16 ottobre 2015

Prorogata fino all'8 dicembre prossimo la Mostra DOVE NASCE L'ARCOBALENO

Dove nasce l'Arcobaleno: dai documenti del Fondo Consoli la coscienza dei diritti gay come Diritti Umani.

Archivio Centrale dello Stato - Roma Eur, Piazzale degli Archivi 27
orario di apertura  dalle 10 alle 18 tutti i giorni feriali

La Mostra è  promossa e organizzata dall'associazione Fondazione Luciano Massimo Consoli in sinergia con l'Archivio Centrale dello Stato in occasione della Settimana Rainbow di Roma 2015.
Inaugurata il 12 ottobre 2015, significativamente nella ricorrenza della giornata internazionale del "coming out day", vuole porre sotto gli occhi particolarmente di chi si occupa di istruzione ed educazione, una piccolissima ma significativa selezione dal "Fondo Consoli", amplissima raccolta di documenti e manoscritti, libri, giornali e periodici, riguardanti il mondo e la cultura "diversa", che Massimo Consoli ha collezionati nell'arco dell'intera sua vita di attivista politico e promotore culturale per i diritti del popolo LGBT.
Questo suo patrimonio, acquisito dallo Stato nel 2001 e depositato qui, all'Archivio Centrale all'Eur, è stato organizzato dagli esperti archivisti della struttura ed è in gran parte consultabile.

L'opera di Consoli è ed è stata fondamentale nella Storia italiana, per contribuire in modo diretto e dal popolo a promuovere l'emancipazione della sessualità, non solo omosessuale, dai blocchi di quel moralismo pseudo-religioso e ipocrita, che nega di fatto le libertà primarie e addirittura costituzionali e continua a infestare con le sue forme persecutorie e sessiste l'identità e la vita delle donne e degli uomini, di tutti i cittadini italiani, oggi come cinquant'anni fa.

Le bacheche 1 e 2 sono così dedicate a fornire qualche notizia biografica, anzi auto-biografica, di Consoli, con esempi di interazione epistolare sia con uno degli intellettuali che più ha inciso nella cultura omosessuale, Mario Mieli, sia con amici personali sia con altre persone assolutamente non note ma che esprimono a  analoghe tensioni, disagi, sogni e affettività represse a livello socio-politico. Essi tutti manifestano in modo inequivocabile quella Rivolta Morale contro la discriminazione dell'amore"diverso" messo in scena con profonda autoironia nei lavori teatrali di Consoli come "Solo i gay vanno in paradiso" di cui è esposto il copione portato in scana nel 1975/76 all'OMPO, primo locale romano di incontro politico e culturale gay-lesbico-trans.

La consapevolezza del diritto delle cosiddette "minoranze sessuali" a veder riconosciuta la propria dignità, si afferma contestualmente al Movimento per i Diritti civili dei Neri in USA. Tuttavia la vera presa di coscienza politica si esplicita pienamente nella comunità omosessuale solo con la rivolta di Stonewell: diventa GAY Power, e rivendicando il diritto di ogni gay alla propria dignità e rifiutando qualunque forma di accettazione/integrazione in una società incapace di rispettare le diversità, proclama e sostiene la sua "rivoluzione" che fa il giro del mondo.

Consoli, che già dal '59 si documentava sull'omosessualità, dall'Olanda dove si era autoesiliato, elabora il suo manifesto politico della Rivoluzione Omosessuale, che pubblica nel 1971.
"Il Manifesto per la Rivoluzione Morale: l'Omosessualità Rivoluzionaria"è il paradigma a cui si ispirerà Mario Mieli per elaborare il suo "Elementi di critica omosessuale".

Però intanto in Italia il movimento politico gay era appena in gestazione da parte di pochi ardimentosi: la liberazione sessuale era ancora rigorosamente tabù in una società permeata di ipocrisie, divieti, moralismi e sessismi (ancora resisteva il "delitto d'onore" e il divorzio stentava a diventare legge) nelle parrocchie e nelle famiglie, come nei partiti, compresi quelli di sinistra. Di diritti civili e umani non se ne parlava proprio, escludendo i Radicali o gli Anarchici o gli intellettuali controcorrente.
La nascita del FUORI!( Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano)
con le prime manifestazioni pubbliche per i diritti degli omosessuali occupano nei primi anni '70 più le informative della polizia che le pagine dei giornali, dove coloro che sono individuati come omosessuali vengono piuttosto ridicolizzati o stigmatizzati come malatie/o criminali.E neppure l'efferato omicidio di un personaggio pubblico di spessore culturale e politico internazionale come Pier Paolo Pasolini, con le prime manifestazioni di piazza dei gay romani che chiedono e pretendono verità e giustizia sulla sua morte ( verità e giustizia ancora oggi negate) riescono a incidere significativamente modificando il quadro di odio omofobico strisciante e diffuso ovunque.
La BACHECA 3 vuole esemplificate proprio tutto ciò, col grande manifesto del Calendario Gay, ideato e realizzato da Consoli, in cui ogni giorno è caratterizzato dai nomi di personaggi della storia laica nati o morti in quella data, una sorta di "santi laici" accanto alle informative delle questure sulle manifestazioni gay e ad esempi di iniziative politico-culturali in Italia e in Europa.

In questo contesto tipicamente, ahimé, italiano, che Massimo Consoli, personaggio fuori dagli schemi e spesso controverso all'interno della stessa "Comunità Varia", come amava chiamare la gente Queer (gay-lesbica-trans e non solo),si è arrogato per mezzo secolo il compito di essere la memoria storica del movimento gay italiano, sovente in una sorta di gara con gli altri che quasi in contemporanea intrapresero la strada della lotta per il riconoscimento della dignità e dei diritti dei gay.
Noto per il suo instancabile attivismo contro l'omofobia, per i diritti umani degli omosessuali e per la laicità,si è posto con decisione fin dalla fine degli anni Sessanta come riferimento per il nascente movimento di liberazione sessuale in Italia, raccogliendo e soprattutto divulgando documenti che la storia ufficiale e la società italiana, europea e mondiale hanno condannato al silenzio e alla mistificazione per secoli.
Qualche esempio di questa sua attività è esposto nella BACHECA 4, in cui sono alcuni testi stranieri da lui scoperti, collezionati, spesso tradotti e/o divulgati nei suoi scritti, con notevoli esempi della sua strenua attività di controinformazione sull'AIDS fin dal suo primo apparire, spingendo il Ministero dell sanità a fare prevenzione anche tramite la Rai e organizzando mostre e convegni (un cartellone esposto).
Altri esempi sono nella BACHECA 6 che contiene gli elenchi delle testate di periodici a tematica omo-lesbica presenti nel Fondo accanto ad esempi di esse in compagnia di alcuni fascicoli delle riviste scritte ed editate da lui per anni, OMPO e RomeGayNews, che sono state in veicolo di informazione su l'opera di grandi gay del passato come Ulrichs, rendendo il ricordo e gli onori che merita al primo studioso della sesssualità dell'epoca moderna, primo a rivendicare il diritto al rispetto dell'omosessualità come comportamento naturale umano e morto in esilio in Italia.
La mostra ha voluto dedicare uno spazio particolare a Pier Paolo Pasolini, della cui  morte ricorre quest'anno il 40° anniversario, cosicché la BACHECA 5 espone accanto a due libri sulla vicenda giudiziaria e umana dell'omicidio, elementi legati all'attività di cineasta e poeta di Pasolini e di Dario Bellezza, che coniugano l'aspetto culturale con quello personale.

Nel Fondo Consoli c'è una gran quantità di Storia da portare all'attenzione e alla riflessione della gente e non solo degli studiosi: Massimo Consoli ha voluto con questo suo lascito fortemente arricchire la nostra cultura di una parte di storia troppo ignorata ma indispensabile, se vogliamo costruire un mondo di serenità, di amore e di libertà per tutti, perchè come diceva spesso "Senza Memoria non c'è Futuro".  

associazione "Fondazione Luciano Massimo Consoli"

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