25 giugno 2010

PRIDE O ?

il giorno 24 giugno 2010 10.17, Pansex ci ha scritto:

Sono molto contento del successo del GAY PRIDE di Palermo, spero che l'anno prossimo venga anche ricordato Alfredo Ormando che si è sacrificato per tutti noi e che "non si è semplicemente suicidato in piazza san pietro", ma veramente sacrificato alla nostra causa comune lasciando a questo proposito i Suoi chiari e significativi scritti, grazie,

Peter Boom.

questa la mia risposta:


Caro Peter, non ci si è dimenticati di Ormando, almeno in Sicilia, anche se è obbiettivamente difficile far conoscere chi è stato e cosa rappresenta alle giovani generazioni, che al più lo conoscono solo per la sua disperata, fatale protesta.

Come si può conoscere qualcuno che non c'è più ?

Il più ovvio è certamente attraverso il ricordo di coloro che lo conobbero, certamente, ma chissà se ad esempio i suoi parenti o la gente del suo paese, quelli che hanno con tutta probabilità provocato il suo gesto disperato, lo vogliono ricordare?

Perciò sarebbe certo meglio poter leggere e riflettere su ciò che ha scritto di suo pugno di sé, della sua vita, dei suoi sogni... era un poeta e sapeva ben usare la parola...

Ma gli scritti di Ormando, raccolti con amore da Massimo Consoli, da altri pochi amici, sono IMPRIGIONATI dal 2001 nell'Archvio di Stato.

Imprigionati, non c'è altro termine possibile, poiché non sono accessibili a chiunque volesse studiarli o divulgarli assieme a gran parte dei materiali storici, letterari, librari, audiovideo eccetera, raccolti da Massimo in tanti anni sotto il nome di "Archivio Consoli".
Noi, riuniti nella Fondazione, stiamo spendendo le nostre esigue forze ( i soci sono tutt'ora solo 8) da due anni e mezzo, dalla morte di Massimo, per rendere disponibile questa documentazione per tutti, gay e non.

Perché l'aiuto, il supporto vero, partecipe, sentito che ci aspettavamo da parte di singoli e associazioni all'indomani della scomparsa di Max, e che singoli e associazioni medesime ci hanno ripetutamente rcitato, in realtà non ci sono mai stati davvero.

Non uno di coloro che dissero di averlo in gran stima e onore, come amico e come combattente per la libertà omosex, ha ancora chiesto di iscriversi all'associazione pagando la relativa quota associativa come impegno a collaborare, nessuno ha versato un euro di contributo, né tantomeno( salvo pochissimi) ha speso parole e azioni positive per attuare gli scopi associativi che abbiamo ampiamente pubblicizzato, via web.

La Fondazione è stata lasciata sostanzialmente da sola, al massimo con una partecipazione di facciata, a lottare contro le istituzioni, cosa che ha continuato e continua a fare strenuamente, senza altro che rimetterci anche di tasca propria.

E devo dire che sono molto addolorata nel constatare che parecchi, singolarmente e/o in gruppo, hanno spesso sbeffeggiato e osteggiato il nostro impegno, forse per semplice ignoranza ( nel senso di ignorare ) o forse ( e spero di sbagliarmi) perché non riescono a "colonizzare" la nostra azione politica usandola per farsi pubblicità a buon mercato.

Il risultato non cambia, per ora.

Perché c'è una differenza sostanziale tra l'essere colti, consapevoli e attenti a voler promuovere (politicamente e socialmente) cultura e l' impegnarsi solamente ad apparire tali.

E ciò è tra i gay come tra coloro che chiamiamo etero; gli esempi continuano a moltiplicarsi, ahimè, con la complicità di media asserviti allo scoop, ma in ogni caso è azione altamente impolitica e alla lunga autodistruttiva,soprattutto per chi è CULTURALMENTE da sempre nella storia precursore per necessità di conoscere, per difendere la propria identità,la propria libertà di pensiero ed azione.

La cultura è frutto della conoscenza ( dei dati e non delle opinioni) e della riflessione critica sommate all'esperienza: non si improvvisa, bisogna conquistarsela STUDIANDO e imparando, faticando di persona, insomma, ed è lo stesso per tutti, di qualunque genere siano o vogliano dimostrare di essere.

Noi fondaroli continuiamo a lavorare, ovviamente con le nostre povere energie, per cercare di rendere pubblica, come voleva Max, la nostra storia ignorata, per studiare e imparare aggiungendovi sempre nuovi elementi, documenti, dati e so che non siamo i soli, anche se con scarsi e saltuari collegamenti, come se ciascuno fosse geloso di condividere ciò che sa, che apprende o conquista.

Ma noi non siamo gelosi del patrimonio culturale che abbiamo deciso di "curare", anzi.
E siamo ottimisti, ma non ciechi, perciò sappiamo bene che se ciascun frocio, lesbica, trans o etero, bisex eccetera fosse davvero disponibile a col-laborare anche finanziariamente per la realizzazione del progetto-base della Fondazione cioè la biblioteca/Archivio Consoli, con messa on line o in stampa dei documenti della Storia gay, probabilmente saremmo già in vista dell'arrivo.
Appare evidente che così non è, e mi azzardo a dire che probabilmente le carenze culturali di cui sopra possono spiegare, senza però giustificarle, le motivazioni alla base delle infinite discussioni pseudopolitiche di cui sono stati conditi gli ultimi anni della cosiddetta Comunità Varia, romana in particolare.

Risultato (il più evidente): le dicotomie tra cultura e attivismo, tra businness e conoscenza, messe addirittura in contrapposizione, incitando al "tifare" per gli uni o gli altri, a vincere gli uni sugli altri quando tutto chiede di essere concordi pur nella diversità di opinioni, hanno partorito a Roma il Gay pride con un manifesto che è il più lungo della storia dei Pride accanto a un altro non da meno, entrambi contestati da gran parte del popolo lgbtqi (in termini di associazioni) ...

Tuttavia mi auguro di cuore che sia, malgrado ciò, il più partecipato in termini di persone.

Perchè orgoglio, fierezza della propria identità è un fatto personale e politico proprio per ciò, non una questione di egemonia tra gruppi.

Un abbraccio grande, a tutt**, e con amore arrivederci al Pride Nazionale, a Napoli .

Alba Montori

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