17 gennaio 2014

CERTI DIRITTI: PESCANTE SI SCUSI E L'ITALIA FACCIA COME GLI STATI UNITI D'AMERICA.

Comunicato stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti.

Roma, 15 gennaio 2014

Mario Pescante, membro del Cio e presidente Coni dal 1993 al 1998 ritiene assurdo che gli Stati Uniti inviino "in Russia quattro lesbiche solo per dimostrare che i diritti dei gay sono calpestati" e parla di "terrorismo [...] politico in nome dei diritti"

Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara:
"Le parole di Pescante riportate dalla stampa sono cariche di omofobia e inqualificabili. Intanto gli Stati Uniti manderanno due atlete lesbiche e un atleta gay insieme ad altri atleti per rappresentare il Paese e non quattro lesbiche come dice Pescante.

Se lui ritiene che gli atleti gay e lesbiche non debbano avere cittadinanza nelle delegazioni dei Pesi che partecipano alle Olimpiadi, si dovrebbe ripassare la Carta Olimpica il cui sesto principio fondamentale recita: "ogni forma di discriminazione nei confronti di un Paese o di una persona per motivi di razza, religione, politica o sesso, o altro è incompatibile con l’appartenenza al Movimento Olimpico”

Non solo Pescante si dovrebbe scusare, per avere, lui sì, offeso lo spirito olimpico e i diritti umani di migliaia di cittadini Russi non solo LGBTI evocando il un terrorismo politico in nome dei diritti, ma l'Italia dovrebbe prendere esempio dagli Stati Uniti". 

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