30 gennaio 2010

L'OMOSESSUALITA', POLITICAMENTE TRASVERSALE

di Peter Boom - Giovedì 14 gennaio 2010

La commemorazione del sacrificio di Alfredo Ormando (immolatosi davanti al sagrato del tempio della cristianità cattolica il 13 gennaio 1997) davanti alle transenne anticristiche dello stato del vaticano quest'anno è stata sentita poco dagli stessi omosessuali e poco pubblicizzata.

Il motivo di questo disinteresse sta probabilmente nel timore conscio ed inconscio del suicidio che non vuole venir giustificato da persone tra le quali il pensiero al suicidio affiora più frequentemente di altri. Infatti, rappresenta uno spettro che viene rimosso il più possibile.La vita da gay in Italia viene vissuta da molti in modo traumatico a causa dei tanti tipi di emarginazione.

Emarginazioni che a volte si traducono in violenze estreme soprattutto contro transessuali, travestiti e/o persone che mostrano apertamente le loro tendenze.

La colpevole mancanza governativa nel non far approvare una legge contro l'omofobia ha ulteriormente aggravata la situazione. Uno dei più lampanti esempi è il caso del quasi mortale accoltellamento di un gay a Roma. L'aggressore la mattina dopo stava di nuovo a casa.

Nessuno potrà negare che questo per un paese civile è quantomeno anomalo e oltremodo scandaloso. Ora è stato condannato, ma in fondo lui è stato educato in un clima di disprezzo per gli omosessuali, incoraggiato tuttora dalla chiesa cattolica e da una parte della politica, una vittima di malvagio lavaggio di cervello. I mandanti immorali non sono stati condannati!

Invece sembra che i tempi cambino persino in Italia, anche perché si vede una parte dell'estrema destra inclusiva di persone omosessuali. Lo stesso Presidente della CameraGianfranco Fini si è espresso in termini molto liberali ed aperti. D'altronde le leggi devono essere uguali per tutti, in uno società civile i diritti civili ed umani non possono essere sottoposte a deroghe.La Lega Nord oggi è incomprensibilmente all'antica, razzista ed anti-omosessuale, mentre in passato si era dimostrata abbastanza tollerante da sembrare quasi moderna.Nella gerarchia vaticana sopravvive ancora una anticristica chiusura mentre parlando con i semplici preti questo atteggiamento dogmatico non mi pare sia condiviso da una buona parte del clero e neanche dal popolo cristiano cattolico.

Elementi intolleranti militano sia nella sinistra come nella destra, ma mi sembra di percepire che la loro nefasta influenza discriminatoria stia scemando. A questo proposito vorrei segnalare due siti su internet, politicamente in contrasto tra loro, ma che tutt'e due hanno pubblicatoarticoli molto belli ed aperti proprio per commemorare degnamente Alfredo Ormando.

UN SEGNALE DI LUCE !

28 gennaio 2010

EMPOLI, CARCERE DEDICATO AI TRANSESSUALI

Ricavato in un ex istituto femminile. Corsi di aggiornamento per gli agenti

EMPOLI- Era il modello per recuperare donne con problemi di droga, diventerà modello per la detenzione di persone che hanno cambiato sesso. Il carcere per detenuti transessuali di Pozzale, a Empoli, sta per diventare realtà: lo ha annunciato il provveditore toscano dell’Amministrazione penitenziaria, Maria Pia Giuffrida, la quale ha spiegato che «già a fine marzo potrebbero esservi trasferiti circa 30 detenuti trans che al momento sono ospitati in un’ala dedicata del penitenziario di Sollicciano a Firenze». Giuffrida ha presentato la nuova struttura di Empoli incontrando i trans nel carcere di Sollicciano: «Mi sono sembrati tutti molto soddisfatti per questa novità» ha poi riferito. Un percorso lungo, iniziato nel novembre 2008, quando emerse la possibilità di trasformarlo da Casa circondariale femminile a custodia attenuata a struttura penitenziaria dedicata ai trans. La sicurezza sarà affidata a 40 agenti, donne e uomini.

Inaugurato l’8 marzo 1997, l’istituto empolese del Pozzale era fiore all’occhiello per varie sperimentazioni dedicate al recupero e al reintegro nella società delle detenute, tutte con un passato legato alla tossicodipendenza. In quel piccolo «fortino» di cemento armato le ragazze seguivano corsi di cucina e cucito, facevano teatro, coltivavano l’orto e pubblicavano un periodico, «Ragazze fuori». Con l’indulto, molte lasciarono il carcere e da allora il numero delle detenute non è più cresciuto.

Il carcere è stato per un lungo periodo praticamente vuoto, con solo due o tre detenute e oltre 20 agenti di polizia penitenziaria a garantire la sicurezza. Da qui l’idea di usare questa struttura per i trans.

L’edificio mette a disposizione oltre mille metri quadrati, distribuiti su due piani, con 26 celle spaziose e ben arredate, una biblioteca, una sala ricreativa, un gabinetto dentistico, l’infermeria, un campetto sportivo, un ettaro di ulivi, una serra e un’azienda agricola dove si producevano vino e olio. Fra qualche settimana tutto questo sarà a disposizione dei trenta detenuti trans in arrivo da Sollicciano, dove sono reclusi in una apposita zona con vari problemi, come quello dell’ora d’aria, diversa da quello delle donne e degli uomini che non vogliono incontrare i transessuali.

«E una buona notizia, che concretizza un lavoro svolto in questi anni tra l’Amministrazione toscana e le associazioni trans del territorio, in particolare con Trans Genere, Ireos e Mit» ha detto Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay. «Questo progetto pilota, che intende in primo luogo togliere da indebite restrizioni le persone trans detenute, che in quanto tali devono subire nelle carceri italiane diverse limitazioni e discriminazioni, si propone anche di favorire un’azione di presa in carico di queste persone e di compiere, in collaborazione con le istituzioni e le associazioni, un lavoro di integrazione e avvio all’occupazione. Spero vivamente che il progetto di Empoli - ha concluso Mancuso - possa nel tempo esser seguito in altre città italiane».

PERSONE TRANS E LA JUTA DEI FEMMINIELLI AL SANTUARIO DELLA MADONNA DI MONTEVERGINE

Quasi tutte le persone trans ( in particolare quelle del Sud) conoscono la tradizionale andata (juta) a Montevergine, una tradizione che fonde "sacro" e "pagano", antico culto alla Dea Cibele e celebrazione della purificazione della Madonna.

A tutto questo si unisce l'antica tradizione dei Femminielli, che i Ken con le associazioni della Rete della Candelora Day, da molti anni sta rivitalizzando, portando non solo fedeli e laici nello stesso luogo, ma anche portando approfondimento politico, ricerca di protagonismo trans e elaborazione di un nuovo pensiero positivo per nuovi diritti ed antichi doveri di cittadinanza.

Il Programma è molto denso ed è visionabile sul sito alla pagina www.iken.org/blog/candelora2010/ .

Il nostro personale ringraziamento al Mario Mieli ed al Muccassassina per la tradizionale ed inossidabile disponibilità ed a Fanny Coletta e alla Karl du Pignè per l'onore delle straordinarie foto che verranno esposte nella Sala Stampa della Provincia di Avellino.

il dibattito:
Lavoro, Legalità, Libertà: TransWorld

introduce Carlo Cremona - Presidente associazione i Ken ONLUS

intervengono:

Anna Paola Concia - Deputato
La legge contro l'omofobia e la transfobia.
Pianificazione fondi Europei per le pari Opportunità nelle regioni ad obiettivo 1.
Antonia Ruggiero - Assessora Pari Opportunità Provincia di Napoli
Pari Opportunità : Obiettivi e Prospettive dell'Irpinia, uno sguardo all'Europa.
Fabianna Tozzi Daneri - Presidente Associazione Trans Genere
Cambiamento d'Identità sessuale: Le buone prassi. Concretamente.
Giuliana Guida - Segretaria Regionale CGIL - Responsabile Regionale Lavoro
Omofobia e Transfobia sui Luoghi di Lavoro, Tra vecchie paure e nuovi diritti
Mimma Lomazzo - Consigliere di Parità della Provincia di Avellino
"Tutela delle nuove identità sul posto di lavoro; recepimento della normativa 54/2006".
Vanda Spoto - Presidentessa Lega Regionale COOP Campania
L'impresa come luogo collettivo di sviluppo o come paradosso di opportunità negate

Nella Sala saranno visionabili, per gentile e preziosa concessione dell'autrice, gli scatti di Fanny Coletta dal Titolo Queen

A Tutte e Tutti va il nostro grazie, in particolare a all'ufficio Stampa - Maria Tolmina Ciriello e alla responsabile i Ken Avellino - Donatella Ferrante senza le quali questo convegno non sarebbe potuto esistere.

MINORI: GIUDICE, BUONI GENITORI A PRESCINDERE DA OMOSESSUALITA'

Una lesbica puo' essere una brava mamma. E' il senso di una sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano che ha 'rassicurato' un pm preoccupato per lo stato "psico - fisico" di due bimbi figli di altrettante mamme dopo la separazione delle donne, spiegando che la madre biologica, anche se separata dalla compagna, e' adeguata a svolgere il proprio ruolo di genitore a prescindere dalla sua omosessualita'. E' l'epilogo di una vicenda cominciata con la separazione di due donne che hanno convissuto per nove anni, fino al 2003, e hanno avuto tramite l'inseminazione artificiale due figli partoriti entrambi da una delle due. La mamma non biologica dei bambini, un maschio e una femmina che hanno adesso 8 e 10 anni, aveva presentato un ricorso al Tribunale dei Minori per l'affidamento condiviso e la regolarizzazione del diritto di visita, dopo che la mamma naturale le aveva imposto l'interruzione dei rapporti coi figli.

Il ricorso venne respinto per difetto di legittimazione e agli atti trasmessi al pm affinche' valutasse l'apertura di un procedimento a tutela dei due ragazzi. Nel sollecitare l'intervento del pm, i giudici avevano espresso preoccupazione per lo "stato psico - fisico" dei due a causa dell'interruzione dei rapporti con una figura che si era posta come un genitore e per il loro "inserimento in un contesto caratterizzato da una potenziale confusione di ruoli".

Al termine dell'istruttoria, il Tribunale ha archiviato il caso, sottolineando l'adeguatezza della madre biologica a svolgere il proprio ruolo di genitore a prescindere dall'omosessualita' e l'assenza di pregiudizio per i due bambini per l'interruzione dei rapporti con l'ex compagna.

Nessun problema per il contesto 'originale' in cui i ragazzini vivono, con una mamma biologica che adesso ha un'altra compagna e e un padre biologico che conoscono e vive con un uomo.

Valentina Ascione [Partito Radicale – Ufficio Stampa]

26 gennaio 2010

SABATO 30 E DOMENICA 31 GENNAIO 2010 III° CONGRESSO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI A FIRENZE

PRESSO IL CENTRO VALDESE (VIA DE’ SERRAGLI N. 49)
I lavori inizieranno alle ore 10 di sabato con la presentazione, a cura di Giacomo Cellottini, del volume "Amore Civile, dal Diritto della tradizione al Diritto della ragione" (Quaderni Loris Fortuna) con la presenza, tra gli altri, dei principali autori: il giurista Bruno de Filippis, l’Avvocato Francesco Bilotta e Guido Allegrezza con alcune personalità del mondo politico e della società civile.

La proposta di Riforma del Diritto di famiglia, raccolta nel volume, è il risultato di un lavoro durato quasi due anni, che ha visto tra i suoi principali protagonisti i parlamentari radicali e l’ Associazione Radicale Certi Diritti.

I lavori congressuali proseguiranno il pomeriggio di sabato con un ricordo del tesoriere Enzo Francone, scomparso lo scorso novembre, e le relazioni del Segretario, del Presidente e di Tesoreria. A seguire i saluti esterni di associazioni, personalità e parlamentari.

Alle ore 15 verrà accesa da Francesco e Manuel la 'Fiaccola dei diritti' che sta percorrendo in questi giorni varie tappe italiane.

le relazioni previste durante i lavori:

La campagna di Affermazione Civile, presentazione Comitato “Si lo voglio”, GianMario Felicetti. A seguire confronto tra le Associazioni sul tema.

Attualità omosessuali: Terapie Riparative e Omogenitorialità, Prof. Vittorio Lingiardi, Psichiatra e Psicanalista, Università ‘La Sapienza’ – Roma

Prostituzione: Libertà e Antiproibizionismo Pia Covre, Presidente Comitato Diritti Civili Prostitute;

Laicità e Diritto, Francesco Bilotta, Avvocato, co-fondatore Rete Lenford;

Transessuali: ‘Emarginazione esclusione,discriminazione’, Leila Deianis, Presidente Associazione Libellula – Roma;

Il peggio non è mai morto: La battaglia per l'affermazione del diritto di genere in Uganda, Niccolò Figà-Talamanca, Segretario Ong 'Non c'è Pace Senza Giustizia';

Diritti civili e libertà: “l’Europa va avanti, l’Italia va indietro”, Ottavio Marzocchi, funzionario della Commissione Libe del Parlamento Europeo – Bruxelles;

hanno finora assicurato la loro presenza:

Niccolò Rinaldi, deputato europeo Idv, Gruppo Alde; Don Franco Barbero, Comunità cristiane di Base; Mina Welby, Associazione Luca Coscioni; Antonio Rotelli, Presidente Avvocatura lgbt, Rete Lenford; Aurelio Mancuso, Presidente di Arcigay; Paolo Patanè, Arcigay Sicilia, Luca Trentin, Presidente Arcigay Brescia; Massimo Lensi, consigliere provinciale pdl; Agostino Fragai, assessore Riforme Istituzionali Regione Toscana; Alessia Ballini, assessore provinciale Pari Opportunità; Matteo Mecacci, deputato radicale – pd; Donatella Poretti, senatrice radicale – pd; Marco Perduca, Senatore radicale pd; Mario Staderini, Segretario Radicali Italiani; Paola Concia, deputata Pd; Ivan Scalfarotto, Vice Presidente nazionale Assemblea Pd; Pia Covre, Presidente Comitato Diritti civili prostitute; Monica Rossellini, Ass. La Strega da Bruciare, Francesco Piomboni, Presidente Arcigay Firenze; Matteo Pegoraro Co-Presidente Gruppo EveryOne; Alfonso De Virgiliis, Candidato Presidente Toscana Lista Bonino-Pannella; Leila Deianis, Presidente Associazione Libellula, Franco Grillini, Direttore di Gaynews; Marcella Di Folco, Presidente Movimento Identità Transessuali; Alessio De Giorgi, Direttore di Gay.it; Giuliano Federico, Direttore di Gay.tv; Fabianna Tozzi, Presidente Associazione Trans Genere; Regina Satariano, Vice Presidente Associazione Trans Genere; Lady Limoncella, ragazzo licenziato perché Drag Queen; Emiliano Zaino, Presidente del Cassero di Bologna; Maria Gigliola Toniollo, Cgil Nuovi Diritti; Prof.sa Marilisa D’Amico, Costituzionalista Università di Milano; Prof. Andrea Pugiotto, Costituzionalista Università di Ferrara; Helena Velena, esponente del movimento transgender; Felix Cossolo, Direttore di Gayclubbing; Francesco e Manuel, la coppia gay di Savona che dal 4 gennaio ha iniziato un’iniziativa nonviolenta per il riconoscimento della loro unione; Darianna Saccomani Associazione Trans Genere; Prof. Vittorio Lingiardi, Psichiatra Università La Sapienza – Roma; Niccolò Figà Talamanca, Segretario Ong Non c’è Pace senza Giustizia; Barbara Cupisti, regista, attrice, Premio David di Donatello 2008; Vanni Piccolo esponente storico del movimento lgbt; Alfredo Capuano Incaricato scuola Municipio X di Roma; Roberta Vanucci, Segreteria nazionale Arcilesbica; Claudio Cipelletti, regista, autore dei documentari Nessuno Uguale e Due volte genitori. Associazioni: Famiglie Arcobaleno, Agedo, GayLib; Milk di Milano, Ireos Firenze; Studenti Associazione Luca Coscioni; Azione Lesbica e Gay di Firenze; e naturalmente Fondazione Massimo Consoli.

il programma dei lavori al sito: www.certidiritti.it http://www.certidiritti.it/
ufficio stampa: 06-68979250

21 gennaio 2010

NASCE IL FONDO "VINICIO DIAMANTI"

Nasce il fondo “Vinicio Diamanti” nella biblioteca del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”.
Per ricordare l’attore Vinicio Diamanti, star en travesti dell’avanspettacolo degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterista al cinema negli anni Settanta e Ottanta e molto attivo sui palcoscenici del teatro, venuto a mancare lo scorso 23 dicembre all’età di ottantatre anni, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli organizza domenica 31 gennaio, alle ore 17.00 un incontro con le persone che lo hanno conosciuto e hanno lavorato con lui. Saranno proiettati filmati e messe in mostra fotografie e documenti originali e interverranno, tra gli altri, Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli, Dominot, attore e cantante, e Andrea Pini, giornalista e scrittore. Sarà presente anche Bruno Fiorentino, storico attivista e curatore della mostra “Trent’anni di movimento gay, lesbico, trans, transessuale e transgender in Italia”.

Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli annuncia inoltre la costituzione di un Fondo Vinicio Diamanti all’interno del Centro di documentazione Marco Sanna, che raccoglie e rende disponibile per la consultazione il materiale librario, documentario e audio-video della storica associazione romana. La famiglia di Vinicio Diamanti ha infatti donato al Circolo Mario Mieli e, attraverso esso, all’intera comunità lesbica, gay e trans italiana, tutto il materiale appartenuto all’attore. Conservando con amore materiali e testimonianze della sua esperienza artistica, Vinicio Diamanti ha contribuito a salvare non solo la sua storia personale di attore, ma anche un pezzo di cultura gay.

Il Fondo Vinicio Diamanti, attualmente in fase di studio e catalogazione, consta in primis di un corpus di documenti di ambito teatrale e cinematografico (locandine, volantini e brochure informative, copioni originali con annotazioni, contratti e ricevute di pagamento per prestazioni attoriali): si parte da rare testimonianze dell’avanspettacolo, come locandine che riportano tra le vedette Diamonds (all’epoca il nome d’arte di Vinicio Diamanti), fino ad arrivare ai materiali di spettacoli teatrali degli anni Settanta e Ottanta, sia di produzioni importanti che di compagnie sperimentali. Tra i copioni teatrali, degni di rilievo quelli delle messe in scena dei testi di Jean Genet, Jean Cocteau e Franz Wedekind e le testimonianze della collaborazione con registi come Giancarlo Nanni, Memè Perlini, Peppo di Marca. Tra i copioni cinematografici, si distinguono “Gay Salomè” e “Delitto al Blue Gay”.

La biblioteca di Vinicio Diamanti era composta di pubblicazioni di diversa natura, che coprono un arco temporale che va dagli anni Venti del Novecento fino agli anni Duemila. Di grande rilevanza, in termini di cultura gay, un corpus di libri dedicati ai temi della sessualità, pubblicati tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, che ha permesso di far pervenire nella biblioteca del Circolo Mario Mieli pregevoli pubblicazioni altrimenti introvabili.

Sono 500 circa le fotografie appartenute a Diamanti: comprendono foto di scena di spettacoli ed esibizioni en travesti, foto private e foto di famiglia. Di particolare rilievo un gruppo di foto degli anni Venti del Novecento che rappresentano creazioni artistiche di pasticceria realizzate dal padre Vezio Diamanti.

A completare il Fondo Vinicio Diamanti sono, inoltre, spartiti e testi di canzoni con annotazioni originali, pagine di diario, cartoline e corrispondenza in generale, materiali audio e video, rassegna stampa di spettacoli e film che vedono l’attore tra gli interpreti, vestiti, costumi di scena, parrucche, accessori ed effetti personali. Degna di sottolineatura, infine, una raccolta di storiche riviste gay o che hanno ospitato contenuti omosessuali (Fuori, Rome Gay News, Babilonia, Men, Lui Oggi, Fallo), di testimonianze autografe di amici artisti e militanti e di documenti risalenti ai primi anni del movimento gay italiano, come gli atti del Primo congresso di controinformazione sulla sessualità, tenutosi a Roma il 13 e il 14 ottobre del 1973.

19 gennaio 2010

ADESIONE E INVITO

ALLE ASSOCIAZIONI LGBT ITALIANE E A TUTTE LE ASSOCIAZIONI E PERSONE IMPEGNATE PER L'AFFERMAZIONE DEI DIRITTI CIVILI IN ITALIA

la Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ aderisce al Comitato "SI LO VOGLIO" ... e voi che aspettate ?

…. iscrivetevi inviando una mail a silovoglio@googlegroup.com

Care amiche e cari amici,

i tempi sono maturi per proporvi la creazione di un fronte comune a favore del riconoscimento del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Come sapete, con l’iniziativa denominata Affermazione Civile, cui hanno giá aderito alcune decine di coraggiose e responsabili coppie italiane, alcune associazioni hanno messo al centro della loro azione politica questa richiesta.

Pur essendo consapevoli che essa non esaurisce l’elenco delle richieste di uguaglianza e pari opportunità della comunità e delle persone LGBT italiane, riteniamo che la battaglia per il riconoscimento del diritto al matrimonio rappresenti un importante strumento per la crescita sociale e culturale del nostro Paese, e non solo l’ottenimento di un diritto negato. Questa battaglia rappresenta, infatti, un potentissimo strumento di dibattito e riforma del modello sociale e familiare che nel nostro Paese appare come intoccabile, e che rappresenta, insieme al tabù della omogenitorialità e della transessualità autentica, l’ostacolo più grande alla piena ed effettiva parità - morale e culturale, prima ancora che giuridica.

Affermazione Civile ha già raggiunto alcuni, limitati ma significativi, traguardi: quattro sentenze di rinvio all’esame della Corte Costituzionale delle questioni sollevate dagli Avvocati della Rete Lenford di fronte ai Tribunali; e le dichiarazioni di alcuni Sindaci, segnatamente quelli di Torino e Bologna, che stanno rompendo il fronte della negazione e dell’omertà sull’assenza di tutele per le coppie di persone dello stesso sesso.

Portare il dibattito sul diritto al matrimonio fuori le mura di Tribunali e Istituzioni é un compito importante e impegnativo, e il prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale é un’occasione unica e difficilmente ripetibile. Le stesse associazioni promotrici di Affermazione Civile, l’Associazione Radicale Certi Diritti e l’Avvocatura per i diritti LGBT - Rete Lenford, sono coscienti che se questo compito rimarrá limitato alle loro energie e possibilitá, si sará trattato di un’occasione perduta.

E’ giunto il momento di fare il salto di qualità: dobbiamo attrezzarci per i prossimi mesi e per il prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale, affinché nessuna delle prossime opportunità di parlare all’Italia e alla sua classe dirigente su questo tema venga sprecata. Per fare questo sono necessarie risorse umane ed economiche consistenti, che vanno molto al di là delle forze di ogni singola organizzazione.

Ecco perché vi proponiamo la costituzione di un Comitato nazionale, che raccolga tutte le realtà e le singole persone che in Italia credono in questo obiettivo e che vogliono impegnarsi per raggiungerlo.

Un Comitato che lavori in assoluta trasparenza per unire paritariamente tutte e tutti coloro che credono in questa battaglia, offrendo uno strumento di lavoro che vada oltre le singole bandiere di ciascuna delle nostre associazioni. E che sappia svolgere quella funzione di continuo stimolo e promozione, che furono la missione vincente della Lega Italiana per il Divorzio e della Lega Obiettori di Coscienza, nei primi anni di lotta per la legge sul divorzio e il riconoscimento dell’obiezione di coscienza.

Vi proponiamo, quindi, una prima bozza di Statuto che ha come unici vincoli quelli previsti dalla normativa nazionale per la costituzione di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). Ritenetevi libere e liberi di proporre modifiche e integrazioni. Noi promotori dell’iniziativa, senza per questo arrogarci alcun merito o posizione di privilegio, vi contatteremo per parlarne, per confrontarci e per arrivare -veramente al più presto- alla costituzione del Comitato, con tutte e tutti coloro che ci staranno. Vi invitiamo intanto a rispondere a questo messaggio, speriamo, con urgenza ed entusiasmo, scrivendo all’indirizzo silovoglio@googlegroup.com .

Il tempo é poco e le cose da fare tante, speriamo davvero che l’unione faccia la forza!

Enzo Cucco, Carlo D’Ippoliti, Gian Mario Felicetti

16 gennaio 2010

13 GENNAIO 2010, IN RICORDO DI ALFREDO

Una sosta dal fioraio per prendere 3 tulipani rossi da portare con noi, poi via diretti verso la piazza san Pietro.

Là dove Alfredo Ormando, giovane uomo cristiano e poeta, discriminato per essere omosessuale, nello stesso giorno del 1998 scelse come atto di suprema denuncia delle persecuzioni e violenze istigate e attuate dalla chiesa cattolica su di lui, sugli omosessuali, di darsi la morte in modo orribile, cospargendosi di benzina e dandosi fuoco.

Le rappresentanze delle associazioni LGBT da allora si recano là in questa data a ricordarne il sacrificio e a lasciare un fiore per lui là dove egli compì il suo gesto.

Una cerimonia poco cerimoniosa e piuttosto affettuosa, con un presidio di polizia, ovviamente, qualche fotografo, qualche giornalista, un breve ricordo di qualche rappresentante delle associazioni, poco più di un presidio tra amici e attivisti per i diritti GLBT.

Da anni però il presepe con maxialbero di natale piantato proprio nel luogo del rogo, e la progressiva chiusura della piazza a manifestazioni non vaticane ci hanno reso sempre più difficile l'ingresso in gruppo nella piazza, fino ad impedircelo di fatto.

Così ormai dal 2005 ci si riunisce sul lato della piazza Pio XII, al confine con lo Stato Vaticano e al termine dei discorsi di omaggio ci si è rassegnati a lanciare i fiori oltre la cancellata lasciando un tappeto multicolore sul selciato in onore di Ormando, ormai considerato una sorta di" santo laico" e "martire" della comunità GLBTQ.

Questa cosa di non poter più entrare nella piazza e almeno mettere un fiore proprio lì dove Alfredo si è dato fuoco mi ha sempre disturbato fin da quando sono state messe le transenne, almeno fino allora ero riuscita quasi sempre a spostarmi tranquillamente mescolandomi alla gente fino all'albero e lasciarli lì ai suoi piedi.

Quando la prima volta il passaggio tra le transenne l'ho trovato presidiato dalla polizia italiana sono sgattaiolata all'interno assieme a un gruppetto di pellegrini, mimetizzata sotto un cappellino, mentre tutti erano impegnati nei discorsi e nelle foto ricordo sotto gli occhi attenti dei poliziotti e mi sono diretta con decisione al luogo, ma ho dovuto lanciare i miei fiori all'interno dell'area intorno all'albero dalla recinzione e il lancio non è stato molto preciso.

Due anni fa i poliziotti all'ingresso mi fermarono, ma poi mi lasciarono passare quando spiegai loro cosa intendevo fare. Anzi chiesi loro di accompagnarmi e in realtà speravo proprio che lo facessero, magari con la piccola auto elettrica che avevano lì, ma dissero che non potevano lasciare il posto, ma che avrebbero partecipato idealmente al mio omaggio: uno di loro ricordava la tragedia e ne era ancora sconvolto. Andai da sola fino a lanciare i fiori fin sotto l'albero e al ritorno trovai sul confine un tappeto di fiori di gerbere coloratissime e tutti stupiti che mi cercavano, perchè non avevano capito che ero entrata: ero davvero molto orgogliosa di esser riuscita ancora una volta a compiere il mio piccolo gesto affettuoso.

L'anno scorso situazione analoga, solo che una volta arrivata scopro che l'albero era troppo lontano dalla transenna per riuscire a far arrivare vicino i fiori sia pure lanciandoli . Mentre guardavo come fare e già pensavo come scavalcare la recinzione senza dar nell'occhio, ecco là due o tre operai che stanno sistemando le luci. Cerco di attirare la loro attenzione senza dar troppo nell'occhio e quando uno al mio cenno fu a portata di voce gli chiesi la gentilezza di metter per me i fiori ai piedi dell'albero, cosa che ha fatto con grande cura, assieme ai suoi colleghi.

Per la prima volta non ero stata da sola quindi, eravamo stati in quattro: i tre operai mi avevano aiutata sapevano quel che stavano facendo. Al rientro quella volta l'ispettore di p.s. mi guardò con aria di rimprovero anche se abbiamo scherzato un po' sulla mia piccola incursione, mentre nel gruppo qualcuno protestava perchè non avevo avvisato che stavo andando e era riuscito a fare solo una foto a distanza. Ma io ero molto contenta, perchè quei ragazzi mi avevano aiutata così solidalmente.Penso che ormai la polizia abbia capito che non rinuncio alla mia piccola "sortita in territorio nemico" per un gesto d'amore.

Infatti quest'anno oltre agli amici che omai lo sanno mi teneva d'occhio con attenzione l'ispettore, e quando ho detto sottovoce a Claudio: "io vado", ho visto che si metteva in movimento verso il passaggio facendo cenno ad un paio di persone che erano lì in servizio d'ordine.All'improvviso Celeste mi fa:" quasi quasi vengo anche io!" e le rispondo subito: "certo, andiamo! Prendimi sottobraccio".

Al passaggio l'ispettore ci ferma, gli spiego cosa ho intenzione di fare, mi dice che deve avvisare (chi?), noi dobbiamo aspettare un attimo.

Mentre siamo lì in attesa sento Celeste che mi sussurra all'orecchio previsioni catastrofiche di arresti mentre una giovane donna-poliziotto ci si avvicina e cominciamo tranquillamente a parlare, a spiegare, a raccontare la storia di Alfredo Ormando. La vedo attentissima, partecipe, così la invito a venire con noi appena il suo capo ci darà l'ok e lei accetta con evidente gioia e sorride, quando dico che è un po' buffo, ma non tanto, perché saremo in tre donne a portare fiori per ricordare qualcuno che amava gli uomini.

Celeste se ne sta silenziosa come mai, stretta al mio braccio e ci avviamo finalmente in tre, guidate dall'ispettore che mi dice che non può farmi arrivare sotto l'albero, ma che potrò dare i fiori al gendarme (pontificio) che si trova all'interno del recinto del presepio ( sempre più ampio) di guardia e lui li collocherà subito dove gli chiederò.

E così facciamo: il gendarme è un giovane veramente giovane, davvero gentile e servizievole, ci salutiamo, mi guarda, prende i fiori, ascolta la mia richiesta e faccio appena in tempo a ringraziarlo che va lesto a eseguire...Anche quest'anno ci sono riuscita, evviva !

Tornando sul confine il tappeto di gerbere rosse e gialle è fiorito di nuovo assieme alle bandiere rainbow.

Non una legione, solo un manipolo: ma non dimentichiamo, non vogliano che Alfredo Ormando sia dimenticato, soprattutto da chi lo ha istigato al suo orribile sacrificio.

Mentre torno con Celeste e i poliziotti verso il confine parliamo poco e nulla; intanto rifletto e faccio un piccolo conto.

Due anni fa due poliziotti (italiani) solidali, oltre me.

L'anno scorso, oltre ai poliziotti anche tre operai collaborativi.

Quest'anno a portare i fiori ad Alfredo siamo stati ben cinque: due "attiviste", due poliziotti italiani, un gendarme vaticano. Chissà se è casuale o se è una vera progressione di progresso?

Ciao Alfredo.

Alba Montori

FRANCESCO E MANUEL : DIGIUNO DI PROPOSTA

Un piccolo e compatto corteo ha percorso le strade intorno a piazza Montecitorio la sera del 12 gennaio scorso per chiedere l'attenzione della politica e dell'informzione all'azione nonviolenta di Manuel e Francesco, chiedere di ascoltare le loro richieste e ricordare alle istituzioni democratiche che i diritti devono essere uguali per tutti e che essi, espressione della volontà popolare, hanno il compito di realizzarne l'effettivo esercizio da sessant'anni, ma ancora continuano ad infischiarsene, senza troppe differenze tra destra sinistra e centro. Stavolta le presenze, variegate, con bandiere, fiaccole e determinazione, sono state più numerose di quelle del 4 gennaio quando i due giovani di Savona hanno iniziato pubblicamente il loro digiuno, annunciandolo nello stesso luogo.

Invito tutti a sostenere questi due giovani uomini, come anche le altre persone che stanno scioperando assieme a loro, in quest' azione di lotta nonviolenta, affinché raggiunto almeno in parte l' obbiettivo, possano interrompere il loro digiuno al più presto.

Grazie.

Alba Montori

comunicato stampa di Francesco e Manuel

In data 14 gennaio siamo stati contattati dalla segreteria dell’Onorevole Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, che ci ha ufficialmente richiesto l’interruzione dello sciopero della fame. Ci riserviamo di ponderare riguardo la richiesta dell’On.Bongiorno, in attesa di un invito presso la Stessa.

Rimaniamo in attesa della calendarizzazione delle tematiche a noi care, ricordando che alla Commissione di Giustizia sono state consegnate da diversi esponenti parlamentari delle proposte di legge, inerenti la nostra battaglia, da diversi mesi. Sollecitiamo L’On. Bongiorno, sentiti i capogruppi parlamentari, a sveltire le operazioni di nomina di un relatore che possa porsi come mediatore effettivo tra le diverse proposte di legge.

Comunichiamo che dopo aver parlato con Aurelio Mancuso, presidente in carica di Arcigay, ci è stato chiesto di lanciare un appello pubblico a tutte le associazioni che condividono il nostro obiettivo, al fine di trovare sostegno a questa importante iniziativa.

Ringraziamo l’intervento di Imma Battaglia, che nonostante abbia delle remore riguardo la metodologia di protesta, sta appoggiando comunque questa iniziativa auspicando un incontro ufficiale con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

E’ rinnovato l’impegno di molti esponenti della politica italiana, quali Sergio Rovasio, Ivan Scarfarotto, Anna Paola Concia, Ignazio Marino.

Teniamo a sottolineare che la nostra iniziativa non nasce dall’oggi al domani, e che la nostra battaglia per i diritti civili è in atto già da più di cinque mesi attraverso il progetto di affermazione civile proposto dall’associazione Radicale Certi Diritti in collaborazione con Rete Lenford.

Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia

10 gennaio 2010

UN FIORE PER ALFREDO

13 gennaio 2010
giornata mondiale per il dialogo tra religioni e omosessualità
´UN FIORE PER ALFREDO ORMANDO´


mercoledì 13 gennaio 2010 ore 18.30 Piazza Pio XII
incontriamoci e portiamo un fiore per non dimenticare, mai


Come ogni anno, la comunità lgbt ricorda Alfredo Ormando, che il 13 gennaio 1998 si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San Pietro, in segno di protesta contro l’omofobia vaticana. Fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì dopo dieci giorni di atroce agonia.

A dodici anni di distanza da quel tragico episodio che scosse profondamente la comunità lesbica e gay internazionale, è importante continuare a riflettere su quel gesto disperato e doloroso.

Arcigay promuove ‘un fiore per Ormando’: incontriamoci mercoledì 13 gennaio 2010 alle ore 18.30 in piazza Pio XII (nei pressi di piazza San Pietro). Portiamo un fiore per commemorarlo, riflettere e non dimenticare, mai.

05 gennaio 2010

GIOVEDI’ 7 GENNAIO INCONTRO A ROMA DELLE ASSOCIAZIONI PER LA DIFESA DEI DIRITTI E DELLA DIGNITA’ DELLE PERSONE TRANSESSUALI

Promosso dall’Associazione Radicale Certi Diritti, si svolgerà giovedì 7 gennaio 2010, dalle ore 14,30, presso la sede dei radicali, Via di Torre Argentina 76, un incontro tra le Associazioni che si battono per la difesa dei diritti e della dignità delle persone transessuali per concordare un piano di azione comune rivolto alle istituzioni, ai media e alla società civile finalizzato al superamento della grave situazione di emergenza di cui sono vittime le transessuali.

Tra i punti che verranno discussi:

- Richiesta di incontro urgente con il Ministro degli Interni;
- Lettera-appello agli editori e direttori dei media italiani riguardo la grave distorsione che viene data all’immagine delle persone transessuali;
- Richiesta di incontro con la Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati per la calendarizzazione delle Proposte di
Legge 1066 e 1433 per maggiori tutele delle persone transessuali e per la proposta di legge (2802 e 2807) contro l’omofobia e la transfobia tornata in discussione;
- Testo da diffondere agli addetti ai servizi sanitari, sociali e di Pubblica sicurezza (Vigili Urbani, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia penitienziaria) riguardo migliori e adeguati trattamenti nei confronti delle persone transessuali;
- Documento – linee guida da proporre e/o concordare con Governo, Sindacati e Associazioni riguardo l’inserimento e la lotta alle discriminazioni nel mondo del lavoro delle persone transessuali.

L’incontro è aperto alle Associazioni, a tutte/i coloro che si trovano d’accordo ad avviare azioni specifiche comuni.

All’incontro hanno confermato la loro presenza:

Leila Deianis – Associazione Libellula, Rita Bernardini, deputata radicale; Roma; Maria Gigliola Toniollo – Cgil Nuovi Diritti; Porpora Marcasciano, Movimento Identità Transessuali; Paola Concia, deputata Pd; Avv. Federica Pezzoli, free lance; Deborah Orlandini, Circolo Pier Paolo Pasolini – Lecce; Darianna Saccomani, membro staff organizzativo Congresso italiano Transessuali e Transegender; Imma Battaglia, Presidente DiGayProject; Mirella Izzo, Presidente Associazione Crisalide PanGender; Gruppo EveryOne; Fabianna Tozzi, Presidente Associazione Trans Genere;; Regina Satariano, Vice Presidente Associazione Trans Genere; Helena Velena, Claudio Mori, Alba Montori Fondazione Massimo Consoli; Gruppo T* Ireos Firenze; Francesca Eugenia Busdraghi, giornalista, Presidente Nazionale Azionetrans; Andrea Maccarrone, esponente movimento lgbt;

Per info e preannunci di partecipazione: info@certidiritti.it

02 gennaio 2010

INCONTRI DI ROLE PLAYING E METODO ATTIVO LGBT

Cos’è il role playing (gioco di ruolo) e il metodo attivo?

Il role playing (gioco di ruolo) è una modalità di essere e di agire nel gruppo che deriva dallo psicodramma di Moreno. Con il role playing non vengono messi in scena vissuti, ruoli ed aspetti personali del singolo partecipante, ma ruoli, conflitti e dinamiche sociali.

E’ una modalità di vivere il gruppo che fa leva sull’improvvisazione dei partecipanti e consente di agire, sperimentare e anche osservare i vari ruoli sociali del nostro vivere quotidiano. Il metodo attivo è un modo di vivere il gruppo che si fonda sulla possibilità di vivere vari ruoli sociali o personali e aspetti di sè, improvvisando e facendo leva su elementi come la creatività e la spontaneità nel qui e ora scenico.


Si propongono 5 incontri di ROLE PLAYING (gioco di ruolo) e metodo attivo centrati sulle tematiche LGBT (Lesbico – Gay – Bisessuale – Trans).

Durante gli incontri si affronteranno dinamiche, questioni, conflitti, luoghi comuni ed oppressioni che persone omosessuali e trans si trovano a vivere in vari contesti sociali come avviene nella scuola, nell’ambito del lavoro, in famiglia, nel gruppo di pari e in ogni ambito in cui più persone interagiscono.

Gli incontri sono aperti a tutti coloro che hanno desiderio di misurarsi in un contesto gruppale attivo e dinamico. Non serve la prenotazione e si può partecipare in modo libero a tutti o solo ad alcuni degli incontri proposti. Quello che si richiede è la puntualità.

Calendario degli incontri 2010, sempre il giovedì:

28 gennaio ore 21.00
25 febbraio ore 21.00
25 marzo ore 21.00
29 aprile ore 21.00
27 maggio ore 21.00

Gli incontri si tengono presso la sede Rebis di Verona – Stradone Santa Lucia nr. 17 C
(a 300 metri dal cavalcavia di Viale Piave in direzione Mantova).

Il conduttore degli incontri è Ermanno Marogna che da anni conduce gruppi di sviluppo e crescita in vari ambiti.

Per la partecipazione viene chiesto un contributo volontario per l’affitto della sede Rebis.

Per informazioni telefonare al nr. 349 4641139 o scrivere una mail ad ermannovr@yahoo.it