- Contesto: Il corteo è partito dai Giardini Margherita con la partecipazione di migliaia di persone.
- Apertura: Ad aprire la parata vi erano bandiere palestinesi e lo striscione «No Pride in genocide».
- Aggressioni: Alcuni cittadini israeliani sono stati allontanati, spintonati e insultati.
- Esclusione: Precedentemente, il Cassero LGBTI+ Center di Bologna aveva criticato e invitato a non sfilare attiviste definite "sioniste" con i propri simboli nazionali. [1, 2, 3, 4, 5]
Questo è il blog della 'Fondazione Luciano Massimo Consoli, associazione culturale nonviolenta, antipedofilia e senza fini di lucro, per promuovere a tutti i livelli la cultura della non discriminazione di ogni diversità sopra tutto di genere e l'amore e il rispetto per essa come un bene e un valore positivo per la persona e per la società.
14 giugno 2026
dal pride di Bologna del 13 giugno 2026
14 maggio 2026
19° Congresso dell’Associazione radicale Certi Diritti a Torino
Sabato 23 maggio 2026 Torino, presso la sede della Fondazione Camis De Fonseca, in Via Pietro Micca 15, ospiterà il 19° Congresso dell’Associazione radicale Certi Diritti, un appuntamento centrale per il dibattito sui diritti civili, le libertà individuali e lo Stato di diritto in Italia e nel mondo.
L’Assemblea congressuale di quest’anno si colloca in un passaggio simbolico e politico di grande rilievo: ricorrono infatti i dieci anni dalla legge sulle unioni civili e il decennale della scomparsa di Marco Pannella. Due momenti che segnano profondamente la storia dei diritti nel nostro Paese e che impongono oggi una riflessione sulle sfide ancora aperte, a partire dal pieno riconoscimento del matrimonio egualitario e dei diritti delle famiglie omogenitoriali.
In questo senso, non è casuale la scelta di Torino, città che ha visto nascere nel 1971 il FUORI!: un filo diretto che collega le prime mobilitazioni per le libertà sessuali alla nascita di Certi Diritti, promossa nel 2008 da militanti radicali, tra cui Sergio Rovasio ed Enzo Cucco.
L’Associazione, che si ispira alle lotte nonviolente di Rosa Parks e Harvey Milk e che dedica la propria attività alla memoria di Makwan Moloudzadeh e David Kato Kisule, simboli delle persecuzioni che ancora oggi colpiscono le persone lgbti+ in molte parti del mondo, riafferma la natura transnazionale dell’iniziativa politica radicale. Nell’ultimo anno, Certi Diritti ha promosso e partecipato a mobilitazioni cruciali: dalla presenza al Budapest Pride, come risposta alle politiche illiberali del governo di Viktor Orbán, al sostegno continuo alle lotte per i diritti e la libertà in Iran, fino alle campagne per la protezione e la libertà delle persone lgbti+ nei contesti più repressivi, a partire dalla Russia, dove le politiche autoritarie hanno intensificato la persecuzione delle persone omosessuali e delle organizzazioni indipendenti.
Importante è stata anche la campagna portata avanti in tutta Italia, con il coinvolgimento delle istituzioni, per richiedere la liberazione dell’attivista marocchina Ibtissame Betty Lachgar, ancora oggi detenuta. In questo quadro si inserisce anche il sostegno alla resistenza ucraina, inclusa l’esperienza della Brigata Unicorno, simbolo della partecipazione di persone lgbti+ alla difesa della libertà e dell’indipendenza dell’Ucraina. L’Associazione è stata tra le realtà promotrici dell’importante iniziativa politica “La Biennale del Dissenso”, in occasione dell’apertura del Russia Pavillon, portando a Venezia artisti ed attivisti della comunità lgbti+ perseguitati nella Federazione Russa, dando spazio alla loro arte e non ad una forma di propaganda usata come copertura di crimini e criminali di guerra.
Il Congresso sarà il luogo in cui discutere e rafforzare iniziative volte a costruire reti globali di azione politica per la difesa dei diritti umani. Parallelamente, intende rilanciare un confronto aperto e plurale all’interno della comunità lgbti+ italiana ed europea, promuovendo una prospettiva liberale fondata sulla centralità dei diritti individuali, dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali.
“Scegliamo Torino perché la storia dei diritti in Italia nasce anche qui, ma il nostro orizzonte è globale.” dichiara l’Associazione. "Dalle piazze di Teheran alle mobilitazioni contro le leggi liberticide in Europa, fino al sostegno ai dissidenti perseguitati, la nostra iniziativa politica afferma un principio semplice: i diritti o sono universali o sono privilegi. E senza diritto che li riconosca e li garantisca non c’è democrazia: non c’è libertà e non c’è giustizia. A dieci anni dalle unioni civili e dalla scomparsa di Marco Pannella, rilanciamo una iniziativa politica che non accetta arretramenti: contro ogni proibizionismo, contro ogni autoritarismo, per l’affermazione dei diritti umani in Italia, in Europa e nel mondo.”
Il Congresso è aperto al pubblico e rappresenterà un momento di confronto tra militanti, istituzioni e cittadini.
Dettagli dell’evento:
Data: Sabato 23 maggio 2026
Luogo: Fondazione Camis de Fonseca, Via Pietro Micca 15 - Torino
Orario: dalle ore 09:00
21 gennaio 2026
MESSA IN SUFFRAGIO DI ALFREDO ORMANDO GIOVEDI 22 GENNAIO ALLE ORE 12 ALLA CHIESA DELLE SUORE A PALAZZO BUTERA A BAGHERIA.
Nel ventottesimo anniversario della morte del poeta e scrittore gay Alfredo Ormando, avvenuta in ospedale il 22 gennaio 1998 dopo 9 giorni di straziante agonia, per essersi il 13 dello stesso mese dato drammaticamente fuoco in piazza San Pietro a Roma, in segno di protesta contro l’allora omofobico integralismo cattolico, sarà celebrata da Padre Francesco Michele Stabile una messa in suo suffragio nella chiesa delle suore a Palazzo Butera giovedì 22 gennaio alle ore 12.
Ormando in vita, in quanto omosessuale, non è stato mai oggetto né di amore fraterno né di amore cristiano.
E’ lui stesso a scriverlo e a ricordarlo al fratello Angelo in una lettera del 26 dicembre, due settimane prima di andarsi a suicidare in Vaticano, ricordandogli appunto tra l'altro l’odio caino di un suo fratello, che giunge persino a dirgli in sua presenza e alla presenza di estranei: " Se potessi ucciderti con le mie mani, lo farei".
Inoltre Ormando, che non faceva mistero della sua omosessualità, neppure in casa del suo amante, di famiglia cattolicissima e tradizionalista, è stato oggetto di attenzioni e di quell’amore cristiano che si deve al prossimo e che i cattolici osservanti non dovrebbero mai negare.
In casa infatti di questo suo amante Ormando è tollerato appena dai suoi familiari e solo per riguardo al congiunto, giacché quando questi lo incontrano da solo per strada, si voltano la faccia, negandogli persino il saluto.
Ma anche in convento, dove pure era andato a chiudersi in preda ad una crisi mistica, Ormando non troverà alcuna comprensione, giacché, quando colà viene a manifestare la sua omosessualità, viene bruscamente respinto.
E allorché il suo feretro, dopo il suo suicidio, giunge da Roma a San Cataldo, gli si celebra di certo in chiesa una messa, ma non in quanto credente omosessuale, giacché il sacerdote nel celebrarla tiene a precisare che Ormando non è affatto gay.
Celebrare pertanto giorno 22 una messa in suffragio di Alfredo Ormando è un atto cristiano doveroso e assai significativo, perché in nome dell’amore, predicato dal Vangelo, l’amore per il prossimo, che non può né deve mai essere negato a nessuno e tanto meno alle persone LGBTQ, alle persone di diverso orientamento sessuale, Ormando, sia pure in spirito, possa invece ricevere accoglienza nella Casa del Signore, dove, diversamente dalla quella paterna a San Cataldo e diversamente da quella dell’amante a Palermo, e persino diversamente da quella che aveva trovato in convento, in cui era andato misticamente a rinchiudersi, potrà essere finalmente accolto dall’amore grande e misericordioso di Dio.
Piero Montana
Direttore Centro d'Arte e Cultura
Bagheria
14 gennaio 2026
Bagheria ricorda Alfredo Ormando: tra memoria storica e impegno civile. ( con Video).
Bagheria, 14 gennaio 2026.
Lo scorso 13 gennaio, l'amministrazione comunale ha reso omaggio alla memoria di Alfredo Ormando, lo scrittore e poeta sancataldese che nel 1998 scelse piazza San Pietro per il suo estremo gesto di protesta contro l'omofobia.
L'evento che si è svolto nella sala Martorana-Fumagalli di villa Butera è stato un momento di profonda riflessione sui diritti civili e sulla dignità umana che, ha visto la partecipazione del sindaco Filippo Maria Tripoli, dell'assessora alla pubblica Istruzione e Sport Antonella Insinga, dell'assessore alle Politiche Sociali Emanuele Tornatore, dell'assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Mineo e del consigliere Marco Tripoli. Presente anche il giornalista e scrittore Francesco Lepore.
Figura centrale della commemorazione è stato Piero Montana attivista storico e già consulente per i diritti civili sotto diverse amministrazioni bagheresi. Montana, autore del volume "Alfredo Ormando - Altre poesie e prose di impegno civile", ha ripercorso con commozione la vita tormentata del poeta.
Ad aprire la commemorazione è stato il sindaco Tripoli, che nel suo discorso introduttivo, ha voluto ribadire con l’impegno dell’amministrazione nella difesa dei diritti civili e nel contrasto a ogni forma di intolleranza. Tripoli ha ricordato il percorso di collaborazione avviato con l'attivista Piero Montana, citando come esempio tangibile di questo impegno la targa già installata in piazza Verdone in memoria dei "ragazzi di Giarre", Toni e Giorgio, uccisi nel 1980 a causa del loro amore.
Il momento più toccante della commemorazione è stato la lettura della lettera scritta da Ormando due settimane prima del tragico evento in piazza San Pietro. Il documento fu ritrovato nell'abitazione dell'amico e compagno di vita, Gaetano, che lo ospitò per molti anni.
Montana ha ricordato come Alfredo sia stato vittima di continue discriminazioni: un isolamento non solo sociale ma anche culturale, dato che le case editrici dell'epoca rifiutavano sistematicamente le sue opere proprio a causa del suo orientamento sessuale. Oggi, grazie al lavoro di recupero di Montana, le opere di Alfredo sono accessibili a tutti presso la biblioteca comunale di Bagheria.
Alla commemorazione è intervenuto anche il giornalista e scrittore Francesco Lepore che ha espresso profonda vicinanza alla figura di Ormando. Lepore ha condiviso un parallelismo personale molto forte, ricordando come anche lui, durante gli anni in seminario, abbia subito il rifiuto delle istituzioni religiose a causa della propria omosessualità. Ringraziando per l'invito, Lepore ha sottoscritto pienamente l'analisi di Montana, sottolineando l'importanza di non dimenticare chi ha pagato con la vita il diritto di essere se stesso.
Il sindaco Tripoli ha chiuso l'incontro con un annuncio concreto che segna la volontà della città di Bagheria di non limitarsi alla sola memoria orale. L'amministrazione ha infatti espresso l'intenzione di intitolare una via cittadina alla memoria di Alfredo Ormando e di installare una targa commemorativa per rendere perenne il monito contro l'intolleranza.
Di seguito il Link al video della commemorazione: Bagheria ricorda Alfredo Ormando: tra memoria storica e impegno civile. (Video). - Città di Bagheria
13 gennaio 2026
Che differenza c'è tra lesbiche e perderasti in una lettera del 1972.
9 gennaio 2026
Il Comune di Bagheria commemora Alfredo Ormando
La Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI ringrazia sentitamente il Comune di Bagheria per la bellissima iniziativa !
* * * * *
comunicato stampa
Bagheria commemora Alfredo Ormando: martedì 13 gennaio la cerimonia a villa Butera.
Bagheria, 9 gennaio 2026 • Il Comune di Bagheria rende omaggio alla memoria di Alfredo Ormando, lo scrittore e poeta di San Cataldo che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco in piazza San Pietro a Roma come gesto estremo di protesta contro le discriminazioni nei confronti dell’omosessualità.
La cerimonia commemorativa si terrà martedì 13 gennaio, alle ore 13:00, presso la sala Martorana-Fumagalli di villa Butera.
All’incontro prenderà parte il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, e membri della Giunta comunale per testimoniare l’impegno dell’amministrazione nella difesa dei diritti civili e nel contrasto a ogni forma di intolleranza. Interverrà Piero Montana, noto attivista per i diritti LGBTQ+, già consulente dell’amministrazione comunale sotto le sindacature di Giovanni Valentino, Pino Fricano e Biagio Sciortino per le politiche relative ai diritti civili e alla lotta contro l'omofobia ed autore del libro a lui dedicato "Alfredo Ormando- Altre poesie e prose di impegno civile".
Montana, figura storica dell'attivismo locale, ricorderà il valore civile e letterario della figura di Ormando del quale alcune pubblicazioni sono custodite presso la biblioteca comunale, il cui sacrificio è divenuto negli anni un simbolo internazionale della lotta per la libertà di orientamento sessuale. L'iniziativa si inserisce nel solco delle attività di sensibilizzazione che il Comune di Bagheria promuove per ribadire il rifiuto di ogni pregiudizio e la completa integrazione.MM
ufficio stampa
25 ottobre 2025
Ancora un po' di notizie e input dagli USA sulla nostra Storia...
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
27 agosto 2025
10 luglio 2025
Da Le RADICI DELL'ORGOGLIO Lo strano caso di Agostina Meravigli, detta D'Artagnan - Capitolo III
L'aspetto della camera da letto della morta - La fotografia con dedica a D'Artagnan - Antonietta, la figlioccia giovane e carina - I primi fermi - Le prime ipotesi
Non sono solo le contraddizioni dell'amica della morte a generare dubbi e sospetti in coloro che sono presenti sulla scena del delitto. In quelle ore drammatiche, c'è qualcosa di strano che aleggia nell'appartamento dei coniugi Scala. Poliziotti e giornalisti avvertono che c'è un che di inspiegabile comportamento nei protagonisti di questa vicenda: è palpabile come una reticenza, come un impaccio, se non una preoccupazione, sia da parte della Buonporto, che dei coniugi Scala. Sono due cronisti presenti sulla scena del delitto a percepirla per primi ea formulare le domande giuste per farla affiorare. I dovuto, infatti, nell'ispezionare la stanza in cui le due donne convivono e dove è stato composto il corpo della vittima – «una cameretta da zitellone, con due letti in finta noce, un comodino, un'immagine del Sacro Cuore, eccetera» ¹ –, non possono fare a meno di notare che
Se non fosse sufficiente la scarsa femminilità e civetteria dell'ambiente, ciò che maggiormente attira l'attenzione degli astanti è una fotografia posta su un comò, che ritrae una bella e florida ragazza, con in calce una dedica: «Al suo D'Artagnan. Antonietta». Le domande allora iniziano ad essere meno sfumate, più dirette e insistenti. Si scopre che la Meravigli ha una figlioccia, una giovane ragazza di 28 anni di nome Antonietta Blendig (a seconda delle testate si trovano varianti del cognome come Blendich, o Bledic), originaria del Friuli. Di lei scrive, ad esempio, il cronista di «L'Unità»:
Che la ragazza possa avere un peso specifico importante in questa vicenda lo dimostra il fatto che il giornalista punti, con ingenua e immotivata credenze, a un'immediata conclusione della vicenda, tanto da terminare il suo pezzo con la frase:
Anche il cronista di «Il Messaggero» in chiusura del proprio articolo cita la ragazza tracciando le prime mosse a caldo degli inquirenti:
Per coloro che con la lettura dei quotidiani si stanno appassionando alla vicenda della fruttivendola uccisa sulla soglia di casa, la natura del rapporto esistente tra Agostina Meravigli e la giovane Antonietta inizia ad essere profilato con maggiore chiarezza nei giornali del lunedì. Scrive «Il Messaggero» del 9 febbraio:
Il quotidiano torinese del pomeriggio «Stampa Sera», che riporta per la prima volta la vicenda con un trafiletto in prima pagina, aggiunge qualche ulteriore dettaglio:
Al di là di ciò che scrivono i giornali – ognuno con ipotesi, supposizioni e interpretazioni arbitrarie delle informazioni che trapelano dal commissariato Salario dove il Buonporto e la Blendig sono trattenute per essere interrogate, è il caso di fissare qualche elemento che possiamo ritenere certo. Agostina Meravigli è una donna lesbica, come di lì a qualche giorno verrà chiaramente ribadito da un articolo del settimanale «Cronaca nera»:
Inoltre, non ci vorrà molto a comprendere che il “D'Artagnan” della dedica di Antonietta è proprio Agostina, con la quale la ragazza ha una relazione intima e sentimentale, che è nota sia alla Buonporto, che ai coniugi Sala. Negli oggetti che la polizia sequestra la notte dell'omicidio nella stanza da letto condiviso da Agostina e Luisa, c'è anche una fotografia che ritrae le due assieme a Antonietta, sedute sul bordo di una fontana. Grazie per aver letto il terzo capitolo di questo racconto true crime ! I prossimi capitoli saranno fruibili solo sottoscrivendo un abbonamento a pagamento. Se vuoi condividere questo capitolo con qualcuno a cui pensi possa interessare clicca sul bottone qui sotto. (Il prossimo capitolo sarà pubblicato il 16 luglio) 1 Anonimo, Hanno ucciso D'Artagnan , su «Cronaca Nera», Anno IV, nr. 7 del 14 febbraio 1948, pag. 1. 2 Ivi. 3 Anonimo, Freddata sulla soglia di casa da un giovane in divisa militare , su «L'Unità» dell'8 febbraio 1948. 4 Ivi. 5 Anonimo, Una negoziante di frutta uccisa a rivolterate da uno sconosciuto che l'aveva seguita a casa , su «Il Messaggero» dell'8 febbraio 1948. 6 È la ragione per cui la maggior parte degli articoli che compaiono sulla stampa popolare in cui si parla di retate in luoghi all'aperto e irruzioni nel caso in cui private frequentate da omosessuali siano a seguito di un omicidio. La prassi era quella di cercare il colpevole nel “giro” della vittima. Questo è il motivo per cui la maggior parte dei delitti rimanevano insoluti. Come si può leggere nell'occhiello dall'articolo riprodotto qui sotto recuperato nella cronaca milanese del quotidiano politico «Avanti!» del 16 novembre 1946, il provvedimento di polizia scatta dopo un delitto, quello dell'ex ferroviere Vonchia. Per questi omicidi di omosessuali è stato coniato il neologismo “omocidi” dall'attivista Massimo Consoli, ad essi lo studioso Andrea Pini ha dedicato una ricerca e un saggio intitolato Omocidi. Gli omosessuali uccisi in Italia , Roma, Stampa Alternativa, 2002. 7 Anonimo, Hanno ucciso D'Artagnan , su «Cronaca Nera», Anno IV, nr. 7 del 14 febbraio 1948, pag. 1. |


















