28 aprile 2011

'CERTI DIRITTI' NEWS

Giovanardi attacca Ikea, colpevole di aver realizzato un manifesto pubblicitario in cui due uomini si tengono teneramente per mano. Questo diventa uno scandalo, mentre continuano a non esserlo le violenze e le aggressioni di persone omosessuali o trans. Continuano a non esserlo il fatto che in Italia i diritti umani seguitano ad essere considerati dei privilegi e che il nostro Parlamento non riesca neppure ad approvare una legge contro l 'omofobia.

Aiuta Certi Diritti a continuare le sue battaglie per l'affermazione del diritto per tutti ad esprimere liberamente la propria sessualità senza discriminazioni.

Buona lettura

IN MEMORIA DI DAVID KATO KISULE

'Sei gay? Allora muori' pubblicato dopo la lettera dell'Ambasciatore ugandese al Presidente del Parlamento, diffusa dalla nostra associazione.

Aiuta e sostieni il Fondo in memoria di Davi Kato Kisule. Con i contributi che raccoglieremo, insieme ad Arcigay e Non c'è pace senza giustizia, sosterremo le spese legali per garantire un processo equo in cui la verità sul suo assassinio possa emergere.


ASSOCIAZIONE

Gay Pride di Mosca: il vicesindaco lo autorizza.

Spot Ikea, i Radicali: "A Giovanardi piace la famiglia del Mulino Bianco"

Giovanardi chieda scusa a Ikea e pensi a matrimoni in calo.

Giovanardi non contento della brutta figura su Ikea...


Intervista a Sergio Rovasio su censimento e coppie lgbt.

I radicali chiedono a Gradisca il registro delle coppie di fatto.


RASSEGNA STAMPA

I mobili contro la Costituzione.


Famiglia, il Governo ha fallito. Ma sull'Ikea Giovanardi ha ragione.


Se i gay scandalizzano il Governo.


"E' successo anche a me": su Facebook gay e lesbiche raccontano le aggressioni.


"Le lesbiche? Fanno schifo anche a noi": i lettori del Giornale contro Paola Concia.


Bologna. Coro di bambini canta 'Bella ciao' alla manifestazione per le vittime omosessuali del nazifascismo.


Ennesima battutaccia di Berlusconi. Questa volta sul sesso femminile.


I gay? Non esistono!


Il bacio gay che Facebook ha censurato.


Torino. Anche dalla Provincia il patrocinio alla conferenza Ilga.


Espulso dalla Germania l'imam Abu Bilah, chiedeva pena morte per gli omosessuali.


La legge sulle unioni civili di coppie omosessuali, nel Liechtenstein si va verso il referendum.


Ungheria liberticida e omofoba. Dio, patria e famiglia: a volte ritornano.


Austria. Fecondazione assistita.
Incostituzionale il divieto per coppie lesbiche?


Giappone. Eletto Taiga Ishikawa in un municipio di Tokyo primo gay dichiarato.


Malesia: "centro di addestramento" anti-gay.


New York City, il Governatore Andrew Cuomo appoggia il matrimonio gay.


Polemiche in California. Un avvocato contesta l'imparzialità del giudice: "E' un omosessuale".


STUDI, RICERCHE E MATERIALI INFORMATIVI

Il sesso anale è ancora fuorilegge in 14 stati dell'America.


Matrimonio tra persone dello stesso sesso. Capitolo tratto dal Trattato di Diritto di Famiglia diretto da Paolo Zatti.


Depennò l'omosessualità dalle malattie mentali. A 94 anni è morto Alfred Freedman.

LIBRI E CULTURA

Dal 28 aprile al 4 maggio 'Da Sodoma a Hollywood' a Torino. Inaugura Noemi, con Stuart Milk ospite e il patrocinio della Carfagna.


Noi maschietti normali siamo tutti omofobi.


Andrea Pini, Quando eravamo froci, Feltrinelli, € 20,00

Intervista. Andrea Pini presenta a Queerblog "Quando eravamo froci"


Lea Melandri, Amore e violenza- Il fattore molesto della civiltà, Bollati Boringhieri, €15,00

Eugenio Cardi, Irene F. Diario di una borderline, I libri di Emil (distribuzione Messaggerie Libri), € 14,00

Da rileggere

Scalise Daniele, Lettera di un padre omosessuale alla figlia, Rizzoli, € 15,00

Stefano Ciccone, Essere maschi. Tra potere e libertà, Rosenberg & Sellier, Torino, 2009, pp. 252, €18,00

26 aprile 2011

ISTAT, AL VIA RICERCA SULL'OMOSESSUALITA'

pubblicato da Stefano Bolognini il 26 aprile 2011

L’Istituto Nazionale di Statistica condurrà una vastissima indagine sull’omosessualità e il, transessualismo, sull’omofobia e sulle discriminazioni interpellando 8 mila italiani. Il direttore centrale Linda Laura Sabbadini ci spiega in cosa consiste la ricerca e perché, nel caso foste scelti per rispondere, è importane partecipare.

In che cosa consiste l’indagine che effettuerà Istat a breve?
La ricerca è divisa in due parti. Nella prima parte 8000 cittadini verranno intervistati da un rilevatore che chiederà loro se pensano che la popolazione omosessuale o transessuale sia discriminata, se la situazione è peggiorata rispetto al passato, se l’omosessualità è una malattia, oppure se amare una persona dello stesso sesso o di un altro sesso è la stessa cosa perché l’importante è amare….

A questi e a tanti altri quesiti risponderanno tutti. Ciò è molto importante perché ci permetterà di capire quanto siano diffusi pregiudizi e stereotipi sulla popolazione lgbt, e quanto è estesa l’omofobia.

E la seconda parte?
La seconda parte è molto più personale, perché vogliamo sapere dalle persone se sono omosessuali, transessuali, bisessuali o eterosessuali. Ma questo non perché siamo curiosi o vogliamo invadere la privacy dei cittadini, ma perché abbiamo bisogno di chiedere alla popolazione lgbt di raccontarci i problemi che ha incontrato nel corso della sua vita, con la propria madre, il proprio padre, i propri fratelli, amici, vicini; se ha subito discriminazioni sul lavoro, a scuola, dai servizi sanitari, nel momento in cui cercava una casa in affitto… Siamo coscienti che molti non vorranno dichiararsi apertamente con noi, ma se non avremo queste testimonianze non potremo dare risultati validi.

Che cosa fate per garantire la privacy di coloro che si dichiareranno sul questionario?
Per venire incontro all’esigenza di privacy abbiamo organizzato l’indagine in un modo particolare. Finita la prima parte dell’intervista il rilevatore consegnerà il restante questionario in busta chiusa e dirà al cittadino che le domande sono molto personali e per questo il cittadino dovrà rispondere da solo mettendo le crocette sulle risposte. Dopo aver compilato il questionario, questo verrà inserito dallo stesso cittadino in una busta chiusa e riconsegnato all’intervistatore che non potrà leggerne il contenuto pena la rescissione del contratto (cioè se lo farà perderà il lavoro)! Insomma, stiamo facendo di tutto perché abbiate fiducia in noi! Vogliamo difendere la vostra privacy, ma vogliamo anche che la vostra esperienza di vita diventi statistica ufficiale, numeri che parlano della vostra situazione. Aiutateci nel riuscirci, dichiaratevi, raccontateci le difficoltà incontrate, noi garantiremo la difesa della vostra privacy e la pubblicizzazione dei risultati attraverso le nostre statistiche solo in forma aggregata, il vostro nome non risulterà mai.

23 aprile 2011

IL [MOLTO] SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI SI PREOCCUPI DEL CALO DEI MATRIMONI ANZICHE' OFFENDERE IKEA

SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI OFFENDE IKEA. LA SVEZIA ESIGA LE SCUSE DAL GOVERNO ITALIANO. IL SOTTOSEGRETARIO SI PREOCCUPI DEL CALO DEI MATRIMONI ANZICHE' NEGARE L'ESISTENZA DELLE FAMIGLIE.

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale 'Certi Diritti'

Roma, 23 aprile 2011

"Il (molto) Sottosegretario alla famiglia Giovanardi ha dichiarato, letteralmente, che Ikea è contro la legge, anticostituzionale e manda messaggi violenti, solo perché ha promosso una pubblicità con due ragazzi che si tengono per mano.

Frasi del genere potevamo sentircele dire da un qualche Ministro del governo teocratico iraniano, o da un alcolizzato di osteria, non certo da un rappresentante del Governo italiano.

Ci auguriamo che la Svezia faccia una protesta ufficiale e chiede immediate scuse dal Governo italiano per questa gravissima offesa ad uno dei più importanti e frequentati centri commerciali mondiali frequentato da tutte le tipologie di famiglie.Sappiamo che a Giovanardi piace tanto il cartone animato del mulino bianco, con gli uccellini che fanno 'cip cip', sul praticello verde plastica, con le margherite in fiore, per descrivere il suo ideale di famiglia. Forse qualcuno dovrebbe dirgli che esistono varie tipologie di famiglie anche nel nostro paese e che dovrebbe guardare alla realtà invece di fare dichiarazioni così gravi e offensive. Magari anche alle realtà dei vari bunga bunga.

Siamo ancora in attesa di conoscere per quale motivo in Italia, nonostante il suo impegno indefesso e così integralista per la difesa della famiglia del mulino bianco, aumentano i divorzi e le convivenze e diminiscono i matrimoni".

21 aprile 2011

SOLIDARIETA’ A PAOLA CONCIA. LA CLASSE POLITICA SI MUOVA NEI FATTI PER RICONSOCERE CITTADINANZA ALLE PERSONE LESBICHE E GAY E LA SMETTA CON L’IPOCRISIA DELLE SEMPLICI DICHIARAZIONI

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale 'Certi Dirtti'

Roma, 21 aprile 2011
“La sfilata di dichiarazioni manifestatasi oggi per l’attacco subito dalla deputata Paola Concia, colpevole di tenersi per mano con la sua compagna, che merita ovviamente tutta la nostra amicizia, vicinanza e solidarietà, dimostra che la classe politica, a parte una piccola minoranza che campa grazie alla demagogia e al populismo d’accatto, è d’accordo nel condannare gli atti di violenza e di offesa verso le persone gay e lesbiche. Ciò che però la classe politica dovrebbe capire è che fino a quando rimane indifferente, ponendo anche veti e offese, nei confronti di proposte legislative, che consentirebbero alle persone lesbiche e omosessuali di vedersi riconosciuti diritti e cittadinanza, non fa altro che alimentare pregiudizio e odio che spesso diventa anche violenza.
E’ forse ora che tutti siano ben consapevoli che negare la promozione di politiche sui diritti civili, altro record negativo dell’Italia di oggi, come ad esempio le proposte di legge contro le discriminazioni, sulle unioni civili e il matrimonio tra persone dello stesso sesso, equivale a negare la dignità e il rispetto delle persone lesbiche e gay. E’ davvero inutile dire che si è contro la violenza se poi si considera una parte della cittadinanza come 'peccatrice' o ‘deviata’ o che vive con ‘disordine’ la propria condizione.
Forse è giunto il momento di smetterla con l’ipocrisia e muoversi tutti insieme per far diventare l’Italia, anche su questo, un po’ più civile ed europea”.

20 aprile 2011

EUROPARLAMENTO.DAVID KATO SAREBBE STATO UCCISO "NON PERCHE’ ATTIVISTA MA PER SUA STESSA RESPONSABILITA".

OMICIDIO DAVID KATO KISULE: L'AMBASCIATORE DELL'UGANDA SCRIVE AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO UNA LETTERA DELIRANTE. DAVID KATO SAREBBE STATO UCCISO "NON PERCHE' ATTIVISTA MA PER SUA STESSA RESPONSABILITA".

comunicato Stampa di Non c'è Pace Senza Giustizia, Arcigay e Associazione Radicale 'Certi Diritti'

Bruxelles – Roma, 18 aprile 2011

Sull'omicidio di David Kato Kisule, avvenuto nella sua abitazione, vicino a Kampala, il 26 gennaio scorso, l'Ambasciatore dell'Uganda presso la Commissione Europea, ha scritto una assurda lettera al Presidente del Parlamento Europeo che di fatto esprime giudizi gravi, frutto più di pregiudizio e ignoranza anziché inchieste e indagini processuali.

Nella lettera al Presidente Jerzy Buzek, l'Ambasciatore ugandese Stephen T. K. Katenta-Apuli dice di scrivere "per correggere l'impressione che può aver avuto Lei assieme a vari membri del Parlamento Europeo riguardo al fatto che l'omicidio di David Kato sia stato il risultato della sua campagna a favore dei diritti dei gay e delle lesbiche in Uganda. Ciò non può essere più lontano dalla verità".

Nella lettera l'Ambasciatore descrive una situazione imbarazzante nella quale David Kato si sarebbe venuto a trovare per non aver pagato le prestazioni sessuali di un detenuto che lui stesso era riuscito a far uscire dal carcere poco prima ed è per questo che si è reso lui stesso corresponabile della sua morte.

L'Ambasciatore, non contento di aver espresso alcuni giudizi sulla differenza tra prostitute e prostituti, aggiunge poi che il Governo dell'Uganda ha arrestato il colpevole e che sarà processato e potrebbe anche essere condannato a morte al patibolo.

Non c'è Pace Senza Giustizia, Arcigay e Certi Diritti esprimono preoccupazione e condanna per il comportamento che le autorità ugandesi hanno sin qui manifestato sulla vicenda. Gli stessi amici e compagni di Sexual Minorities Uganda, e il loro avvocato, che sta coordinando le iniziative in vista del processo, hanno ripetutamente richiesto di fare luce su questa drammatica vicenda che ha ancora molti lati oscuri e sui cui le autorità ugandesi non hanno fatto adeguate indagini. E' anche per questo che è stato lanciata in Italia una campagna con l'obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le spesei in vista del processo che a breve si terrà a Kampala.

Il giudizio – sentenza espresso dall'Ambasciatore ugandese Katenta nella lettera, spiega bene il fatto che le autorità ugandesi non intendono fare alcuno sforzo per arrivare alla verità e cercano di addossare la responsabilità ad una persona che certamente non era sola quando David fu ucciso, ipotizzando per lui addirittura la pena di morte; è bene ricordare che il giorno dell'omocidio di David Kato Kisule furono proprio i vicini di casa di David a chiamare la polizia perché videro un furgone parcheggiato fuori dalla sua abitazione con uno strano movimento di persone che li mise in allarme.

14 aprile 2011

'CERTI DIRITTI' NEWS


MErcoledi' 13 aprile 2011


Ciao a tutt**, Certi Diritti, Arci Gay e Non c'è pace senza giustizia hanno attivato il" Fondo in memoria di Davide Kato Kisule", l'attivista ugandese e nostro compagno ucciso barbaramente lo scorso 26 gennaio. Il fondo, nato con il consenso di Sexual Minorities Uganda (SMUG), servirà a sostenere le spese per garantire un processo equo, efficace, imparziale e che permetta di stabilire la verità sulla sua morte e per sostenere le iniziative che SMUG metterà in campo per contrastare in Uganda l'approvazione di una legge che prevede la pena di morte per i gay "recidivi". Aiutaci a sostenere questa battaglia di civiltà.

Buona lettura

FONDO IN MEMORIA DI DAVID KATO KISULE

Il 26 gennaio del 2011, l'attivista ugandese e difensore dei diritti umani, David Kato Kisule, esponente della comunità LGBTI e iscritto a Certi Diritti, è stato trovato assassinato nella sua residenza a Kyetume, nel distretto di Mukono, Uganda. David ha trascorso la propria vita da militante in difesa dei diritti umani, combattendo per l'uguaglianza di uomini e donne, perseguitati a causa del loro orientamento sessuale fino al giorno del suo assassinio. Continua >

Perché sono nato gay in Africa? Leggi >

ASSOCIAZIONE

Giovedì 7 aprile l'Associazione Radicale Certi Diritti, in occasione della mostra d'arte 'Segnali di libertà' di Alba Montori, ha organizzato una serata alla Domus Talenti di Roma contro la sessuofobia. La serata è iniziata con la presentazione del libro di Andrea Pini 'Quando eravamo froci'. Su Radio Radicale l'audiovideo della serata >

Vicepresidente del CNR contro "invertiti ed effeminati". Leggi >

Dirigenti di Arcigay aggrediti: solidarietà di Certi Diritti. Leggi >

Savona, altro no del Comune alle pubblicazioni ma Zanardi è fiducioso: "L'affermazione civile fa passi in avanti". Leggi >

Parlamento europeo a favore delle persone LGBT che chiedono asilo. Leggi il comunicato >

RASSEGNA STAMPA

"Lavatevi sporcaccioni" Aggrediti 2 dirigenti di Arcigay. L'episodio davanti alla sede di Napoli dell'associazione. Continua >

Il caso. Roberto de Mattei o la carriera esemplare di un arci-italiano … Leggi >

Sel non è gay-friendly, Nichi Vendola non vuole il matrimonio omosessuale. Leggi >

Cosmo,RaiTre, spiega i gay con la scienza. Dalle terapie "riparatorie" alla storia, una puntata da non perdere... Guarda la trasmissione >

Niente patente perché gay, condanna confermata per i Ministeri. Anche in appello Danilo Giuffrida ha avuto ragione: i giudici hanno riconosciuto la colpevolezza del ministero dei Trasporti e della Difesa per avergli negato la patente in quanto gay. Leggi >

Omofobia, associazioni: bene accordo Polizia-Pari Opportunità. Leggi >

Arcigay Bari. Anche Imma Battaglia favorevole a presidente eterosessuale di Arcigay. Continua >


Giunta sponsor dello spettacolo-gay Urla e magliette: bufera in consiglio. Verona, fa discutere il «Giulietta e Romeo» omosex. Leggi >

Europride 2011: i cristiani omosessuali spiegano perché parteciperanno. Leggi e guarda il video >

Sposati in un paese e single in un altro: cosa fare? Leggi >

Usa critici con l'Italia sui diritti umani. Eccessivo uso del carcere preventivo, violenza su donne e maltrattamenti ai danni dei gay, lesbiche, rom e altre minoranze. Leggi >

Il Parlamento Europeo vota per la difesa delle persone Lgbtq che chiedono asilo. Leggi >

Turchia, rivoluzione culturale. Almina, un trans in politica, si candida con Erdogan. Leggi >

Montenegro. Primo gay pride della sua storia a Podgorica il 31 maggio. Leggi >

Francia: il ministro della Salute vuole vietare le donazioni di sangue ai gay, l'opposizione chiede le dimissioni. Leggi >

Inghilterra, Aids. 10 anni senza sesso e anche i gay potranno donare il sangue. Leggi >

Torte in faccia contro il primate omofobo della chiesa cattolica belga. Leggi >

Irlanda. Celebrate le prime nozze gay. Leggi >

Russia: secondo un politico l'omofobia è un'invenzione occidentale. Leggi >

Colorado. E' stato definitivamente respinto il disegno di legge sulle unioni omosessuali. Leggi >

Usa, una lesbica come giudice nella Corte Suprema del Massachusetts. Leggi >

Canada. Campagna di sensibilizzazione sulla realtà gay. "Amare i propri figli per quello che sono". Leggi >

'Dio odia i froci', ecco il video dei fedeli fanatici della Westboro Church contro i gay (video in inglese). Guarda >

Australia, i sessi sono due, i «generi» 23. Leggi >

STUDI, RICERHE E MATERIALI INFORMATIVI

Liguria - Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere - Corte Costituzionale, Sentenza n. 94 del 21/03/2011. Leggi >

Usa. Sono 9 milioni gli americani gay o bisessuali ma i conti non tornano. Leggi >

Ricerca. Relazioni omosessuali verso la monogamia aperta? Leggi >

Approfondimento. Quei milioni di bambine dal sesso mutilato. Viene detta anche "circoncisione faraonica", perché la pratica sembra avere avuto origine nell'antico Egitto, ma l'infibulazione è una vera, drastica mutilazione genitale … :«Consiste nell'asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale. Continua >

LIBRI E CULTURA

Malcom X era bisessuale e prostituto? Leggi >

La Regione Lazio finanzia compagna sociale contro l'Aids con Mara Maionchi testimonial. Leggi e guarda il filmato >

Palermo, con il progetto 'Baby Queer' parte il Sicilia Queer Filmfest. Leggi >

In Francia la campagna prevenzione dell'Aids ha come testimonial il c***o… Leggi >

USA: "coro gay" e coro di ragazzi cantano insieme contro il bullismo omofobico. Guarda il video >

'Beautiful' di Christina Aguilera è la canzone Lgbt del decennio. Guarda il video >

Video. I bambini delle Famiglie Arcobaleno Da pochi giorni sul profilo Youtube dell'associazione Famiglie Arcobaleno è stato caricato un video. Nel filmato, girato lo scorso anno, i figli dei genitori omosessuali raccontano la loro famiglia. Leggi e guarda il video>

Andrea Pini, Quando eravamo froci, Il Saggiatore, € 25,00

Gianfranco Meneo e Laura Marchetti, Transgender. Le sessualità disobbidienti, Palomar, € 15,00

12 aprile 2011

AGGRESSIONE A DUE DIRIGENTI DI ARCIGAY,SOLIDARIETA' DI 'CERTI DIRITTI' E INTERROGAZIONE URGENTE AL GOVERNO

CERTI DIRITTI ESPRIME SOLIDARIETA' E VICINANZA AD ARCIGAY E AI DUE SUOI DIRIGENTI CHE LA SERA TRA VENERDI 8 E SABATO 9 APRILE SONO STATI AGGREDITI E MALMENATI A NAPOLI. I RADICALI, PRIMA FIRMATARIA RITA BERNARDINI, HANNO DEPOSITATO OGGI UNA INTERROGAZIONE URGENTE AL GOVERNO SU QUANTO ACCADUTO.

Roma, 11 aprile 2011

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale 'Certi Diritti' :

La sera tra venerdì 8 e sabato 9 aprile, due dirigenti di Arcigay sono stati vilmente aggrediti e malmenati a Napoli, mentre si trovavano insieme ad altri esponenti dell'Associazione per un corso di formazione. L'Associazione Radicale Certi Diritti esprime la sua solidarietà e vicinanza ad Antonello Sannino, presidente di Arcigay Salerno e Federico Esposito, segretario provinciale di Arcigay Pistoia, aggrediti perché omosessuali. E' evidente che il clima di pregiudizio e di odio continua ad essere alimentato a Napoli e nel resto d'Italia senza che si intervenga adeguatamente con interventi di informazione ed educazione presso le scuole, i centri di socialità e di lavoro. La stessa legge contro l'omofobia dell'On. Paola Concia è ferma ormai da mesi per la mancanza di volontà politica per approvarla.

I deputati radicali, prima firmataria Rita Bernardini, deputata Radicale – Pd e Presidente dell'Associazione Radicale Certi Diritti, hanno oggi depositato sull'accaduto una interrogazione parlamentare urgente.

di seguito il testo integrale:

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA

Al Presidente del Consiglio; Al Ministro degli Interni; Al Ministro per le Pari Opportunità

Per sapere – Premesso che:

- Nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 aprile a Napoli, due dirigenti daleell'Associazione nazionale Arcigay sono stati violentemente aggrediti di fronte alla sede napoletana dell' Associazione, perché persone dichiaratamente omosessuali;

- le due persone aggredite, Antonello Sannino, presidente di Arcigay Salerno e Federico Esposito, segretario provinciale di Arcigay Pistoia, presenti nella città partenopea per un corso di formazione dell'Associazione, sono stati colpiti con calci e pugni riportando lesioni;

- nel corso dell'aggressione, dalle finestre sono piovuti oggetti, uova e acqua e si è udito un "lavatevi sporcaccioni" mentre tre persone (tra queste uno uomo con una mazza e una donna) si sono aggiunte all'aggressore;

- La presenza altri esponenti dell' Arcigay ha evitato il peggio e l'aggressore è stato prontamente fermato e identificato dalle forze di polizia;

- non è la prima volta che a Napoli si verificano episodi di intolleranza omofobica che sfociano poi in aggressioni fisiche e verbali;

Per sapere:

- quali iniziative il Governo ha attivato per evitare il ripetersi di atti di violenza contro le persone per il loro orientamento sessuale;

- quali iniziative di informazione e di educazione sono state attivate nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di socialità affinchè venga superato il pregiudizio e l'odio nei confronti delle persone lesbiche, omosessuali, bisessuali e transngeder;

- se le violenze determinate dall'odio razziale, per orientamento sessuale, per motivi di religione, e più in generale contro le persone più deboli, sono monitorate e quali iniziative conseguenti sono state attivate;

- se il Governo non ritenga urgente attivarsi e sostenere in tempi brevi le diverse proposte di legge finalizzate alla lotta all'omofobia;

Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Csocioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti

08 aprile 2011

CAVERNICOLO GAY? IPOTESI FANTASIOSA O SCIENTIFICAMENTE PROBABILE ?

Scavi archeologici: scoperti i resti del primo cavernicolo gay

Da un campo di scavi archeologici, nella Repubblica Ceca, cinque mila anni dopo la sua morte, è stato portato alla luce il primo uomo delle caverne gay. Secondo gli archeologi, che avrebbero rinvenuto i suoi resti, sarebbe proprio il modo in cui è stato sepolto a far ipotizzare un orientamento diverso dagli altri simili. Lo scheletro dell’uomo gay, dell’età della pietra, rinvenuto negli scavi della Repubblica Ceca, pare risalga al periodo intercorrente tra il 2900 e il 2500 avanti Cristo.

Durante questo periodo, gli uomini venivano sepolti secondo un ordine particolare, ossia sdraiati sul fianco destro con la testa rivolta verso ovest, mentre le donne sul fianco sinistro con il capo rivolto verso est. Nel caso del presunto cavernicolo gay, questi si trovava sepolto sul fianco sinistro con la testa rivolta ad est.

Un altro indizio da non trascurare è che gli uomini tendevano ad essere sepolti con le proprie armi, martelli e coltelli di selce, nonché alcune porzioni di cibo e bevande per accompagnarli nel viaggio verso l’aldilà. Le donne invece venivano sepolte con collane realizzate con i denti, gli animali domestici, orecchini di rame, le brocche domestiche e un particolare vaso a forma di uovo posto vicino ai piedi. Insolita e particolare la sepoltura di questo cavernicolo creduto essere gay. L’uomo cavernicolo è stato sepolto con le brocche di famiglia, invece delle armi. Vicino ai suoi piedi un vaso a forma ovale, come nel caso della sepoltura delle donne.

Gli archeologi che studiano queste sepolture da anni ormai, non credono assolutamente che possa essere stato un errore o che si possa trattare di un caso, soprattutto per il fatto che durante il periodo a cui apparterebbe questo fossile, i funerali erano considerati davvero importanti e sacri. Stando agli studi storici ed etnologici i riti funebri erano considerati molto importanti e per questo motivo è impossibile che questa posizione e questa sepoltura siano sbagliate.

Questo, secondo quanto dichiarato da Kamila Remisova Vesinova, responsabile dei ricercatori che hanno eseguito gli studi. Quindi è molto probabile che i resti rinvenuti appartenessero ad un uomo omosessuale o un travestito. Una prova tangibile quindi del fatto che gli omosessuali sono sempre esistiti. Tuttavia è bene sottolineare che quella del primo uomo delle caverne gay non è che un’ipotesi e nulla può esser dato per certo.

da Igiul pubblicato in Cultura Gay

02 aprile 2011

TENETEVI LIBERI ASSOLUTAMENTE PER GIOVEDI' 7 APRILE ...

L'Associazione Radicale 'Certi Diritti' presenta:

Serata contro la sessuofobia, per la libertà e la responsabilità delle persone

Giovedì 7 aprile 2011 dalle ore 19.30 presso Domus Talenti in via Quattro Fontane n. 113 a Roma

Giovedì 7 aprile 2011, dalle ore 19,30 l'Associazione Radicale Certi Diritti, in occasione della mostra d'arte 'Segnali di libertà' di Alba Montori, promuove una serata di incontri contro la sessuofobia, per la libertà, la responsabilità e i diritti delle persone.

programma: Presentazione della serata e delle iniziative in memoria di David Kato Kisule, per l'Europride, il matrimonio gay e le altre campagne dell'associazione. A cura di Sergio Rovasio, Segretario Ass.ne Radicale Certi Diritti e Giacomo Cellottini, Tesoriere.

Presentazione del libro di Andrea Pini 'Quando eravamo froci'. Ne discutono con l'autore: Francesco Gnerre, Docente di Lettere Università Tor Vergata, Roma; Riccardo Peloso, critico d'arta, poeta e gallerista.

Cena – Buffet - a seguire interventi di:
Rita Bernardini, deputata radicale e Presidente di Certi Diritti;
Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata Radicale (da confermare);
Rocco Berardo, Consigliere Regionale del Lazio;
Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani;
Leila Deianis, Presidente Libellula – Arcitrans;
Filomena Gallo, Avvocato, Vice – Segretario Associazione Luca Coscioni (da confermare)

Radical-Sex: - Intervista a porno attore, a una prostituta e a un ragazzo disabile sulla sessuofobia, il mercato del sesso, la libertà e il diritto di tutti alla sessualità; - Intervento di Flavio Koea promotore di Miss Escort 2011 e Maya Checchi, Studios Manager.

Durante la serata: Proiezione di Cortometraggi e spot Tv in collaborazione con Buzz.Intercultura - Show di Emilio Rez e delle Drag Queen Pepa e Poppea.

TORINO FILM FESTIVAL IN FORSE??? LA REGIONE PIEMONTE NEGA LOGO E PATROCINIO AL TOGAY

MINISTRO CARFAGNA INTERVIENE SU VICENDA DEL FESTIVAL LGBT DI TORINO CON COMPETENZA E SERIETA’. CERTI DIRITTI RINGRAZIA IL MINISTRO CHE RIMEDIA AD UNA VICENDA RIDICOLA E PATETICA. I TORINESI NE TERRANNO CONTO PER LE PROSSIME ELEZIONI.

Torino, 1 aprile 2011

“L’Associazione Radicale Certi Diritti ringrazia il Ministro per le Pari Opportunità per essere intervenuta sulla vicenda relativa alla cancellazione, da parte della Regione Piemonte, del Patrocinio alla rassegna internazionale del cinema lgbt di Torino. Il Ministro ha dimostrato attenzione e serietà rispetto ad una vicenda assurda e ridicola che fa tornare indietro di decenni la cultura e la politica. La rassegna internazionale del cinema lgbt di Torino, tra le più importanti in Europa e in assoluto la più prestigiosa in Italia, e che coinvolge decine di migliaia di persone, provenienti da varie parti del mondo, ha subìto la ‘censura politica’ di rappresentati politici retrogradi e con una visione miope della realtà. Saranno gli stessi torinesi ad esprimere il loro giudizio in occasione delle prossime elezioni. Negare un evento culturale di questa portata è il segno dei brutti tempi che stiamo attraversando. Bene ha fatto quindi il Ministro Mara Carfagna ad intervenire immediatamente con serietà e competenza”.

Cinema gay, Cota dice no e la Carfagna lo adotta.

La Regione toglie il patrocinio, la ministra: ci penso io

DI GIUSEPPE SALVAGGIULO

TORINO

Al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna non è piaciuta l’iniziativa del governatore piemontese Roberto Cota e dell’assessore alla Cultura Michele Coppola di revocare in extremis il patrocinio al Festival del cinema gay, in programma a Torino dal 28 aprile. Ieri la Carfagna ha preso in mano il dossier. Il primo passo è stato quello di contattare il presidente piemontese. Non certo per interferire (la Regione dà il patrocinio a chi vuole, il ministero fa altrettanto) ma per capire le implicazioni concrete sullo svolgimento della manifestazione (la più importante in questo settore in Europa, la terza nel mondo), le ripercussioni mediatiche e politiche.

A complicare la situazione, e a mettere nelle condizioni di non poter tacere un ministro che ha lanciato campagne contro l’omofobia, le reazioni di ieri. Dell’Arcigay che denuncia «un cinismo volgare degno del peggiore apartheid». E del centrodestra torinese che non fa sentire voci dissenzienti rispetto alla scelta di Cota. Anzi la rivendica. Valga per tutte la dichiarazione di Agostino Ghiglia, vicecoordinatore regionale del Pdl e autocandidato sindaco, prima che Berlusconi puntasse sul giovane Coppola: «Si tratta di una vittoria per la destra piemontese, da sempre in prima linea contro rassegne cinematografiche di dubbio gusto e di nicchia. Il patrocinio va concesso solo a manifestazioni meritorie e non di parte. Il tempo delle vacche grasse e del finto politically correct targato sinistra è finito».

Diverse le opzioni prese in considerazione dal ministro Carfagna, dalla moral suasion a un intervento formale e pubblico. Su tutto, la sensazione di doversi smarcare da una decisione lontana rispetto alla linea che ha voluto dare al suo incarico. A fine giornata, la strada scelta dal ministro è anche la più plateale e significativa: la disponibilità a concedere il suo patrocinio al festival gay privato di quello della regione Piemonte. Un atto politicamente dirompente. Nelle prossime ore, il ministro valuterà i passi istituzionali. «Finora nessuno ci ha interpellati - è la linea decisa al ministero - attendiamo che qualcuno lo faccia per chiederci il patrocinio oppure saremo noi a prendere contatti». La prassi, infatti, vuole che il patrocinio di un ente pubblico sia richiesto dai promotori di una manifestazione culturale, indipendentemente dal fatto che comporti un contributo. In caso contrario, il patrocinio diventerebbe un cappello messo dalla politica su eventi culturali. Inoltre la procedura richiede un mese. Ma questi sono dettagli burocratici. La sostanza è che l’iniziativa del ministro scavalca il niet della regione e lo mette politicamente in un angolo. «Il patrocinio della Carfagna sarebbe il benvenuto», spiega il direttore della rassegna, Giovanni Minerba.

Il festival, organizzato dal Museo del cinema come il Torino film festival e il Festival cinemambiente, è giunto alla edizione numero 26. L’anno scorso ha radunato 40 mila spettatori da tutto il mondo: un record. Costa circa 550 mila euro, pagati per metà dal comune, per il 40% dalla regione e per la quota restante dalla provincia, dal ministero dei Beni culturali, dagli sponsor. In un quarto di secolo, la regione lo ha sempre patrocinato, anche negli anni della giunta di centrodestra (governatore il berlusconiano Enzo Ghigo). Di qui lo stupore di Minerba: «In sé il patrocinio è solo un logo in più o in meno, non ci cambia la vita. Ma ci pare insensata la scelta, non vorrei preludesse a un disimpegno economico. In tal caso, la reazione sarebbe forte». E inevitabilmente, se la regione chiudesse i rubinetti finanziari, si dovrebbe cercare una soluzione alternativa. Altrove, lontano.


LA REGIONE PIEMONTE NEGA LOGO E PATROCINIO AL TOGAY

DI ROBERTO SCHINARDI

Il Torino GLBT Film Festival aprirà i battenti il prossimo 28 aprile probabilmente senza la benedizione del governo regionale. Non era mai successo in 26 anni di storia del festival. Uno schiaffo morale ma non solo. Soltanto così si può interpretare l’inquietante rifiuto da parte della Regione Piemonte, per iniziativa dell’Assessore alla Cultura Michele Coppola, tra l’altro candidato sindaco di Torinoper il centrodestra, di concedere patrocinio e uso del logo alTorino GLBT Film Festival "Da Sodoma a Hollywood", tra le più importanti cinemanifestazioni a tematica omosessuale del mondo. La ventiseiesima edizione, ormai quasi pronta, è in programma dal 28 aprile al 4 maggio al Cinema Massimo. Non era mai accaduto, neanche con le giunte di destra più ostili al festival che nel passato hanno tentato di ostacolare i successi del Togay.

«Un incomprensibile atto di discriminazionecontro un'istituzione culturale di questa città che da 26 anni rappresenta in Italia e nel mondo un esempio nella costruzione di una società multiculturale» lo definisce Piero Fassino, leader del centrosinistra e candidato avversario di Coppola alle prossimeelezioni comunali. «È paradossale - continua Fassino - che nel giorno stesso in cui la Corte Costituzionale dichiara, per una legge regionale in Liguria, la piena legittimità dell’impegno delle istituzioni contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in Piemonte la Giunta Regionale di centrodestra assuma una decisione di questo tipo proprio a Torino, che è da sempre in prima linea, e continuerà ad esserlo, nella lotta per i diritti e contro lediscriminazioni. Chiedo al Presidente Cota – conclude Fassino – un atto di sensibilità confermando il patrocinio della Regione. In ogni caso, per testimoniare agli organizzatori la mia piena solidarietà, sarò presente il 28 aprile all’inaugurazione del Festival e assicuro il mio impegno a proseguire e a valorizzare questa importante iniziativa culturale».

«Vergognoso e assurdo» aggiunge indignata Mercedes Bresso, ex presidente di centrosinistra della Regione Piemonte. «La destra - continua Bresso - non è capace a riconoscere i diritti di tutti, in questo modo favorisce l’omofobia. Non si capisce perché altri festival del cinema possono utilizzare il logo della Regione e quello a tematica omosessuale no: il festival ha dato ampiamente dimostrazione del livello culturale della manifestazione, tanto da essere considerato uno tra i più importanti festival tematici al mondo. L’attuale giunta vuole imporre una visione bigotta della cultura. Il Festival è prima di tutto un importante evento culturale dove, attraverso l’arte cinematografica, non si fa altro che riflettere sui diritti civili ancora negati. E purtroppo oggi abbiamo avutoun’ennesima dimostrazione di quanto siano ancora presenti i pregiudizi e le discriminazioni verso la comunità lgbt».

«Oggi – conclude Mercedes Bresso - si è cancellato lo spirito laico e inclusivo che dovebbe caratterizzare le istituzioni pubbliche e si è imposta una visione oscurantista e omofoba». Il direttore della manifestazione Giovanni Minerba è piuttosto cauto sulle conseguenze: «Non c’è il logo della Regione? Pazienza. Mi rammarica, in 26 anni non era mai successo, né con la giunta di destra di Enzo Ghigo né con Giampiero Leo».

«Fino a questo momento non abbiamo altre notizie e nessuno ci ha detto che ci tolgono il contributo di 200.000 euro - continua Minerba -. C’è solo stato uno scambio di telefonate tra la Regione e il Presidente del Museo del Cinema (Alessandro Casazza, n.d.r.). Questa situazione mi dispiace, il festival è andato avanti grazie al sostegno della Regione anche quando non eravamo sotto l’egida del Museo. Ho incontrato Michele Coppola due volte: è stato piuttosto cordiale, a dicembre ha detto persino di non avere nulla contro questo festival. Stiamo ultimando l’organizzazione della prossima edizione, ci mancava solo l’ok sul patrocinio per procedere con la stampa del materiale».

«Bisogna aspettare che cosa succederà - continua Minerba -: per quest’anno è già stato calcolato un taglio del 20% su tutte le manifestazione del Museo del Cinema. A Coppola mi sentirei di dire una sola cosa: "In bocca al lupo per tutto quello che puoi fare"».

Dopo la decisione di Coppola, i circoli locali di Arcigay sono ovviamente insorti: «Auspichiamo che anche il Piemonte, che sui diritti lgbt è sempre stata all’avanguardia, si risvegli e riprenda a seguire il buon esempio che viene oggi da più parti d’Italia - sostiene Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay-. Per questo siamo a chiedere che la Regione Piemonte rimedi subito ad una scelta scellerata e che tutte le Regioni diano il via ad una grande stagione di riconoscimento di diritti civili».

È arrivato nel tardo pomeriggio anche il commento di Coppola: «Si tratta dipolemiche strumentali, la solita tempesta in un bicchiere d’acqua. La Regione non concederà logo e patrocinio a una manifestazione che finanzia indirettamente, tramite il Museo del Cinema, e nella quale non ha voce in capitolo. Questo non presuppone alcun taglio di risorse».

Posizione, quella di Coppola, definita "pietosa" dall'associazione Certi Diritti che per bocca del suo segretario Sergio Rovasio fa sapere: «Ci sarebbe da chiedere "coerenza" su queste cose, e quindi ci aspettiamo che lor signori annuncino da subito il ritiro del logo della Regione Piemonte alTorino Film festival, a Cinema Ambiente, ma anche alla Fiera del Libro (che è organizzato da una autonoma Fondazione)».

«In realtà tutti sanno che la politica che si ispira alla peggiore sessuofobia della Giunta Cota - continua Rovasio - sta operando silenziosamente e puntigliosamente per cancellare ovunque sia possibile l'associazione della Regione Piemonte ad iniziative che hanno a che fare col mondo gay, lesbico e transessuale. Non hanno nulla da dire i Presidenti e Direttori artistici del Teatro Stabile, del Teatro Regio e della Fiera del Libro? Non credono anche loro che questi atti siano preludio di una chiusura anche culturale, dopo la chiusura economica che già si è abbattuta sulla cultura torinese e italiana?»

Il consigliere Nino Botti del Pd, intanto, ha già presentatoun’interrogazione alla Giunta Regionale.