Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

28 agosto 2009

FACCIAMO LA DIFFERENZA

Il 30 agosto prossimo si celebra il 184° compleanno di Karl Einrich Ulrichs, nato il 28 agosto 1825, eroe della lotta di emancipazione e liberazione omosessuale, che consideriamo il "Nonno Gay" del movimento di liberazione omosessuale mondiale.

L’attivismo può assumere molte forme ed anche una persona fa la differenza.

Ecco una lista di suggerimenti per partecipare alla celebrazione. L'aspetto importante è partecipare in qualche modo. Ci sono molti altri modi per farlo. Ciascun* usi la propria immaginazione.

1. Segnate su tutti i vostri calendari -- 28 agosto.
2.Prendetevi una vacanza in Italia comprendendo una sosta a L' Aquila per partecipare alla riunione informale di mezzogiorno con le persone che vengono da tutto il mondo. Portatevi un a manciata di terra da spargere sulla sua tomba e una piccola bandierina della vostra condizione o paese.
3. Mandate le informazioni sul sito Web e dell' email indicate sopra almeno ad un amico, di più se possibile.
4. Fate copie dell' email e del sito Web da distribuire agli amici o acoloro che possono essere interessati.
5. Controllate se i suoi libri e la sua biografia sono nella biblioteca. Se non ci sono chiedete che vengano acquisiti.
6. Uscite assieme a qualcuno - la famiglia o gli amici.
7. Invitate gli amici fuori a pranzo e dedicate una fettina di pane tostato a Ulrichs.
8. Invitate gli amici a pranzo e offrite loro cibo italiano o tedesco e naturalmente dedicate una fettina di pane tostato a Ulrichs.
9. Progettate una escursione sull'Appennino e il Gran Sasso con sosta a L' Aquila a mezzogiorno il 28 agosto.
10. Organizzate nel vostro bar preferito una serata militare in suo nome - Ulrichs è stato attratto dagli uomini in uniforme.
11. Incoraggiate il vostro bar favorito a realizzare una notte di Ulrichs con uno special sulla birra italiana e tedesca se la hanno.
12. Patrocinate a suo nome iniziative commerciali gaye: agenzie di viaggi, bar, saune, ristoranti, librerie.
13. Rendetelo la figura centrale nella storia per i Comitati per l'ogoglio gay.
14. Scrivete lettere all'editore per ricordare Ulrichs ogni 28 agosto.
15.Per gli Editori: far scrivere ai propri produttori una storia che sia attinente con le sue caratteristiche.
16. Per i produttori: dedicate il vostro libro a lui.
17. Organizzate un cocktail-party.
18. Ricordate lui ed il suo lavoro nelle vostre preghiere.
19. Accendete una candela, bruciate incenso.
20. Per gli insegnanti: progettate una lezione speciale intorno alla suoi vita ed impianti.
21. Per gli avvocati: fate un caso di pro bono in suo nome. Era un avvocato che ha aiutato spesso quelli arrestati per comportamento "immorale" .
22. Per gli studenti: scrivete un saggio sulla sua vita e su ciò che ha fatto,oppure pronunciate un discorso su di lui.
23. Piantate un giardino di fiori intitolandolo a lui. Ulrichs amava i fiori ed il giardinaggio.
24. Piantate un giardino per attrarre le farfalle. Ulrichs amava e coltivava le farfalle.
25. Preparate una torta e dividetela con la vostra famiglia, gli amici o i colleghi.
26. Se siete da soli nel suo compleanno dedicategli una fettina di pane tostato anche solo con un bicchiere di acqua.
27. Ascoltate il "Ave Maria". Ulrichs, sul suo letto di morte in ospedale, ha goduto di ascoltare le suore cantarlo al vespro.
28. Portate un cartello con il suo nome o la sua immagine nel vostro Gay Pride locale.
29. Copiate ed usate la sua immagine su qualche cosa che possiate adattare: penne, matite, magliette, block notes.
30. Create un timbro di gomma e mettetelo su tutta la posta uscente.
31. Fate una donazione ad un fondo per la lotta all' AIDS o al P-Flag o a un fonda nome di Ulrichs.
32. Incoraggiate le traduzioni in tutte le lingue a diffondere la storia di TransLesBiGay.
33. Istituite una borsa di studio o assegni in nome di Ulrichs.
34. Tenetevi per le mani. Ulrichs credeva che il tatto fosse importane per stabilire il contatto tra persone con sensibilità per " stesso-sex".
35. Sventolate la bandiera arcobaleno il 28 agosto.
36. Mettete la sua immagine incorniciata sul vostro tavolo.
37. Organizzate e realizzate una celebrazione o una fiaccolata.
38. Fate pubblicare i vostri programmi per la celebrazione nella sezione di cronaca del giornale.
39. Per i gruppi religiosi: progettate un programma speciale.
40. Scambiatevi fiori con chi amate.
41. Salvate questo sito Web come desktop.
42. Dite a tutti che Ulrichs è la prima persona che si conosca che è uscita allo scoperto per richiedere diritti uguali per gli uomini e le donne oppressi.
43. Servite un pasto speciale: spaghetti con la salsa in stile abruzzese(L' Aquila è nella regione dell'Abruzzo): maiale, pepe rosso, foglia di alloro, pomodorini, vino rosso asciutto 2/3 di tazza, sale, pepe (vegetariani: carne sostituita con broccolo).
44. Votate per abrogare tutte le leggi contro la sodomia e la cosiddetta difesa degli Stati Uniti della Legge di unione (DOMA); votate per abolire la diseguaglianza nell'età di consenso (19 per gli omosessuali; 16 per altri!).
45. Scrivete un' email per il libro della memoria.
46. Sostenete l'unione civile per gli omosessuali.

ANCORA OMOFOBIA

ROMA : GAY SOTTO ATTACCO

Il Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’ denuncia un ennesimo atto di aggressione ai danni di un omosessuale. I fatti si riferiscono a mercoledì 19 agosto.

Alla fine di una lunga giornata di lavoro Emilio Rez, gay e noto cantautore, più volte ospite del Maurizio Costanzo Show, viene fermato, mentre rientra a casa, da una persona che gli chiede indicazioni stradali. Dopo avergliele date, Emilio continua per la sua strada ma poco dopo viene raggiunto di nuovo dalla stessa persona che inveisce contro di lui e lo minaccia prima verbalmente e poi, nonostante Emilio si sia prontamente rifugiato in un laboratorio di dolciumi nei pressi di Piazza Re di Roma ed abbia chiamato al telefono in sua difesa gli amici che aveva lasciato qualche minuto prima, viene seguito all’interno del locale e pesantemente malmenato. Contro Emilio frasi ingiuriose del tipo: “Brutto frocio! Ora ti faccio vedere io!” Fra gli astanti, solo un ragazzo di colore interviene in difesa di Emilio.

Il tempestivo intervento di due pattuglie della Guardia di Finanza parcheggiate proprio fuori dal laboratorio e di una volante della Polizia accorsa sul posto, chiamata dagli amici di Emilio, evita il peggio. L’aggressore scompare e a nulla valgono le ricerche delle tre macchine delle forze dell’ordine. Dopo varie peripezie Emilio Rez si reca al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni dove gli viene rilasciato un referto con diagnosi di trauna cranio- facciale, alla spalla sinistra, alla schiena e alla gamba sinistra con una ipoacusia (abbassamento della capacità uditiva all’orecchio sinistro) con una prognosi di 5 giorni.

“Si tratta di un ulteriore gesto che si inserisce in questo gravissimo clima di continua intimidazione contro i gay, le lesbiche e le persone transessuali della Capitale”, questo è il commento del Circolo Mario Mieli.

Risulta lampante che una risposta in termini esclusivamente securitari non offre garanzie di successo ed è, invece, sempre più urgente ripensare una politica di intervento complessiva e a lungo termine che non lasci fuori nessuna questione relativa ai diritti e alla qualità della vita dei cittadini omosessuali e transessuali. Proprio per questo auspichiamo che il Sindaco voglia attentamente considerare anche i tanti suggerimenti, proposte e indicazioni provenienti dalle associazioni GLBT. Una risposta che contrasti dalle fondamenta le radici culturali, psicologiche e sociali dell’odio e della discriminazione omofoba, transofoba e anche razziale che rischia seriamente di minare il tessuto civile e la pacifica convivenza a Roma e nel Paese. Un rischio che evidentemente non riguarda solo le minoranze colpite ma coinvolge tutti indifferentemente e che, per questo, richiama a una mobilitazione ampia e a un impegno condiviso”.

“Proprio per questo motivo”, continuano al ‘Mario Mieli’, “la nostra Associazione sarà presente in forze alla fiaccolata contro tutti i razzismi in via di organizzazione da parte della Provincia di Roma.

Noi non abbasseremo la testa e saremo sempre in prima linea per la difesa e la tutela dei diritti delle persone glbt e di tutte le persone libere di questo Paese”.

Andrea Berardicurti
[Segreteria Politica Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’]

ENNESIMA AGGRESSIONE A NAPOLI

Una coppia gay di turisti è stata aggredita da un branco di ragazzi a piazza Dante, nel centro storico di Napoli. Vittime dell’episodio di violenza a sfondo omofobo sono un armeno di 25 anni e uno svizzero di 47, che hanno denunciato alla polizia l’attacco.

Il fatto è avvenuto la sera del 26 agosto. Un branco di ragazzi ha prima insultato la coppia, e poi ha inseguito i due uomini, che avevano provato ad allontanarsi, e li ha malmenati. I due sono stati soccorsi da una pattuglia della polizia.

Il venticinquenne si è fatto medicare al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini, dove i medici hanno riscontrato delle contusioni e uno stato d’ansia: è stato dimesso con una prognosi di guarigione di 5 giorni. Il compagno, invece, non si è sottoposto ad alcun soccorso. Sul fatto indaga la polizia, che ha confermato la dinamica dell’episodio, di cui ha dato notizia il presidente dell’associazione I Ken onlus, Carlo Cremona.

Per l’assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Giulio Riccio: "Siamo di fronte in tutta Italia ad una vera escalation di violenza omofobica frutto del clima di paura che il governo alimenta nel paese. Nei prossimi giorni - annuncia Riccio - chiederò al movimento glbt e alle associazioni omosessuali un incontro, per valutare insieme i contenuti di una campagna contro la discriminazione, le violenze e l’omofobia".

[La Repubblica]

24 agosto 2009

RIMINI, PUGNI E SCHIAFFI AI VICINI DI CASA GAY: "SIETE ESSERI SCHIFOSI, DOVETE ANDARVENE"

Una banale discussione per un parcheggio si trasforma in una violenta aggressione omofoba. Coinvolti il vicepresidente di GayLib, Daniele Priori e il suo compagno, il cantautore Ciri Ceccarini. Cinque giorni di prognosi per le botte al volto.

Presi a pugni e schiaffi da un vicino di casa assieme a una sequela di insulti omofobi misti a minacce con evidenti riferimenti a sfondo sessuale. Si tratta dell'ultimo caso di omofobia violenta accaduto a Rimini, nel quartiere di Miramare durante il fine settimana appena trascorso. Vittime dell'aggressione fisica e verbale sono stati Daniele Priori, 27 anni, giornalista, attivista politico di centrodestra, impegnato nella lotta per i diritti civili e il suo compagno, il cantautore Ciri Ceccarini, 29 anni, noto anch'egli in riviera, in particolare per il suo brano"Sono ciò che sono" presentato quest'anno al Pride nazionale di Genova.

La rissa è avvenuta per futili motivi, un parcheggio, nel cortile del condominio dove risiede Ceccarini in via Calzecchi 10.

La coppia, dopo l'intervento sul posto dei Carabinieri,si è recata presso il Pronto Soccorso di Rimini dove i medici hanno riscontrato un trauma contusivo al volto per Ciri Ceccarini, guaribile in cinque giorni, e un contraccolpo cervicale per Priori, guaribile in tre giorni.

"E' semplicemente impensabile - dichiara Daniele Priori, vicepresidente nazionale dell'associazione GayLib e militante del Popolo della Libertà, cofondatore del gruppo Libertiamo con Benedetto Della Vedova - trovarsi in vacanza e essere presi a pugni in faccia per una evidente intolleranza che non esita a trasformarsi in violenza fisica. In realtà, in questa specifica situazione, ci troviamo di fronte a un caso di persecuzione che dura da anni. Basti pensare, tra gli altri episodi, che appena pochi giorni prima dell'aggressione hanno gettato delle uova sulla mia autovettura. Secondo questa gente - riferisce - io e il mio compagno non dobbiamo stare nella palazzina per non oltraggiarne la loro idea di decoro al punto che non si sono fatti problemi, pure di fronte all'intervento dei Carabinieri, a definire il mio compagno come un essere schifoso".

L'isolato che fiancheggia la Statale Flaminia all'altezza di Miramare di Rimini non è peraltro nuovo a episodi di omofobia violenta. Cinque anni fa, infatti, nello stesso stabile di via Calzecchi un anziano omosessuale è stato ucciso da un rumeno dedito alla prostituzione, recentemente condannato dal Tribunale di Rimini.

Solidarietà e sconcerto sono stati manifestati dal presidente nazionale di GayLib, Enrico Oliari:"L'episodio di Rimini che ha visto coinvolto un nostro autorevole militante e il suo compagno, fortunatamente senza conseguenze fisiche gravi, giunge all'indomani della terribile notizia dell'accoltellamento di un ragazzo avvenuto a Roma. Ciò che rasserena di fronte a questo brutto clima di violenza che sta nuovamente e sempre più smaccatamente coinvolgendo la comunità omosessuale sono l'impegno e la sensibilità delle istituzioni che, a partire dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, attraverso il coraggioso esempio e la fermezza encomiabile dimostrata del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fino ai numerosi interventi al nostro fianco di un amico di sempre della comunità gay, quale è il deputato PdL, Benedetto Della Vedova, fanno riscontrare una sempre maggiore decisione di fronte a quello che, purtroppo, e contrariamente a una presunta maturazione della società, sta divenendo un fenomeno sempre più dilagante che non permette a una tranquilla e comune coppia gay di abbracciarsi all'uscita di una discoteca a Roma, piuttosto che, addirittura, nel cortile della propria abitazione estiva nella riviera romagnola. Auspichiamo dunque - conclude Oliari - che il Parlamento, alla ripresa dei propri lavori, si occupi compiutamente e urgentemente della tutela dei diritti e della sicurezza delle persone e delle coppie omoaffettive e così contribuire, differentemente da quanto ancora accade, alla effettiva e reale normalizzazione della vita di questi cittadini nella società italiana. La nostra associazione discuterà con assoluta priorità dell'emergenza omofobia durante il suo congresso nazionale in programma il prossimo 10 ottobre a Milano".

GayLib - Il Direttivo

Enrico Oliari
Daniele Priori
Marco Anselmo Jouvenal

INFASTIDITO DA EFFUSIONI ACCOLTELLA DUE GAY, ALEMANNO : "GRAVE CHE NON SIA STATO ARRESTATO"


COSA SI ASPETTA A ESIGERE, A PRETENDERE DA PARTE DELLA COSIDDETTA COMUNITA' LGBT CHE VENGA RICONOSCIUTO COME TALE ANCHE DALLA LEGGE ?

QUESTO CHIESE ULRICHS NEL 1867. QUESTO CHIEDEREMO DA L'AQUILA IL 30 AGOSTO SULLA SUA TOMBA DI ESULE.

Alba Montori

18 agosto 2009

E' MORTA LA SCRITTRICE FERNANDA PIVANO

“Con molto dolore per i morti e per la tragedia devo dichiararmi perdente e sconfitta perche' ho lavorato 70 anni scrivendo esclusivamente in onore e in amore della non violenza e vedo il pianeta cosparso di sangue.”

Fernanda

Questa sera è morta la scrittrice Fernanda Pivano. Scrittrice e figura di rilievo nella scena culturale del nostro paese. Una dei maggiori esperti di musica, amica e collaboratrice di De Andrè.

Nel 2005 è stata protagonista insieme a me nella realizzazione di una mostra dedicata a Pasolini, in occasione del trentennale della morte del poeta friulano. In quella circostanza mi ha permesso di perfezionare la bozza del progetto mettendomi a disposizione con unica generosità tutte le sue competenze e soprattutto accogliendo i miei capricci e le mie stanchezze e il debordante incombere del lavoro sulle sue giornate e il cui sostanziale apporto mi fa pensare a quell’evento nei suoi risultati migliori. Ricordo Fernanda con molto affetto.

Paolo Violi

17 agosto 2009

184° COMPLEANNO DI KARL EINRICH ULRICHS : APPUNTAMENTO A L'AQUILA IL 30 AGOSTO

L' Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ invita il 30 agosto prossimo gli appartenenti alla Comunità GayLebicaTransQueer, le associazioni e le persone eterosolidali a celebrare assieme il 184° compleanno di Karl Einrich Ulrichs, nato il 28 agosto 1825, eroe della lotta di emancipazione e liberazione omosessuale, che consideriamo il "Nonno Gay" del movimento di liberazione omosessuale mondiale.

"Fino al momento della mia morte guarderò con orgoglio indietro a quel giorno, 29 agosto del 1867, quando trovai il coraggio di lottare faccia a faccia contro lo spettro di un'antica idra irata che da tempo immemorabile stava iniettando veleno dentro di me e dentro gli uomini della mia stessa natura. Parecchi sono stati spinti al suicidio perché tutta la loro gioia di vivere era sciupata. Infatti, sono orgoglioso di aver trovato il coraggio di assestare a questa idra il colpo iniziale del pubblico disprezzo".

Ricorderemo il suo incredibile coming-out, in occasione del suo 42° compleanno, probabilmente il più drammatico e coraggioso della storia GLBTQ, oltre che il primo di cui abbiamo notizia, che gli è costato persecuzioni, esilio, povertà.

Lo ricorderemo per rinnovare il nostro impegno a lottare concordemente assieme per far sì che l'omofobia, "antica idra irata" scompaia al più presto e definitivamente dal costume sociale.
Dopo il termine dell' affettuosa cerimonia di omaggio ci ritroveremo, come di consueto, per un pranzo conviviale.

per l'Associazione"Fondazione Luciano Massimo Consoli"

Claudio Mori, Alba Montori, Riccardo Peloso, Paolo Violi, Maya Checchi, Daniele Priori, Ciri Ceccarini, Carla Liberatore

12 agosto 2009

ANSELMO CADELLI : RICORDANDO UN MILITANTE GAY DELLA SECONDA GENERAZIONE

Fondatore della prima associazione omosessuale, Ompo’s, Anselmo Cadelli viene ricordato per la sua militanza, una delle prime militanze assidue e costanti in difesa dei diritti degli omosessuali, dei diritti civili, delle pari opportunità, della tutela della dignità umana a prescindere dal proprio orientamento, negli anni 70. La sua viene definita attività di un omosessuale di seconda generazione nel campo dell’agire per l’eguaglianza sostanziale tra cittadine e cittadini, in un’Italia oscurantista, da poco uscita vincente nella lotta per l’aborto e per il divorzio, dai primi referendum che dettero un forte colpo alla permanenza egemonica della cultura oscurantistica delle aree vaticaniste e curialiste e dei loro riferimenti politici, detenenti il potere governativo nel Paese.

Nel 1978, il 12 luglio, Anselmo occupa uno stabile a Roma, nel quartiere popolare del Testaccio, e lo denomina "GAY HOUSE OMPO's", ossia la casa gay dell’associazione Ompo’s, pioniera nel Paese nella militanza massiva per la rivendicazione del riconoscimento dei diritti per gli omosessuali. Anselmo è anche un letterato e scrive una commedia, dal titolo “Solo i gay vanno in Paradiso”, che riscuote successo nel campo delle rappresentazioni teatrali sperimentali e di avanguardia, da subito si direbbe, a Roma e non solo. Siamo al 31 dicembre del 1977 e, dopo questo primo passo che ha reso Anselmo protagonista numero uno del movimento GLBT, si può dire Cadelli si prodigasse con la giustizia, anche se in forma embrionale, al tempo, per risolvere casi, tanti ai tempi, come oggi, di omicidi di omosessuali, dichiarati e non. Il primo caso riguarda un 46 enne, Alfredo Garrefa, ucciso con colpi di un’arma contundente simile all’arnese che i macellai usano per affilare i propri coltelli per scuoiare le carcasse bovine. L’autore dell’efferato delitto è un giovane, Jean-Charles Fasulo, 19 enne, che viene preso, il 19 gennaio 1991, dopo che Anselmo lo ha convinto a presentarsi in Questura, dove confesserà il delitto. Arriviamo, poi, al giugno 1997, quando Anselmo informa l’autorità giudiziaria che Mariano Tre-Dita è autore del meditato omicidio contro un cittadino olandese.

Anselmo ha avuto un’infanzia difficile: abbandonato da piccolo dai propri genitori, si trova a trascorrere i suoi primi anni di vita e di giovinezza tra militari, in caserma, in collegi, orfanotrofi, ospedali: questo passato burrascoso, difficile, condiziona fortemente la sua crescita. Si fanno poi via via strada in lui quei sentimenti di giustizia, quella esigenza di libertà, quel bisogno di giustizia che nimeranno le su azioni.

Muore quando cominciano ad avere visibilità le prime lotte del Movimento GLBT, che tante conquiste ha già ottenuto in Europa. di cittadine o di cittadini. Lascia di sè il ricordo di un uomo che ha dedicato la vita alla difesa dei diritti civili e della laicità dello Stato.

Il ricordo di Anselmo è legato ad un patrimonio politico e civile che deve essere costante punto di riferimento per il futuro e per una società di libertà e di giustizia.

Lui non comprendeva il tanto accanirsi di parte della società, che si opponeva alla permanenza della sede dell’associazione nella Palazzina del Testaccio: tante furono le pretestuose querele esposte da residenti vicini. Ma comprendeva che occorreva continuare e perseverare costruendo una forte realtà che potesse, un giorno, come lo è stata in gran parte, essere generatrice di altre realtà che, insieme, avrebbero costituito quel grande movimento di uomini e di donne contro una conservazione troppo moralista e perbenista della cultura italiana, piena e intrisa di pregiudizi emarginanti. Forse qualche successo del movimento glbt, oggi, si deve in parte a lui, ad Anselmo.

Alessandro Rizzo

L'ASSOCIAZIONE"FONDAZIONE LUCIANO MASSIMO CONSOLI" RICORDA ANSELMO CADELLI

"Il prossimo 15 agosto e' l'anniversario della morte di Anselmo Cadelli (Sassari, 2 marzo 1950 – Roma, 15 agosto 2001), una colonna portante del nostro movimento nella Roma degli anni Settanta (soprattutto, ma non solo). Il suo contributo è stato immenso, la sua partecipazione continua, fin da quel giorno del 1976 in cui mise piede per la prima volta nella sede dell'Ompo's, la nostra associazione culturale, il nostro club privato, la nostra sede. Anselmo è stato uno di quei personaggi che trovano la loro realizzazione in un lavoro comunitario, a favore di se stessi, è vero, ma anche degli altri. E' stato il mio collaboratore più efficace, l'amico che m'è stato più vicino per un tempo più lungo di tanti altri. Insieme abbiamo fatto tante di quelle cose che m'è impossibile, ora, elencarle o anche solo ricordarle tutte. Ne menzionerò una soltanto. Quella che, forse, attraverserà gli anni e i secoli e contribuirà a farlo ricordare dai nostri pronipoti: l'aver avuto l'idea di quello spettacolo di gran successo che è stato, nel 1977-78, la commedia "Solo i Gay vanno in paradiso", che già nel titolo è tutta un programma!Chi vuole può andarlo a trovare, al cimitero 'Flaminio' di Prima Porta (Riquadro numero 113 bis, Fila 53, Fossa 3) (...) “ [08/08/2007]

Luciano Massimo Consoli

Il 15 agosto, una rappresentanza della Associazione Fondazione ‘Luciano Massimo Consoli’ si recherà al Cimitero Flaminio di Prima Porta a rendere omaggio ad Anselmo.

Se volete ricordare Anselmo assieme a noi, se non avete nulla di meglio da fare, l'appuntamento è alla sua lapide al Cimitero Flaminio di Prima Porta ( vedi sopra) in tarda mattinata, intorno alle ore 12.oo .

Paolo Violi

10 agosto 2009

CONTINUA LA CAMPAGNA DI AFFERMAZIONE CIVILE PROMOSSA DA CERTI DIRITTI E RETE LENFORD.

MATRIMONIO GAY: IN ATTESA CHE L’ITALIA RICONOSCA NON PER ERRORE IL MATRIMONIO GAY, ANCHE FATTO ALL’ESTERO, CONTINUA LA CAMPAGNA DI AFFERMAZIONE CIVILE PROMOSSA DA CERTI DIRITTI E RETE LENFORD.

Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“In attesa che la classe politica italiana comprenda che occorre quanto prima regolamentare le unioni civili ed estendere l’istituto del matrimonio alle coppie gay, la notizia che in Italia è stato riconosciuto il primo matrimonio tra persone omosessuali fatto all’estero è un fatto storico, di grande rilevanza civile. Purtroppo il valore di questo riconoscimento si regge solo sull’errore o interpretazione di un nome al femminile di uno dei due componenti la coppia di due uomini, certo non sufficiente a scardinare l’ottusità di quasi tutta la classe politica italiana.

Ricordiamo che in Parlamento sono state depositate proposte di legge, da parte dei parlamentari radicali del Pd, volte alla regolamentazione delle unioni civili e in favore del matrimonio gay. A sostegno del matrimonio gay è in corso in Italia una campagna nazionale di ‘Affermazione civile’, promossa dalle Associazioni Certi Diritti e dall’Avvocatura Lgbt – Rete Lenford, alla quale hanno finora aderito una trentina di coppie gay, che hanno presentato presso i loro Comuni di residenza le richieste delle pubblicazioni finalizzate al matrimonio. Quando il Comune oppone loro il rifiuto si incardinano le iniziative legali contro tali decisioni. Attualmente già due Tribunali, quelli di Venezia e di Trento, hanno rimesso alla Corte Costituzionale la decisione ritenendo fondate le ragioni delle coppie ricorrenti. Entro una decina di mesi la Corte si dovrà esprimere”.

www.certidiritti.it

C'E' UN MATRIMONIO GAY LEGALE IN ITALIA?

Coppia gay italiana sposata a SanFrancisco... riconosciuta in Italia. A settembre 2008 si sono sposati a San Francisco e hanno chiesto alle autorità italiane di riconoscere la loro unione. A sorpresa è arrivato un sì.

"Ecco come sono riuscito a registrarlo". I funzionari hanno scambiato quello che è un nome maschile per femminile, "Non sono più celibe, peccato solo che mio marito figuri come moglie".

di Stefania Pameggiani


In Italia esiste almeno una coppia omosessuale legalmente sposata. Non per una scelta illuminata della politica, ma grazie alla burocrazia. Che si è ingarbugliata e, scambiando un nome maschile per femminile, ha finito per inserire nei registri dello stato civile le nozze celebrate a San Francisco tra due uomini.

In attesa del verdetto della Corte costituzionale - chiamata in causa dal Tribunale di Venezia e da quello di Trento che hanno considerato fondate le ragioni delle coppie omosessuali che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio - dai faldoni dello stato civile italiano esce una storia surreale, fatta di equivoci e vita vissuta. Una storia che permette ai suoi protagonisti di dirsi sposati di fronte alla legge in un Paese in cui non sono riconosciute come tali neanche le coppie di fatto.Protagonisti un bancario italiano di 36 anni e il suo compagno, consulente aziendale francese di un anno più giovane. Si conoscono a Francoforte dieci anni fa e subito decidono di convivere. Sono una coppia solida, affiatata, vera. Ma sulla carta non esistono. Si trasferiscono a Parigi, acquistano casa, la ristrutturano, fanno progetti per il futuro. Ricacciano in un angolo, come un pensiero fastidioso, l'idea che la loro unione per l'amministrazione pubblica non valga nulla. Poi il viaggio che cambia la vita, una vacanza a lungo progettata nel West America. E una coincidenza: il loro volo decolla a settembre, nei giorni in cui la California accetta di sposare coppie dello stesso sesso e non residenti. Il referendum che abrogherà questa possibilità non si è ancora svolto, a San Francisco gli omosessuali esibiscono i documenti e si giurano fedeltà nella gioia e nel dolore. Alla fine saranno circa 18mila le unioni celebrate in quella breve stagione di libertà, tra maggio e ottobre 2008."Tra queste anche la nostra - spiega il 36enne -. Il mio compagno inizialmente era titubante, saremmo stati soli, senza famiglia e amici. Io invece lo desideravo perché volevo sentirmi finalmente una persona 'normale', non più di serie B. Pensavo inoltre che la domanda di trascrizione in Italia mi sarebbe stata rifiutata: volevo ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo, combattere una battaglia di civiltà".

Scelgono una cerimonia privata, senza testimoni, un treppiedi con la telecamera a riprenderli e l'emozione di sentire che l'amore non ha barriere: "Prima e dopo di noi c'erano coppie eterosessuali, nessuna discriminazione". Qualche mese più tardi inviteranno amici e famigliari in Francia per una festa in cui proietteranno il video della cerimonia. "Abbiamo chiesto al giudice di pace di poterci sposare sotto la cupola del municipio e quando gli abbiamo spiegato che non ci saremmo scambiati le fedi, perché le avevamo già da anni, ha replicato che non era importante perché quello che contava era il cerchio che formavamo e che da adesso in poi ci avrebbe unito".

Riconosciuta l'unione in America e assicurati i diritti in Francia - "Qualche mese dopo ci siamo pacsati" - restava un'unica cosa: cambiare lo stato civile in Italia, da celibe a sposato. "Ho seguito la trafila burocratica, rimandando il certificato di matrimonio a Sacramento affinché le autorità notarili californiane lo apostillassero (convalidassero). Dopo averli fatti tradurre da un traduttore giurato, ho raccolto i documenti e li ho spediti al consolato italiano in California. In America sugli atti di matrimonio non vi sono indicazioni sul sesso dei contraenti, ma solo i nominativi. Il mio compagno ha un nome che termina con la 'e', scambiato spesso per femminile. Non hanno fatto domande, hanno messo tutti i timbri che servivano e hanno inviato l'incartamento al ministero degli Esteri a Roma, che a sua volta ha convalidato e trasmesso tutto in Italia al Comune dove risulto come residente all'estero". L'atto di matrimonio viene trascritto e il trentaseienne non è più celibe: "Sono sposato, sposato a tutti gli effetti... Peccato solo che mio marito figuri come moglie".

La vecchia idea di trasformare se stesso in un simbolo per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali è ancora presente: "Ho deciso di rinviare perché ci vuole energia per spendersi in prima persona, ma prima o poi lo farò: è assurdo che in Europa basti passare il confine per trovarsi da sposati a celibi". A meno che, una volta tanto, non sia la burocrazia a venire in aiuto.

tutti gli articoli di cronaca

www.certidiritti.it

7 agosto 2009

TERRORISMO ANTIGAY

di Peter Boom

Il terrorista antigay, uccidendo a Tel Aviv almeno tre giovanissimi gay e ferendone molti, ha sparato contro la “propria” omosessualità, cioè per dimostrare a sé stesso ed agli altri di non avere tendenze omosessuali. E' persona che soffre di una grave forma di omofobia interiorizzata.

Chi è al cento per cento eterosessuale non avrebbe mai sentito l'esigenza di essere violento o anche critico nei confronti di omosessuali. Anzi, direbbe uno in meno nella caccia alle donne, o se donna una in meno nella conquista dei maschi.

Una grave colpa hanno certe religioni, soprattutto monoteiste ed i loro direttorii, per le continue ed infami condanne dell'omosessualità esponendo altri esseri umani allo scherno, al disprezzo, all'esclusione e in certe regioni alla flagellazione, alla carcerazione ed addirittura alla pena di morte.

Tutto questo con la scusa di una “legge naturale” che non corrisponde a nessuna realtà umana.

La vera NATURA del sesso sta invece descritta nella Teoria e la Filosofia della Pansessualità che si può consultare gratuitamente e senza pubblicità sul sito più grande del mondo sulla sessualità umana, creato dal professor Erwin J. Haeberle, eminente sessuologo della Humboldt University di Berlino: http://www2.hu-berlin.de/sexology (cliccare su LINK e poi su SEXUAL ORIENTATION) o direttamente su: http://www.pansexuality.it (italiano e inglese).

Importante è comunque la ferma condanna dello schifoso ed esecrabile attentato da parte dei due rabbini-capo e del governo d'Israele.

Ora spetta al poco cristiano Vaticano di firmare presso le Nazioni Unite la proposta del Presidente francese Sarkozy per la depenalizzazione dell'omosessualità, proposta che la Santa Sede si è rifiutata di firmare adducendo ridicoli e vergognosi pretesti preteschi.

Nel mondo islamico è solo agli inizi un dibattito sull'ammissibilità dell'omosessualità (thejakartapost.com/news/2008/03/27/islam-recognizes-homosexuality039..html ).

5 agosto 2009

DOPO ILTRIBUNALE DI VENEZIA ANCHE QUELLO DI TRENTO CONSIDERA FONDATE LE RAGIONI DELLE COPPIE GAY

MATRIMONIO GAY: DUE COPPIE GAY DI TRENTO FANNO RICORSO IN TRIBUNALE DOPO IL NO DEL COMUNE, LA CORTE D’APPELLO SOLLEVA LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

LA CAMPAGNA DI AFFERMAZIONE CIVILE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI E RETE LENFORD CONTINUA, PER I DIRITTI E L’UGUAGLIANZA DELLE COPPIE GAY.


dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“Due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l’altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall’Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare dal Comune di Trento le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l’avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d’Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all’istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civiltà che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone”.


di seguito alcuni estratti dell’ordinanza dei giudici di Trento:

Il Collegio dei giudici della Corte d’Appello di Trento, il 2 agosto scorso, hanno rimesso alla Corte Costituzionale la decisione in quanto “si tratta di questione rilevante e non manifestamente infondata. Non vi è dubbio infatti – continua il documento – che rispetto all’epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si è verificata un’inarrestabile trasformazione della società e dei costumi che ha portato al superamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono (talora a gran voce) di essere tutelate e disciplinate”, Nell’ordinanza si legge tra l’altro: “…quanto sopra osservato non può essere superato da un’interpretazione secondo cui il matrimonio deve e può essere consentito solo a coppie eterosessuali a ragione della sua funzione sociale, principio secondo taluni ricavabile dall’art. 29 Cost. (norma che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). Detto principio infatti si limita a riconoscere alla famiglia un suo ruolo naturale, nel senso che da un lato lo Stato non può prescindere da tale realtà sociale a cui tende per natura la stragrande maggioranza degli individui e, dall’altro, afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio; ma certo esso non giunge ad escludere la tutela della famiglia di fatto (che prescinde dal matrimonio) o ad affermare la funzione della famiglia come granaio dello Stato”.

La sentenza ribadisce i sensi dei primi articoli della Costituzione, della Dichiarazione di Nizza e della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo che sanciscono la parità di accesso ai medesimi istituti giuridici per tutti i cittadini, al di là delle esasperazioni moralistiche che caratterizzano una politica italiana di sovente poco laica e poco proiettata al bonum comune.

le agenzie di stampa :

‘Certi diritti’: solidarieta' a gay.it per minacce di morte

Roma, 05 AGO (Velino) - "La grave vicenda delle minacce, anche di morte, avvenute la notte scorsa presso la sede del portale www.gay.it dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, la situazione di tensione e violenza che sempre piu' colpisce la comunita' gay italiana. Esprimiamo tutta la nostra convinta solidarieta' agli amici di gay.it e chiediamo alle autorita' di garantire l'incolumita' dei redattori di uno dei piu' importanti network gay italiani, colpito non a caso dall'odio razzista e omofobico. Ci auguriamo che il nostro governo che continua a far finta di niente sull'aumento dei casi di omofobia avvenuti in Italianell'ultimo anno - intervenga contro questi ignobili attacchi di terrore e paura che avvengono in una sempre piu' crescente e preoccupante indifferenza". Lo dichiara Sergio Rovasio, associazione radicale ‘Certi diritti’. (com/elb) 051426 AGO 09 NNNN
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PISA: RADICALI, MINACCE DI MORTE A GAY.IT VICENDA GRAVE 'SEMPRE PIU' TENSIONE E VIOLENZA OMOFOBA'

Roma, 5 ago. (Adnkronos) - "La grave vicenda delle minacce, anche di morte, avvenute la notte scorsa presso la sede del portale www.gay.it dimostra, se ancora vene fosse bisogno, la situazione di tensione e violenza che sempre piu' colpisce la comunita' gay italiana". Lo afferma Sergio Rovasio, segretario dell'associazione Radicale "Certi Diritti".

"Esprimiamo tutta la nostra convinta solidarieta' agli amici di gay.it e chiediamo alle autorita' di garantire l'incolumita' dei redattori di uno dei piu' importanti network gay italiani, colpito non a caso dall'odio razzista e omofobico. Ci auguriamo che il nostro Governo, che continua a far finta di niente sull'aumento dei casi di omofobia avvenutiin Italia nell'ultimo anno, intervenga contro questi ignobili attacchi di terrore e paura che avvengono in una sempre piu' crescente e preoccupante indifferenza", conclude Rovasio.

Sulla stessa vicenda e' stata depositata dai Radicali, prima firmataria Rita Bernardini, un'interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri degli Interni e per le Pari Opportunita', per sapere "quali iniziative ha attivato il Governo per contrastare i casi di violenza omofobica, in forte aumento in tutta Italia nell'ultimo anno.

In particolare quali interventi intende attivare il Ministro affinche' venga assicurata lamassima sicurezza e incolumita' operativa alle persone che lavorano presso il portalewww.gay.it e in occasione degli eventi promossi per il 'Mardi gras' a Torre del Lago apartire dal prossimo 7 agosto 2009. Se il Minisitro per le Pari Opportunita' alla luce di quanto esposto in premessa non ritenga di intervenire con specifiche campagne di informazione ed educazione volte a constatare il grave fenomeno dell'omofobia". (Sin/Ct/Adnkronos) 05-AGO-09 14:16

Matrimonio Gay, radicali: campagna affermazione civile continua

Roma, 05 AGO (Velino) - "Due coppie gay di Trento, una composta da due donne el'altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall'Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare, dal Comune di Trento, le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale". Lo dichiara Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale ‘Certi diritti’. "Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l'avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d'Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costituzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria pertutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italiasono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civilta' che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani dell epersone". (com/elb) 051311 AGO 09 NNNN


TRENTO: MATRIMONI GAY, CORTE APPELLO SOLLEVA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Trento, 5 ago. (Adnkronos) - 'Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trentoconsidera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all'istitutodel matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano'. Lo afferma Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’, che racconta anche la vicenda.

'Due coppie gay di Trento - spiega Rovasio - una composta da due donne e l'altrada due uomini, che avevano aderito alla campagna di affermazione civile promossadall'Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, sierano viste negare, dal Comune di Trento, le pubblicazioni matrimoniali e perquesto avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva datoalle due coppie un parere negativo e per questo l'avvocato Alexander Schusteraveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d'Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essereun diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamentosessuale.

Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragionidelle coppie gay che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio e per questoha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale.

Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano'.

'La campagna di Affermazione Civile continua - conclude Rovasio - In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civilta' che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone'. (segue)

TRENTO: MATRIMONI GAY, CORTE APPELLO SOLLEVA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

(Adnkronos) - Tra l'altro, nell'ordinanza, si legge che il Collegio dei giudici della Corte d'Appello di Trento, il 2 agosto scorso, ha rimesso alla Corte Costituzionale la decisione in quanto 'si tratta di questione rilevante e non manifestamente infondata. Non vi e' dubbio infatti - continua il documento - che rispetto all'epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si e' verificataun'inarrestabile trasformazione della societa' e dei costumi che ha portato alsuperamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono (talora a gran voce) di essere tutelate e disciplinate.

Nell'ordinanza si legge ancora: '…quanto sopra osservato non puo' essere superato da un'interpretazione secondo cui il matrimonio deve e puo' essere consentito solo a coppie eterosessuali a ragione della sua funzione sociale, principio secondo taluni ricavabile dall'art. 29 Cost. (norma che riconosce i diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio). Detto principio infatti si limita a riconoscere alla famiglia un suo ruolo naturale, nel senso che da un lato lo Stato non puo' prescindere da tale realta' sociale a cui tende per natura la stragrande maggioranza degli individui e, dall'altro, afferma che la famiglia e' fondata sul matrimonio; ma certo esso non giunge ad escludere la tutela della famiglia di fatto (che prescinde dal matrimonio) o ad affermare la funzione della famiglia come granaio dello Stato'.

'La sentenza ribadisce i sensi dei primi articoli della Costituzione, della Dichiarazione di Nizza e della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo che sanciscono la parita' di accesso ai medesimi istituti giuridici per tutti i cittadini, aldi la' delle esasperazioni moralistiche che caratterizzano una politica italiana disovente poco laica e poco proiettata al bonum comune', conclude Rovasio. -(Zaa/Ct/Adnkronos) 05-AGO-09 12:52

MATRIMONIO GAY: CORTE D'APPELLO TRENTO SOLLEVA LA QUESTIONE ALLA CONSULTA

(9Colonne) - Roma, 5 ago - In una nota Sergio Rovasio, segretario dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’ informa che "due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l'altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’ e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare, dal Comune diTrento, le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l'avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9luglio scorso, davanti alla Corte d'Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento - prosegue Rovasio - considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all'istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civiltà che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone". - 051117 AGO 09