28 marzo 2008

GAY PRIDE 2008

Presentato il raduno nazionale che già ha acceso polemiche. Tredici
anni fa durante l'ultimo Gay pride a Bologna Marcella Di Folco
chiese alla Curia di "lasciare anche a noi la possibilita' di amare"

da ANSA



(ANSA) - BOLOGNA, 26 MAR - Tredici anni fa durante l'ultimo Gay
pride a Bologna Marcella Di Folco, presidente del Movimento italiano
transessuale (Mit) sali' sul palco e, con una parrucca bionda in
testa, chiese alla Curia di ''lasciare anche a noi la possibilita'
di amare''. Il 28 giugno quando il Gay pride nazionale tornera'
sotto le Torri, il messaggio non sara' molto diverso. ''Stavolta
direi a Caffarra (arcivescovo di Bologna, ndr) di farsi i fatti
suoi - ha annunciato durante la presentazione del raduno - perche'
il mio amore e' una cosa che riguarda solo me''.

Cosi' il movimento di gay, lesbiche, bisessuali e transgender si
prepara al Pride 2008, pronto a replicare alle polemiche gia' nate a
Bologna a tre mesi dalla manifestazione. ''Il Pride porta' in piazza
identita' spesso negate come un elemento di rottura rispetto a ruoli
predeterminati ma non e' solo questo - ha spiegato Sergio Lo
Giudice, presidente onorario di Arcigay e consigliere comunale a
Bologna - bensi' un elemento visibile di una grande lotta di
liberazione per la conquista di diritti che spesso altri hanno gia'
ottenuto''. A fargli eco Di Folco che, sempre rivolgendosi al
vescovo bolognese, ha ricordato che dall'ultimo Gay Pride
emiliano ''sono passati 13 anni e tutti i movimenti hanno ottenuto
vittorie incredibili. Solo noi siamo ancora qui a lottare''. Una
lotta anche contro chi contesta il percorso del raduno (''che non
sara' un rave, lo spirito sara' completamente diverso'', ha
puntualizzato Di Folco), previsto per ora a partire dai giardini
Margherita, alle 15, e fino a piazza VIII Agosto, non molto lontano
dalla stazione, mentre al parco Nord la serata sara' chiusa da tre
concerti. Un percorso concordato con questura e prefettura anche se -
hanno precisano gli organizzatori - resta da confermare. ''I
permessi sono stati chiesti regolarmente ma quello di manifestare ed
esprimere le proprie idee e' stato gia' chiesto nel 1948 con la
Carta costituzionale' ', ha replicato Lo Giudice.

Intanto in attesa di 30 mila manifestanti e con almeno una decina di
camion che sfileranno per le strade di Bologna, la presidente del
Mit ha agiunto che inizialmente l'amministrazione Cofferati aveva
concesso piazza Maggiore ''ma noi abbiamo preferito declinare la
piazza per problemi di sicurezza. Ci sembrava piu' opportuno farlo
in una piazza piu' grande e con meno problemi di sicurezza''. (ANSA).

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