Associazione Fondazione LUCIANO MASSIMO CONSOLI

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12 settembre 2022

11 settembre 2022 a piazza Vittorio a Roma confronto politico sulle tematiche dei #dirittiCivili e #lgbt.







 Ieri sera la Fondazione Consoli ha assistito ad un evento politico sulle tematiche dei #dirittiCivili e #lgbt. organizzato da Adriano Bartolucci Proietti, AICS, presenti le vivaci rappresentanti del PD, Italia Viva-Calenda, Mov5Stelle e Fratelli d'Italia.



Nel programma del #M5S ben 7 proposte di legge che recepiscono convintamente le richieste per il rispetto del diritto alla parità fra i cittadini come da Costituzione, comprese quelle portate avanti da anni da noi della Fondazione Consoli, e ne siamo molto fieri.


Qui sotto la diretta integrale del confronto., nel quale potrete sentire anche gli impegni (?) degli altri partecipanti.



Visita e aderisci a

14 giugno 2019

film/documentario L'unione falla forse il 20 giugno prox al cinema Farnese

EVENTO ROMA.jpg
Omofobia e unioni civili: anteprima a Roma
del film L'unione falla forse
Il nuovo documentario di Fabio Leli sarà al Cinema Farnese il 20 Giugno
L'unione falla forse, il nuovo film documentario di Fabio Leli, dopo le presentazioni in vari festival nazionali e 
internazionali, arriva nelle sale italiane con un tour di proiezioni in diverse città. Giovedì 20 Giugno sarà presentato per la prima volta a Roma, al Cinema Farnese, alle ore 21:00.

Nel nuovo progetto del giovane regista pugliese, presentato in anteprima nazionale alla 34° Edizione del Lovers Film Festival di Torino in cui si è aggiudicato il premio "La Stampa", i temi centrali sono l'omofobia e le unioni civili. Protagoniste della pellicola due famiglie Arcobaleno, una coppia di ragazzi pugliesi con due bambini e due donne palermitane con la loro figlia. La vita tranquilla e serena delle due famiglie, così simile a tante altre, viene interrotta dalle interviste ad esponenti di partiti e movimenti vicini al Family Day e al recente Congresso delle Famiglie di Verona, tra cui Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Silvana de Mari e Massimo Gandolfini, che espongono liberamente le proprie bizzarre idee sull'introduzione della legge, sul tema dell'omofobia e sull'omosessualità.

Il quadro che ne viene fuori è quello del "primo film che, con amore ed ironia, lotta contro l'omofobia".
Il film si impone come un importante documento d'attualità, a causa della crescita esponenziale dei movimenti ProLife di stampo cattolico estremista nonché della loro ascesa politica, grazie all'exploit dei partiti di destra che li hanno accolti nelle loro fila (il ministro della Famiglia Fontana e il senatore Pillon, entrambi membri del Family Day, ne sono un chiaro esempio). Ma anche per il crescente bisogno di riconoscimenti giuridici che le famiglie omogenitoriali chiedono a gran voce e a cui a volte solo la magistratura concede l'approvazione, a causa del taglio della Stepchild Adoption dalla legge sulle unioni civili del 2016 e del recente ritorno, sulla carta d'identità, alla dicitura di "padre" e "madre" imposta dal ministro Salvini.
L'evento è organizzato in collaborazione con il Roma Zeta Festival ed è sostenuto da Associazione Famiglie ArcobalenoRete Genitori RainbowI Sentinelli di RomaAgedo RomaUaar e Cgil Nuovi Diritti. Dopo la proiezione seguirà un Q&A con il regista Fabio Leli, il giornalista Simone AllivaDario Accolla di Gaypost.it ed esponenti delle associazioni presenti in sala.
L'unione falla forse, già presentato a Marzo in anteprima internazionale al Festival Vues D'en Face di Grenoble, è approdato ad Aprile anche in Romania al Serile Filmului Gay Film Festival di Cluj, in India per l'Out&Loud Queer Film Festival di Pune dove ha vinto il "Best India Premiere" e in Norvegia per il DokFilm, il più antico e prestigioso festival di cinema documentario norvegese. 

https://www.facebook.com/lunionefallaforse/      https://twitter.com/lunioneff     Instagram-Icon.png
INGRESSO: INTERO 8€, 
RIDOTTO 6€ per soci associazioni partner, studenti universitari, over65, tessere Bibliocard e Metribus
In allegato il poster del film e il banner evento.
A questo link il trailer ufficiale.
Per maggiori informazioni sul film, press book e rassegna stampa:
www.lunionefallaforse.it

Per interviste al regista:
Ufficio Stampa - Carmen Cafarella



Human Tree
Produzioni Audiovisive
Via Lame 38, 70019
Triggiano (Ba)
C. I. Elenco imprese cinematografiche: n° 4957

27 maggio 2019

Vittoria contro le ordinanze "antiprostituzione"

Ciao a tutt**
prima di tutto la notizia di una vittoria importante: l’ennesima ordinanza antiprostituzione, stavolta emanata dal sindaco del Comune di Tivoli, non ha retto alle argomentazioni che abbiamo opposto ed è stata annullata dalla seconda sezione bis del TAR del Lazio. E’ un precedente importante di cui faremo tesoro in tutte le sedi future per scongiurare che altri sindaci abusino dei loro poteri speciali in nome dell’approccio securitario sacrificando non solo la libertà e la dignità delle persone che si prostituiscono e della loro clientela, ma insistendo sulle libertà di tutti i cittadini comprimendole attraverso i poteri speciali conferiti dalla legge.
Puoi leggere il comunicato stampa, un breve commento alla sentenza del TAR Lazio e la sentenza integrale qui.

Abbiamo accolto con favore l’iniziativa dell’Aduc e la decisione di impugnare l’ordinanza del prefetto di Firenze emanata in forza della direttiva del titolare degli interni Matteo Salvini che consente ai funzionari di intervenire nelle zone delle città ‘a rischio sicurezza‘. Il ricorso dell'associazione di consumatori potrà contare anche sull'importante precedente del TAR del Lazio sull'ordinanza "antidegrado" del Comune di Tivoli.


Sul fronte ONU, Certi Diritti ha coordinato la redazione di un rapporto sui diritti umani delle persone LGBTI in Italia destinato alla 34a sessione della Revisione Periodica Universale (UPR), nel corso della quale il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU esaminerà lo stato dei diritti umani nel nostro Paese. Le raccomandazioni – ne sono state formulate 41 – riguardano il diritto alla vita, alla sicurezza e alla protezione da violenze e discriminazioni, la libertà d’espressione e associazione, il diritto di sposarsi e di formare una famiglia, giovani e scuola, la salute, i diritti umani delle persone trans intersex, lo sport, il diritto a cercare asilo in Italia, e i diritti dei detenuti e delle detenute LGBTI.


Il 13 maggio, invece, è stata presentata a Oslo la mappa sui diritti LGBTI di ILGA-Europe in occasione di IDAHOBIT, la giornata mondiale contro omo-transfobia, bifobia e intersexfobia che sarà celebrata in tutto il mondo il 17 maggio. L’Italia retrocede al 34° posto nell’indice sui diritti rainbow in Europa: decisiva l'assenza di strategie nazionali per il contrasto alle discriminazioni e il mancato aggiornamento delle leggi su identità di genere e tutela delle persone intersex.

A proposito di altri diritti negati, con l'Associazione Luca Coscioni abbiamo accolto con soddisfazione la notizia della decisione dei tribunali di Venezia e Bolzano per il rinvio degli atti alla Consulta di casi di coppie di donne escluse dalle tecniche di procreazione medicalmente assistita

 
Non perdere ogni martedì alle 23.30 su Radio Radicale Fuor di Pagina, la nostra rassegna stampa settimanale sulle libertà sessuali e i diritti civili. Hai perso l'ultima puntata? Ascolta il podcast o lo streaming sul sito di Radio Radicale.


Tutto il nostro lavoro è volontario e solo dal canale dell’autofinanziamento possiamo avere le risorse economiche e l'aiuto per promuovere ulteriori iniziative.

10 maggio 2018

15 maggio a Trieste mostra dedicata a "Famiglie Arcobaleno"

Nessun testo alternativo automatico disponibile.


Il 15 maggio in occasione della celebrazione della Giornata internazionale contro l’omofobia, il Garante regionale dei diritti della persona ha organizzato un'iniziativa a Trieste presso la Sala “Tiziano Tessitori”, in Piazza G. Oberdan, 5 nel corso della quale verranno proiettate le fotografie realizzate per conto delle amministrazioni locali aderenti alla Rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere), cui la Regione FVG aderisce dedicate al tema “Famiglie Arcobaleno”.

ricevuto da Francesco Bilotta

11 maggio 2016

...per la prima volta in Italia....

Si attende l'approvazione in Parlamento, con " la fiducia" posta dal Governo della Rep ubblica, della legge che sancirà per la prima volta in Italia la differenza della gente omosessuale rispetto agli altri cittadini. 

La beffa massima è che che quelli che la difendono con passione sono gli stessi omosessuali, i quali sono stati convinti che "una legge, per quanto discriminatoria, è meglio di niente"....

8 gennaio 2016

BASTA FARE CONFUSIONE E AGITARE BANDIERINE IDEOLOGICHE SULLA PELLE DEI BAMBINI.



Comunicato Stampa dell’Associazione Luca Coscioni, dell’Associazione Radicale Certi Diritti e di Radicali Italiani.

Roma 6 gennaio 2015

Usa parole forti il ministro Alfano oggi su Avvenire dicendo che la stepchild adoption (adozione del figlio del partner) porterebbe il Paese «verso il mercimonio più ripugnante che l’uomo abbia saputo inventare», confondendo ancora una volta piani completamente diversi quali l’adozione del figlio del partner e la maternità surrogata.

O il ministro ignora le leggi italiane oppure fa una speculazione, quella sì ripugnante, sulla pelle dei bambini. L’adozione del figlio del partner esiste infatti nell’ordinamento italiano sin dal 1983 (!) essendo prevista dalla legge sulle adozioni all’articolo 44, comma 1, lettera b), (legge 4 maggio 1983, n. 184). Il DDL Ciripà, non fa altro che proporne l’estensione alle coppie dello stesso sesso unite civilmente. Perché mai allora Alfano solo oggi si preoccupa così tanto? L’unica risposta può trovarsi nella più bieca omofobia della sua politica. Una prospettiva agghiacciante per un ministro di un Paese occidentale e più degna di altre latitudini.

Ricordiamo inoltre al ministro che la giurisprudenza - dapprima sovranazionale (Corte europea dei diritti dell'uomo, sentenza X c. Austria del 19 febbraio 2013) e poi anche nazionale (da ultimo, Corte d'appello di Roma, 23 dicembre 2015) - già ha riconosciuto la possibilità di disporre l’adozione del figlio del partner all'interno di famiglie omogenitoriali. Il ministro quindi propone di violare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo?

Inoltre, i giudici potrebbero continuare a disporre la stepchild adoption a favore del partner omosessuale del genitore biologico del minore con il risultato di affidare un tema così delicato alla mera discrezionalità dei giudici infliggendo un altro colpo alla già precaria certezza del diritto in questo disgraziato Paese. Ma un ministro di una Repubblica liberal-democratica, non dovrebbe invece rafforzare lo Stato di Diritto?

Alfano, pensi a fare il ministro occupandosi di temi di sua competenza e la smetta di parlare a sproposito di maternità surrogata che è vietata in Italia dal 2004 e tale rimarrà anche dopo l’approvazione del DDL Cirinnà, così come è rimasta tale nonostante l’articolo 44, comma 1, lettera b) della legge sulle adozioni.

È però giunto il momento di dire una parola chiara anche sulla GPA (gestazione per altri) che Alfano vorrebbe vietare universalmente punendo chi vi ricorre addirittura con il carcere. I pruriti proibizionisti del ministro dell’Interno sono assai pericolosi poiché rischierebbero di alimentare un mercato clandestino che andrebbe a rafforzare proprio quelle sacche di sfruttamento che si vorrebbero eliminare.

Ciò che bisognerebbe fare, invece, sarebbe incoraggiare pratiche più trasparenti, legali e regolamentate nel pieno rispetto del principio di autodeterminazione dell’individuo, senza questi riflessi paternalisti francamente stucchevoli. Noi rifiutiamo l’idea di donne incapaci di fare delle scelte consapevoli e di vivere nel proprio corpo esperienze coerenti con il proprio pensiero e condividiamo l’articolata posizione dell’Associazione Radicale Certi Diritti, per la quale, tra l’altro, è da ritenersi necessaria ed auspicabile anche una compensazione in denaro tutelata dalle leggi dello Stato nell’interesse della donna stessa.

Filomena Gallo, Associazione Luca Coscioni
Yuri Guaiana, Associazione Radicale Certi Diritti
Riccardo Magi, Radicali Italiani

4 gennaio 2015

Mamma sono gay!

6 buone, anzi ottime, ragioni perché mamma (e papà) se ne facciano una ragione.

 Se i più tra i genitori di fronte ad una simile dichiarazione se ne faranno una ragione, una minoranza determinata tra questi correranno ai ripari, cercando soluzioni più o meno magiche che ripristinino la rassicurante eterosessualità.

Terapie riparative in Lombardia
Tra i discussi tools che si rendono disponibili al disperato genitore -ma anche al gay più sofferente e colpevole - il prediletto è costituito dalle cosiddette terapie riparative.
Ora questa realtà si presenta per la prima volta in pompa magna per un convegno in Regione Lombardia, il 17 Gennaio, con tanto di intervento del Presidente Maroni.
Già perché finora i “riparatori” vivevano nell’ombra, visto che tra l’altro proprio l’Ordine Psicologi Lombardia in una delibera del 2010 aveva “segnalato che qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti”.
Ecco sei ottime ragioni per nutrire legittimi sospetti verso le terapie riparative.

1. Non c’è nulla da riparare.

La riparazione, secondo Devoto-Oli è un’“azione rivolta a eliminare o attenuare gli effetti negativi di un danno, un’offesa, un errore”. Nicolosi, creatore della “Reparative therapy of male homosexuality” (1991) sostiene che “l’identità di genere e l’orientamento sessuale sono fondati sulla realtà biologica. Il corpo ci dice chi siamo. (…) Non possiamo montare o smontare una realtà diversa, in cui il genere o l’identità sessuale non siano sincronizzati con la biologia (…) L’omosessualità è sintomo di un fallimento nel processo di integrazione della propria identità”. E’ tuttavia questa una posizione non condivisa né dalla scienza né dalla maggioranza dell’opinione pubblica.

2. L’omosessualità non è una malattia.

L’omosessualità è scomparsa dall’elenco dei disturbi mentali dal 1973 con la terza edizione del manuale diagnostico Dsm usato come riferimento mondiale per la diagnosi dei vari disturbi della sfera psichica. La posizione del mondo scientifico occidentale quindi ormai da più di quarant’anni è che l’omosessualità di per sé costituisca una variante del comportamento sessuale umano e che di conseguenza nessuna terapia possa essere effettuata per cambiare un orientamento sessuale.

3. La terapia riparativa parte da una posizione pregiudiziale.

L’orientamento sessuale e la propria identità non sono sempre bene accetti, anche a causa della paura della diversità e della solitudine, che può causare sofferenze anche gravi, specie nei più giovani. Le terapie riparative rinforzano gli stereotipi persecutori cercando di condizionare l’orientamento sessuale. La riparazione non è quindi propriamente una terapia ma una forma di condizionamento.

4. Le terapie riparative non funzionano.

Sono prive di fonti e di riferimenti scientifici e suscitano quindi aspettative infondate. Nei rari casi in cui sembrano funzionare questo può avvenire solo per una forma di suggestione o di identificazione con il proprio alter ego eterosessuale.

5. Le terapie riparative sono deontologicamente scorrette

Queste “terapie” fanno leva sull’uso indebito della fiducia e dello stato di dipendenza del paziente per influenzarlo. Inoltre è palesemente una pratica discriminatoria. Gli articoli implicati vanno dal 3 al 5 del C.D. degli Psicologi italiani.

6. Le terapie riparative sono bandite in molti paesi e da quasi tutte le istituzioni scientifiche

L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha preso netta posizione contro questa pratica: “Affermare che l’omosessualità possa essere curata è un’informazione scientificamente priva di fondamento e portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale” (Palma, 2012). Così l’American Psychological Association e una serie infinita di istituzioni scientifiche. Nel 2011 la California, sede della comunità dove Nicolosi accoglie da tutto il mondo i gay che vogliono tentare la via della riparazione ha firmato una legge che rende le “terapie riparative” illegali per i minorenni.


Mauro Grimoldi
Criminologo, coordinatore scientifico Casa dei Diritti Comune di Milano

29 novembre 2014

Concluso l’VIII Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti. Le mozioni.

Domenica 23 novembre 2014 si è concluso l’VIII Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti tenutosi a Lamezia Terme. È la prima volta che un’associazione LGBTI tiene il suo congresso nazionale in Calabria.

La due giorni di lavori si è conclusa con la conferma di segretario e tesoriere rispettivamente nelle persone di Yuri Guaiana e Leonardo Monaco e nell’elezione di Ottavio Marzocchi a presidente. Viene così riconfermata la vocazione transnazionale dell’Associazione che elegge a presidente un attivista che vive a Bruxelles e lavora al Parlamento Europeo.

La novità più importante del Congresso è stata l’elezione a presidente onorario di Alessandro Comeni, l’unico attivista intersex italiano. Come scritto nella mozione particolare sui diritti umani delle persone intersessuali, l’Associazione Radicale Certi Diritti, tra gli obiettivi e le priorità politiche di quest’anno si dà quelle di rendere illegali gli interventi chirurgici attuati senza l’espressione del consenso dell’interessato, qualora non strettamente necessari alla sua sopravvivenza, e di assicurare a tutti coloro che giocano un ruolo nel benessere delle persone intersessuali - tra cui il personale socio-sanitario, i genitori e gli insegnanti - un’ampia informazione su eventuali esigenze specifiche e sui loro diritti civili e umani.

Il Congresso ha inoltre adottato la posizione di Famiglie Arcobaleno sulla gestazione per altri, impegnandosi a sostenere la battaglia per la legalizzazione della GPA anche in Italia secondo il modello auspicato da Famiglie Arcobaleno.

La mozione generale impegna inoltre l’associazione a “promuovere tutte le iniziative nonviolente che si riterranno opportune rivolte al Parlamento ed alle Istituzioni italiane per riaprire il dialogo e far ripartire il cammino delle riforme sui temi dell’uguaglianza reale e non solo formale delle persone omosessuali nel Paese e per la riforma del diritto di famiglia, a partire dall’estensione del matrimonio civile alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Entro tali iniziative dovranno trovare spazio anche quelle attività di coinvolgimento popolare che, con l’associazionismo radicale, devono sapere e poter coinvolgere il più ampio numero di individui e associazioni italiane”.

Sul piano transnazionale, infine, “l’VIII Congresso dell’Associazione radicale certi diritti rilancia […] l’iniziativa transazionale presso l’ONU di depenalizzazione dell’omosessualità e della transessualità a partire dalla conoscenza dell’applicazione e degli effetti reali delle norme contro l’omosessualità e la transessualità nel mondo”.

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «Ringrazio la Presidenza della Repubblica per le parole che ha voluto inviare ai congressisti e gli amici calabri per l’impeccabile organizzazione del congresso. Vorrei però ringraziare in maniera particolare Alessandro Comeni che, con umanità e competenza, ha saputo porre l’attenzione del Congresso sui diritti delle persone intersessuali e che ci ha voluti scegliere come compagni di strada. Le persone intersessuali vedono violati i loro più elementari diritti umani, come quello all’integrità corporea e alla dignità personale. Occorre infrangere il muro del silenzio su questi temi anche in Italia dando voce alle e ai diretti interessati».

Alessandro Comeni  ha accettato la carica di presidente onorario dell’Associazione Radicale Certi Diritti con queste parole: «Accetto con onore questo dono fatto poiché questa carica mi dà uno strumento in più per arrivare agli altri. È un aiuto stimolante nel mio lavoro di attivista».

Ottavio Marzocchi, presidente dell'Associazione Radicale Certi Diritti, ritiene che «Certi Diritti continua ad avere davanti a sé il compito difficile di promuovere una riforma del diritto di famiglia basato sull'eguaglianza, sulla libertà e sull'autonomia decisionale degli individui. Sono necessarie riforme che introducano un ventaglio più ampio di possibilità di scelta, dal matrimonio egualitario, alle unioni civili, alla coabitazione - come accade in Belgio - a prescindere dal sesso e dall'orientamento sessuale delle persone. Per fare questo, dobbiamo sollevare in modo più incisivo l'imbarazzante ed ipocrita situazione italiana – che si perpetua anche con Renzi - in Europa, e avvicinare l'Italia ai modelli europei più avanzati, liberali ed egualitari, attraverso gli strumenti radicali del dialogo, dell'unione delle forze con chi condivide queste battaglie, della non-violenza».

2 febbraio 2012

UN PICCOLO UOVO ....

E' un caso se a pochi giorni dalla Giornata della Memoria 2012, 66 ° anniversario della rivelazione dell'orrore scientifico dei campi di sterminio nazisti, quelli dove si è praticata la "soluzione finale" per eliminare gli esseri umani "sbagliati" qualcuno continua a riproporre modelli comportamentali analoghi ?
Nei confronti nientemeno che di un fumetto intitolato PICCOLO UOVO.

Certo, rispetto al prodotto della follia hitleriana che in nome di una purezza razziale egualitariamente assurda per gli umani non ha esitato a sterminare qualunque forma di diversità rispetto al suo ideale ariano, dai disabili agli oppositori politici, dagli ebrei agli zingari e agli omosessuali, il fatto di incitare non solo alla censura, ma addirittura a mettere al rogo un libriccino che racconta per immagini una favola per bambini che ha come protagonista un uovo in cerca di una famiglia dove nascere, può sembrare assolutamente spropositato il clamore che sta montando in quel di Milano. Perché?

Vediamo meglio di che si tratta: sul sito http://www.ibs.it internet bookshop è facilmente rintracciabile e acquistabile online.



Titolo: Piccolo uovo
Autore: Pardi Francesca; Altan Tullio F.
Prezzo - Sconto 15% - € 10,12
(Prezzo di copertina € 11,90 Risparmio € 1,78)
2011, 28 p., ill., cartonato - Editore: Lo Stampatello - Età di lettura: da 4 anni

Su Facebook la casa editrice ha creato una pagina dedicata cinque mesi fa
PICCOLO UOVO di Francesca Pardi, illustrato da Altan

Il Comune di Milano ne ha proposto l'adozione nelle scuole comunali ma le reazioni da parte degli omofobi, di destra, si sono scatenate in Consiglio e sui media: eccone qui di seguito un assaggio:

* http://www.stormfront.org/forum/t863925/
Gli asili milanesi e i pinguini "diversamente eterosessuali".
La notizia e' veramente paradossale, ma a tanto si e' arrivati. Quando dalle pagine di questo forum qualcuno denuncia lo strafottente potere che stanno ottenendo i movimenti gay, con la grancassa giudaica e della sinistra , ecco cosa si intende, null'altro.
Cronache 02/02/2012 - IL CASO Forza Nuova: al rogo il libro di Altan
i commenti poi sono veramente da reato.

* ANSA.it > Cronaca > News
A Milano Forza Nuova invoca roghi per libro di Altan
Il Comune difende racconto su coppia di pinguini omosessuali

*LASTAMPA.it - Forza Nuova: al rogo il libro di Altan-
Il Pd: negli asili il “Piccolo uovo” con alcuni protagonisti gay
Sul web lo sfogo dell’ultra-destra “Odiosa cultura omosessuale”
Le associazioni: censura assurda

* Corriere.it Forza Nuova: «Al rogo il libro di Altan»
Su Twitter l'organizzazione di estrema destra mette al bando il libro «Piccolo uovo».
Mori dell'Arcigay: «Vergogna»

* La Repubblica Milano.it Forza Nuova a Milano: roghi in piazza per il libro di Altan sull'omosessualità
L'organizzazione di estrema destra richiama la campagna di Göbbels e mette al bando il volume del disegnatore.
La Lega italiana nuove famiglie: "Andrebbe consigliato a scuola"

L'Associazione Radicale Certi Diritti che sta seguendo la vicenda dichiara:

"Prima il cosiddetto Popolo delle Libertà di Zona 3 Milano ha chiesto di “bloccare la diffusione” di Piccolo Uovo, il libricino per bambini di Francesca Pardi, illustrato da Tullio F. Altan, che racconta il viaggio di un ovetto per esplorare le varie forme di famiglia esistenti e del suo incontro con la coppia omosessuale di Pinguini in frac e bombetta con figli, oltre che della coppia lesbica di gattine con figli e di tante altre tipologie di famiglia.

Adesso Forza Nuova ne chiede addirittura il rogo in piazza evocando, a una sola settimana dal giorno della memoria, il rogo della biblioteca dell’Istituto per la ricerca sessuale di Magnus Hirschfeld il 6 maggio 1933 a 4 mesi dall’avvento di Hitler al potere e poco dopo l’aggravamento del paragrafo 175 in base al quale centinaia di migliaia di omosessuali finirono nei lager nazisti.

L’Associazione Radicale Certi Diritti condanna fermamente questi rigurgiti censori e neofascisti e chiede con forza che Milano dimostri di essere la città europea adottando immediatamente le necessarie misure volte alla prevenzione e al contrasto di atti e comportamenti basati su odio omofobico nonché la rimozione di ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale e la promozione di pari opportunità per tutte le famiglie."

Propongo di cercare di supportare quanti stanno lottando a Milano per far imparare ai bimbi degli asili e delle elementari ( e ai loro genitori) attraverso una bella favola gaia, che le famiglie non si dividono in buone e cattive a seconda del genere e del'etnia dei componenti, ma che le famiglie sono i luoghi dell'affetto e dell'amore reciproco.
Perché Milano è Italia e quel che succede oggi lì domani potrebbe succedere ovunque e non è accettabile che avvenga, se pretendiamo di essere cittadini di un paese civile come da Costituzione.

In tutti i modi che riusciamo ad escogitare nelle nostre possibilità, anzi chiedo di proporne utilizzando proprio i commenti a questo post.

ADOTTA ANCHE TU PICCOLO UOVO !!!

Grazie per quanto riusciremo a fare

Alba Montori

10 gennaio 2011

SIGNOR SIGNORINI ...

Gentile Signor Signorini,
Elton John non ha "preso" una donna in affitto. Le donne non si "prendono" se non vogliono essere "prese", altrimenti si tratta di una violenza punita dalla legge (mai abbastanza severamente). La donna in questione ha "scelto" in libertà di portare avanti una gravidanza per altri e l'ha fatto protetta dalla legge dello Stato della California (ma sarebbe potuto essere altrove, nei luoghi e nazioni in cui la Gestazione per Altri regolata dalle leggi e le madri surrogate protette dalle loro legislazioni). Signor Signorini, lei considera deficienti, inferiori, senza cervello nè desideri, succube dei desideri altrui queste donne che scelgono di portare avanti gravidanze per altri? Mi permetto di consigliarle qualche lettura e un po' di rispetto in più per donne immensamente potenti che regalano la vita a chi non potrebbe nascere altrimenti. Queste donne comunque non sono le madri dei bambini che mettono al mondo. Non desiderano esserlo. Capita che intreccino relazioni affettive con questi bimbi che diventano come nipoti. Ma i loro genitori sono e rimangono per sempre le persone che li hanno voluti e se ne prendono la totale responsabilità. Si può vivere benissimo felicemente senza la figura materna come senza la figura paterna. Anche su questo argomento ci sono molti testi (anche in italiano) che riportano studi scientifici serissimi che dimostrano come crescere con due genitori dello stesso sesso non porti nessun tipo di conseguenza negativa sullo sviluppo psico affettivo dei bambini e ragazzi. La rimando al sito della nostra associazione, Famiglie Arcobaleno, che accoglie ormai centinaia di figli cresciuti da due padri o due madri.

Alla sezione libri troverà tanti titoli che le permetteranno di approfondire, se lo desidera, questo argomento.

Giuseppina La Delfa [Famiglie Arcobaleno]