4 settembre 2008

IL FASCINO DELLA DIVISA

Accogliamo con piacere la notizia che i poliziotti e militari gay e lesbiche italiani, da anni uniti in associazione, Polis Aperta, abbiano deciso di venire allo scoperto nell’assemblea nazionale prevista per il 26 settembre prossimo a Bologna.
Una novità del nostro panorama associativo che contribuisce ad avvicinare l’Italia al resto d’Europa e che rompe quegli assurdi tabù machisti che ancora pervadono ambienti come quello delle forze armate o dello sport.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli fa i sui più sinceri auguri a Polis Aperta e a tutte le lesbiche, gay, bisessuali e trans in divisa che troveranno da questa esperienza nuova visibilità, coraggio e forza per migliorare le loro vite e quelle di tutte e tutti noi.

Auspichiamo di poter presto collaborare con Polis Aperta come da sempre facciamo con tutte le associazioni e realtà glbt italiane.

Andrea Maccarrone [Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’]

Da alcuni anni Arcigay è impegnata nel lavoro di emersione di gay e lesbiche in alcuni ambiti lavorativi.

Polis Aperta è la prima associazione italiana che raccoglie i cittadini LGBT che prestano servizio nelle forze dell'ordine e militari.

La nascita di Polis Aperta, associazione che abbiamo sostenuto in tutta la sua fase di costituzione, segna un nuovo importante traguardo nella costruzione di una comunità lgbt italiana sempre più visibile e attenta a diverse esigenze delle persone omosessuali: dall’aggregazione al divertimento, dallo sviluppo di propri interessi alla presenza sui luoghi di lavoro e in ambiti territoriali.

La costruzione di una diffusa rete sociale, che finalmente abbia la forza di ottenere leggi e provvedimenti che riconoscano diritti e doveri a tutti i cittadini e a tutte le cittadine gay e lesbiche, è l’obiettivo centrale su cui stiamo lavorando.

Il 20 e il 21 settembre a Bologna terremo il nostro Consiglio Nazionale che ha come principale punto all’ordine del giorno la nascita di una Federazione nazionale lgbt che raccolga tutte quelle reti nazionali e gruppi d’interesse, che vogliono lavorare in modo concreto sul tema della visibilità, della presenza diffusa, del rapporto diretto con il popolo omosessuale e con le istituzioni.

La presenza di gay e lesbiche visibili nelle forze armate e dell’ordine aiuta da una parte queste istituzioni a cofrontarsi in modo nuovo e positivo con la questione omosessuale, dall’altra permetterà un sostanziale miglioramento della vita quotidiana dei gay all’interno dei corpi militari e di polizia.

[ufficio stampa Arcigay]

1 commento:

AMg ha detto...

per dovere di cronaca... sigh
Auguri agli amici in divisa che hanno scelto di lottare per il loro/nostro diritto di esistere liberi da omofobia.
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UN COMANDANTE DELLA POLIZIA: "A DISAGIO PER INZIATIVA DEI GAY IN DIVISA"
"Se voglioni riunirsi lo facciano pure ma non sotto il nome della
polizia"

giovedì 04 settembre 2008 , di ansa

BOLOGNA, 4 SET - ''Un meeting a Bologna e' sconveniente per l'
immagine degli uomini della Polizia di Stato e di tutte le forze dell'
ordine. Io, come uomo dello Stato, mi sento profondamente a disagio
per questa iniziativa gay di uomini in divisa. Se voglioni riunirsi lo
facciano pure ma non sotto il nome della polizia''.

Lo afferma il comandante della sottosezione della Polizia Stradale
Bologna sud di Casalecchio, Franco Segala, in una lettera all'
edizione bolognese del Resto del Carlino, a proposito della prima
assemblea nazionale indetta nel capoluogo emiliano per il 26 settembre
dall' associazione di poliziotti e militari gay e lesbiche 'Polis
Aperta'.

''Le associazioni gay sono presenti ovunque nel nostro paese -
continua - Vadano in quelle gia' esistenti, ma abbiano rispetto per
quei poliziotti che hanno ancora in questa societa' il valore dello
Stato e della famiglia tradizionale. Io spero vivamente che qualcuno
fermi questo irrefrenabile delirio che nella nostra societa' sta
assumendo toni imbarazzanti' '. Segala precisa di ritenere che ''nella
nostra democrazia siano normativamente tutelate le varie espressioni
sessuali e che l' omosessualita' sia ormai una presa di coscienza
sociale''. E afferma di ''comprendere il disagio che in talune
circostanze i gay possono incontrare ma cio' - conclude - non
giustifica il loro atteggiamento da piazza''.