Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

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2 maggio 2024

RITRATTI STORICI LGBT 🏳️‍🌈 : CLAUDIO MARIA MORI

M5S   Diritti civili e LGBT

RITRATTI STORICI LGBT 🏳️‍🌈
CLAUDIO MARIA MORI è un attivista, fondatore di radio radicale, giornalista, politico.
a cura di Sara Zanon
1.Qual è il rapporto tra sfera pubblica e sfera privata per un omosessuale di ieri e di oggi? Complessa la cosa, perchè bisogna vedere quando è ieri e quando è l'altro ieri e così via, comunque è mutato molto negli anni. Diciamo che dipende moltissimo dalle professioni che si fanno, dal tipo di famiglia dalla quale si è nati e da quella in cui poi si continua a vivere. Quando ero ragazzo, giovane, era molto diverso, perchè era assolutamente non immaginabile che la sfera privata e la sfera pubblica potessero interferire tra loro. Avvenne che io chiedessi consiglio ad un professore della classe in cui mi trovavo, era l'unica cosa che potessi fare. Siccome allora ero cattolico , ora non lo sono più, era prassi che ci si rivolgesse ad un prete di fiducia. Nel mio caso mi sono rivolto a don Luigi Benedetti che era quello che poi ha gestito la basilica di Santa Maria Maggiore per molti anni, lo scelsi perché lo conoscevo e perché i miei genitori mi avevano mandato a fare cresima e comunione da lui, perché in casa mia in quanto famiglia borghese si faceva così. Quando mi sono trovato di fronte al problema mio di sapere: chi ero, cosa stavo per fare, cosa volevo fare. Ho agito così. Lui l'unica cosa che ha fatto (in realtà ha fatto una cosa che non era poi tanto sbagliata), mi ha mandato da uno psichiatra. Il quale mi ha fatto fare tutti i testi di Rorschach. Risultato è che questo dottore era uno psichiatra o uno psicologo, non so quale qualifica potergli dare, del ministero dei trasporti. Sono andato lì e sono uscito che tremavo, perché chiaramente la cosa mi aveva sconvolto. Tutto quello che avevo capito è che ero matto, in buona compagnia, ma matto, me lo aveva detto il medico. Per il mio rapporto fra privato e pubblico ho dovuto trovare la forza e l'ho trovata. Ho avuto un bravo professore di filosofia e storia al liceo che faceva parte della prima consulta tra quelli che hanno scritto la Costituzione. Persona strana, ma molto brava, non abbiamo mai parlato di questo, ma mi ha formato a diventare più forte verso l'esterno, ad aprirmi con chi stava in classe con me, tutti quelli che avevano avuto gli stessi imprinting miei. Persone che non dico frequento di persona, ma siamo in una chat e ci si parla, ci si litiga, ci si consiglia musica. Dopo viene il futuro che è sempre stato un continum tra affermare se stessi e nello stesso tempo non scoprirsi in modo inutile. Dover valutare ogni volta se lasciar capire di sé perché conveniva, oppure era indifferente, oppure velati/coperti e allineati perchè rischiavi di perdere un'amicizia importante, un contatto importante anche di lavoro. La mia scelta di lavoro per fortuna è stata strana, perché ho interrotto gli studi di chimica avendo dato tutti i trenta esami di chimica e non la laurea. La laurea che avrebbe dovuto riguardare l'intelligenza artificiale, anche se non c'erano ancora i computer. Una bella tesi, però non l'ho fatta, perché ho aperto radio radicale. Trent'anni di lavoro, trent'anni piacevoli. Mai avuti problemi sul lavoro, sì in certi casi era quasi un punto di vantaggio. Altri no, la gente resta quella che è anche se lavora a radio radicale . Tipo mettere sul dekstop dei primi computer delle foto, tutti avevano le foto di una ragazza procace ed io avevo quella di un uomo procace. Ridendo, però mi facevano capire che ero strano, eppure eravamo a radio Radicale. Non tutti. Alcuni, perché non c'è un limite alla stupidità umana, secondo me. Dopodiché la mia strada è proseguita lì, anche come carriera politica, brevissima. Il primo comizio l'ho fatto sostituendo Marco Pannella nella piazza di Potenza. Inizia con un: “io sono un omosessuale”, questo nel 1976; la piazza è rimasta attonita, però poi alla fine abbiamo raccolto le firme che ci servivano. Era importante perché dovevamo presentare le liste in tutta Italia per poter avere accesso a quella percentuale che poi ci avrebbe permesso d'ottenere i primi quattro deputati. Il quorum è scattato su Roma, è scattato perché eravamo presenti in tutta Italia, allora c'era una legge che prevedeva che si dovevano raccogliere le firme alla tornata precedente. Nel 1972 quelli che allora si chiamavano “democrazia proletaria” perse un milione di voti alle elezioni, perchè non scattò il quorum da nessuna parte e non avevano fatto tutte le province.
Quanto alla domanda. Nel futuro non lo so, ma ci devono solo provare a mettere in dubbio che io sia una persona identica a tutti gli altri, non superiore, ma certamente non inferiore.
2.Come attivista si sente mai come la pioggia dentro la terra. Una terra, a volte, già fertile, spesso arida. Una terra fatta di sguardi profondi ed amici sinceri. Una terra che talvolta nega diritti acquisiti, come nel caso dell’impugnazione di 33 atti di nascita da parte della procura di Padova riguardante bambini figli di famiglie arcobaleno, ad altrettante ragioni. Una galleria di ritratti, di vissuti, di sentire capace di battere ingiustizie, ignoranza e pregiudizi: uguali nella differenza, differenti nell’uguaglianza? Ci sono strutture politiche, giudiziarie che impediscono che si vada a meta. Sembra sempre di essere arrivati e poi non lo si è. C'è qualcuno che conoscendo meglio la regola riesce ad impedirtelo. Successe nel 2016 con il matrimonio egualitario, successe questo, una forza politica nuova che non conosceva gli inghippi possibili è stata messa nella condizione di votare contro una battaglia che sosteneva. Sto parlando del movimento5stelle, allora furono fregati da una cosa banalissima: durante la discussione che doveva essere breve si era cercato di sbrigare la questione (anche se non si capisce, perché ci si debba sbrigare su certe cose, si potrebbe andare avanti anche quindi giorni in più), in sostanza è stata inserita una clausola che si chiamava “canguro” che comportava il fatto che se tu eri contro il canguro non potevi accettarlo, anche se ti serviva per ottenere la legge. C’era Airola che guidava in quel momento la discussione alla Camera dove si è impantanato tutto. Risultato? Solito discorso che si presenta in continuazione. Lo stesso discorso di Marino che dà il via libera a poter registrare i matrimoni gay prima che ci fosse la legge, adesso di nuovo i sindaci che fanno qualcosa in più e debbono boicottarla. Il nostro grosso problema iniziale è una marea di leggi che si sovrastano. Sempre una che al momento giusto sovrasta l'altra, se la conosci e sei un bravo Azzeccagarbugli hai la meglio. Adesso il movimento5stelle aveva all'interno dei candidati per le Europee scelti dalla base che erano già stati presenti: Marrazzo e Zela. Sono stati votati per poter andare alle europee in due livelli, un livello locale Lazio e un livello superiore Italia-centrale. Hanno superato quello del Lazio, però quando sono andati ad aprire quello dell'Italia-centrale loro non c'erano più e perché? Perché si erano una volta presentati come partito gay e il partito gay secondo le leggi interne del partito 5stelle è un altro partito. Io rifiuto questa cosa, abbiamo fatto tutto il possibile, ma non è stato possibile, forse saranno candidati o forse no, ma non credo. Ho votato oggi, c'erano altre persone, c'era la Morace, c'erano queste persone.. interessantissime, valide. Resta il fatto che due esponenti che si erano giocati la loro autostima non ci saranno, questo è stato fatto notare alla dirigenza. Questo è dovuto con tutta probabilità a qualcuno che ha deciso che questa volta con i gay è meglio che no. E' ridicolo, se ti piace una persona la metti, se poi è votata dalla base, dici che la base che sceglie.
3.Le espressioni del coraggio umano vengono associate a caratteristiche del mondo animale: “ha il ruggito del leone”, “l’incornata del toro”, perché nell’essere coraggioso c’è qualcosa d’istintivo. Uno studente davanti ad un carro armato in piazza Tienamen, una donna che sorvola l’Atlantico. Una conquista ha bisogno di essere generata e l’evento coraggioso è il miglior fecondatore. Come la comunità LGBTQI affronta e incoraggia l'azione rispetto a certe tematiche e problematiche che si sono poste in questi ultimi anni ? Tipo il matrimonio, l’adozione e in definitiva il diritto di parità di un individuo lgtbq+?
Tra coraggio e audacia c'è una bella differenza. Audaci sono quelli che rompono le situazioni e ottengono determinate cose imprevedibili. Audace è stato DJ Fabo quando ha ottenuto di poter morire, soffrendo in modo indicibile. La stessa cosa all'interno del movimento LGBT, se posso evito di chiamare con sigle, perchè sono spesso escludenti, mai includenti totalmente, si tratta di vedere ciò che è produttivo da’ ciò che è riconoscibile. Un conto voglio dire è andare a finire sul giornale “vedi la battaglia: l'ho fatta”e un conto è ottenere che la legge venga cambiata. Tutto rientra nel nostro rapporto con le leggi attuali. Il movimento lgbt ha la sgradevole caratteristica che preferisce apparire. Faccio un esempio, mi occupo di una cosa che riguarda Karl Heinrich Ulrichs la prima persona che ha fatto coming out al mondo, era il 1865.
Consoli ha trovato la sua tomba all'Aquila e io mi sono preso l'incarico di andare su a ricordarlo ogni anno. L'anno prossimo è un anno importantissimo, perché sono 200 anni dalla nascita. Ulrichs si fece bandire dalla Prussia perché all'art.175 si prevedeva la pena di morte per gli omosessuali in Germania, si trasferì nel sud Italia, Paese libero, poi all'Aquila dove morì. Questa persona è importante per la comunità lgbt, la quale non lo riconosce molto, di più all'estero. Raggiungere degli obiettivi si può solo se hai una strategia e se sei audace, rischi del tuo nei limiti della legge, da non rimetterci la pelle. Rischiando qualcosa di tuo, quindi che ne so un posto di lavoro, le persone che fanno questo sono rarissime. Io non sono di quelle tra l'altro. Sono in questi casi si ottengono cose eccezionali. Tutte le altre volte si media e alla fine la mediazione è così a ribasso che fa dire stavamo meglio prima. Molti sono contentissimi perché si sono potuti sposare, in realtà non ti sei potuto sposare, ti sei potuto “unire” sei in una formazione sociale specifica, non sei in un matrimonio. Io sinceramente sono molto pessimista e molto ottimista, perché prima o poi arriva qualcuno che diventa o nasce audace e cambia le cose
4.Lei è stato tra i fondatori di radio Radicale. Come ricorda la sua esperienza in radio? Com’era vista sessant’anni fa l’omosessualità in Italia? A radioradicale ho inaugurato con Alba e altri compagni Gay una trasmissione di due ore al giorno, 5 volte a settimana, in cui si usava per la prima volta un linguaggio esplicito e chiaro, si leggevano brani di scrittori Gay, dicendolo. E si usava la musica da Lou Reed agli Squallor come mezzo per attirare pubblico. Alcuni programmisti RAI ci seguivano e copiavano. Lì inventai le interviste per strada da far ascoltare subito dopo averle raccolte. Rr è dell'aprile 1976, 48 anni fa. La situazione nel decennio precedente la conosco solo dalla parte maschile. Era difficilissima, connessa con esperienze di violenza e sopraffazione. All'ordine del giorno gli Omocidi come li chiamò poi Massimo Consoli, e parzialmente debellati con l'aiuto di un dirigente di polizia che si mise a disposizione dei Gay: Nicola Calipari, lo stesso di Giuliana Sgrena in Iraq.
Nei 60 si parlava di "balletti verdi" e la percezione comune era di una omosessualità solo passiva, con Giò Stajano come esempio.
5.Cosa ricorda del suo coming out e del rapporto con la sua famiglia d’origine? Ci sono stati degli episodi particolari che le va di raccontare? Il mio coming out è avvenuto in 2 step.1960, a 19 anni, con i compagni dell'ultimo anno di liceo (siamo ancora amici e stiamo in una chat WA chiamata Augustei, sempre in meno. Il secondo step è avvenuto nel 1963. Un mio zio, dirigente Bankitalia, forse temendo per la carriera, mi fece seguire da un investigatore che mi sorprese a pagare...il vino su un barcone sul Tevere a 5 altri ragazzi come me, io avevo le 500 lire e loro no. Erano ragazzi di vita come me, andavamo la sera a viale delle magnolie al Pincio a rimorchiare e poi scendevano i nostri guadagni da prostituzione, insieme. Quella volta sul Tevere toccava a me. Mio zio mi chiamò a casa sua e mi informò che, se non volevo che i miei sapessero, dovevo avere rapporti 2 volte al giorno con una prostituta controllata dal dottore di famiglia, il dr. Vitetta. Io lo feci per quasi due mesi consecutivi. Nel frattempo, imparavo a nuotare e dimagrivo e facevo le prime esperienze passive, non avendo più l'energia per farlo la terza volta al giorno. Una sera tornando a casa mia madre mi affrontò: nonna ci ha detto tutto! NONNA?!? Sì, perché mio zio da buon taccagno di Bankitalia aveva chiesto metà dei soldi necessari a mia nonna, pensionata reversibile dello Stato. Presi un paio di slip e uscii di casa. Dopo 3 giorni i miei mi rintracciarlo nella casa di un compagno di liceo che mi aveva ospitato. Mi dissero di rientrare a casa e che quello era importante. Nel 1976 il mio nome uscì come candidato Gay nelle liste del PR. Mia madre scappò di casa brevemente, mio padre rimise le cose a posto sia per me che per mia madre e suo fratello che da allora non fu più gradito in casa.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e sorriso

25 aprile 2024

RITRATTI STORICI LGBT: intervista ad ALBA MONTORI

M5S Diritti civili ed LGBT

ALBA MONTORI

RITRATTI STORICI LGBT 🏳️‍🌈

Alba Montori è un’attivista, artista, libera pensatore indipendente, ha insegnato storia dell'arte nelle scuole. Nata a Roma
a cura di Sara Zanon

1. Qual è il rapporto tra sfera pubblica e sfera privata per gli omosessuali di oggi e di ieri? Posso parlare di me, personalmente ho sempre lottato contro le etichette. Ho scelto per motivi tecnici, politici, di bandiera di dichiararmi lesbica, però sono contraria ad ogni tipo d'etichetta. Credo di non essere catalogabile, anzi nessuno di noi è catalogabile mai. Siamo persone in evoluzione continua, anche il nostro pensiero e le nostre inclinazioni sessuali, le nostre pulsioni affettive si modificano momento per momento a seconda delle situazioni nelle quali ci troviamo. Può accadere che siamo assolutamente convinti di essere etero e poi ci svegliamo una mattina innamorati persi di una persona del nostro stesso sesso. E' capitato a degli amici miei, a me non è capitato, perché ho avuto un enorme fortuna nella mia vita che sono i miei genitori, i quali non mi hanno etichettato né al maschile, né al femminile. Mi hanno messo a contatto con le mie scelte fin dall'infanzia. Mi hanno insegnato che non bisogna aver paura ad essere come si è, a essere sinceri, anche a costo di essere sgradevoli. Ti faccio un esempio, avevo 16 anni, e ero al telefono che era la centro della stanza comune, con una delle mie amichette preferite e questa mi chiamava in continuazione, mi interrompeva nello studio, allora mia madre mi ha guardato con tranquillità e mi ha detto: “ Sai Alba, io ci starei attente a queste relazioni saffiche, perché possono essere molto difficili da gestire!”
Avevo 16 anni e mia madre era nata nel 1898. Era un'allieva di Maria Montessori. E' stata lei che ha fatto coming out con me. Ho vissuto la mia sessualità molto liberamente, con due grossi problemi. Uno quello delle mie sorelle e dei miei cognati che erano delle persone molto retrograde. L'altro quella del maschile che era in aggressione permanente nei miei confronti, tentativi di violenza ne ho subiti parecchi fin da quando ero piccola. Sapevo come difendermi, grazie ai miei genitori che prima mi hanno insegnato a riconoscerli e poi a difendermi. Intorno ai 16 anni avevo sviluppato una profonda avversione per tutto ciò che era maschile. Avevo iniziato a castigarli, mi divertivo a trattare male i maschi, mentre con le ragazze avevo un canale preferenziale. Non mi ponevo la questione se ero maschio o se ero femmina, se ero lesbica o se ero gay. E' un errore scegliere di appartenere ad una specie o ad una sotto-specie , perché poi scopri all'improvviso che non sei parte, neanche di quella specie e questo crea qualche difficoltà di sopravvivenza. Le mie discussioni con il mio amico Peter Boom hanno ispirato la famosa teoria della Pansessualità. Adesso sono al di là del bene e del male, dopo una vita molto attiva sessualmente. Sono arrivata alla mia età a non interessarmi alla sessualità, sono fuori dai giochi, non mi interessa neanche a livello mentale. Mi interessa come questione, perché la sessualità condiziona la gente, a me non ha mai condizionato per questioni fortuite e fortunate. Gli amori hanno inciso sulla vita delle persone. Sono un animale strano, guardo con occhio benevolo gli sforzi delle persone più giovani per darsi un'identità sessuale, in questo i giovani sprecano energie che potrebbero usare meglio. La società è cambiata rispetto a sessant'anni fa, ci sono dei comportamenti retrogradi. Ad esempio, il tradimento, uno instaura una relazione preferenziale con una persona a prescindere dal sesso, un grande amore, ma se poco poco questa persona mostra di essere interessata, anche solo dal punto di vista visivo, scatta un meccanismo di gelosia che è assolutamente assurdo, perché nessuno può pretendere il possesso di nessuno. Invece, siamo ancora a questo livello. Di fatto due persone scelgono di costruire una famiglia assieme per poi alla prima occasione di spostamento dell'attenzione da un partner ad un altro partner l'unione/matrimonio si sfascia. In realtà l'unione dovrebbe essere tra persone, un atto di solidarietà tra individui. Al massimo puoi aggiungere altre persone, non devi togliere ciò che c'era per metterci qualcosa di diverso. Sono per le famiglie allargate da sempre. Mia madre teneva a freno la gelosia, anche nei confronti dei figli. Io sono nata, quando aveva cinquant'anni. Sono stata allevata per essere una combattente. Anche mio padre aveva cinquant'anni più di me. Questo ha inciso sulla mia formazione. Sono solitaria e socievole al tempo stesso. Cerco sempre persone che siano sincere.
2. Come attivista cosa ne pensa di questa affermazione: uguali nella differenza, differenti nell’uguaglianza? Prima di diventare uguali nelle differenze ci vorrà ancora parecchio, anche perché la maggior parte delle persone non sa distinguere tra quello che è suo e quello che è di altri. Finché ci limitiamo alle questioni teoriche, tipo appoggiare la Costituzione italiana, va tutto bene, ma al lato pratico, politicamente parlando, siccome trovo difficoltà cerco di aggirarle o faccio finta che non ci siano. Mi accontento di quel poco che siamo riusciti ad ottenere. La questione delle famiglie arcobaleno è una questione ridicola e controproducente. Ogni famiglia è diversa dall'altra, esattamente come ogni persona, non solo ogni persona è diversa momento per momento è diversa da come era precedentemente. Voler distinguere tra le famiglie lo trovo poco utile, ovvero se tu sei convinto che il tuo diritto è ottenere un certo tipo di situazione te la prendi. Te la devi prendere, perché non te la darà mai nessuno. I diritti in quanto tali hanno una caratteristica, fanno parte delle persone. Il diritto all'identità personale è un diritto che non devo aspettare che me lo dia il Presidente della Repubblica o il magistrato. Ce l'ho a prescindere e i diritti umani ce li ho, perché sono un essere umano. Se qualcuno mi nega qualcuno di questi diritti cercherò di combatterlo, ovviamente con armi non violente. La difficoltà è lì. Non sono io che mi devo preoccupare di affermare che ho dei diritti, sono gli altri che si devono preoccupare che me li vogliono togliere, perché io ce li ho. La maggior parte degli attivisti continua a battere sulla questione che bisogna essere accettati, che bisogna ottenere delle garanzie. Non dobbiamo ottenere, noi abbiamo già tutto ciò, sono gli altri che la devono piantare di negarceli. Dobbiamo trovare il sistema per impedirglielo. Ritorna nelle mie riflessioni la questione del matrimonio, era il 1965 quando ho iniziato ad occuparmene. Avevo deciso che siccome il pianeta era sovrappopolato e le risorse più di quelle non potevano esserci, dovevamo fare in modo che anziché fare tanti bambini, sarebbe stato meglio allevare quelli che c'erano. C'era la possibilità di non farli, nel 1964 fu fondata l'Aied (associazione italiana educazione demografica) per una procreazione responsabile, ovvero decidere se e come e quando mettere al mondo degli altri esseri umani. L'uso dei mezzi anticoncezionali svincolava la sessualità dalla procreazione. Fu una rivoluzione epocale, poco capita dagli esseri umani e avversata dalle religioni monoteiste, perché nella procreazione le religioni vedono un laboratorio fantastico di adepti : “Bisognava fare tanti agnellini per Dio”. Ho fatto in tutte le maniere, perché la gente non facesse tanti agnellini senza che lo desiderasse. Attivista subito degli anticoncezionali. Casa mia era diventata una specie di consultorio. Casualmente mia madre si ritrovò a 64 anni a dover abortire con me non fece parola. Io l'affrontai e le dissi che le avrei evitato questa brutta esperienza se ne avessimo parlato prima. Si instaurò un rapporto speciale con mia madre. Mi disse: “Tu sei la madre e io la figlia”. Della procreazione i maschi non se ne preoccupavano non era una questione d'interesse per loro. Questo mi creava irritazione e disprezzo nei confronti del maschile che poi si esprimevo in altre forme. Maltrattamenti veri e propri. Mi difendevo e difendevo gli altri. Una costante nella mia vita. Fin da bambina difendevo i mie amichetti gay, trattati con epiteti offensivi. Questo il maschile. Il Femminile, invece, è poco femminista, il femminismo prevede che si aiutino le altre donne, mentre attualmente si evolve a situazioni in cui non si rispetta la volontà delle altre donne. Sulla GPA ad esempio:“ Io del mio utero faccio ciò che mi pare, se posso aiutare qualcuno ad avere un figlio che sia maschio o femmina e non può farlo da solo, lo aiuto. Non si capisce perché mi deve essere vietato di farlo”. Il mio corpo è mio. Inoltre spazi condivisi e risorse del pianeta scarseggiano, sempre in merito alla procreazione responsabile. Questo è un problema e purtroppo la guerra è il risultato di tutto ciò: si litiga. La pace si costruisce con altri mezzi.
Tornando alla domanda, ho cominciato a fare attivismo perché sono nata e cresciuta libera. Capace di battermi contro i tentativi di privarmi della libertà che dovevo mettere a disposizione di tutti quelli che non erano stati così fortunati: la mia esperienza. Noi siamo animali sociali nella misura in cui siamo in grado di capire che la nostra esistenza è legata a quella degli altri animali, uomini, essere umani e altri animali, mammiferi, vegetali. Il mio dovere era di occuparmi di mettere a disposizione la mia consapevolezza a servizio degli altri. Sono partita dal consultorio anticoncezionale, poi sono passata ad altre cose, alla scuola. Aiutare i giovani a imparare come si fa e quanto è bello studiare, per conoscere e per riflettere e decidere consapevolmente della loro vita.
3. Le espressioni del coraggio umano vengono associate a caratteristiche del mondo animale: “ha il ruggito del leone”, “l’incornata del toro”, perché nell’essere coraggioso c’è qualcosa d’istintivo. Uno studente davanti ad un carro armato in piazza Tienamen, una donna che sorvola l’Atlantico. Una conquista ha bisogno di essere generata e l’evento coraggioso è il miglior fecondatore. Come la comunità LGBTQI affronta e incoraggia l'azione rispetto a certe tematiche e problematiche che si sono poste in questi ultimi anni ? Tipo il matrimonio, l’adozione e in definitiva il diritto di parità di un individuo lgtbq+?
Secondo me non si ha nessuna idea di cosa sia il coraggio. Lo dico con una certa tristezza. Il coraggio non è l'audacia. Io sono una persona audace, anche troppo. L'audacia è spontanea, mentre il coraggio è pensato. Coraggio vuol dire che valuti i pro e i contro e poi scegli. Una volta che hai scelto non ti fai distrarre, continui ad andare avanti fino al risultato.
Il matrimonio paritario per cui sto lottando dal 1970 è un atto d’amore e di fiducia, in un mondo che era molto più crudele di adesso. Oggi ci sono molte false convinzioni, la gente crede di aver capito molte cose, in realtà non è così. La legge Cirinnà ha fallito perché l'autrice non la sentiva come sua. La legge sui Pacs non andava bene per noi , non andava bene per la libertà d'espressione. Quando ero adolescente tutti si volevano sposare per la procreazione, perché era il modo legale per fare i bambini fare sesso legalmente. Ho pensato: “Perché deve essere una cosa solo degli etero? “Certo per fare un bambino ci vuole un maschile e un femminile. Se vogliono fare un bambino bastano solo dei gameti, tutto il resto è un'altra cosa. Il sesso è sesso, l'amore è amore. Il sesso procreativo è diverso dal sesso amoroso. La opportunità della contraccezione ha messo gli esseri umani di fronte alla scelta se fare sesso procreativo o fare sesso amoroso. Sulla questione sesso procreativo o sesso amoroso, ludico, si sono sviluppati conflitti a sfondo religioso. La sharia islamica, ad esempio, prevede e impone che il: sesso è solo per fare figli e i maschi lo fanno solo con le femmine che hanno questo unico scopo. Anche la religione cattolica indirizza l'unione tra umani alla procreazione di altri esseri umani e la gestione di essa da parte del maschile, il ruolo del padre è preminente. Tutte le religioni monoteiste hanno la componente patriarcale, significa sesso procreativo e basta. Il femminismo si batte contro il patriarcato. Io sono contro il patriarcato, mio padre fin da subito mi ha fatto capire la differenza tra un padre padrone e un padre amoroso, amico, compagno, vero e rispettoso della mia identità, come è stato lui con me.
4. Le scoperte solitarie del se’ non sono sempre le migliori, nella loro essenza spesso appaiono pure e durissime, a volte cozzano con i problemi propri della polis, segnando “una distanza tragica” tra io interiore e tu impegnato. Tali scoperte mancano di qualcosa, come il camminare in un giardino esotico senza usufruire dei cinque sensi di cui siamo dotati. La solitudine dei percorsi difficili accentua il desiderio di condivisione? Com’è stato il suo coming out? Esiste un tempo opportuno per farlo?
Io veramente coming out non l'ho fatto mai. Non ho sentito l'esigenza di farlo. Forse posso considerare coming out una situazione particolare che adesso ti racconto. La prima gita che ho fatto da sola, senza genitori, avevo 14 anni stavo in pullman con i miei compagni di liceo. Uno ci provava, allungava un po' le mani e io me lo sono guardato e gli ho detto: “Scusa, ma perché ci provi con me, provaci con le ragazze, no ?!” e lui con gli occhiali di fuori mi ha guardato e ha detto: “ Ma perché tu cosa sei?” Io non gli ho risposto, mi sembrava talmente ovvio che non ero una femmina. Credo di avergli creato un trauma. In famiglia non ho avuto bisogno di farlo, perché lo sapevano tutti. La cosa altrettanto comica è che le mie sorelle e i miei cognati avessero ingoiato l'idea che preferissi le fanciulle e non avessi nessuna intenzione di sposarmi. Per cui una settimana prima di sposarci io e Claudio, ho comunicato a papà che ci sarebbe stata la nostra unione civile, le mie sorelle sono impazzite. Hanno scoperto che questa cosa mandava per aria tutte le loro previsioni: eredità, assegni d'assistenza etc. Quindi hanno visto Claudio come un impiccio. Hanno avuto la reazione che normalmente hanno le sorelle femmine nei confronti del fratello maschio, quando dice che si sposa. Mi avevano accettato come qualcosa di maschile, ma io non sono mai stata maschile. Non ho paura della femminilità, ne’ della mascolinità. Mio padre mi ha insegnato i punti deboli dei maschi. Mia madre, invece, era un'insegnante montessoriana era dalla parte dei poveri e degli oppressi. Il fascismo le ha tolto l'insegnamento. Le mie sorelle sono andate in scuole fasciste, mia madre è diventata una super madre nei loro confronti. Tra me e le mie sorelle c’è sempre stato un rapporto conflittuale. Ho imparato a scappare di casa da piccolissima e giocare con i figli degli zingari. La scuola della strada è eccellente. Crescendo sono diventata amica dei bambini con cui mi picchiavo. Mi sono divertita tanto nella mia infanzia, da adolescente avevo una famiglia sulle spalle da mandare avanti. Mio padre era una creativo poco avvezzo a certe cose. A 15 anni mi sono inventata dei lavori per studiare e per mandare avanti la famiglia. La gente era diversa, era più umana. Attualmente vivo fuori Roma. Roma è diversa da allora.
5. La storia dell’arte di cui è stata a lungo professoressa, la storia della filosofia che ama, la storia della letteratura che segue, con Pasolini in primis, la storia con la S maiuscola che difende oltre la guerra in terra santa, la sua storia personale ritrovano in lei uno sguardo profondo e consapevole, capace di testimoniare e “riciclare” (tecnica artistica da lei tanto amata) verità, a volte invisibili ai più. Il destino da attivista lgbt e l’esperienza storica di “Fuori” sono fatti concreti che non suonano alle porte della coscienza collettiva, ma le sfondano. C’è qualcosa in particolare che vorrebbe dire alle persone che ci leggono, soprattutto a quelle più giovani circa la sua vita e il suo immenso bagaglio d’umanità?
Non bisogna avere paura, bisogna osare sempre. Se vuoi qualcosa devi trovare il modo per riuscire a realizzarla, anche se non riesci a farlo subito. Devi studiare, devi pianificare i modi, ti devi inventare il modo per arrivarci. Devi sapere che se sai progettare bene il tuo percorso arrivi sempre alla fine. La maggior parte dei ragazzi non sa vedere al di là del proprio naso, non solo da oggi, ma magari oggi è più accentuato. Negli anni 50/60 non tutti andavano al liceo e non tutti erano considerati classe dirigente. Io ho rifiutato di far parte della classe dirigente, avrei potuto, ma non mi piaceva. Mi sono iscritta molto tardi all'università, il corso di laurea trattava temi che mi interessavano e mi piaceva il professore, ma lui poi è scappato da Roma, nel frattempo mi sono beccata il morbillo, avevo 31 anni e ho rischiato di morire. L'ho considerato un segno del destino e ho abbandonato l'ipotesi università. Per fare quello che volevo fare, lo spazio che avevo a disposizione tra scuola e politica mi bastava. Non ero tagliata per fare il dirigente. Non sono un “yes, man”. Ho partecipato ad un concorso per insegnare all'estero e la commissione è stata ore a discutere il responso dell'esame, perchè i miei trascorsi politici erano tali che mi mettevano nella posizione di essere rifiutata. Andavo benissimo dal punto di vista didattico e culturale, non da quello politico. Mi hanno detto papale, papale che ero una “persona pericolosa”. Sono sempre stata non violenta, il pericolo in questione era il fatto che ero stata per anni tra gli attivisti del partito radicale che notoriamente non è un partito violento. Bisogna avere le idee chiare, bisogna informarsi e poi arrivare allo scopo. Mio marito rimase sorpreso quando andai in pensione, molto giovane e dissi: “Claudio io ho lavorato perché volevo costruirmi un minimo di sopravvivenza per potermi creare quello che voglio. Perché voglio fare arte, senza dover rendere conto a nessuno.” Ho dato tanto alla scuola, ma è stato molto faticoso, soprattutto gli ultimi 10 anni. Poi quando sono andata in pensione Claudio ed io abbiamo creato a Roma il primo B&B dichiaratamente gay, primo a livello europeo, il "GAYOPEN" . E' stato il veicolo con il E' stato il veicolo con il quale ho potuto diffondere il concetto già presente dal 1948 nella Costituzione Italiana, che se due persone vogliono mettere su famiglia, riconosciuta dallo Stato, devono poterlo fare liberamente. L'assurdo è che tutti gli altri Paesi (non islamisti) così sono riusciti ad avere il matrimonio paritario, e l'Italia ancora no. Gli attivisti italiani si accontentano. Ma io sono stanca di andare in piazza a farmi un mazzo per gente che non è in grado di apprezzarlo. Tu inizi un percorso poi alla mia età ti aspetti che qualcun' altro lo continui, vada avanti, non si sieda sugli allori. Invece a quanto pare essere omosessuali impegnati oggi significa fare vedere delle cose che poi in realtà non ci sono e questo mi disturba. Prima o poi scopriranno che non va bene, come l’aborto che era un diritto acquisito. La gente reazionaria esiste e bisogna convincerla a diventare meno reazionaria e più rispettosa dei diritti altrui. Non si vuole obbligare nessuno a fare ciò che non vuole e viceversa. Ma i miei diritti naturali non vanno cancellati o stravolti.
Sulla questione dell'unione civile e soprattutto della stepchild adoption i parlamentari M5S si sono fatti fregare dai renziani che sono riusciti a trasformare qualcosa di bello e rivoluzionario in qualcosa di squallidamente burocratico con gran gioia delle destre. Il risultato comunque non solo non mi soddisfa affatto, ma credo che non soddisfi nessuno anche se in molti hanno cercato di farselo piacere e dire che era una vittoria. Del resto ho notato da sempre che se non si è personalmente coinvolti in quel che si vuol realizzare difficilmente si riesce a realizzarlo: perché solo il personale è politico, ovvero non si è motivati ad agire finché non ci si trova nella necessità di farlo perché ciò che vuoi affermare viene negato.
Il Papa ti ricorda semplicemente che il cattolicesimo ha alla base certi principi. Ma a differenza che nell'islamismo ( dove lo sei per sempre) dal cattolicesimo si può “uscire” con lo "sbattezzo" divenendo apostata come ho fatto io.. Ma ringrazio mia madre che mi ha mandato a studiare catechismo da bambina. E' stato appassionante e illuminante, tanto che ho approfondito anche studi teologici prima di decidere che non volevo alcuna religione. Purtroppo la maggior parte di chi ritiene di essere cattolico non ne conosce le caratteristiche e lo pratica in modo acritico, come capita con la massima parte delle religioni, a cominciare da quelle monoteiste. Quanto al papa Bergoglio lui fa il suo mestiere di papa egregiamente, continuando a dare risposte ovvie e sempre repressive come "pensiero della chiesa cattolica apostolica romana".

RITRATTI STORICI LGBT : intervista a FRANCO GRILLINI

 M5S Diritti civili ed LGBT

RITRATTI STORICI LGBT 

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FRANCO GRILLINI

Franco Grillini è un politico, attivista e giornalista italiano. È presidente onorario di Arcigay e Gaynet. Presidente di Linfa. Nato a Pianoro, in provincia di Bologna il 14 marzo del 1955.

a cura di Sara Zanon

1. Qual è il rapporto tra sfera pubblica e sfera privata per un omosessuale di ieri e di oggi? Viene in mente un vecchio slogan degli anni '60 che era in parte del femminismo e in parte del movimento gay di allora e cioè che “il privato è politico”, che il personale è politico. Una vulgata voleva che il personale fosse privato nel senso di indicibile a livello pubblico, siccome quello che succedeva nel privato nelle relazioni tra le persone, nella sessualità era poi fortemente osteggiato dalla cultura clericale della destra era evidente che non ci si poteva più accontentare dell'idea che le cose che succedevano nella vita di relazione erano da relegare nell'ambito del privato e non avessero un'influenza sulla vita sociale, una profonda influenza. Iniziò una critica molto forte del privato come luogo inaccessibile alla politica e furono pubblicati diversi libri che rompevano un po' questa ideologia e che aprivano un mondo. C'erano ovviamente le istanze femministe per cui la sessualità non doveva essere necessariamente legata al processo riproduttivo. C'era un'autonomia della sessualità e soprattutto che il piacere sessuale era una cosa importante e positiva e soprattutto autonoma. Era importante la sessualità e il piacere sessuale delle donne che fino ad allora era negato, era solo il piacere maschile che predominava. Assieme a questa rivoluzione, a questa separazione tra sessualità e riproduzione, cominciavano gli albori della rivoluzione lgbt con la scintilla di Stonewall del 1969 e con i primi movimenti organizzati che chiedevano lo spazio pubblico. Ciò che prima era relegato nel privato muta, perchè l'indicazione era quella “vizi privati, pubbliche virtù” ed era la grande ipocrisia nazionale, soprattutto italiana, ma un po' in tutto il mondo. Lo Stato diceva:“fai quello che vuoi, basta che non lo dici in giro, basta che non si veda, basta che non rivendichi!!!”. Questi “vizi privati, pubbliche virtù” venivano meno non appena si organizzavano i primi Pride, i primi movimenti, le prime assemblee pubbliche, i primi incontri, i primi dibattiti, le prime discussioni, i primi festival del cinema, la prima manifestazione pubblica di una diversità che fino ad allora era stata clandestinizzata. Quindi la questione pubblica-privata è una questione politica. La rivendicazione dello spazio pubblico.

2. Come attivista cosa ne pensa: Uguali nella differenza, differenti nell’uguaglianza? Il discorso sulla differenza è un discorso complesso. Riemerso recentemente nella polemica sulla surroga e quella ala del femminismo che si definisce appunto “femminismo della differenza” che ha rispolverato l'idea che la condizione biologica dell'essere femmina fosse sovrapposta al ruolo dello stare in casa, fare la serva di un maschio e l’unico destino fosse la maternità.Questo biologismo era giustificato dalla biologia femminile, quindi questo rispolvero del biologismo è stata un'operazione molto brutta, in perdita. Molto contestata, invece, negli anni '70. Esiste tra l'altro una lettera firmata da una serie di femministe storiche, tra cui una cara amica di Firenze che purtroppo è morta, Liana Borghi che hanno contestato questo ritorno reazionario di una parte del movimento femminista. Il problema uguaglianza/differenza è che noi abbiamo affermato la diversità come valore. In genere la parola differenza viene usata per descrivere la diversità uomo-donna, la differenza di genere. Io sono molto affezionato alla parola “diversità”, perchè negli anni '80 e '90 gli anni in cui abbiamo costruito l'Arcigay nazionale, uno dei nostri slogan e punti di forza politici era la diversità come valore. Vale a dire la critica all'omologazione, già argomento caro a Pasolini. Cioè al fatto che tutti si dovessero conformare allo stesso modello. La diversità come valore invece veniva da noi proposta sul piano teorico come strumento d'affermazione di ogni individuo, dell'identità individuale, del proprio essere. Discorso che vale anche per il mondo etero, non c'è un essere umano uguale ad un altro. La diversità è la caratteristica intrinseca di ogni essere umano, d'altra parte i geni si combinano tra di loro dando origine ad esseri umani uno diverso dall'altro, persino tra i gemelli ci sono delle diversità. I medici nazisti nei campi di concentramento erano ossessionati dai gemelli, in particolare Josef Mengele. La diversità è un dato strutturale dell'essere umano. E'stato dimostrato proprio sul piano biologico che la diversità è un fatto vantaggioso, perchè mentre la riproduzione tra consanguinei produce disastri, produce persone handicappate etc etc, il mescolamento dei geni produce una esaltazione della salute sia fisica che mentale. Le persone stanno meglio. I faraoni che si accoppiavano tra di loro generavano dei mostri, i regnanti d'europa che si accoppiavano tra di loro producevano dei mostri. La diversità favoriva la salute e la forza fisica delle persone. C'è un bellissimo studio di un sociologo americano che si chiama Richard Florida che ha scritto “l'ascesa della classe dirigente” che dice che la creatività è la vera forza produttiva moderna. Le idee che poi la gente mette nell'informatica, nella creatività della moda, mette nell'arte, anche nel processo produttivo, ad esempio, quello più tradizionale dentro la fabbrica. Questa forza creativa è tanto più evidente, tanto più la diversità viene non solo tollerata, ma promossa. Nelle città dove le persone sono più libere lì si vive meglio, ci si diverte di più, lo studioso usa anche indicatori della vita notturna per dimostrarlo, la produzione è più elevata e la più ricca. La diversità legata alla libertà e al riconoscimento dei diritti è la vera forza produttiva moderna. Quindi io sono per tornare a pensare la diversità come valore, perchè spesso e volentieri c'è stata una critica da parte progressista di quello che diceva “diverso sarà lei!”, oppure del verso più noto di Sandro Penna che diceva: “Beato chi è diverso essendo egli diverso, guai a chi è diverso essendo egli comune” che è un verso citatissimo. La diversità è una cosa importante, perchè è un valore e addirittura una forza produttiva, assieme alla creatività.

3. Le espressioni del coraggio umano vengono associate a caratteristiche del mondo animale: “ha il ruggito del leone”, “l’incornata del toro”, perché nell’essere coraggioso c’è qualcosa d’istintivo. Uno studente davanti ad un carro armato in piazza Tienamen, una donna che sorvola l’Atlantico. Siamo costituiti di virtù che sono le impronte digitali del nostro carattere. Il coraggio è la condizione di ogni virtù, ci porta a rivelarle: le battezza nell’acqua della vita. L’indecisione, invece, confonde le nostre emozioni, le altera, le ripudia. Frequentiamo dunque il coraggio. Una conquista ha bisogno di essere generata e l’evento coraggioso è il miglior fecondatore. Come la comunità LGBTQI affronta e incoraggia l'azione rispetto a certe tematiche e problematiche che si sono poste in questi ultimi anni ? Tipo il matrimonio, l’adozione e in definitiva il diritto di parità di un individuo lgtbq+?Il coraggio secondo me è una cosa importante. Mi viene in mente Don Abbondio nei Promessi Sposi quando dice: “quando uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può mica dare” secondo me non è mica vero, la possiamo smentire nella nostra azione quotidiana, perchè nella questione lgbt ci sono due livelli. Il livello individuale, prima dicevamo privato, e il livello collettivo cioè quello della battaglia comune, delle lotte generali etc. Il livello individuale è importantissimo, perchè una rivoluzione della mentalità, del modo pensare comune, perchè noi agiamo nel profondo, nel loro modo di pensare più intimo, delle convinzioni su come amare, su chi amare, se è legittimo un sentimento, un'attrazione fisica. La questione individuale è decisiva, perchè il cambiamento molecolare lo fanno le persone nella loro individualità, cioè sei tu che vai a dire ai tuoi genitori che sei lesbica o sei gay, sei tu che lo dici ai tuoi colleghi di lavoro. Questa cosa dà origine ad un concetto importantissimo che è stato messo in luce dalla ricerca di Pagnoncelli che è stata presentata nella sala d'onore del consiglio dei ministri, quando l'allora ministro delle pari opportunità Vicenzo Spadafora dei 5 stelle commissionò questa ricerca sul rapporto “questione omosessuale e italiani” disse il concetto fondamentale del cambiamento molecolare è la “vicinanza”. Le persone sono cambiate, perchè hanno conosciuto una lesbica o un omosessuale e questa lesbica o questo omosessuale era un loro amico, un loro parente, un loro figlio, un loro genitore. Accettando questa persona nella sua identià, nella sua diversità, nella sua persona, nella sua differenza hanno finito per accettare la questione omosessuale in toto. Quindi la rivoluzione individuale che è avvenuta con la vicinanza, è avvenuta di pari passo a quella promossa dalla visibilità dei pride, la visibilità delle organizzazioni lgbt, la visibilità è la presenza pubblica, come dicevamo prima.Vicinanza più visibilità hanno fatto la rivoulzione, perchè la chiesa cattolica ha il suo bel dire quando afferma che l'omosessualità è peccato o le religioni monoteiste che accompagnano il pensiero cattolico, ossia i nazisti con gli striscioni appesi ai muri o ai ponti con le scritte contro i matrimoni gay, ovvero “più figli meno gay”. Quando una persona incontra un omosessuale nel quotidiano, nella consuetudine allora si chiede: “questi pregiudizi che ho io, sono giusti?” “no, sono sbagliati!”. Nel momento che questa vicinanza crea la rimozione profonda del pregiudizio avviene la rivoluzione che è sostenuta dal ruolo pubblico delle associazioni lgbt che trasformano questa vicinanza in militanza e impegno politico sociale e nei pride la si vede nella massima espressione, l'anno scorso ci sono stati 56 pride con più di un milione di persone. Quindi un movimento che era accusato di essere minoritario, elitario che diventa un movimento di massa e poi di popolo è un movimento che ha compiuto una rivoluzione gentile. Una rivoluzione che in Italia non ha prodotto morti o feriti, ma ha cambiato il modo di pensare di un intero Paese e ha garantito un livello di benessere delle persone lgbt nella visibilità, come mai era successo nella storia precedente.

4. Cosa ricorda del periodo dei cosiddetti “scravattati” da lei promosso come atto rivoluzionario? La sua esperienza da parlamentare ha scritto la storia del movimento lgbt e non solo, le va di raccontare la sua rivoluzione gentile? In Parlamento c'era l'obbligatorietà della cravatta che ritenevo un obbligo veramente stupido, soprattutto d'estate stringeva al collo, faceva sudare. Inoltre la cravatta è un oggetto pericoloso, perchè non c'è l'obbligo di lavarla e questo provoca un accumulo di batteri. Una simbologia maschile che si poteva tranquillamente superare. Quindi quando ho cominciato ad andare alla Camera senza cravatta un po'mi hanno sgridato, un po'si sono abituati e altri colleghi mi hanno seguito. L'episodio più simpatico è stato un giorno che chiacchierando con Prodi mi fa: “Ma perchè non porti la cravatta?” e io gli ho detto: “Romano, guarda ho un problema di circolazione qui nel collo e non posso portarla.”e lui mi ha risposto : “Uhm, mica prendermi per il culo, sai!”.

5. Quale proposta di legge da lei promossa avrebbe voluto vedere diventare legge in Italia e perché? Diciamo che io ho avuto la possibilità di fare calendarizzare la legge nella legislatura che è durata soltanto un anno e otto mesi e l'avevo portata a casa, perchè la commissione me l'aveva votata, una legge di 29 articoli. Una legge molto complessa, interveniva anche nel processo educativo non era solo di carattere penale, purtoppo la settimana dopo dovevo riferire in aula e Prodi andava da Napolitano a rassegnare le dimissioni. Io mi sono molto arrabbiato questa interruzione anticipata di legislatura, la gente non si rende conto che l'interruzione anticipata della legislatura è un danno per il Paese, anche in termini economici. Lì c'era la possibilità di portarla a casa la legge, c'era la maggioranza di centro-sinistra che la condivideva e che era stata molto compatta nei lavori di commissione per garantire per esempio la copertura degli assegni. Sono contento che almeno ero riuscito a farla calendarizzare e ero riuscito almeno a farla votare in commissione. Poi avevo presentato anche la legge sul matrimonio ugualitario, sul Pacs, avevo detto a Prodi di non fare una proposta di governo e di lasciare, invece, la proposta a gestione parlamentare. La proposta del governo sarebbe stata esposta a polemiche e sarebbe stata del tutto insoddisfacente com'era quella dei Dico. Una proposta inguardabile, ad esempio, i diritti diventavano effettivi dopo 9 anni di convivenza, mentre se ti sposi diventano immediati. Trattative di governo e giochi a ribasso. Ogni volta la proposta era peggiorata. Fu una vicenda bruttissima. Colgo l'occasione per dire che ci sono due leggi di cui vado particolarmente fiero, dove ho speso il mio impegno in prima persona. Una è quella sulla “protezione internazionale” in applicazione ad un grosso emendamento alle legge europea proposta per armonizzare la legge europea con gli Stati membri, lì c'era la norma sulla protezione internazionale delle persone e riuscimmo a far passare la protezione delle persone lgbt. Abbiamo celebrato questa norma nell'17 tre anni prima del Covid, 10 anni d'applicazione. Sono circa 20 mila le persone che ne hanno usufruito e sono persone che rimanendo nel loro Paese correvano il rischio di vita, perchè provenienti da Stati dove c'era la pena di morte per gli omosessuali o l'incarcerazione. Queste persone sono oggi integrate, hanno imparato l'italiano. Sono tutte al lavoro, spesso militano nei gruppi dei vari circoli locali. Una cosa di cui vado assolutamente fiero. Nel 2027 dovremmo celebrare il ventesimo di questa legge, non a caso la lega nord ha presentato alla Camera una proposta di legge per abrogarla. Al momento è ferma. Una legge che ha funzionato, perchè copriva sia gli omosessuali che i cristiani perseguitati.L'altra norma di cui vado fiero fu una norma che portammo a casa durante il governo Berlusconi. La norma sull'amministratore di sostegno che io ho gestito in commissione, la legge è del giurista Paolo Cendon che ha scritto numerosi norme sugli ultimi. Ho fatto l'intervento finale in aula alla Camera. Una legge che è stata approvata all'unanimità, tentammo anche di cancellare l'interdizione. Non ci siamo riusciti. Pare che oggi ci sia una norma per modificare l'interdizione, perchè quando sei vecchio, malato, fragile è facile per amici e parenti fare l'interdizione e prosciugarti tutto il patrimonio. Questa è una cosa che andrebbe studiata e che avevano fatto per gli omosessuali nei vari manicomi che sono stati aboliti con la legge Basaglia. Ci sono faldoni di omosessuali che venivano fatti ricoverare su denuncia dei parenti e poi gli portavano via “anche le mutande”. La recente vicenda Vattimo sta lì a dimostrarlo. Di recente Cendon mi ha detto una cosa che mi ha fatto venire i brividi: “ Ma lo sai quante persone sono nell'amministrazione di sostegno adesso in Italia: mezzo milione” e ha aggiunto “ Caro Franco, abbiamo fatto del bene a questo Paese!”



Ritratti storici LGBT: MARIA LAURA ANNIBALI

  M5S Diritti civili ed LGBT

RITRATTI STORICI LGBT

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Negli anni '60 e '70 ci fu una svolta radicale nella natura del movimento per i diritti civili degli individui LGBT+.
In un mondo che per larga parte continua ad essere innamorato dei diritti civili, vogliamo dare voce attraverso la nostra pagina “diritti civili e lgbt” pagina gestita da un gruppo di attivisti del movimento 5 stelle lgbt https://www.facebook.com/amici5stellelgbt a chi si è speso per un ideale, facendolo proprio.
Abbiamo pensato ad una rubrica, con cadenza settimanale, nella quale intervisteremo persone che con la loro vita hanno fatto la storia del nostro movimento e non solo. Le nostre radici, la nostra storia, la nostra cultura, fino ai giorni nostri.



Intervista a Maria Laura Annibali.
A cura di Sara Zanon e Sem Politi.
La dottoressa Annibali nasce a Roma nel 1944. Dal 2014 Maria Laura Annibali è Presidente dell’Associazione DI’GAY Project. L’associazione realizza attività, campagne e progetti di volontariato in difesa dei diritti umani, contro ogni forma di discriminazione.
1.Donne temerarie, le amazzoni del nostro presente, irriducibili donne che parlano con le donne. “Donne da sfogliare” affronta argomenti di natura sociale, politica, linguistica. Lo spettro di questo libro è la socialità. La signora dai mille cappelli, conduce e rassicura. Documenta con i suoi lavori, tre documentari, una donna vicina al reale, lontana dagli stereotipi. Lo scopo rimane far conoscere un modo di essere donna lontano dal consueto: si può essere donna anche se il sesso biologico è un altro?
Nel trailer del mio ultimo film lo dico proprio “donne per nascita e donne per scelta”, io credo che una delle intervistate fosse più donna di me. Credo che Cristina Leo sia molto più femminile di me che ho un carattere al maschile. A differenza dei miei colleghi, un signore una volta, appena entrato, mi disse subito : “siamo della stessa famiglia”, pur non essendo io visibilmente lesbica. A Tele Roma 56 ho fatto poi il mio coming out pubblico. All'epoca coordinavo 4 sezioni, una di queste mie collaboratrici disse che avevo abbracciato oltre alla causa animalista, anche quella gay. Un'altra più maliziosa disse che pur d'andare in televisione avevo detto che ero lesbica. La gente che lavorava tutto il giorno con me non ha mai capito che ero lesbica. Negli atteggiamenti non lo ero, mentre quest'uomo che è entrato nell’ufficio dove lavoravo, me lo ha detto subito. Sono stata per anni una persona “velata”. Ho lavorato a Tivoli, lì c'era una marcia in memoria della strage del Circeo organizzata dai radicali. Un poliziotto mi disse: “Ma che sei matta, Laura, quelli son tutti froci e rivoluzionari”. La prima volta che non ho manifestato chi ero, fu quella volta. Il poliziotto aveva capito lo spirito femminista, ma mi sconsigliava di partecipare perché c’erano gay. Dunque si può essere donna anche se non si è nati donna.
2. Cosa ricorda della sua giovinezza che lei stessa in un’intervista definisce “allineata”?
Ho fatto un coming out sofferto, nei miei film lo dico, anche nei libri lo affermo. Ero una ragazza di quegli anni. Ero allineata. Mi piacevo molto, ero una bella donna, avevo degli spasimanti. La prassi era fidanzarsi e poi sposarsi. Fidanzamenti in casa, al cinema andavi in tre. Mi dicevano: “Ci sposiamo” e io li lasciavo subito. Sono morti mia madre e mio padre in quaranta giorni e questo mi ha cambiato la vita. Volevo stare con un uomo gentile e premuroso, avevo trent'anni, non ero più giovanissima. Ho vissuto da etero, perchè all'epoca non c'era una cultura della lesbicità. In casa non si parlava mai di gay e di lesbiche, mia mamma è vissuta finchè ho avuto 28 anni e discorsi così non si sono mai fatti. Una vita allineata, ha portato ad un cammino, anche sessuale, lungo. Io sono molto religiosa, ho la mia spiritualità, mi sento cristiana, non sono cattolica: “non posso essere di una chiesa che non mi vuole”.
Spiritualità è qualcosa di più della stessa religiosità. Ho influenze buddiste e credo nel karma e nella reincarnazione, nei vangeli apocrifi. Tutti i miei maestri hanno parlato “del perchè si nasce, perchè si muore, cos'è il dolore, cos'è la gioia”. Dico sempre: “la poesia, l'arte, la spiritualità salveranno il mondo”, “noi omoaffettivi dovremmo accettare poeticamente la nostra diversità.”
3. Qual è il suo rapporto con gli animali? Sono per gli zeri del mondo, chi più zero del mondo rispetto all'umano degli animali. Gli studiosi dicono che l'animale ha anche dei piccoli pensieri. Li amo perchè in loro non c'è cattiveria. Uccidono per sopravvivenza soprattutto. Che dire degli animali domestici? Io sono una gattara in senso esoterico, per le mie ricerche. Anche se durante tutto il giorno io ho un cane, passo così i miei pomeriggi. La nonna è troppo anziana per portarlo a spasso e la mamma è malata, questo splendido cane ha solo me e mia moglie per giocare. Ho un cane a part time, mia moglie (che fa la volontaria ai malati incurabili) è più canara. Ho avuto un incidente domestico con un gatto. Il gatto non si è spostato da me, finchè non mi sono rialzata. Pur non essendo il mio gatto, ha capito che lo stavo accarezzando e non si è allontanto da me.
4. “L’altra altra metà del cielo…continua”consente di guardare avanti oltre la diversità, di ampliare l’orizzonte, li’ dove parità e diritti sono solo un miraggio tutto italiano. Attraverso varie interviste si affronta il tema della famiglia omogenitoriale e il suo iter storico culturale per un futuro senza pregiudizi. Come la comunità LGBTQI affronta e incoraggia l'azione rispetto a certe tematiche e problematiche che si sono poste in questi ultimi anni ? Tipo il matrimonio, l’adozione e in definitiva il diritto di parità di un individuo lgtbq+?
La comunità è quasi tutta per il matrimonio egualitario e per le adozioni. Non siamo tutti d'accordo sulla GPA. Da vecchia femminista, che ha tanti amici che sono diventati genitori, veramente per grande amore e non come dicono gli altri che non sono d’accordo per egoismo, conosco persone che lottano, come Marilena Grassadonia che a Roma si occupa dei nostri diritti, non posso che essere favorevole. Il Papa ha detto: “chi sono io per giudicare”, rivolto a noi omosessuali.
L’Annibali parafrasando il pontefice afferma:” Chi sono io per dire di no a degli uomini, tra loro ci sono tanti amici, che hanno veramente questo amore e questa voglia di paternità?”con il cuore afferma - sua volta:”chi sono io, per giudicare l'amore?” Invece, tornando ai figli, “i figli delle famiglie arcobaleno non sono figli di un dio minore, esistono e vanno tutelati!”.
5. Cosa sarebbe successo, se fosse passata la legge Zan, ad esempio, nelle scuole? Sono disperata per le scuole. Il mio film in cui si parla di femminismo con Edda Billi tra le protagoniste. “Dopo il cristianesimo, la più grande rivoluzione è stata il femminismo”, come afferma la Billi. Lo sforzo di uscire dalle etichette e dagli stereotipi alla ricerca di una omoaffettività condivisa.
Ho giurato, davanti a tante persone, quando mi hanno dato un premio sulla mia attività sociale che ci sarei stata per i diritti e le persone. Come ci sono stata per la legge zan o per la legge sulle unioni civili, sotto il sole e la pioggia, sembravamo un quadro del Caravaggio. Ripeto i giovani devono sapere del femminismo e di questa grande rivoluzione. Di quelle dieci donne storiche che hanno fatto il movimento, in realtà in vita sono solo quattro. Sarebbe da portare nelle scuole e documentare a livello storico. Io assieme ad altre persone competenti e motivate ho dato tutto per le unioni civili, lei (Edda Billi) ha fatto tutto per la rivoluzione lesbo- femminista.