Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

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21 gennaio 2026

MESSA IN SUFFRAGIO DI ALFREDO ORMANDO GIOVEDI 22 GENNAIO ALLE ORE 12 ALLA CHIESA DELLE SUORE A PALAZZO BUTERA A BAGHERIA.



Nel ventottesimo anniversario della morte del poeta e scrittore gay Alfredo Ormando, avvenuta in ospedale il 22 gennaio 1998 dopo 9 giorni di straziante agonia, per essersi il 13 dello stesso mese dato drammaticamente fuoco in piazza San Pietro a Roma, in segno di protesta contro l’allora omofobico integralismo cattolico, sarà celebrata da Padre Francesco Michele Stabile una messa in suo suffragio nella chiesa delle suore a Palazzo Butera giovedì 22 gennaio alle ore 12.

Ormando in vita, in quanto omosessuale, non è stato mai oggetto né di amore fraterno né di amore cristiano.

E’ lui stesso a scriverlo e a ricordarlo al fratello Angelo in una lettera del 26 dicembre, due settimane prima di andarsi a suicidare in Vaticano, ricordandogli appunto tra l'altro l’odio caino di un suo fratello, che giunge persino a dirgli in sua presenza e alla presenza di estranei: " Se potessi ucciderti con le mie mani, lo farei".

 Inoltre Ormando, che non faceva mistero della sua omosessualità, neppure in casa del suo amante, di famiglia cattolicissima e tradizionalista, è stato oggetto di attenzioni e di quell’amore cristiano che si deve al prossimo e che i cattolici osservanti non dovrebbero mai negare.

In casa infatti di questo suo amante Ormando è tollerato appena dai suoi familiari e solo per riguardo al congiunto, giacché quando questi lo incontrano da solo per strada, si voltano la faccia, negandogli persino il saluto.

Ma anche in convento, dove pure era andato a chiudersi in preda ad una crisi mistica, Ormando non troverà alcuna comprensione, giacché, quando colà viene a manifestare la sua omosessualità, viene bruscamente respinto.

E allorché il suo feretro, dopo il suo suicidio, giunge da Roma a San Cataldo, gli si celebra di certo in chiesa una messa, ma non in quanto credente omosessuale, giacché il sacerdote nel celebrarla tiene a precisare che Ormando non è affatto gay.

Celebrare pertanto giorno 22 una messa in suffragio di Alfredo Ormando è un atto cristiano  doveroso e assai significativo, perché in nome dell’amore, predicato dal Vangelo, l’amore per il prossimo, che non può né deve mai essere  negato a nessuno e tanto meno alle persone LGBTQ, alle persone di diverso orientamento sessuale, Ormando, sia pure in spirito, possa invece ricevere accoglienza nella Casa del Signore, dove, diversamente dalla quella paterna a San Cataldo e diversamente da quella dell’amante a Palermo, e persino diversamente da quella che aveva trovato in convento, in cui era andato misticamente a rinchiudersi, potrà essere finalmente accolto dall’amore grande e misericordioso di Dio.


Piero Montana 

Direttore Centro d'Arte e Cultura

Bagheria



14 gennaio 2026

Bagheria ricorda Alfredo Ormando: tra memoria storica e impegno civile. ( con Video).

 Bagheria, 14 gennaio 2026.

  Lo scorso 13 gennaio, l'amministrazione comunale ha reso omaggio alla memoria di Alfredo Ormando, lo scrittore e poeta sancataldese che nel 1998 scelse piazza San Pietro per il suo estremo gesto di protesta contro l'omofobia. 

 L'evento che si è svolto nella sala Martorana-Fumagalli di villa Butera è stato un momento di profonda riflessione sui diritti civili e sulla dignità umana che, ha visto la partecipazione del sindaco Filippo Maria Tripoli, dell'assessora alla pubblica Istruzione e Sport Antonella Insinga, dell'assessore alle Politiche Sociali Emanuele Tornatore, dell'assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Mineo e del consigliere Marco Tripoli. Presente anche il giornalista e scrittore Francesco Lepore.

Figura centrale della commemorazione è stato Piero Montana attivista storico e già consulente per i diritti civili sotto diverse amministrazioni bagheresi.                                                                         Montana, autore del volume "Alfredo Ormando - Altre poesie e prose di impegno civile", ha ripercorso con commozione la vita tormentata del poeta. 

Ad aprire la commemorazione è stato il sindaco Tripoli, che nel suo discorso introduttivo, ha voluto ribadire con l’impegno dell’amministrazione nella difesa dei diritti civili e nel contrasto a ogni forma di intolleranza. Tripoli ha ricordato il percorso di collaborazione avviato con l'attivista Piero Montana, citando come esempio tangibile di questo impegno la targa già installata in piazza Verdone in memoria dei "ragazzi di Giarre", Toni e Giorgio, uccisi nel 1980 a causa del loro amore. 

 Il momento più toccante della commemorazione è stato la lettura della lettera scritta da Ormando due settimane prima del tragico evento in piazza San Pietro. Il documento fu ritrovato nell'abitazione dell'amico e compagno di vita, Gaetano, che lo ospitò per molti anni. 

Montana ha ricordato come Alfredo sia stato vittima di continue discriminazioni: un isolamento non solo sociale ma anche culturale, dato che le case editrici dell'epoca rifiutavano sistematicamente le sue opere proprio a causa del suo orientamento sessuale. Oggi, grazie al lavoro di recupero di Montana, le opere di Alfredo sono accessibili a tutti presso la biblioteca comunale di Bagheria. 

  Alla commemorazione è intervenuto anche il giornalista e scrittore Francesco Lepore che ha espresso profonda vicinanza alla figura di Ormando. Lepore ha condiviso un parallelismo personale molto forte, ricordando come anche lui, durante gli anni in seminario, abbia subito il rifiuto delle istituzioni religiose a causa della propria omosessualità. Ringraziando per l'invito, Lepore ha sottoscritto pienamente l'analisi di Montana, sottolineando l'importanza di non dimenticare chi ha pagato con la vita il diritto di essere se stesso.

 Il sindaco Tripoli ha chiuso l'incontro con un annuncio concreto che segna la volontà della città di Bagheria di non limitarsi alla sola memoria orale. L'amministrazione ha infatti espresso l'intenzione di intitolare una via cittadina alla memoria di Alfredo Ormando e di installare una targa commemorativa per rendere perenne il monito contro l'intolleranza. 

Di seguito il Link al video della commemorazione: Bagheria ricorda Alfredo Ormando: tra memoria storica e impegno civile. (Video). - Città di Bagheria


9 gennaio 2026

Il Comune di Bagheria commemora Alfredo Ormando

 

La Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI  ringrazia sentitamente  il Comune di Bagheria per la bellissima iniziativa !

                                                                      * * * * *

comunicato stampa

Bagheria commemora Alfredo Ormando: martedì 13 gennaio la cerimonia a villa Butera.

Bagheria, 9 gennaio 2026 • Il Comune di Bagheria rende omaggio alla memoria di Alfredo Ormando, lo scrittore e poeta di San Cataldo che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco in piazza San Pietro a Roma come gesto estremo di protesta contro le discriminazioni nei confronti dell’omosessualità.

La cerimonia commemorativa si terrà martedì 13 gennaio, alle ore 13:00, presso la sala Martorana-Fumagalli di villa Butera.
All’incontro prenderà parte il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, e membri della Giunta comunale per testimoniare l’impegno dell’amministrazione nella difesa dei diritti civili e nel contrasto a ogni forma di intolleranza. Interverrà Piero Montana, noto attivista per i diritti LGBTQ+, già consulente dell’amministrazione comunale sotto le sindacature di Giovanni Valentino, Pino Fricano e Biagio Sciortino per le politiche relative ai diritti civili e alla lotta contro l'omofobia ed autore del libro a lui dedicato "Alfredo Ormando- Altre poesie e prose di impegno civile". 
Montana, figura storica dell'attivismo locale, ricorderà il valore civile e letterario della figura di Ormando del quale alcune pubblicazioni sono custodite presso la biblioteca comunale, il cui sacrificio è divenuto negli anni un simbolo internazionale della lotta per la libertà di orientamento sessuale. L'iniziativa si inserisce nel solco delle attività di sensibilizzazione che il Comune di Bagheria promuove per ribadire il rifiuto di ogni pregiudizio e la completa integrazione. 

MM
ufficio stampa

 


 

6 gennaio 2026

IN MEMORIA DI ALFREDO ORMANDO a 28 anni dal suo sacrificio.

La Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI  sostiene caldamente la richiesta di intitolare una via della Città di Bagheria ad Alfredo Ormando, per ricordare e rendere omaggio a un poeta, martire dell'omofobia come ha testimoniato col suo stesso corpo.

Ricorda inoltre che come tutti gli anni la Fondazione sarà in piazza san Pietro a Roma a ricordare il sacrificio di Alfredo, portando fiori sul luogo dove si è immolato.  Chi vorrà unirsi sarà benvenuto.

 




 ·

Lettera al Dottor Filippo Tripoli, Sindaco della Città di Bagheria, con richiesta di intitolare una via cittadina al poeta e scrittore gay nisseno, Alfredo Ormando

e per conoscenza al Vicesindaco ed Assessore alla Cultura, Dott. Daniele Vella.


Egregio Signor Sindaco Filippo Tripoli, 

Il 13 gennaio del 1998 il poeta e scrittore nisseno Alfredo Ormando, credente omosessuale si bruciò vivo in Vaticano per protestare contro la tradizionale morale repressiva della Chiesa Cattolica nei riguardi dei gay.

Profondamente scosso da questo tragico evento, mi sono interessato subito del caso Ormando, ma è solo dopo un anno dal suo eclatante e drammatico suicidio, allorché vengo nominato nel febbraio del 1999 consulente del sindaco Giovanni Valentino per la realtà omosessuale della nostra Città, che in questa veste mi presento in casa del suo amico Gaetano Mangano, che lo ospitava in un suo appartamento a Palermo, per avere maggiori informazioni su di lui.

Ebbene è in questa dimora, che vengo a conoscenza delle opere tutte inedite (romanzi, racconti, poesie e un folto epistolario) scritte da Ormando. 

Spulciando tra questi scritti scopro anche una lettera autografa per i posteri, datata Natale 1997, nella quale il nostro poeta scrive: <<…penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza S. Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando al contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia.>>

Ormando era un credente omosessuale di fede cattolica. In gioventù aveva pure avuto una crisi mistica, decidendo di chiudersi in convento e di farsi frate cappuccino. 

In convento ci andrà davvero, prima a Gibilmanna e poi a Bronte in provincia di Catania, dove risiederà per tre anni dal 1981 al 1983. 

Tuttavia della vita conventuale non conserverà mai un buon ricordo, perché resterà scandalizzato dal comportamento di alcuni frati e finanche di un sacerdote che vi albergavano. A raccontarlo è lui stesso nel suo romanzo breve “Il fratacchione”, che di quella vita conventuale si può considerare una satira.

Uscito dopo tre anni di clausura dal convento di Bronte, Ormando, senza occupazione e senza un fisso lavoro, patirà la fame, fino a quando non incontra un pensionato di famiglia benestante che lo ospita ma non in casa sua bensì in un appartamento privato lontano da essa, giacché la sua famiglia è cattolicissima e nei riguardi di Ormando, che non fa mistero della sua omosessualità, sarà alquanto diffidente, negandogli persino il saluto.

Isolato in questo appartamento, Ormando sentendosi sempre di più un emarginato, troverà tuttavia conforto nella scrittura, che considera il suo solo sfogo, il suo unico appagamento. 

E’ dunque in questa triste dimora che egli scriverà i suoi romanzi autobiografici, i cui titoli assai significativi (Il dubbio, L’escluso, Sotto il cielo d’Urano) parlano da soli.

Questi romanzi rimarranno inediti, perché le case editrici a cui li inviava, li rifiutarono.

E di certo è questo rifiuto che contribuirà con l’emarginazione sociale di cui era vittima a determinare e mettere in scena il suo eclatante suicidio in Vaticano.

Le opere di Ormando, che comprendono oltre i romanzi tanti altri scritti ed un folto epistolario in 5 volumi, sono tutte una testimonianza indiscutibile della sua grande sofferenza a causa dei tabù e del pregiudizio antigay.

Esse pertanto sono un lascito davvero importante per quanti vogliono farsi un’idea dell’emarginazione dei gay, considerati alla stregua dei paria, in questa nostra terra del profondo Sud, ancora qualche decennio prima di entrare nel terzo millennio.

Ebbene questo lascito letterario, grazie al mio interessamento, è già da alcuni anni di esclusivo patrimonio della nostra Città, essendo custodito nella nostra Biblioteca comunale “Francesco Scaduto”.

Ormando per essersi immolato per la causa omosessuale è ormai conosciuto in tutto il Mondo Occidentale.

Ed un regista americano Andy Wilson è venuto persino a Bagheria a Villa Cutò, sede della nostra civica Biblioteca, dove si trovano tutti i suoi scritti, a girare delle scene per il suo film  “Il fuoco di Alfredo” (Alfredo’s fire) per restituire alla nostra memoria collettiva il suo sacrificio, con la sua intensità emotiva e il suo amaro contenuto politico e sociale.

Io stesso, che ho letto e studiato in questa nostra Biblioteca tutte le opere di Ormando, ho da qualche mese pubblicato un libro sulla sua nobile figura, che in nome della tolleranza, si è votata perfino al martirio.

Questo mio libro “Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile” con la presente lettera glielo porgo in omaggio con la richiesta di intitolare una via cittadina a questo poeta e scrittore gay di San Cataldo, di cui solo la nostra Bagheria possiede i suoi libri di poesie, di racconti e romanzi.

Lei Signor Sindaco qualche anno fa ha fatto sì che la nostra città ricordasse i due ragazzi di Giarre, Giorgio Agatino e Tony Galatola, trucidati, a colpi di lupara nell’ottobre del 1980, a causa dell’odio e dall’intolleranza assassini nei riguardi dei gay, facendo affiggere una lapide in loro memoria a piazzetta Verdone.

Faccia altrettanto per un altro martire omosessuale, Alfredo Ormando, vittima nella nostra terra di Sicilia di una sconfinata solitudine e cocente emarginazione di cui- è lui stesso a dirlo- non riusciva a farsi una ragione.

Vittima di atavici pregiudizi dunque ai quali, senza rimedio, volle rispondere con una protesta inaudita.

E tuttavia al di là di questa protesta, è l’uomo non solo con la sua sincera, spassionata ed evangelica religiosità, ma la sua opera che di questa autentica religiosità è indiscutibile testimonianza, che  si deve anzitutto ricordare. 

Se Ormando non avesse avuto fede mai sarebbe andato in Vaticano ad immolarsi.

Ricordare Ormando con una lapide o una via intestata col suo nome è ricordare con lui tutte le vittime del pregiudizio e di un ostracismo sociale ancora in vigore nei riguardi dei gay, pregiudizio ed ostracismo, che per primi i veri e sinceri cristiani dovrebbero bandire da discutibili comportamenti anche di persone che tuttora si definiscono cattoliche.

Per questo ricordare Ormando è importante. E’ infatti importante che tutti sappiano, anche con il ricordo del suo martirio, che l’amore cristiano per il prossimo non può né deve mai escludere le persone LGBTQ dalla nostra religione dell’amore predicata dal Vangelo.

Lei Signor Sindaco che è un cattolico praticante lo sa bene ed è anche per questo motivo che spero che questa mia richiesta venga da Lei accolta ben volentieri.


Dott. Piero Montana

Ex consulente dei sindaci Giovanni Valentino, Pino Fricano e Biagio Sciortino per la realtà omosessuale della Città di Bagheria.

19 maggio 2024

da Segreteria Unar: video Campagna 17 Maggio 2024

E' partita venerdì 17 maggio 2024 la campagna di comunicazione e sensibilizzazione di UNAR, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia 

“Costruiamo un mondo migliore per le nuove generazioni. 

Liberiamoci dai pregiudizi”.

L’obiettivo di UNAR è promuovere, nell’opinione pubblica, la cultura del rispetto e della valorizzazione delle differenze, contrastando ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. In questo modo, intendiamo costruire un mondo migliore per le nuove generazioni, un mondo libero dai pregiudizi.

Ed è proprio questo il messaggio chiave della campagna 2024: costruire un mondo libero dai pregiudizi. Un mondo dove ogni individuo possa esprimere liberamente la propria identità. E per realizzare questo è necessario l'impegno di tutti: educare alla diversità e promuovere una cultura di rispetto e accettazione nella vita quotidiana.

In occasione di questa giornata, inoltre, l’UNAR ricorda la possibilità di contattare il numero verde del Contact Center UNAR 800 901010 o di scrivere tramite il form online disponibile sul sito www.unar.it per la segnalazione di discriminazioni per motivi etnici, razziali, di età, di genere, di orientamento sessuale, di credo religioso, o legati all'essere diversamente abili.

Al fine di sostenere la campagna di sensibilizzazione e portare avanti insieme la lotta alla discriminazione, Vi invitiamo a condividere i video e a diffonderli in questi giorni anche presso i vostri canali di comunicazione.

I video sono scaricabili 

dal seguente link WeTransfer  https://we.tl/t-doqPg5giXP  al fine di poterli poi caricare sui vostri profili Instagram

attraverso il seguente link YouTube https://youtu.be/llXDbPwoj0s?si=XSRnxJ7xEkgbSisc  è possibile condividere i video sui vostri canali Facebook ed X.

Vi ringraziamo per la collaborazione

Cordiali saluti

La Segreteria UNAR

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Dipartimento per le Pari Opportunità

Ufficio per la promozione della Parità di Trattamento

e la Rimozione delle Discriminazioni Fondate sulla Razza

o sull’Origine Etnica


Largo Chigi 19, 00187 Roma

Tel. 06 67792267

22 marzo 2024

Il "non chiedere, non dire" nell'esercito USA è ormai alle spalle !

 



AUGURI PER IL COMPLEANO PIÙ FELICE  E IL MESE DELLA STORIA DELLE DONNE a una delle mie eroine: l'ex maggiore dell'aeronautica Margaret Witt che, dopo quasi 18 anni di servizio esemplare come infermiera di volo, durante i quali ha contribuito a salvare molte vite ed è stata menzionata in una brochure di reclutamento, ha aiutato cambiare la storia.

Nel corso della lunga e famigerata storia del divieto militare americano formale nei confronti di uomini gay, lesbiche e bisessuali, iniziato durante la seconda guerra mondiale, la maggior parte dei circa 120.000 scacciati sono rimasti in silenzio. Solo pochissimi reagirono, e ancora meno vinsero le loro cause. Vincere o perdere, ogni sfida ha contribuito alla sconfitta definitiva del divieto, ma due sono stati i proverbiali chiodi finali nella bara di questo divieto, e lei ha guidato il primo.

LA SUA STRAORDINARIA STORIA DI coraggio è descritta in dettaglio nella sua autobiografia "Tell" disponibile su: https://tinyurl.com/y2klmwhv . La sintesi è che, dopo aver presentato ricorso contro il suo licenziamento presso la Corte distrettuale, la Corte d'Appello del 9° Circuito, pur lasciando in vigore il divieto in sé, ha creato lo “Standard Witt” nel 2008, il che significava che i militari non potevano più semplicemente dire che tutte le persone LGB potevano essere congedate semplicemente perché lo erano, piuttosto, dovevano dimostrare in CIASCUN caso come il fatto  di consentire a quella specifica persona di continuare prestare servizio avrebbe danneggiato i militari.

È STATO DIFFICILE DIMOSTRARLO nel caso di Margie, poiché i testimoni hanno attestato che lei era "l'epitome di ciò che si vuole che siano i membri dell'equipaggio" e che la sua perdita "è stata devastante per l'Air Force e per l'unità". Quindi, dopo il riesame del suo caso da parte della corte di grado inferiore – e nonostante le argomentazioni assurde e spudorate dell’amministrazione Obama a sostegno del suo licenziamento (e continuando a perseguire espulsioni generalizzate all’interno della giurisdizione della 9a giurisdizione,  mentre continuavano a spiegare che avrebbero, invece, applicato lo standard )—le è stato finalmente notificato  nel settembre 2010 l'ordine di reintegro.

LO STANDARD WITT è stato utilizzato come precedente nel secondo caso di omicidio per divieto, "Log Cabin Republicans v. United States". Il presidente Obama avrebbe potuto usare entrambi i casi come scusa per far cessare i licenziamenti, ma ha rifiutato. Le due vittorie convinsero gli attori chiave del Pentagono, come l’allora Segretario alla Difesa Robert Gates, ad arrendersi di fatto dopo aver tentato di indebolire la legislazione di abrogazione spendendo milioni di dollari di tasse su un altro “studio” (evidentemente per quelli di noi che non si sono fatti ingannare dalla sua retorica) che prevedeva (e sperava) avrebbe dimostrato che la maggioranza delle truppe si opponeva all’abrogazione.

DUE SETTIMANE prima che i risultati dello "studio" fossero resi pubblici (cosa che, ovviamente, lui aveva già visto) senza mostrare alcuna opposizione significativa, Gates ha detto ai giornalisti: "Direi che lasciare il "non chiedere, non dire" alle nostre spalle è inevitabile. La questione è se ciò avviene attraverso una legislazione che ci consente di farlo in modo ponderato e attento o se viene annullato dai tribunali”. TRADUZIONE: "ritardarlo il più a lungo possibile e negare ai membri del servizio LGB la protezione contro la discriminazione durante il servizio successivo."

QUINDI, IL CONGRESSO HA APPROVATO nel dicembre 2010 l'abrogazione della legislazione PROVISIONING che rendeva possibile l'abrogazione SE fossero state soddisfatte le condizioni di "prontezza", dopodiché sarebbero dovuti trascorrere 60 giorni durante i quali il Congresso avrebbe potuto ancora fermarla.

 GATES DOPPIA-FACCIA lasciò l'incarico alla fine di giugno 2011  sostenendo ancora spudoratamente, in modo ridicolo che le truppe non LGB non erano ancora pronte, ma, tre settimane dopo, il suo sostituto democratico, Leon Panetta, insieme al presidente e al presidente dei capi di stato maggiore non è stato in grado di raggiungere la maggioranza, e il personale ha certificato quanti fossero gli omofobi recalcitranti nel Congresso,  ma  l'abrogazione è stata attuata il 20 settembre 2011, 36 anni e 1 giorno dopo che il defunto TSGT dell'aeronautica Leonard Matlovich, il primo membro del servizio a sfidare la divieto, disse ai giornalisti nel 1975, "Forse non durante la mia vita, ma alla fine vinceremo", e 47 anni e un giorno dopo la prima protesta organizzata per i diritti dei gay ovunque al Whitehall Street Army Induction Center a New York City nel 1964; suggerito dal veterano della Seconda Guerra Mondiale, mentore di Leonard e padre del moderno movimento per i diritti dei gay Frank Kameny.

Michael Bedwell 

5 marzo 2024

Sabato 9 marzo si riposiziona in piazza Verdone la targa dedicata alle vittime dell'eccidio di Giarre

La Fondazione Consoli è lieta di comunicare che le proteste e la denuncia dell'atto vandalico hanno dato esito positivo, anche se gli autori del reato omofobico non sono stati individuati.

L'Amministrazione comunale di Bagheria che aveva, caso unico in Italia, collocato in piazza una targa in ricordo dei due giovani amanti assassinati a Giarre nel 1980, ha deciso di ricollocare la targa là da dove è stata strappata, cosa della quale la ringraziamo sentitamente a nome della intera popolazione LGBTQI+

Claudio Mori  con Alba Montori, assieme a Piero Montana


 L'amministrazione comunale sabato 9 marzo, alle ore 12:00,  riposizionerà la targa dedicata a Giorgio Agatino Giammona, 25 anni, e Antonio Galatola, detto Toni, i due giovani uccisi a Giarre il 31 ottobre del 1980 "colpevoli" unicamente di amarsi. 


L'amministrazione comunale a seguito del danneggiamento della targa commemorativa, posta in piazza Verdone, a Bagheria, dedicata ai due giovani di Giarre, si è immediatamente adoperata, grazie anche all'interessamento della consigliera Antonella Insinga, al fine di ripristinare la targa e fare in modo che ritrovi la sua collocazione, anche se questa volta si è deciso di fissarla al muro della piazza. 

MM
ufficio stampa

18 settembre 2023

Gaynet: Nuovo sito e nuova campagna!

 


Ciao tutt**,

da oggi è online il nostro nuovo sito!

 

Troverete notizie, risorse e approfondimenti, la nuova versione dei nostri 10 punti per il giornalismo e l’informazione sui temi LGBTIQ+, le nostre attività di comunicazione e formazione, il nostro lessico (Lo Stylebook di Gaynet) aggiornato.

 

È appena iniziata anche la nuova campagna di Gaynet in collaborazione con UNAR “È L’Italia che vogliamo

Pagina di anteprima della campagna “È l’Italia che vogliamo”.

Contiamo sul vostro aiuto per far conoscere le strutture che aiutano e sostengono le persone LGBTIQ+ e lottano contro le discriminazioni.

 

La campagna ha infatti l’obiettivo di promuovere una mappa online interattiva con le informazioni di tutti i Centri Anti-discriminazione e Case Accoglienza in Italia, che sarà pubblicata la prossima settimana.

 

questo link trovate le informazioni sulla campagna, le azioni per sostenerla e i nostri contatti.


Un abbraccio a tutt3 voi


Il team di Gaynet

10 agosto 2023

Raccolta testimonianze di Discriminazioni Sanitarie per Orientamento Sessuale e Identità di Genere

Ricevo dall'amico e compagno di lotta Manlio Converti l' invito che segue e invito tutti a partecipare, perché è una eccellente iniziativa, più che utile necessaria in una realtà che se apparentemente sembra più inclusiva è invece decisamente sempre più oppressiva e stigmatizzante anche tra coloro che ufficialmente dovrebbero essere più avvertiti e partecipi.
Chiedo non solo di partecipare, ma soprattutto di diffonderla !
Vi informeremo sui risultati.
Grazie
Alba Montori

"Gentili Associazioni LGBTI,

Stiamo raccogliendo con i Moduli di Google delle testimonianze sulle Discriminazioni in Sanità per Orientamento Sessuale e Identità di Genere.

Raccogliamo anonimamente le storie e le testimonianze di persone LGBTI, loro parenti ed anche del personale sanitario. 

Ci farebbe piacere condividere attraverso la vostra rivista online non solo il link per darne divulgazione, ma anche i risultati ottenuti finora: 

Le poche storie raccolte purtroppo sono tutte terribili, di disinformazione ma soprattutto di maltrattamenti omo-lesbo-trans fobici espliciti contro pazienti LGBTI da parte del Personale Sanitario. Eccone i dettagli riassunti:

1) Le poche persone lesbiche e gay o bisex che hanno risposto hanno potuto anche ricevere una valutazione dei propri specifici fattori di rischi sanitari e confrontarsi con essi. Nel farlo è emerso soprattutto il fattore di rischio Tabagismo, praticamente in tutte le risposte tranne una. L'obesità o le ovaie policistiche per le donne lesbiche o bisex e il mancato uso della PREP, anche per pregiudizi ma soprattutto per paura dei pregiudizi, nei maschi gay o bisex, sono il secondo dato rilevante. 

2) Le storie di discriminazione narrate sono gravissime. Le donne lesbiche o bisex sono state generalmente rifiutate o maltrattate al PAP Test o Mammografia o hanno dovuto inutilmente fare test della gravidanza. Nessuna ha denunciato e molte hanno rinunciato a richiedere ulteriori cure sanitarie per paura di ulteriori umiliazioni. Solo una persona ha capito l'importanza del fare subito Coming Out con il personale sanitario.
 
3) Per i maschi gay o bisex i maltrattamenti sono avvenuti in Proctologia, dove sono stati umiliati per avere rapporti anali con l'effetto anche della dilazione degli interventi. In un caso uno psichiatra al pronto soccorso ha confuso effeminatezza in una persona bisex dichiarata con incongruenza di genere per stigmatizzare il paziente come affetto in quanto transgender (che non era) come un malato di mente, mentre il problema era l'etilismo causato dal Minority Stress, che tutti questi operatori sanitari hanno evidentemente ulteriormente aumentato. Nessuno ha fatto nessuna denuncia, molti hanno rinunciato a richiedere ulteriori cure sanitari per paura di ulteriori maltrattamenti.

4) Un genitore di persona transgender ha risposto invece della mancata accoglienza presso il centro per la transizione di genere al Niguarda, dove il o la referente, una persona in pensione, ha fatto attendere quasi due anni prima di rifiutare comunque l'accesso alle terapie ormonali, prima per minorenni e poi per maggiorenni. La persona ha dovuto pagare un professionista privato per poter iniziare la terapia sostitutiva solo a 19 anni.

5) Anche il personale sanitario LGBTI ha partecipato con le storie osservate o subite in prima persona. Generalmente le poche risposte ricevute sono di persone che non hanno neanche fatto Coming Out, una delle quali pensa di dover cambiare posto di lavoro e solo una persona, quella che ha fatto Coming Out è stata anche capace di aiutare una paziente transgender gravemente discriminata. durante una risonanza magnetica. I maltrattamenti osservati sono continui e si registrano come maltrattamenti allo stesso operatore sanitario paralizzato perché non ha fatto Coming Out nella impossibilità di dichiararsi per paura di subire peggiori maltrattamenti in prima persona, quando non sia già vittima dei colleghi.

Pensiamo che le cause siano la mancata formazione nelle specifiche della Medicina Psicologia e Infermieristica di Genere LGBTI  e se vogliamo anche semplicemente la buona vecchia educazione o proprio almeno il rispetto di base della persona LGBTI, ma anche l'assenza di queste specifiche nella deontologia professionale dei Medici :

1) diritto al supporto al Coming Out per Orientamento Sessuale e Identità di Genere, che già è esplicitato nella deontologia di infermieri e psicologi)
2) divieto di Terapie Riparative
3) divieto di Mutilazioni Genitali ai Neonati Intersex

Come detto tante volte Il SSN si rifiuta anche di utilizzare un qualsiasi sistema di rilevazione dati su Orientamento Sessuale e Identità di Genere, per cui non abbiamo nessun dato epidemiologico sulla salute generale delle persone LGBTI ed ovviamente non esistono dati sul Bilancio di genere del personale sanitario LGBTI in Italia perché tutte le rilevazioni sono solo M/F.

In Italia per adesso vige infine ICD-9CM che in modo esplicito dice ancora che l'omosessualità e il transgenderismo sono malattie di mente, nonostante sia obsoleto dal 17 maggio 1990 e sia disponibile ICD-11 almeno dal 2020.

Abbiamo bisogno di ulteriori dati attraverso il link https://forms.gle/GbHsrc1r9NG22A8s9 ma i lettori e lettrici possono anche scriverci direttamente su amigayonlus@gmail.com e iscriversi ad AMIGAY aps se sono personale sanitario o studenti di facoltà sanitarie LGBTI o friendly  scaricando i moduli dal sito https://amigayonlus.wixsite.com/website .

La rilevazione dati sulle Discriminazioni Sanitarie per Orientamento Sessuale e Identità di Genere sarà un nostro impegno costante.

Grazie per la disponibilità,

Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY aps
3389032942

18 luglio 2023

Prego di partecipare e diffondere !

 Indagine sulle discriminazioni lavorative rivolta alle persone trans e alle persone non binarie (maggiorenni)

 Riceviamo da Segreteria Unar e diffondiamo invitando a partecipare 

17 luglio 2023 

Gentili associazioni,

siamo lieti informarvi che l’Istituto nazionale di statistica (Istat), in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), sta realizzando un'indagine sulle discriminazioni lavorative rivolta alle persone trans e alle persone non binarie (maggiorenni).

Considerata l'importanza della ricerca chiediamo il vostro aiuto per coinvolgere il maggior numero possibile di persone a cui è rivolta l'indagine (persone trans e non binarie maggiorenni che vivono abitualmente in Italia) condividendo, sulle vostre pagine social, siti e contatti, il seguente link per accedere al questionario:     

  https://survey.istat.it/ist02740

Per eventuali chiarimenti scrivere a indagine-lgbt@istat.it

Grazie per l’attenzione.

Cordiali saluti.


La Segreteria    -  

 segreteriaunar@governo.it

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Dipartimento per le Pari Opportunità

Ufficio per la promozione della Parità di Trattamento e la Rimozione delle Discriminazioni Fondate sulla Razza o sull’Origine Etnica

Largo Chigi 19, 00187 Roma

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13 dicembre 2022

12 dicembre 2022 77esimo compleanno di Papa Max ovvero Massimo Consoli

 Questo 12 dicembre 2022 ci siamo riuniti a Marino, in via Santa Lucia, noi Fondaroli assieme a GayLib, Socialisti Marinesi, Arcigay Consoli di Marino,  LGBT+ del M5S, ANPI marinese, con il presidente del Consiglio Comunale, vicesindaco e consiglieri di Marino, l'assessora leghista all'urbanistica, con la presenza partecipe della nipote di Massimo Consoli e numerosi altri cittadini per festeggiare il suo //esimo  compleanno postumo! Madrina della serata è stata Vladimir Luxuria, amica di Massimo, attivista ed ex deputata per i diritti LGBT+ .

Insomma una bella e gaya compagnia, determinata a rendere omaggio a Luciano Massimo Consoli e alla sua infaticabile opera di informazione e diffusione delle basi del rispetto per ogni cosiddetta "diversità".

Perché festeggiarlo? Semplice: lui il 29 novembre 2006, anno in cui l'abbiamo festeggiato assieme per l'ultima volta al Circolo Mario Mieli, scriveva:

"Gli americani hanno lo “Stonewall”, gli italiani si devono contentare del mio compleanno...E come in America lo “Stonewall”, che cade il 28 giugno, si commemora la domenica immediatamente precedente quella data, qui da noi il mio compleanno, che cade il 12 dicembre, si festeggia il sabato precedente che, quest’anno capita il 9 dicembre."

Erano uscite ironiche di questo tipo che gli hanno spesso guadagnato accuse di vanità, di presenzialismo e di protagonismo, troppo spesso proprio di chi non vuol rischiare di perdere occasione di mettersi in mostra, ma in realtà evidenziavano il temperamento tendenzialmente romantico di Massimo, da lui sempre aspramente combattuto come debolezza inammissibile in un rivoluzionario con la passione scientifica della storia..

L'amico fraterno Luigi Ferdinando, da lui soprannominato la Phonola, per il compleanno 2003 di Consoli, scriveva di Lui questo simpatico responso:

"Dagli oroscopi risultava che lui ha una doppia personalità: la prima è quella che tutti conoscono, il tipo serio e studioso con gli occhiali che sembra pure etero. E la seconda che pochi sanno: il bambino buono e gentile con tutti, che è gei,  e ama  fare e ricevere i regali e aiutare gratis a tutti. Che poi sarebbe quello che fa i miracoli...o quasi!"

Con tutte le sue sfaccettature, Massimo, amato e mitizzato da molti come una sorta di papa laico, è stato in realtà un grande ricercatore e un grande collezionista di vicende umane, anche sotto forma di documenti, che hanno costituito l'oggetto del suo instancabile lavoro durante tutta la sua vita, e un grandissimo propagandista di informazioni su coloro che erano costretti a vivere i loro affetti nella clandestinità, nella riprovazione sociale, bollati dal marchio dell'infamia e del peccato, nell'odio e nella discriminazione, a rischiare troppo spesso a subire) di esser perseguitati come criminali, oppure a non viverli e non vivere affatto

Massimo scrisse in Affetti speciali : (...)In quei due, tre giorni, presi la più importante decisione della mia vita: mi «accettai» come omosessuale. Non solo, giurai a me stesso che avrei dedicato la mia vita all’emancipazione degli altri omosessuali, che avrei fatto tutto, più che il possibile fino all’impossibile, per liberare la mia comunità dalle catene che la legavano e la facevano soffrire. Giurai che non avrei accettato imposizioni di nessun tipo da uno Stato, da una Chiesa, da una Società che avevano cercato di sopprimermi, di distruggermi, di farmi scomparire dalla faccia della terra.

Tutto questo aveva, ed ha ancora oggi per quel che posso capire, un fondamento nell’amore: amore grande, sconfinato, irrefrenabile prima di tutto per i miei fratelli che, come me, sono stati costretti a subire le ingiurie dell’idiozia umana fatta carne; e poi amore per tutti gli uomini e le donne, amore per coloro che sono oggi, e qui, viventi, ma anche per quelli che hanno già dato il loro contributo all’evoluzione dell'umanità ed a quelli che lo daranno domani o dopodomani…

E questo amore e’ un imperativo morale per tutti: noi non abbiamo solo dei diritti nei confronti di noi stessi, ma anche degli obblighi di fronte agli altri. Di più verso quelli che ci sono vicini, di meno per quelli che sentiamo lontani da noi, certo, ma con tutti abbiamo un legame che non ci è concesso recidere o ignorare.(...)"

Purtroppo  l'anno dopo, 2007,  Massimo ha mancato di poco l'appuntamento, ma se n'è andato affidandomi due compiti.

Il primo quello di non lasciare che tutta la documentazione da lui raccolta rimanesse sepolta e irraggiungibile nell'Archivio di Stato, o diventasse  oggetto di contese nella Comunità Varia, come chiamava la sua "famiglia allargatissima" LGBTQ, o peggio ancora venisse dispersa.

 E come secondo quello di organizzargli ogni anno il 12 dicembre una bellissima festa di compleanno: per ritrovarci allegramente con gli amici, come piaceva a lui, tra commozione e risate, e torta con le candeline e regali, a discutere e confrontare le nostre vite, le nostre idee, riflettere sul nostro lavoro per il comune obbiettivo della liberazione omolesbotransbisex, ma anche di ogni oppresso per il suo essere.

Due compitini apparentemente facili, in realtà difficilissimi, soprattutto il primo.

Infatti proprio per realizzare il suo primo, e aggiungo principale, sogno di mettere a disposizione della cultura Italiana e internazionale l'immane documentazione raccolta in quasi cinquant'anni di ricerche e studi, un manipolo di amici si è associato pomposamente in una " Fondazione" che porta il suo nome, e ha lavorato instancabilmente per riuscirci.

Il risultato è visibile, realizzato con grande lavoro e con l'appoggio più di istituzioni che dell'associazionismo GLBT: una grande e bella mostra antologico/documentaria (Massimo Consoli, marinese d'affetti speciali") in occasione del primo anniversario della sua morte (2008) nel Museo Civico Mastroianni di Marino, conclusa con la celebrazione là del suo secondo compleanno postumo,  e una seconda esposizione di una parte dei materiali documentali nella nuova sede di Arcigay romana per celebrare i 50 anni dell'"Archivio Consoli".

Abbiamo poi qualche anno dopo, nel 2010, festeggiato il compleanno di Massimo Consoli con l'apposizione di una targa commemorativa a lui dedicata sulla facciata del palazzo di via Galvani a Testaccio in cui è nato, da parte della giunta Capitolina. Nel 2015 invece come regalo di compleanno gli abbiamo organizzato la mostra "dove nasce l'arcobaleno" presso l'Archivio di Stato all'EUR  e la definitiva creazione del Fondo Consoli  dove è  catalogato l'ingente materiale sulla vita e la cultura LGBT+ raccolto per tutta la vita da Massimo, che costituiva la sua amatissima creatura, ovvero l'Archivio Consoli. 

Quest'anno siamo stati tutti felici di fargli omaggio dello sblocco dell'intitolazione al suo nome di una strada di Marino, la città dove assieme a Roma ha vissuto la gran parte della sua vita: ci sono ancora alcune fasi da superare, ma siamo certi che nel prossimo anno potremo inaugurare la strada intitolata a  Luciano Massimo Consoli, una via che circonda la sua casa, dove visse e scrisse e che ora accoglie la sua figlia adottiva Milika e i suoi nipoti, e va a congiungersi amorevolmente con la via Dario Bellezza da lui fortemente voluta e realizzata.

Perciò tenetevi pronti, perché l'inaugurazione sarà un grande evento popolare, con tanto di banda e festeggiamenti  e sarete tutt** invitat**.


Alba Montori

segretaria dell'associazione Fondazione Luciano Massimo Consoli

22 maggio 2022

18 maggio 2022

!7 maggio 2022 FMC con GayLib dalla Presidente del Senato italiano

 Nella giornata mondiale che celebra la cancellazione da parte dell'OMS dell'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, ieri 17 maggio 2022, la Fondazione Consoli ha incontrato la Presidente del Senato Elisabetta Casellati, la quale sul suo profilo Facebook ha dichiarato:

Nella giornata mondiale contro #omofobia, #bifobia e #transfobia ho ricevuto le associazioni lgbt, GayLib, Edge e Fondazione Consoli.
#Eguaglianza #Rispetto e #Inclusione sono principi cardine della nostra società democratica.


Con la Presidente Casellati noi di Fondazione Consoli abbiamo colloquiato brevemente senza ufficialitá, ma con empatia. 

 È  rimasta sorpresa quando le abbiamo spiegato che la Fondazione è una piccolissima associazione "ecumenica" che è nata per promuovere la cultura  prodotta dalla gente lgbt, ancora oscurata e poco nota, e contiene tra i suoi pochi soci tutti gli schieramenti politici, senza privilegiarne alcuno.  

Rivendicando il suo essere liberale la Presidente del Senato ci ha mostrato di apprezzare molto il nostro assioma costitutivo per cui riteniamo importante, anzi fondamentale per la crescita culturale e democratica dei giovani e dell'intero Paese, l' imparare a rispettare le diversità che sono ricchezza attraverso la conoscenza della Storia in tutte le sue forme ed espressioni, comprese quelle LGBT+ per troppo tempo mistificate generando profondi pregiudizi che inquinano il tessuto sociale a tutti i livelli. E si è impegnata nei limiti della sua carica istituzionale a supportarci. 

In conclusione è stata per noi fondaroli  una esperienza interessante e piacevole, che ci auguriamo possa dare frutti utili a superare rapidamente, almeno a livello legislativo,  l'omolesbobitransfobia diffusa in modo preoccupante nella nostra società, civile e politica.

Alba Montori

segretaria della Fondazione Consoli

17 maggio 2022

Oggi 17 maggio 2022, Giornata Internazionale contro l'omo-lesbo-bi-transfobia, riceviamo dal Tavolo LGBT+ (tavololgbt@governo.it).



 In occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, riceviamo e diffondiamo il report con cui  l’Istat propone alcuni risultati delle indagini finora condotte nell’ambito del progetto, tuttora in corso, svolto in collaborazione con UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), sul tema delle “ Discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ e le diversity policies attuate presso le imprese”. 

Il progetto prevede indagini riferite a imprese, stakeholder e differenti gruppi di popolazione LGBT+. 

19 aprile 2022

Archivio Diffuso - Storie del movimento omosessuale nelle piazze nella società e nelle istituzioni. Evento con UNAR e LGBT+ History Month

 Domani si festeggia una tappa molto importante nel percorso per restituire dignità e conoscenza alla cultura omolesbotransbisex.

Si ringraziano tutti coloro che hanno partecipato a questo progetto di non citare qui la Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI, che ha posto la questione e formulato la prima ipotesi del Progetto fin dal Tavolo LGBT+ del primo Governo Conte.

Alba Montori

segretaria dell'Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI


Care e cari, 

si conclude il progetto  “Archivio Diffuso”,  presentato da Gaynet e selezionato dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) nell’ambito dell’avviso pubblico per la raccolta, la digitalizzazione ed la creazione di un data base archivio sulla documentazione storica riguardante la tematica LGBT. 

Il progetto si è posto l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare materiali di varia tipologia – audio-video, fotografico, cartaceo – presenti in archivi localizzati in diverse località del territorio nazionale e appartenenti ad attiviste e attivisti che hanno fatto la storia del movimento di liberazione LGBTI+ italiano, al fine di renderli disponibili per attività di studio, ricerca e informazione. l’iniziativa conclusiva, “Storie del movimento omosessuale nella società, nelle piazze e nelle istituzioni”, avrà luogo il prossimo mercoledì 20 aprile, in streaming sui canali Facebook e YouTube di Gaynet, alle ore 17:30. L’evento aderisce inoltre allLgbt+ History Month Italia, l’importante rassegna di eventi dedicata alla storia de movimento, che per il primo anno si svolge anche in Italia durante il mese di Aprile.

Programma:

ARCHIVIO DIFFUSO - Storie del movimento omosessuale nella società, nelle piazze e nelle istituzioni

MERCOLEDÌ 20 APRILE, ORE 17:30 
Evento pubblico online: per vederlo cliccare sui seguenti link Facebook – Youtube

Saluti: Agnese Canevari – Dirigente UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali della Presidenza del  Consiglio) 
Introduce: Franco Grillini, Presidente Gaynet 
Relazioni 
Francesco Lepore – Giornalista e Coordinatore archivista del progetto
Luca Locati Luciani – Collezionista di materiale LGBT+ 
Giovanni Dall’Orto – Giornalista, Storico e studioso del movimento LGBT+ 
Daniel Casagrande – Direttore Queer Lion Award 
Antonio Rotelli – Legista e attivista per i diritti LGBTI+ 
Dario Petrosino – Storico e Docente Universitario 
Claudio Cipelletti – Regista e Autore 
Valerio Governi – Regista 
Andrea Meroni – Ricercatore 
Sara De Giovanni – Responsabile Centro Documentazione Cassero LGBTI+ Center 
Modera: Rosario Coco, Segretario Gaynet 

Per informazioni scrivere a segreteria@gaynet.it 

Un caro saluto, 
La Segreteria di Gaynet 


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16 aprile 2022

HYDERABAD, India — La National Academy of Legal Studies and Research dell'India diventerà la prima università neutrale rispetto al genere.

 ASIA MERIDIONALE -  La prima università neutrale rispetto al genere in India riceve elogi: lo ha annunciato il 26 marzo l'Accademia nazionale di studi e ricerche legali



Il 26 marzo la National Academy of Legal Studies and Research di Hyderabad ha annunciato sulla sua pagina Twitter ufficiale di aver deciso di creare uno spazio sicuro neutrale rispetto al genere per gli studenti LGBTQ+ e di assegnare loro il piano terra di un dormitorio. L'università ha anche affermato che le stanze saranno assegnate agli studenti che si identificano come membri della comunità LGBTQ+.

L'università ha annunciato che il bagno al piano terra del dormitorio è ora neutrale rispetto al genere. Mentre l'università sta elaborando la sua politica finale, le preoccupazioni degli studenti LGBTQ+ verranno affrontate utilizzando la politica provvisoria.

Il vicecancelliere Faizan Mustafa ha detto al Washington Blade che da quando è entrato all'università nel 2012, ha seguito il "modello di libertà" dell'amministrazione piuttosto che quello di "controllo". Secondo Mustafa, il suo modello di amministrazione gli ha permesso di consentire agli studenti di partecipare al processo decisionale, il che ha portato a un campus neutrale rispetto al genere.

"Sento che la creazione di conoscenza avviene negli spazi liberali", ha detto Mustafa. "E la creazione di conoscenza richiede che gli spazi universitari siano liberati perché la creazione di conoscenza richiede creatività e la creatività non arriva se sei sotto controllo".

Uno studente nel giugno 2015 ha chiesto all'università di non includere il genere nei suoi diplomi. L'università ha prontamente accettato questa richiesta e ha utilizzato il prefisso neutro "Mx". Ciò ha portato all'idea di inclusività nel campus universitario.

“Quando alcuni studenti mi hanno contattato dicendo che mentre il modello liberty va bene per tutti, non stiamo facendo abbastanza per le persone di genere e transgender. Quindi, ho costituito un comitato", ha detto Mustafa. “Ho incluso alcuni studenti nel comitato, alcuni insegnanti, e poi ho detto che facciamo un nuovo inizio. Di conseguenza, la politica è stata approvata da me e ora stiamo invitando suggerimenti per la politica prima di andare agli organi statutari dell'università.  Non seguiremo il binarietà di genere nel campus".

Il Trans Policy Committee dell'università ha redatto la "Policy on Inclusive Education for Gender and Sexual Minority".

Secondo la politica di autoidentificazione, gli studenti devono scrivere una dichiarazione autocertificata, che sarà la base del riconoscimento dell'identità di genere. La politica suggerisce inoltre che il genere nei registri ufficiali dovrebbe essere indipendente dai titoli onorifici dello studente nei documenti legali.

La politica afferma che nessun documento assegnerà alcun genere a uno studente. Anche dopo la dichiarazione dell'identità di genere, gli studenti potranno cambiare nome e pronomi. La politica evidenzia anche che il genere autoidentificato costituirà la base per tutti i diritti risultanti dalla politica, ad esempio, alloggio in dormitorio, borse di studio e il diritto di presentare denunce di discriminazione.

"Certamente ciò che l'università ha fatto è fantastico, ma l'intero discorso e l'attivismo sulla creazione di spazi neutrali rispetto al genere sono stati guidati da studenti e collettivi studenteschi informali come NALSAR Queer Collective, Savitribai Intersectional Study Circle, NALSAR Minorities Forum, ecc.", ha affermato Kranthi, un studente del quarto anno che ha co-fondato il NALSAR Queer Collective.

Kranthi è un membro del comitato che ha redatto la nuova politica.

"Devo aggiungere che gli studenti LGBTQ+ della NALSAR non avrebbero ottenuto il riconoscimento dei loro diritti fondamentali senza il sostegno e la solidarietà degli studenti Dalit, Adivasi, musulmani e Bahujan", ha affermato Kranthi. "Il sostegno e la solidarietà di altri gruppi emarginati nell'università è una parte importante della nostra lotta per gli spazi neutrali rispetto al genere".

Kranthi ha affermato che la creazione di spazi neutrali rispetto al genere invia un forte messaggio al mondo secondo cui chiunque non si adatti o si rifiuti di adattarsi al sistema binario di genere è benvenuto e riconosciuto.

"Quello che è successo finora nella nostra università è solo poco, e molto di più deve essere fatto se vogliamo spostare l'intera cultura istituzionale verso una reale inclusione del genere e delle minoranze sessuali", ha affermato Kranthi. "Finché non verrà fornito supporto economico e sociale agli studenti trans e queer provenienti da contesti socioeconomici inferiori, questi cambiamenti portati dall'università non significherebbero nulla per loro e servirebbero solo gli interessi degli studenti queer di casta superiore e di casta superiore. Si spera che saremo in grado di concentrarci maggiormente su aspetti sostanziali come lo sviluppo delle capacità e delle competenze, aiuti finanziari e borse di studio, aiuti per tirocinio per studenti queer e trans che su procedure formali e cambiamenti frammentari".

Un portavoce di Queer Nilayum, un gruppo di supporto per le persone LGBTQ+ a Hyderabad, ha elogiato la nuova politica.

"Riteniamo che fornire servizi igienici e ostelli neutri rispetto al genere sia un grande passo avanti verso la creazione di un campus più sicuro e affermato per le persone transgender (trans), non binarie (nb) e di genere non conforme (GNC)", hanno affermato. “Tuttavia, creare un'infrastruttura neutrale rispetto al genere e semplicemente dire che 'non ci sarà discriminazione basata sul genere' non è sufficiente per proteggere i diritti delle persone emarginate di genere. Ci deve essere molta più consapevolezza ed educazione sul genere in modo che le persone emarginate dal genere riconoscano i loro pregiudizi e nozioni preconcette sulle persone Trans, nb (non binarie) e GNC (non conformi di genere). Devono inoltre essere messe in atto politiche per prevenire i casi di discriminazione e per garantire equità e giustizia a coloro che subiscono discriminazioni”.


Uno studio condotto dall'UNESCO nel 2019 ha rilevato che il 60% degli LGBTQ+ degli studenti delle scuole medie e superiori in India ha subito atti di bullismo o molestie. Il 43% degli intervistati ha affermato di aver subito molestie sessuali alle elementari, mentre il 70% degli studenti LGBTQ+ vittime di bullismo ha affermato di soffrire di ansia e depressione e il 33% ha abbandonato gli studi.

Pubblicato il 4 aprile 2022  da Ankush Kumar

Ankush Kumar (Mohit) è un giornalista freelance che ha pubblicato molti articoli per Washington e Los Angeles Blades dall'Iran, dall'India e da Singapore. Di recente ha riferito per il Daily Beast. Può essere contattato a mohitk@opiniondaily.news .