5 maggio 2011

ANGLICANI IN ITALIA, PRIME NOZZE GAY RELIGIOSE

celebrerà una donna prete

Il 21 maggio i matrimoni, di una coppia gay e una lesbica, a Milano con il rito anglicano vetero-cattolico: "Dio è amore, non dice di no a chi si ama".

Nella Bibbia, Rut dice a Noemi: "Dove andrai tu, andrò anch'io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio". Poi: "Il Signore mi punisca come vuole, se altra cosa che la morte mi separerà da te".

La "promessa d'amore" di Rut a Noemi è una delle letture scelte per i primi matrimoni gay d'Italia, che verranno celebrati dalla Chiesa Vetero-Cattolica: quello tra Agnese Cighetti e Letizia Torrisi, 30enni, e quello tra Carmelo Mazzeo, 41 anni, e Paolo Cenni, 33. Li officerà in contemporanea - il 21 maggio prossimo a Cormano - Madre Maria Vittoria Longhitano, parroca anglicana di Milano.

"Quella di Rut e Noemi è la prima testimonianza di un legame omo-affettivo femminile. Mi sembrava bello sceglierlo", spiega la parroca.

"Siamo cristiane: per noi è importante giurarci amore eterno di fronte a Dio e alla comunità", aggiunge una delle spose, Letizia.

Le coppie che stanno per andare a nozze non hanno dubbi che le loro siano famiglie come le altre: "La famiglia è amore", dice Carmelo.

Di fronte a Dio, non alla legge.

I matrimoni milanesi non avranno valore legale: "Possono essere trascritti nei registri civili solo nei Paesi civili", scherza Madre Maria Vittoria. E infatti Letizia e Agnese chiederanno il riconoscimento della loro unione in Spagna: "Ci andremo per fare la fecondazione assistita: vogliamo avere dei figli", dice Letizia. L'unico rammarico è per il viaggio di nozze: "Dovremo rimandarlo: non avere pari diritti e significa anche non avere i 15 giorni di licenza matrimoniale", si lamenta Carmelo. Lui e Paolo si sono allontanati dalla religione perchè la Chiesa li discriminava: "In quella Vetero-Cattolica, invece, abbiamo trovato piena accoglienza", dice. In questa confessione (con rito cattolico, ma "in comunione con la Chiesa episcopale", spiega Madre Maria Vittoria) i gay vengono uniti in sacramento con lo scambio degli anelli, la promessa di fedeltà e la consegna della Bibbia. "Sono felice di unire queste coppie di fronte a Dio", dice la parroca, che non ha trovato una chiesa per ospitare la cerimonia: si terrà in una villa. Ed è pronta ad affrontare le (inevitabili) polemiche: "Chi si scandalizza mal interpreta la parola di Dio: se Dio amore, cosa può avere da ridire sul fatto che due persone si amino?", chiosa. "Ora ci manca solo che anche la legge italiana ci riconosca", conclude Carmelo.

Elena Tebano

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