28 aprile 2009

UNA VISITA AL CIMITERO DE L'AQUILA

Oggi in due della 'Fondazione Luciano Massimo Consoli' siamo andati a controllare se la tomba di Ulrichs a L'Aquila avesse subito danni per il terremoto.

Il nonno di tutti i gay, colui che per primo ha sfidato la condanna a morte in Prussia nell'800 per affermare il proprio diritto ad una sana affettività omosessuale, era emigrato in un paese più civile, l'Italia di due secoli fà.

La sua carriera di giurista e la sua fama di emerito latinista gli hanno garantito una vecchiaia serena in Abruzzo, ospite dei marchesi Persichetti, a contatto con una società forse un pò arretrata scientificamente, ma certo meno repressiva di quella di provenienza.

Noi della Fondazione Consoli ogni anno intorno alla sua data di nascita andiamo con gli amici aquilani e abruzzesi a ricordarlo con una piccola cerimonia: è in genere la domenica più prossima al 28 agosto, che, casualmente, è anche quella vicina alla più importante festa aquilana, la Perdonanza.

Massimo Consoli, una volta di più precursore di tradizioni ignote ai più, ci ha invitato per anni a questo incontro che è un piccolo Pride e un ricordo di chi ha aperto la strada a tutti noi.Siamo stati al Cimitero oggi 28 aprile, mentre un altro signore si esponeva ai media a Onna: per Ulrichs niente TV nè giornalisti, ma la soddisfazione di vedere la sua tomba in buone condizioni, solo aghi di pino depositati armonicamente sulle scritte incise sul marmo, mentre intorno le croci cattoliche che sovrastavano le altre tombe erano tutte crollate in pezzi, simbolicamente distrutte dalla natura che non fà sconti ai creduli ignoranti.

Claudio Mori

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