5 agosto 2009

DOPO ILTRIBUNALE DI VENEZIA ANCHE QUELLO DI TRENTO CONSIDERA FONDATE LE RAGIONI DELLE COPPIE GAY

MATRIMONIO GAY: DUE COPPIE GAY DI TRENTO FANNO RICORSO IN TRIBUNALE DOPO IL NO DEL COMUNE, LA CORTE D’APPELLO SOLLEVA LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

LA CAMPAGNA DI AFFERMAZIONE CIVILE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI E RETE LENFORD CONTINUA, PER I DIRITTI E L’UGUAGLIANZA DELLE COPPIE GAY.


dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“Due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l’altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall’Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare dal Comune di Trento le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l’avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d’Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all’istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civiltà che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone”.


di seguito alcuni estratti dell’ordinanza dei giudici di Trento:

Il Collegio dei giudici della Corte d’Appello di Trento, il 2 agosto scorso, hanno rimesso alla Corte Costituzionale la decisione in quanto “si tratta di questione rilevante e non manifestamente infondata. Non vi è dubbio infatti – continua il documento – che rispetto all’epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si è verificata un’inarrestabile trasformazione della società e dei costumi che ha portato al superamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono (talora a gran voce) di essere tutelate e disciplinate”, Nell’ordinanza si legge tra l’altro: “…quanto sopra osservato non può essere superato da un’interpretazione secondo cui il matrimonio deve e può essere consentito solo a coppie eterosessuali a ragione della sua funzione sociale, principio secondo taluni ricavabile dall’art. 29 Cost. (norma che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). Detto principio infatti si limita a riconoscere alla famiglia un suo ruolo naturale, nel senso che da un lato lo Stato non può prescindere da tale realtà sociale a cui tende per natura la stragrande maggioranza degli individui e, dall’altro, afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio; ma certo esso non giunge ad escludere la tutela della famiglia di fatto (che prescinde dal matrimonio) o ad affermare la funzione della famiglia come granaio dello Stato”.

La sentenza ribadisce i sensi dei primi articoli della Costituzione, della Dichiarazione di Nizza e della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che sanciscono la parità di accesso ai medesimi istituti giuridici per tutti i cittadini, al di là delle esasperazioni moralistiche che caratterizzano una politica italiana di sovente poco laica e poco proiettata al bonum comune.

le agenzie di stampa :

‘Certi diritti’: solidarieta' a gay.it per minacce di morte

Roma, 05 AGO (Velino) - "La grave vicenda delle minacce, anche di morte, avvenute la notte scorsa presso la sede del portale www.gay.it dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, la situazione di tensione e violenza che sempre piu' colpisce la comunita' gay italiana. Esprimiamo tutta la nostra convinta solidarieta' agli amici di gay.it e chiediamo alle autorita' di garantire l'incolumita' dei redattori di uno dei piu' importanti network gay italiani, colpito non a caso dall'odio razzista e omofobico. Ci auguriamo che il nostro governo che continua a far finta di niente sull'aumento dei casi di omofobia avvenuti in Italianell'ultimo anno - intervenga contro questi ignobili attacchi di terrore e paura che avvengono in una sempre piu' crescente e preoccupante indifferenza". Lo dichiara Sergio Rovasio, associazione radicale ‘Certi diritti’. (com/elb) 051426 AGO 09 NNNN
-
PISA: RADICALI, MINACCE DI MORTE A GAY.IT VICENDA GRAVE 'SEMPRE PIU' TENSIONE E VIOLENZA OMOFOBA'

Roma, 5 ago. (Adnkronos) - "La grave vicenda delle minacce, anche di morte, avvenute la notte scorsa presso la sede del portale www.gay.it dimostra, se ancora vene fosse bisogno, la situazione di tensione e violenza che sempre piu' colpisce la comunita' gay italiana". Lo afferma Sergio Rovasio, segretario dell'associazione Radicale "Certi Diritti".

"Esprimiamo tutta la nostra convinta solidarieta' agli amici di gay.it e chiediamo alle autorita' di garantire l'incolumita' dei redattori di uno dei piu' importanti network gay italiani, colpito non a caso dall'odio razzista e omofobico. Ci auguriamo che il nostro Governo, che continua a far finta di niente sull'aumento dei casi di omofobia avvenutiin Italia nell'ultimo anno, intervenga contro questi ignobili attacchi di terrore e paura che avvengono in una sempre piu' crescente e preoccupante indifferenza", conclude Rovasio.

Sulla stessa vicenda e' stata depositata dai Radicali, prima firmataria Rita Bernardini, un'interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri degli Interni e per le Pari Opportunita', per sapere "quali iniziative ha attivato il Governo per contrastare i casi di violenza omofobica, in forte aumento in tutta Italia nell'ultimo anno.

In particolare quali interventi intende attivare il Ministro affinche' venga assicurata lamassima sicurezza e incolumita' operativa alle persone che lavorano presso il portalewww.gay.it e in occasione degli eventi promossi per il 'Mardi gras' a Torre del Lago apartire dal prossimo 7 agosto 2009. Se il Minisitro per le Pari Opportunita' alla luce di quanto esposto in premessa non ritenga di intervenire con specifiche campagne di informazione ed educazione volte a constatare il grave fenomeno dell'omofobia". (Sin/Ct/Adnkronos) 05-AGO-09 14:16

Matrimonio Gay, radicali: campagna affermazione civile continua

Roma, 05 AGO (Velino) - "Due coppie gay di Trento, una composta da due donne el'altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall'Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare, dal Comune di Trento, le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale". Lo dichiara Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale ‘Certi diritti’. "Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l'avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d'Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costituzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria pertutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italiasono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civilta' che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani dell epersone". (com/elb) 051311 AGO 09 NNNN


TRENTO: MATRIMONI GAY, CORTE APPELLO SOLLEVA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Trento, 5 ago. (Adnkronos) - 'Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trentoconsidera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all'istitutodel matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano'. Lo afferma Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’, che racconta anche la vicenda.

'Due coppie gay di Trento - spiega Rovasio - una composta da due donne e l'altrada due uomini, che avevano aderito alla campagna di affermazione civile promossadall'Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, sierano viste negare, dal Comune di Trento, le pubblicazioni matrimoniali e perquesto avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva datoalle due coppie un parere negativo e per questo l'avvocato Alexander Schusteraveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d'Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essereun diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamentosessuale.

Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragionidelle coppie gay che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio e per questoha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale.

Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano'.

'La campagna di Affermazione Civile continua - conclude Rovasio - In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civilta' che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone'. (segue)

TRENTO: MATRIMONI GAY, CORTE APPELLO SOLLEVA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

(Adnkronos) - Tra l'altro, nell'ordinanza, si legge che il Collegio dei giudici della Corte d'Appello di Trento, il 2 agosto scorso, ha rimesso alla Corte Costituzionale la decisione in quanto 'si tratta di questione rilevante e non manifestamente infondata. Non vi e' dubbio infatti - continua il documento - che rispetto all'epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si e' verificataun'inarrestabile trasformazione della societa' e dei costumi che ha portato alsuperamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono (talora a gran voce) di essere tutelate e disciplinate.

Nell'ordinanza si legge ancora: '…quanto sopra osservato non puo' essere superato da un'interpretazione secondo cui il matrimonio deve e puo' essere consentito solo a coppie eterosessuali a ragione della sua funzione sociale, principio secondo taluni ricavabile dall'art. 29 Cost. (norma che riconosce i diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio). Detto principio infatti si limita a riconoscere alla famiglia un suo ruolo naturale, nel senso che da un lato lo Stato non puo' prescindere da tale realta' sociale a cui tende per natura la stragrande maggioranza degli individui e, dall'altro, afferma che la famiglia e' fondata sul matrimonio; ma certo esso non giunge ad escludere la tutela della famiglia di fatto (che prescinde dal matrimonio) o ad affermare la funzione della famiglia come granaio dello Stato'.

'La sentenza ribadisce i sensi dei primi articoli della Costituzione, della Dichiarazione di Nizza e della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo che sanciscono la parita' di accesso ai medesimi istituti giuridici per tutti i cittadini, aldi la' delle esasperazioni moralistiche che caratterizzano una politica italiana disovente poco laica e poco proiettata al bonum comune', conclude Rovasio. -(Zaa/Ct/Adnkronos) 05-AGO-09 12:52

MATRIMONIO GAY: CORTE D'APPELLO TRENTO SOLLEVA LA QUESTIONE ALLA CONSULTA

(9Colonne) - Roma, 5 ago - In una nota Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’ informa che "due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l'altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’ e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare, dal Comune diTrento, le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l'avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9luglio scorso, davanti alla Corte d'Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento - prosegue Rovasio - considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civiltà che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone". - 051117 AGO 09

1 commento:

AMg ha detto...

http://www.gaynews.it/view.php?ID=82375

di Guido Keller
TRENTO, PER I GIUDICI DELLA CORTE D’APPELLO IL MATRIMONIO GAY S'HA DA FARE
Altri due casi di coppie gay rinviati alla Corte Costituzionale
martedì 04 agosto 2009 , di Notiziegay.it


Si erano visti negare dal comune di Trento le pubblicazioni matrimoniali e così due coppie trentine formate da individui dello stesso sesso, due maschi e due femmine, avevano pensato di ricorrere in giudizio per quello che ritenevano un ingiusto rifiuto e soprattutto un ostacolo alla loro realizzazione di cittadini in base al principio dell’uguaglianza. I quattro, guidati dal dinamico avvocato Alexander Schuster del foro di Trento, avevano però riscontrato parere negativo da parte del giudice di primo grado anche se, come spiega lo stesso patrocinatore aderente alla Rete Lenford (che si occupa appunto di diritti delle persone omosessuali), la cosa era del tutto aspettata.

Tuttavia a giudizio di Schuster la sentenza riportava argomentazioni deboli e così il 9 luglio le coppie omoaffettive trentine ricorrevano davanti alla Corte D’Appello, sostenendo che il matrimonio civile dovesse essere un diritto garantito a tutti i cittadini, al di là dell’orientamento sessuale.

Di ieri la notifica alle parti dell'inaspettata ordinanza del collegio dei giudici che, come nel caso di aprile avvenuto a Venezia, rinvia la decisione alla Corte Costituzionale in quanto, come recita l’ordinanza, “si tratta di questione rilevante e non manifestamente infondata. Non vi è dubbio infatti – continua il documento – che rispetto all’epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si è verificata un’inarrestabile trasformazione della società e dei costumi che ha portato al superamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono (talora a gran voce) di essere tutelate e disciplinate”.

I giudici di Trento non lasciano spazio ai detrattori del matrimonio gay che troppo spesso citano incautamente la Carta Costituzionale: “…quanto sopra osservato non può essere superato da un’interpretazione secondo cui il matrimonio deve e può essere consentito solo a coppie eterosessuali a ragione della sua funzione sociale, principio secondo taluni ricavabile dall’art. 29 Cost. (norma che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). Detto principio infatti si limita a riconoscere alla famiglia un suo ruolo naturale, nel senso che da un lato lo Stato non può prescindere da tale realtà sociale a cui tende per natura la stragrande maggioranza degli individui e, dall’altro, afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio; ma certo esso non giunge ad escludere la tutela della famiglia di fatto (che prescinde dal matrimonio) o ad affermare la funzione della famiglia come granaio dello Stato”.

E soprattutto la sentenza ribadisce i sensi dei primi articoli della Costituzione, della Dichiarazione di Nizza e della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che sanciscono la parità di accesso ai medesimi istituti giuridici per tutti i cittadini, al di là delle esasperazioni moralistiche che caratterizzano una politica italiana di sovente poco laica e poco proiettata al bonum comune.