31 agosto 2010

ULRICHS, 185 ANNI E IL MISTERO DELLA TARGA COPERTA

Una bottiglia di vino rosso appoggiata sulla tomba, e una torta con il suo nome e una bandiera con i colori dell’arcobaleno. Si rinnova, come ogni anno, la commemorazione di Karl Heinrich Ulrichs, scrittore, poeta e giurista, considerato patriarca del movimento di liberazione omosessuale in Europa. Ma proprio nel giorno delle celebrazioni a 185 anni dalla nascita, i simpatizzanti giunti da più parti d’Italia hanno trovato una brutta sorpresa ad attenderli: la piazza intitolata a nome del letterato tedesco, nei pressi del Castello, è stata ribattezzata con un pannello in compensato, fissato col cellophane. La nuova iscrizione fa riferimento a un vigile del fuoco e guida turistica. E’ facile che si tratti di una goliardata realizzata in questi mesi di post-terremoto, in cui la piazza non è ancora accessibile al pubblico. “Probabilmente – spiegano alcune persone intervenute alla commemorazione – si tratta di uno scherzo tra le squadre impegnate nel recupero dei beni culturali che magari poco o nulla sanno di Ulrichs, difficile che si tratti di una provocazione, ne chiederemo comunque la rimozione”. Del resto, come ha ricordato l’ex consigliere comunale, Antonio Di Giandomenico, “l’intitolazione della piazza è stata supportata da un pronunciamento ufficiale dell’amministrazione cittadina”. Il fatto che nessuno se ne sia accorto per tanto tempo è dovuto alla parziale inagibilità della piazza.


Ad Ulrichs è stata tributata una cerimonia semplice, sobria ed essenziale. Dopo gli studi all’Università di Goettingen, si laureò nel 1846 in legge e teologia. Successivamente, continuò la sua formazione storica all’università di Berlino. Dal 1849 al 1857 Ulrichs fu giudice presso la corte distrettuale di Hildesheim, nel Regno di Hannover. Intanto, dapprima sotto lo pseudonimo Numa Numantius e poi col suo vero nome, venivano pubblicati a Lipsia cinque saggi sulla psicologia e sui risvolti sociali e giuridici dell’omosessualità, che ne costituirono una vera e propria teorizzazione. Una specie di manifesto per un movimento di liberazione, seguito alla dichiarazione della sua omosessualità. Alcune considerazioni sono state fatte proprie, in anni recentissimi, dall’Organizzazione mondiale della sanità. Da allora Ulrichs, com’è intuibile, ebbe grandi problemi per le sue idee e fece anche 10 mesi di prigione. La preoccupazione che le sue idee altre conseguenze gli avrebbero procurato lo spinse a viaggiare a piedi in Italia che, dopo Firenze, Ravenna e Roma, lo portò fin nel Cilento, sui monti lucani e quindi a Napoli. Di lì, raggiunse L’Aquila, ospite di palazzo Franchi, fino a che un incendio lo costrinse “sfollato”. Di qui, Persichetti gli offrì una nuova casa in via santa Teresa.

Tra le associazioni che hanno preso parte alla commemorazione anche GayLib, rappresentata dal segretario, Daniele Priori, e dal suo compagno Ciri Ceccarini, entrambi soci della "Fondazione Luciano Massimo Consoli", promotrice dell'iniziativa. "Noi torniamo felici e solidali anche quest'anno all'Aquila a celebrare la laicità ante litteram di Karl Ulrichs, negli stessi giorni in cui un po' tutti i politici di professione fanno la fila per farsi benedire dal meeting di Cl a Rimini. La Germania che costrinse Ulrichs all'esilio oggi, grazie alle politiche liberali di Angela Merkel e Guido Westervelle, è capofila europeo nella stagione dei nuovi diritti, mentre il nostro Paese resta, sempre più isolato, attaccato al palo di una vacatio legis ogni giorno più imbarazzante che ci allontana drammaticamente dall'Europa".

Fabio Iuliano

24 agosto 2010

CELEBRIAMO il 185° COMPLEANNO DI ULRICHS

L’attivismo può assumere molte forme ed anche una sola persona può fare la differenza.... Alla FESTA DI COMPLEANNO DI ULRICHS si può partecipare in tanti modi, scatenate la vostra fantasia !

Ecco qualche suggerimento :
1. Fatevi un reminder sul cellulare per il 28 agosto.
2. Organizzatevi una vacanza in Italia con sosta a L' Aquila per partecipare alla riunione promossa dalla Fondazione Consoli alle 12 del 29 agosto prossimo
3. Mandate l'indirizzo web indicato sopra almeno ad un amico, di più se possibile.
4. Fate copie del messaggio qui sopra da distribuire agli amici
5. Controllate se i suoi libri e la sua biografia sono nella biblioteca del vostro Comune e se non ci sono chiedete che vengano acquisiti.
6. Organizzatevi un'uscita con una persona cara.
7. Invitate gli amici fuori a pranzo e dedicate una fettina di pane tostato a Ulrichs.
8. Invitate gli amici a pranzo e offrite loro cibo italiano o tedesco e naturalmente dedicate una fettina di pane tostato a Ulrichs.
9. Organizzate nel vostro bar preferito una notte di Ulrichs con uno special sulla birra italiana e tedesca.
10. Organizzate nel vostro bar preferito una notte "militare" di Ulrichs - a Ulrichs piacevano gli uomini in uniforme.
12. Patrocinate a suo nome iniziative commerciali gaye: agenzie di viaggi, bar, saune, ristoranti, librerie.
13. Nei Comitati per i GayPride dategli risalto, come figura centrale nella storia gay.
14. Scrivete lettere ai giornali per ricordare Ulrichs ogni 28 agosto.
15.Per gli Editori: far scrivere ai propri collaboratori una storia che sia attinente con le sue caratteristiche.
16. Per gli scrittori: dedicate il vostro libro a lui.
17. Organizzate un cocktail-party in suo onore.
18. Ricordate lui ed il suo lavoro nelle vostre preghiere.
19. Accendete una candela, bruciate incenso.
20. Per gli insegnanti: progettate una lezione speciale intorno alla sua vita e alle sue opere.
21. Per gli avvocati: difendete qualcuno in suo nome. Era un avvocato che ha aiutato spesso quelli arrestati per comportamento "immorale" .
22. Per gli studenti: scrivete un saggio sulla sua vita e su ciò che ha fatto, oppure pronunciate un discorso su di lui.
23. Piantate un giardino di fiori intitolandolo a lui. Ulrichs amava i fiori ed il giardinaggio.
24. Piantate un giardino per attrarre le farfalle. Ulrichs amava e coltivava le farfalle.
25. Preparate una torta e dividetela con la vostra famiglia, gli amici o i colleghi.
26. Se siete da soli nell'anniversario del suo compleanno dedicategli una fettina di pane tostato anche solo con un bicchiere di acqua.
27. Ascoltate l' "Ave Maria". Ulrichs, sul suo letto di morte in ospedale, gradiva ascoltare le suore cantarlo al vespro.
28. Portate un cartello con il suo nome o la sua immagine nel vostro Gay Pride locale.
29. Copiate ed usate la sua immagine su qualche cosa che possiate usare: penne, matite, magliette, block notes.
30. Create un timbro di gomma e mettetelo su tutta la posta uscente.
31. Fate una donazione ad un fondo per la lotta all' AIDS o a una Associazione per i diritti dei gay in nome di Ulrichs.
32. Incoraggiate le traduzioni in tutte le lingue dei suoi testi per diffondere la storia di TransLesBiGay.
33. Istituite una borsa di studio o assegni di studio in nome di Ulrichs.
34. Tenetevi per le mani. Ulrichs credeva che il tatto fosse importane per stabilire il contatto tra persone con sensibilità per " stesso-sex".
35. Sventolate la bandiera arcobaleno il 28 agosto.
36. Mettete la sua immagine incorniciata sul vostro tavolo.
37. Organizzate e realizzate una festa o una fiaccolata.
38. Fate pubblicare i vostri programmi per la celebrazione nella sezione di cronaca del giornale.
39. Per i gruppi religiosi: progettate un programma speciale.
40. Scambiatevi fiori con chi amate.
41. Mettete l'immagine dell'invito per il 29 agosto prossimo come sfondo del vostro PC
42. Dite a tutti che Ulrichs è la prima persona che si conosca che è uscita allo scoperto per richiedere uguali diritti per gli uomini e le donne oppressi.
43. Servite un pasto speciale: spaghetti con la salsa in stile abruzzese: maiale, pepe rosso, foglia di alloro, pomodorini, vino rosso asciutto 2/3 di tazza, sale, pepe (vegetariani: carne sostituita con broccolo).
44. Promuovete la mozione OnU per depenalizzare l'omosessualità in tutto il mondo;
45. Scrivete qui un' email per il libro dei ricordi.
46. Sostenete le unioni civili per gli omosessuali nel vostro paese

e date notizia qui in questo luogo virtuale di ciò che avete fatto o ideato per ricordare e festeggiare il 185° compleanno di Ulrichs, che consideriamo l'iniziatore della lotta di liberazione sessuale oltre che omosessuale.
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L' Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ invita il 29 agosto prossimo gli appartenenti alla Comunità GayLebicaTransQueer, le associazioni e le persone eterosolidali a celebrare assieme il 185° compleanno di Karl Einrich Ulrichs, nato il 28 agosto 1825, eroe della lotta di emancipazione e liberazione omosessuale, che consideriamo il "Nonno Gay" del movimento di liberazione omosessuale mondiale.

L'appuntamento è per tutti alle ore 12.00 di domenica 29 agosto 2009 davanti all'ingresso principale del Cimitero Monumentale de L'Aquila, dove visiteremo la sua tomba.

"Fino al momento della mia morte guarderò con orgoglio indietro a quel giorno, 29 agosto del 1867, quando trovai il coraggio di lottare faccia a faccia contro lo spettro di un'antica idra irata che da tempo immemorabile stava iniettando veleno dentro di me e dentro gli uomini della mia stessa natura. Parecchi sono stati spinti al suicidio perché tutta la loro gioia di vivere era sciupata. Infatti, sono orgoglioso di aver trovato il coraggio di assestare a questa idra il colpo iniziale del pubblico disprezzo".

Ricorderemo il suo incredibile coming-out, in occasione del suo 42° compleanno, probabilmente il più drammatico e coraggioso della storia GLBTQ, oltre che il primo di cui abbiamo notizia, che gli è costato persecuzioni, esilio, povertà.

Lo ricorderemo per rinnovare il nostro impegno a lottare concordemente assieme per far sì che l'omofobia, "antica idra irata" scompaia al più presto e definitivamente dal costume sociale.

Dopo il termine dell' affettuosa cerimonia di omaggio ci ritroveremo, come di consueto, per un pranzo conviviale.

per l'Associazione"Fondazione Luciano Massimo Consoli"

Paolo Violi, Claudio Mori, Daniele Priori, Alba Montori, Riccardo Peloso, Maya Checchi, Carla Liberatore, Ciri Ceccarini

16 agosto 2010

15 AGOSTO 2010, L'ASSOCIAZIONE 'FONDAZIONE LUCIANO MASSIMO CONSOLI' HA RICORDATO ANSELMO CADELLI

Cari tutt*,

eccovi alcune foto della giornata di oggi ... insieme ad Anselmo.

Devo dire che l'ottimo lavoro di restauro di Alba resiste ancora, a 2anni di distanza.

Sotto il sole cocente ho sistemato alla buona l'area della sepoltura di Anselmo e ho piantato delle roselline grasse, sperando che resistano.

Ho piantato anche qualche seme di melograno, anche se non è periodo ... chi vivrà, vedrà !

E ho lasciato del materiale e 1nota [con l'nvito e l'autorizzazione di riprodurre e promuovere il materiale lasciato a disposizione] che ricorda l'appuntamento del prossimo 29 agosto a L'Aquila, sperando sempre che dopo di me sia venut* qualcun* a rendere omaggio ad Anselmo ... Ma credo di no ...

Eppure quanti su 'facebook' hanno dichiarato "senza dubbio, ci sarò!" ... Ammappa ! C'era la fila, ho dovuto distribuire i numeretti ! Ah ah ah !

Dal prossimo anno dimo che se magna e se beve gratise ! Forse qualcuno verrà ....

E pensare che Massimo ci ha sempre detto "far parte di una comunita' vuol dire, prima di tutto, ricordare chi questa comunita' ha contribuito a costruirla !".

Paolo Violi ( Associazione 'Fondazione Luciano Massimo Consoli')

12 agosto 2010

RICORDANDO ANSELMO CADELLI ...

Il 15 agosto, una rappresentanza della Associazione Fondazione ‘Luciano Massimo Consoli’ si recherà al Cimitero Flaminio di Prima Porta a rendere omaggio ad Anselmo.

Se volete ricordare Anselmo assieme a noi, se non avete nulla di meglio da fare, l'appuntamento è alla sua lapide al Cimitero 'Flaminio' di Prima Porta in tarda mattinata, intorno alle ore 12.00 . [riquadro n.113 bis, fila n.53, fossa n.3]

Paolo Violi


ANSELMO CADELLI: "QUANDO SOLO I GAY VANNO IN PARADISO"

Fondatore della prima associazione omosessuale OMPO's, Anselmo Cadelli viene ricordato per la sua militanza, una delle prime militanze assidue e costanti in difesa dei diritti degli omosessuali, dei diritti civili, delle pari opportunità, della tutela della dignità umana a prescindere dal proprio orientamento, negli anni 70. La sua viene definita attività di un omosessuale di seconda generazione nel campo dell’agire per l’eguaglianza sostanziale tra cittadine e cittadini, in un’Italia oscurantista, da poco uscita vincente nella lotta per l’aborto e per il divorzio, dai primi referendum che dettero un forte colpo alla permanenza egemonica della cultura oscurantistica delle aree vaticaniste e curialiste e dei loro riferimenti politici, detenenti il potere governativo nel Paese. Nel 1978, il 12 luglio, Anselmo occupa uno stabile a Roma, nel quartiere popolare del Testaccio, e lo denomina "GAY HOUSE OMPO's", ossia la casa gay dell’associazione Ompo, pioniera nel Paese nella militanza massiva per la rivendicazione del riconoscimento dei diritti per gli omosessuali. Anselmo è anche un letterato e scrive una commedia, dal titolo “Solo i gay vanno in Paradiso”, che riscuote successo nel campo delle rappresentazioni teatrali sperimentali e di avanguardia, da subito si direbbe, a Roma e non solo.

Siamo al 31 dicembre del 1977 e, dopo questo primo passo che ha reso Anselmo protagonista numero uno del movimento GLBT, si può dire, anche se in forma embrionale al tempo, Cadelli si prodiga a collaborare con la giustizia per risolvere casi, tanti ai tempi, come oggi, di omicidi di omosessuali dichiarati e non. Il primo caso riguarda un 46 enne, Alfredo Garrefa, ucciso con colpi di un’arma contundente simile all’arnese che i macellai usano per affilare i propri coltelli per scuoiare le carcasse bovine. L’autore dell’efferato delitto è un giovane, Jean-Charles Fasulo, 19 enne, che viene preso, il 19 gennaio 1991, sotto braccio da Anselmo e, dopo averlo convinto di deporre, lo porta alla Prefettura dove confesserà il compimento dell’immane delitto. Arriviamo, poi, al giugno 1997, quando Anselmo informa l’autorità giudiziaria che Mariano Tredita è autore del meditato omicidio contro un cittadino olandese. Anselmo ha avuto un’infanzia difficile: abbandonato da piccolo dai propri genitori, si trova a trascorrere i suoi primi anni di vita e di giovinezza tra militari, in caserma, in collegi, orfanotrofi, ospedali e, questo passato burrascoso, difficile, condiziona fortemente la sua crescita morale ed etica pervasa da un forte senso e sentimento di giustizia sociale, civile, e di libertà, di autonomia, di opposizione a ogni forma di potere, di autorità, quasi definibile come animo anarchico. Anselmo muore a Roma, nel ferragosto del 2001. Finisce la sua vita proprio negli anni degli albori dei primi nuclei organizzati del Movimento GLBT, nei primi anni della crescita culturale e civile di una componente forte di militanti in lotta per l’affermazione dei propri diritti, dai PACS, alle adozioni, dalla battaglia contro l’emarginazione sociale alla lotta contro i licenziamenti discriminatori. Un movimento, è questo, ormai mondiale, fortemente vincente in tutta Europa, condizionante come lobby positiva le legislazioni nazionali anche degli stati più conservatori e confessionalisti, come la Spagna, dove da poco sono state riconosciute le pari opportunità per le coppie di qualsiasi orientamento sessuale e costituite da qualsiasi tipologia di cittadine o di cittadini. Anselmo è stato certamente militante della seconda generazione, ma ha lasciato molto nell’agenda politica passata del movimento GLBT: il suo esempio è quello classico di uomo dall’alto senso della dedizione per l’altro, dalla profonda conoscenza del valore della dignità propria e degli altri, quella umana, quella universale, quella che chiede di venire considerata essere oggetto di diritto e di garanzie giuridiche piene. Anselmo ha lasciato un ricordo che vuole testimoniare che cambiare laicamente la società e combattere per i diritti civili e umani è possibile se esiste costanza, perseveranza e forte senso di collettività negli animi di coloro che si prepongono questo obiettivo. La morte di Anselmo porta con se il valore di un patrimonio politico e civile che deve essere costante punto di riferimento per il futuro e per una società di libertà e di giustizia. Lui non comprendeva il tanto accanirsi di parte della società, che si opponeva alla permanenza della sede dell’associazione nella Palazzina del Testaccio: tante furono le pretestuose querele esposte da residenti vicini. Ma comprendeva che occorreva continuare e perseverare costruendo una forte realtà che potesse, un giorno, come lo è stata in gran parte, essere generatrice di altre realtà che, insieme, avrebbero costituito quel grande movimento di uomini e di donne contro una conservazione troppo moralista e perbenista della cultura italiana, piena e intrisa di pregiudizi emarginanti. Forse qualche successo del movimento GLBT, oggi, si deve in parte a lui, ad Anselmo.

Alessandro Rizzo

11 agosto 2010

TUTTI I 31 STATI MESSICANI DEVONO RICONOSCERE I MATRIMONI OMOSESSUALI CELEBRATI A CITTA' DEL MESSICO

Città del Messico, 10 ago. (Ap) - Tutti i 31 Stati messicani devono riconoscere i matrimoni omosessuali celebrati a Città del Messico. Lo ha stabilito oggi la Corte Suprema messicana sottolineando che la sentenza non obbliga gli altri Stati a celebrare le nozze gay nei loro territori. Il tribunale ha giustificato la sua decisione affermando che la legge che autorizza le nozze gay nella capitale non viola l'articolo della Costituzione che autorizza i singoli Stati a legiferare autonomamente in materia ma che lo stesso articolo chiede agli Stati di riconoscere le leggi adottate negli altri Stati.

La scorsa settimana la Corte Suprema messicana aveva detto 'sì' ai matrimoni tra omosessuali, votando a favore della legge che da sei mesi consente, solo a Città del Messico, le unioni gay. La Corte aveva respinto il ricorso della Procura, secondo cui la norma violava il principio che costituzionalmente protegge la famiglia.

07 agosto 2010

MATRIMONIO GAY. SENTENZA DEL TRIBUNALE CALIFORNIANO, REAZIONI DELLA COMUNITA' LGBTQI

MATRIMONIO GAY. CALIFORNIA, DIVIETO E' INCOSTITUZIONALE: INCAPACITA' DELLA POLITICA OBBLIGA INTERVENTO MAGISTRATURA.

Commento alla sentenza del tribunale californiano che ha stabilito incostituzionalità del divieto alle nozze gay.

Il giudice federale della California Vaughn R. Walker con la sentenza pronunciata ieri s'è espresso contro il divieto ai matrimoni gay, sancito tramite il referendum noto come "Proposition 8". Il referendum era stato promosso da una coalizione di confessioni religiose.

Secondo il giudice Walker, impedire agli omosessuali di sposarsi è discriminatorio. La Proposition 8, si legge nel pronunciamento, è "incostituzionale" e non fornisce al divieto "alcuna base razionale , ma si limita ad affermare perentoriamente che "le coppie eterosessuali sono superiori alle coppie omosessuali". "La sola disapprovazione morale è una base impropria per negare diritti a omosessuali e lesbiche", continua il giudice, che aggiunge: "è evidente che le concezioni morali e religiose sono l'unica base per credere che le coppie dello stesso sesso siano diverse da quelle eterosessuali". Come dire: uno stato di diritto non può farle proprie.

Walker, rilevando che l'opposizione ai matrimoni gay ha una forte motivazione religiosa, afferma di contro che "l'interesse di uno Stato nel momento in cui mette in atto una norma deve essere per sua stessa natura laico" e che "lo Stato non ha interesse nel rafforzare le credenze morali o religiose senza che ciò sia accompagnato da un proposito laico". Vietare i matrimoni gay è dunque "un artefatto di un tempo in cui i generi erano considerati come caratterizzati da diversi ruoli nella società e nel matrimonio", un tempo "che è passato", sottolinea Walker.

Ancora una volta - così come in Italia con la recente sentenza 138/2010 - l'incapacità della politica di legiferare laicamente a favore dell'uguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine di fronte alla legge, sancita dalla nostra Costituzione, *ha obbligato la magistratura a intervenire.

Il successo del movimento lgbt californiano è una notizia che scalda i cuori di speranza e le mani di voglia di fare, perché la battaglia per la parità dei diritti riparte con slancio lì dov'era iniziata. E' proprio il caso di esclamare il celebre verso della canzone degli Eagles: "Welcome To The Hotel California".

Al Comitato "Sì, lo voglio!" aderiscono
3D - Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans
Associazione Culturale ARC di Cagliari
AGEDO – Associazione Genitori di Omosessuali
Associazione Radicale Certi Diritti*
Associazione Radicale Enzo Tortora di Milano
Associazione Radicale Giorgiana Masi di Bologna
Associazione Stonewall d'iniziativa Gay Lesbica Bisex Trans di Siracusa
Associazione Viottoli – Comunità cristiana di base di Pinerolo (To)
Comitato Gay e Lesbiche Prato
Comitato Provinciale Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" O.N.L.U.S.
Comitato Provinciale Arcigay Verona "Pianeta Urano"
Como Gay Lesbica
Consulta Napoletana per la Laicità delle istituzioni
Consulta Romana per la laicità delle Istituzioni
Consulta Torinese per la Laicità delle istituzioni
Coordinamento Torino Pride LGBT
Di' Gay Project
Famiglie Arcobaleno
Federazione delle chiese evangeliche in Italia
Fondazione Critica Liberale
Fondazione Luciano Massimo Consoli
GAM – Gruppo alternativo motociclisti gay e lesbiche
GayLib
Gruppo Pesce Milano
Gruppo Pesce Roma
Ké Group
Keshet, vita e cultura ebraica
Italia Laica
Liberacittadinanza – Rete girotondi e movimenti
Le Ninfe – GenovaGaya
Renzo e Lucio
Rete Laica Bologna
UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti


COMITATO "SÌ, LO VOGLIO!"

California: Incostituzionale il No al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Arcigay: i diritti civili non sono negoziabili.


Ieri sera il giudice federale Walker ha bocciato il divieto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, introdotto nello stato della California nel novembre 2008 da un referendum. Nei prossimi mesi la questione dovrebbe essere dibattuta davanti ai nove giudici della Corte Suprema dai quali ci si aspetta una sentenza definitiva valida in tutti gli stati americani.

"La sentenza della California -dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay - apre una riflessione universale sul valore inderogabile dei diritti e ci ricorda che l'oggettività del principio di uguaglianza e la fondamentale realizzazione della personalità di ciascun individuo, anche attraverso il diritto di crearsi una famiglia, non possono conoscere limiti o distinzioni o deroghe o negoziazioni, nè essere piegati agli umori mutevoli di minoranze o maggioranze. E' la società soltanto che dice ciò che è famiglia e le coppie lesbiche, gay e trans lo sono pienamente".

"Il giudice federale - commenta Stefano Bucaioni, responsabile relazioni internazionali di Arcigay - ha ribadito che il matrimonio è un diritto civile fondamentale di ogni essere umano e come tale non può essere soggetto a discriminazioni. Per questo uno stato di diritto non può venir meno al principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, anche se a chiederlo è un referendum popolare."

"Questa sentenza dovrebbe far riflettere anche le nostre istituzioni" continua Bucaioni "soprattutto coloro che si ostinano a far permanere l'Italia in una condizione di totale arretratezza sul fronte dei diritti civili. Siamo, insieme alla Grecia, l'unica nazione a non riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso e rappresentiamo un'eccezione in Europa e tra i paesi avanzati".

"La discriminazione che impedisce alle coppie omosessuali di accedere all'istituto del matrimonio - conclude Patanè - è tanto inaccettabile quanto assurda per uno stato di diritto che ha tra i suoi valori fondati l'uguaglianza e la libertà dei suoi cittadini. La Corte Costituzionale italiana ha recentemente affermato lo stesso concetto, impegnando il parlamento ad affrontare e risolvere le discriminazioni che affliggono le omosessuali."

Paolo Patanè [Presidente nazionale Arcigay]
Stefano Bucaioni [Responsabile relazioni internazionali Arcigay]

04 agosto 2010

OGGI, 4 AGOSTO, IL GIUDIZIO SULLE NOZZE GAY IN CALIFORNIA

Un giudice federale sarà chiamato oggi a dare il proprio verdetto sul divieto ai matrimonî gay nello Stato della California che era stato imposto per via referendaria due anni fa.

Nel maggio del 2008 una sentenza della Corte Suprema della California aveva introdotto il matrimonio omosessuale nello Stato: la Corte era stata chiamata a colmare un vuoto legislativo e aveva sancito l'incostituzionalità della limitazione dell'istituto matrimoniale ai soli eterosessuali.

Tuttavia, soltanto cinque mesi dopo, il 52% degli elettori andati alle urne aveva approvato la Proposition 8, una proposta di legge per vietare le unioni omosessuali e introdurre un emendamento alla Costituzione californiana in cui si affermasse che lo Stato riconosceva soltanto i matrimonî contratti fra un uomo e una donna.

Il pronunciamento che il giudice Vaughn Walker sarà chiamato a emettere oggi segue la causa, intentata da due coppie omosessuali assieme alla città di San Francisco, che richiede di abrogare la Proposition 8 in quanto lesiva dei diritti dei cittadini gay e lesbiche.

Il verdetto dovrebbe arrivare nella tarda serata, ora italiana. In ogni caso, i sostenitori di entrambe le posizioni hanno già annunciato che in caso di un giudizio loro sfavorevole presenteranno ricorso alla Corte d'Appello.

03 agosto 2010

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO "SÌ, LO VOGLIO!"

LA RIVISTA "FAMIGLIA E DIRITTO" SUL MATRIMONIO GAY
MATRIMONIO GAY. PUBBLICATO COMMENTO ALLA SENTENZA DELLA CONSULTA: NON È NECESSARIA REVISIONE COSTITUZIONALE

La più prestigiosa rivista italiana del settore, "Famiglia e diritto", pubblica nel numero corrente 07/2010 un commento alla sentenza 138/2010.

Il commento della rivista "Famiglia e diritto", la più prestigiosa edizione italiana del settore, a firma di Marco Gattuso, magistrato, fa il punto della situazione sulla questione dell'accesso al matrimonio civile per le persone omosessuali, dopo la sentenza della Corte Costituzionale.

I passaggi fondamentali del commento rappresentano altrettanti punti fondamentali per la lotta all'uguaglianza.

Così leggiamo che "la Corte compie un deciso passo in avanti, individuando nella "unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso", una "formazione sociale" tutelata dall'art. 2 Cost.. Si configura dunque il diritto fondamentale al libero sviluppo della persona anche nell'ambito della coppia omosessuale". La Corte infatti "annette una specifica rilevanza costituzionale alla stessa nozione giuridica di orientamento sessuale, universalmente intesa come orientamento verso persone dell'opposto o del proprio genere e con tale accezione già recepita dall'art. 21 della Carta dei diritti fondamentali".

La Corte declina il contenuto di tale diritto fondamentale rilevando che "a tale unione non spetta soltanto il diritto "di vivere liberamente una condizione di coppia" ma altresì "il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri". Si ha qui un passaggio di portata storica, che segna il superamento d'ogni concezione volta a consumare la vocazione liberale del sistema giuridico italiano nel mero rispetto della vita privata".

Affermando che "in forza della Costituzione a tale comunità "spetta un riconoscimento giuridico" che "necessariamente" richiede una disciplina, la Consulta individua difatti una lacuna nella nostra legislazione e chiama il legislatore a colmarla". "L'eventuale apertura del matrimonio implica scelte rimesse alla discrezionalità del legislatore", che dunque ha piene possibilità d'azione.

"In tutta la motivazione, la Corte non introduce alcun elemento espressamente diretto a condizionare la discrezionalità del Legislatore, né sarebbe conforme alla sua pregressa giurisprudenza in materia familiare coartare, in un senso o nell'altro, la volontà parlamentare".
"Dalla lettura della sentenza non emerge peraltro alcun argomento per sostenere che l'apertura del matrimonio violi diritti od interessi di terzi e della famiglia eterosessuale e che dunque si contrapponga alla ratio di garanzia della norma. Ne consegue che se al Legislatore ordinario è preclusa dall'art. 29 Cost. una normativa che limiti i diritti della famiglia, non deve ritenersi preclusa, invece, la ridefinizione per via legislativa della nozione di "matrimonio" in senso non limitativo ma, anzi, inclusivo".

La Corte afferma altresì che "resta "riservata alla Corte Costituzionale la possibilità d'intervenire a tutela di specifiche situazioni" ove "sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con il controllo di ragionevolezza". L'affermazione della sussistenza d'un diritto fondamentale conduce dunque ad assicurare tutela giuridica ogni qualvolta sia riscontrabile la necessità d'una eguale protezione".

Quest'ultima affermazione della Corte "è di particolare impatto, posto che alla luce di tale indicazione, si dovrà ritenere che ogni giudice sia chiamato ad accertare di volta in volta se nella situazione data "sia riscontrabile la necessità di un trattamento omogeneo", verificando preventivamente se il dispositivo favorevole alla coppia coniugata possa essere applicato anche alla coppia omosessuale".

La sentenza della Corte, quindi, spalanca le porte alle via giudiziaria per l'ottenimento della piena uguaglianza, fatto, questo, tanto più importante quanto permane immobile il panorama politico italiano.

"È inoltre significativo che la Corte preannunci l'intenzione di porre a confronto la coppia omosessuale e la coppia "coniugata". La notazione pare di particolare importanza, poiché sarebbe allora una mera petizione di principio negare un diritto riconosciuto alla coppia coniugale sul solo rilievo della mancanza del vincolo matrimoniale, venendosi a negare in radice proprio quella verifica in concreto postulata dalla Corte".

"Appare a tale proposito d'un certo interesse che dalla lettura della sentenza, fatto salvo il mancato accesso all'istituto del matrimonio, la Corte non enunci alcuna disomogeneità ontologica tra affettività etero ed omosessuale".

COMITATO "SÌ, LO VOGLIO!"

02 agosto 2010

ASSOCIAZIONI ED ESPONENTI GAY CONTESTANO LE AFFERMAZIONI DI MONSIGNOR BABINI

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - Associazioni ed esponenti della comunita' gay protestano contro alcune affermazioni di monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto, su omosessualita' e pedofilia e chiedono l'intervento della magistratura.

"Io come vescovo - dice tra l'altro Babini in un'intervista sul sito Pontifex, riferendosi ai preti omosessuali scoperti da un'inchiesta di Panorama - sarei maggiormente comprensivo con un prete pedofilo che si penta e soffre della sua condizione che di questi viziosi". Definisce quindi i preti omosessuali "perversi" e afferma che li vedrebbe bene in carcere. Parole che, secondo le associazioni, meriterebbero un intervento immediato delle gerarchie ecclesiastiche. "Sappiamo delle difficoltà della chiesa cattolica, delle gerarchie ecclesiastiche e del Vaticano - dicono in una nota - a far fronte a tutti gli scandali che avvengono al loro interno riguardo alle violenze pedofile che sono state tenute nascoste per molti anni alle autorità.

Ció che non comprendiamo è l'indifferenza, per non parlare di grave complicità, di fronte a dichiarazioni gravi e omofobe che dimostrano del pregiudizio e dell'odio che spesso alimenta la violenza fisica contro le persone omosessuali". Le associazioni chiedono se le dichiarazioni del vescovo rappresentano il pensiero della chiesa cattolica e si dicono scandalizzate "per come monsignor Babini sminuisca con le sue dichiarazioni l'orrendo crimine della pedofilia prendendosi beffa dei minori cosi doppiamente violentati, una prima volta fisicamente e ora con queste parole indegne". "Invieremo la dichiarazione di Monsignor Babini alla Procura della Repubblica di Grosseto - concludono - affinchè si possa valutare se nelle dichiarazioni del monsignore si ravvisino forme di reato, in particolare per quanto prevede la legge Mancino".

01 agosto 2010

GIORNALISTA ABUSATO IN UNA PRIGIONE IRANIANA

Un anno dopo l'arresto di massa senza precedenti di giornalisti e attivisti in Iran, paese definito come "la più grande prigione di giornalisti del mondo", si denunciano abusi violenti e torture che si continuano a verificare ad opera di gruppi dei reparti della Repubblica islamica, i più scioccanti dei quali sono gli abusi sessuali.

L'ultimo caso, secondo fonti di Teheran, nella famigerata prigione di Evin: Abdolreza Tajik giornalista e membro eminente del centro Iraniano di difesa dei diritti umani, arrestato, è stato forzatamente denudato e "disonorato" mentre veniva interrogato in presenza del sostituto procuratore di Teheran. Dettagli del presunto reato non sono stati forniti dalle fonti o dai membri della famiglia, ma il termine "disonorato" viene spesso utilizzata nella cultura persiana per indicare violenza sessuale o abuso, anche nel contesto legale.

"In una e unica visita che ci è stato consentito di avere con mio fratello in prigione, egli ci ha detto che era stato disonorato di fronte al sostituto procuratore generale di Teheran durante l'interrogatorio", ha detto Parvin Tajik, sorella di Abdolreza. "Era molto nervoso e depresso e voleva discutere il caso con il suo avvocato e col procuratore di Teheran". Alla difesa di Tajik finora non è stato permesso di fargli visita.

Abdolreza Tajik, aiutante dell premio Nobel Shirin Ebadi, è tra le centinaia di giornalisti, attivisti e politici riformisti, che sono stati arrestati a seguito delle proteste per le controverse elezioni presidenziali del 2009 che hanno confermato la presidenza autoritaria di Mahmoud Ahmadinejad. Tajik è stato arrestato per la terza volta durante l'anno scorso con acuse ignote ed è rimasto in stato di detenzione per più di un mese prima che alla famiglia sia stata concessa una visita.

La famiglia Tajik ha scritto una lettera aperta al capo giudiziario iraniano Sadegh Larijani, chiedendo di conoscere il reato per cui è detenuto, ma non hanno ancora ricevuto risposta.L'ubicazione di Tajik è stata tenuta segreta per circa un mese, e solo dopo che la sua famiglia ha annunciato che il suo nome non era comparso sulla lista della prigione di Evin, i giornalisti senza frontiere con sede a Parigi hanno avvertito che potrebbe finire per Tajik di essere il prossimo Zahra Kazemi dell'Iran. Kazemi era una giornalista iraniano-canadese che è stato arrestato a Teheran nel 2003 mentre era in visita da Montreal e morì in carcere dopo essere stata picchiata, in un caso molto controverso; l'atteggiamento duro nei confronti di Tajik potrebbe essere legato alla volontà della Repubblica islamica di impedire l'azione per i diritti umani alle ONG più prestigiose del paese. Tagijk potrebbe, sotto la pressione da parte dell'Iran di confessare contro le sue attività, star pagando il prezzo di essere un membro attivo del Centro dei difensori dei diritti umani.

Considerandole in prima linea nella società civile iraniana, il regime iraniano ha finora combattuto la quasi totalità dei membri delle ONG. L'ufficio del Centro è stato forzatamente chiuso da mesi dalle forze di sicurezza prima delle elezioni presidenziali, e quasi tutti i suoi membri sono stati detenuti per settimane. Le proprietà di Shirin Ebadi sono state confiscate. Abdolreza Tagijk è l'ultima vittima.

Shirin Ebadi, che è a capo dell'Iran Centro dei difensori dei diritti umani, è piuttosto scossa dalle recenti notizie circa la sua collega. In precedenza ci sono stati numerosi rapporti su torture fisiche e mentali dei prigionieri di coscienza in Iran, e queste torture sono state generalmente effettuate da interrogatori o aguzzini, ci sono stati persino casi di stupro, ha detto Ebadi. "In passato i funzionari responsabili almeno reagivano alle notizie, invece questa volta non solo non hanno reagito, ma la realtà più grave è che questo atto è stato eseguito davanti ad un funzionario giudiziario di alto rango del paese, e a un ben noto e rispettabile giornalista.

Anche se i dettagli esatti del caso Tagijk non sono stati ancora rivelati,la violenza sessuale nei confronti dei prigionieri ha una lunga storia in Iran. Anche prima della rivoluzione del 1979 che ha rovesciato il sistema monarchico, ci sono state segnalazioni di tali abusi contro i prigionieri politici.

Dopo la rivoluzione e durante la repressione dura per attivisti politici nel 1980, ci sono stati casi di presunto stupro di prigionieri di sesso femminile. A partire da questo periodo, tali casi sono stati segnalati raramente fino alle recenti elezioni presidenziali che hanno mobilitato le masse nel movimento verde. "

Settimane dopo la sanguinosa repressione contro i sostenitori del Movimento Verde, Mehdi Karroubi, uno dei leader dell'opposizione riformista, ha detto in una lettera aperta che ha la prova innegabile che ci sono stati casi di stupro di ragazze e di ragazzi in detenzione. Anche se la notizia è stata respinta dai funzionari, alcuni dei detenuti che hanno lasciato il paese ha detto ai media stranieri che sono stati vittime di aggressione sessuale, violentati da alcuni carcerieri e agenti, alcuni penetrati con bastoni e bottiglie. Nei casi meno gravi, alcuni prigionieri hanno dichiarato di essere stati spogliati delle vesti e sottoposti a umiliazioni e minacce. La Repubblica islamica dell'Iran ha sempre negato tutte le accuse del genere.

Anche se le dimensioni del caso Tagijk non sono ancora chiare, la notizia scioccante iniziale è stata sufficiente a provocare un'altra ondata di proteste all'interno delle migliaia di utenti di Internet iraniana il cui movimento di protesta è presente su Facebook e decine di migliaia di blog. Migliaia di utenti hanno cambiato sul loro profilo di Facebook leproprie foto con la foto di Tagijk a sostegno del giovane giornalista detenuto. Uno degli aggiornamenti di stato dice: "Oggi ci assalgono. Ma oggi si sta reagendo. Attenzione! Il domani è il nostro".

PERCHE' DICIAMO "NO" A VIETTI VICEPRESIDENTE DEL C.S.M.

Le associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) italiane e numerosi rappresentanti dei partiti e della società civile, invitano l'opinione pubblica a sottoscrivere la petizione on-line "No a Vietti Vicepresidente del CSM" all'indirizzo: http://www.arcigay.it/appellocsm.

Le istituzioni infatti devono garantire massima rappresentanza a tutta la cittadinanza, operando nel pieno rispetto del principio costituzionale della laicità e sottraendosi a qualsiasi forma di sostegno a interessi privati e di discriminazione alle minoranze.

Michele Vietti, già sottosegretario alla Giustizia nel Governo Berlusconi II e sottosegretario all'Economia nel Berlusconi III è tra i padri della depenalizzazione del falso in bilancio, legge grazie a cui il premier ha evitato una condanna per i processi "All Iberian" e "Consolidato Fininvest", in quanto "il fatto non costituisce più reato".

E' stato altresì il promotore del ripristino dell'immunità parlamentare, nel giorno in cui Marcello Dell'Utri veniva condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
E' l'ideatore del legittimo impedimento, norma che blocca i processi per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri tutti.

Michele Vietti deputato è stato il primo firmatario della pregiudiziale di costituzionalità che ha affossato la legge Concia contro l'omofobia.

Nella pregiudiziale, l'orientamento sessuale viene esplicitamente confuso con pratiche sessuali quali l'incesto, la pedofilia, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo.

In base a tale illegittimo accostamento, l'introduzione di un'aggravante per i reati motivati dall'orientamento sessuale della vittima avrebbe significato, secondo Vietti, dare il via libera
ad una protezione speciale delle suddette pratiche (incesto, pedofilia, etc).

A qualunque persona, anche priva di nozioni giuridiche, non sfugge la falsità e l'offensività verso milioni di cittadini italiani di questa posizione.

Ancora, e non meno importante, d'impedimento alla sua nomina è la connivenza politica di Vietti e dell'UDC alle pretese egemoniche di uno stato estero, la Città del Vaticano. A più riprese s'è fatto portavoce della contrarietà della Chiesa Cattolica verso il riconoscimento delle unioni omosessuali. Nel suo profilo politico è dunque assente la laicità, ovvero quella distinzione tra Italia e confessioni religiose sancita dalla nostra Costituzione.

Per questo, inaugurando una strategia che ci vedrà opporre fermamente ogni qualvolta si cercherà di eleggere o nominare in posizioni istituzionali individui privi di requisiti di rappresentanza o peggio che nella loro storia hanno mostrato avversione nei confronti della minoranza gay, lesbica, bisessuale e transessuale, vi chiediamo di sottoscrivere la petizione e di diffonderla il più ampiamente possibile.

A PROPOSITO DI PRETI OMOSESSUALI ...

'Panorama' di questa settimana propone il grande "scoop" dei preti omosessuali

Panorama di questa settimana propone il grande "scoop" dei preti omosessuali. L'omo di Colombo, verrebbe da dire con una battuta! Un giornalista e un suo "complice" hanno filmato per un mese la vita privata di un paio di preti i cui nomi cognomi e indirizzi, dice il direttore, saranno forniti al Vaticano se ne farà richiesta (alla faccia del segreto professionale dei giornalisti).

Si legga l'inquietante presentazione dello scoop, un trattato di filosofia del linguaggio omofobico a tutti gli effetti con tanto di favoreggiamento della prostituzione, a dirla tutta: «Un'inchiesta con telecamera nascosta, seguita da verifiche minuziose e da controlli accurati. Per venti giorni Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, affiancato da un "complice" gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale. Quella che ne è uscita è un'inchiesta sul campo che ha permesso di scoprire una realtà inedita e per certi versi sconvolgente: sacerdoti che partecipano a feste notturne con escort uomini; che hanno rapporti omosessuali con partner casuali; che frequentano chat e ritrovi gay».

Si noti innanzitutto il tempismo. Nel momento della discussione sulla validità o meno delle intercettazioni, Panorama se ne esce con una inchiesta che oggettivamente farebbe dire anche noi: viva la legge contro le intercettazioni se si arriva a questo livello di inter-cesso. E' un caso o qualcuno vuole portare la Chiesa a schierare con più forza verso il Pdl i suoi ambasciatori a favore della prossima legge-bavaglio?

Ma restiamo alla mirabile presentazione omofobica. Il giornalista Carmelo Abbate si è fatto affiancare da un "complice" gay (tanto per dire che Carmelo Abbate è eterosessuale, che si sappia!) e i due investigatori si sono così "infiltrati" nelle serate brave romane (neanche fossero riunioni segrete della P3 …come se le notti gay romane fossero semiclandestine …roba da adepti fuorilegge).

La notte, scrive il settimanale, questi preti sono perfettamente "integrati" negli ambienti omosessuali della capitale. Forse che non è questa una omofobia persino pacchiana? Forse che cardinali e vescovi che di notte partecipano ad una cena con ministri e onorevoli "eterosessuali" sarebbero mai accusati di essere «perfettamente integrati nell'ambiente eterosessuale romano?». Insomma, la preferenza sessuale, è per Panorama un ambiente, una classe sociale? Caro Carmelo Abbate ma dove vivi? Parli dell'ambiente omosessuale come se vivessi negli anni Cinquanta, come se venissi dalla luna.

Panorama poi trova "sconvolgente" che sacerdoti si accompagnino a escort uomini e che abbiano con essi rapporti "casuali". E' uno scoop? La doppia morale, per la Chiesa, è la sessualità tout court, condannata sull'altare ma praticata in sacrestia. La doppia morale è l'affarismo praticato dalla finanza vaticana opposto alla presunta missione di povertà della Chiesa. La doppia morale è l'ingerenza intollerabile negli affari politici italiani e nella vita (e nella morte) di cittadini che a differenza dei preti non hanno mai firmato un contratto di asservimento alle leggi del Papa. In Italia la doppia morale, ultimamente, è invece solo legata ai gay, alle trans. Mai ai poveracci che perdono il lavoro mentre la politica si taglia un misero 5% di stipendio. Berlusconi che riceve mignotte non è doppia morale, il prete che cede alle lusinghe del mignotto pagato da Panorama invece sì.

Una inchiesta così rozza non meriterebbe commento se non fosse che non è contro la Chiesa, come vorrebbe sembrare, ma contro gli omosessuali perché li fa apparire peccatori (viene rubato un video in cui l'escort chiede al prete di indossare gli abiti talari e celebrare messa su un tavolino in soggiorno), perché li considera un mondo a parte (Panorama dice che i preti dell'inchiesta «si trovavano a loro agio in quegli ambienti» come se i gay fossero portatori di disagio per definizione), perché il loro comportamento è "distonico", dice il direttore di Panorama, con quello che predica Benedetto sedicesimo, perché quindi li mette anche contro i cattolici presentandoli come distruttori dell'ordine ecclesiastico.

E allora sorge il dubbio legittimo che quello di Panorama sia un "aiutino" nel distogliere l'attenzione dai casi, quelli sì riprovevoli, di pedofilia talare prima e di corruzione ai danni dello Stato Italiano ora. Si vuole con una fava prendere due piccioni, forse tre. Dire che le intercettazioni sono pericolose per tutti e che prima o poi, se non si approva la legge, Panorama potrebbe arrivare sotto le mutande di tutti noi.

Dire che i gay sono ancora, come cinquanta anni fa, un mondo isolato fatto di sesso e notti brave Dire che sono gli omosessuali il male della Chiesa da estirpare e che quindi, complice la delazione e il favoreggiamento di Panorama in questa crociata, i guai della Chiesa chissà che non derivino proprio da questi sodomiti, tolti i quali di mezzo la Chiesa è notoriamente specchio di virtù angeliche e modello di trasparenza finanziaria.

Non ci sono puttanieri eterosessuali oltretevere; non ci sono banchieri e gentilomi papalini mischiati alla cricca degli appalti pubblici, non ci sono doppie morali da "attenzionare". E così le streghe da bruciare, come al solito, sono tre o quattro pescetti piccolissimi che, a differenza delle cricche segrete, hanno avuto la sfacciataggine (o il coraggio) di far sesso senza troppe riserve ben sapendo che, nelle alte sfere del potere ecclesiastico, il sesso omoetero che sia, è praticato fin dai tempi di Pietro! Ma non ditelo a Panorama! Teniamocelo come scoop!

[da 'Liberazione' del 27-07-10]

MONTENEGRO SODDISFA REQUISITO D'ADESIONE ALL'UNIONE E PROTEGGE LE PERSONE LGBT DALLE DISCRIMINAZIONI

Il 27 luglio 2010, il Parlamento del Montenegro con una larga maggioranza (67 voti favorevoli, 6 voti contrari e 4 astenuti) ha adottato tutte le leggi inclusive contro la discriminazione che vieta ogni discriminazione in sulla base di varie caratteristiche, tra cui l'orientamento sessuale e identità di genere.

ILGA-Europe accoglie con favore questo sviluppo e si congratula con i parlamentari del Montenegro, i diritti umani e attivisti LGBT con questo importante passo verso il rispetto dei diritti umani di tutti i cittadini.

Allo stesso tempo, ILGA-Europe esprime la sua delusione per le dichiarazioni di Mr. Ferhat Dinosha, il ministro dei diritti umani e delle minoranze, che aveva ripetutamente contro la tutela per le persone LGBT dalle discriminazioni sulla base del 'codice morale della società' .

Il Montenegro è un paese potenziale candidato per l'adesione all'Unione europea e l'ultimo dei Balcani occidentali ad adottare una legge globale contro la discriminazione.

Ex Repubblica jugoslava di Macedonia (FYROM), mentre ha adottato la legge anti-discriminazione nel mese di aprile 2010, ha cancellato il motivo dell'orientamento sessuale dalla legge e trarre critiche da varie istituzioni internazionali e dell'Unione europea e le ONG.

Lilit Poghosyan, ILGA-Europa Politica & programmi Officer, che sovrintende il lavoro dell'organizzazione nei Balcani occidentali, ha detto:

"Ci congratuliamo con il Montenegro, con questo importante atto legislativo e sono felice di vedere che tutti i paesi dei Balcani occidentali, ma Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, ha introdotto una legislazione anti-discriminazione che fornisce protezione contro la discriminazione su tutti i sei motivi, tra cui l'orientamento sessuale, richiesto dalla UE".