29 novembre 2009

ENZO FRANCONE SE N'E' ANDATO

E' morto Enzo Francone, tra i fondatori del FUORI!, storico esponente del movimento lgbt italiano, tesoriere dell'associazione radicale ‘Certi Diritti’.

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario dell’associazione radicale 'Certi Diritti’:

E’ morto questa sera a Torino Enzo Francone, esponente storico del movimento gay italiano, tra i fondatori del Fuori!, il primo movimento gay italiano, esponente storico del movimento lgbt, tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Enzo Francone, da sempre radicale, era impegnato sin dai primi anni ’70 nelle iniziative locali e nazionali del movimento gay italiano al fianco di Angelo Pezzana ed Enzo Cucco. La sua scomparsa, causata da una grave forma di cancro, è una perdita umana e politica di grande rilievo. Le sue lotte, le sue battaglie sono entrate nella storia del movimento gay italiano.

Fu arrestato diversi anni fa a Mosca e poi aTeheran nell’ambito delle lotte nonviolente del Fuori e dei radicali contro i soprusi di quei regimi verso le persone omosessuali. Il suo storico impegno nella città di Torino lo ha reso un riferimento di grande importanza nel coordinamento Torino Pride, grande esempio di coesione e vicinanza tra le associazioni lgbt che si battono per l’eguaglianza dei diritti.

Certi Diritti piange la perdita di una persona straordinaria che con il suo impegno ha contribuito alla crescita e al prestigio dell’Associazione.

Enzo Francone ha sempre caratterizzato il suo impegno per il riconoscimento dei diritti delle persone lesbiche, gay e transessuali con una grande forza umana e sempre con il sorriso. Questo è il motivo per cui tutti gli volevano tanto bene.

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di seguito, l’intervento di Enzo Francone durante un dibattito pubblico nell'ambito delle iniziative proposte per la Giornata Internazionale contro l'Omofobia.

Paolo Violi


28 novembre 2009

SESSO PROTETTO, SESSO SICURO







PIACERE SICURO

A Roma e nel Lazio un progetto di prevenzione contro l’aidse le infezioni sessualmente trasmesse rivolto a gay, lesbiche, bisessuali e trans. A cura del Circolo di cultura omosessuale ‘Mario Mieli’, con il sostegno della Regione Lazio e con la partecipazione dell’Associazione Libellula e dell’Unità di Immunologia clinica dell’Ospedale ‘San Giovanni Addolorata’.

L’aids e le altre malattie sessualmente trasmesse si combattono con una corretta informazione sulle possibilità di infezione e promuovendo una cultura del sesso sicuro, con l’impiego del preservativo in ogni rapporto.

Per contrastare la nuova, preoccupante tendenza che, dopo la progressiva diminuzione di nuovi casi registratasi negli anni Novanta e una stabilizzazione del numero dei contagi, vede crescere negli ultimi anni il numero di nuove infezioni del virus hiv per via sessuale (sia eterosessuale che omosessuale) in alcune zone d’Italia, tra cui il Lazio, secondo quanto evidenziato dagli ultimi rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli lancia il progetto “PIACERE SICURO”, della durata di un anno, realizzato con il sostegno della Regione Lazio e con la partecipazione dell’Associazione Libellula e dell’Unità di Immunologia clinica dell’Ospedale San Giovanni Addolorata.

Il progetto si rivolge in particolare alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali e ha l’obiettivo di fornire informazioni corrette sulle infezioni sessualmente trasmesse, sul test hiv e sugli altri test e sul sesso sicuro, proponendo comportamenti di prevenzione e per la tutela della salute. Sono quattro le direzioni di intervento nelle quali si muove il progetto: unità di strada, diffusione gratuita di depliant informativi mirati accompagnati da un cd musicale, gruppi di lavoro, un apposito sito internet (www.piaceresicuro.it) e una linea telefonica amica.Dopo una prima fase di interventi e informazione, iniziata a giugno 2009, abbinata a un lavoro di raccolta di dati e mappatura del territorio, il progetto entra ora in fase pienamente operativa e viene presentato ufficialmente in occasione del Red Party contro l’aids di Muccassassina (discoteca Qube, via di Portonaccio 212), venerdì 27 novembre, evento di beneficenza in occasione della XXII Giornata mondiale contro l’aids. Sul palco di Muccassassina saranno presenti rappresentanti delle associazioni e l’Assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri, che a tale proposito dichiara: “Parteciperò alla presentazione di questo importante progetto, che abbiamo voluto sostenere in Regione nella convinzione che una corretta informazione, nonché puntuali percorsi di prevenzione possano contribuire ad abbassare sempre di più i numeri del contagio di una malattia terribile quale è l’aids, e sulla quale è necessario non abbassare mai la guardia. Per quanto riguarda lo specifico campo di intervento del progetto ‘Piacere sicuro’, particolarmente rilevante mi pare la previsione di una unità di strada che possa andare incontro alle persone dove può essere più alto il rischio di commettere leggerezze che non lasciano scampo; ritengo quindi fondamentale il ruolo di sensibilizzazione degli operatori coinvolti nell’iniziativa. Con il sostegno dato al progetto, infine, intendo ribadire, una volta di più, la mia vicinanza alla comunità glbt, ai suoi bisogni e alle sue esigenze”.

Il lavoro dell’unità di strada del progetto “PIACERE SICURO” interviene direttamente sul territorio di Roma e del Lazio e prevede la presenza di un’unità mobile (camper), con a bordo operatori e medici, in orari serali e notturni in diversi luoghi all’aperto finalizzati ad incontri sessuali occasionali gay, davanti ai principali luoghi di aggregazione glbt (discoteche, bar, saune, spiagge ed eventi come il Pride e il Primo dicembre) e nei luoghi di prostituzione maschile e trans, con lo scopo di fare informazione e sensibilizzazione. Durante questi interventi vengono distribuiti gratuitamente profilattici, lubrificanti e materiale informativo e il personale medico è a disposizione per colloqui, approfondimenti ed eventuali controlli, che si svolgono a bordo del camper, in un’atmosfera accogliente e informale che garantisce la massima riservatezza.Il progetto mira a distribuire, nei vari luoghi di incontro di persone gay, lesbiche, bisessuali e trans, depliant informativi caratterizzati da informazione e messaggi espliciti e diretti sul tema della prevenzione del virus hiv e delle malattie sessualmente trasmesse, realizzati nelle quattro lingue, italiano, spagnolo, portoghese e rumeno, che sono quelle maggiormente riscontrate nella popolazione che si vuole raggiungere. Questi depliant vogliono arrivare in modo mirato ai diversi target lesbico, trans e omosessuale e per questo sono stampati con informazioni diverse e specifiche a seconda dei destinatari. La vera novità di questo strumento informativo è il fatto che viene proposto in accompagnamento a un cd musicale curato da Tamashi, dj di Muccassassina, il più celebre party gay, lesbico e trans italiano, da sempre utilizzato dal Circolo Mario Mieli come canale preferenziale per la comunicazione dei messaggi di prevenzione al pubblico gay. Nella tracklist del cd, intitolato “Muccassassina for Batti il Virus”, anche una versione house brano “Somewhere over the rainwob”, cantato da Vladimir Luxuria. Il gadget, distribuito gratuitamente, contiene al suo interno l’opuscolo informativo e vuole garantire la conservazione nel tempo delle informazioni contenute, evitando il rischio che vengano perse accidentalmente o gettate per incuria.

Altro strumento operativo previsto dal progetto “PIACERE SICURO” sono i gruppi di lavoro, organizzati in diversi giorni e orari presso la sede del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli (via Efeso 2A). Aperti a tutte le persolne glbt interessate ai temi specifici del sesso sicuro, della percezione del rischio e del’uso di sostanze psicotrope, i gruppi sono gestiti da psicologi.Il progetto punta inoltre su informazione e comunicazione, grazie a un apposito sito internet (www.piaceresicuro.it), che consente di ricevere supporto in diretta da un operatore, in modo completamente anonimo e discreto, attraverso una chat on line, per consigli e dubbi in relazione al sesso sicuro e alle malattie sessualmente trasmesse. Sempre per fornire servizi di counselling e ascolto, è infine a disposizione la Linea Amica del Circolo Mario Mieli, al numero 06.5413985.

IL SILENZIO NON ELIMINA IL PROBLEMA

In occasione della XXI Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids, Holding Adv, leader nel settore dell’outdoor advertising, lancia la campagna sociale “Il silenzio non elimina il problema”, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di continuare a parlare di Aids e sieropositività, informando correttamente sulla prevenzione.

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In particolare, la campagna “Il silenzio non elimina il problema” avrà visibilità dal 28 novembre al 1° dicembre su due impianti di enorme impatto situati in location d’eccellenza: la Maxi Affissione su Palazzo Venezia a Roma, con una superficie espositiva di oltre 200 mq, e l’Urban Mega Screen, il ledwall più grande d’Europa, in Piazza Duomo a Milano.

Dopo una prima campagna sociale svoltasi nel maggio scorso contro l’utilizzo di stupefacenti, Holding Adv, grazie al personale impegno del suo Presidente Gianluca De Marchi, mette ancora una volta la propria organizzazione e i propri spazi pubblicitari a disposizione di un progetto sociale, dando un aiuto concreto a sostegno di NPS Italia Onlus - Network Italiano Persone Sieropositive, primo gruppo in Italia fondato esclusivamente da persone HIV+, attive nel campo della prevenzione, sensibilizzazione, informazione e supporto psico-sociale per le problematiche legate all'HIV-AIDS.

In particolare, la campagna “Il silenzio non elimina il problema” avrà visibilità dal 28 novembre al 1°dicembre su due impianti di enorme impatto situati in location d’eccellenza: la Maxi Affissione su Palazzo Venezia a Roma, con una superficie espositiva di oltre 200 mq, e l’Urban Mega Screen, il ledwall più grande d’Europa, in Piazza Duomo a Milano.

Su Urban Mega Screen verrà dato ampio spazio alle iniziative organizzate da NPS per il World Aids Day e allo spot “Ferma l’Aids” prodotto dall’associazione.

Holding Adv organizza inoltre una serata evento che si svolgerà a Roma domenica 29 novembre presso il Room 26 e vedrà l’intrattenimento degli Snap, gruppo di riferimento per la dance anni ’90. L’incasso della serata sarà devoluto a NPS Italia Onlus.

HRW CHIEDE PROTEZIONE PER I GAY IN SERBIA


BELGRADO, Serbia (AP) -Human Rights Watch ha affermato martedì che la Serbia deve muoversi rapidamente e in modo visibile per fermare il flusso crescente di violenza e discriminazione contro gli omosessuali .

Il nuovo gruppo per i diritti dell'uomo creato a NewYork- ha detto di aver scritto al presidente Boris Tadic invitandolo a denunciare la violenza basata sull'identità di genere e di orientamento sessuale. " La violenza omofobica negli ultimi mesi ha impedito alla gente LGBT l'accesso alle libertà fondamentali " ha denunciato Boris O. Dittrich, direttore dell'avvocatura generale nel programma per il diritto lesbico, gay, bisessuale e transessuale in Human Rights Watch.

" I leaders politici dovrebbero dimostrare di avere il coraggio di condannare l'odio ed impedire gli abusi, " ha detto.

Gli attacchi ed il fastidio contro gli omosessuali sono comuni in Serbia , essenzialmente conservatrice. Il primo GayPRIDE dell'area Balcanica in anni e anni è stato annullato in settembre dopo che il governo ha detto che non può garantire la sicurezza dai gruppi estremisti.

L'evento è stato visto in tutto il mondo come prova importante per testare come la Serbia sia realmente pro-Occidentale nell'impegno per adeguare il paese all'insieme dei membri dell' Unione Europea.

Una Parata del GayPride nel 2001 era stata interrotta dagli estremisti che hanno picchiato selvaggiamente molti dei partecipanti mentre la polizia stava a guardare.

Human Rights Watch ha invitato il governo a assicurarsi che il GayPride seguente nel 2010 possa essere tenuto in sicurezza.

Inoltre ha richiesto un rapido sondaggio sulla situazione di minaccia contro gli attivisti gay e l'impegno per la Serbia di introdurre l'addestramento anti-discriminazione relativo nelle scuole così come per la polizia, i giudici e i procuratori.

Non c'è stata alcuna risposta ancora dalle autorità.

Tadic ed altri capi di governo avevano condannato gli attacchi contro gli attivisti gay nel passato.

Support decriminalisation of Homosexuality at UN!

20 novembre 2009

UNA MORTE ANNUNCIATA

CASO MARRAZZO, AZIONE TRANS E GAYLIB: "MAGISTRATURA DOVEVA PROTEGGERE LA TESTIMONE CHIAVE BRENDA. VICENDA SEMPRE PIU' FOSCA E ORRIBILE. SI FACCIA DEFINITIVAMENTE CHIAREZZA"

La presidente di Azione Trans, Francesca Eugenia Busdraghi e l'associazione GayLib (gay di centrodestra) esprimono profondo sconcerto e numerosi interrogativi per la orribile morte che avrebbe coinvolto la transessuale Brenda, testimone chiave del cosiddetto "caso Marrazzo", vicenda che ha portato, come è noto, alle dimissioni l'ex presidente della Regione Lazio, esponente di spicco del Partito Democratico.

"Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo (T.D.O.R.) ci chiediamo - dichiara Francesca Eugenia Busdraghi - se la Magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata. La risposta, purtroppo, ce l'abbiamo già - prosegue Busdraghi - e nel dolore umano per la morte violenta quanto misteriosa di una persona, non possiamo non affermare che probabilmente il fattaccio si sarebbe potuto e dovuto evitare attraverso accortezze che comunemente vengono garantite ai protagonisti di fattispecie simili".

"Di certo la trans - conclude la presidente di Azione Trans - si era trovata in un affare molto più grande di lei e, non scordiamolo, appena la settimana scorsa era stata vittima di una violenta aggressione, addebitata da una stampa a un gruppo di romeni. Ora leggiamo di una fine tanto terribile. Crediamo vi sia almeno materiale sufficiente a riflettere".

"E' sconvolgente - aggiungono il presidente nazionale e il segretario politico di GayLib, Enrico Oliari e Daniele Priori - che nella vicenda torbida che ha visto coinvolto l'ex governatore Piero Marrazzo nell'arco di due mesi ci si trova a contare il secondo morto. La vicenda sta oggettivamente assumendo contorni oltremodo foschi e il pensiero che vi potrebbero essere, stando sempre alle dichiarazioni delle trans e dello spacciatore morto a settembre, altri personaggi politici coinvolti dei quali non si conoscono i nomi, fa semplicemente rabbrividire. Da ultimo, al di là di ogni altra considerazione - concludono Oliari e Priori - non si può oggi non rivolgerle un pensiero di profonda pietà alla povera Brenda oltre all'auspicio che la magistratura faccia definitivamente luce su una brutta storia che si sta aggravando di giorno in giorno".

GayLib e Azione Trans

Francesca Eugenia Busdraghi [Presidente Azione Trans]
Enrico Oliari [Presidente Nazionale GayLib]
Daniele Priori [Segretario Politico e Referente Lazio GayLib]


MORTE DI BRENDA: QUANTO AVVENUTO NEL ‘TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE’ E’ UN ESEMPIO LAMPANTE DELLA PENOSA SITUAZIONE IN CUI SI TROVA L’ITALIA

dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

“E’ difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese.

Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse. Brenda sarà ‘usata’ da qualche lacchè di regime, da qualche viscido servo che strumentalizzerà la sua immagine per alimentare un po’ di cronaca nera parlando di ‘misteri italiani’, di cui non gliene importa davvero nulla, e nemmeno gli importa della condizione e del contesto nel quale le persone transessuali sono costrette a vivere.

Questi miserabili, che impongono il sonno della ragione a milioni di italiani, sono esattamente coloro che non parlano mai di diritti per le persone lesbiche, gay, transessuali ma anzi, impongono di loro una visione ridicola e patetica, alimentando l’ipocrisia e la falsità: quelle del peccato e dell’assoluzione, del proibizionismo criminogeno, dell’omofobia e della transfobia, dell’odio e della violenza appunto.

Noi continueremo la nostra lotta nonviolenta per la difesa dei diritti civili e umani delle persone LGBT. Questa penosa classe dirigente offre oggi all’Italia la tragica morte di una persona transessuale, nel giorno del ‘Transgender Day of Remembrance’: un altro drammatico ‘record’ di cui vergognarsi”.

E’ MORTA BRENDA

Si infittisce il mistero sul caso Marrazzo. E’ stata trovata morta carbonizzata la trans brasiliana Brenda, coinvolta nella vicenda di sesso, droga e ricatti che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione. Brenda era in queste condizioni nel suo appartamento, un seminterrato trasformato in appartamento, in via Due Ponti, a Roma. Il corpo - secondo fonti dalla polizia scientifica - non presenta segni di violenza. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere era stata trovata una bottiglia di whisky. Ma le sue colleghe avrebbero riferito che ieri sera Brenda era sobria anche se molto giù di morale: avrebbe detto loro che non ce la faceva più ad andare avanti. Un particolare significativo: nel suo appartamento sono stata trovate delle valigie pronte. Forse si preparava a lasciare Roma e l’Italia.

I vicini - la trans viveva in un deposito adibito ad appartamento - hanno riferito di aver sentito del trambusto nella notte provenire da quell’appartamento, ma solo poco dopo le 4, quando si è sviluppato l’incendio, sono stati chiamati i pompieri.

La transessuale brasiliana coinvolta nel caso per i rapporti che avrebbe intrattenuto con Marrazzo, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell’ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L’audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l’altro, la questione dell’esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali.

Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell’occasione dovettero difendersi perché la trans dava in escandescenza. In quell’occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.

Brenda è il secondo morto della vicenda Marrazzo. Il primo è Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un’overdose di cocaina nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l’allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.

[ La Repubblica ]

17 novembre 2009

DA UOMO A UOMO

Segnalo a tutt** l' iniziativa nazionale di MASCHILEPLURALE aperta a uomini e donne di buona volontà. Alba

il 21 novembre a Roma, in Piazza Farnese, dalle ore 15.30 alle ore 19.30 per celebrare la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne del 25 novembre.


per informazioni e adesioni contattare info@maschileplurale.it

AUSTRIA APPROVA UNIONE CIVILE PER COPPIE OMOSESSUALI MA ESCLUDE MATRIMONIO

‘Certi Diritti’ ci informa ...

Vienna, 17 nov.(Apcom) - Il governo austriaco ha dato oggi il via libera all'introduzione di una unione civile per le coppie omosessuali che esclude però il matrimonio tout-court. Dopo mesi di negoziati all'interno della "Grande coalizione" al potere in Austria, le coppie gay potranno, a partire dal prossimo primo gennaio, dopo l'adozione finale del progetto dal parte del Parlamento, godere delle stesse disposizioni a favore delle coppie eterosessuali in materia di pensioni.Le coppie gay e lesbiche potranno anche portare lo stesso cognome, ma per contro l'adozione di un bambino o la procreazione assistita resteranno off-limit, ha sottolineato il ministro della Giustizia Claudia Bandion-Ortner.

La legge approvata oggi è frutto di un compromesso conseguito dopo una feroce opposizione del partito conservatore Oevp che è riuscito ad ottenere il divieto del matrimonio civile. Unicamente autorizzata è la registrazione dell'unione presso le anagrafi sullo stato civile.

Secondo Gabriele Heinisch-Hosek, ministro della Condizione femminile, che si è battuta per ottenere il matrimonio, il progetto di legge "non è ancora definitivo" lasciando intendere che potrebbero esservi apportati degli emendamenti. L'adozione del testo da parte del Consiglio dei ministri è stata preceduta da una settimana di campagna mediatica orchestrata dall'arcivescovo di Vienna, il Cardinale Christoph Schoenborn, che ha insistito sul fatto che per la Chiesa cattolica una unione o un matrimonio può esistere solo fra un uomo e una donna. [fonte : Afp]

14 novembre 2009

E MENTRE LE ASSOCIAZIONI GLBT IN ITALIA DISCUTONO, DALL'EU ARRIVANO SEGNALI INQUIETANTI ...

CERTI DIRITTI: L"OFFENSIVA LITUANA" NON FACCIA RETROCEDERE L'UNIONE EUROPEA SUI DIRITTI LGBT. IL RISCHIO C'E' E OCCORRE SCONGIURARLO!

dichiarazione di Ottavio Marzocchi, reponsabile questioni europee per Certi Diritti e Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale ‘Certi Diritti’:

"Certi Diritti chiede all'Unione europea ed alle sue istituzioni di non retrocedere di fronte ad una offensiva intentata da alcuni partiti omofobici negli Stati membri e nel Parlamento europeo. C'é infatti il rischio concreto che, per non disturbare troppo gli Stati, l'UE faccia un passo indietro sui diritti LGBT:

- Il 17 settembre 2009 il PE approvava a larga maggioranza una risoluzione di condanna della legge sulla protezione dei minori contro informazioni pubbliche dannose. Tale legge in realtà era volta a proibire e criminalizzare ogni informazione pubblica in merito all'omosessualità che fosse accessibile ai minori. Il PE chiedeva di riformare la legge omofoba, incaricava la sua commissione per le libertà pubbliche di seguire la questione e chiedeva "all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali di esprimere un parere sulla legge e sugli emendamenti alla luce dei trattati e del diritto dell'Unione europea".

Il 10 novembre il Parlamento lituano ha approvato una risoluzione che chiede al governo di portare il Parlamento europeo in Corte di Giustizia UE per annullare la risoluzione approvata.

Lo stesso giorno il Direttore dell'Agenzia per i Diritti Fondamentali, Morten Kjaerum, scriveva al Presidente del PE, il popolare polacco Buzek, che "la richiesta del PE, cosi come formulata, non ricade nei compiti previsti dal mandato dell'Agenzia".

Il 12 Novembre 2009 il PE ha approvato un emendamento alla risoluzione sul Programma di Stoccolma dell'UE sulla libertà, la giustizia e la sicurezza nei prossimi 5 anni, depositato da Jeanine Hennis-Plasschaert del gruppo ALDE su proposta di Ottavio Marzocchi (responsabile di Certi Diritti per le questioni europee e membro del segretariato del gruppo ALDE) che affermava "invita gli Stati membri a garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche alle coppie dello stesso sesso nell'UE – in particolare le coppie sposate, i partner o le coppie di fatto – almeno per quanto riguarda i diritti relativi alla libertà di circolazione". Il gruppo PPE ha deciso di astenersi sul voto finale della risoluzione solamente a causa dell'approvazione di questo emendamento, nonostante fossero stati votati e depositati 494 emendamenti. Il PPE ha anche chiesto di cambiare il testo in vista del voto in plenaria che avverrà tra due settimane a Strasburgo.

Certi Diritti si appella al Direttore dell'Agenzia per i diritti fondamentali ed in particolare al PE perché non rinuncino, ma anzi continuino a richiamare gli Stati membri al rispetto dei valori europei e dei diritti fondamentali, inclusi quelli LGBT.

09 novembre 2009

TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE ….



[video realizzati da Federica Pezzoli]

estratti della Conferenza Stampa - Incontro Pubblico: ‘TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE ...’ , Roma, Via di Torre Argentina 76, 3 novembre 2009.
l'evento è stato organizzato dall'Associazione Radicale ‘CERTI DIRITTI’.

08 novembre 2009

“OMOSESSUALITA' E PSICOTERAPIE"

Si è svolto ieri a Roma, presso la Biblioteca nazionale, un importante convegno internazionale su “Omosessualità e psicoterapie” promosso dal Prof. Vittorio Lingiardi, medico psichiatra e psicanalista, Ordinario presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ dove dirige la 2° scuola di Specilizzazione in Psicologia clinica

Il convegno, forse l’unico di questo genere in Italia, ha trattato e analizzato il tema delle ‘terapie riparative’, nate negli Usa, tra le altre, dall’Associazione Narth e ispirate dal fondamentalismo religioso degli evangelici cristiani, che anche in Italia, per altre vie, si stanno purtroppo diffondendo, è stato un grande esempio di confronto, chiarimento e affermazione della scienza davanti ad una platea di specialisti ed alcuni esponenti del movimento lgbt(e).

Soprattutto nella parte finale del convegno vi sono stati momenti di grande confronto scientifico tra gli psichiatri dott. Paolo Rigliano e il dott. Tonino Cantelmi su alcuni approcci e studi riguardo le cosiddette ‘terapie’ riparative.

Tra i punti più rilevanti chiariti dal convegno, con elementi, dati e studi scientifici, vi sono:

a) l’omosessualità non è una malattia;

b) le “terapie riparative” non hanno alcun fondamento scientifico;

c) quasi tutte le persone che si sono sottoposte a tali pseudo “terapie” sono rimaste omosessuali, le pochissime che dichiarano di essere ‘guarite’ dall’omosessualità sono per lo più persone che lavorano nell’ambito di associazioni che promuovono o gestiscono le ‘terapie riparative’;

d) coloro che svolgono l'attività di psichiatri o psicoterapeuti, e promuovono le ‘terapie riparative’, sono passibili di denuncia presso gli albi e istituti professionali per la totale infondatezza scientifica di questi metodi;

e) affidarsi alle conoscenze di uno specialista serve quindi non a ‘esssere o diventare normali’ ma a imparare ad accettarsi....

Certamente dimentico molte cose, per questo in coda a questo intervento metto un lancio dell’Agenzia Ansa di ieri che raccoglie altre informazioni e qui di seguito un breve testo storico su quanto accadde a un convegno di psichiatri nel 1972.

Credo che tutto il movimento lgbt(e) italiano debba essere riconoscente al Prof. Vittorio Lingiardi per aver promosso questo convegno, di grandissimo livello scientifico e di grande aiuto per la nostra battaglia di superamento delle diseguaglianze.

Un caro saluto,

Sergio Rovasio [Associazione Radicale ‘CERTI DIRITTI’]

Nel 1972 a Sanremo ad un convegno di psichiatria sull’omosessualità accadde qualcosa di storico.

Vi riporto un intervento tratto dal sito www.gay.it del 7 giugno 2002 di Stefano Bolognini :

“... In Italia era da poco nato il primo movimento gay, il Fuori!, che raccoglieva un modesto gruppo di militanti e che era salito alla ribalta delle cronache qualche mese prima del 5 aprile 1972 per aver scritto una lettera, firmata con i nomi e cognomi dei militanti, di protesta ad un quotidiano nazionale che aveva bistrattato l'omosessualità, decise di agire chiamando a raccolta anche i militanti di altri paesi europei. A Sanremo quella mattina i luminari delle scienze sessuologiche furono accolti da una piccola folla arrabbiata che gridava: "Normali, normali". Era la ribellione dei potenziali pazienti che oltre a gridare mostravano cartelli con scritte di questo tenore: "Psichiatri siamo venuti a curarvi", "Psichiatri ficcatevi i vostri elettrodi nei cervelli", "La normalità non esiste", "Primo e ultimo congresso di sessuofobia" e così via...

Ogni cartello era una veemente dichiarazione di guerra e i quaranta contestatori presenti erano assolutamente consci che si stava compiendo un gesto storico. Per la prima l'omosessualità lottava a viso aperto. La rabbia era molta.

I congressisti, non troppo lungimiranti ma questo lo hanno già attestato i loro studi, decisero di chiamare la polizia rendendo memorabile l'evento. Le forze dell'ordine sequestrarono i cartelli ai militanti e due di essi furono portati in commissariato.

Il convegno incominciò comunque e tra gli iscritti a parlare si proposero regolarmente anche alcuni contestatori. Angelo Pezzana, presidente del Fuori, aprì le danze con il celeberrimo "Sono un omosessuale e sono felice di esserlo" di fronte ai congressisti sbigottiti. Il giorno dopo intervenne una militante francese che si scagliò contro la sessuofobia. Il terzo giorno ignoti lanciarono fialette di gas derattizzante, che è decisamente puzzolente, nella sala e il congresso fu interrotto….”.

SALUTE: TERAPIE CONTRO OMOSESSUALITA' 'INUTILI E DANNOSE'
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Malattia, immoralita', errore. Sono in tanti a pensare ancora all'omosessualita' come disordine morale che va curato, persino invertito. Omosessualita' e psicoterapia sono state oggi al centro di un convegno internazionale che si e' svolto a Roma per delineare lo stato della ricerca scientifica e sociale, in un momento in cui si assiste alla preoccupante diffusione di episodi omofobici.

Ha meno di dieci anni il documento prodotto dall'American Psychiatric Association (APA) in cui viene negata l'antica associazione omosessualita' - disturbo mentale; mentre, solo qualche mese fa, sempre l'APA ha ribadito le proprie posizioni contro le cosiddette terapie riparative che, in estrema sintesi, mirerebbero a riorientare l'identita' sessuale delle persone, 'riconvertendole' a relazioni etero.

Come ha sottolineato il professor Vittorio Lingiardi, direttore della 2ø Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell'Universita' 'Sapienza' di Roma, 'siamo spesso di fronte a chi si rivolge a un terapeuta per risolvere l'enigma circa la propria identita', per liberarsi di quell'ingombrante inquilino che abita la sua casa'. Il terapeuta pero' non deve trovare soluzioni, ma ha l'obbligo di ascoltare le domande che spingono i pazienti a dubitare di se stessi. Le terapie riparative invece, a cui spesso le persone sono indirizzate dalla famiglia, dalle comunita' locali e da quelle religiose, potrebbero peggiorare le condizioni mentali dei pazienti, esasperando il senso di vergogna e di disprezzo verso verso se stessi. Si rinforza insomma il conflitto interiore a discapito di una ricerca piu' profonda. Uno dei piu' noti promotori della terapia riparativa e' l'associazione NARTH, fondata dallo psicanalista Charles Socarides nel 1992, che incoraggia, nel caso degli uomini, l'identificazione con una figura maschile, riforzando al contempo i cosiddetti 'ruoli di genere tradizionali' per ottenere uno spostamento dall'omo all'eterosessualita'. Tuttavia la testimonianza di molti pazienti sottoposti a terapia riparativa ha rilevato come questi, nello sforzo di cambiare il proprio orientamento, si siano ritrovati ingabbiati in un mondo di finzione in cui la scoperta della propria identita' gradualmente si allontana.

Per molte persone, scoprire di essere gay e' giustamente motivo di stress, laddove pregiudizio, discriminazione e violenza sono solo alcune delle cause scatenanti. Affidarsi alle conoscenze di uno specialista serve quindi non a essere o diventare normali, ma a imparare ad accettarsi. Amare se stessi e' l'unico rimedio contro i dubbi che fanno spesso piu' paura delle certezze. Un cammino lungo, forse doloroso, in cui il disagio non sia sopito ma ascoltato.

(ANSA) - Y94 07-NOV-09 19:46

04 novembre 2009

L'ALBA DI PAPA MAX

4 novembre 2007
4 novembre 2009

Due anni fa, in queste stesse ore antelucane il grande Massimo Consoli salutava per sempre la vita. Un pensiero stanotte vola dalle sue parti, ovunque si trovi. Una voce, quella sua voce, di amico e, per me, di padre spirituale, mi risuona dentro, scaldandomi il cuore e dandomi forza. Mi è accaduto molte volte quest’anno, davvero molte, più di sempre, di averne davvero bisogno. Per trovare la forza, il coraggio, la fede nelle idee e nell’impegno, la dedizione nel portare avanti ciò che è giusto. Papa Max era così. Come tutti i grandi sacerdoti. Forte, autorevole e netto. “Se credi che una cosa sia giusta devi farla, portarla avanti, anche da solo”. Me lo diceva spesso, specie quando lo scoramento mi assaliva. Lui l’ha fatto, noi tutti dobbiamo continuare a farlo. Perché tante apparenti solitudini possano generare presto una sincera, affettuosa, viva e piena compagnia. In nome della memoria e della Storia sulle quali fondare il futuro che vogliamo. In questa notte ancora confusa tra la pioggia copiosa dell’autunno e il vento gelato della tramontana pronta a condurci nell’ennesimo inverno, una lacrima di commozione e amore vero, da Amico, da figlio, da essere umano, scende a mitigare l’animo che tende all'inquietudine. A istillare altra vita. Quella che servirà a sorridere ancora verso il sole della libertà, della dignità e dei diritti per tutta la comunità varia che Papa Max ha contribuito non poco a creare. Toccherà a noi accendere questo nuovo sole. Sarà nostro il ruolo quotidiano, arduo e spesso oscuro di sostenerne la luce. Per questo oggi alle ore 12 presso il Cimitero di Marino porterò un fiore a Massimo Consoli. Come omaggio alla memoria sua e di tutti noi che non si spegne, anzi, è pronta e matura per vivere l’alba di domani. Che non conoscerà più morte. Viva Papa Max, viva la Comunità Varia, viva la Libertà!

Daniele Priori

02 novembre 2009

MI RICORDO PASOLINI

Io non sono mai molto lucido quando parlo di Pasolini. I rapporti che ho avuto in vita con lui mi proibiscono di parlarne in maniera oggettiva. Confesso dunque che mi metto sempre dentro il margine della visceralità e della soggettività. D'altronde, c'è un altro meccanismo che mi scatta dentro, dato che è chiaro che proiettavo, identificavo su Pasolini una figura grosso modo paterna e anche materna.

Il padre, diciamo così, era l'ideologia, era l'intelligenza, era la sapienza. La madre, invece, era la poesia. Mi sento scrutato, giudicato da Pasolini, continuamente. E' come se fosse stato un grande dio che, purtroppo, ha dimostrato il suo difetto, la sua mortalità. Morendo Pasolini ha compiuto su di me una specie di esorcismo e mi ha lasciato libero di continuare per la mia strada.

Io non so qual è la mia strada. E' la strada di un emarginato, di uno zingaro, di uno che ha scelto di non compromettersi se non in una compromissione feroce, forse anche in questo pasoliniana, nei confronti della società italiana.

Pasolini diceva: «Voglio lasciare l'Italia». Era uno dei suoi leit motiv degli ultimi tempi. Nel dirlo c'era l'ironia di chi sa che, in realtà, non può farlo e forse anche la prefigurazione della sua morte. Io credo che tutti noi lo sappiamo e un poeta poi lo sa, forse, non perché ha dei poteri medianici o telepatici o di intuizione superiore a quella degli altri, ma lo sa per una specie di magico rapporto che ha con la realtà.

Pasolini sapeva da premonizioni, da sogni, dall'inconscio che si svelava attraverso i sogni, che la morte lo doveva colpire. Non gli piaceva la vita. Non gli piaceva più la realtà, diciamo la verità.

La verità è quella che Pasolini ha firmato, concludendo la sua vita terrena. Lasciamo stare il fatto oggettivo, politico, della sua morte per mano dei fascisti, come io sono convinto che sia. E' proprio per ragioni di poesia. Ci arrivo attraverso la poesia, non attraverso la politica, l'ideologia, a spiegarmi quella morte, perché solo chi è impoetico totalmente, chi è barbaro, chi è nero, può pensare di uccidere un poeta come Pasolini.

Pasolini mi ha lasciato libero e io, di questa libertà, non so che farmene.

Non so che farmene, soprattutto perché mi sembra una condanna superiore a qualsiasi prigionia a cui lui mi costringeva. Questo è l'amore che io ho per Pasolini. Parlarne, per me, adesso, non è più neppure uno strazio, è una specie di confessione di fronte a questo dio che mi ha tradito. [...]

La tradizione non è un fatto reazionario, è un fatto rivoluzionario scoprirla e nutrirsene. Quando lui diceva «sono una forza del passato» era la più grande provocazione che possa fare un uomo di cultura oggi, perché è il passato che uccide il presente e uccide il futuro. [...]

Per cui mi sento colpevole, mi sento vittima di questo mio senso di colpa, mi sento orfano e tutti questi scatti, emozioni psicologiche che dentro di me convivono, non lasciano spazio ad una possibilità di oggettività. E' un fatto traumatico, l'amore. Diceva Pasolini: «solo l'amore conta. Solo il conoscere. Non l'aver amato, non l'aver conosciuto». Io qui, in questo momento, sono consapevole che non mi libererò del fantasma di Pasolini finché non troverò pace, diciamo così, in un amore verso me stesso. Il fatto che però possa amarmi, possa chiarirmi, viene offuscata dalla possibilità che Pino Pelosi sia fatto uscire, magari fra qualche giorno, solo per il fatto che ha ucciso un grande poeta, un grande artista come Pasolini e solo perché è questo che la società italiana voleva. La società italiana è una comunità di false interpretazioni sociologiche, repressa e fascista nel profondo, e non produce che mostri, nonostante tutti quelli che l'abbelliscono, la impreziosiscono con orpelli modernistici. Per cui i Pino Pelosi devono essere assolti, per carità, per confermare questo tipo di società che non prevede altro che orrore e menzogna.

E' un paese di menzogne, di perfidie, di mostruosità, mai portate sul piano della ragione. [...] La vita di un poeta è la vita di chi arricchisce la collettività. Siccome s'è perso, però, il senso di che cos'e un poeta e che cos'è la poesia, allora è vero che la vita di un poeta vale molto di meno di una qualsiasi checca morta sotto un ponte. Perché di questo Pasolini è contento: valere molto meno di una checca, allora sì, ma non valere quanto una checca. E non che sia spregevole essere checca, intendiamoci, ma perchè la poesia la conosce, la sa soltanto chi capisce che cos'è veramente. Io non lo so spiegare. D'altronde non c'è riuscito nessuno a spiegare cosa sia la poesia. Son cose che o si sentono o non si sentono.

Dario Bellezza

TRANSESSUALI E PROSTITUTE HANNO QUALCOSA DA DIRE…. (E ANCHE I RADICALI CON LE LORO PROPOSTE DI RIFORMA)

L’Associazione Radicale Certi Diritti promuove:

CONFERENZA STAMPA - INCONTRO PUBBLICO.

Martedì 3 novembre, alle ore 15.30

in Via di Torre Argentina, 76 – Roma