Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

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14 maggio 2026

Il secondo volume delle Radici dell'Orgoglio prende forma

 


Il secondo volume delle Radici prende forma…

Vedrà la luce in autunno il nuovo capitolo del saggio in 5 parti sulla storia del movimento e della popolazione LGBT+ italiani

 
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Uno scatto realizzato in occasione della prima riunione di omosessuali il 24 settembre 1972

Riprenderemo le fila dove le abbiamo lasciate nel primo volume, da quella prima riunione di omosessuali in arrivo da ogni parte d’Italia su invito del FUORI! tenutasi a Torino il 24 settembre 1972 (leggi sotto a questo proposito l’estratto dal primo volume di Le Radici dell’Orgoglio).

Al momento contiamo di portare avanti il racconto sino al 1983 (così almeno prevede il nostro indice provvisorio dei capitoli), ma è pur vero che di cose da narrare ce ne sono tantissime e molte se ne stanno aggiungendo.

D’altra parte stiamo parlando degli anni Settanta, che di tutto il Secondo dopoguerra sono sicuramente il decennio più difficile da raccontare, essendo caratterizzato da contraddizioni insanabili e fenomeni affatto antitetici: ideologia e illusioni, alleanze e contrapposizioni, slanci e brusche frenate, afflati di verità e depistaggi, euforia e disperazione, gioia e dolore, vitalità e morte.

Per non parlare di quel binomio concettuale - politico vs. privato - che avrebbe messo tutto il sistema, già in precario equilibrio, a rischio di schianto.

Ma è in quel caotico e pericoloso laboratorio che molto si è sperimentato e prodotto di ciò che sarebbero stati i materiali utilizzati per edificare la coscienza civile e politica delle persone LGBT+ negli anni successivi.

Per questo, per quanto possibile, sentiamo come un dovere imprescindibile quello di tentare di mettere assieme un racconto il più possibile concreto e dettagliato di quella stagione della nostra storia così sfuggente e irripetibile.


Per chi non avesse ancora letto il primo volume di Le Radici dell’Orgoglio, ecco il capitolo in cui si parla della riunione del 24 settembre 1972 (si trova a pag. 392).

La riunione nazionale degli omosessuali di Torino (24 settembre 1972)

Certo, il torinese che domenica 24 settembre aveva lasciato la città per l’obbligatorio weekend non avrebbe mai immaginato che, oltre al tecnologico furore di preparazione delle varie mostre d’autunno, Torino ospitava una riunione di omosessuali rivoluzionari che venivano da tutta l’Italia¹.

L’articolo è a pagina 2, proprio in apertura del numero di ottobre di «Fuori!» ed è firmato da Domenico Tallone (Carlo Sismondi). È insolitamente breve rispetto agli standard della rivista e accenna sommariamente al lavoro svolto nel corso della «riunione che [prosegue] ininterrotta dalle 10 alle 19».

Di quel primo incontro nazionale vi sono molte foto conservate presso la Fondazione Pezzana Fuori di Torino: su due lati dell’ampia stanza sono stati posizionati dei tavoli a formare una “U”, dietro la quale sono seduti compagni e compagne arrivati da molte province italiane e ogni piccola delegazione ha un cartello posizionato di fronte a sé con scritto a pennarello il nome della città di provenienza. Di fronte a loro sono state collocate un numero non sufficiente di sedie e molti ragazzi e ragazze sono in piedi appoggiati ai muri, tutti con facce assorte ad ascoltare coloro che parlano a turno.

Tante sigarette accese, alle pareti sono affissi manifesti politici, ovunque si vedono locandine pubblicitarie di «Fuori!», quelle con sopra lo slogan «Siete pronti per quello che dobbiamo dirvi?».

Ci sono rappresentanti di Torino, Milano, Venezia, Trieste, Ancona, Bologna e, naturalmente, di Roma. Della delegazione in arrivo dalla capitale fa parte anche Claudio Cinti:

Del Fuori! romano c’eravamo io, Leonello Fanini, Stefano Cerqua e Gianni [Chilanti]. Non credo ci fosse Bruno Fiorentino, lo escluderei. Ci andammo con una vecchia macchina che aveva il Chilanti all’epoca e facemmo tutta una tirata fino a Torino. Arrivammo la sera prima, di sabato, e la domenica ripartimmo la sera stessa, subito dopo la riunione. Lì trovammo molte persone, piccoli gruppi… non credo che fossero già strutturati, con un’organizzazione. Alcuni erano singoli attivisti che volevano fare qualcosa nella loro città. Però c’erano molte città rappresentate: Venezia, Trento, Trieste, Ancona, mi pare che vi fosse anche Livorno... Lo scopo era quello di conoscersi, di scambiarsi delle informazioni. Ovviamente i gruppi più grandi erano visti come una sorta di avanguardia. Torino, Milano e Roma, per quanto con esperienze e modalità differenti, erano dei punti e dei modelli di riferimento. C’era Pezzana, che rappresentava per tutti noi il Fuori! torinese e la rivista. Da Milano c’era Mario Mieli².

Molti dei convenuti non si sono mai incontrati prima. Con alcuni vi sono stati prevalentemente rapporti epistolari, al massimo delle telefonate. È la prima volta che omosessuali di ogni parte d’Italia si trovano nella stessa stanza e l’emozione è intensa per tutti.

Il mattino è dedicato a conoscersi [...] Il pomeriggio [...] si parlò: di come organizzarsi, di come cercare e realizzare strutture alternative alla casa, alla famiglia, di come essere orgogliosi di sé. Il tutto con un rigore che avrebbe fatto impallidire il politico macina-teorie-ma-resta-come-sei; e con rabbia gioiosa, con vitalità dissacrante³.

I primi risultati di questa riunione si vedono sul numero successivo della rivista, quello di novembre, che ospita l’articolo Compagni, spogliatevi, a firma del fuorino bolognese Mauro Bertocchi, unitamente a una Lettera alla madre elaborata dal Collettivo Fuori! di Bologna. Monica Galdino Giansanti, attivista anconetana, scrive un pezzo raccontando l’ennesima citazione a giudizio ricevuta perché solita «travestirsi da donna» («non è la prima che ricevo: ne ricevo da dieci anni»). Anche il collettivo di Venezia partecipa con un proprio documento offerto come «contributo alla lotta». Collabora per la prima volta anche il gruppo romano con un articolo intitolato Quando il maschio è di classe, in cui vengono analizzati i complicati rapporti degli omosessuali con la maggior parte dei gruppi della sinistra extraparlamentare:

C’è poi un episodio accaduto di recente che ci ha dato una clamorosa conferma di quanto abbiamo detto [...] «Il Manifesto» è nato come giornale due anni fa, primo foglio quotidiano nel mondo della sinistra rivoluzionaria […] Al momento dell’uscita del quotidiano alcuni compagni di Torino mandarono qualche lira di sottoscrizione firmandosi «Dodici omosessuali torinesi»: sul giornale venne fuori al posto della parola omosessuali, la parola compagni.

Da questo numero, nella rubrica Soccorso Verde, accanto a quelli di Torino, Roma e Milano, si aggiungono, dunque, i recapiti dei nuovi collettivi di Venezia, Ancona e Bologna, a cui seguiranno a breve Napoli, Brescia, Firenze, Palermo, Pordenone…

Come vedremo nel prossimo volume di questa storia, alcune di queste realtà nel medio e lungo periodo inizieranno a esprimere idee, pratiche e posizionamenti spesso divergenti, se non antitetici, da quelli del gruppo torinese che, progressivamente, da posizioni marxiste e rivoluzionarie, si avvia a abbracciare la linea del riformismo, federandosi con il Partito radicale (1974).

I caotici, violenti, sfacciati e sperimentali anni Settanta offriranno, invece, l’humus ideale per la nascita di nuovi collettivi, alternativi al Fuori!, che avranno – tra gli altri – il merito di portare la provocazione omosessuale dritto nel cuore della sinistra extraparlamentare, di cui evidenzieranno i gretti pregiudizi.

1

Domenico Tallone, articolo di apertura senza titolo di Fuori! nr. 4 dell’ottobre 1972, p. 2.

2

L’intervista telefonica a Claudio Cinti è stata realizzata il 2 maggio 2024.

3

Domenico Tallone, art. cit.

4

Collettivo Fuori! romano, Quando il maschio è di classe, su «Fuori!» numero 5 del novembre

1972, pp. 13-14.

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8 dicembre 2025

Lettera di Piero Montana ad Aldo Ferrara, nipote prediletto di Alfredo Ormando,

  E' in uscita 

"Alfredo Ormando Altre poesie e prose d'impegno civile", l'originale ricerca storico-letteraria  di Piero Montana


Qui la lettera di Piero Montana ad Aldo Ferrara nipote prediletto di Alfredo Ormando, lo scrittore gay nisseno che per protesta contro la Chiesa si bruciò vivo in Vaticano il 13 gennaio del '98


"Bagheria, 5 dicembre 2025

Caro Aldo,
 ti comunico che ho già provveduto a comprare una casella di posta pec e che pertanto questa sera ho inviato al tuo Sindaco,Gioacchino Comparato, al suo indirizzo di posta protocollo@pec.comune.san-cataldo.cl.it, il mio comunicato stampa sulla pubblicazione del mio libro su tuo zio, unico libro finora scritto in Italia e, che io sappia nel mondo, sulla figura e l'opera di Alfredo Ormando.

 La pubblicazione di questo comunicato sul sito istituzionale del comune di San Cataldo é importante.
 Nel suo romanzo autobiografico "Il dubbio" tuo zio scrive che in
gioventù dovette scappare dalla sua città per essersi acquistato "la nomea di arrusu".
 E' bene allora che si sappia oggi che Alfredo, per essersi immolato per la causa omosessuale, nella storia del movimento LGBTQ+ ITALIANO ed INTERNAZIONALE é considerato uno dei protagonisti più importanti, e non solo per il suo gesto di protesta estrema contro la repressiva morale vaticana, ma anche per il suo lascito letterario che di questa protesta, contro tutte le strumentalizzazioni, é una indiscutibile testimonianza.

 Il sindaco Comparato per primo deve essere fiero di avere avuto un concittadino come Ormando e di dimostrarlo, facendo sapere a tutti gli abitanti di San Cataldo che su Alfredo oggi si fanno film, si scrivono poesie e libri per commemorarne la nobile e coraggiosa figura, che si é votata perfino al martirio, bruciandosi vivo in
piazza San Pietro a Roma il 13 gennaio del 1998.

 Volevo scriverti tutto questo in un messaggio privato ma poi ho pensato che é un bene rendere pubbliche le cose che qui ti scrivo. 

Vai nuovamente dal sindaco ed assicurati che egli faccia davvero
qualcosa per il tuo caro ed amato zio.

Piero

27 novembre 2025

Una strenna originale ? Un libro che dire speciale è solo un (gentile) eufemismo...

QUESTO NATALE REGALA/TI...

🌈 IN CAMMINO
– Cronaca di una affermazione di genere 2015-2023

- Lucca, Independently Published, 2023 - Nella collana "Quaderni" di Ethan Ricci
✅ "(...) Perché consiglio la lettura di questo libro? Perché si tratta di un testo politico, di denuncia di un sistema che appiattisce la verità personale, al fine di omologarla a ciò che è ritenuto conforme alla norma. Le parole di Ethan travalicano il binarismo, la rigidità dell’orientamento sessuale/affettivo, la gabbia degli stereotipi di genere. E nel farlo, Ethan accompagna il lettore nella sua vita, talvolta solleticando riflessioni profonde, talvolta suscitando rabbia e un senso d’ingiustizia difficili da smaltire. Non si tratta semplicemente della storia di una transizione, ma dello sguardo acuto di chi vive la precarietà degli “ultimi”, in un mondo votato all’apparenza e che, di contro, ci vorrebbe invisibili. Consiglio la lettura a tutt*. Alle persone più giovani, al fine di rifuggire schemi interiorizzati e tossici. Alle persone più adulte, che tardi nella vita hanno avuto o avranno modo di autodeterminarsi. In altre parole, consiglio la lettura alla comunità tutta, non solo perché Ethan non è uno scrittore improvvisato, ma anche perché queste pagine – che, a mio parere, dovrebbero essere accolte nella letteratura dei Gender Studies –, rivelano uno spessore umano molto, ma molto, raro."
(Alessandro Capodici) ✅ Ho sempre vissuto con lo sguardo puntato verso l’orizzonte. Una sbirciata alle scarpe, giusto un attimo per essere sicuro di non inciampare nei lacci, e poi avanti a cercare riferimenti verso cui tendere, orientarmi. Sono una camminatrice, un camminatore. E continuerò a camminare. Camminerò senza fermarmi, sperimentando ogni giorno vite diverse, diversi modi di essere, imparando i lineamenti delle mille maschere umane, le infinite espressioni dell’umanità. Sono stata tante cose, tante persone. Sempre la stessa, ogni volta diverso. Indosserò la mia pelle al contrario. Sarò l’altra parte di me, compiuta e visibile. Afferrerò la vita con mani di uomo e cuore di donna, parlerò con voce di uomo il linguaggio delle donne, avrò lo sguardo fermo che sempre ho avuto, ma questa volta il mondo abbasserà il suo e mi lascerà passare, perché sarò un uomo, una donna, l’incarnazione vivente di quel Dio che svuota le bocche degli stolti.

Ethan ------------------------------------- Editore: Independently Published Illustrato: sì Pagine: 387 Lingua: italiano Data di pubblicazione: 8 Settembre 2023 Dimensioni: cm. 15,24 x 2,24 x 22,86 Peso: gr. 517 ISBN-13: 979-8852834317 📚 Copertina flessibile: € 23,92 📚 Copertina rigida: € 52,00 👉🏼 Disponibile qui: https://amzn.eu/d/fiof81h

12 dicembre 2024

Un affascinante e rivoluzionario libro di Piero Montana per festeggiare il 79esimo compleanno di Massimo Consoli


  Come tutti gli anni da quando se n'è andato, il 12 dicembre festeggeremo il compleanno di Luciano MASSIMO CONSOLI, negli ultimi anni senza grande pompa, ma con il nostro affetto.

Quest'anno addirittura non abbiamo organizzato nulla con la  Fondazione e ci dispiace, ma gli ultimi due anni sono stati veramente ricchi di troppi acciacchi per noi: purtroppo invecchiamo....

Però ecco che colui a  cui Massimo ha assegnato il Premio Triangolo Rosa per la sua raccolta di poesie e che non ha mai smesso di studiare e scrivere per affermare la cultura omolesbotransbisex quest'anno ci offre la sua ultimissima fatica letteraria che è davvero una rivelazione incredibilmente profonda.

E questo suo libro mi sembra un bellissimo regalo di compleanno anche per Massimo Consoli, domani  12 dicembre !!

Perciò ringrazio Piero Montana a nome di tutti noi Fondaroli per la sua fatica di cui vi propongo  la bellissima copertina e la quarta di copertina, per invogliarvi a tuffarvi nelle sue pagine affascinanti.


L’arte erotica di Raniero Alliata (1897-1979), Principe del Sacro Romano Impero, nell’ambito della crisi dell’immagine tradizionale dell’uomo nell’arte moderna e contemporanea, viene ad avere di certo un ruolo notevole, anche se, per la marginalità dell’autore, l’importanza di tale ruolo non gli viene ancora riconosciuta.
Dalle sue vicende biografiche narrate da Bent Parodi in Il principe mago, di lui ci erano solo note le sue incursioni nell’occulto(sedute spiritiche ed esperimenti di trance).

Con la mostra invece delle sue tempere e dei disegni erotici, che la Fondazione Famiglia Piccolo post mortem gli ha allestito nel 2022 a Capo d’Orlando, è venuta fuori l’esistenza di un’altra passione dell’Alliata per l’inconsueto e il non ordinario, quella per un’arte che di solito si suole destinare ai suoi margini: l’arte erotica.
Ma è quest’arte, contrariamente a quanto si crede, che soprattutto nel nostro tempo è d’importanza considerevole.
Se infatti in arte si è arrivati al fenomeno tutto moderno della crisi dell’immagine dell’uomo, è perché solo in quella erotica l’uomo è stato messo e mostrato veramente nudo, venendo così a comportare un tale fenomeno anche l’orribile scoperta, in tale denudamento, dell’immagine reale, contingente della sua natura deformata e sfigurata, la cui origine tuttavia non ci si domanda ancora a cosa sia veramente dovuta.
L’Alliata, che abbiamo scoperto essere un vero artista, non è un modernista.  Le figure delle sue opere grafiche e pittoriche non risentono pertanto della deformazione dell’immagine dell’uomo che l’arte moderna è venuta ad esprimere nel nostro tempo.
Lungi pertanto da questa espressione, che quando é stata sinceramente autentica, è stata  al contempo dolorosa ed angosciosa, è un sentimento assai vitale e gioioso, che le figure dell’Alliata vengono a palesare.
Trascendendo l’immagine deformata che dell’uomo  si presenta in arte, l’Alliata al contrario ed in maniera del tutto singolare, nella sua opera viene a raffigurare di lui tutt’altra immagine, l’immagine non più frammentaria, scissa e per questo  dolorosa, bensì integra nella configurazione di una sua totale pienezza d’essere. Questa immagine è quella dell’androgino. Un’immagine assai pregnante nel nostro tempo, basti pensare a Jung che con il suo processo d’individuazione (centrale in tutta la sua opera) solo a essa sembra essersi ispirato.
Quella che l’Alliata mostra nelle sue opere è di certo una nuova immagine dell’essere umano, rispetto a quella sfigurata e sofferente che nel nostro tempo ci si viene a mostrare.
Ma questa nuova immagine, che il principe propone è veramente, in un senso ancora più profondo, un’immagine davvero alternativa a quella che nello specchio dell’arte finora è stata rivelata.
Questa immagine non più parziale bensì integrale, l’immagine dell’androgino, è anche e soprattutto un’immagine magica, la magia non derivandole d’altro che dalla pienezza d’essere, che essa comporta e viene a manifestare.
E’ nel coltivare dunque una tale immagine nella sua arte, più che in sedute spiritiche e trance medianiche, che Raniero Alliata, dovrà pertanto considerarsi  “principalmente”  un vero mago.




28 febbraio 2024

Lancio online del libro URNING: identità queer nel XIX secolo tedesco

 Cara Alba Montori

Nell’aprile di quest’anno lancerò online il mio libro “Urning: Queer Identity in the German Nineteenth Century”. Potete leggere la ricerca nel libro qui .

La data specifica è ancora da decidere, ma il lancio avverrà durante le ore diurne europee e statunitensi di un giorno feriale. 

Tutti i partecipanti al lancio riceveranno un buono sconto per il libro. Se desideri ricevere un invito a questo lancio, COMPILA E INVIA QUESTO MODULO .

Per favore, passa questo invito a tutti i tuoi amici o colleghi che ritieni possano essere interessati.

Cordiali saluti

Douglas

Il dottor Douglas Pretsell

Dipartimento di Archeologia e Storia

Scuola di Scienze Umanistiche e Sociali

Università La Trobe, Bundoora, Australia 3086

E: D.Pretsell@latrobe.edu.au

W: https://www.theurnings.au/
prossimamente:


già pubblicato:

Copertina del libro    Copertina del libro

25 settembre 2023

IN CAMMINO: cronaca di una affermazione di genere

 da Ethan Ricci Page

Ricordo ai miei occasionali e distratti visitatori che è disponibile su Amazon (https://amzn.eu/d/h9k2ChQ) il mio libro

“In cammino – Cronaca di una affermazione di genere 2015-2023”.

E’ il primo dei dieci che vedranno la luce, seppur stentorea se non proprio inesistente dell’autopubblicazione.

Venti euro e ottanta centesimi. Il prezzo di copertina non sarà dei più modesti, ma le pagine sono tante, il costo di stampa è salato e Amazon non fa beneficienza (in pratica, io lavoro e lui guadagna – o meglio, guadagnerebbe se il libro avesse mercato, vendesse). Il mio profitto è di poco superiore a due euro a copia, quindi, nell’invitarvi ad acquistarlo è ovvio che non stia cercando di arricchirmi.
“IN CAMMINO” è quello che dichiara di essere, ma non è esattamente lo stesso testo che era pubblicato sul mio sito e che ora non è più fruibile, lì. Nel libro vi sono integrazioni, approfondimenti, aggiornamenti e capitoli inediti che il Web non vedrà mai.
Se interessati, vogliate condividere questo post o informare della pubblicazione nelle forme e nei modi che preferite sui vostri profili, nei gruppi, sulle pagine, nella cerchia dei vostri amici e conoscenti. So che non lo farete, ma lo chiedo ugualmente – non si sa mai.
Grazie 🙂
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