Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

25 luglio 2009

DRAG QUEEN RINCHIUSA IN CELLA PER 17 ORE A SASSARI, TRA OFFESE, INGIURIE E DEGRADO, POI CACCIATA CON FOGLIO DI VIA.

INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI – PD
Roma, 24 luglio 2009


“La scorsa settimana un ragazzo incensurato, che fa spettacoli in Drag Queen, è stato fermato a Sassari e rinchiuso in una cella della Questura per 17 ore. Il tutto è avvenuto tra offese e degrado. Dopo 17 ore di fermo gli è stato dato un ‘foglio di via’. “

Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare depositata oggi dai deputati radicali – pd, prima firmataria Rita Bernardini

Al Ministro delgi Interni; Al Ministro della Giustizia; Al Ministro per le Pari Opportunità

per sapere – premesso che:

la notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2009, il signor Michele Cicogna di Prato, persona che svolge spettacoli in alcuni locali come ‘Drag Queen’, è stato fermato dalla Polizia in una zona periferica della città di Sassari mentre si trovava all’interno della sua auto in attesa di un amico che abita poco distante;

Michele Cicogna, che doveva recarsi in alcuni locali per concordare i dettagli di alcune presenze relative alla sua attività artisitica, era truccato e vestito con abiti femminili; gli agenti di Polizia che stavano svolgendo un’azione finalizzata al contrasto del fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazine clandestina hanno invitato il Signor Cicogna a seguirli in Questura per alcuni minuti;

In Questura al Signor Cicogna è stato tolto il telefonino, gli sono state prese le impronte digitali, è stato rinchiuso in una cella insieme ad alcune persone straniere, presumibilmente fermate per prostituzione; nella cella v’erano strutture in cemento, senza brandine con l’aria irrespirabile per un bagno confinante da un separè, utilizzato da tutte le persone rinchiuse nella cella;

per tutta la durata del fermo il Signor Cicogna, sarebbe stato ripetutamente offeso con frasi e battute offensive sulla sua condizione; alla sua richiesta di poter avere dell’acqua gli sarebbe stato risposto che non si trovava in un agriturismo; solo alle ore 7 del mattino, una cittadina straniera gli avrebbe dato un euro per poter acquistare una bottiglietta di acqua presso la macchinetta distributrice;

Quando alle ore 16 circa è giunto negli uffici il Questore gli è stato consegnato un ‘foglio di via’, con sopra scritto che il Signor Cicogna per tre anni non potrà entrare nel Comune di Sassari; alle ore 18, dopo oltre 17 ore di fermo, il Signor Cicogna ha potuto lasciare gli uffici della Questura;

per sapere:

- in base a quali elementi investigativi e di pericolosità il Signor Cicogna è stato fermato e trattenuto per circa 17 ore in Questura e rinchiuso in cella insieme a persone straniere;

- se il fenomeno delle offese e delle denigrazioni nei confronti delle persone fermate, indipendentemente dall’orientamento e condizione sessuale, è diffuso e nel caso se tale fenomeno è adeguatamente contrastato anche tra coloro che operano nell’ambito delle iniziative di polizia di contrasto dell’illegalità e della lotta allo sfruttamento della prostituzione;

- quale nesso ravvisano i Ministri riguardo l’episodio descritto in premessa e quanto scritto nel Foglio di Via redatto dal Questore di Sassari nei confronti del Signor Michele Cicogna relativamente all’iniziativa finalizzata ‘al contrasto del fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina’;

- se non ritenga il Governo che questo fenomeno si inquadri in uno dei tanti episodi di omofobia che avvengono sempre più nel nostro paese;

i deputati:

Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Concioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti

21 luglio 2009

FOGLIO DI VIA PER DRAG QUEEN

Una drag queen toscana, in vacanza in Sardegna, in data 15 luglio 2009 è stata fermata da una pattuglia della polizia, condotta in Questura e lì trattenuta per 18 ore senza possibilità di chiamare un avvocato. La drag queen, che era in abiti femminili perché avrebbe dovuto incontrare dei gestori di locali di Alghero per concordare delle serate di spettacoli nel mese di agosto e settembre, è stata rilasciata il giorno dopo e le è stato notificato con un foglio di via il divieto di entrare nel comune di Sassari per tre anni. Tanto accanimento nei confronti di una persona che non era certo in flagranza di reato ci induce a pensare ad un atteggiamento omofobo delle forze dell’ordine.

Il Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’ esprime piena solidarietà a Michele Cicogna, in arte Nikita Balli, per l’inverosimile episodio che le è accaduto. La Questura di Sassari ha rispolverato una vecchia legge del 1956 con la quale ha il potere di allontanare dal territorio persone la cui condotta viene ritenuta “pericolosa per la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubbliche”, quindi un potere talmente discrezionale da limitare le libertà individuali dei cittadini.

Rifiutiamo ogni trattamento repressivo nei confronti delle prostitute, delle travestite, delle transessuali e delle drag queen perché riteniamo che in uno stato di diritto ognuno debba avere la libertà di vestirsi come meglio crede, senza discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. E’ utile in proposito ribadire che essere transessuali, travestite o drag queen non significa automaticamente essere prostitute, condizione che peraltro non è considerata reato dal nostro ordinamento.

Registriamo inoltre un particolare e feroce accanimento nei confronti delle prostitute immigrate che vivono sui loro corpi la doppia discriminazione di straniere e di persone non gradite per la loro condizione sociale.

Andrea Berardicurti [Segreteria Politica Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’]

OGGI E' UNA GIORNATA STORICA PER L'ITALIA E PER LA COMUNITA' VARIA

MATRIMONIO GAY: DEPOSITATA OGGI ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA MEMORIA DI COSTITUZIONE DELLA COPPIA DI VENEZIA.

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale ‘Certi Diritti’

“E’stata oggi depositata alla Corte Costituzionale la memoria di costituzione della coppia di Venezia che, aderendo alla campagna di Affermazione Civile, promossa in tutta Italia dall’Associazione Radicale Certi Diritti, in collaborazione con l’Associazione Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford, aveva chiesto all’ufficiale dello Stato Civile del proprio Comune di residenza le pubblicazioni di matrimonio. A seguito del diniego loro opposto, era stata incardinata dinanzi al Tribunale di Venezia un ricorso per far dichiarare illegittimo il rifiuto. Il Tribunale, con ordinanza del 3 aprile 2009, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità chiedendo alla Corte se negare alle coppie formate da persone dello stesso sesso l’accesso all’istituto del matrimonio sia conforme alla Costituzione italiana.

Il collegio di Avvocati, coordinato da Francesco Bilotta, nella memoria di costituzione ha, tra l’altro, affermato che:

“Realizzarsi pienamente come persona significa poter vivere fino in fondo il proprio orientamento sessuale, scegliendo come partner di vita, all’interno di una relazione giuridica qualificata, qual è il matrimonio, una persona del proprio sesso. Solo così si potrebbe garantire l’effettivo godimento in ambito famigliare per le persone omosessuali del diritto a realizzarsi come persona”.

Inoltre hanno ricordato che:
“Così come abbiamo imparato, anche grazie alle sentenze della Corte Costituzio-nale italiana e delle più alte Corti straniere, che un uomo non è superiore a una donna, una persona di colore non è inferiore a una persona bianca, un cristiano non è migliore di un ebreo, è arrivato il momento di affermare che una persona omosessuale non merita una dignità inferiore, sul piano giuridico, rispetto a una persona eterosessuale anche quando decide di contrarre matrimonio”.

Certi Diritti