20 aprile 2011

EUROPARLAMENTO.DAVID KATO SAREBBE STATO UCCISO "NON PERCHE’ ATTIVISTA MA PER SUA STESSA RESPONSABILITA".

OMICIDIO DAVID KATO KISULE: L'AMBASCIATORE DELL'UGANDA SCRIVE AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO UNA LETTERA DELIRANTE. DAVID KATO SAREBBE STATO UCCISO "NON PERCHE' ATTIVISTA MA PER SUA STESSA RESPONSABILITA".

comunicato Stampa di Non c'è Pace Senza Giustizia, Arcigay e Associazione Radicale 'Certi Diritti'

Bruxelles – Roma, 18 aprile 2011

Sull'omicidio di David Kato Kisule, avvenuto nella sua abitazione, vicino a Kampala, il 26 gennaio scorso, l'Ambasciatore dell'Uganda presso la Commissione Europea, ha scritto una assurda lettera al Presidente del Parlamento Europeo che di fatto esprime giudizi gravi, frutto più di pregiudizio e ignoranza anziché inchieste e indagini processuali.

Nella lettera al Presidente Jerzy Buzek, l'Ambasciatore ugandese Stephen T. K. Katenta-Apuli dice di scrivere "per correggere l'impressione che può aver avuto Lei assieme a vari membri del Parlamento Europeo riguardo al fatto che l'omicidio di David Kato sia stato il risultato della sua campagna a favore dei diritti dei gay e delle lesbiche in Uganda. Ciò non può essere più lontano dalla verità".

Nella lettera l'Ambasciatore descrive una situazione imbarazzante nella quale David Kato si sarebbe venuto a trovare per non aver pagato le prestazioni sessuali di un detenuto che lui stesso era riuscito a far uscire dal carcere poco prima ed è per questo che si è reso lui stesso corresponabile della sua morte.

L'Ambasciatore, non contento di aver espresso alcuni giudizi sulla differenza tra prostitute e prostituti, aggiunge poi che il Governo dell'Uganda ha arrestato il colpevole e che sarà processato e potrebbe anche essere condannato a morte al patibolo.

Non c'è Pace Senza Giustizia, Arcigay e Certi Diritti esprimono preoccupazione e condanna per il comportamento che le autorità ugandesi hanno sin qui manifestato sulla vicenda. Gli stessi amici e compagni di Sexual Minorities Uganda, e il loro avvocato, che sta coordinando le iniziative in vista del processo, hanno ripetutamente richiesto di fare luce su questa drammatica vicenda che ha ancora molti lati oscuri e sui cui le autorità ugandesi non hanno fatto adeguate indagini. E' anche per questo che è stato lanciata in Italia una campagna con l'obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le spesei in vista del processo che a breve si terrà a Kampala.

Il giudizio – sentenza espresso dall'Ambasciatore ugandese Katenta nella lettera, spiega bene il fatto che le autorità ugandesi non intendono fare alcuno sforzo per arrivare alla verità e cercano di addossare la responsabilità ad una persona che certamente non era sola quando David fu ucciso, ipotizzando per lui addirittura la pena di morte; è bene ricordare che il giorno dell'omocidio di David Kato Kisule furono proprio i vicini di casa di David a chiamare la polizia perché videro un furgone parcheggiato fuori dalla sua abitazione con uno strano movimento di persone che li mise in allarme.

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