29 novembre 2014

Concluso l’VIII Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti. Le mozioni.

Domenica 23 novembre 2014 si è concluso l’VIII Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti tenutosi a Lamezia Terme. È la prima volta che un’associazione LGBTI tiene il suo congresso nazionale in Calabria.

La due giorni di lavori si è conclusa con la conferma di segretario e tesoriere rispettivamente nelle persone di Yuri Guaiana e Leonardo Monaco e nell’elezione di Ottavio Marzocchi a presidente. Viene così riconfermata la vocazione transnazionale dell’Associazione che elegge a presidente un attivista che vive a Bruxelles e lavora al Parlamento Europeo.

La novità più importante del Congresso è stata l’elezione a presidente onorario di Alessandro Comeni, l’unico attivista intersex italiano. Come scritto nella mozione particolare sui diritti umani delle persone intersessuali, l’Associazione Radicale Certi Diritti, tra gli obiettivi e le priorità politiche di quest’anno si dà quelle di rendere illegali gli interventi chirurgici attuati senza l’espressione del consenso dell’interessato, qualora non strettamente necessari alla sua sopravvivenza, e di assicurare a tutti coloro che giocano un ruolo nel benessere delle persone intersessuali - tra cui il personale socio-sanitario, i genitori e gli insegnanti - un’ampia informazione su eventuali esigenze specifiche e sui loro diritti civili e umani.

Il Congresso ha inoltre adottato la posizione di Famiglie Arcobaleno sulla gestazione per altri, impegnandosi a sostenere la battaglia per la legalizzazione della GPA anche in Italia secondo il modello auspicato da Famiglie Arcobaleno.

La mozione generale impegna inoltre l’associazione a “promuovere tutte le iniziative nonviolente che si riterranno opportune rivolte al Parlamento ed alle Istituzioni italiane per riaprire il dialogo e far ripartire il cammino delle riforme sui temi dell’uguaglianza reale e non solo formale delle persone omosessuali nel Paese e per la riforma del diritto di famiglia, a partire dall’estensione del matrimonio civile alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Entro tali iniziative dovranno trovare spazio anche quelle attività di coinvolgimento popolare che, con l’associazionismo radicale, devono sapere e poter coinvolgere il più ampio numero di individui e associazioni italiane”.

Sul piano transnazionale, infine, “l’VIII Congresso dell’Associazione radicale certi diritti rilancia […] l’iniziativa transazionale presso l’ONU di depenalizzazione dell’omosessualità e della transessualità a partire dalla conoscenza dell’applicazione e degli effetti reali delle norme contro l’omosessualità e la transessualità nel mondo”.

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «Ringrazio la Presidenza della Repubblica per le parole che ha voluto inviare ai congressisti e gli amici calabri per l’impeccabile organizzazione del congresso. Vorrei però ringraziare in maniera particolare Alessandro Comeni che, con umanità e competenza, ha saputo porre l’attenzione del Congresso sui diritti delle persone intersessuali e che ci ha voluti scegliere come compagni di strada. Le persone intersessuali vedono violati i loro più elementari diritti umani, come quello all’integrità corporea e alla dignità personale. Occorre infrangere il muro del silenzio su questi temi anche in Italia dando voce alle e ai diretti interessati».

Alessandro Comeni  ha accettato la carica di presidente onorario dell’Associazione Radicale Certi Diritti con queste parole: «Accetto con onore questo dono fatto poiché questa carica mi dà uno strumento in più per arrivare agli altri. È un aiuto stimolante nel mio lavoro di attivista».

Ottavio Marzocchi, presidente dell'Associazione Radicale Certi Diritti, ritiene che «Certi Diritti continua ad avere davanti a sé il compito difficile di promuovere una riforma del diritto di famiglia basato sull'eguaglianza, sulla libertà e sull'autonomia decisionale degli individui. Sono necessarie riforme che introducano un ventaglio più ampio di possibilità di scelta, dal matrimonio egualitario, alle unioni civili, alla coabitazione - come accade in Belgio - a prescindere dal sesso e dall'orientamento sessuale delle persone. Per fare questo, dobbiamo sollevare in modo più incisivo l'imbarazzante ed ipocrita situazione italiana – che si perpetua anche con Renzi - in Europa, e avvicinare l'Italia ai modelli europei più avanzati, liberali ed egualitari, attraverso gli strumenti radicali del dialogo, dell'unione delle forze con chi condivide queste battaglie, della non-violenza».

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