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venerdì 20 novembre 2009

UNA MORTE ANNUNCIATA

CASO MARRAZZO, AZIONE TRANS E GAYLIB: "MAGISTRATURA DOVEVA PROTEGGERE LA TESTIMONE CHIAVE BRENDA. VICENDA SEMPRE PIU' FOSCA E ORRIBILE. SI FACCIA DEFINITIVAMENTE CHIAREZZA"

La presidente di Azione Trans, Francesca Eugenia Busdraghi e l'associazione GayLib (gay di centrodestra) esprimono profondo sconcerto e numerosi interrogativi per la orribile morte che avrebbe coinvolto la transessuale Brenda, testimone chiave del cosiddetto "caso Marrazzo", vicenda che ha portato, come è noto, alle dimissioni l'ex presidente della Regione Lazio, esponente di spicco del Partito Democratico.

"Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo (T.D.O.R.) ci chiediamo - dichiara Francesca Eugenia Busdraghi - se la Magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata. La risposta, purtroppo, ce l'abbiamo già - prosegue Busdraghi - e nel dolore umano per la morte violenta quanto misteriosa di una persona, non possiamo non affermare che probabilmente il fattaccio si sarebbe potuto e dovuto evitare attraverso accortezze che comunemente vengono garantite ai protagonisti di fattispecie simili".

"Di certo la trans - conclude la presidente di Azione Trans - si era trovata in un affare molto più grande di lei e, non scordiamolo, appena la settimana scorsa era stata vittima di una violenta aggressione, addebitata da una stampa a un gruppo di romeni. Ora leggiamo di una fine tanto terribile. Crediamo vi sia almeno materiale sufficiente a riflettere".

"E' sconvolgente - aggiungono il presidente nazionale e il segretario politico di GayLib, Enrico Oliari e Daniele Priori - che nella vicenda torbida che ha visto coinvolto l'ex governatore Piero Marrazzo nell'arco di due mesi ci si trova a contare il secondo morto. La vicenda sta oggettivamente assumendo contorni oltremodo foschi e il pensiero che vi potrebbero essere, stando sempre alle dichiarazioni delle trans e dello spacciatore morto a settembre, altri personaggi politici coinvolti dei quali non si conoscono i nomi, fa semplicemente rabbrividire. Da ultimo, al di là di ogni altra considerazione - concludono Oliari e Priori - non si può oggi non rivolgerle un pensiero di profonda pietà alla povera Brenda oltre all'auspicio che la magistratura faccia definitivamente luce su una brutta storia che si sta aggravando di giorno in giorno".

GayLib e Azione Trans

Francesca Eugenia Busdraghi [Presidente Azione Trans]
Enrico Oliari [Presidente Nazionale GayLib]
Daniele Priori [Segretario Politico e Referente Lazio GayLib]


MORTE DI BRENDA: QUANTO AVVENUTO NEL ‘TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE’ E’ UN ESEMPIO LAMPANTE DELLA PENOSA SITUAZIONE IN CUI SI TROVA L’ITALIA

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“E’ difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese.

Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse. Brenda sarà ‘usata’ da qualche lacchè di regime, da qualche viscido servo che strumentalizzerà la sua immagine per alimentare un po’ di cronaca nera parlando di ‘misteri italiani’, di cui non gliene importa davvero nulla, e nemmeno gli importa della condizione e del contesto nel quale le persone transessuali sono costrette a vivere.

Questi miserabili, che impongono il sonno della ragione a milioni di italiani, sono esattamente coloro che non parlano mai di diritti per le persone lesbiche, gay, transessuali ma anzi, impongono di loro una visione ridicola e patetica, alimentando l’ipocrisia e la falsità: quelle del peccato e dell’assoluzione, del proibizionismo criminogeno, dell’omofobia e della transfobia, dell’odio e della violenza appunto.

Noi continueremo la nostra lotta nonviolenta per la difesa dei diritti civili e umani delle persone LGBT. Questa penosa classe dirigente offre oggi all’Italia la tragica morte di una persona transessuale, nel giorno del ‘Transgender Day of Remembrance’: un altro drammatico ‘record’ di cui vergognarsi”.

E’ MORTA BRENDA

Si infittisce il mistero sul caso Marrazzo. E’ stata trovata morta carbonizzata la trans brasiliana Brenda, coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione. Brenda era in queste condizioni nel suo appartamento, un seminterrato trasformato in appartamento, in via Due Ponti, a Roma. Il corpo - secondo fonti dalla polizia scientifica - non presenta segni di violenza. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere era stata trovata una bottiglia di whisky. Ma le sue colleghe avrebbero riferito che ieri sera Brenda era sobria anche se molto giù di morale: avrebbe detto loro che non ce la faceva più ad andare avanti. Un particolare significativo: nel suo appartamento sono stata trovate delle valigie pronte. Forse si preparava a lasciare Roma e l’Italia.

I vicini - la trans viveva in un deposito adibito ad appartamento - hanno riferito di aver sentito del trambusto nella notte provenire da quell’appartamento, ma solo poco dopo le 4, quando si è sviluppato l’incendio, sono stati chiamati i pompieri.

La transessuale brasiliana coinvolta nel caso per i rapporti che avrebbe intrattenuto con Marrazzo, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell’ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L’audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l’altro, la questione dell’esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali.

Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell’occasione dovettero difendersi perché la trans dava in escandescenza. In quell’occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.

Brenda è il secondo morto della vicenda Marrazzo. Il primo è Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un’overdose di cocaina nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l’allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.

[ La Repubblica ]

martedì 17 novembre 2009

DA UOMO A UOMO

Segnalo a tutt** l' iniziativa nazionale di MASCHILEPLURALE aperta a uomini e donne di buona volontà. Alba

il 21 novembre a Roma, in Piazza Farnese, dalle ore 15.30 alle ore 19.30 per celebrare la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne del 25 novembre.


per informazioni e adesioni contattare info@maschileplurale.it

AUSTRIA APPROVA UNIONE CIVILE PER COPPIE OMOSESSUALI MA ESCLUDE MATRIMONIO

‘Certi Diritti’ ci informa ...

Vienna, 17 nov.(Apcom) - Il governo austriaco ha dato oggi il via libera all'introduzione di una unione civile per le coppie omosessuali che esclude però il matrimonio tout-court. Dopo mesi di negoziati all'interno della "Grande coalizione" al potere in Austria, le coppie gay potranno, a partire dal prossimo primo gennaio, dopo l'adozione finale del progetto dal parte del Parlamento, godere delle stesse disposizioni a favore delle coppie eterosessuali in materia di pensioni.Le coppie gay e lesbiche potranno anche portare lo stesso cognome, ma per contro l'adozione di un bambino o la procreazione assistita resteranno off-limit, ha sottolineato il ministro della Giustizia Claudia Bandion-Ortner.

La legge approvata oggi è frutto di un compromesso conseguito dopo una feroce opposizione del partito conservatore Oevp che è riuscito ad ottenere il divieto del matrimonio civile. Unicamente autorizzata è la registrazione dell'unione presso le anagrafi sullo stato civile.

Secondo Gabriele Heinisch-Hosek, ministro della Condizione femminile, che si è battuta per ottenere il matrimonio, il progetto di legge "non è ancora definitivo" lasciando intendere che potrebbero esservi apportati degli emendamenti. L'adozione del testo da parte del Consiglio dei ministri è stata preceduta da una settimana di campagna mediatica orchestrata dall'arcivescovo di Vienna, il Cardinale Christoph Schoenborn, che ha insistito sul fatto che per la Chiesa cattolica una unione o un matrimonio può esistere solo fra un uomo e una donna. [fonte : Afp]

sabato 14 novembre 2009

E MENTRE LE ASSOCIAZIONI GLBT IN ITALIA DISCUTONO, DALL'EU ARRIVANO SEGNALI INQUIETANTI ...

CERTI DIRITTI: L"OFFENSIVA LITUANA" NON FACCIA RETROCEDERE L'UNIONE EUROPEA SUI DIRITTI LGBT. IL RISCHIO C'E' E OCCORRE SCONGIURARLO!

dichiarazione di Ottavio Marzocchi, reponsabile questioni europee per Certi Diritti e Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

"Certi Diritti chiede all'Unione europea ed alle sue istituzioni di non retrocedere di fronte ad una offensiva intentata da alcuni partiti omofobici negli Stati membri e nel Parlamento europeo. C'é infatti il rischio concreto che, per non disturbare troppo gli Stati, l'UE faccia un passo indietro sui diritti LGBT:

- Il 17 settembre 2009 il PE approvava a larga maggioranza una risoluzione di condanna della legge sulla protezione dei minori contro informazioni pubbliche dannose. Tale legge in realtà era volta a proibire e criminalizzare ogni informazione pubblica in merito all'omosessualità che fosse accessibile ai minori. Il PE chiedeva di riformare la legge omofoba, incaricava la sua commissione per le libertà pubbliche di seguire la questione e chiedeva "all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali di esprimere un parere sulla legge e sugli emendamenti alla luce dei trattati e del diritto dell'Unione europea".

Il 10 novembre il Parlamento lituano ha approvato una risoluzione che chiede al governo di portare il Parlamento europeo in Corte di Giustizia UE per annullare la risoluzione approvata.

Lo stesso giorno il Direttore dell'Agenzia per i Diritti Fondamentali, Morten Kjaerum, scriveva al Presidente del PE, il popolare polacco Buzek, che "la richiesta del PE, cosi come formulata, non ricade nei compiti previsti dal mandato dell'Agenzia".

Il 12 Novembre 2009 il PE ha approvato un emendamento alla risoluzione sul Programma di Stoccolma dell'UE sulla libertà, la giustizia e la sicurezza nei prossimi 5 anni, depositato da Jeanine Hennis-Plasschaert del gruppo ALDE su proposta di Ottavio Marzocchi (responsabile di Certi Diritti per le questioni europee e membro del segretariato del gruppo ALDE) che affermava "invita gli Stati membri a garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche alle coppie dello stesso sesso nell'UE – in particolare le coppie sposate, i partner o le coppie di fatto – almeno per quanto riguarda i diritti relativi alla libertà di circolazione". Il gruppo PPE ha deciso di astenersi sul voto finale della risoluzione solamente a causa dell'approvazione di questo emendamento, nonostante fossero stati votati e depositati 494 emendamenti. Il PPE ha anche chiesto di cambiare il testo in vista del voto in plenaria che avverrà tra due settimane a Strasburgo.

Certi Diritti si appella al Direttore dell'Agenzia per i diritti fondamentali ed in particolare al PE perché non rinuncino, ma anzi continuino a richiamare gli Stati membri al rispetto dei valori europei e dei diritti fondamentali, inclusi quelli LGBT.

lunedì 9 novembre 2009

TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE ….



[video realizzati da Federica Pezzoli]

estratti della Conferenza Stampa - Incontro Pubblico: ‘TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE ...’ , Roma, Via di Torre Argentina 76, 3 novembre 2009.
l'evento è stato organizzato dall'Associazione Radicale ‘CERTI DIRITTI’.

domenica 8 novembre 2009

“OMOSESSUALITA' E PSICOTERAPIE"

Si è svolto ieri a Roma, presso la Biblioteca nazionale, un importante convegno internazionale su “Omosessualità e psicoterapie” promosso dal Prof. Vittorio Lingiardi, medico psichiatra e psicanalista, Ordinario presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ dove dirige la 2° scuola di Specilizzazione in Psicologia clinica

Il convegno, forse l’unico di questo genere in Italia, ha trattato e analizzato il tema delle ‘terapie riparative’, nate negli Usa, tra le altre, dall’Associazione Narth e ispirate dal fondamentalismo religioso degli evangelici cristiani, che anche in Italia, per altre vie, si stanno purtroppo diffondendo, è stato un grande esempio di confronto, chiarimento e affermazione della scienza davanti ad una platea di specialisti ed alcuni esponenti del movimento lgbt(e).

Soprattutto nella parte finale del convegno vi sono stati momenti di grande confronto scientifico tra gli psichiatri dott. Paolo Rigliano e il dott. Tonino Cantelmi su alcuni approcci e studi riguardo le cosiddette ‘terapie’ riparative.

Tra i punti più rilevanti chiariti dal convegno, con elementi, dati e studi scientifici, vi sono:

a) l’omosessualità non è una malattia;

b) le “terapie riparative” non hanno alcun fondamento scientifico;

c) quasi tutte le persone che si sono sottoposte a tali pseudo “terapie” sono rimaste omosessuali, le pochissime che dichiarano di essere ‘guarite’ dall’omosessualità sono per lo più persone che lavorano nell’ambito di associazioni che promuovono o gestiscono le ‘terapie riparative’;

d) coloro che svolgono l'attività di psichiatri o psicoterapeuti, e promuovono le ‘terapie riparative’, sono passibili di denuncia presso gli albi e istituti professionali per la totale infondatezza scientifica di questi metodi;

e) affidarsi alle conoscenze di uno specialista serve quindi non a ‘esssere o diventare normali’ ma a imparare ad accettarsi....

Certamente dimentico molte cose, per questo in coda a questo intervento metto un lancio dell’Agenzia Ansa di ieri che raccoglie altre informazioni e qui di seguito un breve testo storico su quanto accadde a un convegno di psichiatri nel 1972.

Credo che tutto il movimento lgbt(e) italiano debba essere riconoscente al Prof. Vittorio Lingiardi per aver promosso questo convegno, di grandissimo livello scientifico e di grande aiuto per la nostra battaglia di superamento delle diseguaglianze.

Un caro saluto,

Sergio Rovasio [Associazione Radicale ‘CERTI DIRITTI’]

Nel 1972 a Sanremo ad un convegno di psichiatria sull’omosessualità accadde qualcosa di storico.

Vi riporto un intervento tratto dal sito www.gay.it del 7 giugno 2002 di Stefano Bolognini :

“... In Italia era da poco nato il primo movimento gay, il Fuori!, che raccoglieva un modesto gruppo di militanti e che era salito alla ribalta delle cronache qualche mese prima del 5 aprile 1972 per aver scritto una lettera, firmata con i nomi e cognomi dei militanti, di protesta ad un quotidiano nazionale che aveva bistrattato l'omosessualità, decise di agire chiamando a raccolta anche i militanti di altri paesi europei. A Sanremo quella mattina i luminari delle scienze sessuologiche furono accolti da una piccola folla arrabbiata che gridava: "Normali, normali". Era la ribellione dei potenziali pazienti che oltre a gridare mostravano cartelli con scritte di questo tenore: "Psichiatri siamo venuti a curarvi", "Psichiatri ficcatevi i vostri elettrodi nei cervelli", "La normalità non esiste", "Primo e ultimo congresso di sessuofobia" e così via...

Ogni cartello era una veemente dichiarazione di guerra e i quaranta contestatori presenti erano assolutamente consci che si stava compiendo un gesto storico. Per la prima l'omosessualità lottava a viso aperto. La rabbia era molta.

I congressisti, non troppo lungimiranti ma questo lo hanno già attestato i loro studi, decisero di chiamare la polizia rendendo memorabile l'evento. Le forze dell'ordine sequestrarono i cartelli ai militanti e due di essi furono portati in commissariato.

Il convegno incominciò comunque e tra gli iscritti a parlare si proposero regolarmente anche alcuni contestatori. Angelo Pezzana, presidente del Fuori, aprì le danze con il celeberrimo "Sono un omosessuale e sono felice di esserlo" di fronte ai congressisti sbigottiti. Il giorno dopo intervenne una militante francese che si scagliò contro la sessuofobia. Il terzo giorno ignoti lanciarono fialette di gas derattizzante, che è decisamente puzzolente, nella sala e il congresso fu interrotto….”.

SALUTE: TERAPIE CONTRO OMOSESSUALITA' 'INUTILI E DANNOSE'
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Malattia, immoralita', errore. Sono in tanti a pensare ancora all'omosessualita' come disordine morale che va curato, persino invertito. Omosessualita' e psicoterapia sono state oggi al centro di un convegno internazionale che si e' svolto a Roma per delineare lo stato della ricerca scientifica e sociale, in un momento in cui si assiste alla preoccupante diffusione di episodi omofobici.

Ha meno di dieci anni il documento prodotto dall'American Psychiatric Association (APA) in cui viene negata l'antica associazione omosessualita' - disturbo mentale; mentre, solo qualche mese fa, sempre l'APA ha ribadito le proprie posizioni contro le cosiddette terapie riparative che, in estrema sintesi, mirerebbero a riorientare l'identita' sessuale delle persone, 'riconvertendole' a relazioni etero.

Come ha sottolineato il professor Vittorio Lingiardi, direttore della 2ø Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell'Universita' 'Sapienza' di Roma, 'siamo spesso di fronte a chi si rivolge a un terapeuta per risolvere l'enigma circa la propria identita', per liberarsi di quell'ingombrante inquilino che abita la sua casa'. Il terapeuta pero' non deve trovare soluzioni, ma ha l'obbligo di ascoltare le domande che spingono i pazienti a dubitare di se stessi. Le terapie riparative invece, a cui spesso le persone sono indirizzate dalla famiglia, dalle comunita' locali e da quelle religiose, potrebbero peggiorare le condizioni mentali dei pazienti, esasperando il senso di vergogna e di disprezzo verso verso se stessi. Si rinforza insomma il conflitto interiore a discapito di una ricerca piu' profonda. Uno dei piu' noti promotori della terapia riparativa e' l'associazione NARTH, fondata dallo psicanalista Charles Socarides nel 1992, che incoraggia, nel caso degli uomini, l'identificazione con una figura maschile, riforzando al contempo i cosiddetti 'ruoli di genere tradizionali' per ottenere uno spostamento dall'omo all'eterosessualita'. Tuttavia la testimonianza di molti pazienti sottoposti a terapia riparativa ha rilevato come questi, nello sforzo di cambiare il proprio orientamento, si siano ritrovati ingabbiati in un mondo di finzione in cui la scoperta della propria identita' gradualmente si allontana.

Per molte persone, scoprire di essere gay e' giustamente motivo di stress, laddove pregiudizio, discriminazione e violenza sono solo alcune delle cause scatenanti. Affidarsi alle conoscenze di uno specialista serve quindi non a essere o diventare normali, ma a imparare ad accettarsi. Amare se stessi e' l'unico rimedio contro i dubbi che fanno spesso piu' paura delle certezze. Un cammino lungo, forse doloroso, in cui il disagio non sia sopito ma ascoltato.

(ANSA) - Y94 07-NOV-09 19:46

mercoledì 4 novembre 2009

L'ALBA DI PAPA MAX

4 novembre 2007
4 novembre 2009

Due anni fa, in queste stesse ore antelucane il grande Massimo Consoli salutava per sempre la vita. Un pensiero stanotte vola dalle sue parti, ovunque si trovi. Una voce, quella sua voce, di amico e, per me, di padre spirituale, mi risuona dentro, scaldandomi il cuore e dandomi forza. Mi è accaduto molte volte quest’anno, davvero molte, più di sempre, di averne davvero bisogno. Per trovare la forza, il coraggio, la fede nelle idee e nell’impegno, la dedizione nel portare avanti ciò che è giusto. Papa Max era così. Come tutti i grandi sacerdoti. Forte, autorevole e netto. “Se credi che una cosa sia giusta devi farla, portarla avanti, anche da solo”. Me lo diceva spesso, specie quando lo scoramento mi assaliva. Lui l’ha fatto, noi tutti dobbiamo continuare a farlo. Perché tante apparenti solitudini possano generare presto una sincera, affettuosa, viva e piena compagnia. In nome della memoria e della Storia sulle quali fondare il futuro che vogliamo. In questa notte ancora confusa tra la pioggia copiosa dell’autunno e il vento gelato della tramontana pronta a condurci nell’ennesimo inverno, una lacrima di commozione e amore vero, da Amico, da figlio, da essere umano, scende a mitigare l’animo che tende all'inquietudine. A istillare altra vita. Quella che servirà a sorridere ancora verso il sole della libertà, della dignità e dei diritti per tutta la comunità varia che Papa Max ha contribuito non poco a creare. Toccherà a noi accendere questo nuovo sole. Sarà nostro il ruolo quotidiano, arduo e spesso oscuro di sostenerne la luce. Per questo oggi alle ore 12 presso il Cimitero di Marino porterò un fiore a Massimo Consoli. Come omaggio alla memoria sua e di tutti noi che non si spegne, anzi, è pronta e matura per vivere l’alba di domani. Che non conoscerà più morte. Viva Papa Max, viva la Comunità Varia, viva la Libertà!

Daniele Priori

lunedì 2 novembre 2009

MI RICORDO PASOLINI

Io non sono mai molto lucido quando parlo di Pasolini. I rapporti che ho avuto in vita con lui mi proibiscono di parlarne in maniera oggettiva. Confesso dunque che mi metto sempre dentro il margine della visceralità e della soggettività. D'altronde, c'è un altro meccanismo che mi scatta dentro, dato che è chiaro che proiettavo, identificavo su Pasolini una figura grosso modo paterna e anche materna.

Il padre, diciamo così, era l'ideologia, era l'intelligenza, era la sapienza. La madre, invece, era la poesia. Mi sento scrutato, giudicato da Pasolini, continuamente. E' come se fosse stato un grande dio che, purtroppo, ha dimostrato il suo difetto, la sua mortalità. Morendo Pasolini ha compiuto su di me una specie di esorcismo e mi ha lasciato libero di continuare per la mia strada.

Io non so qual è la mia strada. E' la strada di un emarginato, di uno zingaro, di uno che ha scelto di non compromettersi se non in una compromissione feroce, forse anche in questo pasoliniana, nei confronti della società italiana.

Pasolini diceva: «Voglio lasciare l'Italia». Era uno dei suoi leit motiv degli ultimi tempi. Nel dirlo c'era l'ironia di chi sa che, in realtà, non può farlo e forse anche la prefigurazione della sua morte. Io credo che tutti noi lo sappiamo e un poeta poi lo sa, forse, non perché ha dei poteri medianici o telepatici o di intuizione superiore a quella degli altri, ma lo sa per una specie di magico rapporto che ha con la realtà.

Pasolini sapeva da premonizioni, da sogni, dall'inconscio che si svelava attraverso i sogni, che la morte lo doveva colpire. Non gli piaceva la vita. Non gli piaceva più la realtà, diciamo la verità.

La verità è quella che Pasolini ha firmato, concludendo la sua vita terrena. Lasciamo stare il fatto oggettivo, politico, della sua morte per mano dei fascisti, come io sono convinto che sia. E' proprio per ragioni di poesia. Ci arrivo attraverso la poesia, non attraverso la politica, l'ideologia, a spiegarmi quella morte, perché solo chi è impoetico totalmente, chi è barbaro, chi è nero, può pensare di uccidere un poeta come Pasolini.

Pasolini mi ha lasciato libero e io, di questa libertà, non so che farmene.

Non so che farmene, soprattutto perché mi sembra una condanna superiore a qualsiasi prigionia a cui lui mi costringeva. Questo è l'amore che io ho per Pasolini. Parlarne, per me, adesso, non è più neppure uno strazio, è una specie di confessione di fronte a questo dio che mi ha tradito. [...]

La tradizione non è un fatto reazionario, è un fatto rivoluzionario scoprirla e nutrirsene. Quando lui diceva «sono una forza del passato» era la più grande provocazione che possa fare un uomo di cultura oggi, perché è il passato che uccide il presente e uccide il futuro. [...]

Per cui mi sento colpevole, mi sento vittima di questo mio senso di colpa, mi sento orfano e tutti questi scatti, emozioni psicologiche che dentro di me convivono, non lasciano spazio ad una possibilità di oggettività. E' un fatto traumatico, l'amore. Diceva Pasolini: «solo l'amore conta. Solo il conoscere. Non l'aver amato, non l'aver conosciuto». Io qui, in questo momento, sono consapevole che non mi libererò del fantasma di Pasolini finché non troverò pace, diciamo così, in un amore verso me stesso. Il fatto che però possa amarmi, possa chiarirmi, viene offuscata dalla possibilità che Pino Pelosi sia fatto uscire, magari fra qualche giorno, solo per il fatto che ha ucciso un grande poeta, un grande artista come Pasolini e solo perché è questo che la società italiana voleva. La società italiana è una comunità di false interpretazioni sociologiche, repressa e fascista nel profondo, e non produce che mostri, nonostante tutti quelli che l'abbelliscono, la impreziosiscono con orpelli modernistici. Per cui i Pino Pelosi devono essere assolti, per carità, per confermare questo tipo di società che non prevede altro che orrore e menzogna.

E' un paese di menzogne, di perfidie, di mostruosità, mai portate sul piano della ragione. [...] La vita di un poeta è la vita di chi arricchisce la collettività. Siccome s'è perso, però, il senso di che cos'e un poeta e che cos'è la poesia, allora è vero che la vita di un poeta vale molto di meno di una qualsiasi checca morta sotto un ponte. Perché di questo Pasolini è contento: valere molto meno di una checca, allora sì, ma non valere quanto una checca. E non che sia spregevole essere checca, intendiamoci, ma perchè la poesia la conosce, la sa soltanto chi capisce che cos'è veramente. Io non lo so spiegare. D'altronde non c'è riuscito nessuno a spiegare cosa sia la poesia. Son cose che o si sentono o non si sentono.

Dario Bellezza

TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE…. (E ANCHE I RADICALI CON LE LORO PROPOSTE DI RIFORMA)

L’Associazione Radicale Certi Diritti promuove:

CONFERENZA STAMPA - INCONTRO PUBBLICO.

Martedì 3 novembre, alle ore 15.30

in Via di Torre Argentina, 76 – Roma

sabato 31 ottobre 2009

PASOLINI, 34 ANNI DOPO

Care, cari

E' quasi dal momento della sua morte che, per 34 anni e senza interruzione, ricordiamo Pasolini, e dal 1992 Massimo Consoli e poi noi della Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ a lui intitolata invitiamo i locali gay e non gay di Roma, d’Italia e di vari altri paesi, e tutta la gente di buona volontà, a spegnere le luci, per un minuto, nella mezzanotte tra l'1 ed il 2 novembre, in quella che è ormai diventata famosa con il nome di «Operazione Notte Buia».

Unl messaggio di solidarietà, di ricordo, di affetto per Pasolini e la sua opera.
Perché Pasolini appartiene a tutti, non solo ai gay romani e, in ogni caso, non solo ai gay.
E questo gesto è pegno d’amore e di speranza per una societa' migliore, piu' giusta, piu' onesta.

La nostra manifestazione silenziosa ha lo scopo di :

1) ricordare un grande poeta morto in circostanze tragiche
2) smetterla una volta per tutte di continuare ad essere ammazzati perché gay, lesbiche, trans osemplicemente donne

Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’


LUNEDI' 2 NOVEMBRE alle ORE 12.00 come ogni anno dal 1976 ci ritroveremo presso l'Idroscalo di Ostia, luogo in cui Pier Paolo Pasolini è stato brutalmente ucciso, vittima tristemente più celebre di una violentissima e assassina omofobia che nella notte tra l' 1 e il 2 novembre del 1975 ha infierito sul corpo di un Genio, lacerandone la vitalità, le movenze, il sorriso, gli occhi, il cuore ma non intaccando di una virgola il pensiero di un grande e autentico profeta della modernità, attuale ancora oggi, trentaquattro anni dopo.


Rinnovo, dunque, l'appuntamento:
LUNEDI' 2 NOVEMBRE ore 12.00 IDROSCALO DI OSTIA per ricordare PIER PAOLO PASOLINI a 34 ANNI DALLA BRUTALE UCCISIONE PER OMOFOBIA.


Il cantuatore Ciri Ceccarini (http://www.ciriceccarini.it/) proporrà una rilettura musicale della storica "Ballata per la Morte di Pasolini" che sarà contenuta nel cd di prossima pubblicazione "Sono ciò che sono".

per l’ Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’,

Daniele Priori

[ comunicate gentilmente le adesioni in mailing list o all'indirizzo danielepriori@inwind.it ]



giovedì 29 ottobre 2009

INTERVISTA A FRANCO GRILLINI : "MARRAZZO E' STATO INCASTRATO DA UN COMPLOTTO"

Grillini: ''Marrazzo è stato incastrato da un complotto''
Il presidente onorario dell'Arcigay: "Basta con la criminalizzazione dei trans".

di Davide Sfragano

È indignato Franco Grillini (foto) per il gran polverone sollevato dalla vicenda Marrazzo. Lui che da sempre si batte per i diritti della comunità Glbt (gay, lesbiche, bisex e transessuali), che è presidente onorario dell'Arcigay, non sopporta la criminalizzazione che è stata fatta in questi giorni nei confronti dei trans, ma anche delle scelte sessuali degli eterosessuali. Ma soprattutto ci tiene a precisare che “i comportamenti privati sono gravi solo quando confliggono con quelli pubblici”.

In Italia sembra che sia più grave tradire il proprio partner con un transessuale anziché con un eterosessuale. Che ne pensa?

Penso che avesse ragione Freud quando sosteneva che la sessualità umana va in tutte le direzioni. Purtroppo, però, viviamo in un Paese caratterizzato da una sessualità di origine cattolica. Per fortuna le persone hanno una sessualità più varia e stravagante di quanto si dica pubblicamente.

Oggi, dopo la vicenda Marrazzo, è più forte di prima l'accostamento tra transessuali, prostituzione e droga. Risponde a verità?

Purtroppo stiamo assistendo a un ondata di odio nei confronti dei transessuali. Ma questi accostamenti non sono veri. Per quanto riguarda la prostituzione bisogna capire che spesso chi ha cambiato sesso non riesce a trovare lavoro, e quindi non ha altre alternative oltre a quella di vendere le proprie prestazioni sessuali. È l'unica scelta.

Per questo bisogna capire come integrare i transessuali - così come tutte le altre minoranze - nella nostra società: in modo che non siano costretti a prostituirsi per sopravvivere. I transesssuali sono delle vittime, non i colpevoli. E per quel che riguarda la droga...

La droga nella nostra società circola in abbondanza. È sotto gli occhi di tutti. E la colpa è nel proibizionismo del governo, che non fa altro che provocare criminalità. Il pusher che ha portato la cocaina a via Gradoli d'accordo con i carabinieri, ad esempio, faceva solo consegne superiori ai 10 grammi, perché così non c'era bisogno del mandato di perquisizione per fare irruzione nell'appartamento. Secondo me, invece, è più efficace la strategia di riduzione del danno.

Dopo quanto avvenuto, pensa che in Italia siamo di fronte a un arretramento culturale? L'Italia è un Paese ipocrita e bigotto da una vita. L'istituto della confessione fa parte di questo quadro: puoi anche peccare, basta che non si sappia. Non a caso Marrazzo, che è cattolico, ha parlato di vergogna. Ma non ci si dovrebbe vergognare di qualcosa che non è illegale. Tutto ciò è assurdo, Marrazzo non ha fatto nulla di illegale. Non è neanche indagato.

Marazzo ha quindi fatto male a dimettersi?

È evidente che Marrazzo è stato incastrato da un complotto. Il suo errore imperdonabile, però, è stato cedere al ricatto. Come si fa a dire a un commerciante di Palermo vittima del pizzo di non pagare i suoi estorsori, se il primo a cedere a un ricatto è un uomo delle istituzioni?

Lei, due giorni fa, su Il Fatto Quotidiano, ha parlato di un personaggio del centrodestra scoperto qualche anno fa in pubblico con un transessuale, e che fino a ieri chiedeva a gran voce le dimissioni di Marrazzo. Chi è? Non faccio nomi. Servono prove.

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