29 dicembre 2009

SUICIDIO DELLA TRANSESSUALE NEL "CIE" DI MILANO LO SCORSO 25 DICEMBRE


IN ITALIA PER QUESTO SI E’ ESPULSI!

depositata ieri l'interrogazione parlamentare sulla drammatica vicenda da parte dei deputati radicali – Pd.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

al Ministro dell’Interno

per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, una transessuale brasiliana, Santos Da Costa, nome d’arte Leona, di anni 24, si è impiccata nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Via Corelli (Milano) nel primo pomeriggio del giorno di Natale;

Leona aveva denunciato, alcuni mesi fa, il suo sfruttatore ai poliziotti, facendolo arrestare dagli agenti senza però ottenere alcun permesso di soggiorno per motivi di giustizia, sicché da allora viveva costantemente minacciata dal fratello dello sfruttatore, il quale le aveva promesso la morte non appena la stessa avesse fatto ritorno in Brasile;

secondo quanto riferito da alcune prostitute brasiliane, Leona avrebbe ricevuto l’ultima minaccia di morte sul telefonino il 20 dicembre u.s., proprio pochi istanti dopo essere stata condotta nel CIE di Via Corelli;

sembra che la presenza di Leona in Italia non fosse ritenuta strettamente necessaria ai fini dell’indagine, sostenuta da altre numerose prove;

un'altra transessuale brasiliana trattenuta in Via Corelli ha dichiarato che “l’idea di tornare in Brasile sconvolgeva Leona. Era giovane, era la prima volta che veniva arrestata. Era terrorizzata dall’idea di venire ammazzata di botte da quello che la sta aspettando in Brasile. Prima di ammazzarsi ha chiesto alle guardie un tranquillante, ma non glielo hanno dato. Alcuni piangono. Sembrano terrorizzati. Dicono tutti di aver visto il corpo di Leona morta impiccata al termosifone della cella, il cappio fatto con un copriletto di cotone. Dicono pure di aver visto le guardie scherzare davanti al suo cadavere, senza alcun rispetto”;

la morte di Leona è il secondo suicidio avvenuto in un Centro di Identificazione ed Espulsione dall’inizio dell’anno e un’altra morte sospetta è stata registrata nel CIE di Roma;

sulla vicenda è intervenuto anche l’Osservatorio sulle morti in carcere (sostenuto da Radicali Italiani, associazione “Il detenuto Ignoto”; “Antigone”; “A Buon Diritto”, “RadioCarcere” e “Ristretti Orizzonti” che lancia l’allarme sui decessi nei CIE, dove, si ribadisce, non si è formalmente detenuti senza però godere delle garanzie vigenti nelle carceri”:-

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

per quali motivi non sia stato concesso a Santos da Costa il permesso di soggiorno per motivi di giustizia;

per quali motivi la transessuale Leona sia stata espulsa dall’Italia nonostante la stessa fosse continuamente minacciata di morte dal fratello del suo sfruttatore che lei stessa aveva denunciato e fatto arrestare;

se intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di appurare se nei confronti della transessuale morta suicida nel CIE di Via Corelli siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza da parte del personale del Centro;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre i decessi, i suicidi e gli atti di autolesionismo che annualmente si consumano all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione.

i deputati radicali - Pd:

Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti

23 dicembre 2009

DUE CULLE PER UN PRESEPE

Anche quest'anno , all'EVENT'S di Roma, Massimo Consoli ripropone, a cavallo tra provocazione e rilettura delle scritture e testi antichi delle civiltà pre-indoeuropee, il "suo" presepe. Lontano dalla sacralità delle chiese e dall'ufficialità delle piazze, dal 12 dicembre riprende forma la rappresentazione della natività secondo Consoli, col coraggio della rilettura lontana dalla storia ufficiale. Un coraggio quanto mai attuale in un tempo in cui la cronaca, per emotività e susseguirsi di drammatici eventi, male si presta ad una lettura lontana da condizionamenti e censure.

R. Calafiore

Ci riserva qualche sorpresa il presepe che l'Archivio Massimo Consoli espone durante le feste natalizie: a guardar bene, infatti, notiamo qualche assenza importante e qualche aggiunta che potremmo definire senz'altro originale, se Consoli non chiarisse immediatamente che la nuova disposizione non e' frutto di un suo capriccio, ma il risultato di anni di ricerche che hanno indagato nelle tradizioni delle civilta' pre-indoeuropee e hanno attinto a fonti autorevoli come i Manoscritti del Mar Morto. Un presepe con molti Giuseppe, nessuna Madonna e, soprattutto, due culle che attendono, la notte di Natale, di essere occupate: si', avete capito bene, due culle perche' le ricerche di Consoli hanno portato all'emersione dl due Messia, una figura di autorita' spirituale incarnata da Aronne e un messia temporale incarnato da Davide, scissione poi che ritroviamo nelle successive teorie ereticale monofisite e manichee sulla natura solo umana o solo divina del Cristo.

La vera storia di Gesu' come ce la tramandano questi scritti - spiega Consoli - e' la storia di una comunita' maschile che produce due messia - altre conferme sono fornite dal nome stesso di Barabba - colui che muore sulla croce accanto a Gesu' - che nelle antiche lingue semitiche vuol dire, per l'appunto, figlio del padre. Una rappresentazione storco/religiosa che si vuole dunque filologica: Senza per questo aderire - precisa Consoli - al messaggio di una comunita' che nei Manoscritti si rappresenta idealmente, cancellando le donne e descrivendosi falsamente come dedita esclusivamente allo studio, documenti successivi come «Il rotolo della guerra» ne hanno infatti svelato la componente piu' profonda di violenza e misoginia.

Una provocazione contro le storie ufficiali, devoti mariani permettendo...

Roberta Corbo

[da “TIME OUT”, 23/12/199, n. 51/53, 12/01/2000, anno 111]

21 dicembre 2009

INCONTRO PUBBLICO, SULLA CONDIZIONE DELLE PROSTITUTE IN ITALIA E SUI TEMI RELATIVI ALLE PROPOSTE DI REGOLAMENTAZIONE DELLA PROSTITUZIONE

la conferenza stampa

L'evento è stato organizzato dall'Associazione Radicale Certi Diritti, il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e l'Associazione La Strega da Bruciare in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle Sex Workers, che si celebra ogni anno il 17 dicembre, a Roma, 17 dicembre 2009 nella sede dei Radicali a Via di Torre Argentina n. 67.

video rassegna – estratti



18 dicembre 2009

UNIONE CIVILE : SIAMO A QUOTA QUATTRO

FERRARA, MATRIMONI GAY: SALGONO A QUATTRO LE ORDINANZE DI REMISSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE. LA CAMPAGNA DI AFFERMAZIONE CIVILE CONTINUA.
Dichiarazione congiunta di Antonio Rotelli, Presidente di Avvocatura lgbt – Rete Lenford e Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale ‘Certi Diritti’

"Anche il Tribunale di Ferrara, in data 14 dicembre 2009, ha depositato un’ordinanza di remissione alla Corte costituzionale sul caso di una coppia di persone dello stesso sesso che si era vista rifiutare dal Comune di Ferrara la richiesta di pubblicazioni matrimoniali.

Dopo la Corte d’appello di Firenze e prima ancora il Tribunale di Venezia e la Corte d’appello di Trento, anche il Tribunale di Ferrara ha ritenuto contrario alla Costituzione il non consentire alle coppie di persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio: “il diritto di contrarre matrimonio – si legge nell’ordinanza - è un momento essenziale di espressione della dignità umana, esso deve essere garantito a tutti senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali (quali l’orientamento sessuale), con conseguente obbligo dello Stato di intervenire in caso di impedimenti all’esercizio”. Privare qualcuno della possibilità di fondare una famiglia in ragione dell’orientamento sessuale lede la sua dignità…”.

La campagna di Affermazione Civile, che prevede di fare ricorso al Tribunale quando il Comune oppone il diniego alle pubblicazioni di matrimonio richieste da una coppia di persone dello stesso sesso, raggiunge così un altro importante risultato.

Facciamo appello a tutte le coppie lesbiche e gay di attivarsi come hanno fatto le coppie di Ferrara, Firenze, Trento e Venezia presentando presso il loro Comune di residenza una richiesta di pubblicazioni matrimoniali per poterla impugnare dinanzi ai tribunali in caso di rifiuto. È un’opportunità storica per far comprendere a tutto il Paese che le famiglie composte da persone dello stesso sesso hanno pari dignità come ormai è riconosciuto in tutti i Paesi europei".

16 dicembre 2009

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE SEX WORKERS

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle Sex Workers, che si celebra ogni anno il 17 dicembre, l’Associazione Radicale Certi Diritti, il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e l’Associazione La Strega da Bruciare, terranno presso la sede dei radicali, in Via di Torre Argentina, 76 – Roma (III° Piano) una Conferenza Stampa – Incontro Pubblico sulla condizione delle prostitute in Italia e sui temi relativi alle proposte di regolamentazione della prostituzione.

All’incontro parteciperanno: Pia Covre, Presidente Comitato diritti civili delle prostitute; Monica Rosellini, Presidente Associazione La Strega da Bruciare; Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti, Donatella Poretti, Senatrice radicale – Pd, Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani; Andrea Morniroli, Cantieri Sociali, Associazione On the Road, SexyShock; Escort Sauvage; MIT, Movimento identità transessuale; Andrea Maccarrone, esponente della Comunità lgbt; Franco Grilini, presidente Gaynet; Emanuela Costa, gruppo Le Graziose di Genova; Leila Deianis, Associazione Transessuali Libellula.

Durante l’incontro verranno distribuite spillette con la scritta “Anche io sono una puttana”.

Perché è importante celebrare la data del 17 dicembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle sex workers:

Troppo spesso l’omicidio o la violenza su una Sex Worker viene indagato in maniera superficiale e priva di autentica indignazione. La condanna morale, la stigmatizzazione e la mancanza di riconoscimento del lavoro sessuale ha portato ad una generalizzata criminalizzazione di chi ha scelto questa attività anche se non infrange nessuna legge.

Questo impedisce di avere il controllo sul proprio lavoro e sulla propria vita, ci mette al margine della società e ci espone a rappresaglie e violenze inaudite.Questo diventa un terreno fertile su cui crescono sfruttamento incontrollato, abuso e costrizione, orari di lavoro inaccettabili, condizioni di lavoro insalubri, ripartizione ingiusta dei guadagni e irragionevoli restrizioni della libertà di movimento.

Parlare di prostituzione e Sex Work in Italia è una faccenda veramente spinosa, tutti e tutte quelle che ne parlano sembrano "non sapere nulla di ciò di cui si sta parlando". Come se fossero investiti/e da un senso di legittimità diffusa a dire la propria, per altre/i, sulle loro spalle, senza pensare di interpellarle/i. Presupponendo che questi/e ultimi/e non abbiano una voce.

E allora è stata prodotta una spilletta "anche io sono una puttana", riprendendola da un collettivo di donne catalane. Piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della "vergogna" comunemente associata al mestiere. Perche' alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell'"epiteto" che ancora oggi - tutte le donne sanno - corrisponde ad un'offesa. "Puttana", ben lungi da designare una professione, e' innanzitutto qualcuna che "la da' via". Il sottotesto, ci fosse bisogno di spiegarlo, e' che la cosa peggiore che una donna puo' fare, e' avere una vita sessuale di cui disporre liberamente.

E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se fare la puttana e' un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perche' tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci! Siamo tutt* puttane.



12 DICEMBRE 2009 64° COMPLEANNO, TERZO SENZA PAPA MAX

Festeggiato semplicemente il compleanno di Massimo dai suoi amici, pochi ma determinati, allegri e affettuosi.

Ricordati la Phonola e la grande Ornerrima e tropp** che lo hanno preceduto, troppi altr**, ed Enzo che se n'è andato solo poco fa.

Certo, sarebbe stato anche bello se ci fosse stata una folla di quegli "amici" che tanto hanno pianto tre anni fa, ma la memoria delle persone che popolano questo allegro pianeta (peraltro poco gayo) scade, ormai, praticamente come le mozzarelle. Tanto ci rimane quella dei computers, dei telefonini, eccetera.

Alba Montori

QUESTO PEZZO E' STATO PUBBLICATO IL 12 DICEMBRE SCORSO SUL SETTIMANALE "la città metropolitana", nel paginone centrale, tutto dedicato a MASSIMO CONSOLI nell'anniversario della sua nascita.

Anche se è mancata la dedicazione della targa, come vedrete leggendo, abbiamo comunque festeggiato assieme, a cena, tra amici e senza riflettori !


Alba Montori

Quest'anno 2009 il 12 dicembre cade di sabato, eccellente per riunirsi a festeggiare il compleanno di Massimo Consoli !

Perché festeggiarlo?

Ma è molto semplice: lui il 29 novembre 2006, anno in cui l'abbiamo festeggiato assieme per l'ultima volta al Circolo Mario Mieli, come da tradizione ormai consolidata, scriveva:"Gli americani hanno lo “Stonewall”, gli italiani si devono contentare del mio compleanno...E come in America lo “Stonewall”, che cade il 28 giugno, si commemora la domenica immediatamente precedente quella data, qui da noi il mio compleanno, che cade il 12 dicembre, si festeggia il sabato precedente che, quest’anno capita il 9 dicembre."Erano uscite ironiche di questo tipo che gli hanno spesso guadagnato accuse di vanità,di presenzialismo e di protagonismo, troppo spesso proprio di chi non vuol rischiare di perdere occasione di mettersi in mostra, ma in realtà evidenziavano il temperamento tendenzialmente romantico di Massimo, da lui sempre aspramente combattuto come debolezza inammissibile in un rivoluzionario con la passione scientifica della storia..

Luigi Ferdinando, la Phonola, per il compleanno 2003 di Consoli, scriveva di Massimo:"Dagli oroscopi risultava che lui ha una doppia personalità: la prima è quella che tutti conoscono, il tipo serio e studioso con gli occhiali che sembra pure etero. E la seconda che pochi sanno: il bambino buono e gentile con tutti, che è gei, e ama fare e ricevere i regali e aiutare gratis a tutti. Che poi sarebbe quello che fai i miracoli...o quasi!"

Con tutte le sue sfaccettature, Massimo, amato e mitizzato da molti come una sorta di papa laico, è stato in realtà un grande ricercatore e un grande collezionista di vicende umane, anche sotto forma di documenti, che hanno costituito l'oggetto del suo instancabile lavoro durante tutta la sua vita e un grandissimo propagandista di informazioni su coloro che erano costretti a vivere i loro affetti nella clandestinità, nella riprovazione sociale, bollati dal marchio dell'infamia e del peccato, nell'odio e nella discriminazione, a rischiare di esser perseguitati come criminali, oppure a non viverli e non vivere affatto.

Scrisse in Affetti speciali : (...)In quei due, tre giorni, presi la piu’ importante decisione della mia vita: mi «accettai» come omosessuale. Non solo, giurai a me stesso che avrei dedicato la mia vita all’emancipazione degli altri omosessuali, che avrei fatto tutto, piu’ che il possibile fino all’impossibile, per liberare la mia comunita’ dalle catene che la legavano e la facevano soffrire. Giurai che non avrei accettato imposizioni di nessun tipo da uno Stato, da una Chiesa, da una Societa’ che avevano cercato di sopprimermi, di distruggermi, di farmi scomparire dalla faccia della terra.Tutto questo aveva, ed ha ancora oggi per quel che posso capire, un fondamento nell’amore: amore grande, sconfinato, irrefrenabile prima di tutto per i miei fratelli che, come me, sono stati costretti a subire le ingiurie dell’idiozia umana fatta carne; e poi amore per tutti gli uomini e le donne, amore per coloro che sono oggi, e qui, viventi, ma anche per quelli che hanno gia’ dato il loro contributo all’evoluzione dell’umanita’ ed a quelli che lo daranno domani o dopodomani…

E questo amore e’ un imperativo morale per tutti: noi non abbiamo solo dei diritti nei confronti di noi stessi, ma anche degli obblighi di fronte agli altri. Di piu’ verso quelli che ci sono vicini, di meno per quelli che sentiamo lontani da noi, certo, ma con tutti abbiamo un legame che non ci e’ concesso recidere o ignorare.(...)

L'anno dopo, 2007, Massimo ha mancato di poco l'appuntamento, e se n'è andato affidandomi due compiti.

Quello di non lasciare che tutta la documentazione da lui raccolta rimanesse sepolta e irraggiungibile nell'Archivio di Stato, o diventasse oggetto di contese nella Comunità Varia, come chiamava la sua "famiglia allargatissima" LGBTQ, o peggio ancora venisse dispersa.E poi di organizzargli una bellissima festa di compleanno per ritrovarci allegramente con gli amici, come piaceva a lui, al Circolo Mario Mieli, tra commozione e risate, e torta con le candeline e regali, a discutere e confrontare le nostre vite, le nostre idee, riflettere sul nostro lavoro per il comune obbiettivo della liberazione omosessuale.

Due compitini apparentemente facili, in realtà difficilissimi, soprattutto il primo.Infatti proprio per realizzare il suo primo, e aggiungo principale, sogno di mettere a disposizione della cultura Italiana e internazionale l'immane documentazione raccolta in quasi cinquant'anni di ricerche e studi, un manipolo di amici si è associato pomposamente in una " Fondazione" che porta il suo nome, e ci ha lavorato instancabilmente per riuscirci con l'aiuto delle istituzioni: per ora stiamo continuando a lavorarci.

Però abbiamo comunque realizzato qualcosa: con grande lavoro e con l'appoggio più di istituzioni che dell'associazionismo GLBT, una grande e bella mostra antologico/documentaria (Massimo Consoli, marinese d'affetti speciali") in occasione del primo anniversario della sua morte (2008) nel Museo Civico Mastroianni di Marino, conclusa con la celebrazione là del suo secondo compleanno postumo, e una seconda esposizione di una parte dei materiali documentali nel giugno di quest'anno 2009 nella nuova sede di Arcigay romana per celebrare i "40 anni di Movimento, 50 anni di Archivio".Avremmo voluto quest'anno poter festeggiare il compleanno di Massimo Consoli con un omaggio particolare, e un riconoscimento che in vita, come spesso accade, non ha avuto.

Quest'anno, che è anche il 50° dell'Archivio, il 40° anniversario della Carta di Amsterdam, il 40° anniversario di Stonewall, avremmo voluto invitare tutta la gente della sua Comunità Varia ad assistere all'apposizione di una targa dedicata a lui sulla facciata del palazzo di via Galvani a Testaccio in cui è nato, come proposto, e accettato, alla giunta Capitolina quasi all'indomani del suo insediamento.

Dopo molti disguidi burocratici tra i vari uffici comunali competenti trascinatisi per mesi, l'assessore Croppi e il sovrintendente Broccoli hanno varato l'iniziativa, praticamente definita la data( l'11 dicembre prossimo alle 15) e mancava solo la conferma ufficiale alla Fondazione che ad oggi continua a non esserci.

Peccato che l'ufficio competente, che aveva già provveduto a rallentare l'iter in varie occasioni, non abbia ancora informato i proprietari del palazzo di questo evento. Che tra i funzionari ci sia qualcuno a cui gli omosessuali sono antipatici ?

Però anche se non sarà inaugurata l'11 o il 12 o il 13 dicembre 2009, a via Galvani, sulla casa dove Massimo è nato nel 1943, la targa dedicata a lui e alla sua attività culturale e politica per i gay sarà apposta dal Comune di Roma.

Questo sarà il nostro regalo per il compleanno 2009 di Massimo Consoli, nostro e della città che tanto ha amato.

14 dicembre 2009

'CERTI DIRITTI': L'ARCIGAY FINALMENTE SI ESPRIME SULLA CAMPAGNA DI AFFERMAZIONE CIVILE PER IL MATRIMONIO GAY

L´associazione radicale ‘Certi Diritti’ si dice doppiamente soddisfatta per l´articolo apparso su "Repubblica Bologna.it".

Il pezzo infatti esprime un duplice risultato che l´associazione sta perseguendo ormai da quasi 3 anni. Coinvolgere la più grande associazione per i diritti lgbt, l´Arcigay, e sensibilizzare personalità di spicco eterosessuali (in questo caso Fiorello) affinchè possano con il loro messaggio parlare a quante più persone possibili.

‘Certi Diritti’ dichiara che la via giuridica all´affermazione dei diritti delle coppie omosessuali grazie al proprio impegno e a quello di Rete Lenford è stata promossa già da circa due anni e battezzata 'Affernazione Civile' per rimarcare il valore civile dell'iniziativa.
ll fatto che una sede molto importante di Arcigay, quella di Bologna, dichiari la propria disponibilità a sostenere questa battaglia è per noi - dichiara la presidente di ‘Certi Diritti’ Clara Comelli - un punto di partenza concreto per una collaborazione che stiamo proponendo in ambito nazionale da almeno due anni.
Questo ci conforta e ci fa sperare per un ulteriore coinvolgimento di tutti i circoli territoriali di Arcigay. La capillarità di Affermazione Civile è infatti uno dei presupposti per il suo successo.
Al presidente di Arcigay Bologna Emiliano Zaino esprimiamo il nostro entusiasmo per la decisione di far aderire il suo circolo alla Rete Lenford. Le nostre associazioni saranno quindi a fianco in questa importante battaglia di civiltà per i diritti delle coppie dello stesso sesso.

06 dicembre 2009

TALVOLTA SUI GIORNALI SI POSSONO LEGGERE ANCHE NOTIZIE POSITIVE SUL MONDO GLBT

dalla segreteria del circolo GLBT 'Maurice'

Talvolta sui giornali si possono leggere anche notizie positive sul mondo glbt (gay, lesbico, bisessuale e transgender). Cosi ci ha reso felici e orgogliosi/e sapere che Antonelle e Debora saranno sposate simbolicamente dal sindaco di Torino. Felici perche e' proprio un bel segnale per le persone gay e lesbiche che in questo paese non se la passano proprio bene, per usare un eufemismo, e speriamo che il gesto di Chiamparino non rimanga isolato. Orgogliosi/e perche' Antonella e Debora sono state per molti anni militanti del circolo Maurice ed hanno contribuito alla battaglia per la visibilita lesbica." Abbiamo sempre affermato che senza visibilita non possono esistere diritti", afferma la presidente del Maurice Grazia Caligaris " il traguardo simbolico raggiunto oggi e' figlio di questa lotta per la visibilita lesbica per la quale ci siamo tanto spese in questi anni".

Le pagine locali dei quotidiani di ieri sono di quelle da conservare a futura memoria. Le dichiarazioni di Chiamparino sulle unioni civili hanno un valore e una potenza elevatissima per almeno tre motivi.

Anzitutto arrivano dal sindaco di una città che da tempo (soprattutto nei suoi cittadini, ma anche tra le istituzioni) dimostra una grande attenzione rispetto ai temi dei diritti civili e delle pari opportunità. D’altronde fu il sindaco Chiamparino ad autorizzare l’esposizione dal suo balcone del Palazzo comunale l’enorme bandiera arcobaleno, simbolo delle battaglie e delle rivendicaizioni delle cittadine e dei cittadini gay, lesbiche, bisessuali e transgender, al termine dello scorso Pride regionale.

In secondo luogo arrivano dal presidente dell’ANCI. Ovvero dal rappresentante di tutti i sindaci italiani, che essendo a contatto ogni giorno con i propri cittadini capiscono, almeno alcuni, quali siano le reali e concrete istanze delle donne e degli uomini lesbiche e gay.

Infine Sergio Chiamparino è uno dei più importanti dirigenti nazionali del Partito Democratico cioè di quel partito che sul tema dei diritti civili e delle pari opportunità ha fatto più parole che fatti. Chiamparino ha dichiarato che la sua presa di posizione vuole “riportare l’attenzione su un tema importante”.

Noi di questo lo ringraziamo. Non solo perché tiene alta l’attenzione sui temi dei diritti ma anche perché questo suo impegno ha come destinatarie due donne lesbiche, che talvolta, più degli uomini gay, faticano a veder riconosciuta la propria “libertà di essere”. Così come, mi sia consentita la breve digressione, per le persone transessuali. Una ventina di giorni fa, nel totale silenzio della stampa locale è stata inaugurata una mostra sulla vita “normale” e “quotidiana” delle persone transessuali che il Coordinamento Torino Pride ha organizzato in Via Lagrange a Torino e che è ancora visibile. Non si parla, in quella mostra, di violenze, di ricatti, di omicidi o di suicidi. Si racconta la quotidianità della vita al di fuori degli stereotipi. E questa è, con ogni evidenza, quella che viene definita una “non notizia”.

Sergio Chiamparino ha riacceso le nostre speranze perché i legislatori e la classe dirigente del nostro Paese e della nostra regione tornino ad occuparsi di diritti civili. In particolare torniamo a chiedere, mai stanchi nonostante siano ormai passati tre anni dalla sua presentazione,l’approvazione della legge regionale contro le discriminazioni. Mercedes Bresso e Sergio Chiamparino usino il loro potere amministrativo e il loro peso politico per trasformare i loro slanci civili in azioni concrete.

Daniele Viotti [Coordinatore Torino Pride]