Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

24 febbraio 2010

AUGURI ALLE SPOSE DI TORINO !

L'associazione Famiglie Arcobaleno festeggia con Antonella e Debora la cerimonia che le vedrà unite simbolicamente in matrimonio dal Sindaco di Torino Chiamparino, questo sabato 27 Febbraio 2010.Molte nostre famiglie hanno dovuto rivolgersi a paesi esteri anche comunitari per ottenere di veder ufficializzata la loro unione, nei Paesi che riconoscono pienamente il diritto di cittadini e cittadine omosessuali a veder sancite le loro unioni a livello civile.
L' Italia risulta infatti uno dei pochi paesi in Europa dove ancora manca un qualsiasi riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e dove nessuna tutela viene messa in atto nei confronti dei diritti e della dignità delle persone omosessuali, alimentando implicitamente con questi mancati riconoscimenti il pericoloso clima di omofobia e transfobia sempre più dilagante..

Consideriamo quindi questo gesto simbolico del sindaco Chiamparino una grande lezione ed un esempio alla classe politica del nostro paese, nella speranza che si arrivi al pieno riconoscimento dei diritti delle nostre famiglie e dei nostri figli e vengano riconosciuti e tutelati i nostri diritti e doveri di genitori.

Famiglie Arcobaleno
Associazione Genitori Omosessuali

23 febbraio 2010

LOGISTICA INCONTRO NAZIONALE DEL MOVIMENTO LGBTQI - NAPOLI 27 - 28 FEBBRAIO 2010

SEDE INCONTRO NAZIONALE MOVIMENTO LGBTQI – NAPOLI PRIDE ‘10

PER GENTILE CONCESSIONE DELLA CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI NAPOLI E DELLA CGIL CAMPANIA,

L’INCONTRO NAZIONALE DEL MOVIMENTO LGBTQI ITALIANO SI TERRA’ PRESSO LA CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI NAPOLI - VIA TORINO 16 – 80142, SALONE ‘GIANFRANCO FEDERICO’, PRIMO PIANO.
ORARI LAVORI
SABATO 27 FEBBRAIO 2010 START H 14:00 – STOP H 20:00
DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010 START H 10:00 STOP H 16:00

RINVIATO INCONTRO CON EMMA BONINO

Roma, 22 febbraio 2010

alle e ai rappresentati della Comunità lgbtq di Roma e del Lazio

care amiche e cari amici,

da oggi Emma Bonino ha avviato una grave iniziativa nonviolenta ed è in sciopero totale della fame e della sete in difesa della legalità e della democrazia.

Per questo motivo sono stati annullati incontri, appuntamenti e scadenze precedentemente fissate.

Ci vediamo costretti a riprogrammare l’incontro previsto venerdì 26-2 a data da definire, sarà nostra cura informarvi quanto prima del nuovo appuntamento.

Ci scusiamo per questo inconveniente. Vi inviamo un caro saluto.

Sabrina Gasparrini, Gianpiero Cioffredi , Sergio Rovasio
Segreteria Comitato Emma Presidente
via Ripense n. 4 - 00153 Roma
tel. 06-90289099 - fax 06-5800536

22 febbraio 2010

EMMA BONINO INCONTRA LE ASSOCIAZIONI GLBTQ(E)

Roma, 18 febbraio 2010

alle e ai rappresentati della Comunità lgbtq(e) di Roma e del Lazio

care amiche e cari amici,

in vista di un confronto sui temi che ci vedono impegnati sul fronte dei diritti civili e in particolare su quelli per la promozione e la difesa dei diritti lgbtq, anche in relazione al programma elettorale in via di definizione e di una possibile iniziativa pubblica più allargata, vi invito venerdì 26 febbraio 2010 ad un incontro con Emma Bonino che terremo presso la sede del Comitato elettorale alle ore 18.00 in via Ripense n. 4, Roma.

vi invitiamo a darci conferma della vostra partecipazione al seguente indirizzo e-mail: segreteria@emmapresidente.it

Sabrina Gasparrini, Gianpiero Cioffredi , Sergio Rovasio

Segreteria Comitato Emma Presidente
via Ripense n. 4 - 00153 Roma
tel. 06-90289099 - fax 06-5800536
www.emmapresidente.it - segreteria@emmapresidente.it

17 febbraio 2010

LA PRIMAVERA DEI DIRITTI

Primavera dei diritti è una maratona culturale promossa dalla Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, con l’obiettivo di raccontare attraverso i molteplici linguaggi dell’arte e della cultura lo stato dei diritti civili e dei nuovi diritti nel nostro paese e nel mondo.

Una grande rassegna internazionale che attraversa la Puglia nel mese di Febbraio 2010, per terminare con 11 giorni di eventi a Bari (dal 18 al 28 Febbraio) nel Teatro Kursaal ed in altri spazi della città.Teatro, danza e musica, un ciclo di conferenze internazionali, meeting con le maggiori ONG, performance, mostre, videoinstallazioni, “azioni teatrali di propaganda” e tanto altro.

Primavera dei diritti è allo stesso tempo un racconto ed un esperimento.

Vedere e sentire, gustare e toccare attraverso tutti i sensi e le emozioni che solo l’arte può attivare. Diritti negati, lotte vinte e battaglie perse, diritti che non hanno nome e diritti che calpestano altri diritti, storie di privazione e storie di eroica rivendicazione.

Ma anche sperimentare l’apertura e l’accoglienza, la diversità ed il meticciamento in una terra che ha nella “convivialità delle differenze” la traccia della propria storia.

Primavera dei diritti si inscrive in un percorso già avviato dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, attraverso l’apertura al confronto con le culture mediterranee, i progetti transfrontalieri e le numerose iniziative dedicate alla coesistenza dei credo religiosi.

La crisi del sistema occidentale in epoca postmoderna e i conflitti che la caratterizzano chiamano a riflettere ulteriormente sulla complessità del sistema dei diritti che investono l’ambito normativo ma anche quello sociale, culturale e personale. Fanno parte di questa sfera il diritto all’esistenza direttamente legato al tema della cittadinanza, ma anche il diritto alla libera espressione spirituale, alla formazione della personalità, alla programmazione della propria vita pratica in termini di: costituzione della famiglia, pratica lavorativa e tempo libero.

Le macroaree di riflessione individuate pongono l’essere umano come soggetto individuale, soggetto sociale, soggetto politico. E’ la riappropriazione di tali molteplicità che fa della stessa esistenza un laboratorio permanente di dialogo e di confronto con se stessi e con gli altri e che allo stesso modo farebbe della nostra Regione un laboratorio di buone pratiche per la difesa istituzionale e giuridica dei diritti individuali, del principio di laicità dell’azione pubblica e di crescita collettiva del paese.

15 febbraio 2010

NEWS DA 'CERTI DIRITTI'

per la cortesia di Sergio Rovasio

Regionali Lazio, Polverini: matrimonio non e' priorita' per i gay

Roma, 15 FEB (Velino) - "Ho tanti amici gay e non penso che il matrimonio o l'adozione siano una loro priorita'. Le persone che conosco io vogliono semplicemente poter vivere serenamente questa loro condizione". Lo ha detto Renata Polverini, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, nel corso della trasmissione tv di approfondimento politico KlausCondicio, condotta da Klaus Davi. Durante l'intervista Polverini ha parlato della sua vita privata, rivelando che non esclude di adottare un bambino. "Avere un bambino? - ha detto -. Io ho tanti anni, quindi dovrei fare un miracolo, pero' siccome qualcuno dice che ne ho fatti gia' di miracoli, chi lo sa? Abbiamo pensato all'adozione, il problema e' che si tratta di un percorso molto difficile, a volte risulta veramente un cammino pieno di ostacoli, difficile da realizzare. Nella mia vita non ho mai escluso nulla, quindi tenderei a non escludere nemmeno questa eventualita'". Polverini ha poi escluso un coinvolgimento dei suoi familiari nella campagna elettorale.

"Non mi piace coinvolgere i familiari in quella che e' una battaglia politica personale - ha spiegato -. Molto spesso tirare per forza dentro le persone che ti sono accanto non fa bene. Si tratta certamente di una scelta che si condivide con la famiglia, ma a volte si vuole parlare poco della vita privata per non turbare quella che e' la vita delle persone che all'interno della famiglia condividono con te una storia.

Detto questo, un black out totale di questi tempi mi pare impossibile".

Regionali, Arcigay a Polverini: Priorita' e' pari diritti

Roma, 15 FEB (Velino) - "Le persone lesbiche e gay vogliono pari diritti: essere, cioe', uguali a tutti gli altri cittadini. Cio' vuol dire anche la possibilita' di accedere al matrimonio civile. Solo in questo modo possiamo vivere serenamente, come tutti. A Renata Polverini ribadisco, quindi, la nostra proposta fatta anche alla candidata del centrosinistra, Emma Bonino: un incontro pubblico in cui confrontarsi con le domande e le esigenze reali della nostra comunita' per dare risposte che l'Amministrazione regionale ha il dovere di tradurre, nei prossimi anni, in progetti concreti. Solo cosi' potra' conoscere quali sono le nostre priorita'". E' quanto dichiara in una nota il presidente di
Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, in merito alle dichiarazioni della candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini.

GAY. CONCIA (PD): VUOL DIRE CHE POLVERINI NON VERRA' A MIE NOZZE? L'HO GIA' INVITATA E LEI, DA AMICA, HA ACCETTATO

(DIRE) Roma, 15 feb. - "Capisco le esigenze della campagna elettorale, ma Renata Polverini sa bene che, da amica, l'ho invitata al mio matrimonio e lei ha accettato. Al contrario di quanto afferma Renata io, come tanti omosessuali ed eterosessuali, vorrei poter vivere serenamente sposata con la mia compagna. L'unica differenza e' che gli eterosessuali lo possono fare e noi omosessuali no". Cosi' Anna Paola Concia, deputato del Pd.

(LZ) GAY. CONCIA A POLVERINI: NON VERRAI AL MIO MATRIMONIO?
"L'HO INVITATA E HA PURE ACCETTATO".

(DIRE) Roma, 15 feb. - "Capisco le esigenze della campagna elettorale, ma Renata Polverini sa bene che, da amica, l'ho invitata al mio matrimonio e lei ha accettato". Lo dice in una nota la deputata del Pd, Anna Paola Concia.

"Al contrario di quanto afferma Renata io, come tanti omosessuali ed eterosessuali, vorrei poter vivere serenamente sposata con la mia compagna- conclude Concia- L'unica differenza e' che gli eterosessuali lo possono fare e noi omosessuali no".

(LZ) GAY. CORSO PER DIPENDENTI COMUNE SU ORIENTAMENTO SESSUALE CAMPIDOGLIO: 6 INCONTRI, SI COMINCIA DOMANI E SI FINISCE 6 APRILE

(DIRE) Roma, 15 feb. - L'assessorato alle Politiche culturali e della Comunicazione del Comune di Roma promuove un corso di formazione e informazione, riservato ai dipendenti capitolini, sui temi dell'omosessualita' e delle tematiche ad essa correlate.

E' quanto si legge in una nota del Campidoglio. L'iniziativa, spiega la nota, e' stata promossa dal "Tavolo di coordinamento permanente sull'identita' di genere e l'orientamento sessuale" che annovera, oltre ai rappresentanti del Campidoglio, 17 associazioni, fondazioni e organizzazioni, tra le quali il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Agedo Roma, Arcigay, Arcilesbica, Azione Trans, Di Gay Project e Cgil-Ufficio Nuovi Diritti.

Il ciclo di incontri dal titolo "Orientamento sessuale e identita' di genere" inizia domani, 16 febbraio, con un primo seminario finalizzato a fare chiarezza sui termini gay, lesbica, eterosessuale, transessuale e bisessuale, aggiunge la nota, e si concludera' il prossimo 6 aprile, alla presenza dell'assessore capitolino alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Umberto Croppi, al termine di un percorso formativo articolato in sei incontri.

Tante le tematiche toccate nei quasi due mesi di corso: il 23 febbraio il programma prevede un incontro sui temi dell'omosessualita', omofobia e coming out, mentre il 2 marzo su Trans e Transfobia, continua la nota. Nell'appuntamento della settimana successiva, il 9 marzo, verra' poi affrontato l'argomento "Corpo, sessualita', identita': il ruolo dei processi culturali nella definizione dei quadri normativi", mentre il 30 marzo sara' dedicato alla questione del "Come relazionarsi con le persone LGBT: promuovere la sicurezza".

Il corso, rivolto in particolare ai dipendenti degli uffici anagrafici degli U.R.P. e del Corpo di Polizia Municipale, conclude la nota, avra' luogo presso la Scuola di Formazione Vigili Urbani di piazza di Cinecitta', 11 (Municipio X).

14 febbraio 2010

LE GRANDI RELIGIONI MONOTEISTE SONO CONTRO GLI OMOSESSUALI ...

MATRIMONIO GAY: VESCOVO DI BOLOGNA PENSI ALLE IMMORALITA’ CHE PURTROPPO ATTANAGLIANANO LA CHIESA DI OGGI.

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale 'Certi Diritti':

“Anche oggi abbiamo avuto da un autorevole rappresentante della gerarchia cattolica un’indicazione di contrarietà riguardo le libere scelte che dovrebbero avere i cittadini riguardo le unioni civili e il matrimonio gay.

Effettivamente ve n’era proprio bisogno, eravamo tutti molto disorientati sul tema. Quello che facciamo fatica a comprendere, dell’esternazione del Vescovo di Bologna, è la parte in cui egli considera “immorale” chi propone l’introduzione di questo ordinamento per le coppie gay o vota in Parlamento a favore di questa legge. Vogliamo tranquillizzare il Vescovo, al momento in Parlamento non è stata messa all’ordine del giorno nessuna delle proposte di legge dei deputati radicali su questo tema.

Ricordiamo al Vescovo che di immorale, persino dentro la chiesa cattolica, vi sono purtroppo altri atti, come quelli della violenza pedofila, diffusissimi non solo in Italia ma in molti paesi europei. Negli Stati Uniti alcune diocesi cattoliche hanno dovuto chiudere per bancarotta a causa dei danni che hanno dovuto pagare a seguito di condanne di Tribunali.

Occorre che il Vescovo di Bologna sia più rispettoso di ciò che molti Stati laicamente e democraticamente hanno già scelto in favore delle coppie gay. Anche in Italia prima o poi si dovrà legiferare in tal senso.

Il matrimonio civile per le coppie omosessuali non può avere nulla di immorale, così come il matrimonio civile per le coppie eterosessuali. E’ solo un problema di uguaglianza semmai. Non certo di questioni immorali”.

Sergio Rovasio

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In approvazione in Uganda (*) pesantissima legge antiomosessuale

Il Parlamento dell'Uganda (*)si sta preparando ad emanare una legge brutale che punirebbe gli omosessuali con l'arresto – e addirittura con la pena di morte.

Iniziali critiche a livello internazionale hanno spinto il presidente a richiedere una revisione della legge. Ma dopo che lobby di estremisti ben finanziate hanno fatto pressione sembra che la proposta di legge stia per passare -- minacciando persecuzioni e pene di morte.

L'opposizione alla proposta di legge sta crescendo, anche da parte della Chiesa Anglicana. Frank Mugisha, difensore dei diritti degli omossessuali scrive che Questa legge ci metterebbe in serio pericolo. Per favore, firmate la petizione e incoraggiate altri a mettersi dalla nostra parte – se ci sarà una enorme riposta a livello globale, il nostro governo si renderà conto che l'Uganda verrebbe isolata a livello internazionale per questa legge e la boccerebbe.

Dal momento che la decisione sarà presa nei prossimi giorni, soltanto un'onda di pressione irresistibile a livello internazionale potrebbe salvare la vita di Frank e di molti altri. Diamo vita ad una immensa petizione per fermare questa legge che condannerebbe a morte gli omosessuali -- clicca qui per dare il tuo contributo e poi inoltra questa email:

http://www.avaaz.org/it/uganda_rights/?vl

La petizione verrà consegnata al Presidente Museveni, ai membri della Comissione di Revisione e alle ambasciate dell'Uganda in tutto il mondo questa settimana prima che sia troppo tardi, e anche ai principali governi donatori.

La proposta di legge prevede che chiunque sia condannato per avere rapporti sessuali con individui dello stesso sesso sia arrestato e impone la pena di morte per i "recidivi". I membri delle ONG che stanno lavorando per impedire la diffusione dell'AIDS potrebbero essere arrestati fino a 7 anni con l'accusa di "promuovere l'omosessualità". Anche la gente comune potrebbe rischiare fino a tre anni di prigione per mancata dichiarazione di rapporti omosessuali alla polizia entro le 24 ore!

I difensori della proposta di legge sostengono che questa legge difende la cultura nazionale, ma le maggiori critiche alla legge vengono proprio dall'Uganda. Il Reverendo Canon Gideon Byamugisha - uno fra i tanti che ci hanno scritto - dice:

Viola la nostra cultura, le nostre tradizioni e valori religiosi che invece ci insegnano a combattere l'intolleranza, l'ingiustizia, l'odio e la violenza. Abbiamo bisogno di leggi che proteggano le persone -- non che le umiliino, ridicolizzino, perseguitino e le uccidano in massa.

Rifiutando questa pericolosa proposta di legge e associandoci alla forte opposizione contro di essa, possiamo contribuire a creare un importante precedente. Aiutiamo tutti insieme i difensori dei diritti umani in Uganda e, fermando questa proposta di legge, salviamo delle vite – firma qui ora, e poi dillo ai tuoi amici e parenti:

http://www.avaaz.org/it/uganda_rights/?vl

con speranza e determinazione,

Alice, Ricken, Ben, Paul, Benjamin, Pascal, Raluca, Graziela e tutto il team di Avaaz

FONTI (INGLESE)

Lettera africana diretta al Presidente dell'Uganda perchè non approvi la proposta di legge Anti-omossessualità:


http://www.africafiles.org/article.asp?ID=22761

Un capo della Chiesa di Uganda definisce la proposta di legge anti-gay come "genocida":
http://www.guardian.co.uk/katine/2009/dec/04/gideon-byamugisha-homosexuality-bill

Valutazione dell 'impatto della Bozza di Legge Ugandese Anti-Omosessualità sui Diritti Umani, di Sylvia Tamale, Preside della Facoltà di Legge presso l 'Università di Makerere, Uganda:
http://www.zeleza.com/blogging/african-affairs/human-rights-impact-assessment-uga

Uganda ReligioneDato 1991% 1991Dato 2002% 2002
cattolicesimo7.426.51144,510.242.59441,9
chiesa anglicana6.541.83039,28.782.82135,9
islam1.758.10110,52.956.12112,1
pentecostali-----1.129.6474,6
chiesa cristiana avventista del settimo giorno179.6241,1367.9721,5
chiesa ortodossa4.7380,035.5050,1
altre confessioni cristiane101.9140,6286.5811,2
bahai-----18.6140,1
altre confessioni non cristiane658.9874,0159.2590,7
religioni tradizionali-----241.6301,9
Totale16.671.705100,024.433.132100,0

TRIBUNALE PER I MINORI DI MILANO SU UN CASO DI SEPARAZIONE OMOGENITORIALE

la co-mamma è inequivocabile figura genitoriale, ma non potrà vedere i suoi figli perchè “al momento stanno bene”.

Ricevo da Ufficio stampa di FAMIGLIE ARCOBALENO(www.famigliearcobaleno.org ), Maria Silvia Fiengo( stampa@famigliearcobaleno.org )


Potrete leggere il decreto in sintesi (*) sia le conclusioni del Tribunale dei Minori (**)

IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE

Milano. Il Tribunale per i Minorenni è stato recentemente chiamato ad esprimersi, per la prima volta, su un caso di separazione omogenitoriale.

Una coppia di donne, dopo aver avuto due bambini con l’aiuto di una coppia di amici, si divide. La madre biologica decide, come la legge sembra permetterle, di interrompere i rapporti tra l’altra e i figli.

Ma la co-mamma si rivolge al Tribunale per i Minori: anche se lei non può aprire un procedimento, decide di farlo il Pubblico Ministero in vece sua, riscontrando “come emerge con chiarezza dagli elementi raccolti […] la comune scelta di condividere la nascita e la crescita dei bambini […] secondo uno schema tipicamente famigliare”.

Dopo un periodo di consulenze tecniche con i minori e gli adulti coinvolti, il Tribunale non può che constatare l’inequivocabile ruolo genitoriale svolto da entrambe le donne. La determinazione dei ruoli genitoriali è individuata a tal punto che i periti del Tribunale riscontrano l’emersione della Sindrome da alienazione genitoriale (o PAS, dall'acronimo di Parental Alienation Syndrome, detta anche sindrome di Gardner), sindrome tipica delle separazioni problematiche, causata dalla pressione del genitore affidatario nel voler distruggere, agli occhi dei figli, l’immagine dell’altro.

Il Tribunale però, visto che al momento la situazione dei minori, escludendo la problematica legata alla separazione, è positiva, decide di non dover procedere e di archiviare il caso (*).

Pur constatando il coraggio del Tribunale per i Minori che, in assenza di qualunque norma a legittimare le richieste del genitore di fatto, decide di proseguire per accertare il reale vissuto affettivo dei bambini dopo la separazione, rimane l’ingiustizia subita da due minori che non vedono difeso il rapporto con una delle loro due figure genitoriali, laddove in una situazione tradizionale quel rapporto sarebbe stato difeso per legge.

Ci domandiamo ora: se i bambini coinvolti nelle separazioni sono protetti dalle leggi perché questi bambini, pur soffrendo della stessa situazione, vengono lasciati in balia dei fatti? Perché se solo si possono “definire nella norma allo stato della valutazione effettuata” non vengono riconosciute loro le tutele che per altri sarebbero ovvie?

Non ci resta che constatare che un diritto negato a un adulto è un diritto negato al minore a lui legato e che l’interesse del bambino purtroppo raramente riesce ad essere superiore alle debolezze della legge.

Adesso che un Tribunale italiano ha toccato con mano come due genitori dello stesso sesso funzionino, nel bene e nel male, come due genitori tout court, aspettiamo che il legislatore inizi a porsi il problema della tutela di questi minori.

Per quanto riguarda questo caso in particolare auspichiamo invece che il Tribunale per i Minorenni, nel monitorare la situazione come è scritto che farà, arrivi a restituire ai bambini, con i tempi e i modi che riterrà, quella inequivocabile figura genitoriale che, come constatato dai suoi periti, è stata così ingiustamente sottratta loro.


(*)Il decreto in sintesi

Con ricorso depositato presso il Tribunale per i Minorenni la co-mamma

premesso di avere avuto una relazione sentimentale con X iniziata nel corso del 1993, di aver convissuto con la stessa dal 1994 al dicembre 2003 nonostante diverse difficoltà di coppia e alcuni brevi allontanamenti;

di essere giunte, insieme e ciascuna attraverso un proprio percorso, alla determinazione di avere dei figli;

che da questo loro desiderio erano nati Z e W - i quali portavano, come secondo nome, anche i loro rispettivi nomi di battesimo;

che si era sempre adoperata per la cura dei bambini creando con loro un forte legame affettivo;

che la separazione della coppia ma l’inequivocabile legame tra Y e i piccoli aveva portato alla comune decisione di regolamentare le modalità di incontro con Z e W e di quantificare il contributo di Y per il mantenimento dei bambini, collocati presso la madre;

che con il tempo la madre dei minori aveva posto difficoltà nel regolare svolgersi delle visite di Y ai bambini sino a giungere prima a incontri “protetti” e poi alla definitiva chiusura di ogni relazione con gli stessi;

che la scelta della madre - sulle cui capacità genitoriali e sulla cui adeguatezza non venivano sollevati dubbi - stavano creando disagio e difficoltà relazionali ai bambini

aveva chiesto “l’affidamento congiunto dei minori con collocamento presso la madre biologica”.

Il TM aveva dichiarato il “difetto di legittimazione attiva di Y rispetto alle domande formulate” ed aveva disposto la trasmissione degli atti al PM perché valutasse la richiesta di un procedimento ex artt 330 e segg cc

In particolare il Tribunale aveva osservato che la ricorrente non era titolare del diritto potestativo di ottenere una decisione nel merito in quanto “è pacifico che la titolarità della potestà spetti soltanto ai ‘genitori’, presupponendo un rapporto di filiazione, biologica o legale (si vedano le ipotesi di adozione), tra i soggetti…”

Il PM ha quindi chiesto procedersi: “sentite la madre biologica dei minori e la signora Y” (si noti come in più riprese si usi nel decreto il termine “madre biologica” per designare una delle due parti, e non ci si limiti all’uso di madre, proprio perché lo stesso Tribunale vede in questa famiglia la presenza di una seconda figura genitoriale di sesso femminile), “il TM ha disposto CTU al fine di verificare lo stato psicofisico dei minori, la natura e la qualità della relazione con la madre e con la Y”.

E’ interessante notare come all’obiezione della difesa della madre biologica che vedeva “un ingiustificato accanimento […] ad esclusiva tutela dell’adulto Y” il Tribunale per i Minori risponda di “operare nell’esclusivo interesse dei minori [...] al fine di verificare lo stato psicologico dei minori e la natura delle relazioni dagli stessi intrattenute con figure non parentali ([…] perché la figura della Y è stata ‘vissuta’ dai minori sin dalla loro nascita nell’ambito di una relazione di coppia che ha visto le due donne porsi, inequivocabilmente, come figure genitoriali in assenza però di qualsiasi possibilità di riconoscimento legale) ma affettivamente legate a Z e W.

Ed è proprio questo inequivocabile legame affettivo - verificato anche dai CTU - che ha portato il TM a consentire la partecipazione al procedimento della signora Y, ben consapevole del fatto che, da un punto di vista strettamente legale, non vi è oggi alcuna possibilità di riconoscimento di una legitimatio ad causam di un soggetto non legato da vincolo alcuno al minore […] ma altrettanto consapevole della pacifica e innegabile condivisione da parte di Y e dei minori […] di importanti momenti di crescita.

Condivisione che, come emerge con chiarezza dagli elementi raccolti, nasce dalla pacifica e prolungata convivenza tra le due donne, dalla comune scelta di condividere la nascita e la crescita dei bambini (i quali portano, infatti, i nomi di entrambe, Y e X) secondo uno schema tipicamente familiare (tanto che alla cessazione della convivenza la coppia ha sottoscritto accordi “di separazione” con riguardo al diritto di visita dei minori e al contributo per il loro mantenimento)”.

(**) I CTU concludono (il sottolineato è del Tribunale per i Minori):

questi bambini non portano il senso di un conflitto attraverso il sintomo, sono bambini che funzionano, pertanto si può derivare che gli aspetti di accadimento e di fornitura di strumenti relazionali e cognitivi siano stati dati in congrua dose

La questione della separazione delle due figure genitoriali, X e Y, invece, ha indubbiamente provocato un graduale, ma massiccio sovvertimento dell’omeostasi precedente. Segni di questa vicenda sono clinicamente rilevabili […] In altre parole si può ipotizzare l’emersione di quella che comunemente viene chiamata Sindrome di Gardner […]

Il loro problema, se così lo possiamo definire, è inquadrabile all’interno della conflittualità separativa che ha colpito le due figure, che, da sempre [...] sono state figure di riferimento genitoriale.”

Continua il TM:

In conclusione il procedimento deve essere archiviato […] non essendo emerso che l’assenza di rapporti (tra Y e i due bambini) sia causa di quel grave pregiudizio che solo giustificherebbe l’intervento del TM ai sensi degli artt 330 e segg cc.

Ritiene peraltro il TM debba essere dato incarico ai ss (Servizi Sociali) competenti di monitorare la situazione dei minori [...]

Una evidente disparità di trattamento tra bambini, tra figli di genitori di sesso diverso e figli di genitori dello stesso sesso, una palese negazione di parità di diritti alla faccia della nostra Costituzione.

9 febbraio 2010

UNA MAIL DA INVIARE ALL'UFFICIO LEGALE ORDINE DEI MEDICI DELLA PROVINCIA DI ROMA

riceviamo questa segnalazione dalla Associazione radicale ‘Certi Diritti’.

Si tratta dell'ennesimo psichiatra (un medico!!!!) che definisce l'omosessualità "una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa".

Siete invitat** ad inviare questa mail in fondo all'Ufficio Legale Ordine dei Medici della Provincia di Roma, aggiungendo alla fine il vostro nome e cognome. La mail va spedita al seguente indirizzo: rmomceo@tin.it

Se poi diffondiamo la voce, potremmo inondare l'ufficio... chissà che non capiscano !

Alba Montori

******
alla c.a. Ufficio Legale Ordine dei Medici della provincia di Roma,

Mi è capitato di leggere un'intervista del dott. Francesco Bruno, iscritto al vostro ordine, in cui egli affermava quanto segue:

" […] partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa, ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica.

Intendo dire come una malattia che corrode la integrità dell'anima umana. Poi le associazioni dei gay strepitino. Ma io non sto discriminando nessuno, tanto meno dando dei lebbrosi.

Accosto sul piano degli effetti nocivi per la salute dell'anima, come una lebbra o un cancro, la devianza sessuale e quindi la omosessualità"

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/vips/3612-omosessuali-e-libertini-portatori-di-qlebbraq-morale-anche-nelle-scelte-sessuali-occorre-senso-di-responsabilita-e-fedelta-nanni-moretti-vuole-psicoanalizzare-il-papa-una-idea-folle-pensi-a-se-stesso

Dal momento che tale affermazione contraddice qualsiasi manuale di psichiatria riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, mi auguro che il vostro Ordine smentisca pubblicamente tale affermazione, che confonde la scienza con la morale e provoca un danno alla salute mentale di tutte le persone omosessuali che devono confrontarsi con tali posizioni, antiscientifiche, ma travestite da voci alternative della scienza.

Cordiali saluti,

(nome e cognome)

5 febbraio 2010

CENSIMENTO GAY: ANNUNCIATA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

I deputati radicali iscritti al gruppo del PD presenteranno un'interrogazione parlamentare per conoscere le intenzioni dell'Istat riguardo alle coppie gay e lesbiche nel censimento 2011.

La vicenda delle coppie gay e lesbiche nel Censimento 2011 finirà in parlamento. Così come avvenne in occasione del censimento precedente, quello del 2001, quando, grazie ad un'interrogazione dell'onorevole Grillini venne svelata la modifica alle risposte date da tutte le coppie dello stesso sesso che si erano dichiarate conviventi.

Questa volta l'interrogazione precederà la pubblicazione dei dati e, anzi, precederà addirittura la distribuzione dei questionari. L'iniziativa dei deputati radicali nel gruppo del PD, infatti, chiederà al Governo le intenzioni dell'Istat proprio riguardo alle scelte sulle domande che gli italiani dovranno compilare tra qualche mese.

"È importante - si legge nel testo - che l'Italia accetti la sfida di governare la realtà cercando di conoscerla, impostando le politiche sulla base dei dati disponibili invece delle opinioni precostituite. In un tale salto di qualità, il ruolo di un ente come l'ISTAT é fondamentale: ci auguriamo che in questo come in altri passaggi storici, esso se ne mostri all'altezza".

"Purtroppo la forza dei numeri ha un valore comunicativo che trascende la cultura e la scienza, per approdare alla politica. Cosí, in occasione dello scorso censimento, molte coppie di persone dello stesso sesso (con o senza figli) compilarono un solo modulo e si dichiararono come persone conviventi non sposate. Poi, però l'ISTAT ha considerato queste osservazioni come 'dati incongruenti', ed ha di suo arbitrio riattribuito il valore della risposta 'convivente dell'intestatario' con un'altra risposta: 'altra persona convivente senza legami di parentela'".

Per evitare che questo si ripeta, Gay.it ha lanciato l'appello "Contaci!". Firmarlo è importante per non essere più cancellati, oltre che dalla politica, anche dalle statistiche.

3 febbraio 2010

SIAMO AL CONTO ALLA ROVESCIA

L’Associazione Radicale Certi Diritti consiglia, a chi ama l’idea di vivere in uno stato di diritto, di segnare la data del 23 marzo 2010 sul proprio calendario.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 2 febbraio 2010

Ad una manciata di ore dall’equinozio di primavera in Italia, assisteremo alla sentenza della Corte Costituzionale che si pronuncerà sulla legittimità del rifiuto delle pubblicazioni matrimoniali ricevuto da due coppie di persone dello stesso sesso che avevano ricevuto dal loro Comune il diniego alla richiesta delle pubblicazioni matrimoniali.

I comuni in questione sono quello di Venezia e quello di Trento , i cui tribunali,di primo grado il primo e della Corte d’appello il secondo, che , chiamati in giudizio dagli avvocati di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti Lgbt, hanno deciso di rimettere, con un’ordinanza di remissione, la decisione di costituzionalità del divieto a contrarre matrimonio tra due persone dello stesso sesso.L’Associazione Radicale Certi Dirtti attende con grande speranza e fiducia questa decisione che è frutto della campagna di Affermazione Civile, un semplice percorso di richiesta dei propri diritti in sede giudiziaria, concertata dalla stessa Associazione e da Rete Lenford, a partire dai primi mesi del 2008.Considerando infatti l’immobilismo del Parlamento italiano a trovare una soluzione legislativa al vuoto di tutele per le coppie italiane di persone dello stesso sesso, Certi Diritti ha avviato, fin dalla sua fondazione, nel marzo del 2008, una campagna di ricerca di coppie formate da due donne o due uomini disposte a far valere i propri diritti nel loro Tribunale.

L’associazione Radicale Certi Diritti si prepara a questa data storica per il nostro Paese con ottimismo e convinta che, come stabilito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea resa vincolante dal Trattato di Lisbona, il diritto di sposarsi è un diritto fondamentale ed è manifestazione della dignità umana.

E’ impensabile che l’Italia , rimasta ormai in Europa fanalino di coda riguardo la tutela delle coppie formate da persone dello stesso sesso, non si sia ancora data una legge che tuteli una coppia di uomini gay o di donne lesbiche , nonostante la realtà registri oramai migliaia di coppie di persone dello stesso sesso molto spesso anche in presenza di figli.

L’associazione radicale Certi Diritti ritiene che , in questi pochi giorni che ci separano da una data storica per i diritti delle persone omosessuali, l’intera comunità associativa di difesa e promozione dei diritti lgbt debba ritrovare forza, vigore e un senso di solidarietà che riesca a fare breccia nella società civile tutta per far comprendere che i diritti di alcuni sono patrimonio culturale per i diritti di tutti.Sulla home page del sito dell’associazione, http://www.certidiritti.it/, è stato creato un “conto alla rovescia” dei giorni , i minuti ed i secondi , che mancano alla sentenza della Corte Costituzionale.E’ impegno dell’associazione, utilizzare il tempo rimanente per lavorare affinché la Consulta si esprima, finalmente , in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso.



FIRMATE L'APPELLO PROMOSSO DA "GAY.IT"

In queste settimane l’Istat sta mettendo a punto la macchina per il prossimo censimento generale della popolazione italiana previsto per l'autunno del 2010: si appresta infatti a preparare i questionari da sottoporre ai cittadini per conoscere, tra l'altro, le situazioni famigliari di ciascuno.
Nell’ultimo Censimento, quello del 2001, Gay.it fu protagonista di una violenta polemica con l’Istituto nazionale di Statistica. Il questionario distribuito nelle case di tutti gli italiani, infatti, lasciava la possibilità alle coppie lesbiche, gay e transessuali conviventi di dichiararsi come tali. Persino il ricercatore responsabile di quella sezione, in un primo tempo, ci disse che era intenzione dell'Istituto misurare il fenomeno, come uno dei tanti fenomeni sociali in atto nel paese: la statistica, infatti, è una scienza e come tale deve essere neutra, imparziale e limitarsi a studiare le coppie di fatto etero ed omosessuali, indipendentemente dalla valutazioni che ne danno parti politiche, concezioni etiche o fedi religiose, per quanto importanti possano essere. Quando poi l’Istat pubblicò i risultati, per un probabile input politico, furono conteggiate come “coppie di fatto” le sole coppie eterosessuali, mentre le decine di migliaia di cittadini e contribuenti lgbt che avevano barrato la casella “conviventi” furono declassati ad “altra forma di convivenza”, quella dove principalmente finiscono le coppie formate da una persona anziana e dal/dalla suo/sua badante.Questa volta non accetteremo che i nostri rapporti d'affetto vengano declassati e considerati "altre forme di convivenza": se la politica non vuole darci il matrimonio ponendo il nostro paese in grave ritardo rispetto a tutti gli altri Stati europei, che almeno l'Istituto di Statistica ci consideri per quello che siamo: coppie, coppie di fatto.

Per questo i cittadini di seguito firmatari chiedono al presidente dell'Istat Enrico Giovannini di :
- realizzare questionari adeguati che permettano di rilevare l'esatto numero delle coppie di fatto che si dichiarano tali, siano queste eterosessuali che omosessuali;
- porre in essere tutte le attività preliminari necessarie a una corretta rilevazione di tale dato, in particolare attraverso un’adeguata formazione/informazione agli operatori coinvolti (rilevatori, addetti ai call center e al sito internet) e alla popolazione, lgbt e non.

approfondimenti :
“ i gay che non contano”
“ censimento 2011, coppie gay a rischio scomparsa”