14 gennaio 2017

13 gennaio 2016

Cronaca di un fresh-mob in memoria di Alfredo Ormando.
Sotto una pioggia scrosciante che ci ha inzuppato perbenino nel percorso dalla metro al colonnato del Bernini malgrado il provvidenziale ombrello che prudentemente Claudio (Mori) aveva insistito a portare, siamo entrati nella piazza per uno dei varchi, attraversando la teoria dei pellegrini in coda per accedere alla Basilica e schivando guide e urtisti vari.
Sorpresa !
 Il grande albero di natale che mi ha sempre impedito di deporre i tulipani dove Alfredo si è dato fuoco ieri non c'era più e anche il presepio era stato tolto; mancavano anche le cntinaia di transenne e di sedie che spesso avevano complicato notevolmente l'accesso alla piazza: insomma campo libero ovunque.
Nel frattempo la pioggia è diventata una pioggerellina e ci ha permesso di fare un paio di foto ricordo con l'aiuto di di una signora sudamericana, e un piccolo filmato.
Abbiamo deciso di lasciare stavolta il mazzo dei tulipani nella piccola vasca della fontanella accanto al cerchio di marmo in terra, quello di Alfredo...
L'anno prossimo saranno 20 anni: il tempo corre veloce.



12 gennaio 2017

Il 13 Gennaio è l' ORMANDO Day. Partecipa !

Dedica un tulipano rosso ad Alfredo.... 
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Nel 2010 Peter Boom scriveva a noi della Fondazione Consoli:
"Carissime-i amiche-i,

[...]La chiesa cattolica è criminale già solo pensando al povero Ormando (omicidio attraverso l'uso della parola) che ricordiamo sempre il 13 gennaio e che spero sarà un'altra occasione per far venire in massa le persone per protestare contro questa chiesa anticristica.[...] Spero ardentemente che sarete in tantissimi e che la gente cominci ad aprire gli occhi.
Carissimi, laicissimi, gaylesbissimi e pansessualissimi saluti"

Alfredo Ormando,  scrittore e poeta siciliano si diede fuoco in piazza San Pietro il 13 gennaio 1998 per denunciare l'omofobia della chiesa cattolica.

Piero Montana ne rievoca la storia, che non può lasciare indifferenti, e il dolore per la sua vita disperata che non si è spento con le vampe che lo avvolsero il 13 gennaio del 1998, quando due poliziotti cercarono di spegnere le fiamme.
Inutilmente, perché Alfredo morì soffrendo atrocemente pochi giorni dopo al Sant'Eugenio.


Da allora ogni anno il 13 gennaio, con Massimo Consoli e Peter Boom, che ormai non ci sono più, e tanti altri amic**, siamo andati a ricordare il suo martirio lì dove lo mise in atto.
  Purtroppo da anni però il presepe con maxialbero di natale piantato proprio nel luogo del rogo, mantenuti in loco anche dopo l'epifania, e la progressiva chiusura della piazza a manifestazioni non papaline con teorie di transenne, a cui si sono aggiunti i percorsi protetti da eventuali attentatori, vanno impedendo di fatto ogni ingresso in gruppo nella piazza per commemorarlo.

Ma non ci lasciamo scoraggiare: noi della Fondazione Consoli domani andremo a portare il nostro omaggio floreale ad Alfredo e invitiamo chi vuole a fare altrettanto, singolarmente, nell'orario che preferisce, seguendo le istruzioni per accedere alla piazza.

Scegliamo da sempre tulipani rossi, fiore simbolico di amore che ricorda nella sua forma le lingue di fuoco.

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25 novembre 2016

Prima Unione civile a Bagheria.

Assenti il sindaco Patrizio Cinque e la sua amministrazione.

Protesta Piero Montana del "Centro d'arte e cultura gay" di Bagheria, che invita le associazioni glbt palermitane ad unirsi insieme a lui nel chiedere un incontro chiarificatore con il primo cittadino bagherese.


Giovedì 24 novembre si è celebrata a Bagheria la prima unione civile fra due uomini :
Leonardo e Gustavo.
La coppia omosessuale è stata unita con il rito civile nella sala Borremans dal consigliere comunale Marco Maggiore.

Leonardo anni 53 anni, romano e Gustavo, 22 anni, brasiliano, hanno finalmente raggiunto il loro sogno d'amore.

La loro unione civile per Bagheria segna una nuova tappa nella lotta al pregiudizio antigay nonostante l'assenza clamorosa e discutibile del sindaco.
Un lungo applauso è scoppiato alla lettura della formula di rito.
Leonardo e Gustavo si sono quindi scambiati gli anelli.
In particolare sono rimasto colpito dalla giovinezza e dalla bellezza di Gustavo, ma alla coppia, che si è unita civilmente, va tutta la mia simpatia.

Ai due novelli "sposi", Leonardo e Gustavo, faccio tanti auguri per un avvenire sempre felice.

Piero Montana

Centro d'arte e cultura gay.

Visualizzazione di leonardo-e-gustavo.jpg

Agli auguri di Piero Montana aggiungiamo quelli dell'intera Fondazione Consoli !


19 novembre 2016

TDoR 2016


Nel 2016 le persone trans uccise, nel mondo, sono state circa 300.
Il dato non è affatto certo, in quanto a molte vittime potrebbe essere stato attribuito il sesso biologico, senza gli approfondimenti dovuti.
L'Italia con le sue 5 vittime indossa la maglia nera in Europa.
Ma questi omicidi efferati rappresentano solo la punta dell'iceberg delle violenze e dei soprusi che subiscono le persone trans, tutti i giorni, in famiglia, a scuola, a lavoro, nei pubblici uffici, nelle strutture sanitarie.
Siamo stanch*di essere trattat* come cittadin* di serie Z,
e di essere privati fin troppo spesso dei nostri diritti naturali e costituzionali!!!
Rivendichiamo il nostro diritto di essere, di esistere, di amare, di lavorare!!!
Siamo persone, individui, soggetti pensanti e rivendichiamo la nostra unicità, il nostro essere l'una diversa dall'altra e l'uno diverso dall'altro.
La nostra personalità non si identifica e non si esaurisce nel nostro transessualismo!!!
La lente del pregiudizio attraverso la quale siamo osservat* e giudicat* nasconde e occulta le nostre individualità.

E' ora di dire BASTA!!!!
BASTA STEREOTIPI, BASTA PREGIUDIZI, BASTA DISCRIMINAZIONI, BASTA TRANSFOBIA!!!
#TDoR2016
#Nonunadimeno
#Nonunodimeno

Cristina Leo
(Attivista per i diritti LGBT)

17 novembre 2016

Ristabilire la verità della Storia: come a Palermo nacque il Fuori!

Sull'importanza della prima associazione politica degli omosessuali in Sicilia, il Fuori! di Palermo.

Il 18 novembre di 40 fa scoppiava a Palermo la rivoluzione del Fuori!


Sui libri di storia sul movimento gay in Italia non si trovano notizie sull'esistenza del Fuori ! di Palermo, prima associazione politica degli omosessuali in Sicilia, fondata da Giuseppe di Salvo, dal sottoscritto [Piero Montana n.d.r.], Salvatore Scardina, Mario Blandi nel lontano ormai novembre del 1976.



Tale rimozione non sarebbe poi così grave, se l'associazione gay palermitana fosse stata una delle tante sorte in quegli anni in Italia, che poca o scarsa influenza avrebbe avuto nel corso degli avvenimenti. I Fatti invece dimostrano che la verità è alquanto diversa.
Dobbiamo, infatti, ricordare che il Fuori ! di Palermo per l'eclatante e dirompente visibilità dei suoi militanti, impegnati allora in manifestazioni di piazza, che posero l'associazione gay siciliana all'attenzione della cronaca nazionale, aveva finito per costituire un sicuro punto di riferimento per tutti i gay dell'Isola che vollero quarant'anni fa uscire allo scoperto ed impegnarsi nella rivendicazione dei diritti civili.
L'attenzione dei mass-media prestata alla rivoluzione culturale messa in opera dal Fuori ! palermitano, finalizzata ad un profondo rinnovamento del costume in un Sud ancora assai retrogrado, fece sì che mai in quegli anni un'associazione omosessuale potesse contare in Sicilia sulla disponibilità di tantissimi e coraggiosi militanti di cui ricordiamo solo, en passant, al di là dei suoi fondatori, anche Franco Lo Vecchio, Enzo Scimonelli, Gino Campanella, Massimo Milani ed ancora Nino Gennaro, fondatore del Teatro Madre e una delle prime vittime a Palermo dell'Aids.

Quando ai primi di novembre del 1980 si ebbe notizia dei due giovani omosessuali di Giarre, che non riuscendo a vivere in pace la loro storia d'amore si fecero, a quanto pare, uccidere o furono semplicemente uccisi, si respirò nell'Isola un clima di rivolta.

Il Fuori ! Nazionale, che proprio in quei giorni partecipava a Roma ai lavori di un congresso del Partito Radicale, decise d'inviare sul posto dove accaddero i fatti luttuosi, dei suoi militanti ( Enzo Francone, Bruno di Donato ed il sottoscritto) allo scopo di far fronte ad una situazione ritenuta insostenibile e con l'intento di avviare pubblicamente un processo non alla città di Giarre, bensì a tutta un'isolana cultura mafiosa, omologata ad una falsa morale perbenista.

Dapprima a Catania con una conferenza stampa nella sede locale del Partito Radicale e poi con interventi in piazza ed un dibattito da noi organizzato nella sala della biblioteca comunale di Giarre, il Fuori! raggiungeva l'obiettivo, grazie all'attenzione dei media, di amplificare, gridandola, la rabbia di migliaia di omosessuali in rivolta, non più disposti a vivere nella colpa e nella clandestinità la loro omosessualità.

Grazie al lavoro svolto dai militanti del Fuori! quotidianamente sempre in trincea nella lotta al pregiudizio antigay, la Sicilia rappresentò in quegli anni un'importante piattaforma per un rilancio dell'intero movimento gay italiano tanto che Marco Bisceglia, un personaggio allora famoso per essere un prete che clamorosamente aveva finito per abbracciare la causa dell'omosessualità e ricoprire un posto di rilievo all'interno dell'Arci, si precipitò proprio a Palermo per fondarvi, nel gennaio del 1981, con l'apporto di diversi omosessuali siciliani, la prima in assoluto e storica associazione Arcigay in Italia. Nel giugno del 1981 ancora a Palermo si ebbe la prima festa nazionale gay ed un incontro tra Arcigay e i partiti con la presentazione di un programma e di una serie di richieste.
A questo punto, ci domandiamo per quali motivi ancora la prima assemblea nazionale dell'Arcigay si svolse sempre a Palermo nel marzo del 1982. Evidentemente il perché va ricercato nel fatto che a Palermo gli omosessuali in quegli anni fecero sentire maggiormente la loro voce, facendo pressione su partiti ed istituzioni e sul fatto che grazie al lavoro svolto dal Fuori! palermitano l'Isola ribolliva di fermenti culturali tali da indurre la sinistra ad intervenire sul capoluogo siciliano prima che fosse troppo tardi, rischiando altrimenti di affidare al solo Partito Radicale le sorti e le speranze degli omosessuali italiani.

Al di là di una possibile disinformazione, aldilà dell'importanza dei libri sul movimento gay italiano che hanno avuto un qualche riscontro editoriale, si ha comunque l'impressione che la ricostruzione degli avvenimenti inerenti alla nostra storia, sia purtroppo alquanto carente o parziale se non addirittura selettiva al fine di rivendicare sostanzialmente ad associazioni omosessuali soprattutto del Nord, i meriti delle battaglie, che nei suddetti libri vengono più sbandierati.

Ci auguriamo pertanto che la manifestazione organizzata dagli amici dell'Arcigay di Palermo giorno 19 novembre per ricordare e festeggiare il quarantesimo anniversario del Fuori ! (novembre 1976-2016) serva a ripristinare la verità storica da noi messa in evidenza con il riconoscere l'importanza della prima in assoluto associazione politica degli omosessuali in Sicilia.

Piero Montana