Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

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10 agosto 2023

Raccolta testimonianze di Discriminazioni Sanitarie per Orientamento Sessuale e Identità di Genere

Ricevo dall'amico e compagno di lotta Manlio Converti l' invito che segue e invito tutti a partecipare, perché è una eccellente iniziativa, più che utile necessaria in una realtà che se apparentemente sembra più inclusiva è invece decisamente sempre più oppressiva e stigmatizzante anche tra coloro che ufficialmente dovrebbero essere più avvertiti e partecipi.
Chiedo non solo di partecipare, ma soprattutto di diffonderla !
Vi informeremo sui risultati.
Grazie
Alba Montori

"Gentili Associazioni LGBTI,

Stiamo raccogliendo con i Moduli di Google delle testimonianze sulle Discriminazioni in Sanità per Orientamento Sessuale e Identità di Genere.

Raccogliamo anonimamente le storie e le testimonianze di persone LGBTI, loro parenti ed anche del personale sanitario. 

Ci farebbe piacere condividere attraverso la vostra rivista online non solo il link per darne divulgazione, ma anche i risultati ottenuti finora: 

Le poche storie raccolte purtroppo sono tutte terribili, di disinformazione ma soprattutto di maltrattamenti omo-lesbo-trans fobici espliciti contro pazienti LGBTI da parte del Personale Sanitario. Eccone i dettagli riassunti:

1) Le poche persone lesbiche e gay o bisex che hanno risposto hanno potuto anche ricevere una valutazione dei propri specifici fattori di rischi sanitari e confrontarsi con essi. Nel farlo è emerso soprattutto il fattore di rischio Tabagismo, praticamente in tutte le risposte tranne una. L'obesità o le ovaie policistiche per le donne lesbiche o bisex e il mancato uso della PREP, anche per pregiudizi ma soprattutto per paura dei pregiudizi, nei maschi gay o bisex, sono il secondo dato rilevante. 

2) Le storie di discriminazione narrate sono gravissime. Le donne lesbiche o bisex sono state generalmente rifiutate o maltrattate al PAP Test o Mammografia o hanno dovuto inutilmente fare test della gravidanza. Nessuna ha denunciato e molte hanno rinunciato a richiedere ulteriori cure sanitarie per paura di ulteriori umiliazioni. Solo una persona ha capito l'importanza del fare subito Coming Out con il personale sanitario.
 
3) Per i maschi gay o bisex i maltrattamenti sono avvenuti in Proctologia, dove sono stati umiliati per avere rapporti anali con l'effetto anche della dilazione degli interventi. In un caso uno psichiatra al pronto soccorso ha confuso effeminatezza in una persona bisex dichiarata con incongruenza di genere per stigmatizzare il paziente come affetto in quanto transgender (che non era) come un malato di mente, mentre il problema era l'etilismo causato dal Minority Stress, che tutti questi operatori sanitari hanno evidentemente ulteriormente aumentato. Nessuno ha fatto nessuna denuncia, molti hanno rinunciato a richiedere ulteriori cure sanitari per paura di ulteriori maltrattamenti.

4) Un genitore di persona transgender ha risposto invece della mancata accoglienza presso il centro per la transizione di genere al Niguarda, dove il o la referente, una persona in pensione, ha fatto attendere quasi due anni prima di rifiutare comunque l'accesso alle terapie ormonali, prima per minorenni e poi per maggiorenni. La persona ha dovuto pagare un professionista privato per poter iniziare la terapia sostitutiva solo a 19 anni.

5) Anche il personale sanitario LGBTI ha partecipato con le storie osservate o subite in prima persona. Generalmente le poche risposte ricevute sono di persone che non hanno neanche fatto Coming Out, una delle quali pensa di dover cambiare posto di lavoro e solo una persona, quella che ha fatto Coming Out è stata anche capace di aiutare una paziente transgender gravemente discriminata. durante una risonanza magnetica. I maltrattamenti osservati sono continui e si registrano come maltrattamenti allo stesso operatore sanitario paralizzato perché non ha fatto Coming Out nella impossibilità di dichiararsi per paura di subire peggiori maltrattamenti in prima persona, quando non sia già vittima dei colleghi.

Pensiamo che le cause siano la mancata formazione nelle specifiche della Medicina Psicologia e Infermieristica di Genere LGBTI  e se vogliamo anche semplicemente la buona vecchia educazione o proprio almeno il rispetto di base della persona LGBTI, ma anche l'assenza di queste specifiche nella deontologia professionale dei Medici :

1) diritto al supporto al Coming Out per Orientamento Sessuale e Identità di Genere, che già è esplicitato nella deontologia di infermieri e psicologi)
2) divieto di Terapie Riparative
3) divieto di Mutilazioni Genitali ai Neonati Intersex

Come detto tante volte Il SSN si rifiuta anche di utilizzare un qualsiasi sistema di rilevazione dati su Orientamento Sessuale e Identità di Genere, per cui non abbiamo nessun dato epidemiologico sulla salute generale delle persone LGBTI ed ovviamente non esistono dati sul Bilancio di genere del personale sanitario LGBTI in Italia perché tutte le rilevazioni sono solo M/F.

In Italia per adesso vige infine ICD-9CM che in modo esplicito dice ancora che l'omosessualità e il transgenderismo sono malattie di mente, nonostante sia obsoleto dal 17 maggio 1990 e sia disponibile ICD-11 almeno dal 2020.

Abbiamo bisogno di ulteriori dati attraverso il link https://forms.gle/GbHsrc1r9NG22A8s9 ma i lettori e lettrici possono anche scriverci direttamente su amigayonlus@gmail.com e iscriversi ad AMIGAY aps se sono personale sanitario o studenti di facoltà sanitarie LGBTI o friendly  scaricando i moduli dal sito https://amigayonlus.wixsite.com/website .

La rilevazione dati sulle Discriminazioni Sanitarie per Orientamento Sessuale e Identità di Genere sarà un nostro impegno costante.

Grazie per la disponibilità,

Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY aps
3389032942

23 gennaio 2015

Corso di formazione a Roma su orientamento e identità di genere

SEGNA QUESTA DATA
Il 10 febbraio 2015, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 terrò, insieme alla dottoressa Fabrizia Bracaglia, una giornata di formazione su orientamento affettivo-sessuale e identità di genere.

Il corso è fatto in collaborazione con la Fondazione Andolfi, presso la cui Sala Conferenze si terrà il corso.

Per scaricafre la brochure e conoscere costi e modalità di iscrizione clicca qui.
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REPORT APA IN ITALIANO

Se non l'hai ancora scaricato vai subito a questa pagina per avere la tua copia gratuita del Report APA sulle Terapie Riparative.

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Puoi scaricare da questa pagina l'ebook gratuito "Come lavorare efficacemente con clienti lgbt"
Via Monte Santo, 7
ROMA ITALY 00195
ITALY 

19 luglio 2014

Uso dei social network e nuove tecnologie digitalizzate: uno studio delle dinamiche psichiche collegate

Ricevo da redazione@bullismoomofobico.it

e prontamente diffondo!
 PARTECIPATE E DIFFONDETE , POTRA' ESSERE UTILE A TUTTI.

17 lug (2 giorni fa)

a news, psi, Scuole, Associazioni 
Gentili amici e colleghi,
vi segnaliamo uno studio volto ad approfondire le dinamiche psichiche legate all'uso di social network e nuove tecnologie digitalizzate, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Vi invitiamo caldamente a collaborare alla ricerca, compilando il questionario che troverete al seguente link, e che vi terrà impegnati per soli 20 minuti:

https://qtrial2014.az1.qualtrics.com/SE/?SID=SV_eqFweBcVPgfw2wZ

Vi ringraziamo fin da ora per il vostro prezioso aiuto, sul quale siamo fiduciosi di poter contare!

A presto,
lo staff
Anti-Discriminazione e Cultura delle Differenze - Centro di Ateneo Sinapsi
Servizi per l'Inclusione Attiva e Partecipata degli Studenti
Università degli Studi di Napoli Federico II
Complesso di San Pietro Martire
Via Porta di Massa, 1 – 80133 Napoli
Scala C – Piano ammezzato
Tel.: 081/25 32178 - Fax: 081/25 32002
Email: differenze.sinapsi@unina.it
Email Certificata: sinapsi@pec.unina.it
Webpage: http://www.sinapsi.unina.it

Consenso Informato

Introduzione

L'Università degli studi di Napoli "Federico II" sta conducendo uno studio al fine di indagare i numerosi aspetti individuali e relazionali connessi al rapporto tra persone e nuove tecnologie digitalizzate e tra persone attraverso tali nuovi sistemi di comunicazione mediata.

Procedure

Le verrà chiesto di compilare un questionario composto da 10 scale che richiederà circa 20 minuti. Le domande sono destinate a determinare, sulla base di esperienze passate, il suo rapporto con i nuovi apparecchi tecnologici. Il questionario sarà condotta con un sondaggio online Qualtrics creato.

Rischi / disagi
 
I rischi sono minimi per la partecipazione a questo studio. Tuttavia ci si può sentire emotivamente a disagio in caso si fosse particolarmente coinvolti dai contenuti delle domande.

Vantaggi
 
Non ci sono benefici diretti per i partecipanti. Attraverso la sua partecipazione i Ricercatori del Dottorato di Ricerca in Scienze Psicologiche e Pedagogiche potranno approfondire le nuove dinamiche relazionali legate all'utilizzo dei nuovi apparecchi tecnologici.

Riservatezza
 
Tutti i dati ottenuti dai partecipanti saranno mantenuti riservati e saranno riportati solo in forma aggregata (riportando solo i risultati combinati e mai riferiti alle informazioni socio-demografiche di seguito richieste). Tutti i questionari saranno sottoposti alla custodia accurata da parte del  Ricercatore che avrà accesso ad essi. I dati raccolti saranno conservati nel HIPPA - compliant database Qualtrics - e protetti fino a quando non saranno cancellati dal Ricercatore

Compenso
 
Non è previsto compenso.

Partecipazione

La partecipazione a questa ricerca è completamente volontaria. Si ha il diritto di recedere in qualsiasi momento o rifiutare di partecipare integralmente.

Domande sulla ricerca
 
Se si hanno domande su questo studio o sui quesiti in esso contenuti, è possibile contattare:
Dott.ssa Mottola Annalisa - Psicologa, PhD student
E-MAIL mottolilly@gmail.com, annalisa.mottola@unina.it
TEL. +39 - 3420093407

10 marzo 2010

NO OMOFOBIA: NOVITA' DA 'PSICOLOGIA GAY'

Mi e' difficile riuscire a scrivervi e aggiornarvi piu' frequentemente di adesso: gli impegni sono tanti, troppe cose a cui stare dietro e poche risorse. E per questo vi chiedo scusa.

In questo invio 3 novita', una piu' interessante dell'altra.

1) Un nuovo articolo sull'importanza del nome.
2) Un nuovissimo articolo (appena pubblicato) sulle terapie riparative e SCOTT (chi e'? leggi leggi...:)
3) La tanto attesa audiointervista a Chiara Lalli.

Come per quella a Julius Kaiser dovrete inserire nome e email per ricevere il file .mp3 da ascoltare ogni volta che vorrete.

Vi auguro una buona giornata e vi annuncio che ad aprile partira' (era ora!) il corso on line di Psicologiagay.com sulle linee guida APA per psicologi e psicoterapeuti che lavorano con persone LGB.

Dr. Paola Biondi

9 febbraio 2010

UNA MAIL DA INVIARE ALL'UFFICIO LEGALE ORDINE DEI MEDICI DELLA PROVINCIA DI ROMA

riceviamo questa segnalazione dalla Associazione radicale ‘Certi Diritti’.

Si tratta dell'ennesimo psichiatra (un medico!!!!) che definisce l'omosessualità "una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa".

Siete invitat** ad inviare questa mail in fondo all'Ufficio Legale Ordine dei Medici della Provincia di Roma, aggiungendo alla fine il vostro nome e cognome. La mail va spedita al seguente indirizzo: rmomceo@tin.it

Se poi diffondiamo la voce, potremmo inondare l'ufficio... chissà che non capiscano !

Alba Montori

******
alla c.a. Ufficio Legale Ordine dei Medici della provincia di Roma,

Mi è capitato di leggere un'intervista del dott. Francesco Bruno, iscritto al vostro ordine, in cui egli affermava quanto segue:

" […] partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa, ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica.

Intendo dire come una malattia che corrode la integrità dell'anima umana. Poi le associazioni dei gay strepitino. Ma io non sto discriminando nessuno, tanto meno dando dei lebbrosi.

Accosto sul piano degli effetti nocivi per la salute dell'anima, come una lebbra o un cancro, la devianza sessuale e quindi la omosessualità"

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/vips/3612-omosessuali-e-libertini-portatori-di-qlebbraq-morale-anche-nelle-scelte-sessuali-occorre-senso-di-responsabilita-e-fedelta-nanni-moretti-vuole-psicoanalizzare-il-papa-una-idea-folle-pensi-a-se-stesso

Dal momento che tale affermazione contraddice qualsiasi manuale di psichiatria riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, mi auguro che il vostro Ordine smentisca pubblicamente tale affermazione, che confonde la scienza con la morale e provoca un danno alla salute mentale di tutte le persone omosessuali che devono confrontarsi con tali posizioni, antiscientifiche, ma travestite da voci alternative della scienza.

Cordiali saluti,

(nome e cognome)

8 giugno 2008

OMODIARIO : INVITO ALLA LETTURA

CITIZEN GAY

Incontro con Vittorio Lingiardi che presenta al pubblico il suo saggio sui diritti di cittadinanza glbt.

Vittorio Lingiardi (1960), psichiatra e psicoanalista, è docente presso la facoltà di Psicologia 1 dell’Università La Sapienza di Roma, dove dirige la II Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste italiane e internazionali, ed è autore di diversi volumi nel campo della psicopatologia della personalità e della ricerca in psicoterapia. Per Raffaello Cortina Editore dirige la collana "Psichiatria, Psicoterapia, Neuroscienze".

Una volta erano discriminati per la loro devianza. Oggi perché chiedono di essere normali. Come mai gli omosessuali, storicamente marchiati come peccatori, invertiti o malati mentali vogliono adottare quell’ordine familiare che tanto ha contribuito alla loro sfortuna? Essere gay o lesbiche non è un merito né un demerito. È una cosa che capita. Eppure, in un clima di crescente omofobia, la dimensione affettiva di milioni di persone in Italia è tuttora sacrificata. La mancanza di una legge che ne salvaguardi il valore e la cittadinanza genera umiliazione, sofferenza, paura, odio collettivo. Non servono anatemi o concessioni. Serve un pensiero capace di sostenere una trasformazione antropologica. Perché uno Stato i cui cittadini sono più felici è uno Stato migliore.

martedì 10 giugno dalle 18,30 presso gli spazi della Libreria Rinascita Garbatella [www.rinascitaonline.it], via Prospero Alpino n. 48 .

12 aprile 2008

Test psichiatrici ai politici e premier

Associazione Italiana Psichiatri Onlus

comunicato del 9 aprile 2008

Noi psichiatri dei centri pubblici di Salute Mentale concordiamo con la proposta del Cavaliere dei test psichiatrici ai Giudici, e proponiamo (senza alcuna ironia) che siano sottoposti ai test psichiatrici anche i candidati premier e tutti i politici, perchè anche loro, come i Giudici, hanno la responsabilità della vita delle persone durante il loro lavoro.

Proponiamo un test psichiatrico svolto da una commissione di psichiatri dei Centri Pubblici di Salute Mentale che andranno a verificare i seguenti aspetti più significativi della personalità:

1] Deviazioni psicopatiche: riguarda personalità psicopatiche, sociopatiche,
caratterizzate da carenza di controllo sulle risposte emotive
2] I sintomi paranoidi: ideazioni deliranti, fragilità psicologica e manie di grandezza
3] La Mania, ovvero gli stati maniacali e le idee di grandezza
4] Ipocondria, ovvero i problemi fisici caratteristici dei nevrotici ipocondriaci
5] Depressione e le le varie forme sintomatiche di depressione
6] Isteria come problemi somatici e paure, tipici di soggetti affetti da isteria di
conversione
7] La Psicoastenia le fobie e i comportamenti ossessivo-compulsivi
8] La Schizofrenia le esperienze insolite e le sensibilità particolari tipiche degli
schizofrenici
9] L'Introversione sociale le difficoltà sperimentate in situazioni sociali.

7 marzo 2008

Lesbiche PRECARIE

Molto bello questo pezzo di blog tutto dedicato da Manliok
[la strega maligna] al lesbismo - [ecco l'index]


  1. Lesbiche precarie
  2. Precarietà del Lavoro
  3. LA SICUREZZA sul LAVORO
  4. Una mia amica dice di me:
  5. POESIA TRANSLETTERALE
  6. SUDATO SUDAFRICA (la novella completa)

...andatevi a leggere il tutto su la stregamaligna

21 febbraio 2008

IDENTITA' E ORIENTAMENTO SESSUALE NEL WELFARE STATE

RICEVO E DIFFONDO PER GLI INTERESSATI
alba

Università di Trieste

Facoltà di Psicologia
Corso di Perfezionamento e Aggiornamento professionale in:
IDENTITA' E ORIENTAMENTO SESSUALE NEL WELFARE STATE

Il corso intende favorire la formazione di operatori in grado di mettere in
atto buone pratiche per affrontare in modo efficace le discriminazioni
basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, temi cruciali
del dibattito pubblico e politico.

- Durata: 35 ore di lezione frontale, 25 ore di didattica seminariale e 65
ore di studio individuale.
- Periodo: aprile-maggio 2008; le lezioni si terranno il venerdì e il
sabato.
- Scadenza pre-iscrizioni: lunedì 17 marzo 2008.

Costo: 500 euro + 14,62 euro di bollo.

Maggiori info, bando e modulo autocertificazione curriculum vitae
QUI:
http://www-amm.univ.trieste.it/CorsiPerfez.nsf/vPerfezionamento/0B9E7D3332621BB2C12573EF00523C82?OpenDocument
Destinatari, ECM e programma dettagliato
QUI:
http://www.lelleri.it/pieghevole_corso_TS.pdf

Contatti:
dott.ssa Margherita Bottino |
bottino@psico.units.it | 392/420.44.04

18 febbraio 2008

OMOSESSUALITA'? ...si può uscirne !

un'altra chicca dall'amico Salvuccio, oggi è davvero scatenato!
E menomale, perchè i nostri media su queste news sono sorde e mute....
alba
p.s.
a me quel sig.Mario Palmaro citato qui sotto mi fa venire una gran voglia di scrivergli qualcosa

"Omosessualità ? Si può uscirne."
- Un punto di vista anti-gay

==========

http://www.narth.com/docs/omos.html

NARTH.com [l'articolo aggiornato, 8 Febbraio 2008]

NARTH [National Association for Research & Therapy for Homosexuality]
upholds the rights of individuals with unwanted homosexual
attractions to receive effective psychological care, and the right of
professionals to offer that care.

NARTH is a non-profit, educational organization dedicated to
affirming a complementary, male-female model of gender and sexuality.
Founded in 1992, we are a community of psychiatrists, psychologists,
certified social workers, professional and pastoral counselors and
other behavioral scientists, as well as laymen from a wide variety of
backgrounds such as law, religion, and education. We welcome the
participation of all individuals who will join us in the pursuit of
these goals.

NARTH president: Joseph J. Nicolosi, Ph.D., (Encino, California,
USA); Director, Thomas Aquinas Psychological Clinic, Psychologist.

http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/2007/07/omosessualita-si-puo-uscirne.html

OmosessualitaEIdentita.blogspot.com [15 luglio 2007]

[SI PUO CAMBIARE: DALL'OMOSESSUALITA' SI PUO' USCIRE. LO SCOPO DI
QUESTO BLOG E' QUELLO DI FORNIRE INFORMAZIONI UTILI (ARTICOLI,
TESTIMONIANZE DI EX OMOSESSUALI, LINKS, INTERVISTE, ESTRATTI DI
TESTI, TRADUZIONI DA SITI WEB IN LINGUA INGLESE, ECC.) PER
COMPRENDERE L'OMOSESSUALITA' E SOPRATTUTTO PER USCIRNE.]

"Omosessualità ? Si può uscirne."
... di Mario Palmaro - docente presso l'ateneo "Regina apostolorum" di Roma -
mario.palmaro@ tiscalinet. it

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L'omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si
vuole, si può uscire. Ma l'azione di una potente lobby gay mira a
nascondere questa verità.

L'omosessualità come fatto normale. Da almeno trent'anni nella
società occidentale opera una potente lobby che vuole far entrare
nella testa della gente questa semplice idea: l'omosessuale è come un
mancino, certo più raro delle persone che usano la mano destra, ma
non per questo giudicato una persona "che sbaglia". Insomma: "gay è
bello" almeno quanto essere un eterosessuale. Chiunque sostenga il
contrario, perde il diritto di parlare nel grande salotto del
villaggio globale e viene liquidato come un intollerante che
discrimina gli omosessuali, che li odia e che li considera individui
pericolosi e senza speranza. Ovviamente, si tratta di un'accusa
completamente falsa, che vuole solo neutralizzare la verità: e cioè
che l'omosessualità è una condizione patologica, che ostacola la
piena realizzazione della persona.

Un nuovo concetto di normalità ...

Siamo di fronte a una classica operazione di ingegneria sociale che
vorrebbe trasformare una normalità di tipo sociologico in una
normalità di tipo antropologico morale: se gli omosessuali sono
presenti in numero rilevante, e la gente li approva, allora significa
che essere gay è un comportamento assolutamente innocente del punto
di vista etico. Non a caso, il Movimento di Liberazione Gay, fondato
a New York nel 1969, rivendica due cose: la tolleranza, intesa come
piena eguaglianza sociale, economica, politica e giuridica
dell'omosessuale in quanto tale; e l'approvazione, intesa come l'idea
diffusa che l'omosessualità sia una cosa normale. Ma se questa lobby
gay si presenta all'opinione pubblica orgogliosa e compatta, ben
diversa è la realtà esistenziale delle singole persone che vivono
questa condizione: una vita segnata spesso dalla sofferenza e
dall'inquietudine, aggravate dagli atteggiamenti urlati e provocatori
del movimento d'opinione che cavalca la tigre della trasgressione
sessuale. C'è un paradosso che molti ignorano: il primo passo per
aiutare gli omosessuali è riconoscere serenamente che in quella
condizione essi vivono male. Anche quando sia apparentemente
accettata con serenità, l'omosessualità non sarà mai compatibile con
i livelli più profondi della persona.

L'omosessualità come malattia ...

Dunque, giornali, TV, film, situation comedy sono pesantemente
condizionate da questa lobby omosessuale, che ogni giorno muove
qualche piccolo passo per "normalizzare" l'immagine dei gay agli
occhi del pubblico. Le tecniche utilizzate sono molto simili a quelle
messe in campo dalla lobby femminista negli anni Settanta, quando
film e telefilm furono invasi da donne-giudice, donne-poliziotto,
donne-soldato, allo scopo di suscitare processi di immedesimazione
nel pubblico femminile. Oggi, le fiction Tv e i film si riempiono di
personaggi che non nascondono, e anzi ostentano la loro
omosessualità , come affermazione di una categoria socialmente
rilevante: il pubblico assimila così il messaggio subliminale che non
c'è proprio nulla di strano ad assumere pubblicamente il "ruolo" di
omosessuale, felice e contento della propria condizione. Anche nel
campo della psichiatria e della psicanalisi la lobby gay ha
esercitato fortissime pressioni per indurre gli studiosi a un
riconoscimento della normalità della omosessualità . La gente non sa
un fatto clamoroso: i tre grandi pionieri della psichiatria - Freud,
Jung e Adler - consideravano l'omosessualità come una patologia.
Oggi, invece, il termine omosessualità è scomparso dai manuali
psichiatrici delle malattie mentali. Ma, come scrive lo psicologo
americano Joseph Nicolosi, nessun tipo di ricerca sociologica o
psicologica spiega tale cambiamento di tendenza, e nessuna prova
scientifica è stata fornita per confutare 75 anni di ricerche
cliniche sull'omosessualità come stato patologico.

Omosessuale "per natura" ...

Spesso, i gay credono di essere nati tali. La stessa opinione
pubblica è portata a pensare che certe persone "sono fatte così, e
non c'è nulla che possano fare per cambiare". Il riconoscimento
giuridico e sociale dell'omosessualità sarebbe scontato, se fosse
scientificamente provato che essa è una condizione innata. Ma è stato
provato esattamente il contrario: e cioè che i fattori genetici e
ormonali non svolgono un ruolo determinante nello sviluppo della
omosessualità . Possono predisporre, ma mai predeterminare
l'omosessualità . Dunque, non esiste alcun "gene dell'omosessualità "
che costringa una persona a essere tale. Possono esservi invece
condizioni innate che rendono più facile lo scivolamento verso
l'omosessualità . Ma l'essere gay resta un fenomeno prettamente
psicologico.

Guarire si può ...

Il vero scoop, in termini giornalistici, è proprio questo: che dalla
omosessualità è possibile liberarsi. Non si tratta di un'affermazione
teorica, o di un auspicio di natura morale: autorevoli psicologi che
da anni lavorano in questo campo possono documentare
numerose "guarigioni" di persone gay che - ovviamente senza alcun
tipo di costrizione - hanno iniziato una cura psicanalitica seria, e
sono completamente usciti dal tunnel di una personalità incompiuta.
Certo, il primo passo di questo non facile cammino è riconoscersi
bisognosi di aiuto, e infrangere il luogo comune imposto dai media
secondo cui, al contrario, bisognerebbe arrendersi al fatto che
omosessuali si nasce. Nulla di più falso: innumerevoli studi hanno
ormai dimostrato che l'orientamento omosessuale è legato a una serie
complessa di fatti accaduti alla persona durante l'infanzia e
l'adolescenza. Questa rivelazione dimostra che la lobby gay non solo
fa del male alle persone che afferma di voler tutelare, ma, ancor di
più, induce l'opinione pubblica a trascurare una serie di
informazioni educative che potrebbero in molti casi prevenire
l'insorgere del problema. Sappiamo, ad esempio, che nel vissuto di
moltissimi omosessuali maschi adulti c'è un padre evanescente; e
spessissimo c'è una famiglia sfasciata, un divorzio. Non a caso,
anche qui il miglior modo per prevenire è difendere la famiglia,
recuperando in particolare la figura di un padre affettuoso ma
autorevole, capace di dettare delle regole e dei divieti. In questo
senso, i movimenti di liberazione omosessuale sono degli acerrimi
nemici della famiglia.

L'insegnamento della Chiesa ...

La Chiesa cattolica continua a insegnare - in perfetta fedeltà alla
Sacra Scrittura e alla Tradizione - che "gli atti di omosessualità
sono intrinsecamente disordinati, contrari alla legge naturale, e in
nessun caso possono essere approvati" (Catechismo della Chiesa
Cattolica, n. 2357). Il Magistero tiene distinti i comportamenti
dalle tendenze: poiché la genesi psichica dell'omosessualità rimane
in gran parte inspiegabile, la semplice presenza di tale tendenza non
costituisce una colpa, e anzi le persone che si trovano in questa
condizione devono essere accolte "con rispetto, compassione,
delicatezza" (n. 2358). Ma è altrettanto evidente che le persone
omosessuali sono chiamate alla castità e alla perfezione cristiana,
traendo forza dalla preghiera e dalla grazia (n. 2359). Proprio
questa parte del Catechismo sembra confermare la reale possibilità di
cambiamento, cui la psicanalisi offre oggi importanti
prospettive: "in questo senso - scrive Padre Livio Fanzaga - c'è
affinità di vedute tra prospettiva scientifica e pastorale della
Chiesa, scienza e morale qui procedono insieme verso un traguardo
positivo di fiducia e di speranza". Dall'omosessualità si può guarire.


Bibliografia ...

Joseph Nicolosi, "Omosessualità maschile: un nuovo approccio,"
SugarCo Edizioni, Milano 2002.

G. Van den Aardweg, "Omosessualità e speranza," Ares, Milano 1985.

"Catechismo della Chiesa Cattolica," Editrice Vaticana, n. 2357-2359.