-Washington, 26 feb. (Adnkronos/Washington Post) - Per la prima volta nella storia della Casa Bianca il capo del cerimoniale sara' un uomo e un gay dichiarato. Il nuovo 'social secretary' sara' Jeremy Bernard, 49 anni, attuale consigliere d'ambasciata a Parigi, che e' stato uno dei principali raccoglitori di fondi per la campagna elettorale del presidente Obama, organizzando tra l'altra la mega festa da 1500 ospiti nella tenuta di Oprah Winfrey. E proprio nell'ottica della raccolta di fondi per le presidenziali del 2012 molti osservatori guarderanno ora con attenzione alle liste d'invitati agli eventi alla Casa Bianca. Nato a San Antonio, in Texas, Bernard e' impegnato da vent'anni a sostegno del partito democratico e nel movimento gay. Ha iniziato la sua carriera di raccoglitore di fondi con Bill Clinton e piu' tardi ha fondato un'apposita societa' di consulenza politica assieme al suo partner Rufus Gifford. "Il nostro primo cliente e' stato il senatore Barack Obama", racconta Gifford, che recentemente si e' separato da Bernard ma continua intrattenere buoni rapporti con lui.
26 febbraio 2011
USA : CASA BIANCA, PER LA PRIMA VOLTA IL CAPO CERIMONIALE E' GAY
Famoso per l'humor caustico e le sue serate dove si mischiano senatori e gente comune, Bernard attiro' l molta attenzione al suo arrivo a Washington due anni fa. Lui e Gifford furono citati fra le 50 coppie gay piu' influenti d'America. Ora assume uno fra i piu' delicati incarichi della Casa Bianca. Il capo del cerimoniale e' l'unico membro dello staff a rispondere sia al presidente che alla first lady e attraverso le sue mani passano l'organizzazione di cene di stato, pranzi e cene piu' ristretti con esponenti politici e della societa' civile, eventi come il concerto di giovedi' scorso dedicato alla celebre etichetta Motown record. "Jeremy condivide la nostra concezione di una Casa Binca come casa della gente, che celebra la nostra storia e cultura in modo dinamico e inclusivo", ha dichiarato Obama nel rendere nota la nomina di Bernard. In due anni di amministrazione Obama si sono gia' avvicendati due social secretary: Desiree Rogers, prima afroamericana a ricoprire il ruolo, si e' dovuta dimettere in febbraio dopo che due sconosciuti si erano infiltrati alla cena di Stato per il presidente indiano. Poi a' stata la volta di Julianna Smoot, un'esperta di finanziamento di campagne elettorali che Obama vuole ora utilizzare direttamente nello sforzo per la sua rielezione. (Cif/Ct/Adnkronos) 26-FEB-11 11:5
18 febbraio 2011
PARLAMENTO EUROPEO VOTA ALL’UNANIMITA’ RISOLUZIONE SULL’ASSASSINIO DI DAVID KATO KISULE, L’ATTIVISTA GAY BRUTALMENTE ASSASSINATO IN UGANDA.
Roma, 18 febbraio 2011
Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’
Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale ‘Certi Diritti’
A Strasburgo, ieri, durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo, è stata votata all'unanimità una Risoluzione, co-firmata da tutti i principali gruppi politici, sull'assassinio di David Kato Kisule.
Si è giunti a questo risultato grazie all'impegno dell'intergruppo Lgbt(e) al Parlamento Europeo e Ottavio Marzocchi, rappresentante di Certi Diritti a Bruxelles, funzionario della Commissione Libertà Pubbliche, che ha redatto il testo base.
La Risoluzione, dopo avere ripercorso le battaglie di David Kato Kisule ed il ricorso, vinto davanti all'Alta Corte ugandese, contro la rivista locale Rolling Stone, condanna l'uccisione di David; chiede alle autorità ugandesi di compiere indagini approfondite ed imparziali anche in relazione ai possibili mandanti, di proteggere le persone LGBT, di non approvare la legge Bahati; chiede ad autorità politiche, religiose ed ai media di interrompere la stigmatizzazione delle persone LGBT; solleva la necessità di tenere conto della situazione delle persone LGBT nel quadro della politica estera e di sviluppo, ed invita gli Stati membri e la UE a riconoscere l'asilo politico alle persone perseguitate in Uganda.
La risoluzione contiene anche alcune sollecitazioni sul rispetto dei diritti umani in Uganda, quanto David aveva richiesto nel corso del suo intervento al Congresso dell'Associazione Radicale Certi Diritti, durante i lavori di commissione. E' un tributo del Parlamento europeo alla sua memoria e un appello all'interruzione delle persecuzioni, violenze ed assassinii delle persone LGBT in Uganda.
al seguente link il testo integrale della Risoluzione approvata, http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/1044-parlamento-europeo-vota-risoluzione-su-david-kato-e-uganda.html
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16 febbraio 2011
SVIZZERA: TRIBUNALE AMMINISTRATIVO FEDERALE DECRETA DEPORTAZIONE
COMUNICATO STAMPA
15 febbraio 2011
SVIZZERA: TRIBUNALE AMMINISTRATIVO FEDERALE DECRETA DEPORTAZIONE GAY IRANIANO. GRUPPO EVERYONE: "INTERVENGANO SUBITO ONU E GOVERNO ITALIANO. GRAVISSIMA VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA"
Il Tribunale Amministrativo Federale di Berna, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa svizzera Ats, ha decretato ieri la deportazione in Iran di un omosessuale iraniano di 35 anni, dal 2000 residente nella Confederazione elvetica e unitosi in una partnership registrata con il suo compagno, un cittadino svizzero, nel 2008.
Motivo dell'espulsione sarebbe un precedente penale dell'uomo, ovvero la condanna a due anni di carcere con la condizionale, lo scorso anno, per traffico di eroina (70 grammi).
L'uomo, che abita con il compagno dal 2003, aveva ottenuto un permesso di soggiorno temporaneo, poi non rinnovato proprio a causa della condanna per spaccio: il ministero federale per l'Immigrazione aveva chiesto la sua espulsione e un divieto di ingresso a vita in Svizzera; il giovane, assistito dai suoi legali, era ricorso alla decisione, motivandola con il fatto che in Iran avrebbe rischiato la persecuzione, se non la morte, a causa del proprio orientamento sessuale.
15 febbraio 2011
SVIZZERA: TRIBUNALE AMMINISTRATIVO FEDERALE DECRETA DEPORTAZIONE GAY IRANIANO. GRUPPO EVERYONE: "INTERVENGANO SUBITO ONU E GOVERNO ITALIANO. GRAVISSIMA VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA"
Il Tribunale Amministrativo Federale di Berna, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa svizzera Ats, ha decretato ieri la deportazione in Iran di un omosessuale iraniano di 35 anni, dal 2000 residente nella Confederazione elvetica e unitosi in una partnership registrata con il suo compagno, un cittadino svizzero, nel 2008.
Motivo dell'espulsione sarebbe un precedente penale dell'uomo, ovvero la condanna a due anni di carcere con la condizionale, lo scorso anno, per traffico di eroina (70 grammi).
L'uomo, che abita con il compagno dal 2003, aveva ottenuto un permesso di soggiorno temporaneo, poi non rinnovato proprio a causa della condanna per spaccio: il ministero federale per l'Immigrazione aveva chiesto la sua espulsione e un divieto di ingresso a vita in Svizzera; il giovane, assistito dai suoi legali, era ricorso alla decisione, motivandola con il fatto che in Iran avrebbe rischiato la persecuzione, se non la morte, a causa del proprio orientamento sessuale.
Nonostante questo, il giudice ha respinto il ricorso, decretando la sua imminente deportazione, affermando che in Iran "non vi è discriminazione sistematica per i gay", i quali possono vivere liberamente "nascondendo il proprio orientamento sessuale, evitando così di uscire alla luce in un modo considerato offensivo dalle autorità".
Il giudice ha inoltre motivato la decisione con il fatto che il ricorrente avrebbe compiuto, durante il periodo di permanenza in Svizzera, tre viaggi in Iran, due con il suo compagno e uno con i genitori del partner, senza subire conseguenze.
"La decisione del ministero per l'Immigrazione svizzero prima e del Tribunale Amministrativo Federale poi rappresentano una gravissima violazione della convenzione di Ginevra ed equivalgono a consegnare nelle mani del boia iraniano un uomo che nella migliore delle ipotesi subirebbe minacce, torture e detenzioni illecite, e nell'ipotesi più probabile l'impiccagione.
Dall'ascesa al potere di Ahmadinejad, nel 2005, sono state portate a termine decine e decine di esecuzioni per 'lavat', sodomia, senza considerare le centinaia di casi di torture e violenze e le lapidazioni o i lanci dai dirupi di donne lesbiche verificatisi negli ultimi anni".
Lo dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell'organizzazione umanitaria Gruppo EveryOne.
"Quanto stabilito dalla magistratura svizzera - che, sebbene riconosca che in Iran i comportamenti omosessuali (lavat) siano illegali e che la Sharia prevede al riguardo la pena di morte, ha affermato che la condanna per omosessualità viene emessa solo nell'eventualità che venga reiterata l'ammissione di colpa da parte dell'imputato o la stessa sia confermata da quattro testimoni - altro non è che una condanna a morte, nonché un'offesa inammissibile alla dignità di milioni di omosessuali nel mondo. Affermare infatti che nascondendo la propria condizione di omosessuale non si rischiano persecuzioni significa avallare l'annientamento dell'essere umano, uccidendo il suo diritto fondamentale alla vita e alla libertà".
EveryOne si appella all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Navi Pillay e all'Alto Commissario per i Rifugiati Antonio Guterres, i cui uffici centrali hanno sede per altro in Svizzera, a Ginevra, e al Governo Italiano, affinché la deportazione dell'uomo sia immediatamente sospesa e venga valutata nell'immediato l'ipotesi di concedergli protezione internazionale.
"Chiediamo al Ministro degli Esteri Franco Frattini di adottare ogni procedura atta a scongiurare la deportazione del ragazzo in Iran, attivando ogni linea diplomatica con il Governo Svizzero per far sì che vengano garantiti al giovane gay iraniano i propri diritti fondamentali stabiliti dalle Carte internazionali sui Diritti Umani, ovvero il diritto a permanere stabilmente in territorio elvetico per gravi motivi umanitari".
EveryOne ha inoltre inviato un messaggio urgente all'Ambasciatore svizzero in Italia Bernardino Regazzoni chiedendo di intercedere nell'immediato sul caso col Suo Governo".
Gruppo EveryOne
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15 febbraio 2011
UN RAPPORTO SCONVOLGENTE DA IGLHRC SULLA CONDIZIONE LGBT IN AFRICA
La realtà dei LGBT Africani. Ricatti ed estorsioni su base regolare. Le leggi omofobe per colpa dello stigma sociale. (Johannesburg, 15 febbraio 2011)
Le leggi antiquate contro le relazioni omosessuali, così come lo stigma sociale profondamente radicato, hanno come conseguenza fin troppo frequente in Africa la persecuzione di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), fatti oggetto di ricatto ed estorsione; lo ha dichiarato il Gay and Lesbian International Human Rights Commission (IGLHRC) in un rapporto presentato oggi.
Il rapporto, Nowhere to Turn: Blackmail and Extortion of LGBT People in Sub-Saharan Africa,( Nessuna difesa: i ricatti e le estorsioni contro le persone LGBT in Africa sub-sahariana), mostra come i LGBT africani sono resi doppiamente vulnerabili dalla criminalizzazione dell'omosessualità e dalla stigmatizzazione spesso violenta che devono affrontare se la loro sessualità viene palesata. Basato su una ricerca dal 2007 ad oggi, il volume presenta articoli di ricercatori e dei principali attivisti africani e di accademici sulla gravità dell'impatto che queste violazioni dei diritti umani hanno in prevalenza sulle persone GLBT in Camerun, Ghana, Malawi, Nigeria e Zimbabwe.
"La tragica realtà è che il ricatto e l'estorsione sono parte della vita quotidiana di molti africani LGBT che sono isolati e resi vulnerabili da leggi omofobe e stigma sociale", afferma direttore esecutivo di IGLHRC, Cary Alan Johnson. "La responsabilità è chiaramente dei governi nel non affrontare questi crimini e la vulnerabilità sociale e giuridica delle persone LGBT."
Gli autori del rapporto raffigurano vividamente l'umiliazione dell'isolamento e la manipolazione che le persone LGBT subiscono da parte di ricattatori e estorsori nel descrivere le minacce di pubblicizzazione, furto, aggressione e stupro, che possono danneggiare e persino distruggere le vite delle vittime. La vulnerabilità di fronte a questi crimini perpetrati regolarmente è evidente e le famiglie e le comunità non sono rifugi sicuri. Ad esempio, secondo una ricerca condotta nel Camerun e messa in evidenza nella relazione, "la maggior parte dei ricatti e tentativi di estorsione sono stati commessi da altri membri della comunità - 33,9% da vicini di casa, 11,8% da parte di familiari, 11,5% da compagni di classe, e 14,1 .% da amici omosessuali delle forze di polizia che sono stati spesso complici di ciò - o ignorandoli o rifiutando di occuparsene o, nel 11,5% dei casi,perpetrandoli direttamente ".
Non c'è nessuno a cui rivolgersi per scoprire e denunciare il ruolo che lo Stato svolge in questi crimini ignorando ricatti ed estorsioni effettuate dalla polizia e da altri funzionari, omettendo di perseguire i ricattatori, e facendo condannare le vittime LGBT secondo la legge contro la sodomia quando trovano il coraggio di denunciare il ricatto alle autorità . IGLHRC esorta gli Stati ad adottare misure concrete per ridurre l'incidenza di tali reati, depenalizzare l'attività sessuale tra persone dello stesso sesso, educando i funzionari e le comunità riguardo alle leggi sul ricatto, e garantire che tutte le persone possano accedere ai meccanismi giudiziari, senza pregiudizi.
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14 febbraio 2011
ASSEMBLEA COSTITUENTE DEL COMITATO NAZIONALE "SI', LO VOGLIO"
| Ora | sabato 5 marzo · 9.30 - 17.00 |
|---|---|
| Luogo | Sala Bauer, Società Umanitaria Via Santa Barnaba 48 Milano, Italy |
| Creato da | |
| Assemblea costituente del Comitato nazionale SI', LO VOGLIO! 5 marzo 2011, ore 9.30 / 16.30 - Sala Bauer, Società Umanitaria Via Santa Barnaba n. 48, Milano Il diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso in Italia: in attesa che il Parlamento decida, qual è il ruolo del diritto e della società nella costruzione di questa riforma? Associazioni aderenti 3D-Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans Associazione Culturale ARC di Cagliari AGEDO – Associazione Genitori di Omosessuali Arcigay Arcilesbica Associazione Radicale Certi Diritti Associazione Radicale Enzo Tortora di Milano Associazione Radicale Giorgiana Masi di Bologna Associazione Stonewall d'iniziativa Gay Lesbica Bisex Trans di Siracusa Associazione Viottoli – Comunità cristiana di base di Pinerolo (To) Comitato Gay e Lesbiche Prato Comitato Provinciale Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" O.N.L.U.S. Comitato Provinciale Arcigay Verona "Pianeta Urano" Como Gay Lesbica Consulta Napoletana per la Laicità delle istituzioni Consulta Romana per la laicità delle Istituzioni Consulta Torinese per la Laicità delle istituzioni Coordinamento Torino Pride LGBT Di' Gay Project Famiglie Arcobaleno Federazione delle chiese evangeliche in Italia Fondazione Critica Liberale Fondazione Luciano Massimo Consoli GAM – Gruppo alternativo motociclisti gay e lesbiche GayLib Gruppo Pesce Milano Gruppo Pesce Roma Ké Group Keshet, vita e cultura ebraica italialaica.it Liberacittadinanza – Rete girotondi e movimenti Le Ninfe – GenovaGaya Renzo e Lucio Rete Laica Bologna UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti |
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11 febbraio 2011
ARRESTATO L'OMICIDA DI DAVID KATO
Secondo la polizia ugandese, Enock Nsubuga, il secondo uomo arrestato in relazione all'omicidio dell'attivista gay David Kato, sarebbe il maggior sospettato delle autorità. Le autorità negano che Kato sia stato ucciso in relazione alla sua omosessualità ma credono che il movente del suo omicidio sia stata la rapina o un disaccordo personale.
Nsubuga è stato arrestato a Mukono, ed è in attesa di essere condotto di fronte ad un magistrato. Enock viveva insieme alla vittima, ed era stato lo stesso Kato a farlo uscire di prigione (dove era condannato per furto) e portarlo a casa con lui. L'omicidio di Kato farebbe parte di una strana ondata di uccisioni commesse con la stessa arma: il martello, quelli che la BBC News definisce come "iron-bar killings".
La morte di Kato è diventata in Uganda un caso nazionale mentre la Proposta di legge Anti-gay rimane ancora in attesa di essere approvata da parlamento ugandese. Ad oggi, ricordiamo, l'omosessualità in Uganda è considerata un reato punibile fino a 14 anni di carcere.
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09 febbraio 2011
CON 'ANGELS IN AMERICA', SABATO 12 FEBBRAIO ORE 16 AL TEATRO VALLE IN RICORDO DI DAVID KATO KISULE
Per solidarietà e vicinanza alla vostra iniziativa, l'organizzazione dello spettacolo ha deciso di applicare ai membri, ai soci, agli amici dell' associazione radicale 'Certi Diritti' una speciale promozione a 8 euro per l'intera durata dello spettacolo di Angels in America I e II (fino a esaurimento posti disponibili).
Per le prenotazioni si può chiamare (lun-ven 10-16). e far chiamare il numero: 06 6861180 o scrivere direttamente alla email infostudenti@teatrovalle.it.
Gianluca Parisi, Teatro Valle
Ufficio Promozione * Tel. 066869049 (int.3) / 066861180 - Fax 066896634
infostudenti@teatrovalle.it * www.teatrovalle.it
Per le prenotazioni si può chiamare (lun-ven 10-16). e far chiamare il numero: 06 6861180 o scrivere direttamente alla email infostudenti@teatrovalle.it.
Gianluca Parisi, Teatro Valle
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PORDENONE. DISABILE GAY AGGREDITO, RISARCIMENTO SIMBOLICO AD ARCIGAY
(08/02/2011) - Il Tribunale di Pordenone ha condannato ad un anno e due mesi di reclusione (senza la sospensione condizionale) i colpevoli dell’aggressione ai danni di un omosessuale non-vedente.
Il giovane, nel gennaio 2009, nella piazza centrale di Pordenone, era stato inseguito, malmenato e apostrofato come “Frocio, bastardo e pedofilo”.
Il Giudice Rodolfo Piccin, con la sentenza di condanna, ha espressamente riconosciuto il ruolo sociale di Arcigay condannando gli imputati ad un risarcimento pecuniario simbolico all’Associazione, oltre che ad un risarcimento di 15 mila euro per la vittima.
Per l’avvocato del giovane Francesco Furlan “è stato riconosciuto il ruolo di Arcigay; ritengo che la pena sia stata un po’ bassa, vedremo le motivazioni. Ora venga approvata la legge che riconosce le aggravanti per la violenza omofoba”.
Giacomo De Peru, vicepresidente di Arcigay Udine e Pordenone dichiara: “Apprendiamo con soddisfazione la notizia di questa sentenza che spero voglia essere un monito per le coscienze dei pordenonesi, non certo omofobi ma troppo spesso assopiti e distratti rispetto alle problematiche riguardanti la comunità omosessuale. Registriamo con gioia che nel rendere giustizia alla vittima di questo atto inqualificabile, la sentenza riconosca ad ArciGay l'importanza del suo ruolo sociale nella tutela dei diritti delle persone LGBT"
da IMGPress-il foglio elettronico
Il giovane, nel gennaio 2009, nella piazza centrale di Pordenone, era stato inseguito, malmenato e apostrofato come “Frocio, bastardo e pedofilo”.
Il Giudice Rodolfo Piccin, con la sentenza di condanna, ha espressamente riconosciuto il ruolo sociale di Arcigay condannando gli imputati ad un risarcimento pecuniario simbolico all’Associazione, oltre che ad un risarcimento di 15 mila euro per la vittima.
Per l’avvocato del giovane Francesco Furlan “è stato riconosciuto il ruolo di Arcigay; ritengo che la pena sia stata un po’ bassa, vedremo le motivazioni. Ora venga approvata la legge che riconosce le aggravanti per la violenza omofoba”.
Giacomo De Peru, vicepresidente di Arcigay Udine e Pordenone dichiara: “Apprendiamo con soddisfazione la notizia di questa sentenza che spero voglia essere un monito per le coscienze dei pordenonesi, non certo omofobi ma troppo spesso assopiti e distratti rispetto alle problematiche riguardanti la comunità omosessuale. Registriamo con gioia che nel rendere giustizia alla vittima di questo atto inqualificabile, la sentenza riconosca ad ArciGay l'importanza del suo ruolo sociale nella tutela dei diritti delle persone LGBT"
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IL LAURO DEI POETI PER PIERPAOLO
Alle ore 11 di mercoledì 9 febbraio, luna crescente, saremo con gli amici della LIPU di Ostia al parco Pasolini all'Idroscalo di Ostia, per mettere a dimora, come si dice, la pianta di alloro detto anche "lauro dei poeti", che noi 'Fondaroli' abbiamo loro donato per il parco, come promesso il 2 novembre 2010 durante la cerimonia di ricordo di Pierpaolo Pasolini.
Sarà un modo semplice e affettuoso per tutti noi per rinsaldare la nostra comune lotta contro la violenza verso tutti i viventi, attraverso un gesto che è anche speranza per un futuro di pace e armonia con la natura cui tutti apparteniamo.
Chi volesse unirsi a noi è naturalmente il benvenuto.
Alba Montori [Segretaria dell'Associazione 'Fondazione Luciano Massimo Consoli']

07 febbraio 2011
LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE DI ARCIGAY AL CONSIGLIO NAZIONALE
Talvolta la libertà e la giustizia assumono volti che restano scolpiti per sempre nel futuro delle persone che verranno, e raccontano di un coraggio estremo ed idealista che non è dato chiedere a tutti , ma che finisce per cambiare le sorti di tutti.
Il martello che ha ucciso David Kato ha stroncato una vita con un disprezzo feroce, ma non vincerà sui suoi sogni, perché David, troppo piccolo, troppo lontano, troppo anonimo, troppo differente dal profilo di chi abitualmente viene considerato un uomo di successo, da quel maledetto giorno è il gigantesco eroe per sempre per milioni di persone in tutto il mondo.
Un giorno mi scrisse che "il suo posto era là", nella comunità lgbt di quel Paese in un Africa inferno del pianeta: in un intrico di bellezze e ricchezze dove però la vita, spesso, conta meno che altrove, ed i metalli preziosi affascinano ben più delle storie disgraziate che non fanno notizia sui giornali.
Questo lo tormentava: la rimozione impietosa, cinica, chirurgica di quell'eccidio di persone lgbt che in Uganda è diventato una caccia alle streghe, in un Paese dove è troppo facile scomparire nel nulla perché la cosa abbia un peso. David ci consegna una lezione di umanità e disperazione; di coraggio e poesia a cui vorrei riuscissimo a dedicare, come Associazione e come persone,un segno tangibile non solo di rispetto, ma di presenza.
Arcigay senta il dovere di essere voce, tra le tante altre nel mondo, che continui a dare orizzonti alla battaglia di Kato. In Uganda perché era il suo Paese, ed ovunque per ricordarci ogni giorno che noi siamo un'associazione per i diritti delle persone, ed i sogni, gli ideali, la visione di un mondo diverso non possono sfuggire al nostro agire quotidiano .
Tante volte, e giustamente, ci siamo confrontati in nome di un duro realismo; forse oggi quel silenzio che chiedo a questa Assemblea di riservare per un minuto alla memoria di David Kato, deve farci riflettere sulla necessità di recuperare una dimensione ideale.
E' durissimo passare da uno spazio di silenzio doloroso per tornare alla realtà, ma questa circostanza di oggi deve riuscire a chiarirci sulle circostanze di ieri.
La scelta della Segreteria nazionale di consegnare al voto del Consiglio un provvedimento severo nei confronti di due dirigenti di questa Associazione, e la scelta del Consiglio di votarlo ed approvarlo in modo giustamente sofferto e difficile perché autentico e democratico, non è una vittoria e non è una sconfitta per nessuno, ma l'espressione di un disagio etico che dentro Arcigay si sta affermando proprio perché l'Associazione è grande e viva ed ha la forza che non tutti hanno nel nostro Paese, di confrontarsi con quello che è accettabile a qualunque costo ,oppure no.
Vi consegno il mio personale convincimento che nel giorno 5 di febbraio sia stata scritta una pagina dura ma fondamentale della storia di Arcigay che testimonia la necessità dell'Associazione di stabilire un confine netto tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è.
La violazione sistematica dello Statuto è un'affermazione di disgregazione: non può, di contro, esserlo, e non lo è, il farlo osservare in nome della credibilità, della lealtà e del rispetto che dobbiamo avere nei confronti dei soci e delle socie. Arcigay è oggetto di un attacco dall'esterno che ha una matrice interna, ed è inutile ed insensato negarlo, così com' è impensabile che un'Associazione si faccia divorare dal suo interno in nome di un'arrendevolezza timorosa.
Se non abbiamo coraggio di combattere le prepotenze al nostro interno,s iamo poco credibili nel farlo al nostro esterno.
Ed io trovo prepotente e volutamente lesivo della dignità stessa di Arcigay che ieri alcuni consiglieri abbiano firmato un comunicato in cui si attacca l'Associazione ergendosi a rappresentanti di Comitati e territori non consultati ed ancora una volta vittime di chi esercita il proprio ruolo in Arcigay agitando la clava di un potere personale e personalistico.
Arcigay; i Comitati, i territori non sono proprietà privata di nessuno, e tanto meno dei dirigenti che dovrebbero vivere la propria militanza con uno spirito di rispetto e di servizio e non per animare livori e conflitti in nome di propri orientamenti ed obiettivi personali.
Io rivendico il rispetto per i soci e per le socie di questa Associazione . E rivendico il confine nitidissimo tra il sacrosanto dissenso interno alla cui tutela siamo chiamati tutti e tutte, ed il sottoscritto per primo, ed il gesto politicamente inaccettabile di trasferirlo all'esterno.
Nessuno di questa Segreteria ha mai speculato su nessuna delle vicende interne ed io richiamo al rispetto delle regole minime di convivenza associativa.
Non è invece vero che la nostra autorevolezza starebbe nel lasciare alla dimensione esterna il senso esclusivo del confronto con un clima culturale e politico distruttivo e silenzioso rispetto ai nostri diritti?
In questi mesi nel perseguire il disegno di un'associazione non massimalista ma coerente e strategica, come delineato attraverso "la teoria del muro" che vi espressi nella mia precedente relazione, molti sforzi si sono diretti ad un riposizionamento sociale e politico. La costante attenzione data al movimento degli studenti, delle donne, dei lavoratori, non ha voluto rappresentare , come sostenuto da alcuni, un ritorno al passato ed un distanziarsi dai nostri temi specifici, ma anzi un modo più realista ed attento di affrontarli.
Diciamoci la verità:il Paese vive una crisi profondissima in cui il rischio che la nostra analisi si decontestualizzi, producendo una marginalizzazione dei temi, delle azioni e delle persone, è molto alto. L'attenzione ai temi dello studio e del lavoro, come del welfare e del diritto alla salute, ed ai servizi è assolutamente un'attenzione a soglie e frontiere in cui le persone lgbt rischiano di essere i più deboli tra i deboli. Non possiamo più ignorarlo.
Per questa ragione ad esempio l'apertura del ragionamento sull'iniziativa di legge popolare come da impegno assunto in Consiglio, ha visto un'attenzione specifica al tema del lavoro: grave, attuale, denso di soprusi ed emarginazioni, ma spesso sottaciuto ed ancora povero di ricerche ed analisi oltre che di contenzioso. Chiedo al Gruppo Giuridico di dare priorità allo studio di una causa pilota in materia di discriminazione sul lavoro.
Il 9 di marzo un incontro con i vertici di CGIL dovrebbe favorire l'apertura di un tavolo comune che coinvolga più dirigenti dell'Associazione in uno sforzo per dare a questo rapporto nuovi orizzonti di costruzione comune.
Vi comunicherò l'odg dell'incontro. Credo che entro quella data avranno preso corpo alcune proposte concrete per la nostra visione di welfare che merita e meriterà una presentazione ufficiale.
Il tentativo chiaramente è quello di stare all'interno della quotidianità dei problemi delle persone, spesso dei problemi di sopravvivenza. Diversamente sarà sempre più difficile immaginare che si scenda in piazza per rivendicare diritti su cui la nostra battaglia deve confrontarsi necessariamente (matrimonio e legge Mancino) ma con un'attenzione di contesto.
Davanti a noi ,una successione di eventi importanti ,identificherà altrettante tribune ed occasioni di dibattito e proposta politica. Penso ad ICAR a Firenze, ed agli eventi di Europride che cominciano ad avere connotati e contesti chiari e su cui sarà necessaria una relazione specifica. Non sottovalutiamo la necessità che in questa fase, la capacità politica esterna si commisuri alla riorganizzazione interna. Il documento di riordino del Circuito ricreativo che verrà presentato oggi al CN rappresenta una autentica rivoluzione copernicana che conferisce opportunità straordinarie all'Associazione da ogni punto di vista. E la riorganizzazione comporta scelte, soprattutto di senso politico.
Una di queste, e fondamentale, si realizzerà a brevissimo nell'apertura di una sede di rappresentanza a Roma che entri in relazione come mai prima d'oggi, con gli spazi politici essenziali della capitale della Repubblica.
Così adempiendo agli impegni assunti in Congresso. Il prossimo bilancio preventivo conterrà una voce specifica, evidentemente, per quello che vuole essere un investimento politico coraggioso ma indispensabile.
Arcigay procede su ogni fronte con determinazione, ed è questa la realtà vera. Chi vuole costruirne una virtuale falsa e diffamatoria, troverà sempre la più grande durezza e capacità di risposta nel nostro lavoro concreto.
Sappia però l'Associazione fare quello che Platone suggeriva: distinguere gli amici dagli adulatori. In un bel quadro di Alma Tadema, l'imperatore Eliogabalo osserva i suoi ospiti mentre subiscono allibiti un'onda di petali di rosa che precipita dal soffitto. Il dono cortese di un sovrano generoso e raffinato? No: la volontà di uccidere soffocati gli astanti con una micidiale dose di veleno .
Non accontentiamoci di guardare, ma proviamo a vedere. Non accontentiamoci di professare la democrazia, ma facciamone la nostra forza per impedire che le nostre stesse regole vengano usate per svuotarci dall'interno.
Non basta lanciare petali di rosa per dire che si ama Arcigay, se poi li si scopre avvelenati.
L'Associazione reale questo lo sa e la nostra forza non è solo nella nostra bellissima storia passata, ma nella capacità di scriverne molte nuove.
La nostra forza è l'innovazione, e la capacità di distinguere i petali dai pugnali, ed i suggerimenti dalle intimidazioni. Ricordandoci sempre che noi siamo nati per dare un contributo alla crescita civile del Paese e non al delirio urlato di una politica lontana dalla gente.
Paolo Patanè [Presidente nazionale Arcigay]
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04 febbraio 2011
INVITO : 'ANGELS IN AMERICA'
Roma, sabato 12 febbraio 2011 – ore 16 al Teatro Valle
L’Associazione Radicale 'Certi Diritti' e la compagnia del Teatro dell’ Elfo, in scena con ‘Angels in America’ (fantasia gay su temi nazionali), testo – manifesto di battaglie per i diritti civili, terranno al Teatro Valle di Roma (Via del Teatro Valle, 21) una commemorazione – ricordo di David Kato Kisule, omosessuale ucciso in Uganda, dall’odio e dal pregiudizio.
L’invito a partecipare al ricordo della figura di David Kato Kisule, membro iscritto dell’Associazione Radicale Certi Diritti, è rivolto a personalità e rappresentanti di Associazioni con l’obiettivo di valorizzare l’impegno per la promozione e la difesa dei diritti civili e umani.
I testi e gli interventi verranno raccolti e condivisi con la Smug (Sexual Minorities Uganda), organizzazione di cui era dirigente David Kato Kisule.
David Kato Kisule era uno dei più importanti esponenti dell'organizzazione SMUG (Sexual Minorities Uganda), principale rappresentate del movimento gay ugandese. Grazie all’impegno di Elio Polizzotto e dell’Ong Non c’è Pace Senza Giustizia, David era stato ospite lo scorso novembre ai lavori del IV Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dove aveva raccontato delle persecuzioni e di veri e propri linciaggi, di cui sono vittime le persone lesbiche e gay in Uganda, promosse da organizzazioni evangeliche del fondamentalismo religioso.
Il 16 ottobre 2010 la rivista ugandese Rolling Stones pubblicò in prima pagina le foto di 100 attivisti omosessuali (o presunti tali) ugandesi chiedendone l’arresto. Tra le 100 foto vi era anche quella di David Kato Kisule, l’esponente più noto del movimento. Il clima di odio contro le persone omosessuali è alimentato dal fondamentalismo religioso dei predicatori evangelisti che trovano terreno molto fertile tra la popolazione che vive nella miseria e nella disperazione.
Molte Ong internazionali si erano mobilitate in diversi paesi del mondo contro questa barbarie. Il Parlamento Europeo, grazie alla campagna internazionale di Non c'è Pace Senza Giustizia, aveva approvato una Risoluzione di condanna nei confronti dell'Uganda. David era stato anche audito dalla Sottocommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo dopo aver partecipato a Roma al Congresso di Certi Diritti.
David con molto coraggio e determinazione aveva avviato una iniziativa legale contro la rivista Rolling Stones e lo scorso 7 gennaio l’Alta Corte ugandese aveva condannato la rivista per violazione della legge sulla privacy, difendendo le persone gay perseguitate. L’Alta Corte aveva dichiarato che nessuna delle persone la cui foto era stata pubblicata, aveva commesso reati, previsti dal codice penale ugandese per le persone omosessuali. In quell’occasione è stata anche ordinata la chiusura immediata della rivista.
David Kato, nel suo soggiorno a Roma, aveva raccontato di come la situazione in Uganda fosse divenuta per gli attivisti omosessuali molto pericolosa. Durante le udienze in Tribunale era protetto da volontari delle Ong internazionali che seguivano il processo e difeso da diplomatici di ambasciate occidentali che lo avevano salvato da diversi tentativi di linciaggio perché riconosciuto dalla folla inferocita.
L’Associazione Radicale Certi Diritti, insieme alle Associazioni e Ong Smug (Sexual Minorities Uganda), Human Rights Watch, Global Rights, Global LGBT Advocacy, Npwj, ha chiesto che il Governo si assuma le proprie gravi responsabilita’ per non essere intervenuto per fermare la campagna di odio e di violenza contro la comunita LGBTI e per proteggere gli attivisti in pericolo in Uganda, adoperandosi quanto prima ad avviare un clima di tolleranza e di dialogo tra le autorità e le organizzazioni politiche e religiose.
Ricorderemo inoltre il suo impegno anche durante i lavori del XXXIX Congresso del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito che si svolgeranno a Chianciano dal 17 al 21 febbraio 2011 al quale David avrebbe dovuto partecipare.
L’Associazione Radicale 'Certi Diritti' e la compagnia del Teatro dell’ Elfo, in scena con ‘Angels in America’ (fantasia gay su temi nazionali), testo – manifesto di battaglie per i diritti civili, terranno al Teatro Valle di Roma (Via del Teatro Valle, 21) una commemorazione – ricordo di David Kato Kisule, omosessuale ucciso in Uganda, dall’odio e dal pregiudizio.
L’invito a partecipare al ricordo della figura di David Kato Kisule, membro iscritto dell’Associazione Radicale Certi Diritti, è rivolto a personalità e rappresentanti di Associazioni con l’obiettivo di valorizzare l’impegno per la promozione e la difesa dei diritti civili e umani.
I testi e gli interventi verranno raccolti e condivisi con la Smug (Sexual Minorities Uganda), organizzazione di cui era dirigente David Kato Kisule.
David Kato Kisule era uno dei più importanti esponenti dell'organizzazione SMUG (Sexual Minorities Uganda), principale rappresentate del movimento gay ugandese. Grazie all’impegno di Elio Polizzotto e dell’Ong Non c’è Pace Senza Giustizia, David era stato ospite lo scorso novembre ai lavori del IV Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dove aveva raccontato delle persecuzioni e di veri e propri linciaggi, di cui sono vittime le persone lesbiche e gay in Uganda, promosse da organizzazioni evangeliche del fondamentalismo religioso.
Il 16 ottobre 2010 la rivista ugandese Rolling Stones pubblicò in prima pagina le foto di 100 attivisti omosessuali (o presunti tali) ugandesi chiedendone l’arresto. Tra le 100 foto vi era anche quella di David Kato Kisule, l’esponente più noto del movimento. Il clima di odio contro le persone omosessuali è alimentato dal fondamentalismo religioso dei predicatori evangelisti che trovano terreno molto fertile tra la popolazione che vive nella miseria e nella disperazione.
Molte Ong internazionali si erano mobilitate in diversi paesi del mondo contro questa barbarie. Il Parlamento Europeo, grazie alla campagna internazionale di Non c'è Pace Senza Giustizia, aveva approvato una Risoluzione di condanna nei confronti dell'Uganda. David era stato anche audito dalla Sottocommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo dopo aver partecipato a Roma al Congresso di Certi Diritti.
David con molto coraggio e determinazione aveva avviato una iniziativa legale contro la rivista Rolling Stones e lo scorso 7 gennaio l’Alta Corte ugandese aveva condannato la rivista per violazione della legge sulla privacy, difendendo le persone gay perseguitate. L’Alta Corte aveva dichiarato che nessuna delle persone la cui foto era stata pubblicata, aveva commesso reati, previsti dal codice penale ugandese per le persone omosessuali. In quell’occasione è stata anche ordinata la chiusura immediata della rivista.
David Kato, nel suo soggiorno a Roma, aveva raccontato di come la situazione in Uganda fosse divenuta per gli attivisti omosessuali molto pericolosa. Durante le udienze in Tribunale era protetto da volontari delle Ong internazionali che seguivano il processo e difeso da diplomatici di ambasciate occidentali che lo avevano salvato da diversi tentativi di linciaggio perché riconosciuto dalla folla inferocita.
L’Associazione Radicale Certi Diritti, insieme alle Associazioni e Ong Smug (Sexual Minorities Uganda), Human Rights Watch, Global Rights, Global LGBT Advocacy, Npwj, ha chiesto che il Governo si assuma le proprie gravi responsabilita’ per non essere intervenuto per fermare la campagna di odio e di violenza contro la comunita LGBTI e per proteggere gli attivisti in pericolo in Uganda, adoperandosi quanto prima ad avviare un clima di tolleranza e di dialogo tra le autorità e le organizzazioni politiche e religiose.
Ricorderemo inoltre il suo impegno anche durante i lavori del XXXIX Congresso del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito che si svolgeranno a Chianciano dal 17 al 21 febbraio 2011 al quale David avrebbe dovuto partecipare.
'CERTI DIRITTI' NEWS
GIOVEDI' 03 FEBBRAIO 2011
Ciao a tutt**
in Uganda è stato barbaramente ucciso il nostro compagno David Kato Kisule, chi l’ha conosciuto non esita a definirlo un eroe della battaglia per il riconoscimento dei diritti della persone LGBT.
in Uganda è stato barbaramente ucciso il nostro compagno David Kato Kisule, chi l’ha conosciuto non esita a definirlo un eroe della battaglia per il riconoscimento dei diritti della persone LGBT.
Sono davvero poche le persone disposte a lottare per i propri ideali fino a mettere in pericolo coscientemente la propria vita e se scompaiono, spetta a noi continuare a lottare ancora più fermamente per le idee che ci accomunano. E’ forse una delle poche vie per dare un senso a questo dolore ed a questa rabbia. Per questo ti chiediamo di iscriverti a Certi Diritti se non lo hai ancora fatto.
Buona lettura
SPECIALE DAVID
L’Associazione Radicale Certi Diritti e l'Ong radicale Non c'è Pace Senza Giustizia piangono la morte di David Kato Kisule, leader del movimento gay ugandese, che aveva partecipato al nostro congresso dove aveva deciso di iscriversi alla nostra associazione. Certi Diritti lo ha ricordato nel giorno dei sui funerali a Roma, Milano e Bruxelles. Sul nostro sito puoi trovare l’intervento di Kato al congresso di Certi Diritti, l’interrogazione urgente dei deputati radicali e tutte le dichiarazioni e i messaggi di cordoglio di politici e associazioni.
ASSOCIAZIONE
AFFERMAZIONE CIVILE 2011- La battaglia per il Diritto al Matrimonio come principio di uguaglianza continua, e guarda anche all'Europa. Vuoi vedere i tuoi diritti di coppia riconosciuti anche in Italia o conoscere meglio la nostra campagna?
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Intanto in Gran Bretagna.. 8 Coppie etero gay e lesbiche fanno ricorso alla Cedu >
Giornata della memoria A Roma Certi Diritti promuove con altre associazioni LGTBE la commemorazione delle vittime della violenza nazi-fascista.
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Miseramente fallito il proibizionismo sulla prostituzione. Oggi sui media tre diverse fonti ci informano dell’incremento della prostituzione e della tratta nella sola città di Roma. Niente da dire governo? Niente da dire signor Sindaco di Roma?
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Matrimonio gay in Francia: no Corte Costituzionale francese. La campagna di Affermazione civile va avanti, in Italia e in Francia.
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RASSEGNA STAMPA
Gay: GB, blocco deportazione lesbica. Brenda Namigadde era già stata imbarcata su aereo per Kampala
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Matrimonio gay. Queerblog intervista Antonio Rotelli di Rete Lenford.
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Articolo sul Washington Post: dopo gli insulti di Libero, un articolo (all'estero) che rende giustizia del corso all’Università Statale di Milano. Testo in inglese.
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Anche Forza Nuova contro la salita a Montevergine di gay e transessuali.
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Ci vogliono i coglioni per esser froci. Alcuni estratti dal nuovo libro di Angelo Pezzana ‘ Un omosessuale normale’.
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per contributi e iscrizioni: www.certidiritti.it/ iscrizioni-e-contributi
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02 febbraio 2011
DEPUTATI RADICALI DEPOSITANO INTERROGAZIONESULL'ASSASSINIO DI DAVID KATO
ASSASSINIO DAVID KATO KISULE, DEPUTATI RADICALI, PRIMO FIRMATARIO MATTEO MECACCI, DEPOSITANO INTERROGAZIONE URGENTE AL GOVERNO ITALIANO PER CHIEDERE INTERVENTI NEI CONFRONTI DELL'UGANDA.
Roma, 1 febbraio 2011
Sulla vicenda dell'assassinio di David Kato Kisule, esponente dei diritti civili e umani ugandese, iscritto all'Associazione Radicale Certi Diritti, barbaramente assassinato nella sua abitazione ugandese mercoledì 26 gennaio, i deputati radicali, primo firmatario Matteo Mecacci, hanno depositato alla Camera dei deputati una interrogazione urgente al Governo italiano affinchè intervenga nei confronti dell'Uganda per scongiurare ulteriori atti di violenza contro gli attivisti dei diritti civili. Nell'interrogazione si chiede di intervenire nei diversi ambiti dell'Unione Europea e della Cooperazione internazionale affinchè vengano garantiti nel paese africano i diritti civili e umani delle persone, contro la violenza e l'odio del fondamentalismo religioso.
Qui di seguito il testo integrale dell'interrogazione urgente a risposta scritta:
Interrogazione urgente a risposta scritta
Al Presidente del Consiglio Al Ministro degli Esteri
Per sapere – premesso che:
il 26 gennaio 2011 è stato barbaramente assassinato in Uganda, a Namataba - Mukono District, a circa 15 kilometri da Kampala, David Kato Kisule, esponente africano del movimento dei diritti civili, dirigente dell'Associazione Smug (Sexual Minorities Uganda), iscritto all'Associazione Radicale Certi Diritti;
il 16 ottobre 2010 la rivista ugandese Rolling Stone pubblicò in prima pagina le foto di 100 attivisti omosessuali (o presunti tali) ugandesi chiedendone l'arresto. Tra le 100 foto vi era anche quella di David Kato Kisule, l'esponente più noto del movimento. In Uganda, come in altri paesi africani, il clima di odio contro le persone omosessuali è alimentato dal fondamentalismo religioso dei predicatori evangelisti che trovano terreno molto fertile tra la popolazione che vive nella miseria e nella disperazione. L'Alta Corte ugandese, in un ricorso presentato dagli attivisti dell'Organizzazione Smug contro la rivista Rolling Stone, aveva dato ragione agli attivisti per i diritti delle persone lesbiche e gay condannando il giornale alla chisurua e al risarcimento dei danni causati alle persone omosesssuali;
David Kato Kisule, lo scorso novembre 2010, grazie ad anche all'intervento dell'Ong Non c'è Pace Senza Giustizia, aveva partecipato a Roma ai lavori del IV Congresso dell'Associazione Radicale Certi Diritti e aveva denunciato le gravi persecuzioni di cui sono vittime le persone omosessuali in Uganda;
Molte Ong internazionali si erano mobilitate in diversi paesi del mondo contro questa barbarie. Il Parlamento Europeo, grazie alla campagna internazionale di Non c'è Pace Senza Giustizia, aveva approvato una Risoluzione di condanna nei confronti dell'Uganda. I parlamentari radicali avevano chiesto ripetutamente al Governo italiano di intervenire per scongiurare rischi e pericoli nel paese. David Kato dopo aver partecipato a Roma ai lavori del IV Congresso di Certi Diritti, era stato anche audito a Bruxelles dalla Sottocommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo;
Roma, 1 febbraio 2011
Sulla vicenda dell'assassinio di David Kato Kisule, esponente dei diritti civili e umani ugandese, iscritto all'Associazione Radicale Certi Diritti, barbaramente assassinato nella sua abitazione ugandese mercoledì 26 gennaio, i deputati radicali, primo firmatario Matteo Mecacci, hanno depositato alla Camera dei deputati una interrogazione urgente al Governo italiano affinchè intervenga nei confronti dell'Uganda per scongiurare ulteriori atti di violenza contro gli attivisti dei diritti civili. Nell'interrogazione si chiede di intervenire nei diversi ambiti dell'Unione Europea e della Cooperazione internazionale affinchè vengano garantiti nel paese africano i diritti civili e umani delle persone, contro la violenza e l'odio del fondamentalismo religioso.
Qui di seguito il testo integrale dell'interrogazione urgente a risposta scritta:
Interrogazione urgente a risposta scritta
Al Presidente del Consiglio Al Ministro degli Esteri
Per sapere – premesso che:
il 26 gennaio 2011 è stato barbaramente assassinato in Uganda, a Namataba - Mukono District, a circa 15 kilometri da Kampala, David Kato Kisule, esponente africano del movimento dei diritti civili, dirigente dell'Associazione Smug (Sexual Minorities Uganda), iscritto all'Associazione Radicale Certi Diritti;
il 16 ottobre 2010 la rivista ugandese Rolling Stone pubblicò in prima pagina le foto di 100 attivisti omosessuali (o presunti tali) ugandesi chiedendone l'arresto. Tra le 100 foto vi era anche quella di David Kato Kisule, l'esponente più noto del movimento. In Uganda, come in altri paesi africani, il clima di odio contro le persone omosessuali è alimentato dal fondamentalismo religioso dei predicatori evangelisti che trovano terreno molto fertile tra la popolazione che vive nella miseria e nella disperazione. L'Alta Corte ugandese, in un ricorso presentato dagli attivisti dell'Organizzazione Smug contro la rivista Rolling Stone, aveva dato ragione agli attivisti per i diritti delle persone lesbiche e gay condannando il giornale alla chisurua e al risarcimento dei danni causati alle persone omosesssuali;
David Kato Kisule, lo scorso novembre 2010, grazie ad anche all'intervento dell'Ong Non c'è Pace Senza Giustizia, aveva partecipato a Roma ai lavori del IV Congresso dell'Associazione Radicale Certi Diritti e aveva denunciato le gravi persecuzioni di cui sono vittime le persone omosessuali in Uganda;
Molte Ong internazionali si erano mobilitate in diversi paesi del mondo contro questa barbarie. Il Parlamento Europeo, grazie alla campagna internazionale di Non c'è Pace Senza Giustizia, aveva approvato una Risoluzione di condanna nei confronti dell'Uganda. I parlamentari radicali avevano chiesto ripetutamente al Governo italiano di intervenire per scongiurare rischi e pericoli nel paese. David Kato dopo aver partecipato a Roma ai lavori del IV Congresso di Certi Diritti, era stato anche audito a Bruxelles dalla Sottocommissione Diritti Umani del Parlamento Europeo;
David Kato Kisule, poco prima di essere ucciso, era stato invitato a partecipare ai lavori del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito che si svolgeranno a Chianciano dal 17 al 20 febbraio 2011 per aggiornare i congressisti dell'aggravamento della situazione, sul fronte dei diritti civili e umani in Uganda;
A seguito dell'assassinio di David Kato Kisule, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, la Segretario di Stato, Hillary Clinton, il Presidente del Parlamento Europeo, il Sindaco di Parigi, autorità di Governo di molti paesi di tutto il mondo occidentale, Associazioni e Ong che operano nel campo dei diritti umani, hanno espresso forte condanna per il grave atto di violenza avvenuto in Uganda. In Italia soltanto Marco Pannella, leader dei radicali, alcuni parlamentari radicali e alcune Associazioni hanno ricordato del coraggioso impegno di David Kato Kisule;
Attualmente, grazie alle pressioni internazionali di Governi e Ong internazionali il Governo ugandese ha bloccato l'iter della legge che prevede la condanna a morte delle persone omosessuali anche se nel codice penale gli atti omosessuali continuano ad essere gravermente perseguiti; la stessa Associazione ugandese Smug, insieme ad altri organisimi ugandesi e internazionali, chiedono che quanto prima il Governo intervenga per garantire l'incolumità degli altri attivisti omosessuali e vengano quanto prima cancellate le legge persecutorie nei confronti delle persone omosessuali;
Per sapere:
- Per quale motivo il Governo italiano non è intervenuto per condannare il grave atto di violenza che ha causato la morte di David Kato Kisule;
- Cosa intende fare il Governo italiano nei confronti delle autorità ugandesi per garantire la promozione e la tutela dei diritti civili e umani delle persone omosessuali;
- Quali iniziative anche in ambito di Unione Europea intende promuovere il Governo italiano affinchè nei rapporti bilaterali con l'Uganda venga posto tassativamente come vincolo di ogni aiuto e cooperazione il rispetto dei diritti civili e umani;
Se i Governo non ritenga urgente intervenire nell'ambito della Cooperazione internazionale con l'Uganda affinchè vengano promosse apposite campagne contro il fondamentalismo religioso e che le regole promosse con fanatismo e odio non diventino leggi dello Stato e venga mantenuta la necessaria distinzione tra leggi dello Stato e regole proposte dalle organizzazioni religiose.
On.li: Matteo Mecacci, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco, Elisbetta Zamparuttti.
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