25 agosto 2008

GELA: SEI GAY, VAI A CASA E NON VENIRE PIU` A SCUOLA

Così un professore avrebbe apostrofato un diciassettenne siciliano dopo aver visto un video girato dai compagni in cui lo studente bacia il suo ragazzo.

CALTANISSETTA – Le minacce, gli atti di bullismo e l’omofobia di un professore. Un clima ostile che ha portato un giovane diciassettenne siciliano a non frequentare più la scuola ed essere bocciato.

Ora il ragazzo ha trovato il coraggio ed ha denunciato tutto ai carabinieri di Gela in un esposto in cui racconta le discriminazioni subite in classe perché ritenuto gay. I compagni lo avrebbero ripresocon il cellulare mentre baciava il compagno per poi costringerlo a fare quello che il branco voleva, pena la diffusione delle immagini in tutta la scuola. Il video sarebbe poi arrivato nella mani di unprofessore che dopo averlo visto ha cacciato lo studente dalla scuola: ''Vai a casa e non venire più a scuola perché sei un gay''. La vittima ha denunciato tutta la classe ed alcuni insegnanti dell'Istitutoindustriale 'Emanuele Morselli'.

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Non trasecolo, di situazioni analoghe speravo solo non se ne verificassero più.

Gli insegnanti italiani, laici o clerici che siano, sono percentualmente in Europa tra i più convintamente omofobi e razzisti, checchè affermino a parole. Fin da quano ero al liceo come studente, mi sono dedicata a fare una statistica personale al riguardo nell'arco di quasi quarant'anni e in vari tipi di istituti, pubblici e privati. laici e confessionali: ho notato che spesso i più acerbamente omofobi erano i colleghi maschi e in particolare con evidenti, ma non troppo, inclinazioni omosex, assieme ( e spesso coalizzati) con le colleghe femmine più bigotte.

Mi auguro però che in questo caso specialmente un'ispezione ad hoc sia disposta quanto prima: esisterà pure ormai dopo quarant'anni di lotta di liberazione omo- sessuale almeno un ispettore davvero competente al Min.P.I....

A chi è ignorante ( nel senso di ignorare), presuntuoso ( presume di avere autorità a prescindere dalla sua specifica e generale competenza) e professionalmente impreparato ( un "educatore" non può, non deve rifiutare o allontanare "per castigo" alcuno dei suoi discepoli), ovvero dimostra di essere incompetente nel suo compito educativo, è da impedirsi tassativamente ( da parte dell'autorità competente, in questo caso il Min.P.I.) di continuare a "produrre" persone e cittadini discriminati e discriminanti.

Un individuo simile VA LICENZIATO, SENZA APPELLO, da quel posto.E senza nessun pietismo d'accatto per il "povero lavoratore scacciato"da l suo "posto di lavoro"....Va piuttosto messo a lavorare dove possa produrre e non possa nuocere, soprattutto a persone in età evolutiva.

Qui si tratta non di parti meccaniche di un'auto, o altri oggetti e neanche di piante o animali, ma di persone, adolescenti, della serenità di mente e di cuore di ragazzi, e di uno di essi, che ha, come tutti i ragazzi, già i suoi problemi pratici quotidiani con sé stesso e con il resto del mondo.

E immagino quanti altri disastri analoghi questo individuo indegno dell'appellativo di docente, abbia già potuto combinare indisturbato...

E poi qualcuno ha pure la faccia di meravigliarsi se qualcuno di questi ragazzi, educati così sapientemente, si ammazza o si fa ammazzare pur di essere "accettato" ?
Scusate ma sono furibonda !

Oh a proposito, che ne è della dirigenza e del collegio dei docenti di quella scuola?
Tentano di far passare inosservato il tutto ?

Menomale che una volta tanto il ragazzo preso di mira ha avuto il coraggio di rivolgersi ai carabinieri ( e i carabinieri hanno accolto la sua denuncia).

Al giovane, vittima di questa storiaccia, tutto il mio sostegno e il mio affetto.E il mio rispetto, per esser riuscito a trovare il coraggio di denunciare chi lo ha ricattato sessualmente, minacciato, e gli ha impedito di svolgere serenamente il suo compito di studente, cioè studiare ed esser promosso.

Alba Montori

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