Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

28 giugno 2010

LA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI UMANI RICONOSCE PER LA PRIMA VOLTA LE FAMIGLIE OMOSESSUALI E I LORO DIRITTI

Dichiarazione del Comitato nazionale “Si!, lo voglio, per il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso”.

Oggi è stata resa nota la sentenza della Corte europea sui diritti umani sul caso Schalk e Kopf contro lo stato austriaco che non riconosce loro il diritto al matrimonio. La Corte, pur riconoscendo che l’Austria nel negare il diritto al matrimonio tra due persone dello stesso sesso non ha violatogli art 14 (divieto di discriminazione) e 8 (rispetto per vita familiare) della Carta, ha tuttavia affermato che:

1. "una coppia convivente dello stesso sesso che vive in un partenariato stabile, rientra nel concetto di 'vita di famiglia', così come per il rapporto di una coppia di sesso diverso nella stessa situazione";

2. l’articolo 9 della Carta dei diritti fondamentali sul diritto di sposarsi non si riferisce solo a matrimoni tra uomini e donne ed allo stesso modo l’articolo 12 sul diritto al matrimonio della Convenzione non può essere considerato come specifico delle coppie di sesso opposto.

E’ la prima volta che la Corte europea riconosce questi due importanti principi e, pur lasciando libertà ai singoli stati per la scelta delle forme di riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, riconosce alle coppie omosessuali lo status di “famiglia” e il loro diritto a celebrare matrimoni in quei paesi che lo prevedono.

Il Comitato nazionale “Si, lo voglio!” sottolinea e ribadisce l’importanza di questi passaggi della sentenza, che al contrario di quanto una affrettata interpretazione lascia trasparire, rappresentano un passo avanti nel cammino verso la piena parità e uguaglianza. E invita tutti e tutte coloro che sonointeressate al seminario che si svolgerà in concomitanza con il Pride nazionale sabato 26 giugno alle ore 10 presso la Fondazione SUDD a Napoli (Corso Umberto 35), sul tema: “Famiglie omosessuali e diritto al matrimonio civile alla luce della recente Sentenza della Corte costituzionale”. Ringraziamo inoltre l’ILGA (Internazional Lesbian and Gay Association) e gli avvocati del Collegio di difesa che hanno svolto un lavoro importante di fronte alla Corte.

A nome del Comitato “Si! lo voglio”,

Enzo Cucco

Corte europea dei diritti dell'uomo: Una coppia convivente, dello stesso sesso, che vive in un partenariato stabile di fatto, rientra nella nozione di" vita familiare ", in un rapporto dello stesso tipo di una coppia di sesso diverso in situazione analoga"

Oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha pronunciato la sentenza nel caso di Schalk e Kopf c. Austria e ha dichiarato che l'Austria non ha violato l'articolo 12 (diritto al matrimonio) non permettendo una coppia dello stesso sesso di sposarsi.

Tuttavia, tre dei sette giudici erano del parere che vi sia stata una violazione dell'articolo 14 (divieto di discriminazione) in combinato disposto con l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e che l'Austria aveva l'obbligo di introdurre un partnership legge immatricolati prima del 1 gennaio 2010.

Su una nota positiva, la Corte ha riconosciuto "la rapida evoluzione di atteggiamenti sociali ha avuto luogo nei confronti di coppie dello stesso sesso in molti Stati membri e un numero considerevole di Stati le avevano offerto riconoscimento legale".

ILGA-Europe dà il benvenuto alla conclusione da parte della Corte che "una coppia convivente dello stesso sesso, che vive in un partenariato stabile, rientra nel concetto di 'vita di famiglia', così come per il rapporto di una coppia di sesso diverso nella stessa situazione" in linea con l'interventodel Prof. Robert Wintemute per conto di ILGA-Europe.

Ciò rappresenta un cambiamento nel ragionamento della Corte, in quanto è la prima volta che la Corte europea dei diritti umani si riferisce alle unioni tra persone dello stesso sesso come famiglie, in relazione all'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzioneeuropea dei diritti dell'uomo.

La Corte ha anche fatto un importante riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell'UE e ha sottolineato che l'articolo 9 relativo al diritto di sposarsi non fa riferimento a uomini e donne. La Corte ha poi detto che "il diritto al matrimonio sancito dall'articolo 12 [della convenzione] non deve essere in alcun modo considerato limitatamente al matrimonio tra due persone di sesso opposto".

Martin K.I. Christensen, co-presidente di ILGA-Europe Comitato esecutivo, ha dichiarato: "La sentenza di oggi riflette un emergente consenso europeo. Mentre sempre più paesi danno riconoscimento giuridico alle coppie dello stesso sesso, l'intera Europa sta gradualmente muovendo verso la piena parità per le famiglie dello stesso sesso. Siamo delusi che in questa occasione la Corte abbia assunto un approccio meno proattivo e si è limitato ad affermare che la questione siadi competenza giuridica dei singoli paesi.

Detto questo, crediamo che la Corte abbia fatto diverse dichiarazioni importanti che alla fine serviranno a far progredire i diritti legali per le famiglie dello stesso sesso. Ci auguriamo che in un prossimo futuro la Corte proceda nel senso del paritario riconoscimentoper le coppie dello stesso sesso del godimento dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo ".

25 giugno 2010

QUEER NEWS WORLD

È uscito oggi il numero 5 del settimanale online Queer News World.
Lo potete leggere in: http://www.leggereonline.com/QNW/QNW_home.html .
Naturalmente è gratuito.

Vi rammentiamo che è un giornale free ed è quindi aperto a collaborazioni, commenti …

Un caro saluto a tutti,

Flaminia & Marinella (“le Gabi”)

PRIDE O ?

il giorno 24 giugno 2010 10.17, Pansex ci ha scritto:

Sono molto contento del successo del GAY PRIDE di Palermo, spero che l'anno prossimo venga anche ricordato Alfredo Ormando che si è sacrificato per tutti noi e che "non si è semplicemente suicidato in piazza san pietro", ma veramente sacrificato alla nostra causa comune lasciando a questo proposito i Suoi chiari e significativi scritti, grazie,

Peter Boom.

questa la mia risposta:


Caro Peter, non ci si è dimenticati di Ormando, almeno in Sicilia, anche se è obbiettivamente difficile far conoscere chi è stato e cosa rappresenta alle giovani generazioni, che al più lo conoscono solo per la sua disperata, fatale protesta.

Come si può conoscere qualcuno che non c'è più ?

Il più ovvio è certamente attraverso il ricordo di coloro che lo conobbero, certamente, ma chissà se ad esempio i suoi parenti o la gente del suo paese, quelli che hanno con tutta probabilità provocato il suo gesto disperato, lo vogliono ricordare?

Perciò sarebbe certo meglio poter leggere e riflettere su ciò che ha scritto di suo pugno di sé, della sua vita, dei suoi sogni... era un poeta e sapeva ben usare la parola...

Ma gli scritti di Ormando, raccolti con amore da Massimo Consoli, da altri pochi amici, sono IMPRIGIONATI dal 2001 nell'Archvio di Stato.

Imprigionati, non c'è altro termine possibile, poiché non sono accessibili a chiunque volesse studiarli o divulgarli assieme a gran parte dei materiali storici, letterari, librari, audiovideo eccetera, raccolti da Massimo in tanti anni sotto il nome di "Archivio Consoli".
Noi, riuniti nella Fondazione, stiamo spendendo le nostre esigue forze ( i soci sono tutt'ora solo 8) da due anni e mezzo, dalla morte di Massimo, per rendere disponibile questa documentazione per tutti, gay e non.

Perché l'aiuto, il supporto vero, partecipe, sentito che ci aspettavamo da parte di singoli e associazioni all'indomani della scomparsa di Max, e che singoli e associazioni medesime ci hanno ripetutamente rcitato, in realtà non ci sono mai stati davvero.

Non uno di coloro che dissero di averlo in gran stima e onore, come amico e come combattente per la libertà omosex, ha ancora chiesto di iscriversi all'associazione pagando la relativa quota associativa come impegno a collaborare, nessuno ha versato un euro di contributo, né tantomeno( salvo pochissimi) ha speso parole e azioni positive per attuare gli scopi associativi che abbiamo ampiamente pubblicizzato, via web.

La Fondazione è stata lasciata sostanzialmente da sola, al massimo con una partecipazione di facciata, a lottare contro le istituzioni, cosa che ha continuato e continua a fare strenuamente, senza altro che rimetterci anche di tasca propria.

E devo dire che sono molto addolorata nel constatare che parecchi, singolarmente e/o in gruppo, hanno spesso sbeffeggiato e osteggiato il nostro impegno, forse per semplice ignoranza ( nel senso di ignorare ) o forse ( e spero di sbagliarmi) perché non riescono a "colonizzare" la nostra azione politica usandola per farsi pubblicità a buon mercato.

Il risultato non cambia, per ora.

Perché c'è una differenza sostanziale tra l'essere colti, consapevoli e attenti a voler promuovere (politicamente e socialmente) cultura e l' impegnarsi solamente ad apparire tali.

E ciò è tra i gay come tra coloro che chiamiamo etero; gli esempi continuano a moltiplicarsi, ahimè, con la complicità di media asserviti allo scoop, ma in ogni caso è azione altamente impolitica e alla lunga autodistruttiva,soprattutto per chi è CULTURALMENTE da sempre nella storia precursore per necessità di conoscere, per difendere la propria identità,la propria libertà di pensiero ed azione.

La cultura è frutto della conoscenza ( dei dati e non delle opinioni) e della riflessione critica sommate all'esperienza: non si improvvisa, bisogna conquistarsela STUDIANDO e imparando, faticando di persona, insomma, ed è lo stesso per tutti, di qualunque genere siano o vogliano dimostrare di essere.

Noi fondaroli continuiamo a lavorare, ovviamente con le nostre povere energie, per cercare di rendere pubblica, come voleva Max, la nostra storia ignorata, per studiare e imparare aggiungendovi sempre nuovi elementi, documenti, dati e so che non siamo i soli, anche se con scarsi e saltuari collegamenti, come se ciascuno fosse geloso di condividere ciò che sa, che apprende o conquista.

Ma noi non siamo gelosi del patrimonio culturale che abbiamo deciso di "curare", anzi.
E siamo ottimisti, ma non ciechi, perciò sappiamo bene che se ciascun frocio, lesbica, trans o etero, bisex eccetera fosse davvero disponibile a col-laborare anche finanziariamente per la realizzazione del progetto-base della Fondazione cioè la biblioteca/Archivio Consoli, con messa on line o in stampa dei documenti della Storia gay, probabilmente saremmo già in vista dell'arrivo.
Appare evidente che così non è, e mi azzardo a dire che probabilmente le carenze culturali di cui sopra possono spiegare, senza però giustificarle, le motivazioni alla base delle infinite discussioni pseudopolitiche di cui sono stati conditi gli ultimi anni della cosiddetta Comunità Varia, romana in particolare.

Risultato (il più evidente): le dicotomie tra cultura e attivismo, tra businness e conoscenza, messe addirittura in contrapposizione, incitando al "tifare" per gli uni o gli altri, a vincere gli uni sugli altri quando tutto chiede di essere concordi pur nella diversità di opinioni, hanno partorito a Roma il Gay pride con un manifesto che è il più lungo della storia dei Pride accanto a un altro non da meno, entrambi contestati da gran parte del popolo lgbtqi (in termini di associazioni) ...

Tuttavia mi auguro di cuore che sia, malgrado ciò, il più partecipato in termini di persone.

Perchè orgoglio, fierezza della propria identità è un fatto personale e politico proprio per ciò, non una questione di egemonia tra gruppi.

Un abbraccio grande, a tutt**, e con amore arrivederci al Pride Nazionale, a Napoli .

Alba Montori

24 giugno 2010

PAOLO PATANE' E LA NUOVA PRIMAVERA GAY SICILIANA.UN SUCCESSO IL PRIDE DI PALERMO

Una bella corrispondenza sul Palermo Pride di Piero Montana,vecchio amico e compagno di lotta che ringrazio con affetto ! Alba Montori

Figlio dei drammatici fatti accaduti a Giarre nel 1980, Patané può essere considerato come la persona più idonea su cui riporre la speranza per una nuova primavera gay siciliana.

Il Sicilia Pride svolto a Palermo si è infatti rivelato un successo inaspettato, su cui contare per altre eventuali e future manifestazione di piazza . Più di diecimila sono stati i partecipanti in gran parte giovanissimi, ultime leve della realtà LGBT palermitana, che con coraggio hanno sfilato in prima fila aprendo il corteo del Pride con il sottoscritto, la madrina della manifestazione, Vladimir Luxuria e Vanni Piccolo.

Un corteo lungo più di mezzo chilometro ha sfilato, sia pure per un breve tratto, per le vie del centro, con sei carri coloratissimi stracarichi di giovanissimi gay e lesbiche. Un carro tutto per loro hanno avuto Massimo Milani e Gino Campanella, la storica coppia gay palermitana da più di tren'anni insieme, in una vita coniugale, non riconosciuta dallo Stato.

Esibizionistica la comparsa al Pride del sindaco di Gela Rosario Crocetta, che dopo le foto di rito e l'incontro con la stampa ha disertato la manifestazione.

Delusione anche per il sindaco di Bagheria Biagio Sciortino, che dopo aver annunciato la sua presenza al Pride palermitano, si è guardato bene dal farsi vedere in giro con i manifestanti.

Intervistatissimo e fotografatissimo il sottoscritto che sfila con un cartello assai colorato raffigurante un eminente uomo di chiesa che inforca l'anima di un gay.

Responsabile dell'unico registro delle unioni civili in Sicilia, il sottoscritto ancora, pur non essendo tra gli organizzatori del Pride, è invitato a parlare dal palco. L'intervento seppure breve, come richiesto dalla segreteria del Pride, è uno dei più calorosi e viene accolto con molti applausi. Presente al Pride palermitano Sara Crescimone dell'Open Mind di Catania, leader coraggiosa dei gay e lesbiche catanesi.

Tra le presenze più significative ancora quella di Sergio Rovasio, segretario di Certi Diritti assieme a quella dei molti simpatizzanti edei militanti della sua associazione provenienti da Milano, Roma e Catania e quelle di Alba Montori, Claudio Mori, Riccardo Peloso fondatori tra l'altro della Fondazione Massimo Consoli.

Quest'ultimi erano presenti anche a Giarre nella manifestazione indetta da Arcigay nazionale e dal comune della stessa città per ricordare Giorgio e Tony il 16 giugno scorso. Tra le presenze vanno pure segnalate quella dell'assessore comunale Pietro Pagano dell'amministrazione della Città di Bagheria che si è fatto volentieri fotografare con un gruppo di giovani dell'area socialista e radicale della nostra città.

Va detto pure che bravissimi sono stati nei loro interventi dal palco Vladimir Luxuria, Paolo Patané, Vanni Piccolo, uno dei fondatori del Circolo Mario Mieli di Roma, e Luigi Carollo (esponente di spicco dell'associazione palermitana Articolo Tre), vera rivelazione della serata e protagonista, assieme agli altri prima citati, della serata conclusiva del Pride palermitano."

Piero Montana [Responsabile del registro delle unioni civili di Bagheria]

20 giugno 2010

LA GRAN BRETAGNA CONCEDE FINALMENTE ASILO A KIANA FIROUZ

Finalmente una bella notizia! Chissà se qualcuno si ricorda che ho chiesto aiuto a tutta la gaya comunità per risolvere questo caso?

Alba Montori
La Gran Bretagna concede asilo a Kiana Firouz, attrice lesbica iraniana.

Di Farian Sabahi (docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran dal 1892 a oggi).

Giovedì 17 Giugno 2010. La notte scorsa Kiana Firouz, attrice e attivista lesbica fuggita dall'Iran nel 2008 e rifugiatasi nel Regno Unito, ha ottenuto asilo definitivo.

Kiana - che recentemente ha realizzato un cortometraggio sulla condizione degli omosessuali in Iran - prendendo parte alle scene del film "Cul de sac", rischiava la deportazione in Iran, dove gli omosessuali rischiano molto, anche la pena di morte.

Quello di Kiana Firouz è stato un percorso a ostacoli perché l'Home Office britannico e il giudice di primo grado avevano rifiutato la richiesta di asilo. L'allarme era stato lanciato qualche settimana fa dal Gruppo EveryOne, si erano mobilitati alcuni membri del Parlamento europeo ed era stato inoltrato un appello alla Border Immigration Agency e al Governo britannico.

"In seguito al nostro appello a istituzioni e autorità europee, altre organizzazioni, tra cui Amnesty International, Certi Diritti e Arcigay, avevano amplificato la nostra voce, contribuendo a divulgare il caso" dichiarano i co-presidenti di EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Ancora una volta, grazie all'intervento dell'attivismo, trionfa la politica dei diritti umani e un'altra vita è salva dalla persecuzione in Patria".

"Nonostante il difficile clima intimidatorio che, soprattutto in Italia, ci ostacola nel nostro lavoro quotidiano," aggiungono gli attivisti, "campagne vittoriose come questa ci inducono ad andare avanti a testa alta, certi che la via dei diritti umani, del dialogo e della salvaguardia di ogni essere umano siano superiori a ogni violenza, ogni minaccia, ogni persecuzione"."Noi, iraniani Lgbt, siamo orgogliosi di non essere soli" ha dichiarato, non appena appresa la notizia, Arsham Parsi, direttore dell'organizzazione Iranian Queer Railroad for Refugees. "Siamo felici che vi siano milioni di persone che sono seriamente preoccupati per la nostra situazione e che ci supportano ogniqualvolta ne abbiamo bisogno".

E' una buona notizia che fa riflettere, ancora una volta, sui paradossi dell'Iran: l'omosessualità è vietata ma se un giovane si dichiara omosessuale e ha la controfirma dei genitori può evitare di fare il servizio militare (obbligatorio per due anni); alle coppie eterosessuali è fatto divieto prendere una camera in albergo se non mostrano regolare certificato di matrimonio, mentre per due uomini è molto più semplice, non servono documenti; l'omosessualità è punita severamente ma in Iran si può cambiare sesso e la mutua paga il 25% delle spese mediche per affrontare le operazioni chirurgiche.

ulteriori info Gruppo EveryOne
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17 giugno 2010

FIACCOLATA A GIARRE

In una serata d'inizio estate a Giarre, tra l'Etna e il mare, ci siamo ritrovati nel Palazzo della Cultura a ricordare una tragedia mai dimenticata di trent'anni fa.

A distanza di tanto tempo ancora non c'è giustizia per due giovani vite spezzare e distrutte per sempre dall'omofobia, dall'ipocrisia, dall'omertà con cui ancora l'intera società civile è costretta a combattere.

Ancora non c'è alcuna certezza su quanto accadde, né chi materialmente uccise, anche se è chiaro il perchè: l'omofobia diffusa e viscerale, che ha impedito perfino che i corpi dei due giovani innamorati venissero seppelliti assieme, come assieme, abbracciati, erano morti.

E chiedere a gran voce giustizia e riconoscimento di pari dignità all'amore in tutte le sue forme alle istituzioni, a partire dal Sindaco e dall'Assessore alla Cultura del Comune di Giarre che hanno partecipato con passione all'iniziativa promossa da Arcigay Sicilia con l'appoggio di tutte le associazioni LGBT siciliane, assieme a chi rimane di coloro che all'indomani della tragedia chiesero a gran voce conto alla politica e alla società regionale e nazionale, senza avere altra risposta che il silenzio.

Un'esperienza emozionante, in cui amici e compagni di lotte per i diritti mai interrotte si sono ritrovati in un abbraccio ideale di grande respiro, di affettuosità persino struggente per l'intensità con cui ci si è ritrovati a rivivere ricordi mai dimenticati, amici che non ci sono ormai più, azioni e lotte che ancora oggi, a ben trent'anni di distanza chiedono con urgenza di ottenere soluzione, necessariamente politica, perchè cessino le violenze che si giustificano dell'assenza di diritti, di rispetto, di uguaglianza nella società civile.

L'assemblea degli intervenuti, coordinata da Agata Ruscica, presidente regionale di Arcigay, e promotrice dell'iniziativa, ha vissuto momenti di altissima emozione e coinvolgimento forte, sia per la gente LGBT presente, sia per i rappresentanti istituzionali. E gli interventi di Paolo Patané, presidente di Arcigay nazionale, giarrese e all'epoca dei fatti dodicenne, di Piero Montana, poeta e militante del Fuori, promotore della politica dalla parte dei diritti dei gay, e della sua cultura, nella comunità bagherese e palermitana fin dal 1976, di Saro Pettinato, avvocato, senatore, radicale che da sempre si batte a difesa dei diritti anche dei gay, la presenza di tutte le associazioni GLBT siciliane, dell'associazione Radicale Certi Diritti, della Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’, oltre che dei media regionali, hanno costituito un messaggio forte per il Sindaco, che ha accolto la richiesta di istituire a Giarre il registro per le unioni civili, almeno simbolicamente, paritario per tutte le coppie aspiranti ad esser riconosciute pubblicamente come una famiglia. A conclusione una fiaccolata silenziosa fino al monumento ai Caduti. Perché Tony e Giorgio sono morti per la libertà di amarsi tra loro pubblicamente che fu loro negata dalla violenza omofoba, che ancora non è stata debellata nel nostro Paese e che può essere eliminata solamente rispettando e facendo rispettare i principi di parità di diritti, a cominciare da quello di costruire pubblicamente il proprio progetto di vita di coppia/famiglia con chi si ama.

Alba Montori

14 giugno 2010

"ALLA LUCE DEL SOLE", GLI EVENTI DEL NAPOLI PRIDE 2010, IL 26 GIUGNO

1) Il seminario: "Omofobia: percorsi di prevenzione e programmi di intervento" il 18 giugno ore 9,30-14 presso la Sala Convegni del Palazzo degli Uffici, Via G. C. Cortese, 29 Napoli, a cura del Gruppo "Genere, Sesso e Cultura" dell'Ordine degli Psicologi della Regione Campania, del Dottorato in Studi di Genere, del Dipartimento di Scienze Relazionali e del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, della piattaforma web http://www.bullismoomofobico.it,/ del Sinapsi Centro di Ateneo Federico II, di Arcigay Napoli Antinoo.
2) L'incontro : evoluzione o trasformazione? il 22 giugno ore 15-18,30 presso la Sala Convegni del Palazzo degli Uffici, Via G. C. Cortese, 29 Napoli, a cura del Dottorato in Studi di Genere e del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, dell'associazione A.T.N.
In programma: il reading "Vico Sirene" di Fortunato Calvino e i lavori fotografici di Luciano Ferrara e Salvatore Esposito.
3) Culture Del Mondo: I Femminielli A Napoli E La Realtà Transessuale? il 24 giugno alle ore 20, Galleria Toledo, Napoli, a cura del Dottorato in Studi di Genere e del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, dell'associazione A.T.N.
In programma: proiezione del documentario "Femminielli" di Michele Buono e Le Coccinelle in "Cu ?o Trucco, Cu ?E Tacche E Cu ?A Gonna? “ scritto e diretto da Myriam Lattanzio.


13 giugno 2010

OMOFOBIA A ROMA : MINACCIATO, INSULTATO E CACCIATO DALLA CASA IN AFFITTO

OMOFOBIA A ROMA: ALTRO CASO CONTRO UN RAGAZZO GAY, CACCIATO DALLA CASA IN AFFITTO CON INSULTI E OFFESE. CHIEDIAMO ALLA MAGISTRATURA E AL SINDACO DI INTERVENIRE.

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:


"Il 10 giugno scorso, Emilio Rez, un ragazzo gay di 25 anni, cantautore, mentre rientrava nel suo appartamento in affitto nella zona del Pigneto, si è accorto che le serrature della sua casa erano state cambiate. Poco dopo si è accorto che in fondo alle scale v'erano 6 sacchi neri contenenti suoi effetti personali.

Emilio Rez, che l'estate scorsa era stato aggredito per omofobia, nei giorni scorsi era stato gravemente minacciato e insultato dai membri della famiglia proprietaria dell'appartamento, con frasi del tipo: "Sei un frocio di merda, sei un farabutto… con noi caschi male, ecc".

E' stata immediatamente sporta una denuncia ai Carabinieri per i reati di violazione di domicilio, appropriazione indebita e minacce. Allo stato non si conoscono le evoluzioni delle indagini, ci auguriamo che la magistratura intervenga urgentemente per difendere e tutelare una persona così offesa e maltrattata.

L'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’ si augura che il Sindaco di Roma intervenga per aiutare e sostenere Emilio Rez che ora, dopo 3 gioni, non può ancora rientrare a casa".

ufficio stampa: 06-68979250

10 giugno 2010

CANCELLAZIONE RASSEGNA CINEMA QUEER ALL'UNIVERSITA' DI ROMA

CANCELLAZIONE RASSEGNA CINEMA QUEER ALL'UNIVERSITA' DI ROMA, CONSIGLIERI REGIONALI RADICALI E DI ALTRI QUATTRO GRUPPI SCRIVONO AL RETTORE FRATI, AL PREFETTO, AL QUESTORE: RIPRISTINARE SUBITO LA RASSEGNA.

di seguito il testo della lettera inviata oggi al Rettore dell'Università di Roma, al Prefetto e al Questore di Roma:

Roma, 8 giugno 2010

Egregi Signori,

riteniamo gravissima la decisione di impedire lo svolgimento della rassegna cinematografica sulla tematica "Queer" patrocinata dalla Provincia di Roma e che si sarebbe dovuta inaugurare oggi negli spazi dell'Università La Sapienza di Roma. Leggiamo dai giornali di oggi che la Digos ha formalmente smentito le motivazioni riferite dal Rettore dell'Università - relative a supposti problemi di ordine pubblico – a giustificazione dell'annullamento dell'evento.

In considerazione di quanto sopra, ed atteso il venir meno di qualsiasi motivazione a sostegno dell'intervenuta decisione di annullare la manifestazione, con la presente siamo a chiedere che la stessa venga immediatamente ripristinata.

Distinti saluti.

Giuseppe Rossodivita Capogruppo Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei;
Rocco Berardo, Consigliere regionale Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei;
Angelo Bonelli, Capogruppo dei Verdi;
Filiberto Zaratti, Sinistra e Libertà;
Tonino D'Annibale, Gruppo Pd;
Ivano Peduzzi, Federazione della Sinistra;

IL RETTORE DELLA 'SAPIENZA' DICE NO ALLA RASSEGNA DI CINEMA GLBTQI

Il rettore della sapienza ci ha ritirato l'autorizzazione per la rassegna di cinema glbqi "queer in action" adducendo la motivazione di paura di attacchi omofobi.

Questo ci riporta indietro di 50 anni chiedendoci di non apparire e non esistere per evitare le aggressioni. Questo fa vincere la cultura omofoba che vorrebbe che noi non esistessimo.

Stiamo lanciando un appello a lui e al senato accademico perchè torni indietro su questa decisione e vi chiedo a tutti di firmare.

Filippo Riniolo [phil.riniolo@gmail.com - 3203324447]

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

LA DECISIONE DEL RETTORE DELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA PARREBBE ISPIRATA DA UNA VISIONE CLERICO-FASCISTA DEI TEMPI ANDATI PIUTTOSTO CHE DA VERI TIMORI DI ATTI DI VIOLENZA OMOFOBICA.

Con la scusa che 'potrebbero avvenire atti di violenza' è stata vietata a 24 ore dall'inaugurazione di domani, martedì 8 giugno, una rassegna di cinema Queer che un gruppo di studenti aveva promosso nei prati dell'Università La Sapienza di Roma. Se pericoli ci fossero stati sarebbe stato sufficiente che le forze dell'ordine garantissero l'incolumità dei partecipanti piuttosto che proibire lo svolgimento di una rassegna che ha visto coinvolte centinaia di persone e la spesa di molti soldi che nessuno rimborserà agli organizzatori. Abbiamo il serio timore che questa decisione sia stata presa non tanto per garantire l'incolumità dei partecipanti alla rassegna ma piuttosto sia stata ispirata da una visione autoritaria di stampo clerico-fascista grazie, forse, all'intervento di qualcuno che si sarebbe troppo infastidito per una rassegna che avrebbe toccato questioni come l'omosessualità, la bisessualità e l'amore non conforme ai dettami dei vertici clericali. La decisione è gravissima. Abbiamo comunicato agli organizzatori che siamo disponibili a sostenerli qualora decidessero di promuovere iniziative di disobbedienza civile".


LA CHIESA VALDESE DI FRONTE ALLA BENEDIZIONE DELLE COPPIE OMOSESSUALI

LA CHIESA VALDESE DI TRAPANI E MARSALA BENEDICE UNA COPPIA.LA CHIESA DI MILANO RIFLETTE E SI PREPARA A FARLO.
Il 7 aprile 2010, nella chiesa valdese di Trapani e Marsala, ha avuto luogo la prima celebrazione di una benedizione omosessuale in una chiesa protestante italiana.
In attesa che anche il Sinodo delle chiese valdesi e metodiste decida di dibattere più approfonditamente la questione relativa alla benedizione di coppie omosessuali, fornendo in tal modo alle chiese locali un orientamento più esplicito al riguardo, intendiamo offrire alcuni contributi e riflessioni elaborate da chi ha deciso a affrontare concretamente questo tema.

Segnaliamo il contributo elaborato dal Consiglio di Chiesa valdese di Trapani e Marsala sul cammino che lo ha portato a far celebrare un benedizione dell'amore di una coppia lesbica ed anche un'intervista, molto interessante, al pastore della comunità Alessandro Esposito.

A terminare proponiamo il documento elaborato dal gruppo Varco di Milano, rappresentante locale della REFO (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) ed espressione del VI Circuito, lombardo e piemontese, delle Chiese Evangeliche Valdese e Metodista, documento nato al termine di un cammino annuale sul tema della 'Benedizione ed in particolare la Benedizione delle coppie dello stesso sesso' che ha visto il contributo dei pastori Giuseppe Platone, Gregorio Plescan, Luca Negro e delle pastore Dorothee Mack e Jeannique Perrin, nonché di don Franco Barbero, presbitero della Comunità di Base di Pinerolo e di Roberto Ferro, psicologo e psicoterapeuta.

Un documento che la chiesa valdese di Milano ha deciso di fare proprio e di discutere, mentre si accinge a dare una risposta alla richiesta di benedizione avanzata
alla loro chiesa da una coppia omosessuale milanese .

«Non ti lascerò andare prima che tu non mi abbia benedetto!» (Genesi 32, 27). Una riflessione sulle benedizioni delle coppie dello stesso sesso del gruppo VARCO

documentiTesto redatto dal Gruppo VARCO, Gruppo di Valorizzazione e Riconoscimento della Comunità Omosessuale, di Milano nel maggio 2010

Il gruppo Varco, rappresentante locale della REFO (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) ed espressione del VI Circuito, lombardo e piemontese, delle Chiese Evangeliche Valdese e Metodista, ha preso come suo impegno per l'anno 2009-2010 l'avvio di una serie di incontri aventi come tematica la Benedizione, e in particolare la Benedizione delle coppie dello stesso sesso.

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'Dio vuole l'amore, non lo giudica' ecco perchè la Chiesa valdese di Trapani e Marsala ha benedetto una coppia omosessuale

infoTesto del Consiglio di Chiesa valdese di Trapani e Marsala pubblicato sul settimanale Riforma del 4 giugno 2010

In data 7 aprile 2010, presso i locali di culto della chiesa valdese di Trapani e Marsala, ha avuto luogo la prima celebrazione di una benedizione omosessuale in una chiesa protestante italiana: ne diamo notizia soltanto adesso poiché abbiamo inteso rispettare la riservatezza richiestaci in merito dalla coppia nonché dalla sua chiesa di appartenenza, che hanno congiuntamente ritenuto di voler prima discutere della questione nell'ambito del proprio Sinodo.

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Quando lei ama lei. Il pastore valdese di Marsala benedice una coppia lesbica
newsArticolo di Miriam Di Peri tratto da Livesicilia del 10 aprile 2010

Una sera come tante in un pub, parole dette sottovoce nell'incessante brusio di sottofondo.
Tra una chiacchiera e l'altra, qualcuno sussurra, con un tono ancora più basso, quasi a voler sfidare l'attenzione e le capacità uditive dei propri interlocutori: "sapete che a Marsala qualche giorno fa si sono sposate due donne?".
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GIONATAInfo> Il 26 giugno 2010 anche i cristiani omosessuali saranno al NAPOLIPride "Alla luce del Sole"
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Gionata, progetto su Fede e omosessualità - Gionata, Ecumenical Project on faith and homosexuality
Gionata, projet œcuménique de la foi et l'homosexualit - Gionata, Proyecto Ecuménico en la fe y la homosexualidad

Gionata aderisce all'European Forum of Gay, Lesbian Bisexual and Transgender Christian Groups (Forum Europeo dei Gruppi Cristiani GLBT)

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4 giugno 2010

'CERTI DIRITTI' PARTECIPA AI LAVORI DELL' "INTERNATIONAL CONGRESS ON GENDER IDENTITY AND HUMAN RIGHT" A BARCELLONA

L'Associazione Radicale Certi Diritti parteciperà ai lavori dell'International Congress on Gender Identity and Human Righs che si svolgerà a Barcellona dal 4 al 6 giugno 2010. Certi Diritti sarà rappresentata dall'Avvocato Ugo Millul, membro del Direttivo.

I lavori prevedono 5 diversi temi:
Tema 1. Violencia, Criminalización y relaciones institucionales
Tema 2. Identidad de género y acceso a los servicios de salud
Tema 3. La discriminación legal o de facto en el acceso a los servicios sociales
Tema 4. El proceso de cambio de documentos de identificación o cambio de sexo legal
Tema 5. Creación de una red global trans

Qui di seguito (in inglese) parte della presentazione del Congresso internazionale:
"Transgender is a constant that appears in all known human societies in all ages, regardless of the achievements that modern medicine has made in this area to enable a greater adaptation of the physical appearance of the transgender person, to the gender sense as their own. The responses that different societies have given this reality of the human being, however, have varied widely over time and in different parts of our world. Some societies have accepted in a greater or lesser degree this reality, creating social tools and laws to improve the integration of the transgender people into the society, as members with full rights. Others have expressed varying degrees of rejection and/or prosecution and suppression of transsexuality promoting policies of violent eradication, re-education or social persecution, and the result has generate serious human rights violations".

maggiori informazioni al seguente link:
http://www.congenid.org/en.html

1 giugno 2010

... PERCHE' NON CI STIAMO ...

Abbiamo deciso di non partecipare al percorso del Pride di quest'anno, soprattutto per l'evidente azione di spaccatura del movimento e della Comunità Varia che le due forze egemoni hanno portato avanti, cioè DGP e Arcigay di Roma e non solo. Gaylib, al suo esordio nella stanza dei bottoni del Pride romano, non aveva altra scelta che quella fatta, perché l'omofobia mascherata da antifascismo andava battuta e così è stato .... insomma, non tutto il male vien per nuocere.

Ora il documento politico, pervenutoci ieri l'altro, dal sito ufficiale del Pride 2010, sembra non essere ancora il documento definitivo, secondo voci che parlano di modifiche e aggiunte che a noi non sono pervenute: perciò è su questo documento che ci esprimiamo.

Tre punti ci hanno lasciato perplessi e non ci permettono di sottoscriverlo,confermando la scelta fatta ad inizio mese:

1) sull'adozione si richiede una legge specifica per permettere il riconoscimento del diritto alla genitorialità in assenza di matrimonio per una coppia omo: la stessa cosa NON è richiesta alle coppie etero: ogni legge "speciale" fatta solo per noi va rifiutata se non serve a proteggerci ma solo a differenziare la qualità dei diritti rispetto al resto della popolazione italiana.

2) sul tema delle religioni nei confronti della nostra Comunità, non si fà alcuna distinzione tra ebraismo, molto favorevole a livello mondiale alle nostre istanze e in specie nel nostro Paese, e le due altre religioni monoteiste; quelle "cristiane" sono poi accomunate in un unico calderone, non citando gli amici Valdesi, a cui molti di noi versano l'8 per mille, chissà come mai, nè le varie sfumature della chiesa protestante: insomma il motto fascista "molti nemici, molto onore" sembra essere stato adottato da chi ha scritto e approvato il documento politico.

3) la parte più grave me l'ha fatta notare Alba: totale assenza di richieste o anche solo di segnalazioni per la parte della nostra Comunità che non ha la pelle giusta, che non parla correttamente italiano, che magari è "provvisoria" qui o addirittura è clandestina: ma sempre LGBTQI è, ma con diritti negati peggio che a un topo di fogna: se non ci pensiamo noi, chi ci penserà? O vogliamo tra 30 anni chiedere perdono ai nostri compagni sessuali non regolari, non italiani nè di lingua nè di passaporto?

Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’