In occasione del trentaseisimoanniversario della scomparsa di Pasolini l’Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ insieme all’Associazione Radicale ‘Certi Diritti’ di Roma, i compagni e le compagne di Gajamente Critical Forum Glbtq e i volontari e le volontarie della Delegazione di Roma della ‘Lipu’ ricorderanno lo scrittore, il poeta, il “diverso” geniale, il regista attraverso pensieri e musica.
Appuntamento il 2 novembre all’Idroscalo di Ostia, presso il Parco Letterario ‘Pier Paolo Pasolini’ alle ore 11.00 .
Pier Paolo Pasolini è stato perseguitato da una pesante “sanzione sociale” che alla fine ha compiuto una spietata “esecuzione”. Pier Paolo Pasolini è stato vittima dell’odio. Ad oggi non abbiamo ancora avuto la soddisfazione di vedere rispettati i diritti delle persone omosessuali. Diritti declinati a tutte le diversità. Questa l’opera di Pasolini. Meno commozione, più amore e rispetto. L’unico modo coerente di parlarne è leggerlo. La sua energia inesauribile e la sua forte personalità e il suo continuare ad essere protagonista attraverso noi, lo rende ancora presente e vivo.
Certi Diritti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Terni denunciando il gravissimo comportamento della Asl che ha deciso di non dare assistenza terapeutica ad una transessuale detenuta.
In questo numero alla rassegna stampa sono state aggiunte delle notizie di cronaca sulla prostituzione, tutto questo è accaduto in una sola settimana … Occorre riaprire il dibattito per una legge che affronti questo fenomeno seriamente. Le politiche in atto non solo non risolvono il problema dello sfruttamento, ma danno spazio all'illegalità. Una regolazione del fenomeno è la sola possibilità per evitare che le persone vengano sfruttate. Tutto il resto è ideologica ipocrisia.
Dal 29 ottobre al 1 novembre a Chianciano Terme Certi Diritti parteciperà al Congresso di Radicali Italiani ed ormai è quasi definitivo il programma del nostro V Congresso, a Milano dal 2 al 4 dicembre. Sul sito troverai anche le informazioni logistiche.
Dai ricorsi alla Cedu per l'uguaglianza dei diritti ai due volumi di prossima pubblicazione, dal lavoro per i diritti umani in Uganda all'agenda di proposte per gli enti locali contro le discriminazioni, dalle iniziative contro il proibizionismo sulla prostituzione alla campagna per la depatologizzazione del transessualismo, dal censimento per le coppie gay alla prima app lgbte per iPhone e Android: sono tanti i fronti di iniziativa che ci vedono impegnati. Senza il tuo aiuto tutto questo non è possibile.
'Più diritti, più democrazia, più sviluppo. Nuove alleanze contro vecchie discriminazioni'. V Congresso dell'associazione radicale Certi Diritti a Milano dal 2 al 4 dicembre. LEGGI IL PROGRAMMA >
Famiglie non tradizionali e riforma del diritto di famiglia, prostituzione e informazione sessuale, discriminazione di genere e denigrazione delle persone trans. DENUNCIA CON NOI LA RAI PER L'INFORMAZIONE CHE TI NEGA
Aperta a Torino 15° conferenza annuale di Ilga-Europe. Tra i partecipanti Certi Diritti, Emma Bonino e Angelo Pezzana Leggi >
Uganda: proposta di legge antigay di nuovo in Parlamento. In aumento gli atti di omofobia nel Paese Leggi>
Censimento, "conviventi di coppia" e false informazioni. Leggi >
Transgender Day of Remembrance in Zona 2 a Milano. Leggi >
Reggio Emilia, matrimonio gay con straniero. La questura impedisce loro di stare insieme.Leggi >
Grave comportamento discriminatorio della ASL di Terni che rifiuta le cure ormonali a transessuale detenuta. Giudice di sorveglianza ordina alla ASL il mantenimento gratuito della cura e l'ASL fa ricorso. Leggi >
Napoli laica. La dignità dei cittadini - seconda ed ultima giornata dei lavori della Consulta napoletana per la laicità delle istituzioni.Giornata dedicata all'omofobia Ascolta su radio Radicale >
Vi invitiamo a compilare il questionario che è parte integrante di una tesi conclusiva del corso di Laurea specialistica in Biologia Umana dell'Università del Salento. Il lavoro ha come oggetto la tematica dell' omogenitorialità in Italia. Vai al questionario >
RASSEGNA STAMPA
Clash or dialogue. Dal 27 al 30 ottobre, riunirà a Torino 300 delegati, provenienti da più di 40 paesi, per il XV Congresso annuale di ILGA-Europe, sezione europea dell'ILGA International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association. Leggi>
Caos in Parlamento. "Polledri è omofobo". Ma il leghista non capisce e replica: "Non sono gay". Leggi>
Viareggio. The gay after: pioggia di reazioni sulla chiusura dei due localiMamamia e Stupida. Leggi>
Campobasso. Il bullismo omofobico, paura dell'altro o di se stessi? Leggi>
Terni. Celle solo per transessuali al carcere Sabbione. Leggi>
Carceri: Magistrato a Spoleto, Asl paghi ormoni a trans . Leggi>
Zurigo: i cittadini voteranno sui box per le "lucciole". Leggi>
Francia: lotta per avere la pensione di reversibilità nei Pacs. Leggi>
Amnesty International: attivista ugandese per i diritti LGBT riceve importante premio sui diritti umani. Leggi>
"Non so se domani sarò ancora viva" Kasha Nabagesera ha ricevuto a Ginevra il 20° Premio Martin Ennals per la tutela dei diritti umani. Leggi l'intervista>
Inghilterra. Jackie diventa uomo a 16 anni Operazione regalata da mamma. Leggi>
Il politico spagnolo che voleva curare i gay. Leggi>
Polonia. Il fattore Palikot cambia la politica. Leggi>
'È troppo': così la comunità lgbt serba scende in piazza. Leggi>
Danimarca: il nuovo governo annuncia la prossima approvazione del matrimonio gay. Leggi>
Finlandia: la chiesa luterana potrebbe ritirare il proprio sostegno ad alcune organizzazioni missionarie omofobe. Leggi>
Turchia. "Mio fratello trans mi faceva schifo, e l'ho ucciso" Leggi>
Orgoglio gay in Marocco? Sì, ma di nascosto. Leggi>
Venti uomini gay arrestati in Arabia Saudita. Leggi>
'Pulizia sessuale': in carcere 22 iracheni. Senza un'accusa. Leggi>
Il primo ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, appoggia i diritti gay! Leggi>
India: Goa; no a conferenza su turismo gay, "è offensiva" Leggi>
Canada. Amie Hubley: un altro 15enne si uccide perché vittima dell'omofobia... Leggi>
Nuova Zelanda: protesta per le coppie gay e il diritto di adottare. Leggi>
Cile: transessuali in lotta per i propri diritti. Leggi>
California: tre leggi a favore della comunità gay. Leggi>
USA. Leader di un gruppo di "ex gay" afferma di non aver mai conosciuto gay che diventano etero. Leggi>
USA. "L'autoerotismo è da gay" Un pastore fondamentalista se la prende con gli etero che si soddisfano sessualmente da soli. Leggi>
Dal 1975, quasi nel momento esatto in cui Massimo Consoli ha saputo che il poeta di Casarsa era stato ammazzato , Pier Paolo Pasolini viene ricordato ininterrottamente. Tantissime le iniziative. Di seguito alcune iniziative dal 1975 ad oggi, non tutte perché non sostenuto dalla memoria. In occasione del primo anniversario della morte di Pasolini il premio di letteratura “Triangolo Rosa” assume il nome “Triangolo Rosa – Pier Paolo Pasolini”.
L’edizione di quell’anno viene vinta da Piero Montana, poeta e scrittore, “uno dei più grandi” per carica passionale e ideologica.
Senza dimenticare la prima “marcia gay” avvenuta il 30 ottobre 1976. Massimo Consoli, insieme ad amici [Dario Bellezza, Riccardo Peloso], e ad esponenti del Partito Radicale organizza e da vita ad una manifestazione per commemorare Pasolini. La manifestazione è vietata ma ha ugualmente corso. Il corteo raggiunge Palazzo Chigi passando davanti la sede del Partito Comunista in via delle Botteghe Oscure. Massimo Consoli, allora Presidente dell’ “Ompo’s” [la più antica associazione culturale gay] lancia lo slogan "Che cosa fa il PCI?". Slogan che viene ripetuto da tutti i manifestanti. Proprio in quella data che il Partito Comunista si accorge che esisteva una “questione omosessuale”
Il 13 novembre dello stesso anno, visto il successo della prima, il Partito Radicale organizza una seconda “marcia gay”.
A dicembre del 1976, presso la sede dell’ “Ompo’s” viene istituito il “T.I.P.C.C.O.” [Tribunale Internazionale Permanente per i Crimini Contro l'Omosessualità] e Massimo Consoli organizza il “controprocesso” a Pino Pelosi, nei giorni in cui a piazzale Clodio cominciava il procedimento vero e proprio.
Nel ’77, Pasolini è ricordato in occasione della seconda edizione del premio “Triangolo Rosa – Pier Paolo Pasolini”. Il premio viene conferito a Mario Mieli, autore de “Elementi di Critica Omosessuale”.
Dal 1977, Massimo Consoli scrive “una Ballata per la Morte di Pasolini” e origina l’operazione “Notte Buia”.
Nel 1979, presso la Libreria “Rinascita”, Pasolini viene richiamato alla memoria con un dibattito a cui partecipano Massimo Consoli e Dario Bellezza. I loro interventi guadagnano applausi per cinque minuti d’orologio.
Dal 1980 al 1983, Massimo Consoli ricorda il poeta attraverso una mostra presso la sede dell’Associazione “WW3” di New York.
Dal 1987, grazie soprattutto allo straordinario lavoro di Anselmo Cadelli [1950-2001, ultimo presidente dell’ “Ompo’s”], l’operazione “Notte Buia” viene ampliata a tutti i locali gay e non. Dal 1996 tale iniziativa si svolge anche in tantissimi paesi dell’Europa.
Nel 1993 “la Destra parla [insolitamente] bene del Poeta delle borgate romane", sul “Secolo d’Italia” viene pubblicato un dossier di sette pagine sulle “aperture” del Movimento Sociale Italiano. Circostanza che richiama alla memoria il Sindaco del Comune di Roma Gianni Alemanno in occasione del trentacinquesimo anniversario della morte di Pasolini.
Dal 1995, iniziano interventi di restauro e riqualificazione della scultura dell’artista Mario Rosati e dell’area [in concessione alla “Lipu”] che ospita il neonato Parco Letterario “Pier Paolo Pasolini”.
Dal 2007 [anno in cui è morto Massimo Consoli], la Fondazione in suo nome ha ricordato Pier Paolo Pasolini, prendendo un impegno preciso, e che ha sempre rispettato.
In occasione del trentaseisimoanniversario della scomparsa di Pasolini l’Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ ricorderà lo scrittore, il poeta, il “diverso” geniale, il regista attraverso pensieri e musica.
Appuntamento il 2 novembre all’Idroscalo di Ostia, presso il Parco Letterario ‘Pier Paolo Pasolini’ alle ore 11.00 .
Pier Paolo Pasolini è stato perseguitato da una pesante “sanzione sociale” che alla fine ha compiuto una spietata “esecuzione”. Pier Paolo Pasolini è stato vittima dell’odio. Ad oggi non abbiamo ancora avuto la soddisfazione di vedere rispettati i diritti delle persone omosessuali. Diritti declinati a tutte le diversità. Questa l’opera di Pasolini. Meno commozione, più amore e rispetto. L’unico modo coerente di parlarne è leggerlo. La sua energia inesauribile e la sua forte personalità e il suo continuare ad essere protagonista attraverso noi, lo rende ancora presente e vivo.
Quando conobbi Pasolini non avevo ancora dodici anni e lui non ne aveva ancora trenta. Fu il mio insegnante di lettere alla scuola media inferiore. Dato il suo carattere più che un padre è stato per me un fratello maggiore. Semmai fu per colpa mia se all'inizio mi posi come figlio. Ma avevo una giustificazione obiettiva. La cattiva sorte volle che a dieci anni fui vittima della difterite. Fui in grave pericolo di morte. Me la cavai per il rotto della cuffia, ma per qualche anno dovetti sopportare alcune gravi conseguenze della malattia come la perdita dei riflessi e del senso del tatto. La più grave comunque fu la cecità: sulle pupille sorsero alcune macchiette bianche. E alla vigilia del programmato intervento chirurgico, miracolosamente, le macchie cominciarono pian piano a restringersi. Dopo circa un paio d'anni il mondo tornò dolcemente ad affacciarsi davanti a me.
La mia famiglia si trasferì a Ciampino, che allora era un piccolo panorama di casette e orticelli. Mi iscrissi alla prima media presso l'unico istituto esistente, la scuola privata "Francesco Petrarca", in via Pignatelli. C'erano solo tre classi. Pier Paolo insegnava alla terza mentre io frequentavo la prima. Lo vedevo solo durante la ricreazione in giardino. Era un ragazzo allegro, un ragazzino come noi. Si arrabbiava con i suoi scolari perché sbagliavano a calciare il pallone.
Quell'anno i professori furono costretti a bocciarmi perché durante tutto il periodo scolastico non sollevai mai il sedere dal banco. Mi rifiutavo di aprire bocca e di muovermi dal mio posto.
L'anno successivo rifeci la prima media e Pier Paolo passò dalla terza alla prima. Sarebbe stato il mio professore di Lettere per tutti e tre gli anni. Mia madre andò a parlare con lui. Gli raccontò della mia malattia e delle mie timidezze. Gli chiese aiuto. Il giovane professore le disse che mi conosceva bene, che mi vedeva sempre in disparte durante le ricreazioni. La conversazione, o meglio il monologo di mia madre, durò poco. Cominciò l'anno scolastico.
Sarebbe lungo adesso raccontare i tre anni. Quel che conta è che io, in terza media, ero il ragazzino più estroverso della classe. Del suo aiuto non me ne accorsi affatto: vedevo solo che Pier Paolo mi stimava profondamente, rideva con sincerità alle mie battute e apprezzava soprattutto i miei temi di fantasia, malgrado gli imperdonabili errori di grammatica.
Proprio durante quell'ultimo anno Pier Paolo, che per me, appunto, era diventato molto più di un padre, anche contro la sua volontà, cominciò a farsi sostituire in aula perché impegnato come letterato e sceneggiatore a Roma. Alla radio leggeva i suoi racconti, che io aspettavo con trepidazione. L'ultimo trimestre a sostituirlo venne in classe suo cugino Nico Naldini, anche lui poeta. Pier Paolo, insomma, diventava noto a tutti e io non me ne meravigliai: mi sembrava ovvio che uno come lui dovesse diventare patrimonio di tutti.
Finita però quella quotidiana frequentazione, per un bel po' di tempo vissi da orfano. Durante il liceo lo andavo puntualmente a trovare ogni quindici giorni in via Carini, dove viveva con la madre.
All'uscita di Ragazzi di vita e allo scandalo che ne seguì, ricevetti da Pier Paolo la prima, rivoluzionaria, indi- retta lezione: scoprii dai giornali e dalle chiacchiere, con uno sconcerto del cuore, che Pasolini era un omosessuale dalla personalità aggressiva, e un comunista a cui i comunisti avevano ucciso il fratello alla fine della guerra. Mia madre, cattolica e vagamente monarchica, per prima cosa bruciò le lettere e le cartoline di Pier Paolo che custodivo gelosamente in una vecchia scatola di legno lucido.
Durante il Liceo e l'Università, ogni due settimane, arrivavo a via Carini con le mie poesie e i miei racconti. Susanna, l'amatissima madre di Pier Paolo, ci preparava il tè. Entrambi restavamo in silenzio per lunghissimo tempo, seduti uno di fronte all'altro. Non leggeva le mie nuove cose davanti a me. Né commentava le vecchie. Mi consegnava con quel suo sorriso timidissimo i dattiloscritti dell'ultima volta, dove minutamente comparivano le sue note a penna. Poi mi accompagnava con la sua "Giulietta". Senza mai chiedergli niente se non il voto a fine pagina. Un voto ideale, naturalmente.
Non è errato dire che tutta l'opera di Pasolini è come marcata da una forte spinta didattica, cioè morale. E quindi nel ruolo di insegnante si trovava perfettamente a suo agio. Ha combattuto affinché noi scolari non ci vergognassimo della cultura dialettale e minoritaria dei nostri genitori. Proprio in quegli anni andava componendo la sua raccolta di poesie e canti popolari. Noi avevamo avuto il compito di fare ricerche in casa. Dovevamo farci dettare dal papà e dalla mamma le canzoni, i detti, le filastrocche, le ninne nanne dei loro paesi d'origine. La difficoltà era di trascrivere quei suoni assurdi. Lo facevamo con lui, in classe.
Ricordo che un mio vicino di banco, Battarelli, non avendo trovato niente in casa, si presentò in classe con la famosa strofetta Sopra un sasso c'era scritto: c'era scritto sopra un sasso.
Quando buttavamo giù i temi in lingua Pier Paolo ci segnava in rosso le sgrammaticature (di cui sempre ci spiegava l'origine dialettale) e in blu tutti i luoghi comuni che stavamo imparando parassitariamente dal conformismo della vita di tutti i giorni.
Insomma il professore voleva che acquisissimo una coscienza linguistica, per essere in grado di raccontare anche ciò che non si vede a occhio nudo. I linguaggi della parola, scritta e parlata, infatti, più che strumenti espressivi sono grimaldelli che servono a penetrare le verità nascoste.
Ogni settimana ognuno di noi scolari doveva pronunciare la parola che di più lo aveva impressionato, qualsiasi ne fosse la ragione e anche se non ne conoscevamo il significato. Me ne ricordo solo una, l'ho stampata nella testa fin da allora: onomatopea. Chi sa perché m'aveva tanto colpito.
Questo esercizio ci costringeva a fare attenzione al significato e alla proprietà dei termini usati. L'ultima ora della mattinata il professore ci leggeva o ci faceva leggere racconti e poesie. Imparavamo a memoria brani della Divina Commedia, versi di Petrarca e poi i giovani Penna, Caproni, Bertolucci, Ungaretti.Ci spiegava cos'era il "Dolce stil novo", ci diceva che per quanto Dante fosse un genio non andava ancora in bicicletta e, contemporaneamente, ci faceva sentire come suonava la lingua italiana nella voce dei grandi poeti contemporanei.
Era un giovane magro, troppo per la sua giaccona a quadri ruggine, lisa all'imbocco delle maniche. Gli occhi che guardavano la classe non erano gli stessi che guardavano il singolo alunno: i primi erano severi, solenni, quasi doloranti; i secondi sorridevano sempre, come davanti a una cosa bella. Insegnava così. Ho avuto due padri: uno vero, di sangue, e l'altro che ho incontrato a dodici anni. Sono entrambi morti in circostanze tragiche. Il primo investito da un autobus, a Porta Furba, qui a Roma, mentre attraversava la strada. Aveva sessantasette anni. E l'altro assassinato, quattro anni dopo. Aveva cinquantatré anni. Due vittime di una città, la mia città, che nel giro di un decennio ho visto trasformarsi in un mostro.
I primi anni della scuola superiore per me furono disastrosi. Scomparso Pier Paolo da dietro la cattedra, ripiombai nello smarrimento e nell'insicurezza infantili. L'impatto con gli insegnanti statali, così poco curiosi dei loro alunni, così ligi ai programmi ministeriali e a una visione burocratica della cultura, ma soprattutto indifferenti alla mia timidezza, mi spinse a chiudermi in me stesso. Non volevo più studiare. Mi trovai a un bivio molto importante della mia vita: inseguire in qualche modo Pier Paolo, anche mentalmente, e tentare l'avventura di una vita senza codici e senza certezze, oppure ripiegarmi e accettare un destino già scritto, discreto ma del tutto privo di fantasia.
Le prime poesie le avevo scritte a dodici anni. Se avessi intrapreso la carriera militare o fossi entrato a lavorare all'aeroporto di Ciampino o all'Italcable, avrei continuato a scrivere?
Decisi di "inseguire" Pier Paolo. Mi presi tutti i rischi. Continuavo a frequentare, con fatica e angoscia, le scuole superiori e intanto scrivevo poesiole, lettere, cartoline e telefonavo spesso al professore. Pier Paolo ogni tanto mi dava appuntamento a casa sua. Io ormai avevo fatto la mia scelta, quella di seguire la stella Pasolini ovunque fosse andata a sbattere. Lo vedevo saltuariamente e ci legavano silenzi lunghi e imbarazzati, frutto di quel sentimento che Pier Paolo chiamava pudore affettivo. Così, puntualmente, ogni mese, il mio maestro si ritrovava davanti, lì a casa sua e di Susanna, lo stesso Vincenzo di sempre, scolaro diventato ormai ragazzo, timido e sorridente, scandalizzato da tanto scandalo.
Pier Paolo soffriva di ulcera al duodeno, che puntualmente, durante le lunghe giornate nel buio della sala montaggio dei film accanto a Nino Baragli, si acutizzava disegnandogli sulle guance due pieghe verticali, caratteristiche degli ulcerosi.
Nel 1966 Pier Paolo ebbe un'emorragia interna e vomitò molto sangue. Era a tavola, da "Giggetto al Portico", in un ristorante del ghetto. Fu un grande spavento. Rimase a letto per quasi un mese: fleboclisi e crème caramel (che non toccò più nella sua vita tanto gli usciva dalle orecchie). Non ho mai pensato che si trattasse di una pura coincidenza (come probabilmente era) che io mi scoprii una brutta ulcera duodenale, per la quale fui riformato dal servizio militare. Non solo, mentre Pier Paolo non ebbe bisogno di un intervento chirurgico, per me furono necessarie due operazioni d'urgenza, a distanza di tempo.
Pier Paolo mi fece conoscere la poesia da bambino, il romanzo, il cinema e il teatro da ragazzo. È per questo che oggi posso muovermi con una certa disinvoltura all'interno di ognuno di questi linguaggi. Con il film Uccellacci e uccellini, dove ho fatto, insieme con Sergio Citti, l'aiuto regista, è cominciata con lui un'intesa creativa per la quale fui chiamato a lavorare ancora negli altri film con Totò e soprattutto nella stesura della prima versione della sceneggiatura di Teorema. Questo film segna il mio primo contatto con il cinema scritto, anche se in quell'occasione mi limitavo a trascrivere i nastri del suo racconto orale e a proporre appunti e dubbi sulla chiarezza del racconto.
L'incontro con il Principe De Curtis fu molto importante perché ho potuto assistere, dal vivo, al miracolo di una creatività fino ad allora a me sconosciuta: quella del grande attore comico. Studiavo Totò con avidità, e potevo vederlo al meglio anche perché Pier Paolo gli forzava un po' la mano chiedendogli di non accomodarsi pigramente nel suo noto repertorio mimico e gestuale. Ricordo che Totò era diffidente all'inizio. Di Pier Paolo sapeva solo che era un regista molto amato dalla critica. Non si fidava del senso comico di un regista intellettuale. E non aveva torto perché a Pier Paolo mancava totalmente il senso della comicità. Quel poco di comico che compare nei film di Pasolini lo si deve a Sergio Citti, che sa, quando è in animo, far ridere. Ma Pasolini non volle Totò per far ridere. Lo scelse per la sua poetica, metafisica leggerezza. I grandissimi comici si riconoscono proprio dall'inconsistenza sociologica, dal loro inebriante giocare con il nulla.
Fu in questo periodo che incominciai a prendere una certa sicurezza in me. I fantasmi presero a sbiadire nella seconda metà degli anni Sessanta. Il mio rapporto con Pier Paolo, insomma, si faceva adulto. Parlavamo di più, con più scioltezza.
Un giorno lasciai sulla sua scrivania, nello studio di via Eufrate, la raccolta dei miei "studi" sulla piccola borghesia. E già il giorno dopo mi chiama. Ci vediamo subito e mi dice: "Lascia perdere gli altri racconti, stacca Un borghese piccolo piccolo e lavora solo su quello!"
Purtroppo quando morì, sulla scrivania di Pier Paolo c'erano le bozze firmate Garzanti del mio primo romanzo. Voleva scrivere lui la quarta di copertina. Non fece in tempo.
All'alba della mattina del 2 novembre del 1975, giorno del mio compleanno, Graziella mi telefona a casa quasi in lacrime dicendomi che Pier Paolo, quella notte, non è rientrato: era la prima volta che capitava. Telefonai subito a mio cognato, che era capitano dei Carabinieri e gli chiesi di informarsi se nella notte a Roma era successo qualcosa di tragico. Mi richiamò dopo pochi minuti e mi dette la brutta notizia, ancor prima che fosse ufficiale, perché non era certo al cento per cento che quel cadavere fosse di Pasolini.
Durante i primi anni che seguirono la morte di Pier Paolo assistetti allo scempio consumato contro la sua memoria: bugie, sorde vendette, volgari strumentalizzazioni, libri strenna, biografie affrettate, sordide speculazioni, sciacallaggi d'ogni genere. Si fecero in disparte, lontani dalla fiera, e non aprirono bocca solo coloro che l'avevano amato di più: Attilio Bertolucci, Elsa Morante e Giorgio Caproni. Perfino Moravia non riuscì a trattenere il suo narcisismo.
Potrei passare ore e ore a raccontare il tempo passato accanto a Pier Paolo, in giro per Roma, sui set dei film, nelle case di Roma, di Chia e di Sabaudia...
Nella mia marginale presenza nella biografia ufficiale di Pasolini pochi sono invece i fatti narrabili. Ci sono tantissime, invisibili vicende che sarebbe bene lasciar vivere nei ricordi più intimi e personali. Vincenzo Cerami
Come per moltissime persone, anche per me il 2 novembre è il giorno del ricordo, il giorno in cui tornano alla mente tutti coloro che ci hanno lasciato e i cui passi su questa terra non potremo più seguire. Sono le persone che abbiamo amato, a cui siamo stati legati da sentimenti incancellabili, o che ci hanno trasmesso amore, valori e conoscenza. E che continuiamo a rivedere con l'«occhio interiore» quando ripensiamo a ciò che ci hanno lasciato, cioè al patrimonio prezioso di affetti, di esempi, di insegnamenti.
Ora, con alcuni amici, sono qui, attraverso queste pagine che sono anche testimonianza di un ricordo che continua nel tempo – e che con il tempo pare addirittura renderne più viva e vitale la figura – a continuare a pensare, anche a rimpiangere, Pier Paolo Pasolini. Uno di noi, ma soprattutto un uomo che con grande generosità, spesso con sacrificio e sofferenza, ci ha lasciato una profondità di pensiero, rivelata in tutte le sue opere, che per molti di noi rappresenta una irrinunciabile lezione di vita, che consiste anche e soprattutto nella considerazione nei confronti dell'«altro», del «diverso», dell'emarginato. Vale a dire, per le persone o le comunità che lottano per non essere cancellate, per sopravvivere, per affermare i propri diritti, la propria contrarietà ai soprusi, alle violenze, alle prevaricazioni.
Penso che trentacinque anni siano più che sufficienti per rendere incontestabile la grandezza di Pasolini come poeta, saggista, narratore, regista, autore teatrale e cinematografico, studioso di arte allo stesso modo che dell'animo umano. Il fatto che il suo messaggio sia così attuale da richiamare un'attenzione continua sulle sue opere (e in qualche caso di riaccendere perfino polemiche o tentazioni censorie), è dimostrato dalla miriade di iniziative che si tengono continuamente, in Italia e all'estero, sulla sua personalità e sulle sue opere. Manifestazioni delle quali ho fin qui tentato di dare il più ampio e puntuale resoconto. Il suo nome suscita sempre interesse e, unendo competenze politiche e culturali, ha fatto di Pasolini un osservatore attentissimo delle trasformazioni sociali, con giudizi che spesso stupiscono per la radicalità e dai quali non si può tuttora prescindere. E che aiutano anche ad analizzare e a comprendere le origini dell'attuale situazione di degrado politico, civile, ambientale che si registra nel nostro Paese. Angela Molteni
Pasolini era un’anima bella. Conosceva razionalità e passione, impegno e saggezza. Conosceva l’intelligenza, il sesso, l’amore. Conosceva Ninetto Davoli e Moravia, i giovani della Fgci e quelli della stazione Termini, Maria Callas e Totò. Ha fatto film e romanzi, articoli e poesie.
È difficile districare il Pasolini regista dal narratore, dal poeta, dall’opinionista. Mi mancano oggi nella stessa misura i suoi film, i suoi romanzi, i suoi articoli, le sue poesie. Mi manca soprattutto la sua opinione su ciò che è avvenuto dopo la sua morte, in questi vent’anni. Pasolini e l’Aids;
Pasolini e le lettere di Moro; Pasolini e Berlusconi; Pasolini e Internet. Mi manca quella lucidità che aveva nel decifrare il presente, quella lucidità che fu spesso scambiata – sbagliando – per chiaroveggenza. Che lo portava a scrivere ciò che al momento spesso non riuscivo a condividere ma che avrei condiviso magari sei mesi o due anni dopo: Pasolini e le lucciole, Pasolini e l’aborto, Pasolini in un dibattito a Villa Borghese, qualche mese prima della sua morte, e io che sentivo la sua voce – la sua voce immensa – ma non riuscivo a vederlo in faccia perché davanti a me, seduto per terra, c’era uno con un enorme cappello che me lo nascondeva.
Ma non si deve parlare di Pasolini solo in termini di assenza perché Pasolini è caparbiamente presente nella società di oggi, malgrado ogni esorcismo ed ogni censura.[...]Ed è presente nel suo cinema intenso e disadorno, come nella sua letteratura bella e discontinua che rimarrà comunque una sponda non marginale della letteratura del Novecento. [...] Francesco De Gregori
In Uganda la proposta di legge contro le persone gay è stata reinserita ieri nell'agenda parlamentare. Il testo della proposta di legge è rimasto più o meno lo stesso di quello della scorsa legislatura. Nel testo sono state incrementate le aggravanti per gli atti omosessuali con forti rischi che la pena di morte, in alcuni casi, tramite altri articoli di legge in vigore, si possa applicare molto facilmente.
Il principale sostenitore del disegno di legge, è il deputato David Bahati, che l'anno scorso ha difeso il disegno di legge per Rachel Maddow, oggi è il presidente del partito di governo NRM.
Le pressioni internazionali sembrano non avere in questo momento effetto sui parlamentari; per molti di loro tali pressioni non possono interferire con alcuni aspetti della cultura e delle credenze ugandesi. Il Governo ugandese, che è in difficoltà per cause collegate alla sua azione autoritaria, potrebbe cercare di usare nuovamente il decreto per sviare l'attenzione anche se molti paesi occidentali, donatori, hanno detto che in caso di approvazione della legge bloccherebbero gli aiuti.
Pare che se la proposta di legge arriva al voto, molto probabilmente verrà approvata, senza che il Presidente Yowery Musaveni possa opporsi, nemmeno con il suo potere di veto.
Alcuni attivisti di Ong locali segnalano che a Kampala c'è un incremento di atti di omofobia e molti di loro sono dovuti intervenire per garantire forme di protezione e aiuto alle persone omosessuali e ad alcune Associazioni. In questi giorni sono state attaccate violentemente due sedi di organizzazioni Lgbt e c'è stato un tentativo di aggressione nei locali di Sexual Minorities Uganda (l'Associazione nella quale militava David Kato Kisule). Inoltre è stata incendiata la casa di un attivista che fortunatamente e' riuscito a scappare dal suo letto prima che la casa venisse distrutta quasi. Un paio di locali di ritrovo per lesbiche e gay sono stati chiusi.
La leader ugandese di Smug, Kasha Jacqueline Nabagesera, è costretta a nascondersi per paura di rimanere a lungo nello stesso posto. La polizia e le forze di sicurezza regolarmente la fermano e la minacciano.
A Ginevra la delegazione del Governo ugandese, durante la revisione del rapporto sullo stato dei Diritti Umani, ha riaffermato che la proposta di legge e' un atto parlamentare e che in quanto tale il governo non può fare nulla per bloccarlo.
L'Associazione Radicale Certi Diritti ha immediatamente informato i partecipanti al Congresso di Ilga-Europe, i membri dell'Intergruppo Lgbt al Parlamento Europeo, Matteo Mecacci, Presidente della Commissione Democrazia, Diritti umani e questioni umanitarie dell'Assemblea parlamentare dell'Osce, di quanto è venuta a conoscenza nella speranza che si attivino quanto prima tutte le azioni politiche necessarie.
APERTA A TORINO LA 15^ CONFERENZA ANNUALE DI ILGA-EUROPE CON 340 DELEGATI DI 40 PAESI. TRA I PARTECIPANTI ANCHE L'ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI, EMMA BONINO, VICE-PRESIDENTE DEL SENATO E ANGELO PEZZANA, FONDATORE DEL FUORI, ANNA GROTZ, LA TRANSESSUALE POLACCA APPENA ELETTA DEPUTATA.
Si è aperta oggi a Torino la 15^ conferenza annuale di ILGA Europe, organizzazione di cui fanno parte le più importanti Associazioni Lgbt europee. L'evento si svolge in un anno ricco di anniversari che ha visto la Città di Torino protagonista: il 150° anniversario dell'unità d'Italia con Torino capitale, la nascita a Torino, 40 anni fa del "Fuori!", il primo movimento gay italiano. A Torre Pellice, in provincia di Torino, si svolse 30 anni fa la prima conferenza ILGA World, ospitata dai Valdesi e organizzata dal "Fuori!". A Torino ricorre anche il decimo anniversario dell'istituzione del servizio LGBT del Comune, il primo e più longevo esempio italiano di ufficio che permette l'implementazione di politiche antidiscriminatorie a livello locale.
La conferenza è stata organizzata dal Comitato ILGA Europe Torino 2011 di cui fanno parte varie associazioni locali, tra le quali il Coordinamento Torino Pride, e nazionali, tra queste anche l'Associazione Radicale Certi Diritti che partecipa con una delegazione composta da Enzo Cucco, Gabriele Murgia e Yuri Guaiana.
Il titolo della conferenza è: "Diritti umani e valori tradizionali: scontro o dialogo?". Si articola in quattro giornate di lavoro, dal 27 al 30 ottobre, e vi partecipano 343 delegati da più di 40 paesi d'Europa e varie personalità del panorama politico europeo. Si confronteranno sui diritti delle persone LGBT in Europa e sulla lotta alle discriminazioni.
Tra le personalità partecipano Emma Bonino, vice-presidente del senato; Angelo Pezzana, fondatore del FUORI!, Robert Biedron, primo parlamentare polacco dichiaratamente gay, Anna Grodz la neoeletta parlamentare transessuale in Polonia, Jeffrey Dudgeon, che per primo ricorse nel 1981 alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo la cui sentenza, dopo 6 anni di giudizio, portò alla decriminalizzazione dell'omosessualità in Irlanda, Joke Swiebel e fondatrice, nel 1999, dell'Intergruppo per i diritti LGBT al Parlamento Europeo.
I lavori si articoleranno in sedute plenarie e workshop dedicati, tra l'altro, alle strategic litigations, alla lotta alla violenza omofoba, a come interagire con la Commissione europea, alle politiche di integrazione nell'ambito del lavoro, alla condivisione di buone prassi, al bullismo omofobo, a servizi sanitari inclusivi, al libero movimento dei diritti, all'HIV,all'intersessualità. E' da segnalare poi un workshop specifico dedicato all'Italia, intitolato: "Misoginia e omofobia nell'Italia di Berlusconi: l'estetica femminile e il corpo lesbico.
L'Associazione Radicale Certi Diritti contribuirà, con la sua esperienza, soprattutto ai lavori sulle strategic litigations, le buone prassi e il libero movimento dei diritti, presentando lo stato della propria attività, anche in previsione dei seminari più operativi che si terranno a Strasburgo in novembre ai quali parteciperà una propria delegazione.
Continuano i rastrellamenti della polizia irachena ai danni dalla comunità lgbt. Il 15 settembre scorso, 25 uomini sono stati arrestati, nella città di Kalar, a nord di Baghdad, durante una festa privata.
Di questi, ne sono stati scarcerati solo 3, e solo per le proteste di numerose associazioni per la difesa dei diritti umani. Degli altri 22 non si conoscono le condizioni di salute, né il luogo di detenzione. Tantomeno sono stati formalizzati capi di accusa.
A denunciare l'accaduto è la Iraqi Lgbt, associazione irachena transfuga a Londra a difesa dei diritti della comunità gay, lesbica e transgender in Iraq.
Tra il 2003 e il 2009 sembra siano più di 700 le vittime di quella che sembra una vera e propria pulizia sessuale. Attivisti per i diritti dei gay e semplici cittadini vengono picchiati, arrestati, rapiti e spesso giustiziati sommariamente a causa del loro orientamento sessuale, vero o presunto.
Nell'immensa casistica registrata dall'associazione figura anche l'omicidio di un bambino, sospettato di comportamenti sessuali contrari alla morale.
Dalla caduta del regime di Saddam Hussein, milizie sciite e plotoni di polizia compiacenti attuano sistematicamente una lotta extra-legale all'omossessualità nel paese. Sebbene nessuna legge condanni ufficialmente l'omosessualità, la pesante fatwa dell'ayatollah Ali Al-Sistani pesa sulle teste dell'intera comunità dal 2006.
Deposto il rais e distrutta la società civile e laica, i gay in Iraq si trovano a dover vivere in condizione di clandestinità e continuo pericolo: rastrellamenti casa per casa, raid nei luoghi di ritrovo, processi organizzati in corti islamiche non riconosciute dal governo centrale con il solo scopo di dichiarare colpevoli di immoralità gli imputati, sono ormai all'ordine del giorno.
Il gruppo di Iraqi Lgbt opera in segreto da diversi anni, garantendo protezione in case-rifugio per i cittadini iracheni vittime di persecuzione da parte della polizia e dei fanatici religiosi, arrivando anche a organizzarne la fuga all'estero.
Dopo la pubblicazione del numero zero che ha dedicato il tema di copertina alla situazione incivile delle carceri italiane, il nuovo supplemento della storica rivista di area radicale "zUmma" sui matrimoni omosessuali con "Andiamo a Nozze"
Su www.quaderniradicalionline.it è possibile scaricare il mensile che fra l'altro contiene: agenda radicale, sulla campagna per il divorzio breve; ieri dicevamo, sul finanziamento pubblico ai partiti e la storia che si ripete; visioni, con interviste a Silvano Agosti e Giorgio Albertazzi e un approfondimento su le "pre-visioni" di Marshall McLuhan nel centenario della sua nascita.
IL MESE di Quaderni Radicali – n.1 novembre 2011. Per saperne di più consulta l'anteprima scaricabile gratuitamente su
a Reggio Emilia e' iniziata un'altra causa-pilota di Affermazione Civile per far si' che le coppie dello stesso sesso, se formate da un italiano e un non comunitario, possano vivere legalmente in Italia. La sentenza e' attesa entro circa un mese.
Partecipa anche tu alla campagna InformeRai. Reclama il tuo diritto all'informazione su liberta' sessuali e discriminazione di genere.
Dopo il premio Marenostrum di Viareggio a David Kato Kisule, accogliamo con gioia anche la notizia che la nostra amica ugandese Kasha Jacqueline Nabagesera e' stata insignita del premio Martin Ennals a Ginevra, e' la prima persone ancora in vita e non carcerata a riceverlo.
Successione, accordi prematrimoniali e patti di convivenza: l'associazione radicale Certi Diritti saluta positivamente le proposte di modifica del codice civile fatte dal congresso nazionale del notariato. Leggi >
Fermo. Prostituzione, la Giunta annulla le multe. Leggi>
Regione Liguria, commissione contro discriminazioni sessuali. Leggi>
Gay e musulmani: nasce il primo gruppo italiano. Leggi>
TV Radicale 16/10/11: Spazio "Certi Diritti", Conversazione di Riccardo Cristiano con il Dottor Ivan Orrico, Laureato in Scienze Politiche all'Unical di Cosenza, che ha presentato una tesi, dal titolo " L'altra faccia dell'amore. - Una ricerca nella comunita' gay calabrese" Guarda la trasmissione>
Divorzi rapidi e a basso costo. In Romania per dirsi addio. Leggi>
Londra: scandalo gay per il ministro conservatore Fox. Leggi>
San Marino. Associazione Lgbt: 'Gay discriminati sul Titano'. Leggi>
E' omosessuale il nuovo sindaco di Lussemburgo. Leggi>
La consegna del premio a Kasha Jacqueline Nabagesera, presidente di Faruganda, per la sua lotta contro la discriminazione delle persone omosessuali in Uganda. Per la prima volta il premio e' stato conferito a una persona ancora in vita e non incarcerata. Guarda il video (in inglese)>
"Reato di omosessualita'", giovane condannato all'impiccagione in Iran. Leggi>
Indonesia, i gay e i transgender perseguitati. Leggi>
La singolare storia australiana del ministro Penny Wong. Leggi>