12 giugno 2008

OMODIARIO : TEMPO DI PRIDE ! UN PRIMO CONSUNTIVO.

Pride: con i numeri andiamoci cauti.

I primi due Pride cittadini si sono svolti. Due belle manifestazioni, partecipate e colorate. A Milano si è trattato di un corteo quasi esclusivamente lgbt, diciamo che il 90 per cento dei partecipanti erano gay, lesbiche, trans. Lo si vedeva dalle innumerevoli bandiere di Arcigay ed Arcilesbica, dai carri, dal tipo di sfilata. A Roma, da come è stato riportato da tante e tanti che c'erano, la presenza dei centri sociali e della politica era predominante.

Questo stava nella cose, dopo che la prefettura aveva negato piazza San Giovanni, è stata una città, un certo tipo di città, a reagire, anche a prescindere dalle ragioni classiche del Pride. Questo è un bene di per se, perché costruire alleanze è uno degli obiettivi centrali che il movimento lgbt si è sempre posto. Naturalmente l'alleanza non può significare stravolgimento degli obiettivi, ne prevaricazione delle pratiche consolidate del movimento omosessuale, e questo sembra esser stato rispettato.

Comunque una fetta della città di Roma doveva riconoscersi per forza nell'invito al sostegno dopo lo schiaffo subito di San Giovanni, che rimane un pericoloso e incomprensibile precedente. Tutte le testimonianze dicono che sia a Milano e sia Roma ha sfilato molta gente, sicuramente nella capitale molta più gente, viste le cose fin quì dette.

Ma si era davvero 500mila come declamato dagli organizzatori o 10mila come ha sostenuto la Questura? A Milano la Questura ha dichiarato dai 6 agli 8 mila partecipanti, noi abbiamo dichiarato 20mila, che ci è sembrata una cifra equilibrata e realistica. Ma tra 500mila e 10mila c'è una sporpozione troppo grande, quasi imbarazzante. Siccome siamo portati a credere di più alle associazioni organizzatrici, (non ce ne voglia la Questura), facendo la tara rispetto all'entusiasmo, che porta naturalmente all'esagerazione, possiamo dire che a Roma c'erano forse 100mila persone?

Qualcuno insiste nel dire che non erano nemmeno 50mila, ma tutti sappiamo che al di là delle cifre conta il risultato politico, e Roma è stato un ottimo risultato politico. Ecco, perché non è necessario enfatizzare, anche perché mette in evidente difficoltà gli organizzatori dei prossimi pride in programma, primo fra tutti quello di Bologna. Essendo sicuro che non era sicuramente questo l'intento, prediligo coltivare l'idea che l'orgoglio capitolino si sia fatto prendere la mano, ma noi che vogliamo bene ai nostri fratelli e sorelle romane, ci siamo quì a riportarli ad una rispettosa e amichevole realtà.

Sono poi certo che a Bologna chi ha sfilato a Milano e parte di chi a sfilato a Roma ci sarà, insieme a tutto il resto d'Italia, quindi si tratterà di una grande e bellissima manifestazione, di cui tutte e tutti andremo orgoglios*.

Aurelio Mancuso [Presidente nazionale Arcigay]

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