7 ottobre 2010

C'E' IL PAPA, IL REGIME DELLA BESTEMMIA CENSURA IL VANGELO E SOSPENDE LA COSTITUZIONE

Grande, amici!! Evviva 'AltroQuando' e gli orsi siciliani !!!

… e GRAZIE, a nome di tutti quelli che vogliono amare chi gli pare, e dirlo e renderlo noto quando e come gli pare !

Quanto al papa, quando avrà distribuito le sue ricchezze ai poveri del mondo (compresi quelli che non sono cattolici), andrà a lavorare con fatica e sottopagato assieme ai suoi accoliti e ci si presenterà in strada vestito e calzato come un qualunque umano, forse potremo cominciare a prendere in considerazione di scambiarci qualche parola...




Riprendo da MicroMega e rilancio! Firma l'appello alla Procura e al Capo dello Stato.





di Paolo Flores d'Arcais


Che il ducetto bestemmiatore sia disposto a tutto per riconquistarsi l’omertà della Chiesa gerarchica può apparire scontato. Che il suo ministro degli interni – di un partito che celebrava i riti pagani celtici! – fosse pronto, con analogo bacio della pantofola clericale, a calpestare i diritti costituzionali più elementari dei cittadini di Palermo, sarà solo l’ennesimo “stupro della Costituzione” che giustamente Di Pietro ha addebitato a questo regime ogni giorno più infame.

Ma che di fronte a tanta enormità i giornali che si definiscono “indipendenti” non facciano titoli di scatola, che i loro editorialisti sempre pronti a sbandierare i “valori liberali” facciano spallucce, che le opposizioni Pd e altri Casini neppure si accorgano dello scempio compiuto, che il Capo dello Stato, che rappresenta l’unità della nazione sotto il vincolo della Costituzione, faccia lo gnorri, tutto questo lascia esterrefatti e agghiacciati.

Ieri, infatti, a Palermo sono state sospese le libertà costituzionali, e tranne il sito ilfattoquotidiano.it non ha ancora protestato nessuno. Eppure è un vero e proprio “stupro della Costituzione” che venga rimosso uno striscione con cui dei cittadini volevano “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altri mezzo di diffusione” (articolo 21 della Costituzione italiana, teoricamente non ancora abrogato). Quello striscione sarebbe stato un diritto anche qualora vi fosse stato scritto “Abbasso Ratzinger!” in tutte le sue articolazioni e varianti, sia chiaro. Invece riportava semplicemente una frase del vangelo di Matteo, 21,13: “La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”, parole che per Ratzinger dovrebbero essere le parole stesse di Dio, ma che solerti funzionari del governo del bestemmiatore e del celtico hanno fatto rimuovere, facendo intervenire addirittura i vigili del fuoco.

E non basta: nella libreria “Altroquando”, una delle librerie storiche di Palermo, di quelle poche librerie (vale per tutta l’Italia) che sono ancora centri di vita culturale anziché meri supermarket del libro, era affisso un ironico cartello che diceva “I love Milingo” [vedi video sotto]. La polizia lo ha tolto, senza alcun mandato di alcun magistrato, violando non solo l’articolo 21 ma anche l’articolo 14, della Costituzione, che recita: “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale”.

Di fronte a tutto questo non è accettabile il silenzio, i furbi “distinguo”, le tiepide “prese di distanza”. E se gli intellettuali corrivi tacciono, lanciamo dai siti web una raccolta di firme.

Non solo. Chi ha ordinato di togliere striscioni e cartelli ha commesso un reato. E in Italia l’azione penale è obbligatoria. Ci domandiamo cosa aspetti la procura di Palermo ad aprire una inchiesta per individuare i responsabili di tali prevaricazioni, i mandanti – in tutta la loro catena gerarchica, perché i poliziotti obbediscono ai prefetti e i prefetti al ministro dell’interno e al primo ministro bestemmiatore – di questa inammissibile violazioni delle nostre libertà più elementari.
Firma l'appello alla Procura e al Capo dello Stato.

Questa è la mia firma all'appello 4614. La libertà di esprimere le proprie idee in Italia è costituzionalmente garantita a tutti i cittadini italiani o solo ad alcuni? La parità di diritti e doveri, che viene di fatto violata impunemente ogni giorno, è stata abolita dalla Costituzione del nostro Paese ? La Costituzione della Repubblica Italiana è vigente a tutti gli effetti oppure è solo una favola da raccontare ai bambini a scuola? Ebbene, se così non è, se la Costituzione non è stata abrogata, se non è carta straccia o un libro dei sogni, è indispensabile da parte delle istituzioni preposte alla sua attuazione il dimostrarlo concretamente, e non continuare a offendere impunemente i cittadini onesti e lavoratori trattandoli come servi, privi dei diritti più elementari, né a consentire che alcuno lo faccia.

Leggete, firmate e aggiungete qui come commento le vostre !

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