6 settembre 2008

ULTIMISSIME UAAR

18 settembre, Genova: dibattito UAAR su “l’informazione viziata”
Per commemorare la ricorrenza del 20 settembre il circolo UAAR di Genova ha organizzato un dibattito sulla laicità dell’informazione. Poichè il venti settembre cade di sabato, ha deciso di anticiparla a giovedì 18 settembre, ore 17,30, a Palazzo Ducale, sala del Minor Consiglio.Il titolo del convegno è L’informazione viziata - se la Chiesa detta l’agenda.

parteciperanno:Curzio Maltese (giornalista ed editorialista de La Repubblica, autore di La questua)Alessandro Dal Lago (docente di sociologia dei processi culturali, Università di Genova)Marco Volpati (giornalista, docente di teoria e tecnica della comunicazione televisiva, Università di Milano)

introdurrà Silvano Vergoli, coordinatore circolo UAAR di Genova

la manifestazione ha il patrocinio del Comune di Genova e della Regione Liguria

Mostra di Venezia: regista iraniano rifiuta il premio degli atei
Il regista iraniano Bahman Motamedian, autore di Khastegi, ha rifiutato di ricevere il Premio Brian, assegnato dagli atei italiani al film più laico tra quelli presentati alla Mostra del Cinema di Venezia.

L’UAAR, nel ribadire il valore di un film che ha saputo trattare delicatamente il tema dell’identità sessuale in un contesto difficile come quello della società iraniana, non nasconde la propria amarezza: «è la dimostrazione che, quando si deve agire in un ambito fortemente intriso di religione, il rispetto e il dialogo possono venire meno, anche da parte di chi ha saputo esprimere questa sensibilità sul grande schermo».

La vicenda, concludono gli atei italiani, finisce per evidenziare una volta di più la necessità di affermare a ogni livello i valori della laicità e li incoraggia a proseguire il loro impegno. Per questo motivo, l’UAAR sarà lieta di assegnare il Premio Brian anche il prossimo anno.

Mostra del cinema di Venezia: il premio Brian a un film iraniano
Sarà assegnato a Khastegi, del regista persiano Bahman Motamedian, il premio Brian, il premio degli atei italiani per il film che più degli altri porta i valori del laicismo sul grande schermo, assegnato per la terza volta dagli atei italiani in visita alla Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia.

Dopo Le ragioni dell’aragosta di Sabina Guzzanti e Azul oscuro, casi negro di Daniel Sanchez Arevalo, gli atei hanno premiato un film che “affronta la problematica dell’identità sessuale di ragazzi e ragazze che, nella difficile realtà dell’Iran contemporaneo, non accettano il ruolo assegnato loro dalla società in base al sesso biologico”, si legge nelle motivazioni. “Il tema è affrontato in modo asciutto, senza semplificazioni, toni retorici o slogan, dunque con quello che riteniamo un approccio autenticamente laico”.

Il premio è una scultura d’oro opera del maestro Giovanni Corvaja. La giuria era composta dal notaio Paolo Ghiretti e dalle professoresse Maria Chiara Levorato, dell’università di Padova, e Maria Turchetto, dell’università Ca’ Foscari di Venezia, direttrice del bimestrale L’Ateo.

Disinformazione cristiana sull’UAAR e lo sbattezzo
In questi giorni un certo numero di siti cristiani USA (WorldNetDaily, Alliance Alert, The Reformed Pastor…) sta diffondendo la notizia che l’UAAR ha rinunciato a ottenere la messa al bando del battesimo. Lo scopo della notizia, apparentemente, è di mettere in guardia gli americani affinché lo stesso tentativo non sia messo in atto oltreoceano. La ‘fonte’ pare sia un politico grossetano della Rosa Bianca, l’avvocato Gianfranco Amato, che si sarebbe legato a uno staff di legali cristiani dell’Arizona, l’Alliance Defense Fund, già attivamente impegnato contro la legalizzazione dei matrimoni omosessuali e “per il diritto di diffondere la Verità”.

Le informazioni contengono numerose imprecisioni: troppe per non pensare che siano volute. Già l’occhiello viene smentito dal testo, secondo cui l’UAAR vorrebbe mettere al bando il pedobattesimo, e non il battesimo tout-court. Benché auspicabile (ma per libera convinzione dei genitori), le iniziative legali UAAR non hanno mai avuto questo fine. Lo scopo della campagna UAAR è di far venir meno gli effetti civili del pedobattesimo, che consistono nell’appartenenza alla Chiesa cattolica e nella presa d’atto, da parte della giurisprudenza italiana, che i battezzati cattolici sono tenuti a essere “sudditi e sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.

Inoltre, l’unica iniziativa UAAR inerente lo sbattezzo che sia giunta davanti a un tribunale risale a otto anni fa, e non ci risulta che l’organizzazione USA sia intervenuta nel procedimento. Né, infine, l’iniziativa fu avviata come UAAR: fu infatti promossa personalmente (perché non si poteva fare altrimenti) dall’allora segretario Luciano Franceschetti.

La campagna UAAR ha già ricevuto una significativa attenzione all’estero (Wired, Arte), ed è probabile che il lancio della giornata dello sbattezzo, in programma il prossimo 25 ottobre, abbia contribuito a generare questa improvvisa alzata di scudi. Nulla di male, noi per primi siamo per la libertà di espressione: purché non si raccontino falsità.

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