2 agosto 2012

IL MIO GRANDE GRAZIE A GORE VIDAL

Ho la terribile impressione che ben pochi  degli appartenenti alla cosiddetta comunità GLBT, soprattutto quelli al di sotto dei trent'anni, abbiano anche solo sentito parlare di quest'uomo, intellettuale nel senso più profondo e politico del termine, che è morto ieri a Los Angeles.

Eppure probabilmente senza di lui, senza i suoi scritti e soprattutto il suo esempio costante di vita, silenziato in gran parte dalla cultura bigotta italiota, forse la questione della lotta di liberazione sessuale, negli USA come in Europa, ancora starebbe balbettando le prime rivendicazioni.

 Ricordo ancora la sorpresa che provai adolescente leggendo il suo Myra Breckinridge,  e la gioia di ritrovarvi tutte intere e in forma così leggermente ironica, quelle istanze di liberazione e parificazione su cui già mi ero lungamente arrovellata, tentando di dar loro forma  nella mia personale vita reale, e schierandomi già automaticamente contro tutti i conformismi bigotti, l'ignoranza arrogante e ottusa di chi mercifica il gioco dell'eros, il gioco per eccellenza, stravolgendone la libertà.

 Dovevo essere sui  diciassette o diciotto anni, epoca terribile della mia vita, così piena di avvenimenti che hanno segnato indelebilmente tutta la mia vita successiva.

 Questo strano personaggio, di cui avevo anche poche notizie, scriveva cose così divertenti e tremendamente autentiche  che  è diventato subito mio amico, cioè è entrato a far parte della mia scelta schiera degli amici intellettuali, quelli con cui potevo davvero dialogare, perché capaci di ascoltarmi e farsi ascoltare, di capirci, insomma, col rispetto assoluto delle più diverse posizioni. Amici che ogni tanto torno a contattare, attraverso ciò che hanno scritto, per proseguire la discussione, anche dopo che se ne sono andati. 

 Credo che la mia vita sarebbe stata profondamente diversa se non avessi impattato con la questione Myra/Myron quando stavo cercando di dare un senso alla mia personalità, così lontana da ciò che apparentemente tutti si aspettavano dovessi essere.

 Credo che forse non avrei fatto della lotta per restituire pari dignità, ma anche allegria, a tutte le forme di comportamento e di identità sessuale il sottotesto e anche lo stile di tutta la mia vita.

 Credo che anche la vita di parecchie persone con cui sono venuta in contatto nell'ultimo mezzo secolo circa sarebbe stata diversa, probabilmente più oppressa e in ogni caso meno consapevole del fatto che ciascuno ha diritto al rispetto di ciò che è, che amore e sessualità sono aspetti fondamentali e irrinunciabili per ciascuno e che ciascuno ha diritto a coltivare la propria unicità.

Perciò ringrazio di cuore  Gore Vidal, e invito caldamente chi, specie  gay,  ha scoperto solo ora che è esistito, a leggere le sue opere, perché sono sicura che vi troverà molte domande e anche parecchie risposte !



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