30 luglio 2015

Notizie sorprendenti dall'Arcigay Makwan di Messina !

Come Fondazione Massimo Consoli, oltre che a livello personale, ho seguito  con grande affetto, spesso direttamente assieme a Claudio, il nascere e crescere dell'associazione Arcigay Makwan di Messina, cercando di fornire quel poco di supporto che potevamo come associazione, con la nostra esperienza politica di mezzo secolo ma soprattutto nel costruire sinergie e nel promuovere la memoria della comunità LGBTI.

 Il lavoro assiduo e disinteressato di un manipolo di amic** animati da una grandissima volontà di incidere nel corpo sociale della città, con lo scopo dichiarato di eliminare discriminazioni e fobie contro gli/le omosessuali, si è dipanato principalmente attraverso la promozione di un processo di crescita culturale a 360 gradi che riuscisse ad arricchire di tolleranza e solidarietà non solo la città, ma anche i territori dell'intera provincia.
Questa generosa attività ha portato Messina ad diventare a tutti gli effetti una "città/provincia pilota" rispetto alla promozione e realizzazione di progetti molto importanti non solo per la comunità LGBTI siciliana, ma per tutti i cittadini, e in grado di fornire anche un esempio pratico e replicabile in altre realtà dell'isola siciliana e dell'Italia intera.

Questo di cui mi vien data comunicazione oggi è non solo la realizzazione di una opportunità lungamente sognata, ma anche una nuova bellissima sfida per Arcigay Makwan.

Ecco qua:

Comune di Messina
Albo Pretorio
  • DELIBERA DI GIUNTA N.530 DEL 28/07/2015.. CONCESSIONE IN COMODATO D'USO GRATUITO ALL'ASSOCIAZIONE ARCIGAY MAKWAN DI DUE BENI CONFISCATI ALLA MAFIA, DI CUI UNO SITO NEL VILLAGGIO MILI MARINA(VALLONE DEI MEDICI) E L'ALTRO SITO NEL VILLAGGIO ACQUALADRONI (CONDOMINIO LE TERRAZZE) PER PRONTO SOCCORSO SOCIALE - AUTORIZZAZIONE AL DIRIGENTE DEL DIPARTIMENTO PATRIMONIO DEMANIO ESPROPRIAZIONI A STIPULARE ATTO DI CONCESSIONE
    • Registro: 2015/6492
    • Tipologia: DELIBERE DI GIUNTA
    • In pubblicazione dal 29/07/2015 al 13/08/2015
    • Ente proponente: DEMANIO PATRIMONIO ESPROPRIAZIONI - (ns.Prot. 2015/166343 del 09/07/2015)
    • Allegati:
      Documento Originale - img673.pdf - 379,92 Kb
      DELIBERA N.530 - 530.pdf - 897,24 Kb 
Ne sono felice per Arcigay Makwan, a cominciare dal suo "presidente-operaio" Rosario Duca, che si è guadagnata "sul campo" questo attestato di stima da parte della Municipalità di Messina.

E adesso, amic**, avanti con i progetti !!!
 E per chi vuole aiutare Arcigay Makwan  nel suo lavoro dalla parte dell'amore  ecco qua come contattare l'associazione:






18 luglio 2015

" L' Angelo perverso" poesie di Piero Montana

Il libro  " L' Angelo perverso – Poemetti omoerotici 1999-2001” di Piero Montana, con prefazione di Massimo Consoli,  è stato presentato al pubblico venerdì 3 luglio alle ore 18 nella Galleria dell'eros in via Bernardo Mattarella n 64 ( quarto piano) a Bagheria ( Palermo)


Visualizzazione di L'angelo perverso - copertina I.png
Visualizzazione di L'angelo perverso - copertina IV.png

** Prefazione di Massimo Consoli

"C'è una nota di tristezza, nell'Angelo Perverso, che ci riporta alla nostra disperazione di piccoli uomini bramosi di eguagliarci a Dio, o almeno di imitarlo e, se non riusciamo neppure in questo, di illuderci che siamo suoi rivali.

Questo perché coscienti che possiamo emergere dal nostro nulla quotidiano solo nell'esserci (il che è difficile) o nella negazione dell'esserci (il che è molto più facile).
Ma Dio è troppo occupato a conferire con i suoi rappresentanti che cialtroneggiano in tutte le religioni, le razze, le lingue, per accorgersi che, appena appena, esistiamo.
Così Piero Montana viene lasciato a se stesso da una divinità distratta, libero di cercare il suo Assoluto nelle fogne e nei cessi che sono l'unico mezzo rimastogli per aspirare ad un aldilà raggiungibile attraverso il solito tunnel radioso dei sopravvissuti alla morte, che per lui diventa un faro di luce spermatica. Ed è assolto da ogni peccato che potrebbe offendere solo chi è convinto di sentirsene offeso.

Ma Montana, impietoso verso se stesso, in una sorta di rito di purificazione e iniziazione a chissà quale mistero religioso, si autodenuncia esponendosi al pubblico ludibrio attraverso le sue colpe che, proprio per questo, si trasformano in buone azioni o, almeno, in buone intenzioni. Tutto all'interno di un regno personale che, ormai, sente alla fine : la stessa fine, accompagnata dallo stesso rimpianto per un mondo che fu e che non sarà più, che pervade l'opera di Sandro Penna, di Dario Bellezza e dell' ultimo Pasolini in una sorta di drammatico cupio dissolvi, dove ogni riga è una straordinaria costruzione di grande forza poetica.

Montana ha un ricordo straziante di quel paradiso perduto della sua gioventù ribelle che sa, ormai, di non poter neanche ritrovare.
Così, le sue imprecazioni sottintese, implicite, non dette, ci ricordano un Cecco Angiolieri, che se fosse foco, brucerebbe il mondo, mentre “il tanfo della merda” non può non farci tornare alla memoria gli straordinari happenings escrementizi di Mario Mieli all'Ompo's, e come non pensare a 
Dario Bellezza, quando leggiamo ancora della “merda... che fuoriesce sempre/ nel penetrare un culo/largo o stretto”?

Ma questa violenza verbale e coprofila nasconde, in realtà, uno sviscerato amore per un uomo anzi, per l'Uomo, tradito, vilipeso, offeso, violentato da una società che lo ha messo su di un piedistallo non per rendergli il dovuto tributo di amore e di rispetto, ma per farlo bersaglio di ogni attacco e insulto.

Tutta l'opera in versi di Montana, a partire dalla giovanile raccolta di liriche autobiografiche “Breve rosario di Sodoma”, è pervasa da questa accusa ad un monoteismo patristico insulso e becero di essersi opposto alla realtà divina di una natura che è al tempo stesso madre, amante e, per il poeta, figlio prediletto."

Massimo Consoli
Settembre 1999

Continua la catena di OMOcidi di Stato in Iran


Due ragazzini sono stati impiccati a un albero a Isfahan, in Iran. Frequentavano il campo islamico, fino al giorno in cui il mullah ha detto agli altri ragazzi che i giovani erano da condannare a morte perché gay.

Amir Taheri, ex direttore del quotidiano iraniano Kayhan, ha pubblicato la storia su Twitter ieri


ISFAHAN: il quattordicenne  Akbar Zargarzadeh è stato impiccato a un albero nel campo
per ragazzi islamici dopo che il mullah del campo ha decretato che meritava la morte perché gay.

Mentre il mondo applaudiva allo storico accordo sul nucleare (Israele esclusa), in Iran è tornata ad essere applicata la pena di morte per omosessualità.
Akbar Zargarzadeh, 14 anni appena, è stato impiccato perchè accusato da un mullah di Isfahan di essere gay.
 Benjamin Weinthal, corrispondente per gli affari europei del Jerusalem Post, ha chiesto all’Unione europea di denunciare l’omicidio, per la pena di morte immediata per il ragazzo.

 Il giornalista mediorientale Hasan Sari si è giustamente chiesto:  "‘Cosa c’è di diverso da quel che fa l’IS? "
Ovviamente il presidente Hassan Rouhani si è guardato bene dall'aprir bocca al riguardo.

Essere gay in Iran è ancora oggi ILLEGALE, con pene che vanno dal carcere a vita all’esecuzione capitale.
Era il 2005 quando il 16enne Mahmoud Asgari e il 18enne Ayaz Marhoni vennero pubblicamente impiccati, sempre perché omosessuali.
Nel 2007 fu impiccato il 21enne Makwan Moloudzadeh, arrestato per atti omosessuali a 13 anni e da  allora torturato e mantenuto in carcere.
Nel 2011 un ragazzo di 25 anni, condannato a morte perché gay è stato impiccato a Marvdasht, senza che il tribunale rivelasse il suo nome,  e tre persone sono state impiccate nella prigione di Ahvaz, nel sud-est del paese, con l'accusa di "sodomia".
Nel 2012  furono condannati ed impiccati Sahadat Arefi, Javid Akbari, Hushmand Akbari e Vahid Akbari, riconosciuti ‘colpevoli’ di pratiche omosessuali.
All'inizio del 2013 due fratelli gay, di 21 e 24 anni, sono stati impiccati nella pubblica piazza nella città di Shahr-e-Kor.
Nel 2014, stando alla ONG Iran Human Rights l'Iran ha giustiziato con l’impiccagione oltre quattrocento uomini perché gay.

Risulta evidente a chiunque che queste cifre esprimono probabilmente solo una minima parte delle "esecuzioni" di gay in Iran, e mancano inoltre totalmente notizie sulla situazione carceraria, per non parlare di quel che riguarda lesbiche e trans.
Perciò invito tutti a mantenere ben desta l'attenzione sulla situazione Iraniana per provare ad interrompere la sua orribile catena di OMOcidi di Stato.

5 luglio 2015

Immigrati gay, una vita dura tra omofobia e razzismo

Ripropongo  un post del blog il grande colibri pubblicato mercoledì 13 febbraio 2013.

Sono passati 2 anni, ci sono dei cambiamenti rispetto alla situazione qui descritta ?

Nel frattempo le associazioni hanno organizzato in Italia dei punti di supporto per i migranti LGBT. 
http://www.ilgrandecolibri.com/p/migranti.html



AMg

*
Razzismo e omofobia, che i più si ostinano a considerare cose diverse, si intrecciano sempre più spesso, anche, a volte, con risultati pericolosi e potenzialmente esplosivi. Affrontare uno dei due problemi senza cercare di risolvere anche l'altro è miope e deleterio: spesso immigrati provenienti da culture molto tradizionaliste o da una colonizzazione religiosa rigida manifestano più omofobia dei nativi occidentali; altrettanto spesso da parte di molte persone LGBTQ* si manifesta un razzismo di sostanza, che in alcuni casi si manifesta anche attraverso spiacevoli dichiarazioni nella ricerca del partner.

Partiamo dall'attualità: alla parata del nuovo anno vietnamita (che è stato celebrato tre giorni fa in tutto il mondo) di Westminster, nella California del sud, la comunità LGBTQ* è stata invitata a non partecipare dagli organizzatori del Lunar new year event e, sebbene il consiglio sia stato rispettato, questa discriminazione ha portato ampia solidarietà da parte sia dei partecipanti che dei media a gay, lesbiche e trans che hanno scelto di mettersi dietro le transenne a guardare la parata senza prendersela troppo (Los Angeles Times).

Sebbene si possa essere confortati dal fatto che gli immigrati di seconda generazione siano più tolleranti anche nei confronti delle minoranze sessuali, come ha evidenziato una ricerca pubblicata appena la scorsa settimana dal Pew Research Center di Washington (v. p. 74), l'intreccio tra omofobia e razzismo si rivela in mille modi: dalla solitudine degli anziani LGBTQ* di colore, raccontata da Larry Saxon e da altri testimoni con parole che evidenziano quanto settari siano anche i luoghi di incontro LGBTQ* per eccellenza, dove tutti sono giovani e bianchi (Bay Area Report), al maggior rischio di diffusione del virus HIV tra i latini e i neri per via della doppia discriminazione che subiscono, da parte degli altri LGBTQ* per via delle loro etnie e da parte dei loro connazionali per via dei loro gusti sessuali (New York University).

A dare l'allarme è una ricerca condotta nella scorsa estate e di recente pubblicazione su AIDS and Behaviour, dove è evidenziato come il numero di contagi recenti provenga  per metà da giovani gay, in gran parte appartenenti a "minoranze" etniche. In realtà questi dati estremamente preoccupanti non sono una vera novità: parlava già di questa tendenza, ad aprile, un chiaro articolo di Perry N. Halkitis sulla rivista dell'Associazione psicologica americana (APA).

E il risultato di una chiusura omofobica degli immigrati di prima generazione, o comunque di minoranze più tradizionaliste, si manifesta anche nella difficoltà dei giovani gay di colore a venire allo scoperto con i propri familiari, per via dell'aspettativa di una forte mascolinità che è presente tra i neri americani (Rutgers), come mostra lo studio "Giovani afroamericani e le loro famiglie: ridefinire la mascolinità, affrontare il razzismo e l'omofobia", pubblicato sul Journal of GLBT Family Studies.

Tutti questi studi, notizie e ricerche riguardano gli Stati Uniti. Ma non è che in Europa problemi del genere non esistano. Tra gli immigrati il coming out è spesso un tabu; né la comunità LGBT fa grandi sforzi per essere accogliente. E se ciò appare evidente in una società ancora poco aperta come quella italiana, spaventa che tendenze di questo tipo si manifestino anche in paesi che consideriamo più progrediti.

Sabaah, un'associazione nata in Danimarca sette anni fa per aiutare omosessuali, bisessuali e transessuali con origini etniche diverse, ha organizzato per martedì prossimo nei pressi della stazione centrale di Copenhagen un incontro pubblico per parlare del "confine tra gusti sessuali ed intolleranza".

Il dibattito nasce dalla presenza sul sito Boyfriend di un raggruppamento di circa 450 membri con il nome "Tænder ikke på asiater" (Non mi piacciono gli asiatici), che secondo chi l'ha creato e ne fa parte manifesterebbe un semplice gusto fisico (come dire "Non mi piacciono i biondi"), mentre secondo altri, e forse con più di una ragione, sarebbe una spia di discriminazione razziale. O quantomeno di intolleranza, perché un gruppo di persone a cui non piacciono i biondi non esiste, mentre ne esistono che non amano le persone pelose, quelle grasse o, unico gruppo saggio tra questi, coloro che si credono meglio degli altri. Come gli intolleranti, appunto.


Michele
Copyright©2013ilgrandecolibri.com




17 giugno 2015

Sulla sterilizzazione forzata per le persone trans la Corte d’Appello di Milano dà ragione a Certi Diritti


Ciao tutt**,

Ecco una bella notizia: la Corte d’Appello di Milano ha dato ragione all’Associazione Radicale Certi Diritti e ha ordinato la trascrizione del matrimonio contratto in Argentina da un ragazzo italiano e da una ragazza transessuale che, solo all’approvazione della legge Argentina in materia (n. 26.743 del 23.05.2012), ha ottenuto il cambio di genere e di nome diventando donna a tutti gli effetti senza passare dalla sterilizzazione forzata (passaggio che invece è obbligatorio nell’ordinamento italiano).

Questa sentenza apre delle prospettive per le persone transessuali che ottengono il cambio di genere anche in Stati che non chiedono la sterilizzazione forzata e la riattribuzione dei genitali per concederlo. Una sentenza che sana l’assurdità sostenuta in primo grado per cui la coppia, per avere riconosciuto il matrimonio in Italia, avrebbe dovuto “divorziare e risposarsi” per ottenerne la trascrizione.

E’ anche un passo importantissimo verso una riforma complessiva delle norme che nel nostro Paese regolano il mutamento di sesso: questo è il nostro obiettivo, tu vuoi sostenerci per quest’anno?
Contribuisci per permetterici di portare avanti le nostre battaglie di libertà, basta poco! 


dona ora anche solo 5 euro attraverso carta di credito con il metodo di pagamento sicuro PayPal

oppure fai un versamento su queste coordinate:

Bonifico Bancario sul Conto Corrente IT 34 E 08327 03221 000000003165
intestato a: Associazione Radicale Certi Diritti

Conto Corrente Postale C/C n. 1001131539
intestato a: Associazione Radicale Certi Diritti
 


Grazie per l’aiuto che vorrai darci!
Yuri Guaiana
segretario
Leonardo Monaco
tesoriere
 


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