Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

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21 gennaio 2026

MESSA IN SUFFRAGIO DI ALFREDO ORMANDO GIOVEDI 22 GENNAIO ALLE ORE 12 ALLA CHIESA DELLE SUORE A PALAZZO BUTERA A BAGHERIA.



Nel ventottesimo anniversario della morte del poeta e scrittore gay Alfredo Ormando, avvenuta in ospedale il 22 gennaio 1998 dopo 9 giorni di straziante agonia, per essersi il 13 dello stesso mese dato drammaticamente fuoco in piazza San Pietro a Roma, in segno di protesta contro l’allora omofobico integralismo cattolico, sarà celebrata da Padre Francesco Michele Stabile una messa in suo suffragio nella chiesa delle suore a Palazzo Butera giovedì 22 gennaio alle ore 12.

Ormando in vita, in quanto omosessuale, non è stato mai oggetto né di amore fraterno né di amore cristiano.

E’ lui stesso a scriverlo e a ricordarlo al fratello Angelo in una lettera del 26 dicembre, due settimane prima di andarsi a suicidare in Vaticano, ricordandogli appunto tra l'altro l’odio caino di un suo fratello, che giunge persino a dirgli in sua presenza e alla presenza di estranei: " Se potessi ucciderti con le mie mani, lo farei".

 Inoltre Ormando, che non faceva mistero della sua omosessualità, neppure in casa del suo amante, di famiglia cattolicissima e tradizionalista, è stato oggetto di attenzioni e di quell’amore cristiano che si deve al prossimo e che i cattolici osservanti non dovrebbero mai negare.

In casa infatti di questo suo amante Ormando è tollerato appena dai suoi familiari e solo per riguardo al congiunto, giacché quando questi lo incontrano da solo per strada, si voltano la faccia, negandogli persino il saluto.

Ma anche in convento, dove pure era andato a chiudersi in preda ad una crisi mistica, Ormando non troverà alcuna comprensione, giacché, quando colà viene a manifestare la sua omosessualità, viene bruscamente respinto.

E allorché il suo feretro, dopo il suo suicidio, giunge da Roma a San Cataldo, gli si celebra di certo in chiesa una messa, ma non in quanto credente omosessuale, giacché il sacerdote nel celebrarla tiene a precisare che Ormando non è affatto gay.

Celebrare pertanto giorno 22 una messa in suffragio di Alfredo Ormando è un atto cristiano  doveroso e assai significativo, perché in nome dell’amore, predicato dal Vangelo, l’amore per il prossimo, che non può né deve mai essere  negato a nessuno e tanto meno alle persone LGBTQ, alle persone di diverso orientamento sessuale, Ormando, sia pure in spirito, possa invece ricevere accoglienza nella Casa del Signore, dove, diversamente dalla quella paterna a San Cataldo e diversamente da quella dell’amante a Palermo, e persino diversamente da quella che aveva trovato in convento, in cui era andato misticamente a rinchiudersi, potrà essere finalmente accolto dall’amore grande e misericordioso di Dio.


Piero Montana 

Direttore Centro d'Arte e Cultura

Bagheria



14 gennaio 2026

Bagheria ricorda Alfredo Ormando: tra memoria storica e impegno civile. ( con Video).

 Bagheria, 14 gennaio 2026.

  Lo scorso 13 gennaio, l'amministrazione comunale ha reso omaggio alla memoria di Alfredo Ormando, lo scrittore e poeta sancataldese che nel 1998 scelse piazza San Pietro per il suo estremo gesto di protesta contro l'omofobia. 

 L'evento che si è svolto nella sala Martorana-Fumagalli di villa Butera è stato un momento di profonda riflessione sui diritti civili e sulla dignità umana che, ha visto la partecipazione del sindaco Filippo Maria Tripoli, dell'assessora alla pubblica Istruzione e Sport Antonella Insinga, dell'assessore alle Politiche Sociali Emanuele Tornatore, dell'assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Mineo e del consigliere Marco Tripoli. Presente anche il giornalista e scrittore Francesco Lepore.

Figura centrale della commemorazione è stato Piero Montana attivista storico e già consulente per i diritti civili sotto diverse amministrazioni bagheresi.                                                                         Montana, autore del volume "Alfredo Ormando - Altre poesie e prose di impegno civile", ha ripercorso con commozione la vita tormentata del poeta. 

Ad aprire la commemorazione è stato il sindaco Tripoli, che nel suo discorso introduttivo, ha voluto ribadire con l’impegno dell’amministrazione nella difesa dei diritti civili e nel contrasto a ogni forma di intolleranza. Tripoli ha ricordato il percorso di collaborazione avviato con l'attivista Piero Montana, citando come esempio tangibile di questo impegno la targa già installata in piazza Verdone in memoria dei "ragazzi di Giarre", Toni e Giorgio, uccisi nel 1980 a causa del loro amore. 

 Il momento più toccante della commemorazione è stato la lettura della lettera scritta da Ormando due settimane prima del tragico evento in piazza San Pietro. Il documento fu ritrovato nell'abitazione dell'amico e compagno di vita, Gaetano, che lo ospitò per molti anni. 

Montana ha ricordato come Alfredo sia stato vittima di continue discriminazioni: un isolamento non solo sociale ma anche culturale, dato che le case editrici dell'epoca rifiutavano sistematicamente le sue opere proprio a causa del suo orientamento sessuale. Oggi, grazie al lavoro di recupero di Montana, le opere di Alfredo sono accessibili a tutti presso la biblioteca comunale di Bagheria. 

  Alla commemorazione è intervenuto anche il giornalista e scrittore Francesco Lepore che ha espresso profonda vicinanza alla figura di Ormando. Lepore ha condiviso un parallelismo personale molto forte, ricordando come anche lui, durante gli anni in seminario, abbia subito il rifiuto delle istituzioni religiose a causa della propria omosessualità. Ringraziando per l'invito, Lepore ha sottoscritto pienamente l'analisi di Montana, sottolineando l'importanza di non dimenticare chi ha pagato con la vita il diritto di essere se stesso.

 Il sindaco Tripoli ha chiuso l'incontro con un annuncio concreto che segna la volontà della città di Bagheria di non limitarsi alla sola memoria orale. L'amministrazione ha infatti espresso l'intenzione di intitolare una via cittadina alla memoria di Alfredo Ormando e di installare una targa commemorativa per rendere perenne il monito contro l'intolleranza. 

Di seguito il Link al video della commemorazione: Bagheria ricorda Alfredo Ormando: tra memoria storica e impegno civile. (Video). - Città di Bagheria


8 dicembre 2025

Lettera di Piero Montana ad Aldo Ferrara, nipote prediletto di Alfredo Ormando,

  E' in uscita 

"Alfredo Ormando Altre poesie e prose d'impegno civile", l'originale ricerca storico-letteraria  di Piero Montana


Qui la lettera di Piero Montana ad Aldo Ferrara nipote prediletto di Alfredo Ormando, lo scrittore gay nisseno che per protesta contro la Chiesa si bruciò vivo in Vaticano il 13 gennaio del '98


"Bagheria, 5 dicembre 2025

Caro Aldo,
 ti comunico che ho già provveduto a comprare una casella di posta pec e che pertanto questa sera ho inviato al tuo Sindaco,Gioacchino Comparato, al suo indirizzo di posta protocollo@pec.comune.san-cataldo.cl.it, il mio comunicato stampa sulla pubblicazione del mio libro su tuo zio, unico libro finora scritto in Italia e, che io sappia nel mondo, sulla figura e l'opera di Alfredo Ormando.

 La pubblicazione di questo comunicato sul sito istituzionale del comune di San Cataldo é importante.
 Nel suo romanzo autobiografico "Il dubbio" tuo zio scrive che in
gioventù dovette scappare dalla sua città per essersi acquistato "la nomea di arrusu".
 E' bene allora che si sappia oggi che Alfredo, per essersi immolato per la causa omosessuale, nella storia del movimento LGBTQ+ ITALIANO ed INTERNAZIONALE é considerato uno dei protagonisti più importanti, e non solo per il suo gesto di protesta estrema contro la repressiva morale vaticana, ma anche per il suo lascito letterario che di questa protesta, contro tutte le strumentalizzazioni, é una indiscutibile testimonianza.

 Il sindaco Comparato per primo deve essere fiero di avere avuto un concittadino come Ormando e di dimostrarlo, facendo sapere a tutti gli abitanti di San Cataldo che su Alfredo oggi si fanno film, si scrivono poesie e libri per commemorarne la nobile e coraggiosa figura, che si é votata perfino al martirio, bruciandosi vivo in
piazza San Pietro a Roma il 13 gennaio del 1998.

 Volevo scriverti tutto questo in un messaggio privato ma poi ho pensato che é un bene rendere pubbliche le cose che qui ti scrivo. 

Vai nuovamente dal sindaco ed assicurati che egli faccia davvero
qualcosa per il tuo caro ed amato zio.

Piero

27 novembre 2025

Una strenna originale ? Un libro che dire speciale è solo un (gentile) eufemismo...

QUESTO NATALE REGALA/TI...

🌈 IN CAMMINO
– Cronaca di una affermazione di genere 2015-2023

- Lucca, Independently Published, 2023 - Nella collana "Quaderni" di Ethan Ricci
✅ "(...) Perché consiglio la lettura di questo libro? Perché si tratta di un testo politico, di denuncia di un sistema che appiattisce la verità personale, al fine di omologarla a ciò che è ritenuto conforme alla norma. Le parole di Ethan travalicano il binarismo, la rigidità dell’orientamento sessuale/affettivo, la gabbia degli stereotipi di genere. E nel farlo, Ethan accompagna il lettore nella sua vita, talvolta solleticando riflessioni profonde, talvolta suscitando rabbia e un senso d’ingiustizia difficili da smaltire. Non si tratta semplicemente della storia di una transizione, ma dello sguardo acuto di chi vive la precarietà degli “ultimi”, in un mondo votato all’apparenza e che, di contro, ci vorrebbe invisibili. Consiglio la lettura a tutt*. Alle persone più giovani, al fine di rifuggire schemi interiorizzati e tossici. Alle persone più adulte, che tardi nella vita hanno avuto o avranno modo di autodeterminarsi. In altre parole, consiglio la lettura alla comunità tutta, non solo perché Ethan non è uno scrittore improvvisato, ma anche perché queste pagine – che, a mio parere, dovrebbero essere accolte nella letteratura dei Gender Studies –, rivelano uno spessore umano molto, ma molto, raro."
(Alessandro Capodici) ✅ Ho sempre vissuto con lo sguardo puntato verso l’orizzonte. Una sbirciata alle scarpe, giusto un attimo per essere sicuro di non inciampare nei lacci, e poi avanti a cercare riferimenti verso cui tendere, orientarmi. Sono una camminatrice, un camminatore. E continuerò a camminare. Camminerò senza fermarmi, sperimentando ogni giorno vite diverse, diversi modi di essere, imparando i lineamenti delle mille maschere umane, le infinite espressioni dell’umanità. Sono stata tante cose, tante persone. Sempre la stessa, ogni volta diverso. Indosserò la mia pelle al contrario. Sarò l’altra parte di me, compiuta e visibile. Afferrerò la vita con mani di uomo e cuore di donna, parlerò con voce di uomo il linguaggio delle donne, avrò lo sguardo fermo che sempre ho avuto, ma questa volta il mondo abbasserà il suo e mi lascerà passare, perché sarò un uomo, una donna, l’incarnazione vivente di quel Dio che svuota le bocche degli stolti.

Ethan ------------------------------------- Editore: Independently Published Illustrato: sì Pagine: 387 Lingua: italiano Data di pubblicazione: 8 Settembre 2023 Dimensioni: cm. 15,24 x 2,24 x 22,86 Peso: gr. 517 ISBN-13: 979-8852834317 📚 Copertina flessibile: € 23,92 📚 Copertina rigida: € 52,00 👉🏼 Disponibile qui: https://amzn.eu/d/fiof81h

28 ottobre 2025

Nascita della Chiesa della Comunità Metropolitana

 

REVERENDO TROY PERRY
CHIESA DELLA COMUNITÀ METROPOLITANA

Il reverendo Troy Perry di Anthony Friedkin, 1973.

Era ora, dicono! Dato il grande interesse per il nostro vasto archivio di interviste (oltre 1.200 file!), stiamo trascrivendo le interviste complete e pubblicandole sul nostro sito. Il primo è il Reverendo Troy Perry. Poiché l'intervista è lunga 20 pagine, ne pubblicheremo solo un estratto. Potete leggere l'intervista completa qui e ascoltarla qui .

Il 17 gennaio 2019 ho intervistato per la prima volta il Reverendo Troy Perry. Il Reverendo Troy Perry è una figura di spicco sia nel campo religioso che in quello della difesa dei diritti LGBTQ+, noto soprattutto per essere il fondatore della Metropolitan Community Church (MCC). Nato il 27 luglio 1940 a Tallahassee, in Florida, ha fondato la MCC nel 1968, diventando la prima chiesa a servire specificamente i bisogni spirituali delle persone LGBTQ+, creando uno spazio di inclusione in un periodo di diffusa discriminazione.

La storia del reverendo Perry è una storia di coraggio e determinazione. Come ministro pentecostale ordinato, ha dovuto affrontare sfide profonde, tra cui il rifiuto da parte della sua chiesa dopo aver fatto coming out come gay. Imperterrito, ha trasformato le sue lotte personali in una missione per il cambiamento. Il primo servizio di culto MCC si è tenuto nella sua casa di Los Angeles con solo 12 partecipanti, ma il movimento è rapidamente cresciuto fino a diventare una confessione globale, che ora opera in decine di paesi e si batte per l'uguaglianza e i diritti umani.

Nel corso della sua carriera, il reverendo Perry è stato in prima linea nell'attivismo LGBTQ+, organizzando proteste e sostenendo cause come l'uguaglianza dei matrimoni molto prima che entrassero nel dibattito pubblico. Il suo contributo ha lasciato un segno indelebile nella lotta per la giustizia e gli è valso un ampio riconoscimento. Oltre alla sua attività di advocacy, la sua autobiografia, "The Lord Is My Shepherd and He Knows I'm Gay" , offre uno sguardo profondo sulla sua vita e sull'intersezione tra fede e identità.

La nostra conversazione ha esplorato il suo percorso, le sue riflessioni sulla fede e la sua visione del futuro dell'inclusività, offrendo una comprensione più profonda dello straordinario impatto del suo lavoro.

August Bernadicou, Direttore esecutivo del LGBTQ History Project

Il reverendo Troy Perry di Diana Davies, circa 1970.

Avevo 24 anni e mi ero appena trasferita a Los Angeles. Mia madre e lei, non l'uomo con cui aveva vissuto e che mi aveva maltrattata. Mia madre si era risposata e suo marito vivevano a Huntington Park. Mia moglie ed io andammo a trovarla e, come spesso capita alle madri, lei disse: "Sentite, voi due restate con me. Possiamo risolvere la cosa". Io dissi semplicemente a mia madre: "No. Non possiamo risolvere la cosa finché non so di più su chi sono e di cosa si tratta".

Quando ero a Los Angeles, ho incontrato una certa Madeline Nelson. Le ho detto: "Ci devono essere dei posti in cui i gay vanno assolutamente". Lei mi ha risposto: "Dovresti chiedere a mio figlio quindicenne". Non potevo crederci. Infatti, suo figlio mi ha detto: "Conosco un ristorante a Hollywood frequentato dagli omosessuali". Non ho chiesto a questo ragazzo come facesse a saperlo, ma sua madre mi ha detto: "Può venire con te lassù". Eravamo buone amiche. Sapeva che non ero interessata ai suoi figli.

Il figlio di Madeline Nelson è venuto con me al Pergolas Restaurant su Hollywood Boulevard. È stato molto interessante. Mentre ero lì, c'erano altri uomini gay. L'ho capito. All'improvviso, c'era qualcuno che... ero così stupido. In realtà stava guardando il figlio di Madeline, ma ha mandato un altro uomo gay a dire: "Ciao, mi chiamo Billy". Mi sono subito illuminato. Ho pensato: "È meraviglioso. Sto incontrando qualcuno".

Iniziammo a parlare, poi arrivò Willlie Smith. Willlie diventò il mio compagno di stanza. Non abbiamo mai avuto rapporti sessuali, ma eravamo i migliori amici del mondo. Willie ed io affittammo casa insieme. Poi, nel 1965, ricevetti una notifica dalla commissione di leva a Mobile, in Alabama. Dicevano: "Lo Zio Sam ha bisogno di te. È vero che non sei più pastore e che tu e tua moglie siete separati?". Risposi: "Sì, ma pago gli alimenti per i figli".

Mi risposero subito: "No, lo Zio Sam ha bisogno di te". Era il pieno dell'era del Vietnam. La guerra in Vietnam era in corso. Avevo già incontrato un sacco di gay. Willie conosceva ogni genere di gay. I miei amici gay mi chiesero: "Lascerai che ti arruolino nell'esercito? Spunterai la casella magica?". Io risposi: "Quale casella magica?". E loro risposero: "Proprio sotto tubercolosi e cancro ci sono tendenze omosessuali". Io risposi: "Non ho tendenze omosessuali. Sono omosessuale". E dissi: "Sì, andrò nell'esercito. Vengo dal Sud".

Ora, ripensandoci, so che era una questione culturale. In effetti, sono stato nell'esercito per due anni, e per me è stato come finire gli studi, proprio come si dovrebbe. Avevo un'autorizzazione NATO top secret in crittografia. Ero così onesto nell'esercito, ma non corrispondevo al loro stereotipo. Il loro stereotipo era che una persona gay non avrebbe mai sposato una donna. In secondo luogo, sono tornati a indossare di nuovo l'uniforme – niente di male in questo, ma non per me. Tutta la mia unità, ero semplicemente molto apprezzato dai soldati che erano nella mia unità.

Quando hanno fatto un giro di vite poco prima che partissi per tornare a casa, è stato davvero bizzarro. Anche in questo caso, stavano stereotipando le persone gay. Non riuscivano quasi mai a trovarne uno a meno che non ti chiamassero. Andavo nei bar gay. C'erano bar gay in Germania. Ero di stanza in Germania, ed è stato semplicemente incredibile. Ho scoperto Amsterdam. Quando sono andato ad Amsterdam, ero lì a parlare con un ragazzo gay al COC in uno dei locali gay. Ho alzato lo sguardo e sono entrati due poliziotti olandesi. Sono rimasto scioccato. Ho chiesto: "Non hai paura?" e lui ha risposto: "Di cosa?". Ho risposto: "Sono appena entrati due poliziotti. Erano in uniforme". E lui ha detto: "No, sono qui solo per bere una birra". Era l'esatto opposto di Los Angeles. Avevamo il peggior dipartimento di polizia del mondo. Ogni gay lo diceva.

In altre parole, la differenza tra ciò che vedevo lì inconsciamente mi ha davvero messo le cose in prospettiva. Dopo due anni nell'esercito, mi hanno dato fiducia in me stesso. Di nuovo, ero il tipo mascolino.

Quando sono tornata a casa, eccomi qui, una persona che era stata nell'esercito. Poi, diverse cose hanno iniziato ad accadere molto rapidamente. Mi sono innamorata per la prima volta nella mia vita di un uomo. A volte dico che sono stati sei dei mesi peggiori e migliori della mia vita. Non è proprio vero. È stato allora. Ho pensato che fosse semplicemente orribile dopo che ci siamo lasciati.

Nel mezzo di tutto questo, mi sono ritrovata... quando lui se n'è andato dalla mia vita, ho cercato di tornare in chiesa. Non riuscivo a trovare nessuna chiesa dove andare. Ogni volta che ci andavo, di solito resistevo tre domeniche.

La prima domenica, notarono che conoscevo le Scritture e sapevo leggere. Frequentavo la classe della scuola domenicale per giovani adulti. Quella è la "fabbrica dei matrimoni" nei gruppi protestanti.

La seconda domenica mi chiedevano di pregare o di leggere le Scritture, e io lo facevo. Poi, la terza domenica, mi chiedevano: "Sei sposato?". Io rispondevo: "Stiamo divorziando". "Perché?" e io rispondevo: "Perché sono omosessuale". Mia madre mi diceva sempre: "Troy, perché devi dire a tutti che sei omosessuale?". Io rispondevo: "Mamma, non voglio dirglielo", ma me l'hanno chiesto. Non mentirò mai più su questo argomento".

Il reverendo Troy Perry di Ted Sahl, 1979.

Ora, ho incontrato persone gay, ma il mio compagno mi ha abbandonato. Ho preso una lametta, sono entrato in una vasca da bagno e mi sono tagliato entrambi i polsi. Ho pensato: "Oh, Dio, questo non è giusto. Non puoi amarmi, dice la chiesa. Dicono che sono un abominio. La persona di cui ero innamorato se n'è andata dalla mia vita". Ho detto: "Non voglio più vivere".

Willie Smith tornò a casa e bussò alla porta del bagno. Quando non risposi, capì che ero molto depressa per la rottura. Sfondò la porta e chiamò i vicini perché lo aiutassero a tirarmi fuori dalla vasca, mi mise dei lacci emostatici alle braccia, mi vestì e mi portò di corsa al County General Hospital qui a Los Angeles. Lì, piangevo in modo incontrollabile e aspettavo che arrivassero i dottori. Probabilmente è stata la cosa più vicina a un esaurimento nervoso che abbia mai provato in vita mia. Nel mezzo, una donna afroamericana in uniforme da infermiera entrò e disse: "Sai una cosa? Non so perché l'hai fatto, ma non puoi parlare con qualcuno? Non puoi semplicemente alzare lo sguardo?". Mi fece di nuovo scattare ogni tasto religioso. I miei tasti spirituali, li chiamo io. Crollai di nuovo, piangendo. Quando se ne andò, mi lasciò questa rivista e io pregai. Ho detto: "Dio", ho detto, "ho commesso questo peccato in Romani 1:26-28. Non è il peccato dell'omosessualità, ma ho trasformato il mio partner in te. La Scrittura dice che è sbagliato. È colpa mia".

A quel punto, entra il medico. È il poliziotto cattivo. Dice subito: "Non so perché l'hai fatto, ma è una follia". Poi aggiunge: "Sei troppo giovane per questo", facendomi sentire ogni punto in entrambe le braccia mentre mi ricuciva. Alla fine, mi chiede: "Starai bene o devo rinchiuderti per 72 ore?". Quella era la legge in California. Se eri un pericolo per te stesso o per gli altri, potevano tenerti in un reparto psichiatrico.

Gli ho chiesto: "Cosa ne pensi?". Lui ha risposto: "Penso che tu abbia bisogno di essere preso a calci in culo per tutto l'ospedale. Questo è quello che penso anch'io". Lui ha aggiunto: "Non deciderò io per te. Prendi tu la decisione. Non la prenderò io. Dimmelo tu. Starai bene o no?". Gli ho detto: "Starò bene". Durante la mia preghiera prima che entrasse, ho sentito quella che nella chiesa pentecostale chiamavamo la gioia della mia salvezza. Era come se potessi sentire Dio lì con me. Poi è entrato Willie e mi ha detto: "Mi hanno detto che potevo accompagnarti a casa", e mi ha accompagnato a casa.

La mattina dopo, doveva andare al lavoro. Entrò nella mia camera da letto e mi chiese: "Starai bene o devo restare con te?". Gli risposi: "No, starò bene". Quando se ne andò, ero lì sdraiata, pensando: "Oh, mio ​​Dio, devo andare a comprare delle maniche lunghe da qualche parte". Se il mio lavoro, se Sears, Roebuck avessero saputo che avevo cercato di suicidarmi, mi avrebbero licenziato. Lo so che lo avrebbero fatto.

È così divertente. Dopo aver tentato il suicidio, la prima cosa a cui pensi è: "Oh, Dio, devo ancora guadagnarmi da vivere". E con questo, all'improvviso, mi è tornata in mente quella sensazione che avevo provato la sera prima quando avevo pregato. Poi mi ha colpito e ho detto: "Aspetta un attimo, non puoi essere tu, Dio. Non puoi amarmi. La mia chiesa mi ha detto che non puoi. Qualunque cosa io stia provando, non puoi essere tu. Semplicemente non puoi amarmi perché sono ancora un omosessuale praticante. Questo non è cambiato".

Con questo, dico alla gente, 50 anni dopo, che Dio mi ha parlato con una voce calma e sommessa nell'orecchio della mente e mi ha detto: "Troy, non dirmi cosa posso e cosa non posso fare. Ti amo. Non ho figliastri". Con questo, ho capito che potevo essere cristiano e omosessuale. Ci sono voluti alcuni mesi prima che finalmente mi rendessi conto: "Mio Dio, se Dio ama me, allora deve amare anche le altre persone gay".

Quella fu una rivelazione per me, e poi pensai: "Non riesco a trovare un posto dove andare in chiesa". Eppure, Dio, so che le Scritture me lo dicono, lo so. Primo, mi hai chiamato al ministero. Secondo, conosco quel passo della Bibbia. Hai detto: "Ti ho conosciuto nel grembo di tua madre". Sapevo tutto di te, dice Dio nelle Scritture ebraiche. Dissi: "Mio Dio, se Dio conosce me, Dio conosce anche gli altri".

Con questo, ho iniziato davvero a frequentare qualcuno. Sono uscita con un ragazzo. Siamo andati in un bar gay chiamato The Patch. Era il primo bar gay di Los Angeles, ma vicino alla zona del porto. Io e lui siamo andati, eravamo lì, e lui è venuto a offrirci una birra. Un altro amico era seduto lì, un uomo anziano, e Bill Hastings ha detto al mio appuntamento, Tony Valdez, che avevano iniziato a fare campeggio, a fare sesso, come lo chiamavano i gay all'epoca, e lui ha detto qualcosa di divertente. Il mio appuntamento ha detto qualcosa di ancora più divertente. Poi ha detto qualcosa di divertente. Poi il mio appuntamento ha detto qualcosa di davvero divertente. Bill si è avvicinato e gli ha dato una pacca sul sedere, ridendo.

Tornò, offrì una birra a me e al mio accompagnatore, e subito dopo si avvicinarono tre agenti della buoncostume in borghese. Scoprii più tardi chi erano: si avvicinarono e ci dissero: "Venite fuori con me". Chiesi: "Con chi state parlando?". Risposero: "Non con te". Tirarono fuori i loro distintivi e dissero: "Con lui". Arrestarono Tony e Bill. Ero semplicemente scioccato. Avevo visto tutto. Immediatamente, Lee Glaze, il proprietario del bar, saltò sul bancone e disse: "La buoncostume era qui. Hanno arrestato due dei nostri amici. Andiamo alla stazione di polizia. Faremo uscire di prigione le nostre sorelle". Questo è quello che disse.

Salimmo in macchina e andammo alla stazione di polizia. Quando entrammo, Lee aveva dei fiori con sé. Al bar si era alzato e aveva detto: "Ci deve essere un fiorista qui. Voglio comprare dei fiori da portare con noi". Quando arrivammo alla stazione di polizia, Lee era molto effeminato, si avvicinò al bancone e, vi assicuro, disse all'agente di polizia – eravamo circa in 12 lì –: "Siamo qui per far uscire di prigione le nostre sorelle". L'agente chiese: "Come si chiama tua sorella?". Lui rispose: "Bill Hastings e Tony Valdez" e spaventò a morte l'agente. Era la prima volta che vedevo una cosa del genere a Los Angeles.

Immediatamente, ha chiamato rinforzi. Non ce ne siamo andati. Ci sono volute circa sei ore per prenderli. Non volevamo lasciare la stazione di polizia. Alla fine, li abbiamo fatti uscire di prigione. Quando ho riportato Tony a casa mia, ha pianto. Ha detto: "Non sono mai stato trattato così. Uno dei poliziotti era ispanico, come me. Continuava a parlarmi in spagnolo. Diceva: "Chiamerò i tuoi genitori. Chiamerò il tuo lavoro. Gli parlerò di te". Ho detto: "Tony, non lo farà". Sono stata così stupida. Non ne avevo idea.

Dissi: "Senti, Tony, voglio dirti una cosa". Qui, sto cercando di testimoniare, come lo chiamiamo ora nella fede pentecostale, alle persone. Gli dissi: "Guarda, anche se pensassi che alla gente non importasse, a Dio sì". Tony mi rise in faccia, piangendo tra le lacrime. Disse: "Troy, sono andato dal mio prete quando avevo 15 anni, gli ho parlato dei miei sentimenti e lui mi ha cacciato dalle scuole domenicali cattoliche. No, Troy, a Dio non importa di me. Mi riporteresti a casa?"

Lo riaccompagnai a casa e tornai a casa mia. Quando lo feci, mi inginocchiai e pregai. Dissi: "Va bene, Dio, credo di aver ritrovato il mio posto nel ministero". Non riuscivo a trovare un posto dove andare in chiesa. Dissi: "Se vuoi che fondassi una chiesa che si rivolga in modo speciale alla comunità gay, ma che sia aperta a tutti, fammi sapere quando". Detto questo, quella vocina nelle mie orecchie disse: "Ora".

Detto questo, ho pubblicato un annuncio. Dovevo convincerli che non ero un ciarlatano. I proprietari di The Advocate non volevano vendermi l'annuncio. Dopo aver parlato con loro per circa 40 minuti, hanno detto: "Ehi, ehi, ehi, lo faremo. Ti daremo il tuo primo annuncio se ne compri altri due per i prossimi due mesi". Ho detto: "Ottimo, lasciami farlo a credito. Te lo darò, i soldi, dopo aver celebrato la prima funzione religiosa". Hanno accettato. Ho pubblicato un annuncio qui, Reverendo Troy Perry, e ho indicato il mio indirizzo di casa a Huntington Park, California".

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27 ottobre 2025

Keith St Clare /KSC) è morto - È MORTO! Riposa , KSC!

 

KEITH ST CLARE (1945-2025)
RIVISTA VANGUARD

Keith St Clare di Will Shellhorn, 2023.

Non so da dove cominciare con Keith St. Clare. Era presente nella mia vita, in modo significativo, e poi è scomparso. Nel 2019 ho scoperto la rivista Vanguard . Probabilmente era del gruppo Vanguard, da cui la rivista è nata ( leggi ) qui ), Compton's Cafeteria Riots, o la rivista stessa. A partire dal numero 2, la rivista Vanguard è nata da un'idea di Keith St Clare. Si autodefiniva "The High Scribbler".

Un numero del 1980 del The San Francisco Crusader lo descriveva come "un brav'uomo che si preoccupa dei problemi reali".

A 17 anni, il padre di Keith lo introdusse nell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, dove prestò servizio come riparatore di motori aerospaziali di stanza a Okinawa, in Giappone. Quattro anni dopo, nel 1966, tornò negli Stati Uniti e si stabilì a San Francisco. Immerso nello spirito della Summer of Love, Keith divenne direttore della rivista Vanguard , una pubblicazione dedicata agli emarginati, spesso rifiutati dai tradizionalisti assimilazionisti gay e dal mondo eterosessuale che cercavano di emulare. Vanguard offriva una piattaforma per giovani perseguitati, tossicodipendenti, persone trans, drag queen e tutti gli uomini e le donne gay, promuovendo un dialogo continuo con coloro che la società ha spesso ignorato o negato.

Ciò che rese l'opera di Keith straordinaria fu l'argomento trattato e il coraggio con cui la pubblicò con il suo nome e indirizzo attuali. Keith era la liberazione gay prima della liberazione gay. Pur ammettendo di aver avuto paura, attribuisce al suo addestramento militare il merito di avergli insegnato a proteggersi. Determinato a non diventare un martire, perseverò nella sua missione.

Il contributo di Keith si estese ben oltre Vanguard , che pubblicò fino al 1978. Continuò a lavorare nel teatro locale, a produrre 186 episodi del programma televisivo Young Ideas, trasmesso a livello nazionale e gestito da giovani, e a crescere oltre 600 bambini in affidamento.

Torniamo a Keith e me. Abbiamo parlato spesso durante la nostra collaborazione e ho registrato quasi tutte le nostre conversazioni, che sono state numerose. Oltre a essere di importanza storica, Vanguard era anche bellissimo. Sarebbe perfetto come libro da tavolo. Keith insisteva per averne copie complete a casa sua a Victoria, in Texas. Indipendentemente dallo stato del nostro rapporto, quest'idea mi è sempre rimasta in mente.

Essendo a New York City, non potevo andare a casa sua per trovare – e salvare – Vanguard . Ho scritto all'università locale e ho trovato un volontario che andasse da Keith. Non ho creduto al volontario quando mi ha raccontato storie su Keith. Keith, come leggerete, parla in poesia. Ha difficoltà a trovare il sostantivo e il verbo. Tuttavia, quando ha senso, le sue bellissime parole cantano.

Il volontario mi ha parlato della casa di Keith, che conteneva centinaia di scatoloni. C'era solo spazio per camminare. Tutto era un labirinto. Il volontario non ha mai trovato Vanguard . C'erano drammi gay, tra regine. Ho cercato di far funzionare la collaborazione, seppur a distanza.

Ho deciso che dovevo assolutamente andare a Victoria, in Texas. Nel febbraio del 2023, con un amico, ho intrapreso il viaggio. Quello che è successo è stata una serie di sfortunati eventi, tra cui una minaccia di morte da parte di un autista Uber pazzo, un motel infestato dai topi, centinaia di scatoloni, migliaia di dollari sprecati, un gatto morto e un vecchio maleducato. L'avventura si è dispiegata come un caleidoscopio di un viaggio psichedelico. C'è di più nella storia. Siamo stati lì per quattro giorni. E non c'era nessun Vanguard .

Quando ho iniziato a revisionare questa intervista, ho scritto: "Il telefono di Keith è stato spento per quasi un anno. Sei mesi fa, ho chiamato la polizia locale e ho chiesto loro di controllare come stava. Mi hanno richiamato, dicendo che era a casa e non voleva aprire la porta. Il tempo guarisce tutte le ferite e auguro il meglio a Keith. È importante e ha aperto la strada a persone come me. Di seguito è riportato un estratto della prima delle 52 registrazioni dell'intervista." ( Leggi l'intervista completa
 qui !)

Ora, molto è cambiato. Keith St Clare è morto (25 marzo 2025, alle 6:00 CDT). Circa tre settimane fa, ho chiamato di nuovo la polizia locale. Mi hanno detto che Keith era in una struttura in una città vicina. L'ho chiamato e abbiamo parlato. Era confuso e diceva di essere in un negozio di scarpe. Con un rapido lavoro investigativo, ho trovato le sue due sorelle sopravvissute. Questo ha riunito la famiglia, che ha potuto trascorrere del tempo con lui durante gli ultimi giorni della sua vita. Riposa in pace, Kieth St Clare. Grazie. PS: Puoi leggere il necrologio di Keith del Bay Area Reporter
 qui .

—August Bernadicou, Direttore esecutivo del LGBTQ History Project

Keith St Clare di sconosciuto, 1967.

August Bernadicou : Dove sei nato?

Keith St Clare : a San Antonio, Texas.

Agosto : Ti è piaciuto crescere lì?

Keith : Sì. In realtà non sapevo altro, ed ero ottimista. Pensavo che la vita fosse quella che era. All'epoca non c'erano molti paragoni. Non c'erano molte alternative, almeno non nel presente. Viaggiavo, ma viaggiavo dentro di me, non necessariamente fuori da dove mi trovavo. Quando viaggiavo, avevo sempre un motivo per farlo. Abbiamo lasciato la casa di famiglia a causa di un divorzio. Per quanto ne sapevo, mio ​​padre aveva improvvisamente divorziato da mia madre per sposare la governante. Avevo sette anni all'epoca, quindi ero senziente. Da bravo studente, avevo studiato geografia e un po' di storia. Mi piacevano i film storici quando uscivano al cinema.

L'ho vista come una cosa alla Enrico VIII. È difficile credere che tuo padre sia così mistico. Pensavo fosse un doppio gioco. Ciononostante, l'ho visto. Vivevo con sua moglie, quindi potevo vedere quanto fosse irascibile e a volte difficile convivere con lei. Lui cercava di mantenere una lingua neutra, mentre lei era al vetriolo. Durante tutta la vita di mia madre, non ho mai conosciuto un giorno in cui non si riferisse a mio padre in modo edonistico, diabolico, criminale o disgustoso. A un certo punto, il criminale diventa Robin Hood o, forse, Al Capone, o forse qualche figura buona o cattiva. Comunque, non faceva niente a nessuno che vedessi, e ci incontravamo di tanto in tanto. C'erano delle visite.

Le mie sorelle erano più piccole. Melanie ha due anni in meno, e l'altra mia sorella, Laurelee, ne ha sette. Pensavo a mio padre come alla persona che mi aveva portato a vedere il film di musica classica della Disney con tutti gli elefanti danzanti, l'ippopotamo e la volpe. Altri, ma soprattutto quello. Che film era quel film? Per me, era l'epoca dei grandi film, colorati e storicamente assurdi. Ero solo una piccola parte di eventi epici perché tutto questo sembrava così importante per me e per gli altri. Mi sono appassionato allo scoutismo.

Mia madre diventò capo scout. Improvvisamente, ero un capo branco. Ero un leader. Essere un leader significava assumersi la responsabilità delle cose. Dovevi fare le cose e provvedere alla tua squadra, o nel nostro caso, al nostro branco. Dovevi guadagnarti il ​​rispetto, ma non era poi così difficile perché, dopotutto, dovevi fare le cose prescritte nel libro blu e giallo. Dovevi leggere il libro. Certo, c'erano un sacco di imprecazioni, promesse, imparare cosa significasse, e così via. Sono rimasto nei Boy Scout per tutto il tempo trascorso a San Antonio e me lo sono perso quando ho compiuto 15 anni.

Mi sono trasferito da casa di mia madre a casa di mio padre perché volevo trascorrere almeno gli ultimi tre anni della mia adolescenza con lui e recuperare ciò che avrei dovuto perdere. Ho finalmente viaggiato con mio nonno, quando sono diventato abbastanza grande da poter essere utile, e lui lavorava per la Western Union. Viaggiava da un posto all'altro sistemando i piccoli dettagli e anche tutta l'altra attrezzatura. La riparava. Guidava un grosso furgone con molte librerie, scomparti e cassetti. Percorrevamo le strade a velocità ragionevoli, come zingari, con tutte queste cose.

Gli porgevo l'attrezzo o tiravo la cosa. Lui si arrampicava sul palo e imparavamo ad aggiustare le cose. Era anche un leader perché sapeva fare qualcosa che la gente aveva bisogno di fare e mostrava loro come farlo. Inoltre, ho iniziato a lavorare a otto anni, vendendo bigliettini. Di nuovo, per i Lupetti, li portavi al chiosco di beneficenza locale e compravi l'albero di Natale, biglietti di auguri, biglietti d'auguri o bustine di semi. Una volta sono stato morso da un cane. Tipico del Texas, questo è stato preso nel contesto di un'epopea. Dobbiamo imparare come avvicinarci ai cani e se scappare o no, cosa fare e quali potrebbero essere le conseguenze.

Come rispettare sia il cane che il proprietario e capire che il cane stava difendendo il suo territorio, a meno che non fosse malato. Forse ho tagliato l'erba, forse non ho ascoltato il cane quando mi avvertiva con i suoi piccoli guaiti. Di nuovo, è stato epico. Quando andavo a scuola, frequentavo una scuola cattolica, ma fu interrotta a causa della povertà, quindi vivevamo in un frutteto di mele, in una casa senza finestre e senza porte. C'era un braciere all'esterno e anche una pompa per l'acqua. Ogni giorno dovevamo aprire il cancello perché i messicani potessero entrare e raccogliere i frutti dal frutteto.

Lavoravano nel frutteto e a volte lavoravo con loro. Le donne e i bambini restavano a casa nostra. Preparavano il cibo sul fuoco. Avevo circa otto anni e mezzo, nove o giù di lì all'epoca. Era meraviglioso perché c'erano le donne messicane, tanto amore, i bambini, tanta felicità e allegria, e giocavamo con quello che avevamo. Imparai a giocare a shangai, a campana, a rincorrersi e altre cose del genere, e un po' di spagnolo. Poi, con il passare delle ore, gli uomini entravano e mangiavano quello che le donne avevano preparato fuori. Ogni giorno era un picnic. Nei giorni in cui non venivano, come il sabato, andavamo a piedi fino a scuola.

L'intero processo durò solo un anno. Andavamo a piedi a scuola, dove non potevamo andare perché era sabato. Non potendo essere a scuola, eravamo nei campi. Lei aveva problemi finanziari, quindi si assunse il compito di fare da guardiano a tutti quegli alberi carichi di frutti. Naturalmente, mangiavamo tutta la frutta che volevamo e avevamo tutta l'acqua che volevamo, finché riuscivamo a pomparla.

Il tempo era bello durante il periodo dell'anno in cui eravamo lì. Dormivamo sul pavimento e vivevamo grazie alla carità di questi immigrati, che ho avuto modo di conoscere. Portavano con sé la padella, le forchette e altre cose. Condividevamo con loro la casa, il gabinetto, l'acqua e il fuoco. Ci divertivamo moltissimo. Pensavo che fosse questo che la gente faceva.

Agosto : Ho letto una citazione su di te che ti definisce "un brav'uomo e un uomo a cui stanno a cuore i veri problemi". Quali sono i veri problemi a cui tieni?

Keith : Di nuovo, il vero problema epico della mia vita era mia madre e il suo odio per mio padre, e mio padre non c'era, e il sostegno che a volte arrivava e altre volte no. I primi problemi a cui mi sono preoccupato sono stati i veri problemi che riguardavano me e coloro che mi amavano e che io amavo. Ho deciso che una delle cose che dovevo fare era trovarmi un lavoro. Ecco perché quando sono tornato in città, e abbiamo ricevuto regolarmente il mantenimento da mio padre, ho accettato questi lavori perché guadagnavo soldi e potevo contribuire alla famiglia.

Finimmo per vivere in una casa che i miei nonni, mio ​​nonno in particolare, avevano comprato di fronte a casa sua. Avevo una nuova figura paterna e un nuovo scopo nella vita. Era un lavoro che potevo fare e che avrebbe aiutato immediatamente chi sapevo essere nel bisogno. Il lavoro di commesso viaggiatore si trasformò poi in quello di fattorino dei giornali. Quando fui abbastanza grande, diventò quello di fattorino dei pacchi. Mi compravo i vestiti da solo e contribuivo anche alla famiglia. Mia madre era ragionevole al riguardo, quindi lo facevo sempre – non sempre, ma avevo un po' di soldi. Avevo la mia piccola paghetta per comprare fumetti, caramelle e piccole cose al supermercato, che era davvero un supermercato, tornando a casa da scuola a piedi, a circa 10 isolati di distanza.

Era a San Antonio. Non so esattamente dove fosse il frutteto, ma era vicino a San Antonio, dove c'erano meleti, pere e così via. Le donne portavano altri prodotti che coltivavano nei loro piccoli orti, ovunque vivessero. Era di nuovo un'opportunità per risolvere problemi reali condividendo e prendendosi cura gli uni degli altri, guadagnando soldi se possibile, e così via. Poi ho iniziato a sentire di avere una chiamata, che avevo la vocazione a diventare prete, e ho parlato con il mio prete. Mi conoscevano bene perché ero anche un chierichetto.

A quel tempo, frequentavo una scuola cattolica ed eravamo molto poveri, quindi avevamo uno sconto enorme. Inoltre, mia madre lavorava alla fiera cattolica annuale e io facevo spesso il chierichetto. Questo era tutto. Rimasi lì dopo la scuola quando finalmente ottenne un lavoro militare come segretaria. Per me, risolvere i problemi era sempre quello. I problemi migliori da risolvere erano quelli che avrebbero aiutato gli altri e, poiché dovevo sopravvivere anch'io, avrebbero aiutato anche me e le persone a me più vicine. Mi sembrava semplicemente che la cosa da fare fosse diventare un po' come quello che immaginavo fosse il Dottor Zivago. Inoltre, in situazioni teatrali come "La vita è meravigliosa", che ho visto, non so quante volte mi sono ritrovato senza dita delle mani e dei piedi molto tempo fa.

Agosto : Quali sono stati alcuni dei problemi che hai risolto con Vanguard ?

Keith : Poi, crescendo, Vanguard è nato, ovviamente, dopo l'Aeronautica Militare e il periodo in seminario in cui studiavo per il sacerdozio. Vanguard è nato negli anni '60 e '70. Era il periodo in cui vivevo a San Francisco. A San Francisco, il problema per me era che pensavo di poter fare qualcosa. Ecco un'altra opportunità per fare qualcosa di unico. Non conosco nessuno che faccia quello che sto pensando di fare io. Quindi non devo essere competitivo. Devo solo essere, nel caso di una rivista, additivo.

Devo applicare le mie competenze per includere e non escludere, perché ho bisogno di volontari e di risorse. Ho iniziato a lavorare per la Glide Church. Cecil Williams e Jan Mirikitani gestivano la Glide Church, una coppia interrazziale e le due persone più cristologiche che abbia mai incontrato e con cui ho stretto amicizia. Quando sono andato a San Francisco dopo il servizio militare, ho deciso che era la città più bella che avessi mai visto e volevo vivere lì, così ho fatto. Comunque, mi sono trasferito a Hunter's Point, un quartiere molto difficile, ma non ho mai avuto problemi e ho vissuto in una piccola casa, lavorando per la Glide Church tutto il giorno.

Di nuovo, stavo imparando la metodologia per risolvere i problemi rendendo il mondo, almeno il tuo angolo, e il futuro, almeno il più possibile – qualunque fosse la missione, ho imparato a guidare facendo qualcosa che fosse, per quanto possibile, unico e speciale e avesse conseguenze di vasta portata, ma che ti permettesse anche di guadagnare abbastanza soldi per sopravvivere alle ore o ai minuti della giornata che avevi per te stesso, come mangiare e dormire. Il mio santo patrono era ancora Sant'Antonio e Padre Damiano dei Lebbrosi di Molokai. Entrambi sono sessuali nella visione mistica e grandiosa, eppure anche molto non fisici in termini di sesso come ricerca del piacere per se stessi.

Decisi che Vanguard sarebbe stata anche, in un certo senso, una guida. Andavo spesso in biblioteca e chiedevo libri sull'omosessualità, ma anche libri scritti da Sholem Aleichem, il precursore intellettuale di autori che raccontavano storie di galline e altri animali da cortile, e così via. Era un narratore. I suoi racconti classici divennero i racconti morali di altri autori in altri paesi. Sholem Aleichem era un nome che, naturalmente, adottò come proprio. Andai in biblioteca e conobbi bene il bibliotecario.

Eppure, era ancora da ragazzo che l'idea di scrivere cominciò a venirmi in mente, che si potevano scrivere cose, ed eccoli lì. Non ti assomigliavano, non ti suonavano, non erano te, ma erano permanenti. Cosa si può fare con questi scritti? Scrivevo quelli che in seguito ho scoperto essere testi di filosofia o saggi di opinione e cose del genere ogni volta che ne avevo l'opportunità, alle elementari e poi al liceo. Al liceo, ho avuto modo di scrivere per uno dei miei compiti scolastici, che consisteva nell'allestire le assemblee. Scrivevo battute e spunti che usavo come tecnico maldestro che saliva sul palco.

Arrivavano gli studenti, c'era un sacco di rumore e roba del genere. Mi facevo la figuraccia e poi parlavo al microfono, pensando che fosse tutto sbagliato. Facevo cose tipo farla strillare e cose del genere. Erano numeri preparati, che piacevano al preside. Certo, lo prendevo in giro. Scrivevo critiche e battute a riguardo. Solo un po'. Erano performance molto brevi. Non riuscivo a sostenerle per cinque minuti, quindi per meno. Venivano pubblicate perché tutti le sentivano, ma nessuno leggeva mai i miei copioni. L'ho fatto durante il mio ultimo anno di scuola a San Antonio, prima di trasferirmi a New Braunfels.

Sono entrata a teatro a New Braunfels, ma non sapevo recitare. Sapevo solo leggere. Potevo aiutare gli attori, ma non potevo recitare perché vivevo nel ranch di mio padre. Potevo andare a vedere gli spettacoli e ho imparato a truccarmi. Ho imparato che si poteva leggere un libro, il libro si intitolava "Trucco di Scena" di Gregory Corson. È ancora un capolavoro. Ho imparato che si poteva leggere un libro e si poteva padroneggiare un mestiere. Ho letto quel libro diverse volte e ho preso il materiale dalla scuola, tramite la scuola. La prima volta che mi sono truccata è stata durante la prova generale di uno spettacolo teatrale intitolato "Dove eri?", il 22 gennaio.

Era un dramma poliziesco. Era un dramma giudiziario che si concludeva quando la giuria del pubblico decideva se la persona fosse colpevole o innocente o se fosse in una situazione di stallo. Non l'abbiamo mai fatto, ma abbiamo fatto questo dramma nell'aula del tribunale comunale di New Braunfels. Di nuovo, ho imparato che si poteva scrivere qualcosa che poteva andare in un modo o nell'altro. Poteva essere molto reale, anche se in realtà era solo una messa in scena, ma avrebbe avuto delle conseguenze. I personaggi di questa pièce, gli imputati, di solito sono colpevoli o innocenti e vengono mandati a morte, il che ha gravi conseguenze.

L'avrei fatto solo se si fosse trattato di teatro. Dopo il servizio militare, durante il quale ho scritto molto e letto molto di autori realisti e pubblicazioni del Greenwich Village, che mi hanno aiutato a superare la guerra del Vietnam, sono stato complice? Sono stato una vittima? Sono stato un partecipante? Cosa ero? La mia opportunità di prestare servizio militare non era per combattere; era per aggiustare. Come nella serie televisiva M*A*S*H, sono diventato Radar. L'equipaggiamento radar, quello era il paziente per me. Ho imparato tutto quello che potevo sull'equipaggiamento.

Ho viaggiato nell'Aeronautica Militare sui C-130, carichi di equipaggiamento, e su questi grandi armadietti metallici mobili pieni di libri, libri sull'equipaggiamento, libri meravigliosi, meravigliosi, con viste esplose e tutti i componenti e tutte le cose e come farle, e come farle funzionare, e tutto il resto. Tutto quello che dovevo fare era leggere volumi e volumi. Potevo riparare qualsiasi cosa. Potevo ordinare i pezzi, e poi ho creato un sistema per tenere traccia di dove andava tutta l'attrezzatura in modo che se mi serviva un pezzo, potevo trovarlo, oppure potevo prendere un pezzo da qualcosa che era in discarica, dalla discarica del deposito, un pezzo da lì, e poi metterlo sul pezzo di equipaggiamento difettoso, ma poi continuare a ordinare per le cose che erano in discarica.

Alla fine tutto sarebbe stato utilizzato e poi distrutto o perso, o qualsiasi altra cosa, ma sostituito. Era l'esercito. Ho scoperto che c'era del buono in tutto questo perché sono salito di grado, quasi fino a sergente, ma ho rifiutato il grado di sergente. Potevo essere ricompensato per i miei scritti, le mie composizioni e la mia organizzazione di dove si trovavano le cose, cosa serviva e come tenerne traccia. Dopo l'Aeronautica, sono andato a San Francisco e sono finito prima a Hunter's Point. Era così lontano, quindi ho preso... invece, sono andato a Haight-Ashbury, non completamente informato su cosa stesse succedendo, ma erano gli anni '60.

Andai lì e affittai un appartamento di sei stanze in un palazzo d'angolo con vista sulla città. Il locale secondario al secondo piano costava 400 dollari al mese. Più o meno nello stesso periodo, ero nella fase successiva della Glide Church. Cecil condivise con me e altri la sua visione: voleva creare nel centro città un luogo per i senzatetto, i disoccupati, i tossicodipendenti e tutto il resto, oltre a programmi di ristorazione, istruzione e così via. Quando lo conobbi, era semplicemente un ottimo predicatore e una persona che non avevo mai visto in vita mia così cristologica.

Gran parte della filosofia di Cristo riguarda cosa fare, e c'è anche molto sacrificio personale. È anche realistica nel senso che ci sono pani o pesci da mangiare, e così via. L'ho interpretato nel contesto pratico, ma fuori dal letterale. Il letterale, pensavo, era una sciocchezza, ma quella lezione era mistica. Inoltre, Cristo era intollerante al bigottismo, e io sono migliore di te, e tu devi essere condannato e cose del genere, solo che non gli piacevano le persone che imbrogliavano nel cortile del tempio. Questo mi ha sempre dato fastidio. Non faceva molto per ricognirli e aiutarli; li cacciava semplicemente fuori.

Pensavo che non fosse del tutto giusto, e questo è il mio problema con Gesù come filosofo. Quando sono arrivato a Haight-Ashbury, ho incontrato la Communication Company. Era un servizio gratuito. Una persona poteva scrivere qualcosa, o digitare qualcosa a macchina, o disegnare qualcosa, e consegnarlo a loro. Se piaceva, ne stampavano 10, 50 o 100 copie. Tenevano traccia. Queste pagine venivano poi distribuite. Spesso venivano distribuite, e poi sparivano. L'unica persona che ne aveva una collezione era la Communication Company, il che mi sembrava un bene.

Questo è parlare al coro, non è vero? Perché la maggior parte di loro erano piuttosto ribelli e caustici, avevano un linguaggio scurrile e tutto il resto. Usavano le forme di stampa più economiche che potevano, che di solito erano quelle della fotocopiatrice della Glide Church. Alla Glide Church, li monitoravano, vedendo quanto la gente si preoccupasse, perché lì c'era un documento. Cecil ne parlava. Gran parte degli abitanti di Haight-Ashbury andava in centro la domenica, andavano a sentirlo parlare e lo mostravano.

C'era questo pensiero, e questo pensiero, ho pensato, questo è fantastico. Voglio farne parte, ma credo di voler avere un pubblico più ampio e cose del genere. Alla fine, ho ricevuto la mia buonuscita dall'esercito mentre vivevo per lo più alla giornata a Haight-Ashbury. Glide era anche la mia colazione, il mio pranzo e la mia cena. Era anche il mio abbigliamento perché lì si potevano trovare vestiti gratis e tramite i Diggers, che erano... i Diggers erano tutti per il gratis. Il gratis era gratis. Hanno trovato un posto, in realtà, che veniva dato loro gratuitamente. Era un negozio abbandonato. Prendevano le cose finché non dovevano pagarle e le distribuivano dal negozio gratuito.

C'erano bacheche di cose che si potevano fare gratuitamente e posti dove si potevano ottenere cose gratis. Ho pensato: "Questo è un altro concetto meraviglioso". I Diggers facevano colazione, pranzo e cena, ma fornivano anche un sacco di cose. È estremamente cristologico, senza il peso di tutto ciò che non fa questo e non fa quello. I Diggers erano anche... erano sessuali, ma non erano eterosessuali, gay o bisessuali. Lo erano e basta. Così come gli Angeli della Luce e le Cockettes che frequentavano i Diggers perché le Cockettes non guadagnavano un soldo degno di nota, e nemmeno gli Angeli della Luce.

Erano bellissimi. Gli spettacoli, ovviamente, erano gratuiti. È stato un momento epico, ma cosa posso farci? Non sono una farfalla. Non posso riprodurre la bellezza delle Cockettes. Sono teatrale, quindi posso fare qualcosa per loro. Posso occuparmi delle luci e trovare le cose, ma non ho la bellezza di queste farfalle, e non ho la squadra necessaria per far sì che tutte queste cose gratuite accadano qui. Non c'è motivo di competere con loro. Per l'amor del cielo, sarebbe ridicolo.

LEGGI L'INTERVISTA QUI

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26 ottobre 2025

La distorsione della protesta del Gatto Nero ... oops un giorno di ritardo !

 

Cantando il blues della riscrittura della storia gay:
Distorsione di protesta del gatto nero del 1967

DI DON KILHEFNER

Cartelli dei 200 manifestanti alla manifestazione dell'11/02/67 a Silverlake, che non erano lì per protestare contro il raid del Gatto Nero, come falsamente distorcono i revisionisti storici. Nota: nessuna delle tre parole proibite – omosessuale, omofilo, gay – né "Gatto Nero" compaiono sui cartelli. Per gentile concessione di ONE Archives presso le biblioteche della USC.

Un minuto prima di mezzanotte, alla vigilia di Capodanno, tutti gli occhi erano puntati sull'orologio per festeggiare e dare il benvenuto all'anno 1967 al Black Cat, un piccolo bar gay al 3909 di Sunset Blvd., nel quartiere di Silverlake a Los Angeles. Negli anni '60, Silverlake attraeva personalità creative e della controcultura grazie agli affitti bassi del quartiere, e lì era emersa e si stava sviluppando una tangibile enclave gay. Mentre la lancetta dei minuti del Black Cat segnava le 12, gioia, baci amichevoli e abbracci abbondavano tra i sostenitori gay, lesbiche e trans, una scena che si svolgeva pacificamente in tutta Los Angeles quella mezzanotte.

All'improvviso, si sono levate delle grida: "Siete in arresto!". Sei agenti di polizia in borghese nel bar hanno iniziato ad arrestare persone che mostravano affetto fisico tra persone dello stesso sesso in pubblico, un reato ai sensi dell'articolo 647(a) del Codice Penale della California, definito "condotta oscena e lasciva". Altri agenti in uniforme della polizia di Los Angeles che stavano aspettando fuori si sono precipitati al Black Cat mentre i clienti venivano brutalizzati mentre venivano ammanettati. Uno si è spinto violentemente a testa in giù contro il jukebox. Un altro lo ha colpito alla testa con la parte spessa di una stecca da biliardo, facendogli sanguinare. Un barista è stato picchiato fino a perdere i sensi. I clienti sono fuggiti attraverso una porta d'uscita per sfuggire all'arresto.

Alcuni sono fuggiti attraverso Sunset Blvd. verso un piccolo bar gay chiamato New Faces, inseguiti dalla polizia di Los Angeles. Uno è stato scaraventato a terra all'interno del bar. La proprietaria del New Faces ha chiesto un documento d'identità ed è stata anche lei scaraventata a terra. Il barista è stato trascinato attraverso il bancone, trascinato fuori e sbattuto brutalmente sul marciapiede, rompendosi la milza.

Quella sera, 14 avventori furono arrestati per "aggressione e atti osceni in luogo pubblico". C'è unanimità sui fatti di queste retate. Tutti i resoconti sulla brutalità della retata sono simili e indiscutibili: un altro violento esempio di disumanizzazione e oppressione di gay, lesbiche e trans prima di Stonewall.

Benvenuti nella pericolosa realtà di essere gay in pubblico, in luoghi non sicuri, nel 1967, quando il potere era totalmente nelle mani dei suprematisti eterosessuali. In realtà, la maggior parte degli eterosessuali di allora, e il LAPD fungevano da esercito di occupazione e controllo nei quartieri delle minoranze. Tali irruzioni nei bar gay erano comuni in diverse parti di Los Angeles e altrove negli Stati Uniti prima della Rivoluzione di Liberazione Gay. L'irruzione al Black Cat si distinse per essere stata particolarmente crudele e brutale.

La paura gay era diffusa all'epoca. Nella primavera del 1969, il mio ragazzo, Ricardo Alvarez, mi portò al mio primo bar gay a Los Angeles, una piccola birreria con un jukebox (vietato toccare o ballare) chiamata Crown Jewel, che si rivolgeva a una clientela gay latina, calorosamente accogliente. Nel centro di Los Angeles, tenevo nervosamente d'occhio la porta d'ingresso e l'altra quella sul retro, per ogni evenienza. Alla fine, la mia paura crebbe al punto che dovemmo andarcene.

In California, prima dei primi anni '50, un bar poteva perdere la licenza semplicemente servendo una bevanda alcolica, anche una birra, a una persona gay o lesbica. Era contro la legge. Una storica sentenza della Corte Suprema della California del 1951 (Stouman contro Reilley) annullò quella legge. Poi, lentamente, iniziarono ad apparire, con cautela, qua e là, bar che servivano clienti gay e lesbiche, gestiti da uomini e donne eterosessuali, o che fingevano di esserlo. All'epoca, la California Alcohol Beverage Commission avrebbe rifiutato di concedere la licenza a un proprietario di un bar apertamente gay o lesbica, citando il concetto legale di "turpitudine morale", un comportamento o un atto che violava gli standard morali della comunità.

A Los Angeles negli anni '60, i locali gay e lesbici, solitamente di natura temporanea, come il Black Cat e il New Faces, spuntavano se si sapeva dove trovarli, sempre tramite passaparola. Erano per lo più locali gay perché un permesso del genere era il più facile da ottenere dall'ABC statale.

La distorsione della protesta del gatto nero

L'11 febbraio 1967, circa 200 persone si radunarono in un ampio parcheggio e agli angoli delle strade adiacenti a un edificio che all'epoca ospitava una lavanderia a gettoni e il bar Black Cat, allora chiuso (chiuse i battenti nel maggio 1967), all'angolo nord-ovest tra Sunset Blvd. e Hyperion Ave. a Silverlake. Una falsa narrazione ampiamente diffusa sosteneva che fossero lì per protestare contro le retate del Black Cat e dei New Faces. Ad esempio, Wikipedia scrive: "...una protesta civile di 200 partecipanti per protestare contro le retate si tenne l'11 febbraio 1967". Cinquant'anni dopo, il Los Angeles Times, scrivendo del Black Cat, riferì che "...centinaia di persone si presentarono per protestare contro le retate". Una targa storica della città di Los Angeles definisce la manifestazione del 1967 "...la prima manifestazione documentata per i diritti LGBT nella nazione...". Questo semplicemente non è vero. Sono state fatte ogni sorta di false affermazioni sul Black Cat. Il mio obiettivo in questo articolo è quello di portare onestà e chiarezza su questo importante evento.

Le mie fonti sono le poche pubblicazioni omofile e i resoconti delle newsletter che riportano i raid dell'epoca, i documenti d'archivio dell'University of Southern California-ONE presso le biblioteche dell'USC e, in particolare, le discussioni con Jim Kepner, che è stato il miglior giornalista e storico di base del periodo omofilo (1953-1970) e uno degli oratori alla manifestazione del febbraio 1967.

Parte di questa confusione sulla protesta del Gatto Nero deriva da un articolo della regista Eve Goldberg apparso sulla Gay & Lesbian Review intitolato "1967: Protest at the Black Cat" (maggio-giugno 2012 e ristampato a marzo-aprile 2025). La sua unica fonte di informazione era Alexei Romanoff, che affermò falsamente, con estrema esagerazione: "Questo è il luogo in cui si è svolta la prima grande manifestazione di persone gay della nazione, forse del mondo. È accaduta proprio qui a Los Angeles". Il problema è che non è mai accaduta, poiché Goldberg ha riportato la notizia con 200 manifestanti del Gatto Nero. Goldberg, in una cortese risposta alla mia correzione pubblicata su G&LR (maggio-giugno 2025), ha scritto: "Grazie per le correzioni e le aggiunte al mio articolo sul Gatto Nero. Apprezzo il fatto di saperne di più sulla nostra storia". Questa falsa narrazione sulla protesta del Gatto Nero, tuttavia, era iniziata nelle pubblicazioni gay e nella narrazione storica molti anni prima dell'articolo di Goldberg del 2012.

Lasciatemi spiegare cosa accadde realmente quel giorno di febbraio del 1967.
Circa 200 manifestanti si radunarono ma non per protestare contro il raid del Black Cat. Indubbiamente, alcuni partecipanti erano motivati ​​dalla rabbia per la violenza del Black Cat e dei New Faces. La manifestazione, tuttavia, era stata indetta per protestare contro le molestie e gli arresti da parte della polizia di Los Angeles di giovani hippy della controcultura che si erano verificati lungo la Sunset Strip a West Hollywood e nelle comunità nere e ispaniche. Erano state indette quattro manifestazioni: a Sunset Strip, Silverlake, South LA e nella San Fernando Valley. Le proteste di Sunset Strip e Silverlake si sono effettivamente concretizzate. Le manifestazioni di South LA e della Valley non si sono mai svolte. Suppongo che queste comunità nere e ispaniche abbiano visto gli appelli all'azione solo come un altro esempio di persone bianche esterne che dicevano alle comunità in gran parte nere e ispaniche cosa fare. Kepner ha riferito che la persona centrale nell'appello e nell'organizzazione delle manifestazioni era il proprietario omosessuale di The Carriage Trade, un ristorante più o meno di lusso su N. LaCienega Blvd. a West Hollywood.

Di fondamentale importanza per la comprensione storica è il fatto che gli organizzatori della protesta proibirono l'uso delle parole "omosessuale", "omofilo" o "gay" in qualsiasi modo durante la manifestazione di Silverlake, presumibilmente perché ciò avrebbe allontanato le persone e le avrebbe indotte a evitare di partecipare, distogliendo così l'attenzione dal vero motivo della protesta. Osservate i cartelli di protesta alla manifestazione del 1967 nella foto qui sotto. Non compare nessuna delle tre parole proibite, né alcun riferimento al Gatto Nero. Fu un insulto e un modo per ignorare la degradazione e la reale oppressione delle persone gay-lesbiche-trans da parte del LAPD nel 1967, ma tali erano le usanze prima della Rivoluzione di Liberazione Gay. Quella censura è un buon esempio di ciò che intendeva Oscar Wilde quando scrisse: "L'amore che non osa pronunciare il suo nome".

Almeno, quando Jim Kepner, che era stato pienamente coinvolto nell'iniziativa "Omophile" a Los Angeles, parlò alla manifestazione quel giorno, manifestò la sua rabbia per il divieto di usare quelle tre parole. Con aria di sfida, ogni volta che Kepner voleva usare una delle parole proibite, diceva invece "la parola che mi è proibito pronunciare", la sua personale risposta alla censura.

In realtà, quel giorno ci fu una piccola manifestazione del Black Cat, che abilmente e correttamente si servì della folla molto più numerosa come copertura protettiva. Kepner mi riferì che una manciata di manifestanti [che onoro e rispetto] fece una rapidissima apparizione davanti al Black Cat e poi attraversò Sunset Blvd. per protestare brevemente al New Faces. Quando un'auto della polizia di Los Angeles parcheggiò lì vicino su Sunset, scomparvero rapidamente tra la folla più numerosa, probabilmente per paura e per sicurezza. Kepner scherzò dicendo che se avessi sbattuto le palpebre avresti potuto non vederli. Quella manciata di manifestanti rappresentò un presagio del risveglio della rabbia gay e della disobbedienza civile contro la supremazia eterosessuale, che raggiunse la sua piena fioritura con il movimento militante di Liberazione Gay, un movimento di liberazione rivoluzionario, non un'iniziativa per i diritti civili, solo pochi anni dopo.

Perché la distorsione della storia gay?

Anni prima della pubblicazione dell'articolo di Goldberg nel 2012, ero rimasto stupito dalla rapidità e dal numero di persone gay che avevano trasformato in modo insensato la protesta del Gatto Nero, dal nome falso, in qualcosa che non era mai stata, feticizzando e distorcendo palesemente l'evento. All'inizio, ero rimasto sconcertato dalla rapidità con cui quella falsa narrazione si era diffusa nella comunità gay. Ecco alcune delle idee che hanno plasmato il mio pensiero sulla falsificazione di quell'evento e sulla riscrittura della storia gay in generale.

In primo luogo, una prospettiva storica è essenziale sia politicamente che culturalmente. Negli ultimi 75 anni di presenza LGBTQ organizzata e visibile nella società statunitense, e in particolare negli ultimi 55 anni plasmati dalla fondamentale Rivoluzione di Liberazione Gay (1969-c. 1985), il pendolo storico gay si è spostato da sinistra a destra, politicamente e culturalmente, dall'essenzialismo incentrato sull'omosessualità e dalla lotta attraverso un'organizzazione comunitaria reattiva e proattiva, all'assimilazione gay, alla cattura dell'élite e al conformismo del periodo neo-omofilo (1985-oggi). Analisi più dettagliate di queste problematiche sono fornite in precedenti articoli su LA Progressive, "Understanding LA Gay History" e "Elite Capture in the Los Angeles LGBTQ Community (And Everywhere Else)". Essi spiegano perché oggi non esista un movimento gay unito e basato sulla comunità, nell'attuale momento di pericolo per la sopravvivenza LGBTQ, e fanno luce sulla riscrittura della storia gay, inclusa la distorsione del Gatto Nero.

La storia è generalmente scritta o non scritta da chi detiene il potere politico in un dato periodo di tempo e riflette i valori politici e culturali di quel periodo, come sta accadendo ora con il presidente Trump e MAGA USA. In termini gay, ciò è stato vero a Los Angeles e a livello nazionale nel radicale cambiamento dal periodo omofilo conservatore (1953-1970) all'era militante della Liberazione Gay e nella transizione più graduale dal periodo della Liberazione Gay all'attuale era assimilazionista neo-omofila. Molti esempi di quel recente revisionismo storico dalla Liberazione Gay all'era neo-omofila abbondano se si ha occhi per vedere. Ecco alcuni esempi.

La rivolta di Stonewall del 1969 e il movimento di liberazione gay, che sono i progenitori degli attuali eventi PRIDE, sono stati completamente cancellati dalle celebrazioni del PRIDE a WeHo, Los Angeles e altrove, come se non fossero mai accaduti. Il Los Angeles LGBT Center finge di essere nato magicamente alla fine del 1971 su Wilshire Blvd., cancellando la sua vera storia, derivante dal rivoluzionario LA Gay Liberation Front del 1970 e 1971. La comprensione di un programma popolare, partecipativo e basato sulla comunità creato dal Gay Liberation Front è stata cancellata durante l'era neo-omofila da valori basati sulla cattura dell'élite, sull'assimilazione e sull'intrattenimento 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con le persone LGBTQ trasformate in spettatori passivi e paganti. Le organizzazioni comunitarie sono state colonizzate da uomini e donne d'affari con valori e comportamenti capitalistici, sostituendo il cambiamento sociale radicale e i programmi di organizzazione comunitaria. Scritti che ho inviato altrove sono stati pubblicati con parole come "Rivoluzione di liberazione gay" eliminate e sostituite da parole come "resistenza gay", un termine così abusato e poco utilizzato oggi che sta rapidamente diventando un luogo comune senza senso.

Tenendo presente il quadro storico di cui sopra, negli ultimi 30 anni ho sentito e letto ripetutamente che la protesta del Gatto Nero con 200 dimostranti era effettivamente avvenuta. Questa narrazione afferma anche che i cosiddetti omosessuali stavano attivamente combattendo contro la supremazia eterosessuale attraverso una grande manifestazione pacifica al Gatto Nero durante il tardo periodo omofilo del 1967. Il sottinteso storico è che la lotta non è iniziata con Stonewall e dai Liberazionisti Gay nel 1969, ma dagli omofili nel 1967, sminuendo così l'importanza cruciale dell'era rivoluzionaria della Liberazione Gay durante gli anni '70. L'unico problema con questa storia revisionista del Gatto Nero è che non è vera.

Una seconda realtà che ha plasmato il mio pensiero sulla riscrittura della storia gay, incluso il Gatto Nero, è il livello abissalmente basso di QI storico e culturale LGBTQ della maggior parte delle persone LGBTQ di qualsiasi età. Un gran numero di persone LGBTQ vive la propria vita in gran parte in un presente egocentrico, sapendo poco di ciò che li ha preceduti. Questa amnesia storica e culturale si riflette anche nella società in generale, con l'annacquamento dei corsi di storia delle scuole superiori e dell'università, con molte università che richiedono solo uno o due corsi di storia in un mondo STEM. Con notevoli eccezioni, i corsi universitari di studi gay sono pochi e rari o annacquati, e il giornalismo incentrato sulla comunità gay, in particolare il giornalismo investigativo, è scomparso.

Non molto tempo fa, ho mostrato il documentario "Some of Your Best Friends", il primo sui primi movimenti di liberazione gay girato in gran parte a Los Angeles, a un gruppo di studenti delle superiori. Nella discussione successiva, un giovane gay ha esclamato: "Perché non me l'hanno mostrato prima? Mi ispira". I giovani gay sotto i 35 anni sono stati plasmati dai valori fondamentali dell'attuale periodo neo-omofilo. È tutto ciò che conoscono. Il PRIDE è una festa. Una discussione intellettuale a qualsiasi livello diventa una lotta. C'è un motivo.

Di recente, ero in anticipo di 20 minuti per un appuntamento dal parrucchiere a West Hollywood e ho preso una copia di The Advocate/Out Magazine, un tempo due importanti pubblicazioni separate nella comunità gay, ora unite. Non leggevo nessuna delle due riviste da 20 anni e l'ho letta attentamente da cima a fondo. Oddio, ogni singolo articolo parlava di intrattenimento di massa o di un artista LGBTQ. Non una parola sulla politica o sulla cultura incentrata sull'omosessualità. Sono rimasto sbalordito. Sono abbonato ad A Journal of Lesbian and Gay Studies. Dopo aver letto la maggior parte dei numeri, anche quella rivista mi lascia intellettualmente affamato.

Se questo è vero per il mondo dei media gay-alfabetizzati, non mi avventurerò nelle paludi della cultura visuale e dei social media. La situazione può solo peggiorare, come ben sapete, o forse no, a seconda dell'età o del livello di consapevolezza generale. Questo non è un discorso d'élite basato sulla razza o sulla classe sociale. Sono cresciuto in una famiglia di lavoratori poveri e questa sensibilità influenza ancora la mia visione del mondo.

Il motivo per cui parlo della riscrittura della storia gay/della protesta del Gatto Nero è perché se si riesce a convincersi di queste storie, il passo è breve per convincersi, in un contesto storico più ampio, che oggi in Sudafrica si sta verificando un genocidio afrikaner. La comprensione della storia è importante.

La mia infrastruttura politica e spirituale personale è quella di un idealista pragmatico e di un progressista ottimista. Tuttavia, oggi, come mai prima d'ora, c'è preoccupazione per l'esistenza di una generazione LGBTQ che si sta risvegliando ai pericoli che ci attendono e che è motivata, anzi motivata, abbastanza da voler costruire su ciò che è stato creato per la prima volta negli ultimi 75 anni negli Stati Uniti. Oppure gli ultimi 1.000 anni di supremazia eterosessuale in Occidente si riaffermeranno e ne spazzeranno via gran parte?