1 agosto 2010

PERCHE' DICIAMO "NO" A VIETTI VICEPRESIDENTE DEL C.S.M.

Le associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) italiane e numerosi rappresentanti dei partiti e della società civile, invitano l'opinione pubblica a sottoscrivere la petizione on-line "No a Vietti Vicepresidente del CSM" all'indirizzo: http://www.arcigay.it/appellocsm.

Le istituzioni infatti devono garantire massima rappresentanza a tutta la cittadinanza, operando nel pieno rispetto del principio costituzionale della laicità e sottraendosi a qualsiasi forma di sostegno a interessi privati e di discriminazione alle minoranze.

Michele Vietti, già sottosegretario alla Giustizia nel Governo Berlusconi II e sottosegretario all'Economia nel Berlusconi III è tra i padri della depenalizzazione del falso in bilancio, legge grazie a cui il premier ha evitato una condanna per i processi "All Iberian" e "Consolidato Fininvest", in quanto "il fatto non costituisce più reato".

E' stato altresì il promotore del ripristino dell'immunità parlamentare, nel giorno in cui Marcello Dell'Utri veniva condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
E' l'ideatore del legittimo impedimento, norma che blocca i processi per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri tutti.

Michele Vietti deputato è stato il primo firmatario della pregiudiziale di costituzionalità che ha affossato la legge Concia contro l'omofobia.

Nella pregiudiziale, l'orientamento sessuale viene esplicitamente confuso con pratiche sessuali quali l'incesto, la pedofilia, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo.

In base a tale illegittimo accostamento, l'introduzione di un'aggravante per i reati motivati dall'orientamento sessuale della vittima avrebbe significato, secondo Vietti, dare il via libera
ad una protezione speciale delle suddette pratiche (incesto, pedofilia, etc).

A qualunque persona, anche priva di nozioni giuridiche, non sfugge la falsità e l'offensività verso milioni di cittadini italiani di questa posizione.

Ancora, e non meno importante, d'impedimento alla sua nomina è la connivenza politica di Vietti e dell'UDC alle pretese egemoniche di uno stato estero, la Città del Vaticano. A più riprese s'è fatto portavoce della contrarietà della Chiesa Cattolica verso il riconoscimento delle unioni omosessuali. Nel suo profilo politico è dunque assente la laicità, ovvero quella distinzione tra Italia e confessioni religiose sancita dalla nostra Costituzione.

Per questo, inaugurando una strategia che ci vedrà opporre fermamente ogni qualvolta si cercherà di eleggere o nominare in posizioni istituzionali individui privi di requisiti di rappresentanza o peggio che nella loro storia hanno mostrato avversione nei confronti della minoranza gay, lesbica, bisessuale e transessuale, vi chiediamo di sottoscrivere la petizione e di diffonderla il più ampiamente possibile.

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