31 ottobre 2009

PASOLINI, 34 ANNI DOPO

Care, cari

E' quasi dal momento della sua morte che, per 34 anni e senza interruzione, ricordiamo Pasolini, e dal 1992 Massimo Consoli e poi noi della Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ a lui intitolata invitiamo i locali gay e non gay di Roma, d’Italia e di vari altri paesi, e tutta la gente di buona volontà, a spegnere le luci, per un minuto, nella mezzanotte tra l'1 ed il 2 novembre, in quella che è ormai diventata famosa con il nome di «Operazione Notte Buia».

Unl messaggio di solidarietà, di ricordo, di affetto per Pasolini e la sua opera.
Perché Pasolini appartiene a tutti, non solo ai gay romani e, in ogni caso, non solo ai gay.
E questo gesto è pegno d’amore e di speranza per una societa' migliore, piu' giusta, piu' onesta.

La nostra manifestazione silenziosa ha lo scopo di :

1) ricordare un grande poeta morto in circostanze tragiche
2) smetterla una volta per tutte di continuare ad essere ammazzati perché gay, lesbiche, trans osemplicemente donne

Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’


LUNEDI' 2 NOVEMBRE alle ORE 12.00 come ogni anno dal 1976 ci ritroveremo presso l'Idroscalo di Ostia, luogo in cui Pier Paolo Pasolini è stato brutalmente ucciso, vittima tristemente più celebre di una violentissima e assassina omofobia che nella notte tra l' 1 e il 2 novembre del 1975 ha infierito sul corpo di un Genio, lacerandone la vitalità, le movenze, il sorriso, gli occhi, il cuore ma non intaccando di una virgola il pensiero di un grande e autentico profeta della modernità, attuale ancora oggi, trentaquattro anni dopo.


Rinnovo, dunque, l'appuntamento:
LUNEDI' 2 NOVEMBRE ore 12.00 IDROSCALO DI OSTIA per ricordare PIER PAOLO PASOLINI a 34 ANNI DALLA BRUTALE UCCISIONE PER OMOFOBIA.


Il cantuatore Ciri Ceccarini (http://www.ciriceccarini.it/) proporrà una rilettura musicale della storica "Ballata per la Morte di Pasolini" che sarà contenuta nel cd di prossima pubblicazione "Sono ciò che sono".

per l’ Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’,

Daniele Priori

[ comunicate gentilmente le adesioni in mailing list o all'indirizzo danielepriori@inwind.it ]



29 ottobre 2009

INTERVISTA A FRANCO GRILLINI : "MARRAZZO E' STATO INCASTRATO DA UN COMPLOTTO"

Grillini: ''Marrazzo è stato incastrato da un complotto''
Il presidente onorario dell'Arcigay: "Basta con la criminalizzazione dei trans".

di Davide Sfragano

È indignato Franco Grillini (foto) per il gran polverone sollevato dalla vicenda Marrazzo. Lui che da sempre si batte per i diritti della comunità Glbt (gay, lesbiche, bisex e transessuali), che è presidente onorario dell'Arcigay, non sopporta la criminalizzazione che è stata fatta in questi giorni nei confronti dei trans, ma anche delle scelte sessuali degli eterosessuali. Ma soprattutto ci tiene a precisare che “i comportamenti privati sono gravi solo quando confliggono con quelli pubblici”.

In Italia sembra che sia più grave tradire il proprio partner con un transessuale anziché con un eterosessuale. Che ne pensa?

Penso che avesse ragione Freud quando sosteneva che la sessualità umana va in tutte le direzioni. Purtroppo, però, viviamo in un Paese caratterizzato da una sessualità di origine cattolica. Per fortuna le persone hanno una sessualità più varia e stravagante di quanto si dica pubblicamente.

Oggi, dopo la vicenda Marrazzo, è più forte di prima l'accostamento tra transessuali, prostituzione e droga. Risponde a verità?

Purtroppo stiamo assistendo a un ondata di odio nei confronti dei transessuali. Ma questi accostamenti non sono veri. Per quanto riguarda la prostituzione bisogna capire che spesso chi ha cambiato sesso non riesce a trovare lavoro, e quindi non ha altre alternative oltre a quella di vendere le proprie prestazioni sessuali. È l'unica scelta.

Per questo bisogna capire come integrare i transessuali - così come tutte le altre minoranze - nella nostra società: in modo che non siano costretti a prostituirsi per sopravvivere. I transesssuali sono delle vittime, non i colpevoli. E per quel che riguarda la droga...

La droga nella nostra società circola in abbondanza. È sotto gli occhi di tutti. E la colpa è nel proibizionismo del governo, che non fa altro che provocare criminalità. Il pusher che ha portato la cocaina a via Gradoli d'accordo con i carabinieri, ad esempio, faceva solo consegne superiori ai 10 grammi, perché così non c'era bisogno del mandato di perquisizione per fare irruzione nell'appartamento. Secondo me, invece, è più efficace la strategia di riduzione del danno.

Dopo quanto avvenuto, pensa che in Italia siamo di fronte a un arretramento culturale? L'Italia è un Paese ipocrita e bigotto da una vita. L'istituto della confessione fa parte di questo quadro: puoi anche peccare, basta che non si sappia. Non a caso Marrazzo, che è cattolico, ha parlato di vergogna. Ma non ci si dovrebbe vergognare di qualcosa che non è illegale. Tutto ciò è assurdo, Marrazzo non ha fatto nulla di illegale. Non è neanche indagato.

Marazzo ha quindi fatto male a dimettersi?

È evidente che Marrazzo è stato incastrato da un complotto. Il suo errore imperdonabile, però, è stato cedere al ricatto. Come si fa a dire a un commerciante di Palermo vittima del pizzo di non pagare i suoi estorsori, se il primo a cedere a un ricatto è un uomo delle istituzioni?

Lei, due giorni fa, su Il Fatto Quotidiano, ha parlato di un personaggio del centrodestra scoperto qualche anno fa in pubblico con un transessuale, e che fino a ieri chiedeva a gran voce le dimissioni di Marrazzo. Chi è? Non faccio nomi. Servono prove.

28 ottobre 2009

GAY PALESTINESE TROVA RIFUGIO IN CASA DI UN COLONO EBREO

Era tornato al confine con la Cisgiordania per incontrare il padre malato, ma il soldati lo hanno bloccato e gli impediscono di tornare dal suo compagno israeliano. Adesso è ospite di un colono ebreo.

Quando leggiamo notizie come quella che stiamo per raccontarvi, verrebbe da pensare che se la pace in Medio Oriente fosse in mano ai popoli e non alla politica, la possibilità che si instauri sarebbe dieci volte superiore di quanto non lo sia adesso. E non è un caso se parliamo di popoli e non di governi.E' successo, infatti, che un gay palestinese ha trovato rifugio in casa di un colono ebreo della Cisgiordania. Adesso il ragazzo è in pericolo di vita stando a quello che riporta il quotidiano Yediot Ahronot. T., questo l'unico particolare che è stato diffuso sull'identità del palestinese, vive da dieci anni in Israele con un ragazzo ebreo che si chiama Doron impegnato, con tutti i mezzi a sua disposizione, ad ottenere il permesso di soggiorno a tempo indeterminato per il compagno.

Quando, però, 10 giorni fa, T. ha cercato di incontrare il padre malato, le cose hanno preso una piega imprevista. Per evitare che T. tornasse nel suo villaggio d'origine dove un gay non è affatto ben visto, il ragazzo ha incontrato il padre in un altro punto a poca distanza da un check point. Non appena T. ha cercato di far ritorno nella casa che condivide con Doron, è stato bloccato dai soldati che lo vorrebbero rimandare nel villaggio in cui è nato. Il povero T. ha cercato di spiegare ai soldati che lì la sua vita sarebbe in pericolo, ma gli uomini in divisa non hanno voluto sentire ragioni.

T. si è allora rivolto a un israeliano che aveva conosciuto molti anni prima: un colono che abita in un insediamento religioso della zona presso cui ha trovato rifugio. Lo stesso quotidiano che riporta la notizia e un'associazione che si occupa di diritti civili hanno cercato di fare pressioni perché il giovane possa far ritorno in Israele e vivere con il suo compagno, ma fonti militari hanno fatto loro sapere che questo è impossibile per non meglio precisate "ragioni di sicurezza".

APPELLO AI MEDIA PER MAGGIOR RISPETTO VERSO LE PERSONE TRANSESSUALI

TRANSESSUALE AL MASCHILE O AL FEMMINILE: APPELLO AI MEDIA AD AVERE MAGGIOR RISPETTO PER LE PERSONE TRANSESSUALI. E’ VERO CHE POSSONO ESSERE DEFINITE ANCHE Al MASCHILE MA NON IN QUESTO CASO.

Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale 'Certi Diritti':

“In questi giorni e ore sui media si torna a parlare di transessuali per vicende di cronaca (e politica) che non intendiamo qui commentare. Ma v’è un fatto che merita invece una nostra segnalazione-appello ai media.

Definire al maschile la persona transessuale protagonista dei fatti di questi giorni è un errore. Difatti la persona di cui si parla è una transessuale, non ‘un’ transessuale.

Con la parola transessuale si indica generalmente una persona che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello anagrafico e fisiologico. E questo è il caso oggi della persona transessuale protagonista dell’attenzione dei media.

Vero è che la realtà transessuale riguarda entrambe le direzioni di ‘transizione’: esistono persone transessuali maschi transizionanti femmina e transessuali femmine transizionanti maschio. La persona transessuale di cui si parla oggi riguarda il primo caso”.

LA LIBRERIA ‘GABI’ RACCOGLIE IL TESTIMONE DELLA LIBRERIA ‘BABELE’

Con tristezza leggiamo sul portale del Mario Mieli (www.mariomieli.org) la notizia che il 30 ottobre La libreria Babele di Roma chiude. A darne l’annuncio è Claudio Calatano che aveva preso l’incarico di dirigere la libreria dal suo ex-compagno Francesco Ingargiola. Catalano però – con nostro stupore - dichiara: “Debbo ammettere, con tutta onestà, di non ritrovarsi affatto dispiaciuto nell’uscire definitivamente dalla bella avventura vissuta fin qui. Troppo omofoba, razzista ed ignorante questa Italia papalina”.

Ma non siamo d’accordo.

Proprio perché Roma, la nostra città, sembra ritornata ai tempi bui che immaginavamo scomparsi per sempre, superati… E’ necessario issare alto il vessillo del rainbow. Ci picchiano, ci insultano, ci negano i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione… e noi continuiamo.

Siamo due donne e dirigiamo da qualche anno una libreria storica di Roma – La libreria Gabi International – e qui siamo disposte a raccogliere il testimone del movimento LGBTQ italiano e romano, con un impegno sociale oltre che individuale contro ogni forma di repressione e di omofobia.

Marinella e Flaminia [Libreria ‘Gabi International’]

I SANTI SONO SOLO IN PARADISO

E’ un Paese preoccupante quello in cui non ci si accontenta più di spiare dal buco della serratura delle camere da letto, una nazione dove le porte delle alcove vengono sfondate da carabinieri senza permesso di perquisizione, dove i domicili privati vengono violati da tutori delle forze dell’ordine che si credono inviati di Striscia la notizia con tanto di videocamera incorporata in un telefonino, ben consapevoli di cosa avrebbero trovato, abili nel filmare le strisce di cocaina mettendoci apposta accanto il tesserino con ben visibile il nome dell’ex Presidente della Regione Lazio. Un sistema di ricatti, tentativi di vendita del filmato a testate giornalistiche e televisive, estorsioni… certo, si tratta di alcune “mele marce” che offendono la maggior parte dei carabinieri che nel loro lavoro ci credono e lo fanno onestamente (e qualche volta rimettendoci anche la vita), così come potrebbero esserci delle “mele marce” anche tra qualche trans attratta da somme in denaro in cambio di rivelazioni, pedine di un gioco molto più grande di loro.

L’episodio ha dato la possibilità di dare sfogo ai più cattivi commenti sui gusti sessuali e sulle persone transgender. Non mi fa più effetto leggere tutti gli articoli in cui ci si declina al maschile, se non si può richiedere il rispetto con la forza almeno farei appello alla gentilezza e alla sensibilità. Mi fa però un certo effetto una terminologia che va ben oltre: maschio mascherato da donna scrive de Pace, in via Gradoli dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati… ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate Rosse? scrive Veneziani (entrambi sul Giornale), come mai alla sinistra piacciono i trans e alla destra le donne (ricordiamo tra l’altro anche il caso del portavoce di Prodi, Sircana Silvio)? La mia risposta (non so voi) è questa: la sinistra è contro la vita, la destra no scrive Farrell su Libero.

Provo a fornire qualche chiarimento: i gusti sessuali di una persona non dipendono né dalla fede politica, né dalla classe sociale, né dall’essere meridionali o settentrionali, né da quello che si mangia. Inoltre le persone attratte dalla femminilità delle trans sono persone a cui piacciono anche le donne, chi frequenta una trans non smette assolutamente di essere attratto anche dalle donne tali per nascita.

Una persona transessuale non è una bestia ma un essere umano e, anche se si prostituisce, non è bello accostare la sua attività con quella di un covo di terroristi assassini.

Mi piacerebbe anche che la gente pensasse a noi come persone che hanno avuto il coraggio di non portare la maschera ma di rivelarsi al mondo e a se stesse per ciò che realmente sentono di essere e sono.

E sapete di chi è la colpa di tutto questo? Di tutti quei giornalisti e politici che si sono illusi di distruggere Berlusconi sul piano personale tra storie di escort e trans a Palazzo Grazioli, anziché trovare argomenti sul piano politico. Non ho mai cavalcato l’onda puritana e bigotta della privacy sessuale dei politici (pur sapendo di tutto e di più), delle liste di proscrizione come strumento di vendetta personale di chi detiene un potere. Non ho mai rilasciato un commento né alle agenzie né ai dibattiti a cui ho partecipato dando ragione a chi ha invocato un moralismo sessuofobo di ritorno dagli anni ’50.

La vicenda Berlusconi-escort-Noemi-D’Addario ha sicuramente provocato un desiderio di vendetta, di ritorsione.

C’è un solo augurio: che si faccia un passo indietro, altrimenti altri altarini verranno scoperti, altre carriere distrutte, altre famiglie massacrate.

I santi sono solo in Paradiso, non sicuramente nella politica, nel giornalismo, nel mondo dello spettacolo. A chi toccherà domani? Quale ministro o direttore di giornale?

Di sicuro un effetto immediato questa vicenda ce l’ha: in un clima già di tensione (ieri un ragazzo solo perché sospettato di essere gay è stato picchiato a Ostia) le persone transessuali, quelle che faticano per studiare e trovarsi un posto di lavoro alternativo alla prostituzione, pagheranno più caro il costo della criminalizzazione

Vladimir Luxuria

CASTA SINISTRA

Piero Marrazzo è il mostro: traditore, pervertito, drogato (non si sa).

Le transessuali: ammaliatrici, scherzo della natura, sfascia famiglie, sorgente del decadimento della maschia virilità italiana.

In sintesi questo lo schema dei commenti letti in questi giorni di ennesimo scandalo sessuale. Non c’è salvezza quando anche la classe intellettuale insegue gli schemi prefissati dalla morale catto-comunista o della destra sessuofoba, senza porsi domande profonde sull’intimità umana, aprendo una franca e non ideologica discussione sulla natura, sesso, sentimentalità, fobie personali e collettive.

In un Paese dove nove milioni di maschi eterosessuali consumano rapporti sessuali con le persone che si prostituiscono, è davvero sopportabile leggere le morali de La Repubblica, de Il Giornale, de il Corriere, di Libero? Si rispolverano le tesi dell’artificiosità della sessualità transessuale che per Umberto Galimberti porta l’uomo nuovo alla più grave delle regressioni. Psichiatri e psicologi su il Corriere si sperticano a spiegare che droga e rapporto sessuale oltre i limiti sono legati indissolubilmente, che è il potere che spinge il maschio a cercare emozioni sempre più forti e quindi a spingersi fino al rapporto con il non uomo e il non donna. E Anna Maria Bernardini de Pace su Il Giornale si schiera con durezza dalla parte delle mogli tradite a favore dei viados (quante offese si devono patire!), ricordando che una buona porzione dei matrimoni finisce a causa dei tradimenti, e in questa percentuale spuntano da alcuni anni le persone trans e gli omosessuali.

L’ex governatore del Lazio è un tipico caso, emerso grazie a un evidente trappolone (di cui si spera si verranno a conoscere i reali contorni), di maschio di potere che pur di nascondere ciò che per il moralismo imperante è peccato, si è sottoposto al ricatto. Lui come miliardi di maschi del mondo, utilizza la merce sessuale disponibile, a pagamento, per appagare fantasie, pulsioni, compressioni tutte tipiche della cultura sessuale machista.

E la merce sono i corpi innanzitutto delle donne che liberamente (e anche in questo caso bisognerebbe esser capaci di affrontare un confronto franco) o per costrizione (che non è solo quella legata alle organizzazioni criminali, ma va estesa alle condizioni economiche e sociali) si prostituiscono.

Oggi i commentatori scoprono la prostituzione trans, alcuni senza aver paura di cadere nel ridicolo, riconducono il fenomeno agli ultimi dieci anni, con una diffusione preoccupante dal 2007. Chissà dov’erano questi accorti giornalisti negli anni ’80, chissà se qualcuno dei loro colleghi che si occupavano allora di trasformazione del mercato della prostituzione può spiegargli le grandi migrazioni dai paesi latino americani. Si vuole da qualche parte raccontare la storia del transessualismo in Italia? E’ possibile che solo alcuni piccoli illuminati mass media italiani, da anni affrontino i temi del gender e del queer, mentre nel mondo occidentale e non solo, queste questioni sono frutto di studio accademico, di serio confronto culturale?

Come per uno stravolgimento delle attenzioni proprio dentro la chiesa, per esempio sul gender, si è aperta una riflessione, che certo parte dalle orribili posizioni del Lexicon, ma che si sta sviluppando anche in settori intellettuali più accorti quali i Gesuiti. Non male direi.. Ma la classe intellettuale progressista non ha memoria, non studia e non conduce inchieste serie degne di questo nome, tutto scivola nel commento spicciolo, nel giudizio sommario e senza alcun riferimento storico e sociale. L’artificio, come insiste Galimberti, scandagliando alcuni miti e pantheon dell’antichità, finché rimane relegato alla venerazione affinché lo schema uomo e donna non sia messo in discussione, va pure bene. Altra cosa quando orde di persone transessuali invadono la società dei due generi e ne colpiscono l’armonia.

Mai una parola dalla parte delle persone transessuali, mai un’analisi scientifica del perché decine di migliaia di persone travestite, transessuali, transgender, sono costrette alla prostituzione. La vittima, come spesso accade in questo santo paese, assurge al ruolo di carnefice. Marrazzo è colpevole di aver negato le sue libere pratiche sessuali, di aver mortificato la dignità della sua compagna. Quanti Marrazzo tra quelli che pubblicamente additano con veemenza, si nascondono? Tanti. Come quegli uomini, che con la complicità di troppe donne, disegnano la sessualità altrui come un’attività funzionale che deve esser consumata con integrità e secondo codice ben stabiliti.

Ho letto, purtroppo soprattutto da parte di esponenti del centro sinistra, che un politico che ha rapporti con persone trans non può svolgere il suo ruolo. Il bravo giornalista e buon amministratore Marrazzo è, quindi, un corpo estraneo, che ha fatto bene ad autosospendersi, anzi dovrebbe dimettersi il prima possibile. D’altronde dal caso Berlusconi escort, passando dalle dimissioni del direttore de l’Avvenire, si è giunti allo scandalo Lazio come in una storia che lega tanti fatti e, che è partita proprio dal nostro campo.

Non vorrei tornare sul fatto che Berlusconi ha da spiegare molte cose e che in quanto presidente del Consiglio non può trattare la materia in modo grottesco, ma ripeto la domanda a La Repubblica e ad altri: davvero la battaglia politica si alimenta dalla vita sessuale degli uomini politici o con grandi responsabilità pubbliche? E anche se non era loro intenzione, perché i mass media democratici si sono prestati a una campagna ipocritamente e gravemente moralista sulle abitudini sessuali?

La devastazione prodotta è sotto gli occhi di tutti: invece di incrinare il potere maschile, il bieco machismo, è aumentata l’idea che le donne siano degli oggetti, che le transessuali siano da uccidere al meglio emarginare, che le e gli omosessuali possano esser aggrediti e picchiati, e come coerente conclusione derisi in Parlamento.

Non insisto sulla destra, che ha fornito prova di come sia possibile dispiegare i peggiori istinti maschilisti e omotransfobici a disposizione nella melma torbida delle idee più umilianti per la dignità umana, ma voglio insistere sulle sinistre. Si è coscienti di come questi scandali a sfondo sessuale stiano aggravando la frammentazione di senso nel nostro Paese? Qualcuno di questi grandi mass media democratici ha idea di cosa sta avvenendo in quelle aree sociali, già emarginate dall’assenza di leggi e pesantemente colpite da una campagna di odio? No, le sinistre non se ne occupano. L’obiettivo principale, soprattutto per i giornali che si sono trasformati in partiti, è di far cadere Berlusconi, a tutti i costi, con i morti e feriti necessari.

L’efficace affermazione di Rosy Bindi (cui consiglio più umanità e prudenza quando si tratta di commentare il caso Marrazzo) “non sono una donna sua disposizione” che ha dato vita a una campagna su La Repubblica, non bilancia per nulla quello che è accaduto. Per alcuni versi lo aggrava. Infatti, quella bella e giusta frase, può esser letta anche come giudizio senza appello nei confronti delle donne che invece sono a disposizione. Ancora una volta accade che il vincitore sia il maschio italiano, capace per potere e soldi, ad avere a disposizione delle donne, responsabili di far parte del suo harem. Anche qui, le vittime di se stesse, si trasformano in oggetti, distaccati dalla storicizzazione critica dei ruoli di genere.

In fondo, come dicono gli abitanti di Montalto di Castro, è bene che le donne stiano in casa se no le violenze se le cercano, se no sono delle puttane. Punto a capo.

Aurelio Mancuso

LETTERA APERTA DEL CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE 'MARIO MIELI'

Abbiamo riflettuto su quello che sta succedendo, leggendo tutto quello che si può leggere. Si sta ovviamente parlando dell’affaire Marrazzo, di come i media ne hanno parlato, di come la politica abbia reagito, di cosa ne pensino l’opinione pubblica e la gente comune.

I fatti sono noti a tutti: il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, viene ripreso con un cellulare in casa di “una” transessuale, durante un incontro mercenario. Si parla di cocaina, di soldi. Si prefigura non un incontro occasionale, ma una frequentazione di lungo corso, non con una ma con “varie”transessuali.

Chi ha girato il filmato? Poliziotti, che invece di fare il loro dovere, tentano un’estorsione ai danni del Presidente della Regione Lazio. Si legge che Marrazzo usa un’auto blu per recarsi agli incontri, che lì è di casa, che molti e molte lo conoscono, che non è l’unico personaggio Vip a frequentare quelle che vengono definite le “alcove dei trans”.

Al di là del triste accanimento mediatico nei confronti di Marrazzo e delle varie considerazioni politiche, quello che ci preme affrontare subito e in urgenza è l’assordante silenzio rispetto ad una questione di cui nessuno parla: se invece di accompagnarsi ad “una” transessuale, Marrazzo fosse stato colto in flagrante con una donna, avrebbe suscitato tutto questo clamore? O non è per caso che l’essere stato trovato con “una” transessuale è da considerare un’aggravante, con il sollievo di bacchettoni e baciapile? E scusateci per il ripetuto virgolettato ma anche questo è un ennesimo, gravissimo sintomo di come “le” transessuali vengono percepite e conseguentemente trattate.

Per correttezza nei confronti della dignità delle persone transessuali, ci si rivolge a loro al maschile se si tratta di FtM (female to male – da donna a uomo) o al femminile se si tratta di MtF (male to female – da uomo a donna), quindi utilizzando il genere di destinazione.

Il marcio non c’è solo in Danimarca, quindi nessuno pare si stupisca che i quattro Cavalieri del Trionfale spargessero polvere bianca dovunque in Via Gradoli e che forse (ma questo saranno le indagini a dircelo) tenessero sotto scacco le transessuali con il potere proprio del ruolo di forze dell’ordine.Noi ci chiediamo, e lo facciamo con cognizione di causa, se i loschi figuri al momento assicurati alle patrie galere, non tenessero sotto il loro giogo altre transessuali e se questa non sia una rarità ma una norma radicata.

Non finiremo mai di ripetere che non tutte le transessuali si prostituiscono: molte lavorano, molte studiano, molte hanno la fortuna di una famiglia o di un compagno o di una rete amicale che le sostengono nel difficile e lungo percorso di transizione.

Ma anche se si prostituissero per vivere, questo le renderebbe delinquenti tout-court? E più delinquenti in quanto transessuali? E ancora di più se non in regola con il permesso di soggiorno? Su questo poggia la facilità con la quale la comunità transessuale straniera può essere oggetto di folli e incontrollabili prevaricazioni. A questo noi rispondiamo con fermezza con un no assoluto.Rivolgiamo quindi un invito a tutte le transessuali lavoratrici del sesso che sono vessate, minacciate e sfruttate di denunciare abusi e prepotenze, per scardinare questo circolo vizioso che le vede molto spesso vittime.

Circolo di Cultura Omosessuale ‘Mario Mieli’

MILANO, DUE EPISODI DI AGGRESSIONE

Giovedì 21 ottobre un ragazzo gay è stato aggredito a Milano con pietre e bastoni da due energumeni che gli hanno provocato la rottura dei legamenti di un ginocchio. Medicato al pronto soccorso è stato dimesso con una prognosi di 21 giorni.

Sabato notte 23 ottobre, attorno alle 4 del mattino, una coppia di ragazzi usciti da una discoteca nei pressi di corso Lodi sono stati affiancati da una macchina dalla quale quattro persone hanno cominciato a insultarli per poi passare alle vie di fatto causando ecchimosi e ematomi su varie parti del corpo a entrambi e danni ad un occhio ad uno dei due e che a seguito di ciò probabilmente dovrà subire un’operazione. Risultato: 10 e 30 giorni di prognosi.

In entrambi i casi è stata sporta denuncia.

"Queste brutali aggressioni segnalano il clima di violenza continua a cui è esposta la nostra comunità, che non risparmia nemmeno una città come Milano, tradizionalmente considerata più accogliente nei confronti delle persone omosessuali e trans.” – dichiara il presidente di Arcigay Milano Paolo Ferigo – “A tutti e tre gli sfortunati protagonisti diamo la piena solidarietà e vicinanza da parte del C.I.G. Arcigay Milano. Come sempre, mettiamo a loro completa disposizione la nostra struttura e i nostri legali perché sia fatta piena luce sull´accaduto e si tuteli così la dignità personale delle vittime dell´omofobia".

"Da gennaio 2009 ad oggi la cronaca ha registrato 8 omicidi, 70 violenze ed aggressioni, 8 estorsioni e 7 atti vandalici.” – aggiunge il responsabile lotta alla violenza Arcigay Luca Trentini – “Considerando il sommerso e il non denunciato la situazione è ormai fuori controllo.”

“In qualsiasi altro paese civile si sarebbe gridato all´emergenza.” – conclude il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – “In Italia invece il parlamento rifiuta di discutere una qualsiasi Legge a nostra tutela, dando un ulteriore sfregio alle troppe vittime e legittimando le azioni di odio contro di noi".

Ufficio Stampa Arcigay

24 ottobre 2009

L'OCCASIONE DI QUALCOSA DI NUOVO

LEZIONE DI CIVILTA'

Il Congresso USA ha approvato con 68 voti favorevoli e 29 contrari il Matthew Shepard Act, la legge contro l'omofobia e la transfobia che inserisce le violenze e gli attacchi contro le persone lgbt nella lista dei crimini d’odio, puniti da una severa legge federale varata dopo l'assassinio di Martin Luther King nel 1968.

La legge, che ora attende la firma definitiva del presidente Obama, è dedicata alla memoria di Matthew Shepard, lo studente del Wyoming assassinato brutalmente 11 anni fa perché gay. In questi anni la misura era stata sempre bloccata al Senato e George Bush aveva minacciato di porre il veto se avesse raggiunto il suo tavolo per la firma. Il Matthew Shepard Act sarebbe potuto passare già un anno fa ma con l'esclusione dei reati determinati dall'identità di genere. Le associazioni lgbt hanno rifiutato categoricamente, preferendo non avere una legge anzichè averla carente, senza l'inclusione delle violenze transfobiche.

Si tratta di un grande esempio di civiltà dato dal Congresso USA e di una severa lezione per il parlamento italiano che dieci giorni fa ha affossato una legge molto più blanda, lasciando nel vuoto legislativo la tutela dai reati di odio contro le persone lgbt e legittimando una cultura del pregiudizio più becero che paragona omosessualità e transgenderismo a delle perversioni.

Esprimiamo la nostra soddisfazione alla comunità lgbt USA e in Italia proseguiamo nelle nostre azioni di disobbedienza civile e di manifestazioni pubbliche per denunciare una politica sorda e ignorante e per ribadire la drammaticità della situazione di vita delle persone lgbt che vivono in un paese che non rispetta la dignità di tutti.

Aurelio Mancuso [Presidente nazionale Arcigay]

MAURO CIOFFARI RICORDA LUCA RUOCCO

Ho saputo dalla mia amica Celeste e da Giuseppe, che adesso vive a Berlino, della tragica morte di Luca Ruocco, omosessuale e nero, avvenuta alcune settimane fa. Improvvisamente i ricordi si accavallano e, forse un pò confusamente, scrivo questa breve nota per salutare Luca e per ricordare il suo sorriso gentile.

Ho conosciuto Luca il 13 gennaio del 1999 in occasione della manifestazione, indetta dal movimento GLBTQ, per commemorare la morte di Alfredo Ormando, omosessuale siciliano, il quale si era dato fuoco con la benzina l'anno precedente davanti al sagrato di San Pietro.Ricordo ancora il sorriso di Luca. Venne da me, si presentò, ed iniziò a parlare, ascoltato, della difficoltà di vivere, lui come Ormando, l'omosessualità in una città di provincia.

Ha messo fine alla sua vita, lui un nero somalo adottato all'età di due anni, gettandosi dal quinto piano di un palazzo.

Peter Boom (http://www.pansexuality.it) lo ricorda in questo modo: "Adottato da gente caritatevole in una città della provincia italiana. Un bambinello (...) pieno di vita, tutto nero e col pisellino un po' roseo (...). Ma poi il bambinello nero cresce e rimane nero ed è logico, anzi logicissimo che qualcuno cominci a prenderlo in giro. Lui non sembra curarsene troppo e mantiene il suo sorriso accattivante, rimane ottimista, ingenuo, finché non scopre di essere una seconda volta diverso, cioè gay, omosex. Quel che è peggio gli piace anche travestirsi per divertirsi un po' di sera. In città lo sanno oramai tutti (...) e l'opinione pubblica è una brutta bestia, sadica, cattivissima".

Ed ecco il primo tentativo di suicidio: Luca si getta da un altissimo viadotto ma viene salvato da un albero. "Uscito dal coma, una gamba più corta e numerosi altri disturbi (...). La ferita più grave non la portava sul corpo ma nel profondo dell'anima".

Qualche tempo dopo il suo primo lavoro in un garage dove aveva modo, tra un lavoretto e l'altro, di leggere libri e di studiare. "In quel garage", ricorda Peter Boom, "pur conoscendo la sua storia, continuarono a prenderlo in giro per il suo essere nero e frocio, diverso. Un giorno uno di quei signori è venuto a trovarlo, si è denudato una certa parte del corpo e ha detto: dai, brutto frocio negro fammi godere. Luca non ha risposto a quel signore così represso ed è fuggito a Roma".

A Roma, dove molti di noi lo hanno conosciuto, Luca sembrava aver ritrovato l'equilibrio e la serenità perduti. Un nuovo lavoro, in un Ministero, di cui mi aveva parlato numerose volte nelle telefonate che intercorrevano tra di noi. Lavoravamo a poche centinaia di metri. Lui al Ministero degli Interni, io all'Atac in Piazza della Repubblica e spesso prendevamo un caffè in Via Nazionale.
In Luca c'era una voglia di fare e di agire "politicamente" per aiutare quelli che come lui avevano conosciuto la solitudine e la discriminazione in una città di provincia, dove il controllo sociale è maggiore e dove spesso non è possibile sfuggire alle cattiverie altrui.

Proprio in quegli anni, poco dopo il World Pride del 2000, nell'inverno del 2001 se non ricordo male, si avvicinò al "Gruppo di Lavoro GayRoma.it" (e sicuramente anche ad altri gruppi).Un gruppo di "cani sciolti" si direbbe oggi. Senza tessera, senza sede, senza iscrizione. Vicino alla sinistra "radicale". Un movimento fatto di ragazze e di ragazzi che aveva la pretesa di cambiare il mondo, senza mediazioni al ribasso, a partire dal Web. E Luca iniziò, e lo fece con noi per un paio di anni, a fare attività politica. Lui che probabilmente di politica nemmeno si era mai interessato molto, lui che probabilmente nemmeno era di sinistra. Lui che aveva tanta voglia di agire e di fare per evitare alle altre persone la sofferenza e l'angoscia che aveva sperimentato proprio sulla sua pelle. "Ogni tanto", continua Peter Boom nella sua nota, "veniva ricoverato per farsi rimbambolire da potenti sedativi. Poi (…) la vita ricominciava quasi normalmente". Poi la brutta storia con un ragazzo che lo ha sfruttato. Lo picchiava, lo insultava e lo minacciava. Gli chiedeva soldi e ne riceveva.

Da alcuni anni, anche per problemi miei personali che mi hanno portato a concentrare le energie più sulla mia vita privata che sulla militanza gay, avevo perso le tracce di Luca. Ed ecco improvvisamente, come una doccia gelata e inaspettata, la notizia del suo suicidio.

Improvvisamente, come è comparso nella mia vita, Luca, adesso, scompare.

Nel silenzio e nella solitudine che grida, ad ognuno di noi, ad ogni attivista gay impegnato in politica o nell'associazionismo, di non smettere MAI di lottare contro l'omofobia e la transfobia. Ma anche contro la SOLITUDINE ed il PREGIUDIZIO.

Addio Luca!

Il tuo sorriso gentile ci mancherà!

Mauro Cioffari

ISTITUITO L'OSSERVATORIO REGIONALE CONTRO IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE

(AGI) - Roma, 22 ottobre 2009 - La Giunta Marrazzo ha approvato oggi la delibera con cui si istituisce l'Osservatorio regionale contro il Razzismo e la Discriminazione, previsto dalla legge regionale sull'immigrazione n. 10 del 2008.

"Con questo atto - dichiara Luigina Di Liegro, Assessore alle Politiche Sociali e delle Sicurezze della Regione Lazio - le Istituzioni si impegnano a dare una risposta concreta di contrasto al razzismo e agli episodi di violenza che sempre di piu' si vanno diffondendo.

"L'Osservatorio regionale avra' compiti di monitoraggio, analisi e contrasto legale del razzismo e della discriminazione e sara' composto da 11 membri, di cui 5 nominati dal Presidente della Regione Lazio su proposta dell'Assessore alle Politiche Sociali e delle Sicurezze e 6 eletti tra le reti territoriali, in rappresentanza degli immigrati delle diverse province della regione (2 per la provincia di Roma e 1 per ognuna delle altre). L'Osservatorio regionale mettera' a disposizione un Contact center per le segnalazione dei casi di discriminazione razziale sul territorio regionale e una Task Force multidisciplinare per fornire assistenza legale alle vittime. Potra' anche promuovere studi e ricerche.

"Siamo convinti che un organismo come questo - conclude Di Liegro - non possa svolgere in modo efficace la sua azione restando isolato. Per questo l'Osservatorio sara' in collegamento costante con gli sportelli delle associazioni e delle reti attive sui diversi territori della regione. La lotta al razzismo si fa costruendo un tessuto sociale che non lascia passare sotto silenzio i casi di discriminazione, e' pronto ad aiutare le vittime e sviluppa una cultura dell'accoglienza e del dialogo tra le culture e le fedi."

APPELLO AI MEDIA PERCHE' PRATICHINO IL RISPETTO DELLE PERSONE TRANSESSUALI

TRANSESSUALE AL MASCHILE O AL FEMMINILE: APPELLO AI MEDIA AD AVERE MAGGIOR RISPETTO PER LE PERSONE TRANSESSUALI. E’ VERO CHE POSSONO ESSERE DEFINITE ANCHE Al MASCHILE MA NON IN QUESTO CASO.

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“In questi giorni e ore sui media si torna a parlare di transessuali per vicende di cronaca (e politica) che non intendiamo qui commentare. Ma v’è un fatto che merita invece una nostra segnalazione-appello ai media.

Definire al maschile la persona transessuale protagonista dei fatti di questi giorni è un errore. Difatti la persona di cui si parla è una transessuale, non ‘un’ transessuale.

Con la parola transessuale si indica generalmente una persona che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello anagrafico e fisiologico. E questo è il caso oggi della persona transessuale protagonista dell’attenzione dei media.

Vero è che la realtà transessuale riguarda entrambe le direzioni di ‘transizione’: esistono persone transessuali maschi transizionanti femmina e transessuali femmine transizionanti maschio.

La persona transessuale di cui si parla oggi riguarda il primo caso”.

16 ottobre 2009

LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA : UN RISULTATO SCONTATO [DA NOTIZIE RADICALI]

Il 13 ottobre, la Camera dei Deputati, chiamata a votare una pregiudiziale di Costituzionalità proposta dall’UdC, affossa la legge voluta da Paola Concia del Partito Democratico, contro l’omofobia.Era una legge assai debole e lasciava molti dubbi. La Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBT, aveva concluso con queste parole un lungo parere al progetto di legge:

Per come è concepita, la proposta in discussione appare inidonea ad affrontare i casi di omofobia che quotidianamente affliggono i cittadini omosessuali e trans di questo Paese al fine di superare lo stigma sociale che caratterizza la loro condizione. E ciò a partire dal titolo della proposta di legge che non fa alcuna menzione della parola omofobia, sottraendo in tal modo un criterio interpretativo al giudice per un esatto inquadramento delle finalità della legge e per una precisa individuazione del bene giuridico protetto.

Insomma, non c’era molto da godere. La deputata omosessuale Concia ci ha provato lo stesso, evidentemente considerando che è meglio una leggina che niente. È un punto di vista, rispettabile, anche se forse, ma è solo il mio parere, non è questo il tempo. E ne abbiamo avuto la dimostrazione.

Se mai passerà qualcosa, ancor più col contributo della Carfagna, sarà peggio di acqua fresca…

Pare che l’omofobia oggi stia dilagando. In parte è vero, e questo è anche dovuto anche agli effetti della crisi economica sulle fasce più deboli. Del resto, la storia insegna come la povertà economica e culturale generi paura e odio.

Credo però che la vera novità non stia nel numero delle aggressioni, ma in quello delle denuncie. Le vittime di atti omofonici oggi stanno dimostrando un nuovo coraggio, rendendosi pronte a denunciare e a farsi accendere i riflettori dei media in faccia, anche quando minorenni ed in una terra non proprio facile come la Sicilia. È questa la vera novità. La frammentarietà della comunità LGBT, dispersa fra tante associazioni litigiose, sta forse iniziando a tirare su la testa in contemporanea. E lo dimostrano le continue manifestazioni a Roma, ormai settimanali, di centinaia di giovani che non rispondono ad alcuna associazione, ma si ritrovano in un movimento spontaneo dal simbolico nome We have a dream.

Non è con questo Parlamento che passerà alcunché possa minimamente aprire ai diritti. Non è questo il tempo, ripeto, non sono queste le persone. Spiace dirlo. Ma da un ministro come Carfagna, vista la sua sensibilità, vista la sua preparazione, cosa può arrivare di buono?

L’omofobia si può combattere solo in un modo: con la cultura dei diritti. La paura si scaccia con la luce, come fanno i bambini quando, nel buio delle loro stanze, accendendo l’abat-jour e si accorgono che l’ombra che pensavano un mostro è quella dello zainetto di scuola e delle scarpe da calcio.Una legge sui diritti civili non interromperà l’odio e la paura del diverso, ma ripeto, sarà l’abat-jour del nostro paese. Di certo, non aiuterà una legge pasticciata che crea uno steccato e apre ad un nuovo ghetto. Nuove bestie da proteggere.

Ma allora cosa fare contro l’omofobia, in concreto?

Io penso che ci siano due uniche soluzioni complementari, ma ad oggi impraticabili: aprire la cosiddetta Legge Mancino “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” alle violenze contro i diversi orientamenti sessuali e di genere e attenersi al Trattato di Lisbona.Poche storie. L’omofobia è un’espressione del razzismo e anche per questo reato (perché di questo si tratta) deve valere la legge Mancino, al cui Articolo 1 dice:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito: a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.È chiaro, e mi avvio a concludere, che il motivo per cui ciò non viene fatto, al momento, è solo uno: la tutela della Chiesa Cattolica. È solo questo il motivo. Non c’è altro. Ci si nasconde dietro il dito. Si vuole permettere ai clericali (quelli in parlamento e quelli fuori) di poter continuare a diffondere idee fondate sulla superiorità […] ovvero incita[re] a commettere o commette atti di discriminazione.È questo il vero e unico motivo del voto con la maggioranza della Binetti, soprattutto quando cita il reato d’opinione…

Ed ha anche ragione quando dice che col voto segreto, molti altri del Pd avrebbero votato come lei.

Del resto, Castagnetti non ci ricordava che “Noi abbiamo due appartenenze: una alla Chiesa, l’altra alla politica. Per me, per tutti noi cattolici, il vero «capo» è lui, il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo [tutti] dovrebbero alla fine comprenderlo”.

Andrea Trigolo

15 ottobre 2009

OMOFOBIA : L'ELENCO COMPLETO DEI DEPUTATI E DEI LORO VOTI

Ecco l'elenco, deputato per deputato, di chi ha votato a favore della pregiudiziale di incostituzionalità presentata dall'UDC e che ha affossato la legge contro l'omofobia.

legenda: C = contrario, F = favorevole, A = astenuto

ABELLI F
ABRIGNANI F
ADORNATO F
AGOSTINI C
ALBONETTI C
ALESSANDRI F
ALFANO ANGELINO (in missione)
ALFANO GIOACCHINO F
ALLASIA F
AMICI C
ANGELI F
ANGELUCCI (non presente in aula)
ANTONIONE F
APREA F
ARACRI F
ARACU F
ARGENTIN C
ARMOSINO F
ASCIERTO F
BACCINI (non presente in aula)
BACHELET C
BALDELLI F
BALOCCHI (in missione)
BARANI F
BARBA F
BARBARESCHI (non presente in aula)
BARBARO F
BARBATO (non presente in aula)
BARBI C
BARBIERI FBARETTA C
BECCALOSSI F
BELCASTRO (non presente in aula)
BELLANOVA C
BELLOTTI F
BELTRANDI C
BENAMATI C
BERARDI F
BERGAMINI F
BERLUSCONI (in missione)
BERNARDINI C
BERNARDO F
BERNINI F
BERRETTA C
BERRUTI F
BERSANI C
BERTOLINI F
BIANCOFIORE F
BIANCONI F
BIASOTTI F
BIAVA F
BINDI (in missione)
BINETTI F
BITONCI F
BOBBA (non presente in aula)
BOCCHINO C
BOCCI C
BOCCIA C
BOCCIARDO F
BOCCUZZI C
BOFFA C

BONAIUTI F
BONAVITACOLA C
BONCIANI F
BONGIORNO A
BONINO F
BONIVER F
BORDO C
BORGHESI C
BOSI F
BOSSA C
BOSSI (in missione)
BRAGA C
BRAGANTINI F
BRAMBILLA (in missione)
BRANCHER F

BRANDOLINI C
BRATTI C
BRESSA C
BRIGANDI’ F
BRIGUGLIO C
BRUGGER A
BRUNETTA (in missione)
BRUNO F

BUCCHINO C

BUONANNO F
BUONFIGLIO (in missione)

BURTONE C
BUTTIGLIONE F
CALABRIA F

CALDERISI C
CALDORO F
CALEARO CIMAN C
CALGARO (non presente in aula)
CALLEGARI F

CALVISI C
CAMBURSANO C
CAPANO C
CAPARINI (in missione)
CAPITANIO SANTOLINI F
CAPODICASA (non presente in aula)

CARDINALE C
CARELLA C
CARFAGNA (in missione)
CARLUCCI F
CARRA ENZO (non presente in aula)

CARRA MARCO C
CASERO F
CASINI F
CASSINELLI F
CASTAGNETTI (in missione)
CASTELLANI F
CASTIELLO F
CATANOSO F
CATONE (non presente in aula)
CAUSI C
CAVALLARO C
CAZZOLA F
CECCACCI RUBINO F

CECCUZZI C
CENNI C
CENTEMERO F
CERA F
CERONI F
CESA FCESARIO C
CESARO (non presente in aula)
CHIAPPORI F
CICCANTI F
CICCHITTO F
CICCIOLI F
CICU F
CIMADORO C
CIOCCHETTI F
CIRIELLI F

CIRIELLO C
CODURELLI C
COLANINNO (non presente in aula)
COLOMBO C
COLUCCI F
COMAROLI F
COMMERCIO F
COMPAGNON F
CONCIA C
CONSIGLIO F
CONSOLO F
CONTE F
CONTENTO A
CORSARO F
CORSINI C
COSCIA C
COSENTINO (in missione)
COSENZA A
COSSIGA (in missione)
COSTA F
COTA F
CRAXI (in missione)
CRIMI (in missione)
CRISTALDI F
CROSETTO (in missione)
CROSIO F
CUOMO C
CUPERLO C
D’ALEMA C
DAL LAGO F
DAL MORO C
DAMIANO (non presente in aula)
D’AMICO F
D’ANTONA C
D’ANTONI C
DE ANGELIS F
DE BIASI C
DE CAMILLIS F
DE CORATO F
DE GIROLAMO F
DELFINO F
DELLA VEDOVA C
DELL’ELCE F
DEL TENNO F
DE LUCA F
DE MICHELI C
DE NICHILO RIZZOLI F
DE PASQUALE C
DE POLI F
DESIDERATI F

DE TORRE C
DI BIAGIO F
DI CAGNO ABBRESCIA F
DI CATERINA F
DI CENTA F
DI GIUSEPPE (non presente in aula)
DIMA F
D’INCECCO C
DIONISI F
DI PIETRO C
D’IPPOLITO VITALE F
DI STANISLAO C
DISTASO F
DIVELLA F
DI VIRGILIO F

DONADI C
DOZZO F
DRAGO F

DUILIO C
DUSSIN GUIDO F
DUSSIN LUCIANO F
ESPOSITO (non presente in aula)

EVANGELISTI C
FADDA C
FAENZI (non presente in aula)
FALLICA F
FARINA GIANNI (in missione)
FARINA RENATO F
FARINA COSCIONI C
FARINONE C
FASSINO (in missione)
FAVA (in missione)

FAVIA C
FEDI C
FEDRIGA F
FERRANTI C
FERRARI C
FIANO C
FIORIO C
FIORONI C
FITTO (in missione)
FLUVI C
FOGLIARDI C
FOGLIATO F
FOLLEGOT F
FONTANA GREGORIO F
FONTANA VINCENZO ANTO. F
FONTANELLI C
FORCOLIN F
FORMICHELLA F

FORMISANO ANIELLO C
FORMISANO ANNA TERESA F
FOTI ANTONINO F
FOTI TOMMASO F
FRANCESCHINI C
FRANZOSO F
FRASSINETTI F
FRATTINI (in missione)
FRONER C
FUCCI F
FUGATTI F
GAGLIONE (non presente in aula)
GALATI F
GALLETTI F
GARAGNANI F
GARAVINI C
GAROFALO F
GAROFANI C
GASBARRA C
GATTI C
GAVA A
GELMINI (in missione)
GENOVESE C
GENTILONI SILVERI (non presente in aula)
GERMANA’ F
GHEDINI (non presente in aula)
GHIGLIA F
GHIZZONI C
GIACHETTI C
GIACOMELLI C
GIACOMONI F
GIAMMANCO F
GIBELLI F
GIBIINO F
GIDONI F
GINEFRA C
GINOBLE C
GIORGETTI ALBERTO (in missione)
GIORGETTI GIANCARLO (in missione)

GIOVANELLI C
GIRLANDA F
GIRO (in missione)

GIULIETTI C
GNECCHI C
GOISIS F
GOLFO F
GOTTARDO F
GOZI C
GRANATA (non presente in aula)
GRASSI C
GRAZIANO C
GRIMALDI F
GRIMOLDI F
GUZZANTI (non presente in aula)
HOLZMANN F
IANNACCONE F
IANNARILLI F
IANNUZZI C
IAPICCA F
JANNONE F
LABOCCETTA F
LAFFRANCO F
LA FORGIA (non presente in aula)
LAGANA’ FORTUGNO C
LAINATI F
LA LOGGIA F

LA MALFA C
LAMORTE F
LANDOLFI F
LANZARIN F
LANZILLOTTA (non presente in aula)
LARATTA C
LA RUSSA (in missione)
LATTERI F
LAZZARI F
LEHNER F
LENZI C
LEO F
LEONE (Presidente di turno)
LETTA (non presente in aula)
LEVI C
LIBE’ C
LISI F
LOLLI C
LOMBARDO F
LO MONTE (in missione)

LO MORO C
LO PRESTI F
LORENZIN F

LOSACCO C
LOVELLI (in missione)
LUCA’ C
LULLI C
LUNARDI F
LUONGO C
LUPI F
LUSETTI C
LUSSANA F
MACCANTI F

MADIA C
MALGIERI F
MANCUSO F
MANNINO (non presente in aula)
MANNUCCI F
MANTINI A
MANTOVANO (in missione)
MARAN C
MARANTELLI C
MARCHI C
MARCHIGNOLI C
MARCHIONI C
MARGIOTTA C
MARIANI C
MARINELLO F
MARINI CESARE C
MARINI GIULIO F
MARONI (in missione)
MARROCU (non presente in aula)
MARSILIO F
MARTELLA C
MARTINELLI (non presente in aula)
MARTINI F
MARTINO ANTONIO F
MARTINO PIERDOMENICO C
MASTROMAURO C
MATTESINI (non presente in aula)
MAZZARELLA C
MAZZOCCHI F
MAZZONI F
MAZZUCA F
MECACCI C
MELANDRI C
MELCHIORRE (in missione)
MELIS C
MELONI (in missione)
MENIA (in missione)
MEREU F
MERLO GIORGIO C
MERLO RICARDO ANTONIO (non presente in aula)
MERLONI C
MESSINA C
META C
MICCICHE’ (in missione)
MIGLIAVACCA C
MIGLIOLI C
MIGLIORI F
MILANATO A
MILANESE F
MILO (non presente in aula)
MINARDO F
MINASSO F
MINNITI C
MIOTTO C
MISIANI C
MISITI C
MISTRELLO DESTRO F
MISURACA (non presente in aula)
MOFFA F
MOGHERINI REBESANI C
MOLES F
MOLGORA (in missione)
MOLTENI LAURA F
MOLTENI NICOLA F
MONAI C
MONDELLO F
MONTAGNOLI F

MORASSUT C
MORONI C
MOSCA C
MOSELLA C
MOTTA C
MOTTOLA F
MUNERATO F
MURA C
MURER C
MURGIA F
MUSSOLINI (non presente in aula)
NACCARATO C
NANNICINI C
NAPOLI ANGELA F
NAPOLI OSVALDO F
NARDUCCI (in missione)
NARO F
NASTRI F
NEGRO F
NICCO C
NICOLAIS C
NICOLUCCI (non presente in aula)
NIRENSTEIN A
NIZZI F
NOLA F
NUCARA F
OCCHIUTO F
OLIVERIO C
ORLANDO ANDREA C
ORLANDO LEOLUCA C
ORSINI (non presente in aula)
PAGANO F
PAGLIA F
PALADINI C
PALAGIANO C
PALMIERI F
PALOMBA C
PALUMBO F
PANIZ F
PAOLINI F
PAPA (non presente in aula)
PARISI ARTURO MARIO L. (in missione)
PARISI MASSIMO F
PAROLI F
PASTORE F
PATARINO F
PECORELLA (in missione)
PEDOTO C
PELINO F
PELUFFO C
PEPE ANTONIO F
PEPE MARIO (PD) C
PEPE MARIO (PDL) C
PERINA C
PES C
PESCANTE F
PETRENGA F
PEZZOTTA F
PIANETTA F
PICCHI (in missione)
PICCOLO (non presente in aula)
PICIERNO C
PIFFARI C
PILI F
PINI F
PIONATI (non presente in aula)
PIROVANO (non presente in aula)
PISACANE F
PISICCHIO C
PISO F
PISTELLI (non presente in aula)
PITTELLI (non presente in aula)
PIZZETTI C
PIZZOLANTE F
POLI F
POLIDORI F
POLLASTRINI C
POLLEDRI F
POMPILI C
PORCINO C
PORCU F
PORFIDIA C
PORTA (non presente in aula)
PORTAS C
PRESTIGIACOMO (in missione)
PROIETTI COSIMI F
PUGLIESE F

QUARTIANI C
RAINIERI F
RAISI (non presente in aula)
RAMPELLI F

RAMPI C
RAO F
RAVETTO F
RAZZI (in missione)
REALACCI C
RECCHIA C
REGUZZONI F
REPETTI F
RIA F
RIGONI C
RIVOLTA F
ROCCELLA (in missione)
ROMANI (in missione)
ROMANO F
ROMELE (non presente in aula)
RONCHI (in missione)
RONDINI FROSATO (non presente in aula)
ROSSA C
ROSSI LUCIANO F
ROSSI MARIAROSARIA F
ROSSO F
ROSSOMANDO C
ROTA C
ROTONDI A
RUBEN (non presente in aula)
RUBINATO C
RUGGERI F
RUGGHIA C
RUSSO ANTONINO C
RUSSO PAOLO F
RUVOLO F
SAGLIA (in missione)
SALTAMARTINI F
SAMMARCO F
SAMPERI C
SANGA C
SANI C
SANTAGATA C
SANTELLI F
SARDELLI F

SARUBBI C
SAVINO (non presente in aula)
SBAI A
SBROLLINI C
SCAJOLA (in missione)
SCALERA F

SCALIA A
SCANDROGLIO F
SCAPAGNINI (non presente in aula)

SCARPETTI C
SCELLI F
SCHIRRU C
SCILIPOTI (non presente in aula)
SERENI C
SERVODIO C
SILIQUINI F
SIMEONI F
SIMONETTI F
SIRAGUSA C
SISTO F
SOGLIA F

SORO C
SPECIALE F
SPOSETTI (non presente in aula)
STAGNO D’ALCONTRES F
STANCA F
STASI F
STEFANI (in missione)
STRACQUADANIO F
STRADELLA F
STRIZZOLO C
STUCCHI F
TABACCI F
TADDEI F
TAGLIALATELA F
TANONI (non presente in aula)
TASSONE F
TEMPESTINI C
TENAGLIA C
TERRANOVA F
TESTA FEDERICO (non presente in aula)
TESTA NUNZIO FRANCESCO F
TESTONI F
TIDEI C
TOCCAFONDI F
TOCCI C
TOGNI F
TORAZZI F
TORRISI (non presente in aula)
TORTOLI C
TOTO (in missione)
TOUADI C
TRAPPOLINO C
TRAVERSA F
TREMAGLIA (in missione)
TREMONTI (in missione)

TULLO C
TURCO LIVIA C
TURCO MAURIZIO C
URSO C
VACCARO C
VALDUCCI F
VALENTINI F
VANALLI F
VANNUCCI C
VASSALLO C
VEGAS (in missione)
VELLA F

VELO C
VELTRONI C
VENTUCCI F
VENTURA C
VERDINI (non presente in aula)
VERINI C
VERNETTI (non presente in aula)
VERSACE F
VESSA F

VICO C
VIETTI F
VIGNALI F

VILLECCO CALIPARI C
VIOLA (non presente in aula)
VITALI (non presente in aula)
VITO A
VOLONTE’ F
VOLPI F

ZACCARIA C
ZACCHERA F
ZAMPA C
ZAMPARUTTI C
ZAZZERA C
ZELLER A
ZINZI (non presente in aula)
ZORZATO F
ZUCCHI C
ZUNINO C

OMOFOBIA : LA DENUNCIA DELL’ONU

"Affossare la legge contro l’omofobia è stato un passo indietro per l’Italia". L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, mette sotto accusa l’Italia. E denuncia le scelte del Parlamento, che non tengono conto delle violenze di cui sono spesso fatti oggetto gli omosessuali: "Per loro è necessaria una piena protezione".

Navi Pillay entra a gamba tesa nella già accesa discussione nata dopo la bocciatura della legge che avrebbe introdotto l’aggravante per i reati commessi in danno di persone colpite per il loro orientamento sessuale. "L’omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi - ha detto il commissario Onu - ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita". Secondo Pillay, che era a Bruxelles per l’apertura del nuovo ufficio Onu per i diritti umani nell’Unione europea, è necessaria quindi "una piena protezione" per gli omosessuali.

Navi Pillay aveva già apertamente criticato il governo italiano per le scelte in materia di respingimenti dei migranti. Oggi il commissario per i diritti umani è ritornato sul problema sicurezza in Italia, criticando ancora una volta la circostanza aggravante della clandestinità contestata agli immigrati irregolari che commettano un crimine. "E’ una discriminazione. Per gli immigrati irregolari - ha sottolineato Pillay - non ci può essere una sospensione dei diritti umani. Per punire lo stesso reato, dovrebbero esserci le stesse regole per chiunque. Non escludo - ha concluso il commissario - che l’Onu possa chiedere all’Italia di modificare la legge".

COPPIA ETERO SU ‘REVUELTA’ SENZA SAPERLO. CHIESTO RISARCIMENTO

Coppia eterosessuale chiede un risarcimento danni per essersi trovata a bordo di Revuelta, la crociera gay. Costretti a rimanere chiusi in cabina. De Giorgi: "chiederemo noi risarcimento danni".

Sostengono di essersi ritrovati sulla crociera gay Civitavecchia-Barcellona, andata e ritorno, senza che nessuno li avesse informati mentre invece ritenevano di avere prenotato un normale viaggio due coniugi di Trevi che hanno chiesto alla Grimaldi un risarcimento di 3 mila euro. La notizia è stata riportata oggi dal Corriere dell'Umbria.

Marito e moglie si sono rivolti all'avvocato Antonio Francesconi che ha scritto alla compagnia senza però - ha spiegato - ricevere al momento alcuna risposta. Il legale ha dichiarato a Gay.it: «Se la compagnia avesse avvertito i miei clienti che si trattava di una crociera finalizzata a soddisfare i gay, come stabilisce il codice del consumo, avrebbero potuto rinunciare al viaggio». «I miei clienti - prosegue l'avvocato - si sono trovati in imbarazzo nell'esprimersi come avrebbero voluto. Hanno passato la vacanza chiusi in cabina per colpa degli spettacoli abbastanza spinti che l'organizzazione aveva previsto. Non se la sono sentita di partecipare». «Le volte che sono stati costretti a passare nei saloni dove avvenivano questi spettacoli si sono trovati in imbarazzo anche i gay quando hanno visto che c'erano anche coppie etero. Mi interessa sottolineare - conlude l'avvocato Francesconi - che non c'è nessun pregiudizio discriminatorio.»

Alessio De Giorgi, presidente del portale Gay.it e organizzatore dell'evento, dopo aver appreso le dichiarazioni del legale della coppia ha annunciato che avvierà una richiesta di risarcimento danni. "Dal punto di vista giuridico - ha detto De Giorgi - i nostri legali ci hanno confermato che la posizione dell'avvocato è assolutamente bizzarra perché l'evento non era offensivo per nessuno e mai nulla di scandaloso è accaduto a bordo. Spiace constatare che, da un punto di vista sociale, la vicenda mette in evidenza quanta omofobia ci sia in questa società: se i due coniugi sono rimasti chiusi in cabina per non assistere a baci scambiati tra due ragazzi o due ragazze, o per non vedere una coppia gay mano nella mano è un problema che ha un nome preciso, omofobia, e tocca a loro risolverlo. Non escludiamo di intraprendere a nostra volta la via giudiziaria per la mostruosità delle motivazioni per cui la causa è stata intentata. A proposito di mostruosità, ho appreso dalle agenzie che l'avvocato si è occupato solo un anno fa di un risarcimento perché un casolare acquistato da un suo cliente sarebbe stato infestato di fantasmi. Vorrei dire all'avvocato Francesconi che l'unico vero fantasma che a noi fa paura, è l'omofobia."

Revuelta è partita da Civitavecchia il 19 settembre con a bordo 600 clienti fra gay e lesbiche, ed è stata la prima crociera dedicata al mondo lgbt organizzata interamente in Italia. Dato il successo di pubblico, l'organizzazione ha già fatto sapere di essere intenzionata a ripetere l'evento nel 2010.

14 ottobre 2009

LEGGE ANTIOMOFOBIA : CHI PROTEGGE DONNE E BAMBINI?

LEGGE OMOFOBIA, FIORE:DONNE E BAMBINI SOLE CATEGORIE DA PRIVILEGIARE.

La legge sull'omofobia arriva in aula alla Camera. Ha preso infatti il via la discussione sulla proposta di legge dell'onorevole Paola Concia. Roberto Fiore, Segretario di Forza Nuova, afferma:"se c'è una categoria di persone che deve essere maggiormente protetta ed avere più privilegi, in Italia, è la categoria dei bambini, e subito dopo viene quella delle donne. Gli stupri commessi da stranieri,e non l'omofobia, sono la vera emergenza nazionale a cui servirebbe una risposta parlamentare adeguata.

Andrebbe assegnata una pena di 20 anni a chi violenta una donna, per esempio. "conclude Fiore:"Se la proposta della Concia venisse accolta ci ritroveremmo in un paese dove la Lobby omosessuale potrebbe spadroneggiare adottando la discriminazione sessuale come scusante a proprio favore in ogni occasione. "

OMOSESSUALITA', MANCA LA "RISERVATEZZA"

Ho visto Matrix questa notte; si parlava di omosessualità e di una legge che non è stata votata ieri alla Camera. Ho capito alcune cose

Intanto mi sono reso conto che Pdl e Pd, che non riescono ad andare d’accordo su nulla, neanche sulle gravi e drammatiche situazioni che travagliano la società italiana in questo momento, hanno trovato l’accordo su una legge che introduce un’aggravante specifica per i reati commessi da omofobi, cioè da coloro che non sopportano gli omosessuali. Per amor del vero, questo accordo si è concretizzato nella volontà di entrambi di non mandare avanti la legge.

Devo confessare che non sono omofobo ma che mi disturba moltissimo vedere gente, omosessuale o eterosessuale che sia, manifestare, in modo sconcio e talvolta al limite dell’osceno, la propria sessualità in pubblico. Non mi sono mai piaciuti i provocatori: quelli che devono necessariamente esibirsi davanti agli altri, che devono sbatterti davanti agli occhi quello che sono capaci di fare con il proprio partner, che non hanno il minimo rispetto degli altri e, in ultima analisi, nemmeno di se stessi e del proprio partner.

Ovviamente quanto detto dimostra che non è un problema di orientamenti sessuali, ma di spiattellare davanti agli atri ciò che dovrebbe essere vissuto nell’intimità della coppia: per dirla con una parola manca la “riservatezza” della propria intimità.

Voglio precisare che, alla luce di quanto su esposto,la legge non dovrebbe introdurre l’aggravante dell’omofobia, ma quella dettata dalle altrui abitudini sessuali. Infatti un criminale, che aggredisce una o più persone che si palesano in atteggiamenti corretti ed intimi, solo perché manifestano in pubblico i loro sentimenti, deve essere punito in modo più grave, ma questo sia se la coppia presa di mira è eterosessuale sia se è omosessuale.

Parimenti va introdotta l’attenuante delle provocazione valida per tutti coloro che hanno reagito alla pretestuosa e volgare esibizione in pubblico della propria sessualità, sia essa “etero” che “0mo”.

In pratica, come ha detto Francesco Storace nel corso della trasmissione, quello che conta sono le persone, a prescindere dalle loro abitudini o attitudini sessuali.

Una trasmissione inutile?

Penso proprio di sì, a meno che non si voglia credere che parlare , diffondere e rappresentare l’omosessualità sia un dovere necessario che rende i cittadini migliori e pertanto fa degli “omo” dei cittadini di serie A. Forse è proprio per questo che la RAI in ogni sceneggiato introduce in una o più puntate cittadini extracomunitari e omosessuali maschi e femmine.

Questa sera sono stanco e vado a dormire ;non ve la prendete se vi lascio un editoriale incompiuto. Quello che conta è che siamo qui e continuiamo a lottare per fare un’Italia più giusta e più armonica e dove le pari opportunità siano per tutti. Insomma, un’Italia da viverci.

Adriano Tilgher

LEGGE ANTIOMOFOBIA : DISCRIMINATI GLI ETEROSESSUALI

Legge gay, Buttiglione: quel testo discrimina gli etero.

(9Colonne) Roma, 14 ott - "Sappiamo leggere nella nostra coscienza anche senza aiuto del Vaticano. Abbiamo invece avuto contatti con alcuni vescovi italiani, perché per un cattolico sapere quel che pensano i vescovi è come sapere quel che pensa la moglie, non sempre fai quello che vuole lei, ma sapere come la pensa lei ti aiuta a capire come la pensi tu". Così Rocco Buttiglione, in una intervista a Repubblica, commenta la bocciatura della legge sull'omofobia con i voti determinanti dell'Udc. "Il Pd deve capire - afferma il presidente dell'Udc - che questi temi vanno lasciati alla libertà di coscienza, altrimenti con noi un'alleanza non la farà mai".

Secondo Buttiglione quel testo "contrasta con il principio di eguaglianza: gli omosessuali godono della protezione legale di ciascun cittadino, è una legge di discriminazione positiva. Stabilisce che un osso rotto a un omosessuale conti di più di un osso rotto a un non omosessuale: questo è anticostituzionale. Aumentare le pene non serve a nulla. Piuttosto ci vorrebbe la presenza delle forze dell'ordine dove sono più frequenti o probabili le aggressioni contro gli omosessuali e potenziando i nuclei investigativi". In una intervista al Mattino Buttiglione afferma che i gay hanno già delle tutele legislative e sostiene che "c'è stata un'impostazione chiaramente discriminatoria. Profondamente ingiusta".

LEGGE ANTIOMOFOBIA : TUTTO DA RIFARE

BINETTI, UN SIGNOR PROBLEMA

"La formulazione dell’emendamento era ambiguo. Il mio voto e’ in continuita’ e coerente con quello che avevo espresso due anni fa in Senato sullo stesso argomento".

Paola Binetti, deputata del Pd, nega di essere un "problema" per il partito, come osservato da Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani, dopo il suo voto a favore della bocciatura del testo Concia insieme a quelli dei deputati di maggioranza e Udc.

Binetti si dice "sbalordita perche’ speravo che il testo potesse essere rinviato in commissione in modo che fosse riformulato in modo che ci fosse una separazione netta tra il no alla violenza e la liberta’ di espressione". Per lei, infatti, l’emendamento rischiava di "indurre in reato chi la pensa in modo diverso, ad esempio, rivendicando la superiorita’ del matrimonio".

E le critiche di Franceschini? "Lo capisco- ribatte- io pero’ non valuto questo voto in chiave di opportunita’ politica, ma in rappresentanza di un valore e di un modello di societa’. Io sono contraria a qualsiasi forma di violenza, ma questo emendamento lasciava la porta aperta ad interpretazioni ambigue che potevano configurare il reato di omofobia anche per opinioni diverse".

[Adnkronos]

VERGOGNOSO VOTO ALLA CAMERA

La maggioranza dei parlamentari ha oggi votato a favore della pregiudiziale costituzionale proposta dall’UDC, che intendeva accreditare che il termine “orientamento sessuale” non è presente nel nostro ordinamento giuridico. Si tratta di una bugia colossale! I termini sono presenti in tutti i Trattati e Direttive recepiti dal Parlamento e tra l’altro votati praticamente all’unanimità.

Oggi l’Italia ha dichiarato di fatto la sua non appartenenza all’Unione Europea e di questo bisogna chieder conto, ponendo con forza il problema in sede comunitaria.

Abbiamo assistito ad uno spettacolo vergognoso con interventi da parte di esponenti dell’UDC che hanno accostato l’orientamento sessuale a incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo e così via delirando.

Ancora una volta il Parlamento italiano, che stava discutendo una bozza di legge già ampiamente mediata e monca, di cui abbiamo criticato le lacune e le gravi esclusioni, prima di tutte quella ai danni delle persone transgender, ha deciso oggi di umiliare la dignità delle persone omosessuali!
La maggioranza della Camera dei Deputati, affermando quel principio di incostituzionalità, si è resa complice dei tanti Svastichella che imperversano nel Paese!

Questo ulteriore schiaffo ci convince ancor di più che la nostra battaglia di civiltà è giusta e indispensabile per cambiare un Paese avvilito da questa classe politica lontana da ogni volontà di giustizia.

La comunità lgbt è già mobilitata, non mancheremo di far sentire la nostra voce insieme a quella dei milioni di italiane e italiani indignati per il comportamento di questo Parlamento.

Aurelio Mancuso [Presidente nazionale Arcigay]

QUANTO AVVENUTO OGGI IN AULA E’ DIMOSTRAZIONE DI IPOCRISIA. MENTRE IL VATICANO BRINDA I MORTI E I FERITI LGBT ENTRANO NELL'OBLIO. GRAZIE AL LAVORO DELLA CONCIA, LAVORIAMO INSIEME PER LEGGI DI TOLLERANZA E GIUSTIZIA.

dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale Pd e Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“Quanto avvenuto oggi in aula sul provvedimento contro l’omofobia è la dimostrazione, ove ve ne fosse ancora bisogno, che chiedere semplici aggravanti di reati senza proporre nulla per battere il clima di intolleranza e di violenza, rischia di farci rimanere tutti con un pugno di mosche.

Mentre oggi in Vaticano si brinda, i morti e i feriti per causa di violenza omofobica e transfobica entrano sempre più nell’oblio. Per l’ennesima volta ha vinto l’ipocrisia e la falsità, tipici di questo paese che ignora il pregiudizio e l’odio sempre più diffusi contro le persone più deboli e che è incapace di combatterli con adeguate e specifiche campagne educative e informative, sul piano sociale e culturale.

Ringraziamo Paola Concia per l’enorme lavoro che ha svolto in qualità di relatrice del provvedimento antiomofobia; dobbiamo continuare a lavorare insieme per migliorare questo paese, per promuovere leggi di tolleranza e giustizia, per proteggere le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender, esposte al pregiudizio, all’odio e ai diritti negati”.

12 ottobre 2009

OMOFOBIA : CAMERA; TESTO TORNA IN COMMISSIONE PER MODIFICHE

CARFAGNA, MISURE PIU' STRINGENTI; OK CONCIA; DA UDC NO PROVVEDIMENTO.

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Le vittime dell'omofobia e della transfobia dovranno attendere ancora un po' prima di vedere pienamente riconosciuti i loro diritti davanti al magistrato penale.

L'assemblea della Camera dei Deputati ha infatti espresso questo pomeriggio l'intenzione di rinviare in commissione la proposta di legge per ulteriori limature, soprattutto in merito alla necessita' di introdurre misure ancora piu' stringenti, anche nei confronti di chi istiga a questo reato.

A favore di questa opzione si e' dichiarato il ministro delle pari opportunita' Maria Rosa Carfagna, parlando in aula, secondo la quale sarebbe opportuno rivedere il testo gia' approvato per inasprire le pene e adeguarle ai principi in materia del trattato di Lisbona gia' ratificato dal parlamento italiano.

Come ha spiegato la relatrice e prima firmataria del provvedimento Anna Paola Concia (Pd), in Italia c'e' una ''vera emergenza omofobia e transfobia: per questo e' opportuno introdurre specifiche misure contro questi delitti e contro chi li istiga''. Nella prossima seduta la Camera decidera' formalmente il rinvio in commissione, probabilmente a larga maggioranza.

L'Udc ha presentato una pregiudiziale di costituzionalita' perche' contrario al provvedimento.''L'omofobia - ha detto oggi Roberto Rao intervenendo in aula - si combatte potenziando il controllo del territorio, educando al rispetto, dando risorse alle forze dell'ordine e non aggiungendo altre categorie di reato.

Cosi' facendo si finira' per discriminare indirettamente chi non vi rientra come le persone anziane, anche loro soggetti deboli, spesso vittime di violenze. Che senso ha legiferare in questo modo?''. (ANSA)