella è pobabilmente morta per l'ennesimo caso di malasanità: arriva al prontosoccorso di un ospedale romano con dolori lancinanti allo stomaco ma non le danno il codice verde (quello dell'urgenza) ed è crepata lì, in sala d'attesa.

Per la carità queste cose accadono dappertutto: a Milano come a Londra come a Reggio Calabria. Ma il problema è la frequenza con cui accadono: fornire servizi adeguati in cambio del danaro versato, è questo il parametro... e questo non è patrimonio della destra o della lega, ma dei cittadini.

Si tratta di questione di base del mio diritto di cittadinanza: ricevere per quel che do. Se per fare efficienza serve qualche disoccupato in più nell'amministrazione dello stato o qualche scaldasedia in meno, ben venga: ci saranno meno posti di lavoro ma molto più lavoro e buongoverno.

..Fatevi la domanda che mi sto facendo io: in Germania o in Inghilterra in una situazione del genere il medico del prontosoccorso perderebbe il posto; la probabilità di un simile evento sarebbe stata la stessa che a Roma?

La mia risposta è che non lo credo. Io non credo.

Ciao Ornella…Trans con Cartella

Sappiamo che non si può ragionare con il “se”, ma è la prima cosa che abbiamo fatto quando la notizia ci è giunta: “se”avessimo capito che Ornella stava male avremmo potuto fare qualcosa!

Se, se… se si potesse tornare indietro… forse Ornella…!

Tanti “se”, tanti “forse” che lasciano puntini e puntini sospensivi che naturalmente si accavallano nella mente, nel ricordo di lei che nulla cambiano e non ci ridanno Ornella.

Ornella caparbia, Ornella irriducibile, Ornella litigiosa, Ornella indomita, tutti aggettivi che letti in maniera semplice e riduttiva risultavano negativi ma se riferiti a una compagna di lotta come lei erano tutti spiegabili per il suo essere coerente e soprattutto giusta rispetto alla costruzione di un mondo migliore, un mondo più femminile, più trans… più giusto!

Dopo anni di incontri in giro per manifestazioni, assemblee, convegni, feste, quando oltre al suo essere molto attenta e alla sua sigaretta sempre accesa, di lei non si sapeva molto, fino al suo debutto che fu una vera e propria rivelazione perché, scoprimmo tutt*, era veramente in gamba. Il suo grande pregio (non facile da trovare in giro) era quello di ascoltare molto e parlare quando era opportuno. Come si suol dire “una di poche parole” ma di molti “fatti” come quando contestò Anatrella il teologo omofobo facendosi trascinare via dalle forze dell’ordine . O quando rivendicava il suo essere Prostituta in ambienti ostili alla prostituzione come al Forum delle Donne. E di ricordi belli ne abbiamo tanti.

Come MIT l’avevamo coinvolta e si era coinvolta per lavorare in una realtà difficile come quella romana ma Ornella nel suo essere autonoma, ribelle, autodeterminata, andava oltre il MIT, oltre il Coordinamento Trans,oltre Facciamo Breccia in cui molto piacevolmente aveva militato, oltre tutti gli schieramenti e associazioni di cui aveva fatto parte.

La chiamavo ironicamente Trans con Cartella, riprendendo i titoli di quadri famosi, per quella sua cartellina porta documenti che , oltre alla sigaretta sempre accesa, portava sempre tra le braccia appoggiata al petto.

Il soprannome glielo avevo dato a Bruxelles durante il Convegno Europeo dei/delle Sex Workers nell’Ottobre 2006 dove con lei condivisi la stessa camera di albergo…. E chiaramente più che dei contenuti del Convegno ricordo piacevolmente i deliri TRANS che insieme facevamo fino alla partenza quando in ritardo sugli orari di imbarco, io cercavo di correre e lei prendendosela comoda fu fermata alla dogana…. Mortacci tua me l’hai tirata, ma dimme te che stavo a perde l’aereo pe davero!

Ciao Ornella,
la tua cartella piena di cose preziose la terremo qui, tra i nostri documenti più importanti.

Il MIT

Maria Ornella Serpa la voce che gridava dal silenzio

Maria Ornella Serpa è morta venerdì 2 maggio per cause che ancora non ci pervengono definitive.Fondatrice del Co.di.pep Coordinamento per le persone prostituite, attivista da anni nel movimento per i diritti civili ed umani ha lottato caparbiamente per affermare quei diritti che a lei per prima furono negati.

La ricorda così Carla Liberatore: “Al profondo dolore della sua scomparsa si aggiunge la rabbia che provo nel conoscere le condizioni a cui la povera Ornella è stata ridotta da un sistema gerarchico di poteri contro i quali lottava e che si sono permessi il lusso di non starla nemmeno a sentire.

Abbiamo passato anche notti intere a parlare al telefono dei suoi problemi, dei nostri punti di vista, delle lotte che bisognerebbe portare avanti e che invece passano in sordina. Ho appreso la notizia proprio oggi, pochi minuti fa e le dedico ogni lacrima che esprimo e tutte quelle che non riuscirò mai a versare. Ancora una volta mi domando perché una persona così forte, vivace, piena di entusiasmo e di iniziativa, pregna di ogni intelligenza, abbia dovuto lottare per sopravvivere ogni giorno.

Mi domando perché persone così non sono amate dalla famiglia che non le accetta perché definite ‘troppo diverse’, mi domando perché vengono lasciate sole da chiinvece per primo dovrebbe essergli accanto. Mi rimane ora soltanto il ricordo della sua determinazione nel lottare contro le ingiustizie. Dedicherò da adesso in poi anche a ad Ornella Serpa ogni respiro di vita che riuscirò a fare nell’attivismo della causa GLBT e per i diritti civili e umani.

Ciò mi fa comprendere ancor più profondamente quanto sia importante quel che facciamo tutti quanti per affermare certi diritti, questo dolore lacerante mi da paradossalmente la forza di andare avanti con più caparbietà”. Maria Ornella Serpa era amica anche di Arcigay Consoli, di Arcilesbica “Le Amazzoni” di e di Gaya CsF per la quale aveva scritto vari contributi ed articoli.
Ornella è nel cuore di tutti noi che la ricordiamo con grande ammirazione ed affetto. Ci uniamo dunque al dolore di quanti l’hanno conosciuta con l’intento che presto nascerà qualcosa a L’Aquila dedicato a lei.

Arcigay Consoli - Arcilesbica Le Amazzoni - Gaya CsF

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho conosciuto Ornella 4 anni fa...un approccio diffidente il nostro....poi un'amicizia vera.
Lei che faceva la mia stessa VITA,lei che condivideva le mie stesse SCELTE...NOI sulla strada con la stessa DETERMINAZIONE e la stessa DIGNITA'.
Pochi hanno avuto il privilegio di conoscerla veramente,di passarci giornate,serate,cantare,ballar e insieme a lei e viverla come amica...tutti potevano leggere di lei,pochi potevano sapere chi era veramente...ho avuto questo privilegio e dovevo aspettarmi che tutto questo poteva succedere,ma non mi ha permesso di darle una mano ed è questo che non mi perdonerò mai...di non aver insistito.Monica

Anonimo ha detto...

Vorrei non essere mesta nel ricordarti.
Molti ti hanno conosciuta per le tue capacità dialettiche, il tuo eloquio forbito, il tuo carattere forte, a volte, irascibile, di sicuro determinato e combattivo!
Altri, non hanno avuto il piacere di conoscerti personalmente; di te hanno solo potuto conoscere i tuoi comunicati, a volte, prolissi come ti rimproveravo: “Ornella, non puoi scrivere dei periodi cosi lunghi senza punteggiatura; Ornella, devi essere più sintetica!”.
E tu sagace mi rispondevi: “Quanto si vede che non hai studiato latino”, però tenevi conto dei miei suggerimenti, e per me era una grande gioia ed un grande onore!
Io e pochi altri abbiamo avuto il privilegio di conoscere la vera Ornella, dolce, fragile, malinconica, con la paura di affezionarsi agli altri per il timore di soffrire!
Ricordi quando prendavamo i panini dallo zozzone a Porta Maggiore, andavamo da te e parlavamo di politica e filosofia fino alle 8 di mattina, come se fosse la cosa più “normale” del mondo?
E non c’è che dire, ero sempre io la prima a crollare, tu avresti potuto continuare all’infinito…J
Credo che non ci saranno più momenti così belli per me: la bellezza di quei momenti stava nell’ essere in tua compagnia!
Ricordi quando ascoltavamo le canzoni di Ornella Vanoni ( però solo per pochi minuti perché dopo un po’ ti intristivano), oppure Milva che cantava “Lili Marlen”, e tu che la cantavi perfettamente in tedesco? Sei assurda, Ornie!!! J
Si ti parlo al presente, come se tu fossi qui di fronte a me, in questo momento:
tu seduta sulla poltrona di pelle marrone sgarrupata ed io distesa sul lettino spostato accanto alla finestra.
E anche se gli occhi mi lacrimano, continuo a scrivere, perché tu non sei morta, perché un pezzo di te è nel cuore di tutte le persone che ti hanno conosciuta, perché io sono quella che sono anche grazie a te!!!

Mi mancherai Ornella
Il bene che ti voglio, solo tu lo sai!!!

Dolce Ornie, ora mi faccio chiamare Linda,
per molti sono Marina Borgia,
per altri Desideria
ma io sarò sempre la tua Cris!!!

Non sempre abbiamo saputo “comprendere”…, non sempre abbiamo saputo “sostenere”…, non sempre abbiamo saputo “accogliere”…, insieme ci abbiamo creduto e provato. Siamo fieri di essere stati per Te un trampolino di lancio, orgogliosi di aver condiviso un percorso di vita, ricchi per aver fatto la tua conoscenza, addolorati per la tua perdita.
Grazie per il tuo impegno, per il tuo coraggio, per le tue lacrime, per …
Grazie Ornella.
Francesca Merli

Gli amici e le amiche dell’Associazione di volontariato Libellula Roma si rammaricano per la perdita dell’ amica Maria Ornella Serpa!