31 ottobre 2010

DA 35 ANNI PIER PAOLO PASOLINI CI MANCA


Come per moltissime persone, anche per me il 2 novembre è il giorno del ricordo, il giorno in cui tornano alla mente tutti coloro che ci hanno lasciato e i cui passi su questa terra non potremo più seguire. Sono le persone che abbiamo amato, a cui siamo stati legati da sentimenti incancellabili, o che ci hanno trasmesso amore, valori e conoscenza. E che continuiamo a rivedere con l'«occhio interiore» quando ripensiamo a ciò che ci hanno lasciato, cioè al patrimonio prezioso di affetti, di esempi, di insegnamenti.

Ora, con alcuni amici, sono qui, attraverso queste pagine che sono anche testimonianza di un ricordo che continua nel tempo – e che con il tempo pare addirittura renderne più viva e vitale la figura – a continuare a pensare, anche a rimpiangere, Pier Paolo Pasolini. Uno di noi, ma soprattutto un uomo che con grande generosità, spesso con sacrificio e sofferenza, ci ha lasciato una profondità di pensiero, rivelata in tutte le sue opere, che per molti di noi rappresenta una irrinunciabile lezione di vita, che consiste anche e soprattutto nella considerazione nei confronti dell'«altro», del «diverso», dell'emarginato. Vale a dire, per le persone o le comunità che lottano per non essere cancellate, per sopravvivere, per affermare i propri diritti, la propria contrarietà ai soprusi, alle violenze, alle prevaricazioni.

Penso che trentacinque anni siano più che sufficienti per rendere incontestabile la grandezza di Pasolini come poeta, saggista, narratore, regista, autore teatrale e cinematografico, studioso di arte allo stesso modo che dell'animo umano. Il fatto che il suo messaggio sia così attuale da richiamare un'attenzione continua sulle sue opere (e in qualche caso di riaccendere perfino polemiche o tentazioni censorie), è dimostrato dalla miriade di iniziative che si tengono continuamente, in Italia e all'estero, sulla sua personalità e sulle sue opere. Manifestazioni delle quali ho fin qui tentato di dare il più ampio e puntuale resoconto. Il suo nome suscita sempre interesse e, unendo competenze politiche e culturali, ha fatto di Pasolini un osservatore attentissimo delle trasformazioni sociali, con giudizi che spesso stupiscono per la radicalità e dai quali non si può tuttora prescindere. E che aiutano anche ad analizzare e a comprendere le origini dell'attuale situazione di degrado politico, civile, ambientale che si registra nel nostro Paese.

Angela Molteni

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