23 aprile 2010

KLAUS MONDRIAN: "CARO MARRAZZO LA SESSUALITA’ NON E’ UN ERRORE UMANO"

Va dato atto a Piero Marrazzo di aver mantenuto in questi mesi un silenzio dignitoso in un paese dove la parola dignità, nella sua declinazione politica non ha più nessun rilievo nelle scelte e nei comportamenti della sua classe dirigente. E dove il legame tra elettore e dignitario è del tutto allentato perché l’indegnità come pratica si è sviluppata come virus soprattutto nell’elettorato di riferimento dell’indegno, elettorato che anzi che anela e invidia il principe che non usa più la dignità; vorrebbe poter un giorno essere lui/lei capace di così tanta indegnità impunita.

La dignità o la faccia come la vogliamo chiamare, un tempo era una cosa ‘seria’, serviva almeno a salvare le apparenze cattoliche; insomma se la perdevi non potevi ribaltare la frittata.

E le monetine su Craxi furono il sussulto estremo di un’Italia di cittadini dignitosi; sono state forse uno degli ultimi atti di dignità collettiva del paese.

Oggi la ‘degnità’, cioè essere degni del compito per cui si è stati eletti, vale 15 minuti. Subito coperta, camuffata, invertita, perversamente ribaltata da una dichiarazione di autoassoluzione che coinvolge ritualmente nell’ordine il nemico politico, il pm, il giudice, i giornali, i comunisti (che dunque evidentemente rimangono saldamente associati alla parola dignità).

In tutto questo il comportamento dell’ex governatore del Lazio è stato decoroso e rispettoso dell’indagine in corso. Ha aspettato il pronunciamento definitivo della Cassazione ed ha potuto così finalmente tornare a parlare, prove alla mano.

Poteva usare l’auto blu (come se non fosse noto a tutti che ciascuno la usa come gli pare e nessuno glielo può vietare), poteva far uso eventuale e personale di droga, è stato incastrato da una trappola premeditata (e qui le cose andranno accertate bene nei dettagli perché da quell’episodio è scaturita di fatto la restituzione della Regione alla destra). Ultimo e definitivo giudizio della magistratura.

Quello che invece stride, che ci dispiace molto, nelle dichiarazioni di Marrazzo, in questa dignità altrimenti ammirevole, è invece il dire ‘ho sbagliato solo come uomo’ che è parente stretto della lettera di ‘scusa al papa’ fatta mesi fa dal governatore.

Non è una sfumatura che qui si vuole sottolineare. E’ piuttosto una grave dimenticanza, un lapsus di vita, di concezione del mondo e rispetto per tutte le persone coinvolte, per la loro dignità appunto.

Senza dimenticare che c’è una persona, Brenda, che ci ha rimesso persino la pelle in questa vicenda macabra di sessuofobia italiana (perché senza vergogna del sesso non ci sarebbero ricattatori e ricattati in un’Italia più liberata sessualmente, e agli italiani non interesserebbe nulla del chi va con chi).

L’errore umano ci pare una brutta cosa, detta così. Come se andare con una transessuale (regolarmente e da anni e a volte senza neanche far sesso come pare), conversare con lei, accarezzarla, essere teneri in due, fosse appunto un errore tecnico del genere maschile; una rottura temporanea del suo motore maschilista.

Avremmo capito di più se Marrazzo avesse detto ‘ho sbagliato come marito’ (è cattolico e dunque come marito in questo senso ha sbagliato profondamente se vuole attenersi ai dettami).

Ma come uomo no, non si può sbagliare come uomini a frequentare una transessuale.

Il messaggio subliminale è terribile, a maggior ragione perché neanche ragionato e buttato là in una frase come un’altra: la transessualità è un errore, uno scherzo della natura umana. Sono tornato sulla retta via, avevo per un attimo dimenticato di essere un ‘uomo’, ora sono tornato un uomo! Dunque chiedo scusa alla mia famiglia e al papa perché ho abbandonato la Verità e ho deviato verso la transessualità che evidentemente non è compresa nella mia concezione del mondo se non come colpa e come peccato.

Se mai peccato fu (ognuno sceglie i peccati di cui vivere) è come coniuge e forse come padre, non certo come uomo (genere umano) o addirittura come maschio (genere umano dominante).

Come allora potremo mai ottenere una legislazione positiva sui diritti civili se è proprio dal centrosinistra che lesbiche, gay e transessuali sono identificati in modo così rozzo, involontario e primitivo come ‘errore umano’?

Solo riportando nell’agenda della sinistra oltre ai diritti civili anche la questione sessuale! La liberazione sessuale o a/sessuale senza generi dominanti. Rivoluzioni mai compiute che pure hanno dato spinta a meravigliosi moti del genere umano in un passato neanche così lontano.

Torniamo a parlare della libertà sessuale per ognuno, della gioia e della felicità sessuale, della consapevolezza sessuale, della laicità sessuale, della sessualità come parte fondamentale di ciascuno, suo diritto vitale inviolabile.

Liberare la libertà sessuale è oggi un bellissimo dovere in questo paese. Che almeno dalle nostre parti ci sia una grammatica nuova del corpo e dei desideri. La consapevolezza che il sesso è un linguaggio di felicità e di cambiamento, non è un errore umano.

Il tradimento raramente è solo uno sfogo del pene.

Il più delle volte è un piccolo spiraglio di libertà in un contesto in cui le libertà sono solo sulla carta.

Se le donne e i maschi etero, gay e trans fossero più libere di liberare i corpi e i desideri, di chiedere ai loro partner ciò che ora si chiede solo al sesso a pagamento, se insomma il sesso fosse tolto finalmente dalla categoria della pubblica morale e si collocasse nella categoria della vita privata, la politica in toto ne trarrebbe vantaggio. Le lavoratrici, i lavoratori ne trarrebbero vantaggio perché un corpo libero è un corpo felice, e un corpo felice è un corpo dignitoso in tutto quello che fa e che pensa!

Nessun commento: