16 ottobre 2014

Modalità per effettuare la trascrizione del matrimonio celebrato all’estero.


Diffondete anche ad amici e conoscenti e se conoscete coppie con i requisiti richiesti, inoltrate! Grazie

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Segreteria


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Riceviamo dal Comune di Roma e, volentieri, inoltriamo.

Modalità per effettuare la trascrizione del vostro matrimonio celebrato all’estero.

I presupposti formali per la trascrizione sono i seguenti:

• il matrimonio deve innanzitutto avere effetti civili nello Stato estero di celebrazione e riguardare almeno un/a cittadino/a italiano/a residente a Roma. Questi requisiti vengono solitamente valutati dal Consolato italiano prima dell’inoltro a sua cura in Italia, per cui, qualora l’atto fosse presentato direttamente dalle persone interessate è l’ufficiale dello stato civile procedente che provvede alla verifica dei suddetti presupposti prima della trascrizione;

• Il documento esibito deve consistere in un estratto o copia integrale dell’atto di matrimonio estero, ovvero nella corrispondente certificazione che lo stato estero di celebrazione rilascia per siffatta tipologia di evento, ovvero in una certificazione plurilingue prevista da convenzioni internazionali.

 • Il documento esibito deve contenere la firma dell’autorità certificante in originale, nel senso cioè che non sono ammesse semplici fotocopie dell’atto o della certificazione.

 • La documentazione estera così prodotta, se consistente nella certificazione plurilingue prevista da convenzioni internazionali, è immediatamente idonea per la trascrizione, altrimenti, in tutti gli altri casi, per poter essere trascritta deve essere anche legalizzata o apostillata e quindi tradotta.

• La legalizzazione consiste in una sorta di certificazione, emessa dall’ambasciata o dal consolato italiano presso lo stato estero di celebrazione, in cui sostanzialmente si attesta che, l’autorità certificante, è investita del relativo potere, mentre l’apostille è un forma semplificata di legalizzazione, prevista dalla convenzione de L’Aja del 1961 tra i paesi aderenti, nella quale chi conferma la corretta provenienza del documento dal soggetto abilitato all’emissione è l’autorità amministrativa dello stesso Stato di celebrazione e non il nostro consolato. Entrambe solitamente consistono in un timbro sul retro del certificato.

• La traduzione dell’atto in lingua italiana deve avvenire in forma scritta e dev’essere certificata conforme al testo straniero dall’autorità consolare italiana nello stato estero di emissione, ovvero da un traduttore ufficiale iscritto nell’apposito elenco presso la cancelleria del Tribunale, ovvero da un interprete che attesti con giuramento innanzi all’ufficiale dello stato civile la conformità al testo straniero al momento della trascrizione.

• Ricevuta in questo modo la documentazione completa, l’ufficiale di stato civile deve verificare che la stessa non sia contraria all’ordine pubblico, con particolare riferimento al requisito del consenso al matrimonio di entrambi i coniugi. A tal proposito, qualora per la tipologia di atto esibito non dovesse emergere tale requisito, la richiesta scritta di trascrizione da parte di entrambi gli sposi viene considerata confermativa della volontarietà del vincolo matrimoniale precedentemente contratto.

Per verificare che la documentazione in vostro possesso sia idonea per procedere alla trascrizione sabato prossimo, contattate con urgenza una delle seguenti persone: - Giovanni Pellacchia (tel. 06.6710.48.71) - Annamaria Esposito (tel. 06.6710.3066) - Elena Canfailla (tel. 06.6710.73067).

Una volta ottenuto il loro ok, occorre mettersi in contatto con l'Assessorato Scuola, Infanzia e Pari Opportunità per le questioni operative riguardanti la trascrizione che si terrà sabato mattina. Il contatto all'Assessorato è Deborah Di Cave 3457087319

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