25 aprile 2008

OGO: UNA CAMPAGNA DELLE DONNE PER LE DONNE

La campagna Obiettiamo gli obiettori, nata da una intuizione del collettivo femminista Maistat@zitt@ di Milano, è stata fatta propria dall'assemblea delle femministe e lesbiche tenutasi a Roma il 23-24 febbraio '08 ed è stata immediatamente rilanciata in diversi territori da vari gruppi di donne, dal Friuli alla Sicilia.

Obiettiamo gli obiettori è una campagna delle donne per le donne. Poiché il tema della libera scelta riguardo alla maternità si inserisce in quello più ampio dell'autodeterminazione delle donne, referenti della campagna sono i collettivi femministi e lesbici e le singole che si stanno battendo per l'affermazione di questo diritto e vogliono costruire un ponte con chi lavora nei consultori e all'interno dei reparti di ostetricia e ginecologia garantendo l'interruzione volontaria di gravidanza.

L'interruzione di gravidanza evidenzia la contraddizione tra sessualità femminile e maschile, per questo il contributo maschile alla campagna può essere soltanto la radicale messa in discussione del proprio comportamento sessuale.Da 30 anni ci costringono a scendere in piazza per difendere una legge, la 194, che non ci è mai piaciuta in quanto legge di compromesso che offre la sponda a chi ci vuole impedire di decidere sui nostri corpi. La sessualità femminile è distinta dalla capacità di procreare; la posta in gioco è, allora, la libertà femminile, libertà che deve essere affidata alla pratica delle relazioni tra donne e non alle leggi dello stato.

Obiettiamo gli obiettori si inserisce in un percorso politico che ha al centro la nostra autodeterminazione in ogni ambito della vita e parte da alcuni punti fermi per un discorso in divenire e per la costruzione di riflessioni e pratiche autonome:

· rompere con l'assistenzialismo e la delega, cercando, invece, di costruire reti sociali di donne che sostengano e legittimino l'autonomia dei percorsi femminili
· rompere le complicità femminili con il maschile, rompere con la seduzione e con l'alienazione del desiderio nel desiderare di essere desiderate, cioè nell'essere oggetti - e non soggetti - di desiderio
· affrontare la profonda contraddizione tra sessualità maschile e femminile, mettere al centro la materialità del corpo, agire per un recupero dei nostri corpi, per saperi e pratiche autonome dalle aspettative e dai modelli maschili
· rifiutare la replicazione del modello maschile, ma anche l'uso delle cosiddette "capacità femminili" che, dissimulando le relazioni autoritarie nel lavoro e nella politica, si rivelano funzionali alla riproduzione del controllo e delle relazioni gerarchiche.
· individuare forme di resistenza femminista/lesbica collettiva e creare percorsi politici che rafforzino le esistenze individuali, nella prospettiva di passare dalla resistenza alla liberazione.

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