1 agosto 2008

CASO ENGLARO, LA PROCURA DI MILANO FA RICORSO

Contro il decreto con cui la Corte d'Appello Civile ha permesso la sospensione dei trattamenti terapeutici, richiesta dal padre di Eluana, la giovane in stato vegetativo da 16 anni. Poche ore prima, il 'sì' della Camera al conflitto d'attribuzione. Il legale della famiglia Englaro: "Resisteremo"

A poche ore del 'sì' della Camera al conflitto d'attribuzione, la Procura Generale di Milano ha deciso di ricorrere contro il decreto con il quale la Corte d'Appello Civile aveva concesso al padre di Eluana Englaro, la giovane in stato vegetativo permanente da 16 anni, di chiedere la sospensione delle cure. Contemporaneamente sempre la Procura Generale ha chiesto alla Corte civile di sospendere il decreto emesso che, altrimenti, sarebbe esecutivo in qualsiasi momento.Secondo la Procura, i giudici milanesi non avrebbe accertato sufficientemente l'oggettività dell'irreversibilità dello stato clinico della giovane donna. Questo è il presupposto su cui si basa il ricorso. E a spiegarlo è il procuratore generale facente funzione a Milano che afferma come il ricorso si basi, quindi, su motivi di diritto e che sarà presto, probabilmente già domani, notificato alle parti.

Ma la famiglia di Eluana non si arrende. "Resisteremo al ricorso nei termini in cui è stato proposto e che ancora non conosciamo", ha detto Vittorio Angiolini, il legale della famiglia Englaro, al telefono con l'ADNKRONOS, dopo l'annuncio della Procura.

Intanto oggi è stata approvata dalla Camera dei deputati la mozione sul conflitto d'attribuzione davanti alla Corte Costituzionale in merito alla sentenza della Corte d'Appello civile di Milano sul destino di Eluana. Come annunciato, il Pd non ha partecipato al voto. L'Italia dei Valori, invece, ha votato contro.

Ora, se dovesse essere dimostrata l'invasione del potere giudiziario in quello legislativo (ovvero se i giudici si sono sostituiti al legislatore in una materia in cui esiste un vuoto normativo), la sentenza della Corte di Cassazione ,che ha confermato quella della Corte d'Appello sul distacco del sondino, potrebbe essere rivista.

Il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro spiegando l'astensione al voto, ha sottolineato come il Partito democratico è contrario alla scelta di proporre un conflitto di attribuzione, "che è un modo rozzo e strumentale per affrontare una questione che invece è molto seria. Il Parlamento deve fare una legge, e non lamentare la mancanza di leggi, per disciplinare la parte finale della vita in un rapporto equilibrato tra il ruolo del medico e quello del paziente". Poi Soro ha negato divisioni all'interno del Pd su temi come questo: "Non c'è nessuna spaccatura. Io stesso chiederò al presidente Fini di introdurre il provvedimento per discutere alla Camera in autunno".

Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera, prima della votazione, ha spiegato il perché della scelta del suo partito: "noi riteniamo la difesa della vita un valore assoluto" e l'Idv "non si sottrarrà mai in Parlamento al confronto su questioni etiche fondamentali, che anzi auspica e sollecita. Ma oggi, purtroppo, in Aula non si parlerà di questo ma di un conflitto di attribuzione inesistente, che è un cosa incomprensibile sotto il profilo costituzionale e che, in realtà, è soltanto una colossale foglia di fico dietro alla quale si nasconde un Parlamento che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di affrontare questioni etiche complesse e che si inventa un conflitto inesistente, sperando che la Corte Costituzionale gli tolga le castagne dal fuoco".

Mentre il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha precisato le ragioni del voto favorevole sul conflitto d'attribuzione, ovvero per impedire sentenze contrastanti. "Noi ci verremmo a trovare in una situazione nella quale a una sentenza - ha sottolineato - ne segue un'altra, magari difformi tra loro, e questo creerebbe un'estrema confusione. Sollevando il conflitto di attribuzione il Parlamento riafferma tutta la sua sovranità e si pone il problema di fare una legge sulla quale si aprirà un confronto per quello che riguarda i contenuti". Il giudice che ha emesso la sentenza che autorizza l'interruzione dell'alimentazione, ha continuato il capogruppo del Pdl, "ha riempito uno spazio che è tipico della legge. Quindi bisogna superare questa invasione di campo e fare sì che si creino le condizioni affinché il Parlamento possa intervenire senza trovarsi alle spalle una situazione disseminata di decisioni differenziate".

Sulla questione è intervenuta anche Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana. "Questa è solo la politicizzazione del caso di Eluana Englaro - ha detto all'ADNKRONOS SALUTE -. La sentenza c'è e non può essere né sospesa né annullata". E ha aggiunto: "Se il Parlamento avesse creduto davvero di trovarsi di fronte a un'invasione di campo da parte del potere giudiziario, avrebbe dovuto muoversi a tempo debito e non a distanza di mesi".

[ADNKRONOS]

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