5 gennaio 2011

ANCORA CERCASI DIRITTI GAY

COME POTETE LEGGERE QUI APPRESSO NON DA IERI SI STA CHIEDENDO DIAPPLICARE LA COSTITUZIONE ....

Alba Montori

da LE NEWS DEL 21.05.2005

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Roma 21 maggio 2005

Signor Presidente, Carlo Azelio Ciampi,

Quando ho giurato di osservare, insegnare e difendere la Costituzione della nostra Repubblica, accettando la nomina in ruolo come docente di scuola media superiore dello Stato Italiano, nell'ormai lontano 1974, sapevo bene, e fin dalla prima infanzia, che cosa Essa sia: la LeggeFondamentale, di tutti i cittadini dello Stato Italia, quella a cui tutte le altre leggi e regolamenti devono inchinarsi ed adeguarsi.

Questo almeno ho appreso attraverso la mia famiglia e la scuola pubblica, e il mio studio personale.

Ricordo ancora l'emozione, grande, controllata a stento, che mi ha stretto la voce, nel pronunciare il mio giuramento, il mio impegno solenne, quel giorno ormai lontano.

Ero assolutamente consapevole di assumere una grande responsabilità, ma sono stata felice e onorata di poter mettere le mie conoscenze e le mie migliori energie al servizio della crescita umana, civile e culturale dei futuri cittadini dell'Italia, in cui sono nata e per la cui laica libertà tanta gente, anche della mia famiglia prima di me, ha creduto e lottato.

Personalmente mi sono sempre ritenuta fortunata, e orgogliosa, di far parte di uno Stato, una comunità di persone, la cui Legge Fondamentale è così rispettosa dell'Individuo, della sua identità, di pensiero e di coscienza, così ricca di principi di tolleranza, nonviolenza esolidarietà, non solo tra gli appartenenti allo Stato Italiano, ma estesi a tutta la comunità umana.

Ho speso la mia intera vita e voglio spenderla ancora, perché questi principi non rimangano solo vuote parole, ma diventino parte integrante e vitale della vita quotidiana di ciascuno, nella nostraterra e oltre, come certo desideravano coloro che la vollero fortemente e democraticamente la scrissero e l'approvarono. Mi rendo conto sempre più spesso, però, che la nostra Costituzione èpoco letta, e ancor meno, per conseguenza applicata, al punto che si ritiene necessario scrivere e promulgare leggi che, ignorandone i principi già esistenti, li riscrivono per nuovi, addiritturafalsandone talvolta il significato: potrei citare diverse situazioni legislative (con relativi regolamenti applicativi) di questo tipo, quotidianamente sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani, non ultimo quello relativo ai poteri del Presidente della Repubblica, già tutti scritti, in forma chiara, semplice, inequivocabile, negli articoli relativi della Costituzione.

In quanto rappresentante morale politico di tutti gli Italiani, di tutti i cittadini della Repubblica Italiana, così come sono in essa pensati e descritti nei loro diritti e doveri dall' Art. 3 di singoli cittadini e nei loro rapporti etico - sociali, compresi quelli riguardante il matrimonio e la famiglia, mi rivolgo quindi a Lei, permettendomi di ricordarLe:

Art. 29. La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limitistabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
Art. 30. E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
Art. 31. La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopoTali istituti sono nel Codice Civile- Libro Primo è Delle persone e della famiglia
Titolo VI - Del matrimonio
Capo I - Della promessa di matrimonio:
Capo III - Del matrimonio celebrato davanti all'ufficiale dello stato civile
Capo IV - Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio
Capo V - Dello scioglimento del matrimonio e della separazione dei coniugi.

Ebbene, la famiglia formata da Antonio Garullo e Mario Ottocento chiede di essere riconosciuta tale, a tutti gli effetti civili, dallo Stato Italiano.

Ad essa si aggiungono tutte le altre famiglie naturali che analogamente chiedono di essere legalmente riconosciute, come prescrivono gli Artt.3 e 29 della Costituzione e il Codice Civile, -Libro Primo Delle persone e della famiglia-Titolo VI - Del matrimonio. In tutti gli articoli del Codice Civile riguardanti il matrimonio CIVILE è da notarsi che tutti gli accenni a una distinzione di genere ( moglie, marito) come di "razza" sono stati cassati con la L. 19-5-1975, n. 151, la cosiddetta Riforma del diritto di famiglia.

Oggi cinquanta coppie di cittadini italiani in una suggestiva e colorata cerimonia svoltasi a Roma hanno dichiarato pubblicamente e affettuosamente il loro solenne impegno reciproco di condividere la vita e aiutarsi vicendevolmente con amore, il che significa impegnarsiad essere famiglia.

Purtroppo non c'era l'Ufficiale di Stato Civile a raccogliere e annotare ufficialmente il loro impegno pubblico, rendendoli così a tutti gli effetti civili titolari dei diritti e dei doveri che nederivano, ma c'era l'affetto commosso, il sostegno morale e la partecipazione civile di quanti reclamano a gran voce ormai da anni che cessi qualunque forma di discriminazione, offesa ed umiliazione nei confronti di una parte della popolazione dell'Italia, attualizzando finalmente per ogni suo cittadino, "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua o religione" il diritto di organizzare la propria famiglia in base alle personali scelte di vita e di affetti.

Cosa si attende ancora ad applicare la Legge dello Stato Sovrano per tutti i suoi cittadini, senza distinzione come prescritto.

Le chiedo pertanto di adoperare i Suoi Poteri, derivanti dalla Carica cui è stato democraticamente eletto a rappresentare quelli di tutti i cittadini della Repubblica Italiana, per promuovere senza indugi l'applicazione della Costituzione della Repubblica, anche per quanto concerne il riconoscimento delle nuove famiglie, senza ulteriori discriminazioni.

Ringraziando per l'attenzione

Alba Montori [Gaya CSF, Gaya Cronisti Senza Frontiere]

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