26 giugno 2008

L'OMOFOBIA DEGLI OMOSESSUALI DI SINISTRA

“IO, GAY DISCRIMINATO DA QUELLI DEL GAY PRIDE”

PROVESANO (PN) - Vi racconto come ci si sente ad essere gay ed essere cacciati dai Gay Pride in quanto “persone non gradite”. Non graditi perché berlusconiani. Non graditi perché colpevoli di onorare la memoria di un grande uomo, politico di destra e gay. Morto ammazzato, martire della libertà, eppure ancora offeso dalla menzogna di chi pronuncia sentenze, armato solo del pregiudizio stesso che dice di combattere.

“Onorate un fascista xenophobo, evitate pure di venire” ci hanno telefonato quando ormai eravamo già al confine tra l’Italia e la Slovena, dopo una bella mattinata a Provesano, colorata con le bandiere dell’Italia e dell’Olanda, di GayLib e dei Radicali di centrodestra e di centrosinistra che avevano aderito assieme all’assessore alle identità culturali dclla Provincia di Pordenone, Eligio Grizzo, leghista doc, lì a manifestare per la libertà dei gay, delle donne e di tutti gli occidentali di essere padroni a casa loro.

Vi racconto come ci si sente ad essere discriminati, messi nell’angolo e ridotti al silenzio con la solita ipocrisia politically correct ma non troppo della sinistra movimentista pacifinta e ormai extraparlamentare con tutti i crismi dell’extraparlamentarismo vecchio stampo che, dopo la batosta elettorale, sta usando il movimento gay come brodo di colture per tornare in auge.
E’accaduto, infatti, che siamo stati tagliati fuori dal Pride sloveno alla pari di quanto, sia pure con toni più bassi, sta accadendo per il Gay Pride nazionale italiano in programma a Bologna il prossimo sabato 28 giugno al quale GayLib, unica associazione gay di centrodestra in Italia, non parteciperà perché chi organizza ha rifiutato la nostra collaborazione opponendo risibili scuse di fronte alla nostra proposta di realizzare una conferenza su Dante e gli omosessuali. Forse troppo erudito per loro…

Da cosa nasce cosa, tuttavia. Così abbiamo pensato: non ci vogliono a Bologna, facciamo un Pride tutto nostro, a modo nostro. Il Pride della destra gay. Facciamolo sulla tomba di Pim Fortuyn, leader della destra olandese, gay dichiarato, ucciso selvaggiamente il 6 maggio 2002 da un fanatico di estrema sinistra a quattro giorni dalla vittoria elettorale che lo avrebbe reso primo ministra nella terra dei tulipani. Un premier di destra e omosessuale. Ucciso altre dieci,cento, mille volte dai mendaci lanci d’agenzia rimbalzati di tg in tg, in tutta Europa nei quali Pim veniva definito razzista e xenofobo, lui che aveva fatto di una frase latina Loquendi libertatem custodiamus (Difendiamo la libertà di parola) il suo manifesto politico oltre che la bussola morale di tutta la sua esistenza. In sei anni, almeno in Italia, grazie allo sforzo di associazioni come la Carlo Cattaneo di Pordenone e la Pim Fortuyn Foundation sorta a Provesano (Pn), dove Pim riposa, la verità sul pensiero di Fortuyn pare sia stata ristabilita. Evidentemente, però, tanta caparbia onestà intellettuale non è riuscita a varcare il confine ad est con la vicina Slovenia, dove proprio sabato 21 giugno, a Lubjana, era in programma il Gay Pride.

Fatto sta. E’ bastata questa nostra operazione per diventare “persone non gradite” dagli organizzatori del Gay Pride sloveno.

La colpa di GayLib? Essere di destra e dichiararlo. Ricercare la storia e le radici di una presenza culturale ricchissima e politicamente forte, qual è quella degli omosessuali nelle destre europee.

Pim è stato uno degli esempi di come sia possibile unire la lotta per i diritti civili a quella per la difesa dell’identità nazionale, di quelle ragioni e di quelle libertà che hanno reso l’occidente e i suoi difensori, molti dei quali militanti a destra, forti a tal punto di non temere le violenze islamiche così come quelle di nuove piazze Tienammen popolate da novelli carrarmati e gendarmi delle milizie sedicenti democratiche in lotta per i diritti civili ma pronti, con l’arma della menzogna e della censura, a tappare la bocca di quelli che non vogliono sentire. Così stupidi da lasciarsi fagocitare da una sinistra estrema che arranca in tutta Europa. Così ciechi da non vedere che solo dove i grandi movimenti di rivendicazione hanno fatto forza su loro stessi, lasciando che i politici si accodassero e non viceversa, le battaglie si sono vinte davvero. Così ignoranti da non sapere che nessun totalitarismo va d’accordo con la parola libertà. E i comunismi di ogni dove, alla pari del nazismo hitleriano e di quello moderno in salsa islamica, hanno solo perseguitato e ucciso le diversità, gay compresi, anzi, spesso per primi, si vedano Cuba e i campi di concentramento ideati dal signor Che Guevara. Tutto questo Pim Fortuyn lo sapeva. E da martire civile per la libertà è e sarà sempre degno della memoria e del rispetto nostri e di tutte le persone di buon senso e cultura. Non se ne doglierà troppo, laddove si trova da sei anni, se all’appello manca un mucchietto di omosessuali sloveni ignoranti che non riusciranno mai a spiegare meglio di Pim cosa sia per loro la libertà che cercano. Cosa sia di più dell’ideale di vita per cui Wilhelmus Simon Petrus Fortuyn è esistito, ha lottato ed è morto.

Daniele Priori [Vicepresidente ‘GayLib’]

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