25 aprile 2008

IL "CRIBBIO DI CARLA"

per la serie "Cronaca Vera".... [23 aprile 2008]

La devo raccontare.

Domenica sera, in pizzeria mi hanno rubato il portafogli (più telefono vecchio - vabbè). Dentro c'era tutto, TUTTO: carta d'identità, patente bancomat, le carte di credito, libretto assegni, codici di accesso home banking, tessera sanitaria, codici del renting della macchina, ecc ecc.

Metà della notte di domenica l'ho passata a bloccare le varie cose; il lunedì l'ho passato per burocrazia. Tutto ok in banca, asl, circuiti c/cr, car renting. Ma il casino è successo all'anagrafe. Vado foto-munita, non ho nessun documento con me salvo che il passaporto scaduto, l'impiegata dell'anagrafe si mette a cercare.

Ho sempre avuto - con un po' di scuse - il buon senso di tener aggiornata l'immagine della carta d'identità con la mia identità; ma ho commesso l'errore di non richiedere mai l'aggiornamento della foto scannerizzata.

Morale: per il comune di milano la mia ultima immagine ufficiale risale al 1988.

L'impiegata dell'anagrafe continuava a ripetermi "signora, lei non può essere quest'uomo qui" e io che - quasi sull'orlo della crisi isterica - che continuavo a dire "io SONO quella persona lì: guardi gli occhi, senta la voce: mi chiamo CARLO, HO BISOGNO DELLA CARTA D'IDENTITA'! !!" E quella imperturbabile: "signora, non la posso riconoscere. .." e per conferma chiama tutti i colleghi che, in gran consulto, concordano: cicca, non sono riconoscibile. Devo portare due testimoni. La mia luminosa idea - chiamo mio figlio e un suo qualunque amico - è immediatamente cassata: "niente figli o genitori..." Li avrei strangolati in massa.

Scomodare un paio di amici facendogli perdere mezza giornata di lavoro cad. non è pensabile, quindi il problema si risolverà soltanto sabato prox.

Sbollita la rabbia, mi vengono un po' di considerazioni.

La mia immagine ufficiale all'anagrafe del comune risale all'88; certo, ogni volta che ho cambiato CI avrebbero dovuto scannerizzare la nuova immagine, ma nel 99.99% dei casi si sarebbe trattato di lavoro inutile: quando sei diventato adulto i tuoi tratti si sono stabilizzati. .. certo dopo ventanni avresti dovuto avere molte rughe in più, capelli in meno e molto più bianco addosso, ma i tratti di base non sarebbero cambiati.

Salvo che per noi, che per la gente come me che in un qualche modo ha cambiato ruolo ed estetica del corpo: cosa talmente rara e statisticamente improbabile da essere pura eccezione... . Mi sovviene che una stupidissima leggina - alla portata perfino dell'incipiente parlamento - avrebbe risolto alla radice la questione.

Quando (raramente) capitano casi assimilabili, è prassi fermare i primi due passanti fuori dall'ufficio anagrafe e in cambio di un paio di venti di euro, farsi testimoniare l'esistenza in vita. Nel mio caso ciò sarebbe stato quanto meno affare complicato (vi immaginate? "vieni e testimoniami che sono carlo...": improponibile a degli sconosciuti).

Anche qui è un banale problema di regolamentazioni.

In sostanza la morale è che ho toccato con mano la riduzione di spazio di agibilità civile che la mia condizione si porta dietro in questo paese.

Sembra un affare da poco (è un affare da poco da un punto di vista strettamente operativo: una mezza giornata persa in più, null'altro) ma in realtà ha implicazioni concettuali profonde: sia sull'esercizio dei diritti, sia sulla collocazione pubblica della mia persona.

Carla Turolla

1 commento:

AMg ha detto...

Carla cara
la tua disavventura ( lo so che è un eufemismo) mi sembra dare la dimensione di quello che è un problema di identità per tutt** noi in questo stato del cavolo in cui non esiste una anagrafe nazionale (telematica) aggiornata costantemente e in tempo reale.
Con le ovvie conseguenze ad esempio nella possibilità di voto telematico, ma anche in un'infinità di altri campi, tipo fisco, sanità, eccetera

Un bacio solidale
alba